Una giornalista che fa opposizione così…
Scritto e segnalato da Maurizio Blondet
UNA GIORNALISTA CHE FA OPPOSIZIONE COSì.
Laura Cesaretti, giornalista de Il Giornale, ma prima di RadioRadicale e de Il Foglio, ha seguito e commentato il discorso del nuovo primo ministro, con battute che tutti i suoi fans credono spiritose. Ha cominciato così: Fantastico Conte che, assiso tra Bombolo e Ciufolo, cerca di mandare a mente le parole difficili che gli hanno scritto 03:09 – 5 giu …
Orban: pronti ad aiutare l’Italia. Non con le quote, ma con le espulsioni
In un’intervista rilasciata alla radio pubblica, rilanciata da Repubblica, il presidente ungherese Viktor Orban si è espresso in merito alle nuove posizioni assunte dal governo italiano sul tema immigrazione, dicendosi pronto ad aiutare l’Italia. L’aiuto offerto però, diversamente da quanto si potrebbe pensare, non consisterebbe nell’assunzione, da parte di Budapest, di una quota di rifugiati, ma in un ausilio nelle procedure di espulsione. Orban ribadisce così una linea chiara: l’unica quota accettata dall’Ungheria è la quota zero.
“Io capisco che gli italiani abbiano detto con il libero voto di volersi liberare dall’ondata di migranti.” ha detto il leader di Fidesz, “se il nuovo governo italiano vuole, l’Ungheria guidata da me, che sono stato il precursore della fermezza in nome dell’Europa cristiana, è pronta a fornire a Roma il suo aiuto e la sua esperienza. Non certo per ripartire i migranti tra vari Paesi membri dell’Unione europea. No, siamo pronti ad aiutare gli amici italiani a espellere i migranti”. Continua a leggere
La Libia nelle mani dei trafficanti ora guarda all’Italia per una svolta
di Alessandra Bocchi

Fonte: Il Faro sul Mondo
Le migrazioni per la Libia e dalla Libia sono ancora un problema e, a farne le spese, è la stessa popolazione locale. “I libici vogliono che il fenomeno immigrazione venga fermato”, ci dice Jamal Adel, un ragazzo che fa parte della tribù Tebu a Kufra nel sud-est del Paese.
“Sarebbe un’ottima cosa se il nuovo ministro dell’interno Matteo Salvini riuscisse a fermare il problema migratorio”, ci dice un altro ragazzo che ha chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza e che lavora per un organizzazione che monitora i conflitti a Sebha, una cittadina distrutta dal traffico di persone.
Il ragazzo aggiunge poi che “pochi giornali si interessano di quello che pensano i libici sul fenomeno migratorio ma, in realtà, noi vogliamo che questo fenomeno smetta perché sta danneggiando fortemente il nostro Paese”.
Mac K. B. Simpson, ganese ed esperto di migrazioni che vive a Tripoli, ci dice: “È importante che questo traffico sia fermato prima ancora che i migranti entrino in Libia”.
Per molti libici il problema è da ricercare soprattutto nelle Ong che operano nel Mediterraneo: “I trafficanti contano sulle ong, è già stato provato che collaborano. Inoltre alimentano le mafie libiche e italiane”, dice Adel. Continua a leggere
LA CEI CHIEDE INFORMAZIONI ALLE DIOCESI SUI MIGRANTI ACCOLTI. IL COMMENTO DI PEZZO GROSSO
di Marco Tosatti
“Stilum Curiae” è stato informato di una notizia che se confermata appare molto interessante, visto il clima in cui si vive in questi giorni a seguito delle decisioni del governo per frenare il traffico di esseri umani, e le attività – lucrose – delle ONG. La CEI ha mandato a tutti i Vescovi fogli da compilare per raccogliere informazioni su quanti richiedenti asilo sono stati accolti da loro, dove, in quali strutture e così via.
Non dimentichiamoci che in questo sostanzioso business la Chiesa e organizzazioni collaterali ad essa sono fortemente interessate.
