Capire la Russia

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Segnalazione di Federico Prati

 

PUTIN

 

Quali sono le “radici” della prassi politica di Vladimir Putin? Come si sviluppa il dibattito politico in Russia? Lo abbiamo chiesto a un giovane studioso del pensiero politico russo contemporaneo, Paolo Borgognone. Autore di un grosso volume, pubblicato dall’Editrice Zambon: Capire la Russia (pagg. 680, € 25,00).

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“Il linguaggio che rispetta i generi”. L’ultima invenzione del dipartimento per le pari opportunità

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Segnalazione Quelsi

donna

by Riccardo Ghezzi

Non c’è il Ministro delle Pari Opportunità, come ha ricordato Mara Carfagna a Maria Elena Boschi, ma il governo Renzi tenta di recuperare terreno sulla parità di genere. Spetta all’onorevole Giovanna Martelli, consigliere del Presidente del Consiglio per le pari opportunità, fare le veci della carica vacante. E le idee, a quanto pare, non mancano. Recentemente è stato annunciato in pompa magna sul sito pariopportunita.gov.it l’ultimo passo importante “per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne”: la promozione del linguaggio di genere. Ne è convinta la stessa Martelli, la prima ad annunciare che “Il linguaggio rispecchia la cultura di una società e ne influenza i comportamenti, educare e sensibilizzare a una comunicazione e informazione rispettosa e priva di stereotipi e visioni degradanti del femminile fa parte della rivoluzione culturale che è necessaria per la lotta alla violenza sulle donne”.

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La campagna di “Repubblica” in favore dell’ eutanasia

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

REPUBBLICA

di Tommaso Scandroglio

Di recente “Repubblica” ha indetto una campagna mediatica a favore dell’eutanasia. Ha iniziato con un articoloconfessione di un caposala di una settimana fa, poi ha continuato con una lectio di Umberto Veronesi ed infine con una lettera di Corrado Augias in risposta ad un lettore.

Ci soffermiamo sul primo pezzo, perché è un vademecum paradigmatico della propaganda a favore della cosiddetta «dolce morte». «Come possiamo definirla? “Eutanasia silenziosa”. Per noi è un fatto di tutti i giorni. Lo affrontiamo con grande difficoltà, ma sicuri di fare sempre la cosa più giusta», esordisce il caposala Michele (nome di fantasia) dell’ospedale di Careggi di Firenze, molto probabilmente impiegato nel reparto di rianimazione. Ecco un primo ingrediente della strategia mortifera pro-eutanasia: far credere che questa pratica sia diffusa, roba di tutti i giorni (lo ribadisce anche Veronesi nel suo articolo).

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Su Battisti ci evitino le solite morali di sinistra

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Segnalazione Quelsi

BATTISTI

by Mario Bocchio

È vero, soprattutto la destra lo aspetta a braccia aperte, come ha prontamente fatto sapere Giorgia Meloni. Perché Cesare Battisti, 60 anni, è stato condannato in contumacia a due ergastoli e a diversi anni di carcere con sentenze passate in giudicato per concorso in quattro omicidi compiuti durante i cosiddetti anni di piombo. Rifugiatosi in Brasile dove venne arrestato nel 2007 a Rio de Janeiro, il terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo era stato definitivamente sottratto alla giustizia italiana dall’allora presidente brasiliano, l’ex-sindacalista e socialista Luiz Inácio Lula da Silva che il 31 dicembre 2010 aveva pubblicamente annunciato il proprio rifiuto all’estradizione di Battisti in Italia concedendogli lo status di rifugiato politico.

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50 italiani combattono per l’ISIS

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Segnalazione Quelsi

 

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by Franco Iacch

 

Il comandante supremo delle forze armate americane in Medio Oriente ha difeso la strategia di guerra dell’amministrazione Obama, dichiarando alla Camera che lo Stato islamico sarà sconfitto senza l’invio di truppe statunitensi. Il gruppo estremista islamico – ha affermato il generale Lloyd Austin – sta già perdendo la capacità di governare e mantenere il territorio in Iraq ed Siria dopo sette mesi di attacchi aerei effettuati dagli Stati Uniti e dalla coalizione. La coalizione militare guidata dagli Stati Uniti in Iraq ha eliminato più di 8500 estremisti dallo scorso mese di agosto, inizio dei bombardamenti aerei. Riusciremo a sradicare l’Isis – ha aggiunto Austin – con l’approccio scelto. Diversi mesi fa, lo Stato islamico poteva muoversi liberamente a bordo di quei lunghi convogli che sventolavano la bandiera nera. Oggi – ha precisato Austin – questo è quasi impossibile a causa dei nostri aerei che li polverizzerebbero senza pensarci due volte. Ma i veri nemici dell’Isis – ha concluso il comandante supremo delle forze armate americane in Medio Oriente – sono la capacità di governare e di tenere unito il territorio.

