I cattivi maestri della cattiva esegesi

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Segnalazione del Centro Studi Federici

L’AUTORE DELLA SACRA SCRITTURA: L’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA…

– Concilio di Firenze (DS 1335-1336)

 “La Chiesa confessa un solo e identico Dio come autore dell’Antico e del Nuovo Testamento, cioè della Legge e dei Profeti, nonché del Vangelo, perché i santi dell’uno e dell’altro Testamento hanno parlato sotto l’ispirazione del medesimo Spirito Santo. … La Chiesa condanna con l’anatema la demenza dei manichei che ammettono due principi primi, uno delle cose visibili, l’altro di quelle invisibili, e dicevano che altro è il Dio del nuovo Testamento, altro quello del Nuovo”.

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Ospedale israelitico: ​14 arresti a Roma

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OSPEDALE GIUDAICO
Mer, 21/10/2015 – 09:31

I carabinieri del Nas di Roma, insieme al personale del Gruppo, del Reparto operativo e del comando per la Tutela della Salute di Roma e coadiuvati dai reparti del comando provinciale di Roma, hanno dato esecuzione a 17 misure restrittive, di cui 14 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di altrettanti dirigenti, medici e operatori della casa di cura privata “Ospedale Specializzato Israelitico” di Roma.

I provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Roma sono riconducibili ai risultati di un’indagine, condotta dal Nas di Roma e coordinata da un pool della procura della Repubblica di Roma, relativamente alle ipotesi di reato di falso e truffa in danno della sanità pubblica. Contestualmente all’esecuzione dei 17 provvedimenti cautelari, l’Autorità giudiziaria di Roma ha disposto il sequestro preventivo per equivalente pari all’ammontare di 7,5 milioni di euro. Si tratta, fanno sapere i carabinieri, “della somma riconducibile alla indebita richiesta economica eccedente le prestazioni realmente erogate della struttura ospedaliera”.

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Netanyahu: “Hitler voleva espulsione e non lo sterminio degli ebrei”

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NETANYAHU BLOCCA NUOVI MURI. 'HAMAS VUOLE RITORNO KAMIKAZE'

Stanno suscitando scalpore le affermazioni del premier Benyamin Netanyahu secondo cui Hitler non voleva “sterminare” gli ebrei, ma “espellerli”: fu convinto alla Soluzione finale dal Muftì di Gerusalemme Haj Amin Al-Husseini. “Hitler -ha detto al Congresso sionista- all’epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì andò e gli disse ‘se li espelli, verranno in Palestina. ‘Cosa dovrei fare?’ chiese, e il Muftì rispose ‘Bruciali'”.

Herzog a Netanyahu, sulla Shoah la tua e’ distorsione – Non si è fatto attendere il comento il leader dell’opposizione israeliana Isaac Herzog sulle affermazioni del premier: “Una pericolosa distorsione. Chiedo a Netanyahu di correggerla immediatamente perché minimizza la Shoah… e la responsabilità di Hitler nel terribile disastro del nostro popolo”.

La Palestina dal canto suo respinge le affermazioni di Netanyahu
”Lo Stato di Palestina denuncia le affermazioni Netanyahu in quanto moralmente indifendibili ed infiammatorie”, ha affermato il segretario generale dell’Olp Saeb Erekat. L’Anp rincara, incitamento Israele creerà situazione esplosiva

Duro il commento del Centro Wiesenthal: ‘affermazioni Netanyahu senza basi
“L’affermazione di Netanyahu è totalmente senza basi”. Così all’ANSA Efraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme. “Che il Muftì spingesse sui nazisti e volesse l’invasione della Palestina è fuori discussione, ma Hitler non doveva essere convinto da nessuno”.

Intanto continuano le violenze: tentato accoltellamento in Cisgiordania, ferita assalitrice
L’esercito israeliano hareso noto di aver ferito una “sospetta terrorista” per quello che ha definito un tentato accoltellamento nell’insediamento ebraico di Yitzhar in Cisgiordania.

