Estate 2015: fuga dalla realtà

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Scritto e segnalato da Alessandro Pini

Un tempo il cristianesimo dovette lottare contro la natura: quella natura era tanto dura, tanto ermeticamente chiusa che la grazia durava fatica a intaccarla. Oggi dobbiamo lottare per la natura, al fine di salvare il minimo di salute terrena necessaria all’innesto del soprannaturale” [Gustave Thibon, Ritorno al reale]

In questa calda, troppo calda estate italiana, emergono sempre nuove emergenze: alcune vere, altre false, donde vere e false situazioni da affrontare e risolvere.

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IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA. L’anatema terzomondista. Riflessioni su massoneria e monito bergogliano

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Segnalazione di Federico Prati

Riportiamo una interessante analisi di Carlo Di Pietro

Recentemente Bergoglio ha scagliato il suo “anatema” che, per quel che possa valere, ossia nulla, palesandosi il soggetto oggettivamente non autorevole per via di una costante e notoria defezione dalla fede (cf. CJC ’17, can 188 § 4 – rif. 108 § 3; cf. Pastor Aeternus, Pio IX; Auctorem Fidei, Pio VI – ), comunque viene rilanciato dai media con enfasi, così rischiando di condizionare ulteriormente, anche solo sentimentalmente, sia l’opinione pubblica che la strategia comunicativa ed attuativa dei “gerarchi del modernismo”, sedicenti “vescovi” e “cardinali” che gli gravitano intorno e che lavorano, con Bergoglio stesso, per la costituzione di una religione universale, come alcuni di essi già sostengono pubblicamente (v. falso ecumenismo, cf. Mortalium Animos, Pio XI).

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Rabbino: bruciate le chiese cristiane. Lo dice la Torat Yisrael

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Segnalazione di Federico Prati

Gli ordinari cattolici della Terra Santa hanno denunciato un rabbino che nei giorni scorsi ha approvato in pubblico il bruciare chiese e moschee, dicendo che esso era “secondo la legge” ebraica. L’Assemblea degli ordinari cattolici, riferisce l’agenzia AsiaNews, radunati lo scorso 7 agosto, hanno diffuso una lettera in cui si afferma che “la comunità cattolica in Terra Santa ha paura e si sente in pericolo”. Per questo, oltre a denunciare le dichiarazioni del rabbino, i leader cattolici domandano “alle autorità israeliane… che garantiscano una vera protezione ai cittadini cristiani di questo Paese, come pure ai loro luoghi di culto”.

L’appello degli ordinari cattolici si riferisce a una dichiarazione di Benzi Gopstein, leader del gruppo estremista Lehava. Durante una conferenza, in risposta a uno studente ebreo di una yeshiva di Gerusalemme, che gli domandava “se lui era favorevole a bruciare chiese nella Terra di Israele”, Giopstein ha risposto: “Rambam [Maimonide] ha stabilito o no di distruggere [l’adorazione degli idoli]? L’adorazione idolatrica deve essere distrutta. [Perciò] è un semplice sì. Dov’è il problema?”.

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Irlamier parlava del nosto tempo?

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di Maurizio Blondet

Cercare di risalire alle vere previsioni di Alois Irlmaier (1894-1959), il contadino che visse a Freisslassing in Baviera, è difficile. Bisogna (soprattutto non sapendo il tedesco) affidarsi a traduzioni e resoconti su discutibili pubblicazioni e siti che non si sa come definire (“profetistici”?) dove alcune frasi del contadino bavarese sono messe a confortare quartine di Nostradamus, profezie della Madonna di Anguera, visioni di Hezra e di Rasputin, che temo siano “entità” evocate in sedute spiritiche; difficile, in quei guazzabuglio, sceverare le sue frasi reali.

