La regia del Regno Unito dietro la risoluzione ONU contro gli insediamenti sionisti in Cisgiordania e Gerusalemme Est
di Gilad Atzmon

Fonte: civiumlibertas
di Gilad Atzmon

Fonte: civiumlibertas
di Robert Fisk

Fonte: Come Don Chisciotte
Se un dittatore democraticamente eletto diventa un filtro per cui passa la guerra civile di un paese vicino, cos’altro deve aspettarsi se non massacri a casa sua?
Questo è il motivo per cui in Occidente non perdiamo troppo tempo con i morti turchi
CCTV mostra uno sconosciuto che spara a due persone, appena entrato nel nightclub di Istanbul
La Turchia è sola. Come prima cosa, in tutto questo c’è un motivo razzista. Se a Capodanno avessero macellato 39 persone, tra uomini e donne, a Parigi o Bruxelles o a Berlino, i titoli dei giornali avrebbero occupato tutte le pagine per tre o quattro giorni. Due o tre giorni se le vittime fossero state in Europa occidentale. Ma, naturalmente, dato che sono state in Turchia, che è un paese musulmano – dove le persone non sono sempre bianche come i “Cristiani” – i titoli sono svaniti molto più rapidamente. Non sono i nostri, abbiamo detto noi occidentali. Continua a leggere
Lunga vita al senatore Domenico Scilipoti: l’esponente di Forza Italia, divenuto un fan berlusconiano dopo la fuoriuscita dall’Italia dei Valori assieme al collega Antonio Razzi, ha aggiunto un nuovo incarico al suo cursus honorum politico.
È stato infatti nominato vicepresidente della commissione scienze, tecnologia e sicurezza della Nato; è stato inserito anche nella commissione, sempre in seno alla Nato che dovrà occuparsi dei rapporti con l’Ucraina.
«Sono orgoglioso di rappresentare l’Italia in un così prestigioso palcoscenico istituzionale – sono state le parole di Scilipoti a commento della nomina – La responsabilità di un incarico internazionale in un momento così delicato per gli equilibri geopolitici mi motiva molto e rende il mio impegno politico ancora più appassionato.
Il nostro Paese ha già fatto tanto ma deve poter fare ancora di più nella lotta al terrorismo, portando anzi i valori cristiani a fondamento del dialogo con tutte le parti interessate. Porterò con me gli insegnamenti del popolo siciliano che ha fatto dell’accoglienza e dell’incontro tra culture, una ricetta vincente nella storia passata».
DOMENICO SCILIPOTI AL CORSO DI FORMAZIONE POLITICA DA LUI ORGANIZZATO
Il senatore di Forza Italia è stato eletto anche vicepresidente della commissione scienza, tecnologia e sicurezza sempre in seno all’Alleanza Atlantica
di Fabio Torriero

Fonte: Intelligo news

Cosa bolle in pentola? Grillo ha ragione: il ministero della Verità, che poi tradotto in soldoni, è l’ultimo, estremo, tentativo di incollare alla società civile un pensiero unico (il laicismo, la narrazione globalista etc) che fa acqua da tutte le parti.
di Antonio Terrenzio

Fonte: Conflitti e strategie
La sinistra mondialista, benpensante e demenzialmente corretta, ne ha inventata un’altra.
“Post-verita’” e’ la nuova parola per bollare il pensiero non conforme al politicamente corretto e restringere la liberta’ di espressione nei blog di libera informazione.
Il pretesto e’ quello della “diffusione dell’odio” e di fake news, che come recita il Presidente dell’Antitrust Pitruzzella, “favorirebbero l’ascesa del populismo e rappresenterebbero un pericolo per la democrazia”.
Il neologismo e’ gia’ presente sui quotidiani internazionali, come Guardian, Washington post, Times e sui giornaloni della semicultura italiana, Internazionale e Repubblica.
Il termine starebbe a significare: “bufala”, balla, bugia. Cosi’ il mondo radical chic, vuole censurare chi non si adegua al conformismo ideologico imposto dai media di regime. Continua a leggere
di Vladimiro Giacché