 

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Gorla, la strage dimenticata

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Milano, Gorla e la strage dei 184 innocenti

Il cielo è maledettamente azzurro su Milano, la mattina del 20 ottobre 1944. Così azzurro che la maestra della scuola elementare Francesco Crispi, in zona Gorla, è preoccupata: «È troppo terso, potrebbero bombardare. Noi siamo costretti ad andare a scuola, ma voi che potete…», dice incontrando sul ponticello del naviglio Martesana la piccola Graziella Ghisalberti, 7 anni, per mano con sua mamma e il cuginetto Edoardo di 6. Invece Graziella ed Edoardo, con i loro grembiulini neri, varcano il portone, come tutti i giorni da quando sono rientrati dalla Brianza, dove erano sfollati per paura della guerra: «Tanto ormai la guerra è finita», ripetevano gli adulti. E invece la guerra a Milano doveva dare l’ultimo colpo di coda, il più devastante..

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IUS SOLI: L’ITALIA RIDOTTA A PORTO DI MARE

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Il dibattito circa l’introduzione in Italia dello ius soli rispetto al tradizionale ius sanguinis, nato dalla scintilla gettata dall’ ex ministro Kyenge, vede già far numerosi proseliti (anche tre le fila di PDL e Lega Nord), sbandieranti lo ius soli come faro di civiltà giuridica e passo imprescindibile per il raggiungimento di una non meglio precisata “giustizia sociale ” o ” causa umanitaria”.Analizziamo perciò più in dettaglio la questione. Non di rado, anzi quasi sistematicamente, costoro sono anche paladini del processo di integrazione europea ed eppure, a questo proposito, sembrano ignari della conseguenza devastane che avrebbe per un paese membro di una unione come quella europea l’adozione di un provvedimento come lo ius soli. Infatti se già lo ius soli nel panorama internazionale del diritto appare già come una rarità, ossia come un’eccezione, essendo in vigore quasi unicamente nelle americhe, in un contesto europeo muterebbe radicalmente le norme dell’acquisizione della cittadinanza, ovviamente a favore dello straniero che vedrebbe i suoi figli ipso facto per una nascita cittadini europei, in maniera sbilanciata tra l’Italia e gli altri paesi membri. Ovvero in Italia, potendosi acquisire il diritto di una cittadinanza europea più facilmente, con tutti i benefici del caso, verso i quali un emigrante potrebbe esser interessato, si avrebbe una concentrazione di flussi migratori decisamente eccessiva rispetto alla attuale. Inoltre l’Italia assumerebbe immediatamente la connotazione del “porto di mare” poiché garantendo l’UE piena mobilità dei cittadini membri, i neoeuropei “italiani” potrebbero immediatamente ritrasferirsi in altro paese (Francia, Germania, Olanda?) dopo aver acquisito per sé (o per il proprio pargolo) una cittadinanza comunitaria con relativa facilità. Il tutto poi con la tutela e i benefici dell’art 3 della costituzione italiana, quello sull’eguaglianza di trattamento di rapporti, che verrebbe invocato dai “cittadini” non residenti per acquisire benefici e difendere diritti presso lo Stato italiano. Riassumendo: in un contesto europeo la concessione giuridica agevolata di cittadinanza comporta l’acquisizione di una cittadinanza europea che tende ad essere svincolata da rapporti di doveri verso il paese di cui si è cittadini (come ad esempio indotto dalla libera circolazione all’interno dell’unione) conservando intatti i diritti reclamabili, il risultato perciò di una riforma italiana asimmetrica rispetto a quella dei suoi partner europei sarebbe l’assorbimento indebito da parte dell’Italia di significative quote d’immigrazione straniera, con i relativi costi, ovviamente. Inoltre, in ogni caso anche a prescindere da queste considerazioni, l’introduzione dello ius soli comporterebbe una grave e insensata anomalia. Come infatti prima si diceva sostanzialmente gli unici paesi ad aver in vigore lo ius soli sono quelli di nord e sud America (chiaramente con gli Stati Uniti in testa), queste però, a differenza di quelle europee, sono nazioni nate recentemente proprio dall’afflusso di emigranti verso terre vergini o quasi. Quale cittadino italiano, quale cittadino europeo può considerare la propria terra vergine o quasi? Decisamente poco rassicurante che il profilo giuridico che si vorrebbe costituire qui sia quello di una terra vuota, da edificare ex novo, come se la storia, la cultura italiana ed europea o semplicemente la presenza fisica degli italiani e degli europei fosse irrilevante. Lo ius soli d’altra parte introduce una visone del diritto che, senza sorpresa, si lega a quella di una visione etica del mondo radicalmente differente dalla nostra, di tipo cioè sostanzialmente materialista, infatti introduce la concessione della cittadinanza per legame ad un fatto meramente fisico, le circostanze materiali della nascita d’un individuo, mentre lo ius sanguinis stabilendo una chiara unione colla famiglia di concepimento implicitamente introduce un nesso ideale all’acquisizione della cittadinanza stessa. Si presuppone cioè che l’individuo faccia parte della comunità perché legato ad essa dalla matrice culturale e identitaria che acquisisce nel primo nucleo sociale, ovvero la famiglia di concepimento, che necessariamente doveva possedere in precedenza i caratteri di appartenenza con la comunità stessa. In quest’ottica non è difficile comprendere lo ius soli, adottato in terra di antichissima tradizione come quella europea (erede, tra l’altro, del concetto di civitas romana, non a caso basato sulla discendenza e non sui luoghi di nascita, considerati irrilevanti, pena lo sfaldamento del processo di civilizzazione e romanizzazione del mondo antico) come una delle più formidabili armi del fanatismo egalitarista, pronto a livellare qualunque differenza naturale presente tra gli uomini e tra i popoli, al fine di raggiungere il proprio intento ideologico, dimostrandosi pronto a ridurli a quei dati meramente materiali con cui possono essere accomunati tutti indistintamente, una volta spogliati delle proprie peculiarità.

