Verdini passa a sinistra e incassa 590mila euro

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Presentato il nuovo gruppo al Senato: intascherà un super contributo L’ex azzurro promette: “Mai nel Pd”. Prime divisioni sull’ok al ddl Boschi

Il reclutamento di Denis Verdini non va oltre le previsioni. Alla fine, dopo una lunga gestazione, l’ex coordinatore del Pdl raggiunge la soglia minima dei dieci senatori, convoca una conferenza stampa alla Sala Nassirya, formalizza l’addio a Forza Italia e presenta il gruppo «Alleanza liberalpopolare – Autonomie».

Non c’è spazio per il sentimento. «Il divorzio da Berlusconi? Fa male, ma me lo tengo dentro». Per il lancio del nuovo soggetto si punta molto sull’acronimo che i colleghi di avventura considerano beneaugurante: «Ala». Antonio Scavone fa la battuta più attesa: «Ci farà volare», dice, mentre il medico (e neo capogruppo) Lucio Barani dà una lettura «scientifica»: «Nel nostro gergo specialistico «Ala» sta per Acido linoleico, che è importante per il sistema nervoso centrale e così speriamo che anche il nostro gruppo risulti importante per la democrazia e le istituzioni». Il portavoce Vincenzo D’Anna, però, lo stoppa e gli rinfaccia con ironia: «Ma se da buon socialista non hai mai lavorato in vita tua…».

Al netto dei propositi bisogna fare i conti con i numeri e con le posizioni politiche. Il gruppo di soccorso azzurro a Matteo Renzi e alla sua maggioranza ballerina al Senato ottiene l’adesione, oltre a Verdini dei già citati Barani, Langella e D’Anna, anche del toscano Riccardo Mazzoni, di Eva Longo, Giuseppe Compagnone, Ciro Falanga, Riccardo Conti, e Antonio Scavone. I forzisti (o almeno quelli ancora iscritti al gruppo di Forza Italia) sono solo due. Pertanto la perdita per il bilancio azzurro è di 118mila euro l’anno sotto forma di contributo annuale legato al numero delle adesioni. Verdini potrà mettere a bilancio circa seicentomila euro. Per il gruppo alla Camera «si vedrà a settembre».

Sul fronte politico bisogna fare i conti con posizioni interne tutt’altro che univoche. «Il ddl Boschi va approvato così com’è e se non venisse approvato si ritorna nel pantano» dice Verdini. D’Anna, però, non esita a puntualizzare, essendo sempre stato contrario a questa riforma: «Io non la voterò». Verdini ci tiene a far sapere che non entrerà mai nel Pd. «Tranquillizziamo la sinistra Pd, non vogliamo entrare in quel partito che ha luci e ombre… Se avessi voluto – ricorda Verdini – da toscano l’avrei fatto in età giovanile» ma lui mai avrebbe tifato «Urss contro l’Italia» come facevano in certi bar delle zone sue, dove peraltro tra Mennea e Valery Borzov i rossi preferivano l’ucraino sotto le mitiche insegne CCCP. Le implicazioni future di questa scelta non vengono, però, negate neppure dagli stessi verdiniani che non escludono una futura confluenza in un unico gruppo con Ncd e Scelta Civica.

Verdini chiarisce gli obiettivi della nuova formazione politica: «Vogliamo portare a termine la legislatura costituente volta a dare una cornice moderna all’impianto istituzionale dello Stato». E ancora: «Poi c’è una prospettiva politica che è nelle cose e che ritiene che l’area moderata sia il centro del Paese. Il centro determina sempre la vittoria dell’una o dell’altra parte ma per determinarla deve avere la libertà di potersi muovere senza pregiudizi e realizzare le riforme con una maggioranza allargata significa dare stabilità agli elettori». E sulle riforme aggiunge: «Nella nostra componente c’è chi ha votato le riforme e c’è chi no ed è libero di mantenere questa posizione».

Verdini si sofferma poi sul suo rapporto con Silvio Berlusconi: «Come tutti gli strappi addolora e fa male. Quando non ci sono identità di vedute nessuno finisce o muore, uno vede le cose in maniera diversa. Ho una grandissima lealtà che mi lega a Berlusconi ma vediamo le cose in maniera diversa. Lui è sempre stato in questi 20 anni lungimirante. Come tutti gli strappi fanno male, il dolore uno se lo tiene e tira fuori l’ottimismo. Eravamo a disagio nei gruppi dove avevamo militato. La nostra storia legata a Berlusconi è straordinaria. Non ne vogliamo parlare, parliamo di quello che facciamo».

