Il decreto sabaudo della vergogna (1866) e la nobile lettera di Francesco Giuseppe ai suoi popoli, alla vigilia dell’ingresso in guerra dell’Italia contro gl’Imperi centrali.

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

LETTERA DI FRANCESCO GIUSEPPE AI MIEI POPOLI

Il Re d’Italia mi ha dichiarato la guerra. Una fellonia quale la storia non conosce eguale, venne perpetrata dal regno d’Italia verso i suoi due alleati. Dopo un’alleanza di più di trent’anni, durante la quale essa poté aumentare il proprio possesso territoriale e assorgere a insperata prosperità, l’Italia Ci abbandonò nell’ora del pericolo e passò a bandiere spiegate nel campo dei Nostri nemici. Noi non minacciammo l’Italia, non diminuimmo il di lei prestigio; non toccammo il suo onore né i suoi interessi. Noi adempimmo sempre fedelmente i Nostri doveri quali alleati e le fummo di scudo quando essa entrò in campo. Facemmo di più: Quando l’Italia rivolse i suoi cupidi sguardi oltre i Nostri confini eravamo decisi, nell’intento di conservare l’alleanza e la pace a gravi e dolorosi sacrifici, sacrifici questi quali particolarmente affliggevano il Nostro cuore paterno. Ma la cupidigia dell’Italia la quale credeva di dover sfruttare il momento era insaziabile. E così la sorte deve compirsi. Contro il possente nemico al Nord la Mia armata fece vittoriosa difesa in una gigantesca lotta di dieci mesi, stretta in fedele fratellanza d’armi con gli eserciti del Mio augusto alleato. Il nuovo perfido nemico al sud non è per essa un nuovo avversario. Le grandi memorie di Novara, Mortara, Custoza e Lissa che formano l’orgoglio della mia gioventù e lo spirito di Radetzky, dell’Arciduca Alberto e di Tegetthoff, il quale continua a vivere nella Mia armata di terra e di mare, mi danno sicuro affidamento che difenderemo anche i confini meridionali della Monarchia. Io saluto le mie truppe ferme nella lotta, abituate alla vittoria; confido in loro e nei loro duci. Confido nei miei popoli, al cui spirito di sacrificio senza pari vanno i Miei più sentiti ringraziamenti. All’Altissimo rivolgo la preghiera, che Egli benedica le Nostre bandiere e prenda la Nostra giusta causa sotto la Sua clemente custodia.

Vienna, 23 maggio 1915

DECRETO SABAUDO

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Putin firma la legge ‘anti-Soros’

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MOSCA – Il presidente Vladimir Putin ha firmato la legge che dà ai pubblici ministeri russi il potere di dichiarare organizzazioni straniere e internazionali “indesiderabili” e chiuderle. E’ un passo necessario per impedire ad associazioni finanziate da poteri esteri di influenzare la vita politica russa. Nota la presenza in Ucraina e altri paesi, di organizzazioni finanziate da Soros – che in Italia finanzia Onlus pro accoglienza – che hanno architettato le varie rivoluzioni colorate.

Human Rights Watch e Amnesty International hanno ovviamente condannato la misura, che mette i bastoni tra le ruote alla loro attività globalista.

La nuova legge russa consente ai procuratori di dichiarare una organizzazione indesiderabile se presenta una minaccia per l’ordine costituzionale della Russia, le sue difese o la sua sicurezza.
Le leggi approvate negli ultimi anni hanno già portato ad un aumento della pressione sulle organizzazioni non governative russe che ricevono finanziamenti esteri.

Notoriamente, dietro la parvenza di ‘attivisti per i diritti umani’, si nascondono la realtà di agenti provocatori americani.

Infatti, in una dichiarazione, il Dipartimento di Stato Usa ha detto che gli Stati Uniti sono “profondamente turbati” dalla nuova legge, definendolo “un ulteriore esempio del crescente giro di vite del governo russo per isolare il popolo russo dal mondo. ”

No, per isolarlo dalla vostra propaganda. Mica vuole fare la fine dell’Irlanda.

Fonte: http://voxnews.info/2015/05/24/putin-firma-la-legge-anti-soros/

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Canale YouTube Sodalitium

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Segnalazione del Centro Studi Federici

E’ in linea il canale YouTube “sodalitium” dell’Istituto Mater Boni Consilii:

https://www.youtube.com/user/sodalitium

Attualmente è stato completato il caricamento dei video nella sezione “pellegrinaggio Osimo-Loreto”. Segnaliamo quelli relativi all’edizione 2015:

– Immagini del pellegrinaggio 2015:

https://www.youtube.com/watch?v=Rx1nzO8_e4c&list=PLPV8HFQ0V0sjvOdHqsy8KuhsYG4XKST-5&index=1

– Omelia alla Messa del pellegrinaggio 2015

https://www.youtube.com/watch?v=d-1CTLBvdf0&list=PLPV8HFQ0V0sjvOdHqsy8KuhsYG4XKST-5&index=2

 – Fervorino di don Francesco Ricossa al sacrario di Castelfidardo 2015:

https://www.youtube.com/watch?v=EZ-OrzCTWEY&list=PLPV8HFQ0V0sjvOdHqsy8KuhsYG4XKST-5&index=3

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Auxilium Christianorum

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Bicentenario dell’istituzione della festa liturgica di Maria Ausiliatrice

Il 15 settembre 2015 ricorrono duecento anni da quando il santo e tribolato papa Pio VII, il monaco benedettino Barnaba Chiaramonti, emanava il decreto dell’istituzione della festa in onore di Maria SS.ma sotto il titolo di Aiuto dei Cristiani.

