“Se la gente sapesse che cos’è lo spread, scoppierebbe la violenza nelle strade”

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di Roberta Dejana

Un Grande Nando Ioppolo “Che cos’e li spread… io penso che se la gente lo sapesse scoppierebbe la guerra nelle strade da oggi a domani “ SPREAD, LA TRAPPOLA MORTALE In una recente intervista il Professor Nando Ioppolo (avvocato ed Economista, recentemente scomparso), sostiene che lo SPREAD é una cosa che se la gente sapesse cos’é, molto probabilmente scoppierebbe la violenza nelle strade perché sullo SPREAD é stata fatta una campagna mediatica vergognosa basata sulla bugia.

Ioppolo spiega che il gioco inizia dalla BCE ( Banca Centrale Europea) che presta alle banche private allo 0,75% tutti gli euro che gli richiedono per qualunque motivo glieli richiedono. Dopodiché la banca (UNICREDIT nell’ esempio del Professore), con questo 0,75 ci compra i BTP che tecnicamente dovrebbero essere allo 0,76. Perché allora al 5 %? Perché così la Banca ci può speculare. Continua a leggere

Siria: islamici dal cuore tenero per Israele

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Hanno bruciato vivi dei prigionieri, sgozzato centinaia di persone, praticato persino il cannibalismo. Eppure anche i terroristi islamici hanno un cuore: infatti, dopo aver occupato il campo dei profughi palestinesi a Yarmouk, in Siria, si sono preoccupati di cercare le salme di due soldati israeliani morti nel 1982 e sepolti nel cimitero del campo, consegnando poi le salme al governo di Tel Aviv per assicurare una sepoltura ebraica. Una storia così toccante (prudentemente censurata dagli organi di disinformazione di massa) degna del libro Cuore!
 
Yarmouk, terroristi riesumano cadaveri di soldati israeliani
Siria – Gruppi terroristici presenti nel campo profughi palestinese di Yarmouk hanno riesumato i cadaveri di soldati israeliani, a conferma della stretta cooperazione tra i terroristi e Tel Aviv.
Il canale di notizie al-Mayadeen in lingua araba ha citato il vice segretario generale del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), Tallal al-Naji, che ha dichiarato che l’Isil, il Fronte al-Nusra e i terroristi del Free Syrian Army hanno riesumato le tombe nel campo profughi di Yarmouk, nella periferia di Damasco, su ordine di Tel Aviv per trovare i cadaveri di soldati israeliani. L’ordine di trasferire i cadaveri dei soldati in Israele è stato emesso dal centro di comando israeliano.

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‘Allah hu Akbar’ Gunman Kills Two Female Police Officers, one Bystander, in Belgium in Suspected Terror Attack

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Segnalazione Breitbart

Police and ambulance are seen at the site where a gunman shot dead three people, two of them policemen, before being killed by elite officers, in the eastern Belgian city of Liege on May 29, 2018. - The shooting occurred around 10:30am (0830 GMT) on a major artery in the …
JOHN THYS/AFP/Getty
The Police chief of Liège, Belgium, has said that the deceased gunman, who fatally shot two female officers and a bystander outside a cafe and took one woman hostage at a local school, deliberately targetted police.

Shots were heard in the centre of the eastern Belgian city of Liège at around 10.30 am local time when an armed man opened fire outside the Cafe des Augustins on the Rue des Augustins, killing two police officers.

Belgian prosecutors’ office spokesman Philippe Dulieu confirmed the attacker in Liege was carrying a knife and approached two police officers, stabbed them several times, disarming them, and then used their weapons in a shooting rampage.

Dulieu said that the attacker “then took their weapons. He used the weapons on the officers, who died.”

National Belgian broadcaster RTBF has named the suspect as 36-year-old Benjamin Herman who was on temporary release from prison. He was known to police for petty crime such as theft, damage to public property, and minor drug trafficking.

Victor ⌬@VICTORJ_FR
Coups de feu à Liège, évacuation du boulevard d’Avroy. Beaucoup de voitures de police sur place + secours

The broadcaster speculates that he was radicalised in prison in Lantin, where he began his sentence in 2017, but whilst being allegedly known for violence by fellow inmates, he was not known for being associated with the radical Islamist prison scene.

Belgian officials confirmed a third person, a 22-year-old man who was in his car at the time, was also killed. A member of the Anti-Banditry Squad (PAB) and another bystander were reportedly injured.