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Il “cattolico” Sergio Mattarella circondato da massoni e mafiosi

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-di Davide Consonni-

Radio Spada, suo malgrado, s’è a più riprese occupata di rendicontare i costanti rapporti che Napolitano Presidente intrattenne con i settari del Grande Oriente d’Italia, altresì s’è occupata nel narrare gli immondi e fraterni rapporti documentati intercorsi tra le massonerie italiche e l’ndrangheta calabrese. Ora, invece, ci tocca in un certo senso mischiare questi due argomenti, non per diletto nostro, ma per restituire i fatti come ci si presentano: 25 anni fa, un Mattarella democristiano circondato da massoni, mafiosi e rabbini.

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Il nome di Mattarella emerse, assieme a quello di altri esponenti politici quando la polizia perquisì la sede di un circolo privato trapanese: Lo Scontrino. Quel giorno dell’aprile 1986 venne fuori che il circolo “ospitava” sei logge: Iside, Iside 2, Osiride, Ciullo d’Alcamo, Hiram e Cafiero. Ma non solo, i poliziotti trovarono anche numerose agende e rubriche con i numeri di telefono e di esponenti politici (Francesco Canino, Dc, Carlo Vizzini Psdi, e l’ex sindaco di Trapani Erasmo Garucciotra) cui appunto il nome dell’attuale Capo dello Stato. Se però si cerca una spiegazione della presenza dell’allora Onorevole Mattarella questo è quanto risulta dai verbali della Criminalpol dell’interrogatorio di Paolo Scontrino nell’ottobre 1986 risulta che alle conferenze organizzate dal centro culturale trapanese partecipassero diverse personalità pubbliche, non solo della politica:

conferenze alle quali mi risulta abbiano partecipato l’on. Sergio Mattarella, l’on. Vincenzino Culicchia (oggi Pdr), l’on. Francesco Canino (morto nel 2014)” ma anche “il rabbino Toaf” e ancora “lama tibetani, tale padre Antonj di religione Indù, Dacia Maraini… e altri’’.

 

 

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Il delirio dei “vescovi” trevigiani: «I profughi vanno accolti o non siete cristiani»

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I vescovi trevigiani: «I profughi vanno accolti o non siete cristiani»

Appello congiunto di monsignor Gianfranco Agostino Gardin
e monsignor Corrado Pizziolo: «La Chiesa non specula sugli immigrati»


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TREVISO – Di fronte al dovere cristiano di cogliere i profughi «non rispondiamo come Caino: sono forse io il custode di mio fratello?».
È il forte appello lanciato dal vescovo di Treviso, monsignor Gianfranco Agostino Gardin e del vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo ai trevigiani, dopo le proteste dei giorni scorsi contro gli immigrati.
«Dobbiamo confessare che rimaniamo sconcertati – sottolineano i vescovi sulle pagine dei settimanali diocesani oggi in edicola – di fronte alla deformazione di un cristianesimo professato a gran voce, e magari difeso con decisione nelle sue tradizioni e nei suoi simboli, ma svuotato dell’attenzione ai poveri, agli ultimi: dunque svuotato del Vangelo, dunque svuotato di Cristo».
I vescovi scrivono di «decisioni improvvide» per quanto riguarda le soluzioni di ospitalità come quella che ha portato alla rivolta di Quinto, a Treviso e fanno sapere che, «c’è chi interviene con generosità ma è costretto a sfidare anche, purtroppo, l’ostilità di alcuni».
I vescovi li ringraziano «di cuore» e, subito dopo, respingono con energia chi accusa anche settori della Chiesa di speculazione: «Si dice che vi sia chi specula sull’accoglienza: è possibile, ma ci dispiace che questo giudizio talora sia espresso, indiscriminatamente su tutti, non esclusa la Caritas. Non vorremmo che fosse un modo ignobile di cercare scuse alla propria grettezza».
«Come comunità cristiane – sottolineano i due vescovi – non dobbiamo rinunciare a fare la nostra parte per quello che possiamo, senza rifugiarci dietro la vastità del fenomeno e la sua infelice gestione a livello alto».

