Durissima lettera di Salvini sui silenzi del governo in emergenza Covid

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Prende carta e penna, Matteo Salvini, e scrive una lettera al Corriere della Sera, pubblicata in prima pagina sull’edizione di domenica 6 settembre: “Caro direttore, le scrivo dopo aver atteso – invano – risposte dal governo a proposito dello studio segreto sugli effetti del Covid in Italia. Uno studio confermato pubblicamente da un dirigente del ministero della Salute il 21 aprile scorso e che risale alle prime settimane del 2020, mentre altri verbali desecretati fanno emergere ulteriori dettagli inquietanti sulla gestione dell’emergenza“, premette il leader della Lega. Insomma, vuole chiarezza sulle scelte di Giuseppe Conte. Scelte che sembrano essere state quelle sbagliate.

“A Palazzo Chigi avevano elementi allarmanti sulle conseguenze del Covid nel nostro Paese, ma il presidente del Consiglio si è preso l’enorme responsabilità di non condividere ufficialmente le informazioni nemmeno con i presidenti di Regione“, sottolinea Salvini. “Sappiamo com’ è finita: drammatiche carenze di guanti, camici, mascherine e respiratori che in fase di emergenza era compito del governo centrale reperire, non delle singole Regioni”. Il leghista ricorda poi come il governo “non abbia proferito parola sullo studio segreto, non una giustificazione, una replica”.

“Gli ultimi verbali desecretati svelano una serie di errori e raccontano i furibondi litigi tra gli esperti e il commissario Domenico Arcuri, che nonostante i troppi ritardi e svarioni è stato scelto per affrontare il tema della riapertura delle scuole affiancando un ministro palesemente inadeguato come Lucia Azzolina. Il governo non può più tacere: chiederemo di riferire in Parlamento”, intima Salvini. E ancora: “Visto che l’esecutivo aveva uno studio riservato sugli effetti del virus, perché non ha condiviso l’informazione con altri interlocutori istituzionali? Perché non ha reperito subito mascherine, camici e respiratori, ma anzi ne ha spedite tonnellate in Cina? Perché ha ignorato i suggerimenti del Cts sulle zone rosse? Perché, il 21 febbraio, il premier dichiarava è tutto sotto controllo?“. Domande pesantissime, che ad ora non hanno risposta.

Salvini conclude ricordando come “c’è anche una richiesta di verità e trasparenza che ha bisogno di risposte. Il governo e la maggioranza, invece, sono preoccupati dalla legge elettorale e sono terrorizzati dal risultato delle elezioni regionali”. “Il governo deve spiegare, davanti al Parlamento e a tutto il Paese, perché ha taciuto i rischi del virus e ha affrontato l’emergenza con drammatica superficialità. Lo deve agli italiani, a chi ha sofferto, a chi non c’è più, alle loro famiglie”.

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https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/24436256/coronavirus-matteo-salvini-lettera-corriere-della-sera-studio-segreto-domande-governo-deve-rispondere.html

I 5 strafalcioni del Cts

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La lettura dei verbali del comitato tecnico scientificofinalmente resi pubblici lascia veramente sconcertati. Qualcuno parla di dubbi e capriole, ma a me pare che dubbi e capriole siano davvero poco per definire la sconcertante lettura dei verbali del comitato che ha dettato la via per 60 milioni di persone in questi mesi e che ancora lo sta facendo con efficacia per lo meno dubbia.
La prima notazione di metodo è il motivo della secretazione incredibilmente auspicata dal comitato stesso in più di un’occasione. Ma chi siamo noi cittadini e contribuenti o sudditi ignoranti a cui vengono “donati” i banchi a rotelle (pagati con le nostre tasse)? Beceri trasgressori di norme a volte ridicole non in grado di capire i rischi e bambini spaventati per le previsioni che non possiamo capire? Io sono onestamente indignato da una casta di veri o presunti espertiche emettono regole, le cambiano, si contraddicono (tamponi si o no, asintomatici da tamponare o no, distanze ecc ecc), ci fanno prediche esortative negano le nostre libertà, senza alcun tipo di confronto pubblico. Ma da quando siamo troppo stupidì per capire ma abbastanza in gamba per pagare le tasse che sottendono a tutto questo circo barnum di esperti?

