Buona Scuola, parla Malan (Fi): “Pd fissato con la teoria gender: se italiani sapessero la verità…”

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15 maggio 2015, Andrea Barcariol
Buona Scuola, parla Malan (Fi): “Pd fissato con la teoria gender: se italiani sapessero la verità...'

Intervistato da IntelligoNews, Lucio Malan, senatore di Forza Italia, non ha dubbi sulle finalità dell’emendamento sulla parità di genere inserito all’interno del ddl Scuola, da oggi all’esame della Camera (mercoledì prossimo è previsto il voto finale).

Anche nella riforma della scuola c’è un emendamento sulla parità di genere. E’ l’ennesimo tentativo del governo di far passare la teoria gender?

«Direi che questa è una fissazione
 del Pd che cerca di passare come un partito moderato. Si tratta di un estremismo ideologico voler imporre a tutti, a cominciare dai bambini, una teoria nata nell’ambito dell’estremismo femminista americano. Ormai la inseriscono ovunque, la finalità di questo emendamento è chiara, nonostante il linguaggio in codice che viene usato. Così come ormai è chiaro che essere favorevoli ai diritti significhi essere a favore dei matrimoni gay, delle adozioni e dell’utero in affitto. Parità di genere vuol dire andare nelle scuole a spiegare che avere un padre e una madre è una delle tante possibilità, si possono avere benissimo 2 padri o 2 madri. Dal momento che si dice che i bambini nascono sotto i cavoli e i cavoli si comprano al mercato, si possono comprare da soli, con la moglie o con il compagno. Di conseguenza bisogna spiegare ai bambini che essere stati comprati da 2 uomini è una cosa perfettamente normale».

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DOSSIER: L’uccisione di Osama Bin Laden

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Segnalazione di www.nocensura.com

di SEYMOUR M. HERSH
lrb.co.uk

Sono passati quattro anni da quando un gruppo di Navy Seals statunitensi uccise Osama bin Laden in un raid notturno in un edificio di Abbottabad, in Pakistan. L’uccisione fu il momento più importante del primo mandato di Obama e un fattore importante per la sua rielezione. La Casa Bianca oggi continua a sostenere che la missione fu una questione tutta americana e che gli alti generali dell’esercito pachistano e l’agenzia Inter-Services Intelligence (ISI), non furono informati in anticipo del raid. Questo è falso, come lo sono molti altri elementi dell’amministrazione Obama. La storia della Casa Bianca potrebbe essere stata scritta da Lewis Carroll: bin Laden, obiettivo di una massiccia caccia all’uomo internazionale, davvero aveva deciso che una località turistica a 40 miglia da Islamabad sarebbe stata il posto più sicuro dove vivere e da cui coordinare le operazioni di al-Qaeda? Si nascondeva in campagna, ha detto l’America.

La bugia più eclatante è stata che due tra i più importanti leader militari pachistani – il Generale Ashfaq Parvez Kayani, capo del personale dell’esercito, e il generale Ahmed Shuja Pasha, direttore generale dell’ISI – non sono mai stati informati della missione statunitense. Questa rimane la posizione della Casa Bianca, nonostante una serie di rapporti che hanno sollevato diversi dubbi, tra cui uno di Carlotta Gall nel New York Times Magazine del 19 marzo del 2014. Gall, che è stata per dodici anni corrispondente del Times in Afghanistan, scrisse che le era stato detto da un ‘funzionario pachistano’ che Pasha era già a conoscenza del raid prima che bin Laden andasse ad Abbottabad. La cosa fu negata dai funzionari USA e pachistani, e si andò avanti. Nel suo libro Pakistan: Prima e dopo Osama (2012), Imtiaz Gul, direttore esecutivo del Centro per le ricerche e gli studi sulla sicurezza, un think tank di Islamabad, scrisse che aveva parlato con quattro agenti dei servizi segreti sotto copertura che – confermando un’opinione piuttosto condivisa – sostenevano che l’esercito pachistano era già a conoscenza dell’operazione. La questione fu nuovamente sollevata nel mese di febbraio, quando un generale in pensione, Asad Durrani, che era a capo dell’ISI nei primi anni ’90, disse a un intervistatore di al-Jazeera che era ‘molto probabile‘ che gli alti ufficiali dell’ ISI non sapessero dove era nascosto bin Laden, ‘ma era ancora più probabile invece che lo sapessero’. E l’idea è che, al momento opportuno, la sua posizione sarebbe stata rivelata. E il momento giusto sarebbe stato quando fosse stato possibile avere un’adeguata contropartita – se hai per le mani uno come Osama bin Laden, non lo consegni così su due piedi agli Stati Uniti.
Questa primavera ho contattato Durrani e l’ho informato in dettaglio di quello che avevo saputo sul raid di bin Laden da fonti statunitensi: che bin Laden era stato prigioniero dell’ ISI nel complesso di Abbottabad fin dal 2006; che Kayani e Pasha sapevano in anticipo del raid e avevano fatto in modo che i due elicotteri che trasportavano i Seals ad Abbottabad potessero attraversare lo spazio aereo pachistano senza far scattare alcun allarme; che la CIA non era a conoscenza di dove fosse bin Laden spiando i suoi corrieri, come ha dichiarato la Casa Bianca nel maggio 2011, ma lo seppe da un ex alto funzionario dell’intelligence pachistana che tradì il segreto in cambio di una ricompensa di una grossa parte dei 25 milioni dollari offerti dagli Stati Uniti, e che, mentre fu Obama a ordinare l’attacco e i Seals ad effettuarlo, molti altri dettagli della vicenda sono risultati falsi.Quando verrà alla luce questa nuova versione dei fatti – quando accadrà – la gente in Pakistan ve ne sarà tremendamente grata,‘ mi ha detto Durrani.  Continua a leggere

