Registro italiano razzisti e omofobi

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REGISTRO

ECCO il link che riporta la notizia del registro; si tratta del RIRO – “Registro Italiano Razzisti e Omofobi”: http://osservatoriogender.famigliadomani.it/pubblicato-il-registro-italiano-dei-razzisti-e-omofobi-una-lista-di-proscrizione-online-degli-oppositori-al-diktat-etico-dominante/

Il registro vero e proprio lo trovi qui: http://www.registrorazzista.it/

E’ una specie di lista di proscrizione, contro il quale alcuni avvocati stanno valutando eventuali azioni legali.

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I fiancheggiatori del terrorismo islamico

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Terrorismo: gli Usa, la Francia e il Regno Unito hanno aiutato l’Isis

L’analisi di Paolo Sensini – I siriani stanno fronteggiando da cinque anni l’assalto sanguinario di quegli integralisti islamici che, in varia misura, vengono supportati da Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Israele, Stati Uniti, Inghilterra e Francia

“La Francia ha conosciuto ieri ciò che noi in Siria viviamo da 5 anni”. Sono queste le parole con cui il presidente siriano Bashar al-Assad, ricevendo una delegazione guidata dal parlamentare francese Thierry Mariani, ha commentato gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 che hanno lasciato sul terreno quasi 140 morti. Parole che pesano come macigni e con le quali, volente o nolente, Paesi come la Francia stanno iniziando a fare drammaticamente i conti. E siamo solo agli inizi.

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“Perché sono sionista” di Oriana Fallaci

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By On 17 novembre, 2014 · Leave a Comment

Conclusione: sono sionista perche’ sono egoista e se muore Israele, nostro migliore e coraggioso alleato, dietro Israele moriremo anche noi…..
Oriana Fallaci

Dall’intervista originale in spagnolo: icees.org.bo
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Non voglio spiegare che significa ”sionismo”, perche’ penso che il lettore colto e abbastanza informato lo sappia.Tutti parlano del sionismo e quasi sempre male pero’ la maggioranza non sa’ il suo significato e questo e’ molto triste. Sono sionista non perche’ ami gli ebrei ( e li amo) ne’ perche’ ho sangue ebreo ( non si sa mai…) ne’ per essere ”spirito di contraddizione” e lo sono…Non sono sionista perche’ sono multimiliardaria ne’ potente che ovviamente non lo sono..come molti ebrei non lo sono. non sono sionista perche’ faccio parte di misteriose organizzazioni internazionali che nessuno conosce ma di cui molti parlano…non sono sionista perche’ sono massone che non lo sono e non sionista perche’ non sono cristiana perche’ ho l’onore di esserlo.
In questa nostra societa’ tanto manipolata dai mezzi di INcomunicazione e tanto latinamente ( curioso termine no?) usata per determinati ”centri sociali” che siano religiosi, etnici o politici,con inconfessabili e perverse intenzioni di riuscire ad eliminare il popolo da Israele nel migliore dei casi; che nel peggiore e per niente occulto, quello che si pretende direttamente e’ lo sterminio ( nel linguaggio genocida si parla di ”gettarli al mare”) di otto milioni di persone che vivono nel territorio piu’ singolare e controverso di quelli che sono sulla faccia del nostro pianeta terra. sono solo un paio di milioni in piu’ di quelli che stermino’ Hitler…
Uno e’ basso perche’ non e’ alto o viceversa e io sono sionista perche’ non sono antisionista e in questo non ci sono ambiguita’. O si e’ sionista o non lo si e’.

In definitiva sono sionista perche’ respiro, perche’ penso,perche’ vedo, perche’ esisto,perche’ so’….Sono sionista perche’ conosco Israele e la sua gente e gli arabi che vivono li’ e godono degli stessi diritti degli ebrei e temono gli arabi dall’altra parte e tacciono e sono colpevoli perche’ tacciono…pero’ quando parli con loro nell’intimita’ della loro casa manifestano la loro gioia per vivere, lavorare e educare i loro figli in liberta’ piena, liberta’ anche di essere atei e le donne di essere libere in citta’ come Tel Aviv, jaffa o Gerusalemme.

Sono sionista perche’ non mi piace che sgozzino la gente, che lapidino le donne o che uomini adulti si sposino con bambine.