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Storia di massoni, firme false e una truffa da 6 milioni di euro

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Una storia incredibile che ha i contorni del romanzo: la vittima parla di “un piano durato anni, fatto di acquisizioni e fideiussioni fasulle”

 

Celle Ligure. Prendete una persona indubbiamente benestante, con un patrimonio di famiglia che supera i 6 milioni di euro. Una persona con gli agganci “giusti”: affiliato alla massoneria, membro di una ONG delle Nazioni Unite, con legami importanti nel mondo politico e in quello dei servizi segreti. Prendete questa persona e, grazie a un piano complesso e articolato, nell’arco di 10 anni, spogliatelo sistematicamente di tutti i suoi averi, fino a lasciarlo con la casa pignorata e 2000 euro in banca.

E’ l’incredibile storia raccontata da Massimo Gambetta, cellese di 63 anni, che dal 2004 ad oggi sta vivendo in un incubo. Quello che sembrava l’ennesimo dono del cielo di una vita agiata, un’eredità, si è trasformato invece nell’inizio del calvario. “E tutto a causa di persone di cui pensavo di potermi fidare ciecamente, fratelli massoni come me – commenta Gambetta – e che invece si sono rivelati serpenti”.

Tutto ha inizio 11 anni fa, quando Gambetta eredita da una cugina la metà di un immobile in via San Pietro ad Albissola Capo, una palazzina di 5 piani in origine adibita a colonia. Il lascito lo rende interamente proprietario dello stabile (metà era già sua, ricevuta dal padre), che sul mercato ha un valore di 1.750.000 euro. Tramite un amico gli arriva una proposta di investimento: creare con altre persone “fidate” una società ad hoc per trasformare la colonia in appartamenti.

Tra le persone coinvolte ci sono commercialisti e imprenditori legati alla massoneria, come Gambetta, che quindi decide di fidarsi del consiglio e di mettersi nelle loro mani: viene così fondata La Matteotti, società al 50% di proprietà della moglie, Gabriella Franco, e per l’altra metà di una società che fa capo a una cordata genovese.

E qui, secondo Gambetta, inizia il piano. “Mi convincono a intestare la mia quota a mia moglie e a vendere il palazzo alla società. Ci accordiamo per un primo pagamento da 500.000 euro, mentre il resto verrà versato più avanti”. Di quei 500.000 euro, però, la metà non arriva nelle tasche di Gambetta: “Accetto il consiglio dei miei nuovi soci e investo 242.000 euro in alcune loro società, operanti in zona, come ad esempio I Granoliva o Albeclant. Non l’avessi mai fatto: è stato l’errore più grande della mia vita“.

Quelle società, infatti, finiscono male: fallimento, con i titolari che patteggiano per bancarotta fraudolenta. Gambetta annusa l’aria ed esce in tempo dalle società: quello che però non sa è che nell’anno in cui risulta socio vengono attivate delle fideiussioni a suo nome, con la sua firma falsificata, come dimostrato da una perizia grafologica. E con il fallimento Gambetta, sebbene non sia più socio (e in passato lo sia stato solo di alcune e con partecipazioni minime), diventa in sostanza il garante dei debiti di quelle società.

Nel frattempo prosegue l’iter di La Matteotti, tra mille problemi: le autorizzazioni tardano ad arrivare, la progettazione va a rilento. Una clausola prevede che il prezzo di acquisto si abbassi se gli ok non arrivano entro 12 mesi dalla presentazione delle domande: e così la somma dovuta ancora a Gambetta inizia a scendere, da 1.250.000 a un milione. Meglio di niente, verrebbe da dire: e invece “niente” è quello che rimane. Questo grazie a un’altra firma falsa: quella che, secondo i documenti (smentiti anche in questo caso da una perizia grafologica), la moglie Gabriella avrebbe apposto su una rinuncia alle proprie quote. Documento di cui la donna, ovviamente, non sa nulla.