Cara, è vero che ti amo, ma non si sa mai…

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Dopo l’approvazione del divorzio breve, la prossima ”conquista civile” sarà il divorzio concordato prima di sposarsi
di Tommaso Scandroglio

Gli onorevoli Alessia Morani (Pd) e Luca D’Alessandro (Fi) sono i primi firmatari del cosiddetto divorzio breve. Sei mesi, al massimo un anno e si può buttare nell’inceneritore legale il proprio matrimonio. Gli stessi Morani e D’Alessandro stanno cercando di far approvare un altro disegno di legge volto all’uxoricidio legalizzato, quello concernente i patti prematrimoniali.
Il Ddl prevede l’inserimento nel Codice Civile del seguente articolo, l’art. 162 bis: «I futuri coniugi, prima di contrarre matrimonio, possono stipulare un patto prematrimoniale in forma scritta diretto a disciplinare i rapporti patrimoniali in caso di separazione personale, di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio».
In buona sostanza si tratta di questo: prima di sposarsi i nubendi mettono per iscritto le loro volontà in merito ai rapporti patrimoniali in caso di separazione o divorzio. Ad esempio possono decidere che una volta che si sono detti addio, l’uno versi all’altra una somma di denaro periodica, oppure le lasci in affitto una casa, oppure rinunci al mantenimento dell’altra parte salvo il diritto agli alimenti, oppure escluda «il coniuge della successione necessaria», come leggiamo nel testo del disegno di legge. Continua a leggere

Guerra tra banche

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SWISSLEAKS: DAL 'PORTABORSE' DI ASSAD AI TRAFFICANTI DI ARMISegnalazione del Centro Studi Federici

Segnaliamo un articolo dell’economista ticinese Alfonso Tuor sulla questione del coinvolgimento della Cia nello scandalo HSBC. 
 
La CIA dietro la lista Falciani, di Alfonso Tuor
L’ex impiegato della HSBC di Ginevra sostiene che si trattava di una guerra economica per indebolire le banche europee
 