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Christ or Belial? Bp. Sanborn refutes Bp. Williamson on the New Mass

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Williamson spouts Protestant ideas…

Christ or Belial?
Bp. Sanborn refutes Bp. Williamson on the “New Mass”

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Just recently we took Bp. Richard Williamson to task for his ludicrous argumentation that the “New Mass” of the Vatican II Sect can licitly be attended by Catholics under certain restrictive circumstances. As we demonstrated in our post and video, the former SSPX bishop’s argumentation was lacking in consistency and, most of all, in traditional Catholic theological principles. Williamson based his entire argumentation on the Modernist, Subjectivist, and Protestant idea that licit attendance at Holy Mass is determined by what it does for the believer, rather than whether it is the true worship of God by the Catholic Church. Holy Mass, for Williamson, is principally and essentially a spiritual aid to the believer, rather than the Church’s solemn worship of the Most Holy Trinity.

Bp. Donald Sanborn, rector of the sedevacantist Most Holy Trinity Seminary in Brooksville, Florida, has now weighed in with a substantial blog post that systematically refutes the errors of Bp. Williamson on this very topic. Here is an excerpt, followed by a link to the full article:

[Source: In Veritate Blog]

CHRIST OR BELIAL?

A Response to Bishop Williamson concerning Attendance at the New Mass

On June 28th of this year, Bishop Williamson gave a conference to a gathering of people in Connecticut, followed by questions and answers.

A woman asked him whether it was permissible to attend the New Mass. Bishop Williamson says that, under certain circumstances, it is permissible to actively participate in the New Mass.

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Psicologi contro il gender

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lgbt

di Federico Cenci – 29/07/2015

Fonte: Zenit

Risposta di un gruppo di professionisti al presidente dell’Ordine degli  Psicologi delle Marche, secondo cui “non esiste l’ideologia gender”. Il primo  firmatario Paolo Scapellato: “In corso un conflitto antropologico”

•Non solo genitori e insegnanti, contro il gender prende posizione anche il  mondo della scienza. Un nutrito gruppo di psicologi marchigiani ha deciso di  intervenire per districare con una luce scientifica l’oscura matassa dell’ideologia. Tutto ha avuto inizio poco dopo la manifestazione del 20 giugno in piazza San Giovanni, quando un milione di persone ha urlato il proprio  disappunto nei confronti dell’indottrinamento ideologico degli alunni.

Vera e propria sollevazione popolare che, com’era prevedibile, ha scatenato  polemiche. Nell’acceso dibattito si è lanciato anche il dott. Luca Pierucci,  presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche, che si è unito al coro dei  detrattori. Usando un’argomentazione molto in voga in alcuni ambienti culturali – “Non esiste l’ideologia del gender” – Pierucci ha contestato quanti sono  scesi in strada. E li ha ammoniti, a nome del suo Ordine, che “non si possano e  non si debbano utilizzare e distorcere informazioni basate su ricerche e studi  scientifici a fini propagandistici e confusivi”.

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Notte fonda per il Sionismo

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CANDELABRO

Segnalazione di Federico Prati

di Andrea Muratore – 20/07/2015

Fonte: L’intellettuale dissidente

Israele risulta la grande perdente dei negoziati sul nucleare iraniano e  oramai nel paese serpeggia un clima da fine Impero, da cittadella assediata, da  ultima spiaggia. Netanyahu è riuscito a farsi rieleggere puntando forte sulla  psicosi iraniana, e accodando al Likud una carovana di partiti sciovinisti,  razzisti e guerrafondai, e ora paga lo scotto delle sue politiche scriteriate.

Le manifestazioni di gioia incontenibile del popolo iraniano nelle piazze di  Teheran saranno ricordate a lungo. Rappresentano la vittoria del buon senso,  della diplomazia e, per una volta, della giustizia sull’oscurantismo e la bieca  propaganda del terrore. L’Iran vive un momento catartico, un pesante debito con  la giustizia viene pagato e si infligge un colpo durissimo alle ambizioni dei  Neocon americani di lanciare la guerra definitiva, finale aggredendo la nazione  persiana.

oprattutto, il corso storico che ha portato all’annullamento delle insensate  sanzioni all’Iran rappresenta un punto di svolta storico e un punto di partenza  per una nuova visione dello scenario mediorientale. In questi giorni si sta  aprendo finalmente la stagione propizia per rompere definitivamente l’abbraccio  mortale tra Occidente (USA in primis, dunque il carrozzone delle nazioni  europee ad essi legati) e Israele, già fortemente allentatosi negli ultimi  mesi. La nazione sionista risulta la grande perdente dei negoziati e oramai nel  paese serpeggia un clima da fine Impero, da cittadella assediata, da ultima  spiaggia. Netanyahu è riuscito a farsi rieleggere puntando forte sulla psicosi  iraniana, e accodando al Likud una carovana di partiti sciovinisti, razzisti e  guerrafondai, e ora paga lo scotto delle sue politiche scriteriate. Accusare di  terrorismo internazionale un Iran attivo più di ogni altro attore nella lotta  all’ISIS, a cui invece  Tel Aviv fa numerosi favori con i raid aerei illegali contro Assad e  Hezbollah, è qualcosa di insostenibile.

