Ravenna, cori islamici contro la processione in onore della Madonna: “Andate via di qui, andate via di qui!”

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Segnalazione di S.T.

Ravenna, cori islamici contro la processione in onore della Madonna: "Andate via di qui, andate via di qui!"

A Conselice (Ravenna) una processione mariana è stata turbata da alcunicori contro il mondo cattolico provenienti dalla sede di un’associazione islamica. Come riferisce Il Resto del Carlino domenica 10 maggio un centinaio di persone, fra cui diversi bambini che a breve riceveranno la Comunione, stavano sfilando per le vie del paese con l’immagine della Madonna in testa. Una volta raggiunta via Dante Alighieri, riferisce uno dei presenti, “alcuni ragazzini, che si trovavano al piano terra dell’edificio che ospita la sede dell’associazione di cultura islamica Attadamun, hanno intonato per alcune decine di secondi una sorta di coro del tipo Andate via di qui, andate via di qui”.

Le scuse – L’episodio di intolleranza religiosa ha scatenato le reazioni degli abitanti e dell’amministrazione locale. Dopo un incontro fra il sindaco Paola Pula e i rappresentanti dell’associazione islamica, sono arrivate le scuse della comunità attraverso una lettera formale destinata alla parrocchia. “L’accaduto, anche se riguarda il comportamento di alcuni bambini – ha commentato il sindaco Paola Pul – non è tollerabile e non va sottovalutato. Considero il comportamento tenuto dai rappresentanti di entrambe le comunità, la migliore risposta a qualsiasi strumentalizzazione del brutto episodio”.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11789791/Ravenna–cori-islamici-contro-la.html

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Timothy Radcliffe “Preti sposati e gay, la Chiesa (conciliare, n.d.r.) è aperta a tutti”

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Timothy Radcliffe  "Preti sposati e gay,  la Chiesa è aperta a tutti"Intervista con il ‘teologo del dissenso’, mentre escono due suoi nuovi libri: Prendi il largo (Queriniana) e Sguardi sul cristianesimo (Emp)

Prima dei princìpi il kerymga, e cioè l’annuncio del Vangelo. È il cuore della teologia di Timothy Radcliffe, maestro dell’ordine domenicano tra il 1992 e il 2001. Inglese, vive a Oxford nella Blackfriars Hall, istituzione dei domenicani dove è visiting professor il filosofo Roger Scruton. E nonostante porti avanti tesi ardite  –  ad esempio la possibilità di matrimonio per i sacerdoti  –  quando gira il mondo non viene accolto come il classico “teologo del dissenso”. Piuttosto, come uno studioso che dal cuore del cristianesimo occidentale sa pungolare la Chiesa perché si apra alla contemporaneità in modo intelligente. Prendi il largo, non a caso, è il titolo del suo ultimo lavoro pubblicato in Italia da Queriniana. Ma ha appena pubblicato per Emp anche Sguardi sul cristianesimo con Armando Matteo, e nei prossimi mesi uscirà per Editrice Missionaria Italiana un saggio sull’attualità della parola di Dio “che è anche per i manager della City”.

Padre, lei invita la Chiesa a “prendere il largo”. Fino a dove?

“Prima di decidere fino a dove, occorre domandarsi da dove partire. Spesso chi ha rinnovato la Chiesa non era sacerdote: san Benedetto, san Francesco, santa Caterina da Siena. La Chiesa può trovare nuove energie soltanto se si riconosce come comunità di battezzati. “Prendere il largo” significa riconoscere che basta il battesimo per partecipare della morte e risurrezione di Cristo. Quando venne chiesto a Wojtyla quale fu il giorno più bello della sua vita, rispose: “Il giorno in cui fui battezzato””. Continua a leggere

StraVerona inaugurata dagli spari dei militi delle Pasque veronesi e i “guai” del “Vescovo verde”…