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Marcello Veneziani lascia Il Giornale

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VENEZIANI

Cari Lettori, ora vi spiego. Siete in tanti a scrivermi e telefonarmi per sapere come mai non appare più il cucù sul Giornale. Non posso andar via come un clandestino. Il Giornale mi ha comunicato la decisione di chiudere il mio rapporto di lavoro. Subito o al più entro l’estate. La decisione dell’Editore è presa e finirà in modo consensuale. La motivazione formale è lo stato di crisi dei giornali e del Giornale stesso che impone tagli e prepensionamenti. Al Giornale, si sa, esprimevo una linea dissonante, la mia rubrica era un’isola. Cominciai a scrivere sul Giornale venticinque anni fa, chiamato da Indro Montanelli, ne uscì quando mi parve che la sua posizione non rappresentasse più i suoi lettori e la necessità di una svolta nel Paese; vi ritornai con Feltri per due volte. Lascio a ciascuno pensare al risvolto politico, giornalistico, ma anche umano e professionale, della vicenda in corso; vi risparmio il mio stato d’animo. Chi ha idee come le nostre non è facile che trovi tribune accoglienti.

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L’F-35B potrà trasportare solo 4 bombe rispetto alle 8 previste

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Segnalazione Quelsi

F35

by Franco Iacch

Scoppia un’altra grana per la versione B dell’ F-35, quella cioè a decollo corto ed atterraggio verticale (trenta quelli acquistati dall’Italia). A causa di una “svista” nel design, la stiva interna dell’F-35B risulta essere troppo piccola per trasportare le nuove Small Diameter Bomb II. La SDB-II è una bomba di nuova generazione progettata proprio per l’F-35. L’F-35B è stato progettato per trasportare internamente otto SDB-II. Queste bombe permetterebbero al pilota dell’F-35 di colpire otto diversi bersagli a 40 chilometri di distanza e con assoluta precisione. Le SDB-II sono progettate per modificare la propria rotta in volo e seguire gli obiettivi attraverso sistemi di guida laser infrarossi o in movimento.

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Svezia, microchip impiantati sottopelle a lavoratori per entrare in ufficio

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di | 28 febbraio 2015

Svezia, microchip impiantati sottopelle a lavoratori per entrare in ufficio

Tecno

I dipendenti delle aziende che hanno sede nell’Epicenter di Stoccolma possono farsi iniettare nella mano un minuscolo dispositivo a radiofrequenza con cui aprire le porte ma anche attivare ascensori e fotocopiatrici.

Gli oltre 700 dipendenti del complesso di uffici Epicenter, nel centro di Stoccolma, non hanno necessariamente bisogno del badge per entrare sul posto di lavoro. Perché, se lo vogliono, le aziende che hanno sede nel building fanno impiantare loro sotto la pelle della mano un microchip a radiofrequenza (Rfid) grande come un chicco di riso che, avvicinato alle porte di ingresso e di sicurezza, le apre senza bisogno di chiavi. Il chip permette anche di usare ascensori, fotocopiatrici e computer, eliminando le password e i pin. E in futuro potrà servire anche per pagare il pranzo o il caffè nel bar del palazzo, che si autodefinisce “casa dell’innovazione” e ospita soprattutto società high tech.

Un reporter della Bbc ha provato in prima persona, facendosi inserire il dispositivo tra pollice e indice. Pare che il procedimento non sia doloroso: il chip viene iniettato con una siringa, senza incidere la pelle. In compenso costa 300 dollari a testa, decisamente più caro rispetto alla classica tesserina di plastica.

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La Cina avvisa gli USA, si schiera con la Russia sul conflitto in Ucraina

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cina russia

E’ ufficiale: la Cina adesso diffida apertamente gli Stati Uniti dall’interferire ulteriormente in Ucraina

Quando si parla della guerra per delega in Ucraina, che è iniziata sul serio circa un anno fa con il violento colpo di stato che ha rovesciato l’allora presidente Yanukovich sostituendolo con un oligarca locale pro-USA, non ci sono stati dubbi su chi fossero gli attori principali: a sinistra c’era l’Occidente, personificato da USA, Unione Europea e in generale la NATO, mentre sulla destraputin xi 2_0 avevamo la Russia. In effetti, se c’era una qualche confusione, riguardava solo il ruolo dell’altro “elefante nella stanza” – la Cina.