Poi – e veniamo agli altri quattro punti – ci sono elementi di sostanza agghiaccianti. Chi sottoporre a tampone? Almeno 3 versioni nel tempo. Le mascherine? 3 o 4 versioni diverse. I viaggi? Ricordiamo tutti la chiusura alla Cina (voli diretti) ma nessun controllo per chi proveniva dalla Cina via Francoforte o Parigi. Semplicemente ridicolo. Le terapie intensive? 151.000 casi previsti per l’8 giugno… applicando i parametri del Cts. Parametri palesemente sballati perché oggi con 120 persone in terapia intensiva a valle di circa 1300 casi al giorno nelle ultime 2 settimane avremmo dovuto avere 1,3 milioni di casi al giorno… ridicolo.
E nonostante questo nei verbali manca ogni e qualsiasi oggettivo riferimento numerico che dovrebbe essere fondamentale nel metodo scientifico per testare ipotesi, numeri e verificare gli andamenti della malattia. Quali sono i numeri chiave su cui ancora oggi si dovrebbe fare pubblicamente chiarezza?

1. I contagiati. Sappiamo da tempo che il numero di contagiati rilevati dipende dal numero di tamponi effettuati, numero che è limitato dalla capacità esistente, da chi si decide di tamponare e chi no e dai tamponi doppi o tripli per negativiXX are. Quindi il numero di casi è un indicatore che è sicuramente sempre sbagliato. Non è dato sapere di quanto è sbagliato purtroppo. A marzo l’errore di sottostima era di 10 20 o 50 volte. Adesso probabilmente molto meno ma 2 o 3 o 5 volte è un errore enorme e soprattutto incerto. Per stimare con un minimo di buon senso i contagiati i 2 indicatori possibili sono la % di tamponi positivi o più probabilmente il rapporto tra decessi (questi sono quasi certi, vedi sotto) e il tasso di fatalità che a 7 mesi dall’inizio della pandemia è più facile stimare.

2. I decessi. Ogni giorno vengono comunicati. Sarebbe utile sapere se sono decessi a causa Covid o diversamente deceduti per altre cause che sono con Covid. La differenza è abissale e il dubbio lecito. Se in ospedale arrivo per una dolorosissima colica renale e come da prassi faccio il tampone e sono asintomatico positivo, vengo contato nei ricoverati Covid o no? Io penso di sì ed è fuorviante. Vorrei sapere quale è la prassi. Lo stesso vale se arriva in ospedale un paziente morente dopo un incidente stradale o per un attacco cardiaco. Tampone positivo. Purtroppo sopravviene il decesso. Morto Covid? Si può sapere quale è il criterio di classificazione? Personalmente ho sempre considerato l’unico dato concreto la differenza tra la mortalità media negli ultimi 5 anni in ogni territorio e la mortalità effettiva nel 2020 come l’unico indicatore reale dei decessi a causa Covid. La logica è ovvia.

Nel 2020 l’unico sostanziale elemento differenziale per la mortalità è il Covid, come apparso evidente a marzo e aprile. Applicando questa logica i decessi Covid sono stati in Italia (sembra perché incredibilmente le informazioni sono ancora oggi frammentarie) circa 50.000 tra marzo e aprile e poi pressoché zero dopo il 15 maggio. Su questo dato vale la pena di riflettere. Il 4 maggio si sono aperte le fabbriche prevedendo l’ecatombe. Non è successo nulla. Il 18 i ristoranti.stessa previsione stesso risultato cioè nulla, le spiagge, discoteche e vacanza hanno prodotto incremento dei casi e sostanzialmente nessun incremento dei decessi. Speriamo non succeda nulla nei prossimi giorni, ma il tempo medio tra malattia e eventuale decesso è circa 10/12 giorni (dato ricavato da studi esteri perché in Italia non è noto) e quindi i dati di adesso sono ormai al termine delle vacanze.

