Coopsette, il lento declino del colosso rosso, di un sistema
Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
Coopsette Reggio Emilia, il lento declino della coop rossa in liquidazione
Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
Coopsette Reggio Emilia, il lento declino della coop rossa in liquidazione
di Maurizio Blondet
Scontro tra Salvini e il governo tunisino sulle parole del ministro dell’Interno.
Peccato siano gli stessi clandestini tunisini a confessare di essere ex detenuti ‘graziati’ e caricati sui barconi:
I detenuti tunisini pagano 1.000 euro per imbarcarsi verlo l’Italia. Lo racconta un giovane testimone che da Ventimiglia sta aspettando un passeur che lo porti in Francia. Perché sono già a Ventimiglia.
All’inviato di Matrix mostra i video del suo viaggio, poi quelli della nave inglese che l’ha salvato e portato a Messina. Alla domanda se sia vera la storia dell’indulto che ha aperto le carceri nel suo Paese permettendo a molti criminali di arrivare in Italia, risponde di sì. Almeno 2700 i detenuti scarcerati negli ultimi tre mesi in Tunisia. Continua a leggere
Segnalazione del Centro Studi Federici
Segnalazione Linkiesta

Sacko non è morto di razzismo, l’ha ucciso un Sud che non cambia mai
Sacko Soumalaya aveva 29 anni, era un immigrato regolare che lavorava per 3 euro l’ora ed è stato ucciso. Una vicenda che dimostra come il Sud sia una polveriera nascosta e l’ultima cosa di cui ha bisogno è un sopruso impunito. Carabinieri, magistrati e politici non devono girarsi dall’altra parte. (di Flavia Perina, LEGGI)
Paolo Conti per il “Corriere della Sera”
La coincidenza è tecnicamente perfetta. Il governo Conte si è appena insediato e il 30 giugno prossimo scadrà il Consiglio di amministrazione Rai presieduto da Monica Maggioni con la direzione generale di Mario Orfeo. Il 7 maggio è stato approvato, correttamente nei tempi, il bilancio 2017 con un utile di 14,3 milioni di euro.
Intanto, il 31 maggio sono scaduti i termini, aperti il 30 aprile, per depositare in Parlamento le candidature per il futuro Consiglio a sette membri, con le nuove regole: due eletti dalla Camera, due dal Senato, due designati dal Consiglio dei ministri su proposta del ministero dell’ Economia (azionista di maggioranza assoluta della Rai) e uno eletto dall’ assemblea dei dipendenti Rai. Un governo nuovo di zecca che deve indicare subito i futuri vertici della tv pubblica: si dice da decenni che la Rai è lo specchio della politica italiana, e stavolta ci sono persino i tempi ideali. Continua a leggere
di Flavia Corso

Fonte: Ereticamente
“Lo psicopatico è colui che è capace di compiere gesti anche terribili senza che il suo sentimento registri il minimo sussulto emotivo. Il cuore non è in sintonia con il pensiero e il pensiero con il gesto”
(U. Galimberti, L’ospite inquietante)
Se pensate che gli psicopatici siano necessariamente i serial killer ben presenti nell’immaginario collettivo, vi sbagliate di grosso. Lo psicopatico non per forza è un assassino; in moltissimi casi, si tratta al contrario di un individuo ben inserito all’interno della società, all’apparenza dotato di carisma, fascino e savoir faire, maschera che utilizza con efficacia nei contesti sociali al fine di nascondere la totale assenza di coscienza ed empatia. Chi è affetto da psicopatia, manipola insistentemente chiunque gli stia attorno per raggiungere i propri fini egoistici. Le persone di cui lo psicopatico fa uso, sono dunque semplici strumenti nelle sue mani, vittime per le quali non proverà mai senso di colpa, vergogna o rimorso. Per questo predatore naturale, il fine giustifica sempre i mezzi e, quasi si trattasse di un computer piuttosto che di un essere umano, ogni sua azione è frutto del mero calcolo in funzione del raggiungimento di un unico obiettivo: l’interesse personale (soldi, sesso, fama e autogratificazion
e in genere…). Lo psicopatico è un individuo pressoché amorale: a livello cognitivo, riconosce benissimo ciò che è giusto e sbagliato, il bene e il male, ma senza che ciò comporti alcuna partecipazione emotiva. Capisce benissimo cosa siano le emozioni come l’amore, il dolore, la tristezza e persino l’empatia, ma non riesce a provarle.
Laddove l’elemento emotivo venga trascurato a beneficio di quello esclusivamente razionale, si sa, non può esservi alcuna buona etica, poiché ragione e sentimento insieme contribuiscono allo sviluppo del giudizio morale. Si stima che gli psicopatici costituiscano l’1% della popolazione mondiale. Si tratterebbe di una notizia rassicurante, se non fosse per la loro grande capacità di salire rapidamente ai vertici della piramide sociale, utilizzando le loro doti manipolatorie. Essendo totalmente privi di empatia, infatti, questi soggetti non si faranno alcuno scrupolo a comportarsi in maniera scorretta nei confronti dei loro simili, pur di arrivare a posizioni di potere. Li ritroveremo dunque spesso a capo di grandi aziende, ma non in virtù del loro operato, bensì esclusivamente grazie alla loro natura predatoria e parassitaria. Il termine “Corporate Psychopath” viene utilizzato dagli studiosi proprio per delineare il profilo dello psicopatico aziendale che si destreggia all’interno dell’ambiente lavorativo, suscitando ammirazione intorno a sé, semplicemente perché travestito da abile uomo d’affari. Per mascherarsi socialmente, lo psicopatico mima gli stati emotivi delle persone normali acquisendone e riproducendone le espressioni facciali e il linguaggio corporeo. Recita, perché non può fare altrimenti. Ma quali sono le cause della personalità psicopatica? Ricerche nel campo della neuropsicopatologia hanno evidenziato come la psicopatia sia determinata da una vera e propria anomalia cerebrale: le aree predisposte all’elaborazione del materiale emotivo (parti della regione limbica, l’ippocampo e l’amigdala) non funzionerebbero in modo adeguato nel cervello psicopatico. Continua a leggere
di Vladimir Putin – 05/06/2018
Fonte: Aurora sito
In vista della visita in Austria, il Presidente della Russia ha risposto alle domande del presentatore dell’ORF austriaca, Armin Wolf.
Armin Wolf, presentatore dell’Austrian Broadcasting Corporation (ORF): Signor Presidente, la sua prima visita all’estero vi porta in Austria. Si tratta di una sorta d’incentivo per una politica benevola nei confronti della Russia da parte del governo austriaco, che si scaglia contro le nuove sanzioni dell’UE e non ha espulso diplomatici russi sul “caso Skripal”?
Presidente della Russia Vladimir Putin: Non credo che uno Stato europeo così rispettato come l’Austria abbia bisogno d’incentivi. Abbiamo a lungo avuto relazioni buone e profonde con l’Austria. L’Austria è il nostro partner tradizionale e affidabile in Europa. Nonostante tutte le complicazioni nel corso degli anni, il nostro dialogo nel campo della politica, della sicurezza e dell’economia non è mai stato interrotto. Il nostro commercio con l’Austria è cresciuto del 40,5% lo scorso anno. Rispettiamo la posizione dell’Austria e il suo status neutrale. La Russia, ovviamente, è uno dei garanti di questo status, avendo preso parte alla stesura del trattato di Stato. Collaboriamo con la Repubblica austriaca in vari settori: nell’economia, come ho detto, in politica e sicurezza. Nell’economia, collaboriamo in vari settori. Non solo energia, anche se vorrei dire di più su di esso in seguito, ma anche nella costruzione di aeromobili, sicurezza aerea e ingegneria idroelettrica. Sempre più capitale austriaco viene investito in Russia. Lo consideriamo un segno di fiducia nella politica economica perseguita dal governo della Federazione Russa. Adottiamo importanti progetti. Grazie alla nostra cooperazione, Baumgarten, e quindi l’Austria, è diventato il più grande hub del gas in Europa. Abbiamo molti interessi comuni e simili, quindi fummo felici di dare il benvenuto al cancelliere federale Kurtz in Russia, a febbraio. È da queste considerazioni che la mia visita in Austria è in preparazione e spero che si svolga presto. Continua a leggere
di Lorenzo Vita

