Il concetto di nazionalismo della Russia di Putin

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NAZIONALISTI RUSSI

Segnalazione di Federico Prati

di Irina Osipova

Una volta Putin si è definito il più grande nazionalista in Russia.

Così è. Il concetto dell’essere nazionalisti e patrioti nel contesto attuale non può limitarsi al romanticismo dei simboli e slogan della storia del XX secolo. I tempi sono cambiati, la realtà è nuova. I concetti che erano alla base delle ideologie però non sono cambiati, anche se continuano ad essere sottovalutati di fronte alle apparenze.

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Il leader di HEZBOLLAH in Libano: la nostra Nazione affronta una nuova Nakbah, quella del takfirismo

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di Yusuf Fernandez

Il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasralá, ha messo in guardia la nazione islamica contro il pericolo di una nuova Nakba, quella del takfirismo di impronta nord americana e sionista.

Evocando la battaglia di Qalamun, sua Eminenza ha sottolineato le conseguenze tattiche di quello che ha qualificato un “successo militare senza precedenti”, in particolare il recupero di un territorio molto accidentato, con montagne di oltre 2000 mt. dove vi erano basi, campi di addestramento e fabbriche di armi e auto bomba dei gruppi armati terroristi.

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Putin e il braccio di ferro con la Nato

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NATO VS RUSSIA

A cura di Federico Prati

A mille chilometri da Mosca, la Russia ha il controllo di una regione incastonata tra due paesi Nato e con accesso diretto al Mar Baltico. E’ la regione di Kaliningrad, enclave russa tra Polonia e Lituania dove – tra il 5 e il 10 dicembre scorso – il presidente Putin ha inviato 9.000 soldati, 250 carri armati, 55 navi e 41 aerei da guerra. Segno che la crisi ucraina va contestualizzata in uno scenario che non è ristretto alla regione del Donbass, ma che può estendersi anche su altri fronti. L’atteggiamento del presidente russo Vladimir Putin difatti non piace in primis alla Nato. L’alleanza militare nata nel 1949 in funzione anti-sovietica per riunire Stati Uniti e paesi europei sotto lo stesso ombrello strategico, da un anno a questa parte ha ritrovato la sua vocazione iniziale.

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Il Trattato di Velsen e l’Eurogendfor

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EUROGEND

Segnalazione di Federico Prati

di Matteo Luca Andriola

Senza che nessuno se ne sia accorto, col silenzio-assenso della stampa italiana, la Camera e il Senato hanno ratificato all’unanimità il Trattato di Velsen, che istituisce un corpo di polizia continentale con ampi poteri, l’Eurogendfor.

Il 14 maggio 2010 l’assemblea di Montecitorio ratifica all’unanimità – 443 presenti, 442 assensi e un solo astenuto – con la legge n. 84 il “Trattato di Velsen”. Il Senato, poco prima, il 28 aprile, vota alla stessa maniera. Il 12 giugno il “Trattato” entra in vigore. Di che si tratta? Di uno dei casi più inquietanti di cedimento di sovranità nazionale che la storia del Parlamento italiano ricordi. Perché se la ratifica del Trattato del Nord Atlantico, che istituiva la Nato, firmato a Washington il 4 aprile 1949, e l’accordo che ratificava nello stesso Trattato lo statuto dei vari eserciti, firmato a Londra il 19 giugno 1951, furono discussi apertamente in aula e su tutti i quotidiani – con tanto di stampa filogovernativa che si aizzò contro un Pci, accusato di esser contrario alla Nato in quanto “servo di Mosca” – animando un dibattito citato tutt’oggi su tutti i manuali di storia dell’Italia contemporanea, il “Trattato di Velsen”, al contrario, passa nel silenzio più totale. Ma, in sintesi, cosa contempla in concreto il Trattato? Esso si propone di dar vita ad un insolito organismo: la Forza di gendarmeria europea (European Gendarmerie Force), conosciuta come Eurogendfor o Egf, che viene ora a proporsi come il primo corpo poliziesco-militare dell’Unione Europea, a cui partecipano cinque nazioni, cioè l’Italia, la Francia, l’Olanda, la Spagna e il Portogallo ai quali, in seguito, si è pure aggiunta la Romania, un’istituzione, quindi, con valenza sovranazionale. Il suo motto – perchè tutti i corpi di polizia, come le famigerate SS, devono averne uno – è il seguente, “Lex Paciferat”, cioè “La legge porterà la Pace”. Di che legge si tratta? E qual’è la “Pace” che verrà imposta agli europei? È il caso di analizzare i retroscena che hanno portato alla nascita di questo trattato e vedere, articolo per articolo, i suoi punti salienti.

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Garibaldini bergamaschi fra delinquenti e figli di mezzadri costretti a arruolarsi con la forza

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GARIBALDINI

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

http://www.terraorobica.net/Articoli/Storia/I%20Mille.htm

 

I MILLE GARIBALDINI: IN SICILIA O LA FAME! di Piergiorgio Mazzocchi – Tratto da La Padania Marzo 1999

Caricatura Antirisorgimentale

Negli anni ’70 ebbe inizio a Bergamo una curiosa polemica tra la sinistra bergamasca e il partito Liberale circa l’entità del “volontariato” dei Garibaldini bergamaschi. Il tutto cominciò dall’affermazione, da parte di un fervente sessantottino, che il Conte Camozzi di Ranica, durante l’arruolamento dei volontari per la spedizione in Sicilia (1859) aveva imposto alle famiglie dei suoi mezzadri (inutile dire numerose, date le proprietà terriere di questa famiglia) di mandare i figli in età di leva alla spedizione. In caso contrario li avrebbe cacciati dalle sue terre. Immaginiamo con quali drammatiche conseguenze, dato il periodo particolarmente infelice.