Sono sionista perche’ amo la cultura e ringrazio ai tanti scienziati, intellettuali, medici, letterati, musicisti, architetti,ingegneri, matematici, e fisici ebrei che in proporzione maggiore rispetto al resto della terra hanno dato di piu’ e nonostante siano stati i piu’ oppressi…

e per ultimo sono sionista perche’ sono donna, europea e occidentale. Perche’ adoro la mia maniera di vivere e detesto che mi si voglia imporre qualcosa. Perche’ amo la liberta’ sopra ogni cosa. perche’ rispetto le donne, perche’ bevo quello che voglio e mi piace il prosciutto e perche’ ognuno col suo culo fa quello che vuole signori…e signore! Of course!

Conclusione: sono sionista perche’ sono egoista e se muore Israele, nostro migliore e coraggioso alleato, dietro Israele moriremo anche noi…..
Oriana Fallaci.

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Report: Finché c’è guerra c’è speranza…

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Finché c'è guerra c'è speranza

Argomenti: Società
Autori: Sigfrido Ranucci
Stagioni: 2016

Sembra incredibile, ma in Italia c’è chi di giorno indossa i panni del fruttivendolo e la notte gioca a fare la guerra. Un filo rosso che parte da un paesino in provincia d’Imperia e arriva fino a dentro i palazzi di Agusta Westland – Finmeccanica. Nell’inchiesta realizzata da Sigfrido Ranucci, un trafficante d’armi svela alcuni dei meccanismi con i quali le armi arrivano nei paesi africani e in Medio Oriente. Il trafficante racconta anche dell’addestramento fatto sotto copertura nello Yemen dai militari italiani, finalizzato a preparare guerriglieri arabi da utilizzare in funzione anti Isis. Finito l’addestramento, però, nel giro di poche ore i combattenti sarebbero passati nelle fila dei terroristi.

Dall’inchiesta emerge soprattutto la storia di una struttura clandestina dedita all’arruolamento di contractor e all’addestramento di milizie. Una struttura formata da un ex camionista e rappresentante di aspirapolveri, coinvolto in passato in un traffico d’armi; un fruttivendolo sospettato di essere il punto di riferimento di Michele Zagaria, il più feroce dei capi del clan dei Casalesi; un colonnello dell’aeronautica in congedo; ex membri della legione straniera ed ex carabinieri. Tutti insieme, coordinati da un ex promoter della Mediolanum, avrebbero partecipato, con vari ruoli, a un progetto di addestramento di milizie su richiesta di un somalo che ha vissuto a lungo in Italia. Ufficialmente la finalità dell’addestramento sembra essere quella di formare milizie anti pirateria da utilizzare nei mari adiacenti il corno d’Africa. Ma è così? E perché il somalo utilizza una struttura clandestina invece di quelle ufficiali per realizzare il suo progetto? Sullo sfondo emerge il sospetto e il rischio che queste milizie possano confluire nelle fila delle organizzazioni terroristiche. Dall’inchiesta emerge anche che l’ex promoter della Mediolanum cercherebbe di piazzare in paesi sotto embargo elicotteri prodotti da Finmeccanica – Agusta, su incarico di Andrea Pardi, cioè del manager della società Italiana Elicotteri che si è reso protagonista circa un mese fa dell’incredibile aggressione al nostro inviato Giorgio Mottola. Pardi, per vendere a paesi in conflitto o sotto embargo, si sarebbe fatto aiutare da politici insospettabili.

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Simon Elliot, alias Al-Baghdadi capo indiscusso ISIS, genitori ebrei, agente del Mossad

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da Croah

Abu Bakr al-Baghdadi è il Califfo a capo della milizia EIIL (Stato islamico dell’Iraq e del Levante) rinominato EI (Stato islamico). Oltre alle atrocità commesse da questi veri e propri eserciti del terrore, nuove informazioni offrono maggiore chiarezza sulla situazione.

Urgenti e molto serie: le reti sociali fanno girare importanti informazioni provenienti dall’Iran in grado di rivelare la vera identità del capo dello Stato islamico (Daesh).

Il vero nome di Abu Bakr al-Baghdadi è “Simon Elliott”, di padre e madre ebrei.

Il cosiddetto “Eliott” è stato reclutato dal Mossad israeliano per un anno, durante il quale, si è formato nello spionaggio e sul terreno per condurre una strategia distruttiva delle società arabe e islamiche.

Questa informazione è stata attribuita a Edward Snowden e pubblicata da giornali e altri siti web: il leader dello “Stato islamico” Abu Bakr al-Baghdadi, ha collaborato con i servizi segreti degli Stati Uniti, britannici e israeliani per creare una organizzazione capace di attrarre estremisti in tutto il mondo in un unico luogo. (Fonte: Radio-ajyal.com)

Un’altra fonte conferma questa affermazione, il sito Egy-press:

Con il supporto fotografico, scoppia la bomba mediatica iraniana che svela la vera identità dell’Emiro Daesh sionista.