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[VIDEO] La Basilicata è la prima regione italiana a vietare l’indottrinamento gender nelle scuole

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La Concia conciata per le feste

 

 

Segnalazione di Carlo Di Pietro

 

di CdP Ricciotti.

Potenza, 28 luglio 2015. La Basilicata è la prima regione italiana ad approvare una mozione contro l’insegnamento del gender nelle scuole. In passato la Regione Lombardia aveva voluto una mozione a sostegno della famiglia naturale, suscitando l’ira dell’Arcigay: “abominevole, intrisa di odio”.

A dare la notizia in anteprima è il portale Notizie ProVita dell’omonima Associazione no profit che si occupa di promuovere i valori della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.

Riferisce Notizie ProVita: “Avevamo scritto qualche giorno fa che in Regione Basilicata era stata presentata una mozione che esprime la contrarietà delle Istituzioni regionali a che nelle scuole si attuino progetti educativi ispirati all’ideologia gender”.

Ancora: “La signora On. Paola Concia, nella foto, era probabilmente presente anche alla votazione: non crediamo ne sia rimasta contenta. Infatti il Consiglio Regionale ha approvato la mozione con una maggioranza trasversale di persone evidentemente ragionevoli e di buon senso.”

 

Il Consigliere regionale Aurelio Pace ha dato la notizia su Facebook: “Passata a maggioranza la mia mozione su “Ruolo della famiglia e teoria del gender”. 8 voti favorevoli (Pace (GM), Rosa (FDI), Napoli (FI), Mollica (UDC), Bradascio (PP), Spada (PD), Galante (RI), Castelgrande (PD), 6 contrari (Santarsiero (PD), Cifarelli -PD), Lacorazza (PD), Polese (PD), Perrino (M5S), Romaniello (GM), 1 astenuto (Giuzio -PD). Una grande vittoria. Noi ci crediamo”.

“Una mozione trasversale, redatta anche grazie alla consulenza esterna di ProVita, con cui la Regione Basilicata dimostra che anche nelle Istituzioni il buon senso può prevalere sulle preclusioni ideologiche e sulla follia gender”, commenta ProVita.

La mozione intende impegnare il Governo Regionale affinché nelle scuole di ogni ordine e grado in Basilicata:

– non venga introdotta la “teoria del gender” e che venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012); – sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’art.29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, della quale “riconosce” gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione; – si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue. In questo modo gli studenti impareranno anche che la madre e il padre, nella famiglia, ancor più che nel mondo del lavoro o in altri contesti, apportano la loro propria ed insostituibile ricchezza specifica; – si educhi al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva. Questo implica che si tenga conto delle specificità neurofisiologiche e psicologiche dei ragazzi e delle ragazze in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile, prevedendo corsi di educazione all’affettività e alla sessualità, concordati con i genitori e non imposti senza alcuna informazione al riguardo e senza consenso esplicito e consapevole.

Segue il testo completo della mozione approvata.

Il Consigliere regionale Gianni Rosa (FdI) ha diffuso sulla sua pagina Facebook il documento ufficiale dove si elencano i votanti a favore e contro, così commentando la notizia: “Mozione per evitare l’introduzione della teoria gender nelle scuole lucane, approvata. Che esista o no, questa teoria, è bene puntualizzare la nostra posizione. Ecco chi ha votato contro!”.

Parte della stampa locale, impegnata in una campagna di boicottaggio, aveva precedentemente affermato che “non esiste alcuna teoria del gender”, cercando di minimizzare la cosa ed aprendo una vera “caccia alle streghe” su internet; ProVita, come pure la votazione politica contro tale teoria, hanno invece dimostrato che esiste eccome (qui il dossier dettagliato) e che la politica è ancora attenta alle questioni etiche, oltre i diktat di partito e le pressioni di lobbies.

Su Youtube è possibile visionare l’intervento del Consigliere regionale Pace poco prima della votazione favorevole alla sua mozione: https://www.youtube.com/watch?v=9ou65W2-q2s.

 

 

 

 

 

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The Roman Canon: Deplorable Impoverishment?