Filippo Deidda –

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Possiamo andare alla Messa una cum in stato di emergenza?

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SACERDOTE NON UNA CUM

Molti cattolici sono arrivati a capire che la partecipazioni attiva ad una Messa che sia una cum, cioè quella in cui il nome del “papa” modernista è citato nel canone, è un peccato.

Padre Cekada ha scritto l’articolo definitivo sul soggetto qualche anno fa, delineando tutti i punti teologici sul perché un tale atto sia contrario al Primo Comandamento.

In sostanza tutto si può riassumere nel principio dell’offrire una falsa adorazione a Dio. Affinché una Messa sia cattolica, e quindi accettabile a Dio come vera adorazione, essa deve essere offerta in persona Ecclesiae (in persona della Chiesa) dal sacerdote che la sta celebrando. Questo significa che il suo atto di offerta della Messa deve essere in unione con la Chiesa Cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, del quale Cristo è il Capo.

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Italiani, 1 su 3 a rischio esclusione sociale

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Crescita Renziana: In aumento le persone che vivono in famiglie a basso reddito, c’è chi soffre di forti privazioni materiali e chi si ritrova in una situazione familiare a bassa intensità di lavoro.

disper

Il numero delle persone a rischio povertà ed esclusione sociale continua a crescere grazie al terzo governo incostituzionale targato PD, che gode di un salvacondotto giudiziario permanente ed usa la strategia della distrazione.
Ed è per questa strategia, o per la grassa ignoranza, o per la grande malafede, che i beoti, idioti e sudditi, invece di cercare di capire cosa stia succedendo, continuano a cazzeggiare su Fb dividendosi tra buoni e cattivi, destra e sinistra, fascisti rossi e fascisti neri facendo il gioco dei loro padroni. Ma non è dato sapere se davvero non sappiano o facciano finta di non sapere che la situazione è più che preoccupante.

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Il governo ‘ti spia’? Facebook ti avverte

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Il governo 'ti spia'? Facebook ti avverte

Pubblicato il: 20/10/2015 11:02

“Noi riteniamo che il tuo account Facebook e altri tuoi account online sia stato preso di mira da qualcuno che lavora per conto di qualche governo”. Se sul tuo profilo dovessi visualizzare questo messaggio, non archiviarlo come uno scherzo. Questa è infatti la nuova notifica introdotta dal social network per i suoi utenti. “Attivando ‘Approvazione degli accessi’ potrai evitare che altre persone facciano login nel tuo account. Ogni volta che ci sarà un accesso al tuo account da un nuovo dispositivo o browser, ti manderemo un codice di sicurezza sul telefono in modo che solo tu potrai collegarti. Ti consigliamo anche di mettere in sicurezza gli account che usi per altri servizi”, si legge ancora nel messaggio.

Ad annunciare sabato scorso questo nuovo ‘dispositivo di sicurezza’, è stato Alex Stamos, Chief security officer di Facebook: “Abbiamo deciso di agire così perché questo tipo di attacco tende a essere più pericoloso di altri e noi vogliamo incoraggiare le persone colpite a intraprendere le azioni necessarie per tutelare i propri account”.

 

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L’indagine su Hitler: morì nel bunker?

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Un nuovo reportage di History Channel rilancia la tesi che Hitler non sia morto nel bunker ma che sia fuggito in Sud America dopo l’arrivo dei russi a Berlino

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