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Risultati immagini per militi pasque veronesi sparano dai merli della BraSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Spari dai merli di Piazza Brà, Domenica 17/05/2015:

http://www.larena.it/publisher/Home/search/?search_text=straverona

http://www.larena.it/publisher/Home/search/?search_text=straverona

Il “vescovo” di Verona Giuseppe Zenti al centro di polemiche con i “catto-comunisti” di curia e affini per aver inviato una e-mail a 400 insegnanti di religione ove, tra l’altro, dava indicazione di voto per una candidata della Lista Zaia:

http://www.larena.it/stories/379_citta/1174924_zenti_e_il_voto_in_regione_la_polemica_sbarca_sui_tg_rai/

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Esercizi Spirituali di S. Ignazio: “un’ipoteca per la vita eterna”

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altare

 

Segnalazione del Centro Studi Federici

Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola secondo il metodo di Padre Vallet a Verrua Savoia (TO) predicati dai sacerdoti dell’Istituto Mater Boni Consilii.
 
Turni estivi:
– per le donne: da lunedì 17 (ore 12) a sabato 22 agosto 2015.
– per gli uomini: da lunedì 24 (ore 12) a sabato 29 agosto 2015.
 
Per informazioni e iscrizioni: http://www.sodalitium.biz/index.php?pid=8

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RISPOSTA A SUA ECC. REV. MONS. RICHARD WILLIAMSON SULLA TESI DEL PAPA ERETICO

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Risultati immagini per sede vacantedi Fra’ Leone da Bagnoregio

Vogliamo premettere che non si vuol insegnare ad un vescovo la sua funzione, in quanto come vescovo è parte integrante della “chiesa docente”, ma quando si constatano certe incongruenze e certe palesi omissioni è dovere anche dell’inferiore precisare e riprendere anche un superiore per il bene delle anime e per amore della verità ed è ciò che ci accingiamo a fare.

Sono apparsi recentemente due “commenti” (n. 405 e 407) di Mons. Richard Williamson, intitolati “Buon senso sulla sede vacante” nei quali il vescovo espone le argomentazioni formulate da Giovanni di San Tommaso relativamente all’eresia del papa, questa teoria è stata seguita principalmente dai domenicani, ma anche da altri teologi, ma le opinioni sul papa eretico si possono ridurre a cinque e non solo a quella riportata da Mons. Richard Williamson e sono le seguenti:

1°) Il Papa non può cadere nell’eresia. Difesa da molti te­ologi, che però quasi tutti pre­cisano, con S. Roberto Bellarmino, che nel caso do­vesse cadere in eresia cesse­rebbe d’essere papa “ipso facto” poiché “chi è fuori della Chiesa non può esserne il Capo”.

2°) Per la sua eresia, il Papa non perde mai il pontificato. Difesa da un solo Teologo (Bouix) e confutata da molti teologi. Continua a leggere

Ci hanno portato via il lavoro, ecco la causa del disastro

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La finanza non spiega tutto: dietro la crisi dell’Occidente, con la fuga dell’industria verso l’ex terzo mondo globalizzato, rappresenta la punizione storica del capitale contro lavoratori evoluti, ben pagati e tutelati da importanti diritti. Lo sostiene Aldo Giannuli, rileggendo il senso della catastrofe in corso, che sta letteralmente devastando l’Europa. «Dalla fine degli anni settanta – scrive lo storico dell’ateneo milanese – si è manifestata a livello mondiale una  tendenza al calo dell’occupazione manifatturiera, nonostante un forte incremento assoluto di produzione industriale». Fenomeno in larga parte spiegabile con il “salto” tecnologico prodotto dalla combinazione fra robot e informatica, che ha drasticamente ridotto la domanda di forza lavoro. Ma attenzione: questo calo non è avvenuto in modo omogeneo: mentre la componente industriale è aumentata vorticosamente nei paesi in via di sviluppo, specie in Asia (Corea e Thailandia, Singapore, Taiwan, e poi Cina, India, Vietnam, Indonesia), coinvolgendo quindi anche Messico, Egitto, Turchia e Argentina), nei paesi avanzati l’occupazione industriale è crollata. Addio lavoro in fabbrica negli Usa, in Europa e in Giappone. Idem nei paesi dell’ex blocco sovietico, salvo Polonia, Germania Orientale e Boemia.
«Questo andamento – scrive Giannuli nel suo blog – è stato determinato in larga parte da un sostenuto processo di deindustrializzazione dei paesi avanzati, nei quali sono stati fortemente ridimensionati settori quali la siderurgia, i materiali da Aldo Giannulicostruzione, la chimica base, il tessile e, parzialmente, l’alimentare». Siamo ormai nella “fabbrica globale”, per cui in alcuni settori (trasporti e meccanica, ma anche informatica e telecomunicazioni) i singoli componenti sono prodotti in diversi paesi emergenti, per essere poi assemblati negli stabilimenti della ditta che firma il prodotto. «Di fatto, in Occidente hanno resistito solo pochi settori (come la chimica fine, l’ottica o la farmaceutica) e hanno conosciuto un incremento (sia in termini di occupati che di fatturato) le sole industrie delle armi, del settore satellitare e del lusso». Questo processo, continua Giannuli, è stato determinato dal massiccio trasferimento di capitali e impianti in paesi dell’Asia e dell’America Latina e dal parallelo processo di smobilitazione industriale nei paesi avanzati. «Tutto ciò è stato il frutto di diversi fattori come il rigetto delle popolazioni locali nei confronti delle lavorazioni altamente inquinanti, ma soprattutto dall’esigenza di parte imprenditoriale di abbattere i salari». Così, le delocalizzazioni «sono state la principale arma imprenditoriale nella rivincita contro i lavoratori».