Fonte: Gli occhi della guerra
Viktor Orban è diventato, negli anni, uno dei più importanti leader d’Europa. E adesso, il suo messaggio, inizia a penetrare in tutto il continente.
La vittoria di Janez Jansa in Slovenia, alleato di Orban, è un segnale inequivocabile. Non tanto nei numeri della vittoria elettorale, ma nel significato. Il gruppo Visegrad, quello di cui fa parte l’Ungheria, ha un nuovo alleato a Lubiana.
E i meriti di questa vittoria sono in larga parte da assegnare al premier ungherese che ha saputo non soltanto cavalcare l’ondata di protesta (in particolare sulla questione migranti), ma anche penetrare all’interno del dibattito politico. Messaggi chiari, parole semplici, significati profondi. Come l’ultimo appello rivolto al popolo sloveno “Votate per la sopravvivenza della nazione”.
I media e Orban in Slovenia Continua a leggere
di Alain de Benoist

Fonte: Barbadillo
Signor Alain de Benoist, in alcuni ambienti, si tende a opporre due nozioni di cui tutti parlano oggi: l’identità e la sovranità. Nel Front National, Marion Maréchal-Le Pen avrebbe rappresentato la prima, in opposizione a Florian Philippot, che difende soprattutto la seconda. Una tale opposizione le sembra legittima?
“Intervistata qualche settimana fa dalla rivista Causer, Marine Le Pen ha dichiarato: ”Il mio progetto è intrinsecamente patriota perché difende nello stesso movimento la sovranità e l’identità della Francia. Quando si dimentica una delle due, si bara”. Quindi, non bariamo. Perché si dovrebbero vedere nell’identità e nella sovranità delle idee opposte, quando sono complementari? La sovranità senza identità non è che un guscio vuoto, l’identità senza sovranità ha tutte le possibilità di trasformarsi in ectoplasma. Quindi non bisogna separarli. L’uno e l’altro, inoltre, fanno parte della libertà. Essere sovrano è essere libero di decidere da sé la propria politica. Conservare la propria identità implica, per un popolo, di poter decidere liberamente le condizioni della propria riproduzione sociale”.
Mentre l’identità è un concetto necessariamente vago, la sovranità non è più facile da definire?
“Meno di quanto sembri. La sovranità “una e indivisibile” richiamata da Jean Bodin in I sei libri della Repubblica (1576) non ha molto a che spartire con la sovranità fondata sulla sussidiarietà e sul principio di competenza sufficiente, di cui parla Althusius nel 1603 nel suo Politica methodice digesta. L’approccio di Bodin è eminentemente moderno. Implica lo Stato-nazione e la scomparsa della distinzione che in precedenza è stata fatta tra potere (potestas) e l’autorità o la dignità del potere (auctoritas). Continua a leggere
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