La vicenda di quello che è stato chiamato lo Edward Snowden della finanza si tinge di colori sempre più inquietanti. Infatti Hervé Falciani, in un’intervista pubblicata dal Financial Times sabato 25 aprile, afferma che la CIA era direttamente coinvolta nella sottrazione dei dati dei clienti della filiale svizzera del colosso bancario HSBC. Insomma, Hervé Falciani non avrebbe agito da solo, come invece sostengono le autorità svizzere e la stessa banca, ma sarebbe stato uno strumento di una “rete” di persone tra le quali spiccavano agenti della CIA. Addirittura queste persone avrebbero insegnato allo stesso Falciani come aggirare le protezioni informatiche dell’istituto per copiare l’insieme dei dati. L’ex informatico della sede ginevrina di HSBC sostiene pure che in un processo proverà il coinvolgimento della CIA non solo nel sottrarre i dati, ma anche nell’aiuto prestato perché questi files giungessero nelle mani delle autorità giuste. Lo scopo dei servizi segreti americani era di scardinare un bastione del sistema bancario europeo in quella che lo stesso Falciani definisce una vera e propria guerra economica.
Il quotidiano inglese dubita sulla veridicità dei racconti di Falciani, anche se il tempo dei fatti e quanto successe in quegli anni danno grande credibilità alle parole dell’ex informatico. Infatti Hervé Falciani scappò dalla Svizzera nei primi mesi del 2008 portando con sé i dati relativi a più di 100mila clienti della banca. Dunque, questi avvenimenti avvengono proprio mentre si sviluppa la grande offensiva statunitense contro UBS e contro il segreto bancario svizzero, che – come molti hanno scritto – non era tanto mossa dall’obiettivo di lottare contro l’evasione fiscale, quanto da quello di indebolire dei concorrenti e di favorire le banche di Wall Street. Ma questa analisi dei fatti non era confortata da prove che dimostrerebbero che i servizi segreti americani erano coinvolti in attività illecite su suolo svizzero. La conferma in un processo di queste affermazioni sarebbe clamorosa e dovrebbe comportare anche una reazione appropriata del nostro Paese.
Si tratterebbe di una brutta gatta da pelare per il Consiglio federale. E infatti non sorprende che almeno finora queste dichiarazioni dell’ex impiegato di HSBC siano passate “inosservate”. E molto probabilmente resteranno così, poiché nessun Paese vuole veramente intentare un processo contro Hervé Falciani.
Ma se analizziamo quanto è successo negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008, si nota che è continuata l’offensiva americana contro il sistema bancario svizzero ed anche europeo. E oggi, nonostante proprio le banche americane siano state la causa della crisi, si deve constatare che tutti i loro principali concorrenti (non solo svizzeri) sono stati ridimensionati, spesso costringendole a patteggiamenti su comportamenti che non erano chiaramente irregolari, come è capitato alla francese BNP-Paribas costretta a pagare 9 miliardi di dollari. Insomma con le buone e con le cattive il dominio di Wall Street e delle sue banche è stato ripristinato. In questo contesto le proposte americane di creare un mercato unico transatlantico (cui anche la Svizzera sarebbe costretta a fare parte), che sono attualmente oggetto di trattative segrete tra Washington e Bruxelles, dovrebbero essere valutate con grande rigore per far sî che l’Europa non sia sempre il “servetto” degli Stati Uniti.
 
 
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ECUMANIA: Bergoglio si fa imporre le mani dai Pentecostali

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OSSROM39669_Articolo(Vatican Radio) Pope Francis on Thursday afternoon met with a group of Pentecostal pastors in the “Auletta”, a meeting room adjoining the Paul VI Audience Hall.

A statement released by the Holy See Press Office said the meeting was private, and involved around 100 pastors from around the world. The group was led by Pastor Giovanni Traettino, whose community in the Italian city of Caserta was visited last year by Pope Francis.

The statement said the meeting was “very cordial” and characterized by a “spirit of prayer for unity.”

Pope Francis was accompanied by Cardinal Kurt Koch, the President of Pontifical Council for Promoting Christian Unity.

Fonte: http://en.radiovaticana.va/news/2015/05/08/pope_francis_meets_with_pentecostal_pastors/1142637

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«PASSIONE E MORTE» DEL PAPATO COLPITO DAI «PAPI GNOSTICI»

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pr2L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

La mente umana è creata per la verità. E la vita umana è guidata dal pensiero e dalla volontà liberi, che per seguire il suo bene deve avere certezze, perciò conoscere verità. Già per Aristotele, poi San Tommaso, la verità è nel pensiero, espresso nel linguaggio per la sua conoscenza, «gnosi», ma la sua misura è nell’«essere». Così, il pensiero e la parola per esprimere la conoscenza della verità, si riconoscono dipendenti dell’essere. Non così nei discorsi che esprimono deduzioni soggettive sullo stesso essere, come fa la «gnosi spuria». Essa è suscitata dal nemico dell’uomo e di Dio per invertire questo fine, allontanando il pensiero umano dal suo scopo di conoscere la verità per guidare la vita. Non è difficile spiegare, naturalmente tra persone che amano la verità, come il cogito modernista e perciò conciliare, si svela seguace del senso gnostico – soggettivista, che è avverso alla verità che dovrebbe cercare e invece pensa di determinare idealisticamente.

