“Nozze gay”, la Cassazione boccia Marino e gli altri sindaci

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MARINO CON PICCIONCINI

Niente matrimonio e pubblicazioni di nozze per le coppie omosessuali: l’Europa e la Costituzione – afferma la Cassazione – non impongono al legislatore di estendere il vincolo del matrimonio alle persone dello stesso sesso che, invece, hanno il diritto ad uno «statuto protettivo», già «azionabile», con diritti e doveri delle coppie di fatto. Ad avviso della Cassazione – che ha respinto il ricorso di una coppia gay che voleva sposarsi in Campidoglio e pubblicare le nozze – «la legittimità costituzionale e convenzionale della scelta del legislatore ordinario, in ordine alle forme ed ai modelli all’interno dei quali predisporre per le unioni tra persone dello stesso sesso uno statuto di diritti e doveri coerente con il rango costituzionale di tali relazioni, conduce ad escludere» che l’assenza di una legge per le nozze omosessuali produca la «violazione del canone antidiscriminatorio». Per la Cassazione, quel che occorre – e su questo i supremi giudici sollecitano «la necessità di un tempestivo intervento del legislatore» – è dare «riconoscimento», in base all’articolo due della Costituzione che tutela i diritti umani dei singoli e della loro vita sociale e affettiva, a «un nucleo comune di diritti e doveri di assistenza e solidarietà propri delle relazioni affettive di coppia» e affermare la «riconducibilità» di «tali relazioni nell’alveo delle formazioni sociali dirette allo sviluppo, in forma primaria, della personalità umana».

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Crisi ucraina vicina al punto di non ritorno

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

DONNA UCRAINA

di Salvo Ardizzone

Senza che nessuno dica apertamente di volerlo, la crisi ucraina sta rapidamente andando fuori controllo, fra mosse e contromosse dei contendenti che, giorno dopo giorno, s’avvicinano al punto di non ritorno.

Sulle cause abbiamo parlato a lungo in altri articoli: gli Usa volevano ridimensionare il ruolo e l’area d’influenza della Russia, che stava riemergendo dall’eclisse degli anni passati, e ancor di più voleva spezzare l’asse strategico che si stava saldando fra diversi stati della Ue, soprattutto la Germania, e Mosca.

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FITCH VS ITALIA: SCACCO AL RE IN DUE MOSSE

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Di Alberto Micalizzi

SCHACCHI

Siamo ad un passo dall’evento del secolo, ma non del XXI secolo…parlo dell’evento degli ultimi 100 anni: l’Italia che diventa ufficialmente “spazzatura”. Ancora un taglio al rating e con un imbarazzante “BB+” saremo al livello dell’Indonesia e della Bulgaria, però “spavaldamente” avanti di un gradino rispetto alla Nigeria e all’Angola! Sembra uno scherzo ma è la realtà.

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Quando Renzi diceva: “Se un parlamentare cambia partito, deve dimettersi”

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Segnalazione Quelsi

RENZI FUME

by Riccardo Ghezzi

“Non si sta in parlamento con i voti presi dal Pd per andare contro il Pd. Vale per voi, vale per quelli di loro che vanno via”. Aveva le idee chiare, Matteo Renzi, quando ancora non era premier. “È ora di finirla con chi viene eletto con qualcuno e poi passa di là” esclamava a Porta a Porta, invitando i parlamentari fuoriusciti dal Pd a dimettersi.

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Anticorruzione, Zaia nomina un indagato

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ZA ZA ZAIA

Solo a dirlo sembra un paradosso. E invece è scritto nero su bianco su una delibera firmata dal governatore del Veneto Luca Zaia lo scorso 29 dicembre 2014: Lucio Fadelli, arrestato nel 2012, poi scarcerato, e oggi in attesa di essere processato dal tribunale di Venezia per turbativa d’asta, andrà all’Anticorruzione della Regione Veneto, con l’incarico di dirigere il settore Analisi e sistemi di monitoraggio. A oggi resta indagato, ovviamente, e sarà in buona compagnia anche tra i corridoi di Palazzo Balbi. Perché sempre a mezzo della medesima delibera, la numero 2426, infatti, anche Fabio Fior, già dirigente regionale fino all’arresto, scattato il 7 ottobre 2014 nell’ambito dell’operazione “Buondì”, riceverà una sorta di promozione. Per lui la diregenza del settore Rapporti istituzionali, sezione Lavori Pubblici, nonostante si trovi oggi agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al peculato, di falso, malversazione e abuso d’ufficio.