L’intelligence e il servizio segreto iraniano hanno scoperto la vera e piena identità dell’Emiro Daech, che è conosciuto con il nome di Abu Bakr Al Baghdadi; Il suo vero nome è Elliot Shimon. Il suo ruolo nel Mossad: Agente segreto nello spionaggio sionista. Il suo nome falso: Ibrahim ibn Awad ibn Ibrahim Al Al Badri Arradoui Hoseini.

Il piano: entrare nel cuore militare e civile dei paesi che vengono dichiarati come una minaccia per Israele, al fine di distruggerli per facilitare, successivamente, l’affermazione dello stato sionista su tutta l’area del Medio Oriente, al fine di stabilire il Grande Israele.

Una pagina di un sito yemenita trasmette anche le informazioni. Mi ricordo un flash di questa importante informazione, molto seria e molto pericolosa. Fonti dei media iraniani sono state in grado di rilevare e dimostrare l’identità del capo dello Stato islamico (Daesh).

La questione importante è che il vero nome di Abu Bakr al-Baghdadi è “Simon Elliott” nato da genitori ebrei.

Il cosiddetto Califfo “Eliot” è stato reclutato nel Mossad israeliano in un anno in cui ha combattuto, è stato sottoposto a numerose esercitazioni militari e superato molti test, anche sul campo per essere in grado di guidare un effetto devastante sulla vita e il pensiero arabo e islamico.

Le notizie rivelate da Snowden hanno confermato il suo ruolo di agente segreto, ripreso da molti giornali e siti web. Il leader dello “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante”, Abu Bakr al-Baghdadi, collabora con la CIA e i servizi segreti britannici al fine di creare un’organizzazione terroristica che attira estremisti da tutto il mondo per coordinarli in un unico luogo.

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Flotilla 2010/ Mandato arresto per Netanyahu e altri 7 sionisti

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Flotilla 2010/ Mandato arresto per Netanyahu e altri 7 sionisti

Madrid – Un giudice in Spagna ha emesso un mandatato di arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu e altri sette ex e attuali funzionari sionisti per il loro coinvolgimento nella tragedia della Mavi Marmara.

Secondo quanto riferito dai media spagnoli, questi individui potrebbero essere arrestati se mettono piede sul suolo spagnolo, lo scrive il Jerusalem Post. Il 31 maggio del 2010, un commando israeliano ha attaccato la nave turca che faceva parte della Freedom Flotilla, nel Mar Mediterraneo, a circa 75 miglia dalle coste della Palestina occupata. Il raid e’ finito in un massacro: nove cittadini turchi sono rimasti uccisi al colpo. Altre 50 persone sono rimaste ferite. Uno dei feriti e’ deceduto quattro anni dopo. Il cargo trasportava aiuti umanitari per gli abitanti della striscia assediata di Gaza.

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Parigi: “i terroristi sembravano membri delle forze speciali”

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A dare la notizia è il Corriere della Sera, che riporta i racconti di alcuni testimoni.

Ecco cosa dice il Corriere:

“«Erano bianchi, erano giovani sui 25 anni». E ancora: «Sembravano soldati delle forze speciali». A poco meno di dodici ore si hanno ancora informazioni scarne sull’identità degli attentatori di Parigi. Dalle informazioni confermate, per il momento dalla polizia, è noto che 8 di loro sono morti, 6 si sono fatti esplodere dopo aver innescato le cinture esplosive, 2 sono stati uccisi dagli agenti speciali intervenuti. Non è escluso che anche altri siano fuggiti e che la polizia li stia cercando. In alcune testimonianze raccolte da Le Monde si parla di due auto nere, con alla guida 18-20enni, di cui una immatricolata in Belgio che sarebbe stata ritrovata. Ma si tratta di notizie che non hanno ancora trovato conferma. Così come non è confermata la notizia che sarebbe stato trovato un passaporto siriano sul corpo di uno dei kamikaze morti allo Stade de France. Europe 1 riferisce anche dell’identificazione di un secondo attentatore: si tratterebbe di un cittadino francese.”