Pio VII stette al timone della Chiesa in un momento storico tra i più difficili della sua storia, dal 1800 al 1823 e fu liberato, per intervento di Maria, dalla prigionia napoleonica, rientrando a Roma il 24 maggio 1814 tra l’esultanza di tutta la cristianità, per riprendere il libero esercizio del suo ministero pastorale. Come segno di riconoscenza verso la Madre di Dio, Pio VII nel 1815 istituiva la festa in onore di Maria Ausiliatrice da celebrarsi in Roma e negli Stati Pontifici. Era ferma convinzione del Papa che i tempi della persecuzione della Chiesa e del suo capo erano terminati grazie ad un intervento prodigioso della Madre di Dio, come dichiarò lo stesso pontefice ai cardinali il 26 settembre 1814: “A Te, ora, Vergine Madre di Dio, al cui efficacissimo patrocinio attribuiamo la Nostra salvezza… rivolgiamo la nostra preghiera”. Quel pontificato, che era iniziato in preghiera davanti alla statua dedicata all’Ausiliatrice nella chiesa abbaziale di San Giorgio Maggiore a Venezia, riconosce nell’aiuto prodigioso dell’Ausiliatrice la propria difesa e il sicuro patrocinio. Inoltre duecento anni fa lo stesso Pio VII visitò la città di Torino, dopo aver incoronato la statua della Madonna della Misericordia nell’omonimo santuario presso Savona a compimento di un voto fatto durante la sua prigionia in quella stessa città. La sera del 19 maggio giungeva alla metropoli del Piemonte e il 21 maggio esponeva con le sue mani la preziosa reliquia della Sindone dalle logge di Palazzo Madama, rimanendo a Torino fino alla sera del 22, ospite del Re Vittorio Emanuele I, fra il tripudio di tutta la città e dell’intero Piemonte. Come nel 1571 san Pio V aveva aggiunto alle invocazioni delle Litanie Lauretane quella di Auxilium Christianorum, ora pro nobis, per ricordare ai fedeli la prodigiosa vittoria di Lepanto riportata per intercessione di Maria, così Pio VII confermò detta invocazione con una festa, che fa memoria di tutte le grazie e delle vittorie ottenute mediante il patrocinio della SS. Vergine e sprona a ricorrere costantemente a Lei e chiederle aiuto in ogni necessità di ordine pubblico e privato, così per la Chiesa come per l’umanità.

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La verità di Guareschi sul bombardismo degasperiano

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Segnalazione di Pietro Ferrari

di Piero Vassallo

Prima di affrontare il dibattuto e tormentato problema dell’autenticità delle lettera scritte e firmate Alcide De Gasperi e indirizzate al comando inglese per sollecitare il bombardamento della periferia di Roma, lettere pubblicate nel 1954 da Giovannino Guareschi nel settimanale Candido, è indispensabile rammentare l’infondata fiducia dei belligeranti negli effetti delle incursioni contro le città, quindi disegnare il profilo dottrinale e le opinioni dello statista trentino.

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“Perché nella mia Irlanda oggi è morta la democrazia”

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“Perché nella mia Irlanda oggi è morta la democrazia”

Vittoria del sì nel referendum irlandese sulle nozze gay. “L’establishment politico e culturale ha distrutto il tessuto della società, chi come me si è opposto alla mentalità dominante è stato dipinto come un pazzo reazionario”. Parla John Waters, scrittore anti conformista, giornalista ed ex columnist dell’Irish Times. Il silenzio dei “vescovi codardi” e la chiesa d’Irlanda diventata “inutile”

“Questo giorno sancisce la morte della democrazia nel mio paese, l’establishment politico e culturale ha distrutto il tessuto della società, il sistema educativo ha totalmente rivoluzionato la testa delle persone e chi come me si è opposto alla mentalità dominante è stato dipinto come un pazzo reazionario”. Parlando con il Foglio, John Waters non usa mezzi termini per descrivere la portata della vittoria del matrimonio gay in Irlanda, sancita con una riforma costituzionale approvata, secondo i primi risultati, con una maggioranza schiacciante. Un risultato così netto non se lo immaginava nemmeno lui, che pure negli ultimi sedici mesi è stato oggetto di una selvaggia operazione di ostracismo culturale dei liberal, che l’ha precipitato da acclamato columnist dell’Irish Times – giornale che ha guidato la campagna per il “sì” – a icona del pensiero omofobo e impresentabile, ovviamente cattolico, lui che si è definito un “agnostico non praticante”. L’invettiva di una drag quei di nome Panti lo ha confinato sul lato debole della storia, la sua ex compagna Sinead O’Connor ha perfino detto pubblicamente che è “depresso e non vuole ammetterlo”.