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Maria di Gesù Crocifisso, suoi fenomeni mistici e previsione della presa di Roma e del crollo della Francia, se non avesse sostenuto Pio IX

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MARIAM

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

http://www.corrispondenzaromana.it/maria-di-gesu-crocifisso-lestatica-osservatrice-del-concilio-vaticano-i/

Maria di Gesù Crocifisso: L’estatica “osservatrice” del Concilio Vaticano I

Anche il Concilio Vaticano I ha avuto i suoi osservatori. Ma diversi – per grazia e per fede – dai 6 protestanti sorprendentemente invitati all’ultima Assise conciliare.

L’“osservatrice” del tutto eccezionale è Suor Maria di Gesù Crocifisso, al secolo Mariam Baouardy, morta il 26 agosto 1878, in odore di santità, nel Carmelo di Betlemme, all’età di 33 anni. Galilea come il divin Maestro, del tutto illetterata, povera ed orfana, è passata alla storia col nome di “Piccola Araba”. La sua vita è caratterizzata da una tale irruzione del divino che il Cardinal Mercier, dopo averla studiata attentamente, non esitò ad affermare che si tratta di una delle esistenze più straordinarie dell’agiografia cattolica. Estasi, visioni, stimmate, trasverberazioni, locuzioni, apparizioni, profezie, scrutazioni dei cuori, bilocazioni fino alla possessione diabolica seguita dalla possessione angelica: questa fenomenologia mistica d’eccezione si ritrova con una sorprendente semplicità nella vita del “piccolo nulla”, come ella amava definirsi, una vita degna più del cielo che della terra, che ebbe anche il sigillo del martirio.

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Guai a cantare vittoria: Renzi non è ancora sconfitto

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RENZI INTELLIGENTE

Segnalazione Quelsi

by Andrea Asole

Il centrodestra ha asfaltato il Partito Democratico nei ballottaggi delle elezioni comunali: Venezia, Rovigo, Matera ed Arezzo sono state strappate ai democratici e sono vittorie paragonabili a quella di Andrea Romizi a Perugia lo scorso anno. Sono vittorie per lo più inaspettate alla vigilia della tornata di amministrative: per come era messo il centrodestra, strappare anche uno solo di questi comuni al Partito Democratico sarebbe stato un successo. Se si considera che il centrodestra è riuscito a confermarsi al governo di Chieti e ha perso solo Mantova, il conto dei comuni capoluogo è una disfatta per il Pd, che vince solo a Mantova, Lecco e Macerata. Volendo usare le metafore calcistiche che Renzi ha adottato per le regionali, la partita dei ballottaggi è finita 5-3 per il centrodestra.

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Una riflessione cattolica sulla guerra

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RIFLESSIONE

di Pietro Ferrari

Siamo vicini alla Terza Guerra Mondiale o “solo” all’ennesima scossa di assestamento del Nuovo Ordine Mondiale? Usraele attacca o sta per attaccare la Siria, Eurolandia agonizzante come sempre non pervenuta. ONU inutile da sessanta anni. Certo come in Libia, le Forze del Bene con ancora al petto le medagliette scintillanti della pace che si sono autocucite, avendo invano delegato ad una canaglissima congrega di tagliagole di depredare, distruggere e abbattere un regime laico e nazionalsocialista della tradizione baathista, ora inventano finte prove per condurre una guerra giusta. Ma che dico “guerra giusta”?! Una “missione umanitaria”, una interposizione rivolta ad un “keep-enforcing”, ma la guerra mai. Quella è roba barbarica tra eserciti che si guardano in faccia, mica una trovata sublime gestita con armi chimiche ed uranio impoverito, mani di velluto e testate nucleari. Il tronfio trionfo di madama Ipocrisìa, mentre ricorrenti tamburi echeggiano a stordire il placido e fallace progetto onusiano della Pace, quando la geopolitica mostra come nel caso specifico, le Forze del Bene non possono permettersi che vi sia uno Stato sovrano amico dell’Iran, con una Banca Centrale non in mano ai Rothshild, uno Stato finanziatore dei libanesi di hezbollah, uno Stato imminente hub di gasdotti sotto lo sguardo severo del risorto Zar, che a Tartus non può rinunciare essendo nel Mediterraneo, porto strategico.

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Enroll in Father’s Day Mass Remembrance

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COMUNIONE

Segnalazione di don Anthony Cekada

Enroll Your Father in Father’s Day Mass Remembrance

Special High Mass

Sunday, June 21, 9:00 AM

This year Father’s Day occurs on June 21, the Fourth Sunday after Pentecost.

This year, as is our custom every Father’s Day at St. Gertrude the Great, we will offer our 9:00 AM Sunday High Mass for all fathers, living and deceased, whose names have been submitted to us to be placed on the altar.

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