Chi volesse avere informazioni più dettagliate, nel silenzio dei media mainstream (ma come potrebbe essere altrimenti? Un figlio del proprietario del più grande gruppo editoriale italiano è dirigente di una ONG che ha due navi impegnate nel traffico…) può leggere questa inchiesta in tre parti della collega Francesca Totolo.
Noi invece leggiamo che cosa ha da dire in proposito Pezzo Grosso…: Continua a leggere
Porcherie cathophobe à Tours
Segnalazione Agenzia Medias-Presse-info
Le Ong sfidano il governo: è battaglia nel Mediterraneo – Video esclusivi
di Francesca Totolo
Da due giorni le ONG tedesche, Sea Watch e Sea-Eye, stanno pubblicamente sfidando a duello il nuovo governo di Giuseppe Conte e in particolar modo il Viminale di Matteo Salvini.
Le armi in mano agli “umanitari” sono i 342 migranti a bordo delle loro navi, usati come vero e proprio strumento di ricatto rivolto al Ministro dell’Interno.
Sea Watch e Sea-Eye hanno pattugliato per giorni lo specchio di mare antistante la zona di Beni Walid, diventata tristemente nota il 25 maggio perché teatro di una tragedia[1]: i migranti hanno provato a scappare da un rifugio dei trafficanti, e questi per non perdere “la merce” hanno aperto il fuoco sui fuggitivi.
Da qualche tempo, tutte le ONG impegnate nelle operazioni SAR in Libia si sono spostate curiosamente nella suddetta area di Beni Walid, abbandonando quella di Zuwara, a ovest di Tripoli, dove le Autorità di Sicurezza Libiche hanno arrestato diversi trafficanti e liberato centinaia di migranti pronti a partire per l’Italia.

In tre differenti “salvataggi” tra cui un curioso trasbordo dal Vos Purpose, rimorchiatore appartenente allo stesso armatore Vroon che locava la nave Vos Hestia a Save The Children fino all’ottobre scorso[2], Sea Watch e Sea-Eye, colti dal prevedibilissimomaltempo, hanno iniziato con le solite pressioni per ottenere dall’MRCC di Roma (Centro di Coordinamento Soccorsi Marittimi) l’autorizzazione allo sbarco in Sicilia, ovviamente mobilitando le istituzioni politiche straniere e le organizzazioni internazionali. Continua a leggere
Nomi, finanziatori e intrighi. Ecco tutti i segreti delle navi Ong
Da Soros al tifoso di Hillary Clinton, ecco dove prendono i soldi e come li spendono le Ong che portano migranti in Italia
di Giuseppe De Lorenzo – Ven, 21/04/2017
Le Ong di nuovo nell’occhio del ciclone. Dopo le accuse di Frontex, le indagini di tre procuree il sospetto di “affari sporchi”, ieri anche Matteo Renzi ha accusato le organizzazioni umanitarie di “non rispettare le regole”.
È vero? Chissà. Di certo ci sono molti lati oscuri su cui è doveroso fare un po’ di luce.
Medici Senza Frontiere
Partiamo dalle associazioni più grandi. In cima alla lista va messa ovviamente Medici Senza Frontiere, che nel 2016 poteva contare su tre navi: la Dignity I, la Bourbon Argos e Aquarius. Oggi è rimasta attiva solo la Aquarius, a cui però è stato affiancato il nuovo acquisto “Prudence“, un’imbarcazione commerciale da 75 metri e 1000 posti a bordo. Un gigante del salvataggio.
Niente da ridire sulle attività che Msf porta avanti nel mondo. Anzi. Fa però sorridere il fatto che tra i suoi fondatori compaia Bernard Kouchner, medico francese che ha visto più palazzi della politica che sale operatorie. Dal 2007 al 2010 infatti è stato ministro degli Affari Esteri da Nicolas Sarkozy, ovvero di quel governo che nel 2011 ha bombardato Muhammad Gheddafi e trasformato la Libia nel porto senza regole da cui oggi partono i barconi carichi di immigrati. Continua a leggere
AQUARIUS E I SUOI COMPLICI
di Maurizio Blondet
Cari italiani
È tornata l’estate. Ho voglia di uscire a fare passeggiate, non stare al computer per nove ore al giorno a scrivere pezzi ponderosi che non smuovo nessuno dai suoi pregiudizi. Mi limito a mostrare alcune foto. Se non cogliete in esse il ghigno di Lucifero e il iato rovente di SatQUna, mi spiace per voi.