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Da Parigi emergono inquietanti interrogativi

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I testimoni dei tragici eventi della sera del 13 Novembre nella zona del decimo e undicesimo distretto hanno raccontato di essere rimasti colpiti dal fatto che gli assalitori fossero sprovvisti dei giubbotti esplosivi. Altre persone hanno riferito che i terroristi, autori delle stragi nei bar e ristoranti delle zona, fossero particolarmente calmi e loquaci nella loro azione di morte. Capacità elevate di manovrare armi. Vestiario rigorosamente nero. Il guardian addirittura citando un testimone racconta che uno dei terroristi, mentre sparava, era intento a stuzzicare dai piatti della cena.
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Parigi, decimo distretto. Uno dei luoghi della strage.
I racconti proseguono con i terroristi che sarebbero riusciti ad allontanarsi senza problemi dalla zona della sparatoria su una Seat Nera. Nelle ore immediatamente successive alle stragi ci sono state molte voci relative ad una macchine con a bordo quattro uomini pesantemente armati. Le notizie del giorno dopo, Sabato 14 Novembre, parlavano di una Citroen Berlingo con quattro uomini armati che avrebbe addirittura forzato un casello autostradale. Solitamente segnalazioni di questo genere, in queste particolari situazioni, che finiscono per risolversi nel nulla destano sempre più di un sospetto.
Gli assalitori del teatro e dello stadio erano forniti di cintura esplosiva e sono morti facendosi saltare in aria grazie ad piano preciso che variava dall’uccidere ostaggi al concerto, al terrorismo di massa all’impianto sportivo. In comune l’ultimo atto: il martirio.
Foro su una vetrina causato dai colpi di arma da fuoco della sparatoria di Venerdì notte a Parigi
Foro su una vetrina causato dai colpi di arma da fuoco della sparatoria di Venerdì notte a Parigi
Vista la maniera in cui l’azione si è svolta complessivamente, è bene non sottovalutare i differenti epiloghi delle vicende. Più attentati in contemporanea, curati minuziosamente per procedere come abbiamo visto.
A colpire è il differente epilogo degli attentati e il diverso destino degli attentatori. Novità assoluta nella cultura jihadista e nella retorica dello Stato Islamico.

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Gli attacchi di Parigi e le “strane coincidenze”

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di Luciano Lago

Si potevano prevedere gli attacchi di Parigi? Qualcuno li aveva per la verità previsti.
Dichiarazione del Presidente Bashar al-Assad fatta nel Giugno del 2013, in una intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung: “….se gli europei consegneranno le armi ai terroristi , il cortile d’Europa si trasformerà in un terreno propizio al terrorismo e l’Europa ne pagherà il prezzo”.

Questa dichiarazione, che al giorno d’oggi appare come una premonizione, era stata sbeffeggiata e derisa dai giornali occidentali ed in particolare in Italia dai giornali della borghesia benpensante del “pensiero unico” (il Corriere della Sera e Repubblica). Vedi: Siria: Assad minaccia l’Europa.

Lo stesso aveva predetto il leader libico Gheddafi, prima di essere barbaramente assassinato dai sicari dei servizi della NATO inviati appositamente per eliminarlo per nascondere le prove del finanziamento da lui fatto all’allora presidente francese Nicolas Sarkozy : “L’Occidente deve scegliere tra me o il caos del terrorismo”. Vedi: Gheddafi e quella profezia inascoltata.

Una profezia quella di Gheddafi, anche quella rimasta inascoltata e derisa: l’Occidente ha scelto il terrorismo come strumento per raggiungere i propri fini. Adesso se ne vedono le conseguenze.

Per quanto riguarda la strage fatta con gli attacchi terroristici a Parigi, sembra presto per trarre delle conclusioni tuttavia ci sono delle cose “strane” anche in questo avvenimento.
Non sembra normale e credibile che otto terroristi, armati fino ai denti, possano circolare dentro Parigi ed attuare una attacco improvviso e coordinato, con perfetta tattica militare, colpendo in sette posti diversi, senza che servizi segreti e forze di sicurezza fossero minimamente informati e consapevoli di casa stava accadendo, di come circolassero le armi e di quanti terroristi dalla Siria, cittadini francesi arabi di seconda generazione, recatisi a combattere in quel paese, stessero rientrando in Patria per compiere attentati. Questo è avvenuto a Parigi che è una delle capitali più protette ed organizzate d’Europa.