The shooter then fled and held a cleaning lady hostage in the Waha high school. Police confirmed that security services arrived on the scene and shot the suspect dead, reportsHLN.

Police and ambulance are seen at the site where a gunman shot dead three people, two of them policemen, before being killed by elite officers, in the eastern Belgian city of Liege on May 29, 2018. - The shooting occurred around 10:30am (0830 GMT) on a major artery in the city close to a high school. "We don't know anything yet," the spokeswoman for the Liege prosecutors office, told AFP when asked about the shooter's motives. (Photo by JOHN THYS / AFP) (Photo credit should read JOHN THYS/AFP/Getty Images)

Police and ambulance are seen at the site where a gunman shot dead three people, two of them policemen, before being killed by elite officers, in the eastern Belgian city of Liege on May 29, 2018. – The shooting occurred around 10:30am (0830 GMT) on a major artery in the city close to a high school. “We don’t know anything yet,” the spokeswoman for the Liege prosecutors office, told AFP when asked about the shooter’s motives. (Photo by JOHN THYS/AFP/Getty) 

Belgian broadcaster RTBF reports claims that a terrorist motive is suspected. According to police sources who have allegedly spoken to Belgian newspaper La Libre the gunman shouted “Allah hu Akbar” before being shot dead by police.

National media outlet VTM News also claims some witnesses allegedly heard the suspect shout the Islamic war cry.

Another official from the Belgian federal prosecutor’s office, who spoke on condition of anonymity with The Associated Press, said that “there are indications it could be a terror attack”, and the case has been taken over by the office which deals with extremist attacks.

An eyewitness video appears to show evacuation of the Avroy Boulevard with the sound of gunshots in the distance and people running for safety. Later footage shows a convoy of ambulances heading towards the scene.

Victor ⌬@VICTORJ_FR

Deuxième convoi d’ambulance qui quitte la zone. La situation a l’air d’être terminée. Moins d’effervescence sur le boulevard, les policiers sont moins sur les nerfs

Liège police said Tuesday afternoon that the attacker’s motive was to “target the police”.

This story is developing…

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Questa è la crisi peggiore della storia della Repubblica. E ora l’Italia è davvero nei guai

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Segnalazione Linkiesta

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Questa è la crisi peggiore della storia della Repubblica. E ora l’Italia è davvero nei guai

Un crisi diversa dalle altre, che comporterà conseguenze diverse dalle altre. La posizione Lega-M5S che contrasta la legittimità dei poteri nazionali e internazionali gode di un forte consenso popolare. (di Flavia PerinaLEGGI)

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Salvate il soldato Mattarella da chi vuole difenderlo a tutti i costi

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Segnalazione Linkiesta

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Salvate il soldato Mattarella da chi vuole difenderlo a tutti i costi

Le scelte del presidente della Repubblica hanno scatenato un conflitto senza precedenti. Una lotta che vede combattere sedicenti difensori delle istituzioni contro chi si sente espropriato dell’investitura popolare. Ma il Colle, sede della concordia nazionale, non può diventare un campo di battaglia. (di Alessandro GiuliLEGGI)

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Il no di Mattarella? Tra scelte politiche e poteri forti

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Risultati immagini per Mattarella e i poteri fortiScritto e segnalato da Marco Milioni

I motivi per cui il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha de facto detto no ad un esecutivo composto da Lega e M5S con Paolo Savona all’Economia e Giuseppe Conte premier sono oggetto di uno scontro durissimo. E lo saranno a lungo. E come succede in casi del genere i motivi di scelte tanto drastiche scatenano reazioni di ogni tipo: ci sono gli insulti sul web. C’è la critica dura e meditata di un costituzionalista di rango come Massimo Villone, sino a giungere ai j’accuse di Massimo Fini e Ugo Mattei. Il tutto lascia intuire che la posta in gioco sia altissima.