A questo punto Gambetta è garante (per via delle fideiussioni) dei debiti dei Granoliva e altre società collegate, mentre la moglie è fuori da La Matteotti. Manca la terza e ultima mossa, quella che fa scattare la trappola: La Matteotti compra da cinque banche (Carisa, Carige, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi e CariAlessandria) i crediti nei confronti dei Granoliva. Quindi di Gambetta.

Alla fine dei giochi, l’uomo diventa quindi debitore, ironia della sorte, proprio della ex società di sua moglie. Che già si è presa il palazzo di Albissola, e ora è libera di prendergli tutto il resto. “Mi hanno già portato via una macelleria che avevo a Genova – racconta Gambetta – e ora si stanno prendendo casa mia e quella dove abita mia figlia. Per quest’ultima siamo riusciti a sospendere la vendita all’incanto fino a settembre, poi mia figlia dove andrà?”.

Riassumendo, il disegno criminoso dipinto da Gambetta è complesso ma efficace: “Prima mi hanno fatto investire in alcune società, creando fideiussioni false a mio nome, poi le hanno fatte fallire rendendomi garante dei loro debiti. Nel frattempo hanno creato una nuova società con mia moglie, mi hanno convinto a vendergli il palazzo di Albissola e poi l’hanno sbattuta fuori con un documento falso. Infine con questa società hanno acquistato dalle banche i debiti di cui ero garante, e ora sono alla loro mercè“. Il tutto, secondo Massimo, con un obiettivo preciso: “Un casa con terreno a Pecorile, l’unica cosa che mi resta. Vale 4.000.000 di euro, e tenteranno di portarmela via”.

A peggiorare l’incubo il fatto che Gambetta non abbia idea del numero totale di fideiussioni a suo nome, né dell’importo totale che dovrebbe coprire col suo patrimonio. Che ora è ridotto all’osso: “Non ho più neanche i 250.000 euro incassati come prima tranche per la vendita del palazzo di Albissola, perché li ho consumati tutti in spese legali. Mi sono rimasti solo 2.000 euro”.

A Gambetta non resta ora che appellarsi ai giudici e alle banche. “Spero che la Procura decida finalmente di dare ascolto alle mie denunce e avvii un’inchiesta – dice – finora ben 5 mie denunce sono state archiviate senza fornirmi spiegazioni. E spero anche che le banche capiscano che quelle fideiussioni sono false e fermino gli iter per prendersi i miei beni”. Su questo punto Giorgio Brondi, del Movimento Difesa del Cittadino (a cui Gambetta si è rivolto per avere aiuto), è pessimista: “Sono convinto che, per riuscire nella loro truffa, i soci avessero dei basisti all’interno degli istituti bancari. Se fosse così, difficilmente ora ci ascolteranno“.

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Bergoglio vende chiesa a Islamici che la trasformano in moschea

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Le sei croci esterne sono state rimosse e sostituite a fine giugno. Quattro di loro erano pesanti, 600 chili di cemento e alte quasi due metri: pensate per essere eterne.

Era l’ultimo passo, e il più visibile, nella trasformazione della chiesa in moschea. Partito dalla vendita nel 2014. Non ostante l’appello dei fedeli locali al Vaticano di bloccarla.

La trasformazione segue il cambiamento demografico del quartiere (capito vescovi? illusi di fare proseliti tra i nuovi arrivai), il North Side, una volta abitato da italiani e tedeschi, è sempre più zona di immigrati islamici da Africa e Asia.

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Sir Elton John vs Luigi Brugnaro: “Il sindaco di Venezia è bigotto e cafone”

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Sir Elton ha utilizzato il suo profilo Instagram per esprimere tutto il suo disappunto quanto alla decisione del primo cittadino lagunare di bandire dalle scuole 49 libri (ridottisi alla fine a 2) che hanno come protagonisti coppie dello stesso sesso: “Ha stupidamente scelto di politicizzare libri per bambini, vietando titoli di libri che raccontano di famiglie omosessuali che vivono felici e contente”

 

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Censurata la preghiera degli alpini per non offendere gli immigrati