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Segnalazione di don Anthony Cekada

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Fr. Cekada on Chapter 12, part 1

Work of Human Hands

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In this month’s episode of Work of Human Hands host Stephen Heiner and guest Father Anthony Cekada tackle one of the longest and most important chapters in the book, Chapter 12, which addresses the Canon of the Mass.

Father begins by addressing what a “canon” is, why the change to the term “Eucharistic Prayer” was so important, and then also speaks about the Prefaces and the Sanctus, the necessary bridge to the Canon from the Secret, which is where we finished our last episode.

Father addresses the vileness with which the would-be reformers speak about the Roman Canon (“outdated,” “superstitious,” “folkloric,” among other terms) and more importantly, why changing THIS part of the Mass was so very important.

If you’d like to obtain a copy of Work of Human Hands to follow along, you may do so atSGG Resources.

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Perché i “matrimoni gay” sono dannosi alla società

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

 
Video imperdibile (con testo italiano): lo Stato deve promuovere il matrimonio tra uomo e donna, non le unioni omosessuali
da Notizie ProVita

Il matrimonio tra uomo e donna non può essere confuso con o equiparato ad altre unioni, in particolare alle unioni gay.
E’ quanto viene spiegato da un video interessante che ci è stato segnalato, proveniente dagli Stati Uniti, realizzato dal Michael Brown e adesso sottotitolato in italiano. Il video spiega chiaramente perché lo Stato deve promuovere il matrimonio tra un uomo e una donna e perché invece non ha alcun senso promuovere le unioni tra persone dello stesso sesso.
Il matrimonio fra uomo e donna è garanzia del perpetuarsi delle generazioni, è il luogo dove vengono garantiti nel migliore dei modi l’esistenza e il benessere dei bambini, ed è fonte di tutta una serie di benefici sociali e individuali, in ogni ambito.
E’ per questo che deve essere riconosciuto dallo Stato e promosso. In effetti, lo Stato, come spiegato nel video, può adottare solo tre possibili comportamenti di fronte a un fenomeno: la promozione, la permissione, o la proibizione. Il matrimonio tra uomo e donna, a causa della sua positiva rilevanza sociale, non può che essere promosso. L’unione di due persone dello stesso sesso invece non deve in alcun modo essere promossa socialmente, in quanto non ha una funzione sociale positiva, e ancor meno deve essere equiparata al matrimonio.
Ecco il video in questione [attivare i sottotitoli cliccando la prima delle icone in basso a destra]:

https://www.youtube.com/watch?v=2cqaGLecee0

Nota di BastaBugieecco una nostra traduzione (grazie all’amica Federica) del video sopra riportato