Quindi parrebbe di potere concludere che al di là della capacità di scovare i casi specie asintomatici che è in forte aumento, la mortalità e quindi la numerosità effettiva dei casi non è stata influenzata da elementi che il Cts aveva pronosticato come potenzialmente critici. Vedremo adesso le scuole su cui vale la pena di approfondire poi. Di fatto però al di là delle feroci critiche al prof. Zangrillo, ma anche al prof Remuzzi e tanti altri che hanno fatto notare come il virus sia clinicamente molto meno “letale”, è evidente che da 4 mesi la mortalità da Covid è prossima allo zero. Questo peraltro è vero in tutta Europa come testimoniato dai dati euromomo (www. Euromomo.eu) che invito a consultare.

Giovanni Cagnoli, 5 settembre 2020

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I 5 strafalcioni del Cts

L’alleanza Trump-Viganò può liberare l’Italia dalla dittatura globalista e fermare il nuovo ordine mondiale?

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di Cesare Sacchetti

Il filo del dialogo non si è interrotto.

La lettera inviata da monsignor Viganò al presidente americano Donald Trump non è caduta nel vuoto.

Trump si è detto onorato di aver ricevuto l’appello così potente ed evocativo del prelato italiano.

Viganò è stato in grado di spiegare chiaramente a Trump come in gioco non ci sia soltanto uno scontro tra forze di opposto segno politico. C’è molto di più. C’è in atto una vera e propria battaglia spirituale.

E la battaglia dei figli della luce contro quelli delle tenebre che trascende il piano politico per approdare verso quello più propriamente di natura escatologica.

Non si può spiegare il mondialismo soltanto con le anguste e parziali categorie dell’economia o della geopolitica.

La volontà di erigere una sorta di supergoverno mondiale è qualcosa di strettamente legato ad una religione che nulla ha a che vedere con il cristianesimo.

Al contrario, la religione di questo pensiero, noto negli ambienti mondialisti con il famigerato nome di “nuovo ordine mondiale” è l’esatta negazione della Verità rivelata da Cristo.

I riferimenti di carattere satanista ed esoterico della religione globalista dalla violenta carica anticristica sono del tutto evidenti, per chi ha la volontà di vederli.

L’abominevole pratica della pedofilia, un tempo bandita nell’Occidente cristiano, inizia ad essere sdoganata sempre più apertamente. Continua a leggere

La Lega assedia Palazzo Chigi: “Vergogna, Conte ora scappa”

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Una delegazione del Carroccio attende il presidente del Consiglio alle porte della sede del governo: “Scappa e si chiude nel suo palazzo, anzichè venire a parlare coi rappresentanti del popolo”

La Lega scende in piazza e organizza una protesta chiedendo a Giuseppe Conte di uscire da Palazzo Chigi per dare delle urgenti risposte al Paese sulla questione immigrazione clandestina e gestione dell’emergenza Coronavirus, oltre che per supportare l’operato del presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci con cui il premier ha in programma un incontro quest’oggi.

La delegazione del Carroccio, guidata dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, è partita da Montecitorio intorno alle ore 14:30, radunandosi poi in piazza Colonna.“Processate anche me – Io sto con Salvini”, si legge nelle t-shirt bianche indossate dai rappresentanti della Lega, che espongono anche dei cartelli rossi con la scritta “Stop invasione”. Un flash mob organizzato a sostegno del governatore Musumeci, così come “dei tanti amministratori locali alle prese con un’emergenza generata da un governo che non sa gestirla”, spiega Romeo alla testa della delegazione come riportato da “AdnKronos”.

Scappa e si chiude nel suo palazzo, anzichè venire a parlare coi rappresentanti del popolo”, dice il capogruppo del Carroccio riferendosi al presidente del Consiglio dinanzi agli agenti che gli sbarrano la strada proprio all’ingresso di Palazzo Chigi. “Questo è un problema serio. Abbiamo la necessità di parlare direttamente con lui. Che almeno abbia il coraggio di venire giù, almeno questo”.