Senza dubbio, una domanda che in pochi hanno fatto nel corso della guerra civile ucraina è appunto verso quale schieramento si orienti la Cina. Dopo tutto, il precario bilanciamento delle potenze NATO e russa, ha dato luogo ad uno stallo in cui nessuno dei due schieramenti ha un vantaggio evidente (anche se la defunta economia ucraina, e la sua valuta iperinflazionata necessitano di un vero vincitore), e il sostegno esplicito o implicito della Cina per uno o l’altro farebbe tutta la differenza del mondo, per non dire che costituirebbe il più formidabile asse di forza del mondo.

Oggi, finalmente abbiamo la risposta, il vincitore è questo tizio qua:

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Secondo quanto riferito da Xinhua, giovedì scorso Qu Xing, ambasciatore della Cina in Belgio, avrebbe deplorato l’escalation della crisi tra Russia e Occidente in Ucraina, esortando le potenze occidentali ad “abbandonare la mentalità del gioco a somma zero” con la Russia.

Secondo la Reuters, Xing ha affermato che le potenze occidentali devono tenere in considerazione le legittime preoccupazioni per la propria sicurezza che la Russia nutre riguardo all’Ucraina.

L’opinione della Reuters riguardo al discorso di Xing: “un insolitamente aperto e franco sostegno alla posizione di Mosca nella crisi.”

Non è ancora un avvertimento per gli Stati Uniti a farsi da parte. Non ancora.

Utilizzando un linguaggio molto chiaro ed esplicito, cosa che i diplomatici non sono soliti fare, l’ambasciatore Cinese ha detto che “la natura e la causa principale” della crisi è “la partita” tra Russia e potenze occidentali, tra Stati Uniti ed Unione Europea.

Ha affermato che l’intervento esterno da parte di diverse potenze ha accelerato la crisi ed ha avvertito che Mosca potrebbe avere la percezione di non essere trattata equamente se l’Occidente non muta il proprio approccio.

La frase di Qu riportata è “L’Occidente abbandoni la mentalità del gioco a somma zero, e tenga in considerazione le fondate preoccupazioni della Russia per la propria sicurezza”.

I suoi commenti hanno dimostrato un’insolita comprensione per la posizione russa. La Cina e la Russia, hanno identità di vedute su molte questioni di diplomazia internazionale, ma Pechino in genere non è stata così desiderosa di appoggiare la Russia sulla questione Ucraina.

Come si nota sopra, la Cina finora è stata molto attenta a non farsi coinvolgere nella lotta tra Russia ed Occidente sul futuro dell’Ucraina, non volendo perdere un alleato chiave. Ma ora qualcosa è improvvisamente cambiato, con l’utilizzo di un linguaggio così diretto qualcuno potrebbe anche dire che si tratta di un avvertimento che la Cina non tollererà più la Pax Americana, ed anche la sola ipotesi di un mondo unipolare dominato dall’Occidente, per non parlare della sua realizzazione.

Le dichiarazioni di Qu hanno avuto luogo in contemporanea agli incontri tra gli Stati Uniti e i loro alleati europei riguardanti l’inasprimento delle sanzioni contro Mosca.

Lunedì scorso, il ministro degli esteri Russo Sergei Lavrov ha accusato le potenze occidentali di mirare al dominio e alla imposizione della propria ideologia sul resto del mondo. Le delegazioni europea e americana hanno violentemente criticato Mosca per il sostegno ai ribelli in Ucraina orientale.

Qu ha detto che il coinvolgimento di Washington in Ucraina potrebbe “diventare un diversivo nella sua politica estera”.

E poi, lo schiaffo di Qu a Obama: “Gli Stati Uniti non desiderano vedere la propria presenza indebolita in nessuna parte del mondo, ma il fatto che le loro risorse sono limitate, rende necessario un lavoro duro per continuare a sostenere la propria influenza in affari esteri.”

Specialmente se e quando la Cina decidesse di mandare un po’ delle proprie forze di pace in Ucraina. Sai, giusto per essere sicuri che l’influenza americana negli affari esteri non sia “sostenuta” con troppa forza

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