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Gioco del rispetto. «Ritiro mio figlio dall’asilo»

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Risultati immagini per Ritiro mio figlio dall’asiloAmedeo Rossetti, il genitore che per primo aveva segnalato l’introduzione del “Gioco del rispetto” in una scuola materna di Trieste, ha deciso di ritirare il figlio. Come si vede dal servizio tv, l’uomo spiega di aver posto delle domande alle autorità competenti e di aver sollecitato una risposta. Non avendola ottenuta, non ha mandato il bambino alla scuola materna. Sul “Gioco del rispetto”, attività che sotto l’intento di abbattere gli stereotipi di genere propugna l’ideologia gender, aveva scritto tempo fa un bellissimo articolo la scrittrice Susanna Tamaro. Qui, la sua intervista a Tempi.

Intervistato da Vita nuova, Rossetti ha ribadito le sue accuse. «Quando lo scorso 23 aprile – ha raccontato – ci hanno consegnato il foglio di richiesta autorizzazione a partecipare al “Gioco del rispetto” ero rimasto parecchio interdetto, perché lo stesso foglio non riportava possibilità di scelta tra “autorizzo” e “non autorizzo”; mancava anche il minimo cenno all’attività alternativa prevista; in data 27 aprile abbiamo consegnato una Raccomandata alla scuola ed all’Area Educazione del Comune di Trieste, restituendo il modulo e chiedendo, con specifica richiesta di risposta scritta, informazioni sull’attività alternativa, sul progetto di questa, sulle sue finalità, su materiali e sussidi eventualmente utilizzati, su data, ora e durata di tale attività e le persone che la porranno in essere. Dopo tre giorni di assenza di mio figlio all’asilo, oggi l’ho riportato a scuola ed ho notato un avviso affisso in bacheca, con data 8 maggio, che avvertiva che il 13 sarebbe iniziato il progetto e che in alternativa si prevedeva la lettura di due libri.  Continua a leggere

Quei 750mila euro di sbilancio incassati dai coniugi Occhetto

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Da Pieraccini all’ex pm Ayala ecco il tesoro portato a casa dai senatori. E la famiglia Occhetto è in attivo di 750mila euro

Giovanni Pieraccini, Mario Valiante e Karl Mitterdorfer sono nomi che, oggi, dicono poco al grande pubblico perché appartenenti a un’era politica ormai tramontata.

 Queste «colonne della Repubblica», ormai alla soglia dei novant’anni, fanno parte dell’elenco dei vitalizi assegnati dal Senato. Lontani dal Palazzo da più di trent’anni, hanno percepito l’assegno per tutto questo tempo e le erogazioni hanno superato di gran lunga il montante dei contributi versati durante una lunga e onorata carriera di parlamentari. Il risultato, però, è sconcertante. Lo sbilancio dell’ex ministro del Bilancio (perdonate il calembour, ma con Renzi ormai vanno di moda) Pieraccini – successore nel 1964 di Antonio Giolitti – è di oltre 2,5 milioni di euro, quello dell’ex dc Valiante di 2 milioni. Per l’altoatesino Mitterdorfer è superiore agli 1,75 milioni: niente male se si considera che il 95enne bolzanino da giovane optò per la Germania combattendo nella Luftwaffe e garantendosi una croce di ferro di seconda classe.