I rappresentanti delle forze dell’ordine cercano di fare da pacieri e si assumono l’incarico di riferire direttamente il messaggio al sedicente avvocato del popolo, arroccato nella sua torre d’avorio. “Prima dobbiamo aspettare la risposta di Conte”, replica uno degli uomini all’ingresso. “Noi siamo qua”, risponde Romeo. “Non è che pensiamo di voler entrare tutti nel suo ufficio”, rassicura, prima che venga richiesto da un agente di sgomberare l’ingresso al palazzo. “Due o tre metri dietro si può stare?”. “Due metri indietro, dai”, dice il capogruppo leghista al Senato al resto dei manifestanti accalcato alle sue spalle, nell’attesa che il messaggio venga inoltrato il prima possibile a Giuseppe Conte.

Già in mattinata il leader del Carroccio Matteo Salvini aveva postato un tweet polemico sulla gestione del problema migranti e dell’emergenza sanitaria in atto, ritenuta deficitaria ed insufficiente a garantire la sicurezza pubblica. “Centinaia di sbarchi con Forze dell’Ordine allo stremo e Lampedusa sempre più nel caos”, aveva scritto l’ex vicepremier. “Denunciamo questo governo incapace e pericoloso per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e perché mette a rischio la salute dei cittadini e delle donne e uomini in divisa”.

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https://www.ilgiornale.it/news/politica/flash-mob-lega-favore-musumeci-conte-scappa-1887203.html

Sudafrica, migliaia di bikers in corteo: “Stop alle violenze contro gli agricoltori bianchi” (Video)

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Roma, 31 ago – Un lunghissimo corteo di moto ha attraverso due giorni fa le strade di Pretoria, capitale amministrativa del Sudafrica, nei dintorni degli Union Buildings (sede degli uffici presidenziali e del governo). Circa 5mila bikers hanno dato vita così a una protesta silenziosa, fatta eccezione ovviamente per il rombo dei motori, contro i continui attacchi alle fattorie e alle violenze nei confronti dei proprietari delle aziende agricole della nazione africana. Una manifestazione contro il razzismo nei confronti dei bianchi ma più in generale contro le violenze subite dai farmer. Protesta che in questo caso “curiosamente” non rimbalza però su tutti i media internazionali. Eppure quanto accade ogni anno in Sudafrica dovrebbe far drizzare le antenne. Dozzine di agricoltori prevalentemente bianchi vengono uccisi: stando alle statistiche della polizia, soltanto nei dodici mesi prima dello scorso aprile, gli omicidi sono stati 49.

Le richieste dei manifestanti

Come si nota nel video che pubblichiamo, i motociclisti hanno mostrato cartelli – alcuni dei quali attaccati direttamente alle proprie moto – con vari slogan e frasi piuttosto emblematiche. “Se non ci sarà giustizia per gli agricoltori, non ci sarà pace per il governo”, si legge in uno di essi. Tra i bikers c’erano oltretutto molti proprietari di fattorie, che quindi in prima persona subiscono o rischiano di subire le violenze. Scesi dalle moto, i manifestanti hanno alzato le braccia incrociandole per formare una X, simbolo della loro richiesta di porre fine agli attacchi. Gli agricoltori chiedono che la polizia garantisca più sicurezza e che vengono inasprite le pene previste per i crimini legati agli assalti alle aziende agricole. Secondo AfriForum, un’organizzazione non governativa sudadfricana, quest’anno sono stati registrati 216 attacchi alle fattorie e 26 omicidi. Assalti non solo contro bianchi, ma anche nei confronti di lavoratori neri e indiani.

 

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/sudafrica-migliaia-bikers-stop-violenze-contro-agricoltori-bianchi-video-166506/

“Il silenzio di Conte fa paura”: Lampedusa entra in sciopero

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A Lampedusa la situazione è critica: sono oltre 1500 i migranti sull’isola e i cittadini sono allo stremo. Il sindaco pronto a dichiarare lo sciopero generale immediato

La pazienza di Lampedusa è arrivata al limite. Lo sbarco di ieri notte sull’isola ha fatto salire la tensione dei lampedusani, che si sono riversati sul molo per una protesta spontanea. In 370, non 450, sono arrivati ieri a bordo di un peschereccio, che si è palesato improvvisamente a 4 miglia dalle coste di Lampedusa.