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Francia. Tribunale: «Statua Madonna viola laicità»

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La statua che il comune francese di Publier (Alta Savoia) ha eretto nel 2011 a Nostra Signora di Léman (lago situato tra la Francia e la Svizzera) «viola la laicità e quindi deve essere spostata». Il tribunale amministrativo di Grenoble ha deciso di sloggiare la Madonna perché si trova in un parco comunale, e quindi «su suolo pubblico», pertanto «il Comune non poteva legalmente autorizzare l’installazione della statua», avendo così violato la «separazione tra Stato e Chiesa cattolica».Il sindaco di sinistra Gaston Lacroix c’è rimasto male: «Non pensavo si arrivasse a questo punto, la statua è un punto di riferimento per tutti. Tutto il mondo mi ha sostenuto, anche i musulmani». Sconsolato anche il sacerdote del piccolo comune di circa seimila abitanti, Robert Colloud, che ricorda come «la statua e il terreno su cui poggia sono stati comprati dalla parrocchia. Quindi non è vero che è terreno comunale». Esulta invece la Federazione del Libero pensiero, che ha fatto causa e ha vinto: «Ora il sindaco deve togliere la statua. Questo sì che sarà un bell’esempio per i giovani. Mi chiedo se la religione cattolica sia compatibile con la République».

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Ucraina: Hollande, senza accordo è guerra

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Francois Hollande

(Gianfrasket) – Hollande come Sarkozy, cerca una guerra per rilanciare le sue quotazioni in vertiginoso crollo da quando è stato eletto. Solo che le guerre sarebbe bene che se le andasse a fare lontano da noi, e la sua idea di mettere Putin all’angolo con un ragionamento del tipo. “O così, o pomì…” è degna della faccia da scemo che si ritrova. L’Europa ha mandato a trattare il dossier Ucraina un demente irresponsabile, che se ne vanta pure: “se non si trova un accordo sull’Ucraina, noi sappiamo che l’unico scenario non può che essere la guerra”. Veramente le parole giuste da usare in una occasione come questa, speriamo che la Merkel usi un minimo di buonsenso, oppure prepariamoci al peggio…Proprio quello che ci mancava, una bella crisi internazionale con Renzi Premier, Mattarella Presidente e Pinotti alla Difesa. Siamo spacciati..

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Verona: la bufala sulle unioni civili viene a caso?

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VERONA PULITA

 

Il SINDACO DI VERONA, i pranzi con il capo della ‘NDRANGHETA e le UNIONI CIVILI

E’ un classico della comunicazione dei politici. Sei un politico in difficoltà, non sai cosa fare o dire? Semplice: cerchi di attirare l’attenzione su un altro tema (magari banalizzandolo). E così informative dei ROS basate su intercettazioni (inchiesta “Aemilia”), riportate oramai da vari giornali, dipingerebbero il Sindaco di Verona (insieme al suo ex Vice Sindaco già condannato per corruzione) per …

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IL D.P.R. 223/1989 SMENTISCE LA PROPAGANDA sulle coppie di fatto DELLA GIUNTA TOSI

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di Redazione

ARTICOLO ARENA - Copia

 A Verona in questi giorni si parla di Registro “delle coppie di fatto”. Il Sindaco ne ha fatto ampia propaganda mediatica, venendo sconfessato sia dai vertici del suo partito che dalle forze tradizionaliste e identitarie della città, addirittura, seppur con una prudenza grottesca, dal “vescovo” Zenti. Tosi si è appellato ad una legge del 1989 che, a sua detta, legittimerebbe questo atto. Ma è proprio così?

di Matteo Castagna

Il D.P.R. 223/1989 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale l’8/06/1989 n. 132 è composto da 58 articoli ed è solamente l’ultimo Regolamento Anagrafico per censire le residenze di famiglie, singoli individui e convivenze in ogni Comune italiano.

All’art. 4 si definisce come famiglia anagrafica “un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”.

All’art. 5 si definiscono le convivenze anagrafiche come “un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso comune”.

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