La verità essendo definibile come adeguatezza della mente alla realtà, trova nell’idealismo una definizione in senso contrario, per cui sarebbe la realtà a doversi adeguare alle idee delle menti illuminate dalle esperienze di vita secondo le tendenze attuali. E qui, riguardo alle verità religiose, siamo al Modernismo che, aggiornato ai tempi, piega la verità cattolica ai «bisogni» della vita presente, dimostrandosi proprio un prodotto della «gnosi spuria». Ecco come la mentalità modernista e perciò conciliare, inverte la stessa nozione di verità in un senso gnostico. Esso si manifesta in ognuno dei «papi conciliari» nella loro apertura agli andazzi e poteri vincenti del mondo moderno, pur se condannati dal Magistero della Chiesa. Vediamo. Roncalli, poi Giovanni 23, che aveva idee moderniste aperte alla Massoneria, contro tutto quanto i Papi avevano definito e insegnato in materia. E Montini, poi Paolo 6, di idee moderniste non solo aperte alla Massoneria, ma a una  cristiana democrazia allineata ai principi dell’ONU. Continua a leggere

Adesso gli immigranti spendono i nostri soldi nelle sale da gioco

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http://www.ilgiornale.it/news/cronache/adesso-i-migranti-spendono-i-nostri-soldi-nelle-sale-gioco-1128363.htmlIl Giornale – Giovedì 15 maggio 2015

Per fare i soldi facili i profughi spendono gli aiuti dello Stato italiano nelle sale scommesse, in gratta e vinci e giocate su internet

di Sonia Bedeschi

 

Basate entrate in una sala scommesse per trovarli. Nella provincia di Cremona in questi giorni stanno aumentando le segnalazioni sulla presenza di profughi aiutati dallo Stato nelle sale dove si punta.

Avete capito bene, gli extracee tentano la fortuna utilizzando quei due o tre euro al giorno che ricevono per le puntate: scommesse di calcio, gratta e vinci e quando capita anche qualche giocata sui siti internet che emulano le attrazioni di un casinò. A Cremona per esempio, un bel numero di migranti arrivati negli ultimi mesi dall’Africa, dopo aver affrontato il “viaggio della morte” in condizioni disperate e disumane, non ha resistito alla tentazione del gioco. Forse la strada più facile per raccattare subito qualche soldo, che, in caso di vincita, andrebbe nelle mani dei prossimi trafficanti per raggiungere il nord Europa. Certamente non si parla di grosse puntate, di grandi vincite, ma quello che pesa come un macigno è l’aspetto morale. Pensare che i soldi dati dallo Stato italiano finiscano in gratta e vinci o sale da gioco fa male, perché anche se si tratta di pochi spiccioli per immigrato, a fare la quantità è la somma di profughi arrivati e in arrivo.

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Generali tedeschi contro la diplomazia ottusa dei loro politici (e di quelli europei) !

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L’esperienza dimostra che è meglio essere amici con la Russia. La Lettera di 19 generali tedeschi

 

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“A 70 anni dalla fine della guerra che ha ucciso 27 milioni di cittadini sovietici, la guerra diviene di nuovo compagna dell’umanità”, si legge in una lettera aperta intitolata  ‘Soldati per la pace’, pubblicata sul quotidianoJunge Welt ‘. “La riorganizzazione del mondo, sotto la guida degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ha portato a guerre in Jugoslavia e Afghanistan, Iraq, Yemen, Sudan, Libia e Somalia”. I firmatari parlano di una “campagna mediatica senza precedenti” di “isteria di guerra e russofobia.” Secondo i miltari tedeschi questo contraddice il ruolo diplomatico che potrebbe essere svolto dalla Germania, data la sua “posizione geopolitica, l’esperienza storica e gli interessi oggettivi della gente”. “ Poiché sappiamo molto bene cosa è la guerra, noi siamo a favore della pace “, hanno sottolineato.

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Dalla Svizzera fanno sapere che “la Santa Famiglia non è più il modello ideale”

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Segnalazione di S.T.

CARDINALE ERDO

Primi botti in vista del Sinodo di ottobre…

Roma. Il cardinale Péter Erdo, arcivescovo di Budapest e relatore generale del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, ha avvertito che “una pressione senza legittimità teologica sicuramente causa soltanto una divisione ulteriore nella chiesa”. Insomma, meglio che non ci siano calate sull’Urbe di presuli decisi a rivoluzionare la morale sessuale cattolica – “noi non siamo una filiale di Roma”, aveva fatto sapere il cardinale Reinhard Marx, capo dei vescovi tedeschi e pronto ad andare per conto suo a prescindere dalle risultanze sinodali – ma piedi ben piantati a terra. “Sono questioni che vanno affrontate con precisione, con un grande senso di fedeltà alla tradizione e una grande sensibilità verso le possibilità che stanno dentro l’eredità teologica e istituzionale”, ha aggiunto Erdo, che lo scorso ottobre prese pubblicamente le distanze dalla relatio post disceptationem da lui stesso firmata (ma non scritta) che annunciava svolte radicali su divorziati e risposati, omosessuali, comunione spirituale e sacramentale.

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