Sono state le motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza a intercettarlo e a scortarlo in porto, dove sono poi stati fatti sbarcare. Tutto questo mentre le due navi a pieno carico della ONG Sea Watch stanno facendo rotta verso le coste siciliane per chiedere un porto sicuro. “Il silenzio di Conte fa paura“, ha dichiarato il sindaco lampedusano Martello.

Lampedusa è una polveriera pronta a esplodere e ora se ne rende conto anche il sindacoTotò Martello, che dopo la rivolta pacifica dei suoi cittadini al porto ha alzato ulteriormente i toni contro il governo. Adesso l’isola minaccia lo sciopero generale ed è lo stesso Totò Martello a dichiararlo. “Domattina convocherò i rappresentanti delle associazioni di categoria dell’isola, dichiariamo lo sciopero generale: abbassiamo le saracinesche, il governo nazionale continua ad mantenere un silenzio che fa paura. Qualcuno può ricordare a #Conte che Lampedusa è italiana?“, dice il sindaco, supportato in questo dai suoi cittadini. “Lampedusa sta morendo, Lampedusa dice basta“, urlavano gli uomini e le donne al porto ieri sera mentre chiedevano l’immediato intervento del ministro Lamorgese.

L’hotspot dell’isola ospita 1100 migranti e ne potrebbe avere solo 200, tanto che gli ultimi arrivati sono stati trasferiti in una struttura a gestione ecclesiastica. La rabbia dei cittadini è tutta lì, nella preoccupazione di popolo che si sente abbandonato dal suo Stato distratto, che vive in un’isola troppo lontana da un governo centrale perché questo possa davvero capire il dramma che si sta consumando in questo fazzoletto d’Italia proteso verso l’Africa. “Posso capire che non si vedono arrivare i barchini. ma se un peschereccio di queste dimensioni con centinaia di persone arriva fin qui e nessuno se ne accorge, vuol dire che non c’è alcun controllo nel Mediterraneo“, aggiunge giustamente Totò Martello, che non si dà pace per l’arrivo fantasma di un’imbarcazione da oltre 100 tonnellate. Possibile che nessuno lo abbia avvistato prima? “Ma che fanno le navi militari? Mica siamo in guerra, perché non le impiegano per interventi di sicurezza in mare, e per trasferire i migranti?“, continua il sindaco di Lampedusa.

Lampedusa, sit-in di protesta contro lo sbarco di 450 migranti. Bloccati pulmini diretti verso l’hotspot. Tensione con la polizia nella notte

Pubblicato da Local Team su Sabato 29 agosto 2020

La preoccupazione dell’isola, tra le altre cose, è legata al mancato rispetto delle normative anti-Covid da parte dei migranti in quarantena, che come testimoniato da più parti escono dall’hotspot e circolano liberamente nel paese, entrano nel supermercato e negli esercizi commerciali. Lampedusa è allo stremo ed è pronta ad azioni eclatanti: “Domani ci riuniamo con gli imprenditori locali dichiariamo lo sciopero sull’isola, questa situazione non ha precedenti. La gente in pericolo va aiutata, ma l’accoglienza umanitaria ha bisogno di regole perché qui adesso ad essere in pericolo siamo noi“.

Dopo la protesta del porto, questa mattina le stesse scene si sono viste davanti al municipio di Lampedusa, dove un gruppo di cittadini si è riunito spontaneamente per chiedere la chiusura del’hotspot. I lampedusani hanno sempre dimostrato grande spirito d’accoglienza e sono noti per questo, ma adesso c’è in gioco la sicurezza e la salute di una comunità. Proprio questa mattina un migrante è stato portato all’ospedale con diverse fratture, causate da una caduta da oltre 4 metri nel tentativo di fuggire dal centro di accoglienza. “L’hotspot va chiuso, perché abbiamo oltrepassato ogni limite“, dicono a gran voce gli isolani. Adesso sull’isola sono oltre 1500 i migranti e oggi non è previsto nessun traferimento, a causa delle cattive condizioni meteo che non permettono alle navi quarantena di avvicinarsi all’isola.