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La dinastia che controlla il mondo

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FOTO

Di Anna M. (DIVA)

Alla Mostra del Cinema di Venezia nel settembre 2004 viene presentato fuori concorso il film “Manchurian Candidate”. È un thriller politico e “fantascientifico”, remake di “Va e uccidi” con Frank Sinatra. La trama è simile: un candidato alla Casa Bianca fantoccio di poteri occulti, la multi-nazionale Manchurian, che sperimenta le frontiere del lavaggio del cervello e della manipolazione della memoria per condizionare i comportamenti dove la sua perdita è intesa come perdita della coscienza indipendente. Il meccanismo è sempre la stesso, la paura del mondo esterno. Negli anni cinquanta era il comunismo, oggi è il terrorismo a fare da spauracchio al popolo americano.

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Stiamo diventando degli orchi mannari

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BIMBILLO

Segnalazione di Redazione BastaBugie.

Dopo i libri con le favole gay, ecco il libro che promuove l’aborto tra i bambini

da Notizie ProVita

Sembra uno scherzo ma purtroppo è la triste realtà. Dopo i libri che promuovono le favole gay, arriva il libro che promuove l’aborto. Si intitola “Sorella Mela, Sorella Maiale”. Scritto da Mary Walling Blackburn, la storia segue Lee, 3 anni, come un lui (o una “lei”, come ha sottolineato l’autrice) alla ricerca della sorella – che potrebbe essere una mela, un maiale, o altro. Durante la storia, Lee decide che sua sorella è “un fantasma felice”, arrivando a dire di essere contento che sua sorella non sia in giro “a scomodare” i suoi genitori. “Lee è l’unico figlio di papà e di mamma, per ora, anche se una volta c’era una sorella”, esordisce il libro. “Dove vive la sorella ora?” È Lee che lo spiega al papà: “Beh, lei viveva dentro mamma ed ora non più […] lei ha vissuto prima di me, ma la mamma non poteva tenerla. Mamma dice che è un fantasma”. Quando il papà le chiede se questa cosa lo rende triste o lo spaventa, Lee risponde con sicurezza: “Non sono triste che mia sorella sia un fantasma! Se aveste tenuto mia sorella, sareste diventati stanchi, tristi, e pazzi!” Alla richiesta del motivo di questa affermazione, il bambino ribatte con altrettanta sicurezza che se sua sorella fosse nata, loro due avrebbero litigato sempre e la mamma non avrebbe avuto potuto comprare abbastanza cibo per entrambi, né avrebbe avuto il giusto tempo da dedicargli. “Naturalmente” il papà osserva che si tratta di buone ragioni, e che forse Lee avrà un’altra sorella quando ci saranno più tempo e più soldi. Durante tutto l’arco di questa storia grottesca, il bambino continua a confrontarsi sull’argomento con gli adulti che gli stanno accanto (il papà, lo zio, “l’amico dello zio”), cercando di dare lui stesso le spiegazioni del gesto compiuto dai genitori, quasi a giustificarli. “Mamma ha avuto un aborto prima di avere me, ma – rassicura lo zio – mia sorella è un fantasma felice!” E quando l’amico dello zio, Jess, chiede dove si trovi la sorella fantasma, Lee risponde che sua sorella ha le cose sue da fare, ma che “[…] ritorna quando la chiamo … se ho bisogno di lei”. Il libro è dedicato “Ai piccoli amici, terreni e non” con un particolare avvertimento dell’autrice: “masochisti, guardate altrove” perché “tra queste pagine non troverete il “lusso del dolore”, né un forte senso di colpevolezza o di colpa pungente”. Nei ringraziamenti, la Blackburn ha inserito la sua “sorella fantasma”, spiegando, in una nota, che il protagonista del libro “mitiga un possibile disagio psichico represso attraverso la formazione attiva di un alleato contro quell’ansia… un vero e proprio stratagemma politico… quando succede che il dolore e la paura diventino leggeri e proficui?” Abraham Adams di Artforum ha presentato il lavoro della Blackburn come un “libro per bambini pro-choice”, precisando che in realtà non è indirizzato ai bambini, ma che si tratta di una provocazione per gli adulti, un concetto che esegue la forma in quello che l’artista ha definito come una sorta di resistenza”. La stessa Blackburn, ha descritto il libro come “il gioco dello sciocco, con la gente anti-abortista”, riferisce il Blaze Mike Opelka. All’inizio di quest’anno, in uno dei suoi spettacoli d’arte, intitolato un “Giardino anti-fertilità” (“un antidoto per il carico che hanno le donne del controllo delle nascite, la risposta alla repressiva legislatura del Texas”) l’autrice ha letto il suo “capolavoro”. La scenografia comprendeva una bara dalle dimensioni di un feto ricoperta di glassa al cioccolato, sotto un dipinto commemorativo della data dell’aborto, nello stile dell’artista giapponese On Kawara.

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