
L’indagine sulla mafia padana prosegue e spuntano nuove intercettazioni che chiamano in causa il sindaco di Verona per un terreno che interessava a Moreno Nicolis, l’imprenditore finito agli arresti. Un’area, da quanto risulta a “l’Espresso”, poi resa edificabile dalla giunta guidata dall’esponente leghista
di Giovanni Tizian
«Per mangiare devi far mangiare». Si è sentito rispondere così il ministro delle finanze della cosca emiliana guidata dal padrino Nicolino Grande Aracri. E lui, Antonio Gualtieri, in fatto di gestione delle relazioni pubbliche non è da meno: «Questi “baluba”… non capiscono che senza politica… non si fa niente». Per questo Gualtieri ha stretto una forte amicizia con Moreno Nicolis, l’industriale del ferro di Verona, vicino all’amministrazione di Flavio Tosi. Un’aspetto quest’ultimo sottolineato anche dal giudice per le indagini preliminari di Bologna che ha firmato i mandati di cattura per 117 persone, tutte legate alla ‘ndrangheta di stanza in Emilia. Ora Gualtieri e Nicolis sono entrambi indagati nell’inchiesta Aemilia. Il primo è in cella per associazione mafiosa, il secondo è agli arresti domiciliai per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
I detective dell’Arma per tre anni hanno messo sotto controllo capi, gregari, politici e colletti bianchi dei Grandi Aracri. E hanno così scoperto che Nicolis godeva di ottimi contatti con il sindaco Flavio Tosi e l’ex vice sindaco, con delega all’Urbanistica, Vito Giacino, condannato in primo grado a cinque anni per concussione.
È lo stesso Antonio Gualtieri che racconta, come già rivelato da “l’Espresso”, del pranzo a casa dell’industriale veronese alla presenza di Tosi e Giacino: «Mi sono incontrato con il sindaco e il vice sindaco di Verona, con Tosi e coso, e ancora stanno mangiando, lì da Moreno, sotto in taverna». Ma non c’è solo questo nelle informative dei Carabinieri. Gli indagati hanno in ballo diversi affari nella città di Romeo e Giulietta. Uno di questi è l’acquisizione dei beni del fallimento Rizzi, l’altro è una speculazione che sta a cuore a Nicolis. E proprio quest’ultima sarebbe andata in porto.
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