DA

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/esplode-rabbia-lampedusa-siamo-pericolo-dichiariamo-sciopero-1886466.html

Hanno avuto sei mesi e non hanno fatto nulla. Ecco il disastro Azzolina

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La scuola sta per riaprire ma fa già acqua da tutte le parti. Gli attacchi vengono da Andrea Delmastro di Fratelli d’Italia che ricorda come anche il Pd ha criticato la gestione della ministra Azzolina. E si va verso la mozione di sfiducia al ministro.

Delmastro di Fratelli d’Italia va all’attacco: “Le prime critiche vengono proprio dal capogruppo del Pd Marcuzzi che ha definito inadeguata la ministra Azzolina e insufficiente il suo operato. Per i banchi non c’è stato un bando tempestivo e non sappiamo se arriveranno in tempo per le lezioni. Sul trasporto pubblico, poi, hanno definito i compagni di classe “congiunti”. Ci sono clamorose manchevolezze per la ministra Azzolina. Hanno avuto 6 mesi per fare un bando per i nuovi banchi. Infine l’organico nelle scuole che è stato clamorosamente sottovalutato e non è corrispondente al fabbisogno delle regioni. Come se non bastasse non è stato affrontato il problema del pre-scuola e post-scuola. Insomma è un disastro su tutti i fronti”.

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https://www.iltempo.it/politica/2020/08/29/news/andrea-del-mastro-attacca-lucia-azzolina-ministro-scuola-bando-banchi-scaricata-pd-24347656/

Scuola, Salvini annuncia mozione di sfiducia per ministro Azzolina

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Alla riapertura dei lavori la Lega presenterà una mozione di sfiducia per il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Lo annuncia il leader del Carroccio.

La Lega è intenzionata a “bocciare” Lucia Azzolina, il ministro dell’Istruzione che ha gestito la fase covid nelle scuole, definita più volte “incapace” da Matteo Salvini, che annuncia l’intenzione dei presentare una mozione di sfiducia “a nome di 8 milioni di studenti e famiglie”, riferisce Affaritaliani.it.

Salvini ha esposto in breve il piano della Lega per far ripartire la scuola, basato su assunzioni, collaborazione con il privato e prevenzione. Un piano che non prevede l’obbligo di mascherine.

“Assumere le migliaia di insegnanti precari che, da anni, già lavorano nelle scuole coi nostri figli. Stabilizzare almeno 20.000 insegnanti di sostegno per non lasciare indietro i bimbi disabili. Collaborare con le scuole pubbliche-paritarie per trovare le 10.000 aule mancanti. Dotare tutte le scuole di termoscanner, per misurare la febbre ai bimbi all’ingresso. Dimenticare la mascherina obbligatoria per i bimbi in classe, una inutile e pericolosa follia. Smetterla di giocare coi banchi con le rotelle, di litigare con sindacati, presidi, insegnanti, governatori e famiglie. Queste le proposte della Lega”, spiega Salvini.

Poi l’affondo:

“Il ministro è in grado di attuarle? No. Alla riapertura dei lavori, presenteremo una mozione di sfiducia a nome di 8 milioni di studenti e famiglie, di un milione di insegnanti, dei presidi e del personale scolastico tutto. La Scuola Italiana merita di meglio. Azzolina bocciata!”, annuncia il leader leghista.

Da

https://it.sputniknews.com/politica/202008279463696-scuola-salvini-annuncia-mozione-di-sfiducia-per-ministro-azzolina/?utm_source=push&utm_medium=browser_notification&utm_campaign=sputnik_it

Lotta alla ‘ndrangheta, a Gratteri il premio Pisacane

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Il procuratore di Catanzaro riceverà il riconoscimento a Sapri il prossimo 30 agosto. Prevista una sua lectio magistralis

Liliana Segre, Antono Mattone, Nicola Gratteri, Angelo Vassallo (alla memoria): sono i vincitori della venticinquesima edizione del Premio internazionale Carlo Pisacane; la manifestazione si svolgerà domenica prossima, 30 agosto, alle 21.30 a Sapri (Salerno), in località Santa Croce. Ne dà notizia un comunicato.