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Gli alpini contro la decisione del vescovo: “Solo malafede o un certo pacifismo ideologico possono portare a pensare che gli alpini coltivino sentimenti di aggressione o di intolleranza”

La preghiera degli Alpini proprio non piace alla diocesi di Vittorio Veneto. Ieri, infatti, l’ufficio liturgico diocesano ha proibito a un gruppo di “penne nere” di leggere in chiesa la loro storica preghiera. Anzi: armata di sacro fuoco della censura, la diocesi ha imposto di sbianchettare una frase giudicata troppo dura nei confronti degli stranieri: “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana“.

Giustamente, il presidente della sezione locale dell’Ana, Angelo Biz, ha affermato: “Sappiamo che a far torcere il naso ad alcuni ecclesiastici è la frase della preghiera in cui si chiede di rendere forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra civiltà cristiana. Una frase che viene subito dopo quella in cui si definiscono gli alpini ‘armati di fede e di amore’. Queste sono le armi degli alpini e solo la malafede o un certo pacifismo ideologico possono pensare che gli alpini coltivino sentimenti di aggressione o di intolleranza. Gli alpini non hanno armi e la cultura che li ispira è quella di una fratellanza che non ha confini. È amaro constatare che proprio all’interno della comunità cristiana possano crescere muri, che finiscono per incidere nella serenità di rapporti, usando pretestuosamente il Vangelo della pace come una clava per rompere armonie consolidate“.

È strano che la diocesi di Vittorio Veneto se la prenda con una preghiera scritta circa 80 anni fa, in tempo di guerra, e che, certamente, è stata recitata da tanti sacerdoti alpini, compreso il beato don Carlo Gnocchi.

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Priorità di Laura Boldrini: cittadinanza agli immigrati, poi eutanasia, infine nozze homosex

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Può sposarsi chi non può fare figli, magari deve morire in fretta e nel frattempo diamo cittadinanza agli stranieri… più che un programma per l’Italia, è un programma per la sua estinzione

di Mario Giordano

Madamina il catalogo è questo. Alla cerimonia del Ventaglio, la presidenta della Camera Laura Boldrini detta superBoldry squaderna le sue priorità. Quali sono gli interventi più urgenti per gli italiani, dal suo autorevole punto di vista? Presto detto: prima di tutto la legge per la cittadinanza agli immigrati. Poi la legge sull’eutanasia. E quindi la legge sulle unioni gay. Quando si dice avere il polso del Paese, eh? In effetti: non si sente parlare d’altro. Davanti ai municipi ci sono cortei di italiani che chiedono la cittadinanza per gli immigrati, raccolte di firme in ogni Comune per concedere il diritto di voto ai profughi. Per non dire di eutanasia e nozze gay: non fai tempo a entrare in un bar che te ne accorgi. La gente di che parla? Di tasse? Della crisi? Di quant’è duro pagare le bollette a fine mese? Del lavoro che non si trova? Macché: tutti lì a chiedersi quando potranno staccare la spina. O quando Luxuria potrà sposarsi con un trans. È la priorità. VICINO AI PROBLEMI DELLA GENTE?

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Gli edifici più brutti del mondo: la nuova chiesa di Fuksas a Foligno

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Segnalazione di Matteo Castagna

La verde Umbria continua purtroppo a dimostrare un rapporto difficile con il cemento e con l’edilizia: ecomostri, palazzoni, torri, condomini e improbabili centri direzionali sorgono come funghi, cancellando ogni giorno un pezzo di campagna o una zona agricola. L’ultimo omaggio al grigio cemento, alla voglia di costruire malata di gigantismo, lo ha firmato la celebre archistar Massimiliano Fuksas, “regalando” alla città di Foligno una chiesaSan Paolo – che, per il suo impatto visivo e il suo aspetto da astronave marziana, avrebbe goduto di migliore collocazione in un’area industriale, magari molto periferica.

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