Fonte: Il Fatto quotidiano
Vladimiro Giacché – economista, filosofo e firma del Fatto – ha scritto nel 2008 La fabbrica del falso. Strategie della menzogna nella politica contemporanea: il libro ha avuto due successive edizioni, l’ultima ad aprile di quest’anno, ma come spiega l’autore, “l’ho solo aggiornato, non ho dovuto cambiare la struttura. Le cose così stanno: c’è un tentativo di far passare pseudo verità come fatti oggettivi”.
Cosa pensa dell’agenzia statale invocata dal presidente dell’Antitrust Pitruzzella?
Non è una proposta nuova: in 1984 di Orwell c’è il ministero della Verità, che si prefiggeva per l’appunto di avere il monopolio sulla verità nel dibattito pubblico e purtroppo serviva a propagandare bugie. Dovremmo tenere ben presente questo scenario perché è il primo rischio di un’operazione di questo tipo, dove qualcuno pretende di avere il monopolio della verità.
Rendere “governativo” il controllo sulle notizie crea un cortocircuito: un fisiologico rapporto tra i poteri prevede che l’informazione vigili su chi detiene il potere.
La gran parte dei media ha mancato l’obiettivo del controllo sulle notizie. Esempi? Sappiamo, da studi successivi, che la guerra in Iraq si basò su 935 menzogne dette da Bush jr e dal suo entourage all’opinione pubblica (Charles Lewis, 935 Lies: The Future of Truth and the Decline of America’s Moral Integrity, 2014). Più di recente, una porzione considerevole della nostra stampa ha ignorato che gran parte dei ribelli siriani non erano civili inermi, ma terroristi: ora che Aleppo è stata liberata si scopre che ci sono armi statunitensi, bulgare, tedesche, francesi…
L’informazione, dicevano i liberali, dovrebbe essere il cane da guardia del potere perché è da lì che arrivano le bugie pericolose.
Invece si è appiattita sulle posizioni dominanti. Al di là di come valutiamo il voto sulla Brexit, è ovvio che quel risultato manifesta un’enorme sofferenza sociale rispetto all’appartenenza all’Ue e a quella che genericamente chiameremo “globalizzazione”: non solo questa sofferenza non è stata compresa, ma quando si è espressa è stata demonizzata. Avrebbero votato leave i disadattati, i vecchi rimbambiti, gli ignoranti. Invece di interrogarsi sul perché questi segnali non erano stati intercettati si è preferito insultare gli elettori. Stessa cosa è accaduta per le elezioni Usa e il nostro referendum. Ma sarebbe preferibile evitare queste scorciatoie, in cui io vedo derive autoritarie: sono pericolose, anche per chi le invoca.
Lei ha scritto: “La menzogna è il grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo”.
Quel che non si vuol capire è che la verità ha la testa più dura. Serve a poco propagandare numeri mirabolanti sull’occupazione: le persone sanno se lavorano o no. Kennedy diceva: puoi ingannare qualcuno per sempre e tutti per un po’, ma non puoi ingannare tutti per sempre.
Ha letto la risoluzione del Parlamento europeo per contrastare la propaganda contro la medesima Ue?
Sì, è un caso di umorismo involontario. Siamo di fronte a una élite europea del tutto sorda rispetto al giudizio dei cittadini e arroccata sulle proprie posizioni in modo non diverso da quello dei nobili dell’Ancien régime francese. Il discorso pubblico è stato ingessato su presunte verità che sono oggettivamente insostenibili: pensiamo al dibattito sull’euro. Il muro di menzogne sta crollando ed è proprio per questo che ci s’inventa un “ministero della Verità”. Ma attenzione, la bugia ha un valore diagnostico e rivelatore: una bugia scoperta ci dice sul suo autore molte cose. Chi mente ha sempre buoni motivi per farlo. Allo stesso modo, queste proposte rivelano molto su paure e debolezze di chi le porta avanti. E anche un’insofferenza al dibattito democratico che è tipica delle ideologie autoritarie.
Chi dovrebbe decidere che una news è fake?
L’unico capo di questa ipotetica Agenzia potrebbe essere Dio. Ma ovviamente agenzie del genere finiscono per avere un obiettivo molto più terra terra: vietare ciò che è sgradito al potere, nascondere i problemi sotto il tappeto.
Fonte: intervista realizzata da Silvia Truzzi per il Fatto quotidiano
di Maurizio Blondet
Abbiamo individuato che questo link: “maurizioblondet.it/accelera la dittatura delle tecnocrazie inette” potrebbe essere dannoso. Per proteggere il tuo account e dispositivo, segui solo link affidabili”.
Decine di lettori mi hanno avvisato che, nel cercare di condividere il mio articolo, hanno ricevuto da Facebook questo messaggio. Che dire? Mi pare impagabile l’umorismo involontario: apprendere che le tecnocrazie non-votate sono inette e girano le viti dell’oppressione, “potrebbe essere dannoso”. A loro, beninteso, ma soprattutto a voi: avete bisogno di essere protetti dalle idee dannose di maurizioblondet.it . Impagabile anche la minaccia sottintesa: “Per proteggere il tuo account [che ti possiamo azzerare, espellendoti dalla ‘comunità”], e il tuo dispositivo [ti ci mettiamo un virus distruttivo, tanto poi diciamo che sono stati gli hacker russi], segui solo link affidabili”: che, immagino, sono quelli approvati da Paolo Attivissimo. Uno di quelli che ancora sostengono che l’11 Settembre l’ha fatto Bin Laden, e per questo piace a Boldrini & Mogherini. Continua a leggere
Giovedì 12-1-17 , alle ore 12 , si terrà presso il Tribunale di Venezia , sito nella “Cittadella della Giustizia” , Santa Croce 430 , Piazzale Roma , Edificio 1 , l’udienza per il procedimento penale incardinato nei confronti del regista Ulrich Seidl e dell’attrice Maria Hofstatter in conseguenza della denuncia depositata dal sottoscritto a seguito della proiezione, avvenuta nell’agosto 2012 , alla Mostra del Cinema di Venezia del film “Paradise Faith“ , nel corso del quale l’attrice ha oltraggiato il crocifisso , tra l’altro , masturbandosi con esso in una scena per nulla breve. (All’epoca, anche noi di “Christus Rex” ci unimmo alla protesta, N.d.R.)
Il Gip ha fissato questa udienza a seguito della mia opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero. Continua a leggere
Segnalazione di Silvano
National Geographic Italia – Gennaio 2017.pdf

di Israel Shamir

Fonte: Come Don Chisciotte
Vi avevo promesso che per Natale non vi sareste annoiati! Con una mossa a sorpresa , la prima in 40 anni, gli USA hanno votato, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, contro i desideri ufficiali di Tel Aviv. Il miracolo per cui tanto avevano pregato gli amici della Palestina e i progressisti di Israele – alla fine è successo. Questo è uno dei primi effetti benefici della vittoria di Donald Trump – il lungo periodo di deferenza americana agli Ebrei è stato interrotto. Si, lo ha fatto l’amministrazione Obama – ma non l’avrebbe fatto se il Presidente-eletto fosse stata la Clinton. Continua a leggere
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