Dopo gli interventi dei fondatori dell’iniziativa i presidi Cesare Pifano e Corrado Limongi, ci sarà il saluto del sindaco Antonio Gentile che, con il patrocinio del Comune, «rinnova il sostegno alle attività del Centro Studi Carlo Pisacane da qualche mese presieduto da Alfonso Andria», si afferma.

Il riconoscimento alla senatrice a vita verrà consegnato prossimamente a Roma; il premio alla memoria di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, a dieci anni dall’assassinio, verrà ritirato dalla moglie, Angelina. Il Premio Pisacane sezione speciale è assegnato quest’anno a Antonio Mattone, editorialista de “Il Mattino”, portavoce della Comunità di Sant’Egidio della Campania, «impegnato da oltre 15 anni nell’attività di volontariato in difficili realtà del mondo carcerario come Poggioreale e Secondigliano». La sua testimonianza avrà per titolo: “Il carcere e la sfida del cambiamento “.

A ricevere il Premio Internazionale Carlo Pisacane 2020 sarà poi il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, da anni impegnato nella lotta al crimine organizzato. Il magistrato terrà una lectio dal titolo “Storia segreta della ‘ndrangheta”

La giornalista Antonella Grippo e lo stesso Alfonso Andria per il Centro Studi Pisacane si alterneranno introducendo i vari momenti della manifestazione, durante la quale sono previsti interventi di Rocco Cantisani attore-dicitore; di Ciriaco Lombardi e Carmen Fusi che animeranno alcune scene da “La Spigolatrice di Sapri”. Infine, un recital di Piera Lombardi, interprete di canti popolari, voce del Cilento.

da

https://www.lacnews24.it/cronaca/lotta-ndrangheta-a-gratteri-premio-pisacane_122682/

Il nubifragio di Verona? Karma contro i razzisti. Il tweet choc del giornalista Paolo Berizzi fa indignare tutti

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  1. Il nubifragio che ha colpito Verona? Frutto del karma che finalmente ha punito chi fomenta odio e razzismo. A sostenerlo in un tweet  che ha scatenato le proteste di tantissimi veneti e non solo è Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica, noto soprattutto per le sue inchieste sul neofascismo.

Il post ha la forma della finta solidarietà: “Sono vicino a Verona e ai veronesi per il nubifragio che ha messo in ginocchio la città. I loro concittadini nazifascisti e razzisti che da anni fomentano odio contro i più deboli e augurano disgrazie a stranieri, negri, gay, ebrei, terroni, riflettano sul significato del karma”, scrive Berizzi che da un anno vive sotto scorta dopo l eminacce subite per le inchieste sull’estrema destra. Come a dire: è colpa di una parte politica se a Verona le strade sono diventate fiumi di acqua e grandine come documentato dai video che stanno facendo il girodei social da ieri pomeriggio. L’equazione (presunto) odio uguale punizione divina fa indignare tutti, anche quelli di sinistra. “Una vaccata peggiore non la potevi scrivere te lo dico da convinta elettrice di sinistra. Ti dovresti profondamente vergognare. Solidarietà ai cittadini veronesi”, scrive un’utente.

“Che dolore sentirmi apostrofata così, io che sono tutt’altro!  Fare di tutta l’erba un fascio e comunque, indice di grande superficialità. Mi sento ferita”; “Questo è proprio un brutto tweet. E non c’entrano parti politiche, è brutto comunque. Spero che ci rifletterà”; “Anche insultando tradisce notevoli limiti intellettuali. Il karma poi, glielo devo dire, è roba da dodicenni scemi di tv”, sono alcuni dei messaggi piovuti sul profilo Twitter del giornalista e scrittore.

“Lei è di uno squallore impressionante la sua finta solidarietà fa venire il voltastomaco, solo per dare dei nazifascisti e razzisti ha persone che hanno subito una catastrofe naturale allora anche i terremotati del centro Italia che voi compagni avete lasciato soli sono razzisti”, scrive un utente sottolineando la debolezza del Berizzi-pensiero.

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https://www.iltempo.it/attualita/2020/08/24/news/verona-karma-tweet-paolo-berizzi-giornalista-repubblica-fascisti-razzismo-veneto-odio-24287843/

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