Vuoi vedere che le armi utilizzate per gli attacchi siano le stesse che il governo francese aveva fatto arrivare in Siria per armare i gruppi terroristi che dovevano rovesciare il governo siriano di al-Assad ? Potrebbe essere visto che la Francia è in prima linea a sostenere i gruppi terroristi, adesso pudicamente denominati “ribelli moderati”. Vedi: Siria, Hollande: Francia ha dato armi ai ribelli da diversi mesi

Erano forse “ribelli moderati” anche quelli che hanno colpito a Parigi?
Dopo lo stato di emergenza proclamato dal presidente Hollande e gli appelli lanciati via TV, tutto inizia a puzzare di “macchinazione” e si allunga l’ombra sinistra dei servizi segreti anche su questa vicenda. Potrebbe essere che i servizi segreti stiano giocando con le vite dei cittadini inermi per i loro fini: seminare i panico e favorire le misure straordinarie.
Attacchi dei terroristi a Parigi


Fateci indovinare quale possa essere il progetto: rilanciare l’intervento della NATO in Siria con la falsa motivazione di voler vendicare le vittime e sconfiggere per sempre l’ISIS ma in realtà per non rimanere indietro all’intervento diretto fatto in quel paese dalla Russia e dall’Iran che hanno pesantemente attaccato le basi e le postazioni dell’ISIS e degli altri gruppi ottenendo un arretramento e la distruzione di buona parte di questa organizzazione. Organizzazione che gli occidentali (USA e Francia in testa) hanno lasciato prosperare per oltre un anno e mezzo.

Obama ha dichiarato che il Comado USA non vedeva, non sapeva e non era informato di nulla, nonostante tutto l’apparato di satelliti spia, di agenti segreti ed infiltrati di cui gli USA dispongono in Medio Oriente. Questo quando poi è risultato che persino i Pick Up Toyota, utilizzati dall’ISIS, erano state acquistati da emissari di USA ed Arabia Saudita, come emerso dalle indagini.
Nel frattempo è stato annunciato l’ annullamento della visita in Francia ed in Italia del presidente iraniano Rohani. Guarda che coincidenza è proprio quello che volevano a Riyad, in Arabia Saudita: evitare che l’Iran normalizzi i suoi rapporti con l’Europa. Contenti di questo annullamento anche a Tel Aviv i funzionari del governo di Israele che vedono l’Iran come il loro mortale nemico.

Gli attacchi a Parigi si sono verificati nel momento giusto.
Nei prossimi giorni bisognerà seguire con attenzione quello che accadrà e le dichiarazioni dei governi della Francia e degli altri paesi della NATO, per capire quali siano i nessi con questi attentati.

Bisognerà seguire anche le notizie diffuse da quei “mega media” della manipolazione che si chiamano CNN, BBC, Fox News, Sky News, ABC News, ecc. e rilanciate in Italia da Repubblica, Corriere della Sera e dalla Stampa, nonchè dalla impagabile Fiammetta Nirenstein che, quando scrive sul Il Giornale, sostiene che “la colpa di tutto quello che accade è del cattivo tiranno Assad che attua una repressione sanguinosa in Siria”.

Fare attenzione anche a quanto scriveranno gli opinionisti del Corriere della Sera, come Gian Luigi Battista o Franco Venturini, e se scriveranno che “è l’ora che finalmente l’Occidente intervenga”…. vorrà dire che lanceranno il segnale ricevuto dal Dipartimento di Stato e dalla altre Centrali di Comando atlantiste, per diffondere l’allarme e la mobilitazione.

Prepararsi quindi perchè la situazione è seria e non escluso che altri incresciosi episodi possano avvenire in qualsiasi città europea con l’attenta regia delle solite centrali di sobillazione.

Fonte: Controinformazione.info

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ProVita: “Matrimonio gay” e adozioni; Emergenza Chemsex; Istighiamo al suicidio?

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ProVita_denuncia

Abbiamo dato notizia (qui) a fine ottobre che ProVita ha deciso di ricorrere all’autorità giudiziaria contro chi ha gratuitamente insultato il presidente della nostra Associazione, Toni Brandi.

Una cosa è la critica, anche dura; altra cosa è l’offesa gratuita.

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Ora l’episodio è ancora più grave: ProVita e, in particolare, uno dei membri della redazione, sono stati pesantemente diffamati da uno dei più attivi siti LGBT. Su quel sito si trovano tanti articoli su ProVita: sconcertanti per la superficialità delle analisi, e il basso livello delle critiche, nonché, qualche volta, per le semplici falsità e le espressioni di intolleranza.

Tutto questo siamo disposti a tollerare: auspicheremmo una discussione più seria su temi così importanti come quelli che trattiamo di solito, senza cadute di stile, senza parole che oltrepassano il diritto di critica per sfociare nell’ingiuria senza senso. Da parte nostra abbiamo sempre cercato di esporre le ragioni dietro la nostra posizione, a volte esercitando una critica vigorosa nei confronti della controparte, ma il nostro “attacco” è diretto verso le idee, non verso le persone.

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