Il Giornale ha preso in esame l’elenco dei vitalizi in essere del Senato a fine 2014 e ha calcolato per cinquanta ex componenti dell’assise di Palazzo Madama la differenza tra il montante contributivo e le «pensioni» ricevute. Si è preso in esame un contributo medio annuo di 15.873 euro, la cifra grosso modo versata in media ogni anno dagli attuali senatori e comprensiva dell’ addendum per ottenere la reversibilità a favore di coniugi e partner. Come erogazione si è considerata la cifra netta dell’assegno vitalizio mensile. A scopo prudenziale abbiamo considerato sospesa l’erogazione in caso di assunzione di altri incarichi pubblici (consigliere regionale, assessore, eurodeputato, componente di organi costituzionali) sebbene la riforma del regolamento sui vitalizi che ne prevede lo stop risalga al 2012.

Si possono così osservare alcuni casi specifici. Ad esempio, i coniugi Occhetto hanno ricevuto circa 750mila euro in più di quanto abbiano versato. L’ex segretario del Pds è «indietro» di 235mila euro circa, mentre la moglie Aureliana Alberici ha già ottenuto oltre 500mila euro in più delle trattenute. La loro somma è pur sempre inferiore allo «sbilancio» di altri noti esponenti dei Ds come l’ex presidente della commissione Stragi, l’avvocato Giovanni Pellegrino (-1,27 milioni) o come il politologo Gianfranco Pasquino (-800mila euro). Dietro i tre recordmen citati all’inizio figura un ex parlamentare comunista come Sergio Flamigni che, abbandonato il laticlavio nel 1987 si è dedicato a scrivere di «caso Moro» e loggia P2. Con un vitalizio di 6.227 euro mensili è stato sicuramente più facile: in questi 28 anni, però si sono prodotti circa 1,7 milioni di quello che per un normale pensionato si definirebbe «buco previdenziale». Che, poi, insomma è più difficile parlare di mancate perequazioni e sentenze della Consulta per chi riceve poco più di 1.500 euro al mese di assegno Inps quando per gli ex parlamentari, come detto, l’economia è cominciata solo tre anni fa. Vale anche per l’ex sottosegretario dc Riccardo Triglia (5.692 euro e una posizione in rosso per un milione).

Prima della riforma, infatti, con meno di trent’anni in Parlamento si riceveva l’85,5% dell’indennità. Se si aggiunge che anche le legislature concluse prima del quinquennio naturale venivano considerate come intere, si ottengono i superassegni di Mitterdorfer (6.868 euro) e dei democristiani Pietro Pala e Giuliano Zoso (6.227 euro entrambi) che hanno ricevuto oltre un milione in più di quanto abbiano versato. Lo stesso dicasi per l’ex ministro socialista Giorgio Ruffolo (4.581 euro di assegno e 861mila euro di ammanco). Così nell’elenco compaiono nomi noti come quelli dell’ex pm Giuseppe Ayala (-297mila), di Nando Dalla Chiesa (-256mila) e del sociologo Franco Debenedetti (-210mila). Il vecchio sistema, inoltre, consentiva di accedere al vitalizio anche con una breve presenza in Parlamento: è il caso di due esponenti di centrodestra come Jas Gawronski e il regista Pasquale Squitieri che hanno ottenuto un trattamento minimo secondo i vecchi parametri (2.381 euro). Avendo versato pochi contributi, però, le loro rispettive posizioni sono già in rosso per 320 mila e 434mila euro rispettivamente. Le regole attuali sono un po’ più stringenti, ma non cambiano la sostanza della questione, ovvero se sia giusto ricevere un assegno «pensionistico» quando i contributi versati sono esauriti.

(1 – continua)

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