Il matrimonio dovrebbe essere limitato ad un uomo ed una donna? Perché il Governo promuove il matrimonio tra un uomo e una donna? Non è semplicemente perché due persone si amano. NO. E’ invece per il mantenimento e la stabilizzazione della nostra società. Questa visione del matrimonio è scritta nella natura biologica dei fatti.
Ma abbiamo alcuna valida ragione per mantenere una cosi ristretta definizione? Oppure è arrivato il momento in cui il governo deve rivedere ed espandere la visione del matrimonio in modo da includere (in questo sacramento/istituzione) coppie dello stesso sesso?
Quando si considera il comportamento dei cittadini, il Governo ha solo 3 opzioni: esso può promuovere, permettere o vietare un comportamento. Ad esempio, lo stato promuove il lavoro della Polizia, permette molte (la maggior parte delle) occupazioni, ma vieta il commercio di droghe. Perché? Perché il commercio di droghe danneggia la società. Mentre il lavoro della polizia beneficia la società. Allo stesso modo il governo promuove il matrimonio naturale, permette molte (la maggior parte delle) relazioni dello stesso sesso, ma vieta l’incesto e la pedofilia. Perché? Perché l’incesto e la pedofilia danneggiano la nostra società, mentre il matrimonio naturale beneficia la nostra società.
Ecco la ragione:
– il matrimonio naturale crea (da vita) figli;
– è il miglior (più stabile) contesto per far crescere i figli;
– protegge le donne;
– rende responsabili gli uomini;
– diminuisce il tasso di crimine, il tasso di povertà e quindi riduce la spesa e il deficit dei governi.
In sintesi il matrimonio naturale mantiene e stabilizza la nostra società. Tutti beneficiano di questo, persino le persone che non si sposano.
Ora analizziamo il matrimonio dello stesso sesso. Che benefici fornisce? Nessuno. Il matrimonio dello stesso sesso non solo non offre alcun beneficio alla società, ma di fatto, la danneggia.
Promuovere il matrimonio dello stesso sesso di fatto modifica il fine ultimo dell’istituzione civile del matrimonio. Il matrimonio naturale è il centro di creazione delle generazioni future e forma i bambini per divenire ottimi cittadini. Il matrimonio dello stesso sesso semplicemente convalida il partner sessuale.
E’ statisticamente provato che il matrimonio naturale crea il miglior contesto familiare (di crescita) per i bambini. Se alteriamo lo scopo primario del matrimonio, la fascia più danneggiata saranno i bambini.
Ogni bambino non ha diritto ad una mamma e un papà? E cosa dire sui matrimoni naturali che non creano bambini? Questi sono l’eccezione, non la regola. L’unica relazione che fa naturalmente nascere bambini è quella tra un uomo e una donna.
Dove il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è promosso:
– la scuola sottopone i tuoi figli all’obbligo di argomenti omosessuali;
– il tuo lavoro e le tue tasse finanziano relazioni omosessuali;
– la tua libertà di parola è compromessa;
– e la tua libertà di culto religioso è annullata.
Il governo non ha una valida ragione per promuovere legalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nessuna. Ma ha ogni ragione per continuare a promuovere il matrimonio naturale.
Cosa si può dire sull’uguaglianza: la legge già tratta ogni cittadino ugualmente! Ogni cittadino può sposare ogni persona del sesso opposto. Ma è giusto promuovere il matrimonio naturale e non promuovere il matrimonio tra persone dello stesso sesso? Si. La legge tratta ogni persona allo stesso modo, ma non tratta ogni comportamento allo stesso modo. I matrimoni tra lo stesso sesso e i matrimoni naturali rappresentano comportamenti differenti con risultati differenti, quindi la legge tratta questi comportamenti differentemente.
Non è questa una discriminazione contro gli omosessuali? No. Questa (impostazione) discrimina i comportamenti, non le persone. Per esempio, ti senti discriminato quando il governo promuove il lavoro della polizia, ma tu non sei un membro del corpo di polizia? NO. Per niente. Noi tutti beneficiamo quando il lavoro della polizia è incoraggiato. Allo stesso modo, quando una persona non sposa qualcuno del sesso opposto, questa non viene discriminata quando il governo promuove il matrimonio naturale. Infatti noi tutti beneficiamo quando il matrimonio naturale è incoraggiato.
Cosa si può dire riguardo alla tolleranza? I promotori del matrimonio dello stesso sesso devono essere più tolleranti. Le relazioni omosessuali sono già tollerate, le coppie omosessuali possono già impegnarsi tra loro fino a che morte non li separi, senza il bisogno dell’approvazione del governo. Solo l’unione tra un uomo e una donna deve essere promosso, perché esso solo è il fondamento della crescita e della civilizzazione della società.
Questo non è bigottismo, ma biologia.

Titolo originale: Matrimonio si, unioni gay no
Fonte: Notizie ProVita, 03/07/2015

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Il FMI stronca Renzi: 20 anni per tornare ai livelli pre-crisi

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  1. Segnalazione Quelsi
    by Antonio Iatalese

    Renzi-Padrone

    È del 27 luglio la notizia che il Fondo Monetario Internazionale stima in 20 anni (VENTI ANNI!!!) il tempo necessario affinché nel nostro paese il livello occupazionale torni quello che era presente prima della crisi. Insomma la strada della ripresa è ancora lunga e il nostro sistema ha bisogno di riforme per poter rilanciare il mercato del lavoro. In seguito a questa presa di posizione mi sarei aspettato programmi di approfondimento dedicati a questa stroncatura delle politiche del Governo Renzi da parte del Fondo Monetario Internazionale, titoloni di giornali, dibattiti, polemiche ma non c’è stato niente di tutto ciò!

    La notizia è passata in sordina, quasi in secondo piano. Forse perché il periodo estivo suscita il disinteresse dei più su simili problemi o probabilmente perché la stampa italica continua a dare fiducia al fiorentino e non da il dovuto risalto alle notizie che potrebbero disturbare il suo esecutivo. Eppure la notizia è di quelle allarmanti e certifica che senza un’adeguata inversione di rotta il nostro paese è destinato ad una lenta risalita. Una risalita tanto lenta che provocherà l’esclusione dal mondo del lavoro di un’intera generazione, quella dei ragazzi dai 25 ai 35 anni, con tutte le conseguenze sociali che da ciò derivano.

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