Aquarius, da Napoli a Palermo i sindaci contro Salvini: “I nostri porti sono aperti. È senza cuore e viola le norme”
Luigi De Magistris e Leoluca Orlando danno la loro disponibilità ad accogliere la nave Aquarius con a bordo gli oltre 600 migranti. Il sindaco di Messina: “La nave è diretta qui, no a diktat: il porto è aperto”. Falcomatà (Reggio Calabria): “Disponibili come sempre”. Pd: “Rischi umanitari, parli Conte”.
Ad illustrazione dei noti versi:
“Noi siamo da secoli calpesti e derisi perché non siam popolo perché siam divisi”.
Orlando appartiene a quella inamovibile cosca che Leonardo Sciacia chiamò Professionisti del’Antimafia. De Magistris viene dalla magistratura manettara, persecutoria e intercettatrice, e nello stesso tempo inetta, incompetente e arbitraria, che è una delle principali palle al piede per la ripresa italiana. Adesso, obbedendo al loro settarismo, hanno raggiunto il vertice della irresponsabilità. Si riendono conto che, se Salvini perde, sono aperte – irreversibilmente – le porte ad una invasione senza limiti, a milioni, rovinosa per tutti, gestita da poteri finanziari capaci di armare flotte e stipendiare equipaggi per mesi. Ma loro, per sconfiggere un Salvini, sono pronti a fare all’Italia qualunque danno, irreversibile.
Di cosa stiamo parlando:
di una nave di 77 metri, 1810 tonnellate, appartenente ad una società per azioni tedesca. Battente bandiera di Gibilterra. Mi pare di ricordare che una nave è un pezzo del territorio della nazione di cui batte la bandiera. Quindi, quando una nave tedesca con bandiera di Gibilterra accoglie dei profughi a bordo, il luogo di prima accoglienza diventa Gibilterra. Non l’Italia.
Gino Strada ha ammesso che questi “salvataggi” sono stati pre-organizzati ed orchestrati per sfidare il nuovo governo:
LA MINACCIA DI GINO STRADA: “PREVEDO ONDATA DI SBARCHI” CONTRO SALVINI
(uno degli oligarchi che prendono milioni)

Qui, cosa si cela dietro il business dell’accoglienza:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1601343606643405&id=355062777938167&_rdr
Eugenio Scalfari, il socio di De Benedetti (che mai restituì 600 milioni al Montepaschi) e il confessore di Bergoglio, istiga alla guerra civile, nel nome dell’oligarchia: Continua a leggere
Quando Aquarius collaborava coi boss del traffico di esseri umani

La cordiale cooperazione tra alcune ONG e la Milizia di Zawiya è durata per ben due anni, fino agli accordi presi tra il governo italiano e il Presidente del Governo di Accordo Nazionale della Libia, al-Serraj, che ha portato anche all’arresto dei membri di Al-Bija
Pubblicato da Antonio Schiavone
Sta facendo tanto scalpore in queste ore il blocco dei porti italiani ad opera del governo nei confronti della nave Aquarius. Con una lettera alle autorità di Malta il titolare del Viminale Matteo Salvini (LEGA) ha chiesto di far approdare alla Valletta l’imbarcazione con 629 migranti a bordo essendo quello il «porto più sicuro» e, con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli (M5S), ha negato all’imbarcazione, di proprietà dell’ONG Sos Mediterranée, l’autorizzazione ad approdare in Italia.
Subito le solite accuse di razzismo, xenofobia, fascismo hanno fatto la loro comparsa sui giornali e sulla bocca delle anime belle dell’accoglienza ad ogni costo (che fa girare tanti miliardi in quello che è diventato un vero e proprio business).
Da parte nostra, ricordiamo ancora una volta come siano spesso proprio le ONG a mettere a rischio l’incolumità dei migranti e come quest’ultime spesso abbiano rapporti diretti con i trafficanti di esseri umani. Continua a leggere