Ora sarebbe importante riuscire a capire se il niet del capo dello Stato abbia davvero solo delle generiche correlazioni con la necessità di tutelare i risparmiatori o se sotto ci sia dell’altro. Anzitutto chi sono i risparmiatori cui si riferisce Mattarella? Sono i signor Bianchi e le signore Rossi che hanno messo via un po’ di Btp? Sono i grandi stake-holder che di mestiere fanno profitto col debito pubblico delle nazioni? Per cercare di fare un po’ di luce in questo antro occorre dare conto di una indiscrezione che gira da diverse ore tra i parlamentari veneti eletti di recente tra palazzo Madama e Montecitorio. Una indiscrezione secondo cui persone vicinissime a Mattarella avrebbero sconsigliato al capo dello Stato di permettere che un ministro considerato poco incline ai desiderata dei grossi investitori sui titoli di Stato mettesse gli occhi sul bauletto che al dicastero dell’Economia contiene uno dei segreti meglio custoditi e più oggetto di polemiche degli ultimi anni: quello dei derivati sottoscritti dallo Stato a garanzia del debito pubblico. Continua a leggere

L’islam conquista Brescia: il parcheggio è “piazza Allah”. Ecco la vera laicità…

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Il sindaco inaugura lo spazio ristrutturato grazie agli sceicchi e svela la targa dedicata al dio dei musulmani

di Alberto Giannoni

Quartieri ghetto, torri prigioniere di un degrado terrificante, centri religiosi abusivi che fanno da sfondo a vicende oscure, parcheggi inaugurati «nel nome di Allah».

Anche la Leonessa d’Italia ora ha paura. Seconda città della Lombardia, bella e ricca, Brescia non si sente più sicura. E se i dati ufficiali confermano immancabili il calo dei reati, 42 cittadini su cento considerano poco o per niente efficace l’operato della «Loggia» sulla sicurezza. E anche su questo si gioca la partita che aprirà la porta del municipio al nuovo sindaco. Nelle vie del piccolo centro cittadino si percepisce ancora quel decoro che è lascito della vecchie giunte dc dei tempi andati. Nelle periferie, alla stazione, nelle lunghe strade trasformate in ghetti si vedono film diversi. Nei casermoni degli alloggi popolari i rifiuti volano direttamente dalle finestre al cortile, per diventare il pasto di piccioni che razzolano indisturbati fra distese di immondizia e guano. Nel piazzale della stazione vengono denunciati bivacchi, nei parchi traffici molesti e sospetti.

Intanto più di un bresciano su due giudica inefficace la gestione e l’integrazione degli immigrati. E agli occhi del centrodestra insicurezza e immigrazione sono tutt’uno. Dati alla mano, si capisce perché. L’impatto dei nuovi flussi non ha eguali, se non nelle grandi metropoli. Per l’Orim in città vivono 36mila immigrati, il 18,5% dei residenti. Passando in rassegna via Milano, l’incidenza di veli variopinti e variamente coprenti impressiona. Spesso li indossano ragazzine o bambine. Avrà 9-10 anni quella che insieme al padre entra in via Bonardi nella sede dell’associazione «Al Noor», quella che la candidata del centrodestra Paola Vilardi vuole chiudere. Il sindaco Emilio Del Bono venti giorni fa la considerava una presunta moschea. Un video ha documentato il via-vai di centinaia di persone. Siamo a tre chilometri da piazza Della Loggia. Dietro la serranda abbassata della moschea, secondo il cartello attaccato con lo scotch, si tengono corsi di arabo, si fanno i compiti, si dà assistenza fiscale e familiare. Chissà se ne hai mai usufruito il padre di Sana, la giovane che a Brescia ha vissuto prima di essere uccisa in Pakistan: proprio dal padre secondo le autorità locali che lo hanno arrestato e ai quali ha confessato tutto. Dodici anni fa una storia molto simile, quella di Hina, 21enne uccisa dai familiari per il rifiuto delle imposizioni patriarcali. Continua a leggere

Le Pen, Farage e Bannon contro lo stop al governo M5S-Lega: «È colpo di Stato»

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Risultati immagini per porta del QuirinaleIl Front National, il partito francese guidato da Marine Le Pen, denuncia: in Italia è colpo di Stato. Toni più soft quelli a cui ricorre il leader euroscettico britannico Nigel Farage, protagonista due anni fa della vittoria nel referendum sulla Brexit. Il messaggio è comunque d’impatto: «L’establishment blocca la democrazia». A chidere il cerchio è l’ex stratega del presidente Usa Donald Trump: «È stata tolta la sovranità all’Italia». Nel mirino dei politici sovranisti la decisione del Quirinale.

Il Front National denuncia: colpo di Stato in Italia
A poche ore dallo stop del Colle a un governo M5S-Lega, dopo che le due forze politiche avevano confermato di volere un economista euroscettico al ministero dell’Economia, e dal conferimento all’ex commissario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli dell’incarico di formare l’esecutivo, alcuni esponenti di quella corrente politica che è definità “sovranista” hanno lanciato l’allarme. «Per la prima volta dal crollo dei regimi autoritari in Europa – si legge in un comunicato diffuso dal Front National, il partito francese guidato da Marine Le Pen, fatto circolare in mattinata – un Paese europeo viene messo di fronte ad un reale colpo di Stato, il cui obiettivo è sovvertire l’obiettivo delle urne e imbavagliare istituzionalmente la democrazia. Ovviamente dietro questo colpo di forza dobbiamo vedere la mano di Bruxelles, dei mercati finanziari e della Germania». Continua a leggere

DIETRO LE QUINTE/ Fra spread e crack bancari: quella telefonata di Draghi al Colle…

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Mario Draghi (Lapresse)Sergio Mattarella ha spiegato direttamente agli italiani il perché del suo no alla poltrona di ministro dell’Economia a Paolo Savona, evocando la tutela del risparmio.

Non si può dubitare della buona fede personale e istituzionale di un presidente della Repubblica come Sergio Mattarella: se ha detto in diretta tv che la nascita del governo Lega-M5S con Paolo Savona all’Economia avrebbe messo a rischio i risparmi degli italiani bisogna credergli e rispettare le sue scelte. Una democrazia funziona così: l’impeachment va bene per un presidente che tradisce il suo Paese, non per uno che si assume le sue responsabilità ultime. E poi il parere finale, al Quirinale, è quasi sicuramente giunto dal presidente della Bce, Mario Draghi: chi, tutt’oggi, avrebbe potuto ignorarlo?

Nelle prerogative costituzionali del Capo dello Stato c’è la valutazione ultima di ciò che è bene per il Paese: lo confermano i giuristi e lo dice una lunga esperienza. Resta il fatto che per la seconda volta in sette anni il Quirinale ha dovuto esercitare questa autorità legittima, ma inequivocabilmente eccezionale: in entrambi i casi sotto la pressione dello spread sovrano in peggioramento.

Il riaccendersi dell’emergenza è la prima e più importante differenza fra l’intervento deciso di Giorgio Napolitano nel 2011 sul governo Berlusconi e quello di Mattarella ieri sera contro l’alleanza Lega-M5s: perché nel 2018 l’Italia è ancora a rischio-spread? In mezzo c’è stato il riformismo tecnocratico di Mario Monti e poi il quinquennio di governo da parte del Pd: come mai il rapporto debito/Pil è rimasto critico, il primo non è stato neppure intaccato e il secondo non è stato davvero rilanciato come altrove in Europa?

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Costituzione (materiale) antidemocratica

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di Fabio Falchi

Costituzione (materiale) antidemocratica

A cura di Alessio Mannino per www.vvox.it 

Un altro (e più profondo) punto di vista. E’ quello, almeno rispetto ai “mattarelliani” d’Italia, ma senza essere schierato a prescindere con gli “anti-mattarelliani”, che può dare sine ira ac studio solo uno studioso, libero, lontano da accademie e consorterie, con un robusto bagaglio di riferimenti non esattamente mainstream, e che sa argomentare. E’ il caso di Fabio Falchi, 52 anni, ricercatore indipendente che vive in provincia di Varese, uno dei non pochi (ma neanche tanti) pensatori di un’Italia abituata a portare il pensiero all’ammasso, accontenandosi di veder sfilare i soliti quattro “opinionisti”. In particolare, Falchi si occupa di analisi geopolitica e filosofia politica, collaborando a varie riviste (soprattutto “Eurasia”) e scrivendo diversi libri (“Lo spazio interiore del mondo”, i due volumi de “Il Politico e la guerra” e “Comunità e conflitto”, tutti pubblicati da Anteo, e ne sta per uscire un altro, che «dovrebbe intitolarsi “Geo-politicamente abita l’uomo”»). Falchi si muove nel solco del socialismo «non marxista, incentrato sulla difesa delle “differenze” e dei legami comunitari, in quanto ritengo che che l’“essere con gli altri” (che può pure mutarsi in “essere contro gli altri”, come dimostra la storia) sia il destino dell’uomo e che di conseguenza non ci si libera da soli, ma insieme». Non esattamente la prospettiva dell’individualismo liberale, insomma. Continua a leggere

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