Libertà di espressione in Francia: proibite le manifestazioni pro Palestina e pro Boicot Israel

Condividi su:

boicot_israel

Segnalazione di Federico Prati

La Prefettura di Heraulth (sud della Francia) ha proibito Sabato scorso una manifestazione di solidarietà con la Resistenza palestinese convocata dal comitato locale del movimento Boicotaggio Disinvestimenti e Sanzioni (BDS) contro Israele.

“Un Governo sottomesso ad Israele, proibisce agli stessi cittadini francesi il loro diritto alla libertà di espressione perchè lo hanno deciso le associazioni sioniste…..una vergogna per tutta la Francia!”, ha comunicato questa Domenica attraverso il suo profilo in una rete sociale di internet, l’associazione BDS Francia 34.

  Continua a leggere

Terrorismo: Mosca lo combatte. Parigi lo favorisce, gli USA sono sconfitti

Condividi su:

ANIS NACCHACHE

Segnalazione di Federico Prati

Esclusivo – Parla Anis Naccache, esperto militare e strategico. La percezione di una grande svolta nel Levante, tra nuovi protagonisti e vecchi attori spiazzati.

Colloquio con Anis Naccache a cura di Talal Khrais.

da Redazione Assadakah

DAMASCO (Siria) – È il mio terzo giorno nella capitale siriana, e la mia 59esima missione in Siria in meno di 5 anni. Ancora oggi cerco di capire meglio la situazione in Medio Oriente. La cosa più sicura è che la Siria è stata vittima del terrorismo e che a tutt’oggi, malgrado il rischio terroristico si possa scatenare in Europa, i leader europei seguono una politica cieca e contraddittoria: condannano il terrorismo ma fanno finta di combatterlo, intanto che non pronunciano alcun sostegno o perfino complottano nei confronti di chi il terrorismo lo combatte davvero.

Continua a leggere

Prelato siriano: l¹Europa ci ha abbandonato e tradito

Condividi su:

chiesa_siro_cattolica

Segnalazione del Centro studi Federici

“Le sanzioni alla Siria sono peggio di una guerra”

Il Patriarca Younan accusa l’Europa di aver “abbandonato e tradito” i cristiani mediorientali e gli americani di “essersi inginocchiati agli emiri”

Roma, 20 ottobre 2015 – C’era una volta il Mare Nostrum, “che collegava l’Europa al Medio Oriente”. Di quel corridoio attraverso cui transitavano cultura e scambi commerciali è rimasta oggi solo l’espressione geografica. Tra le acque del Mar Mediterraneo sventola la bandiera a stelle e strisce, in Medio Oriente scorre il sangue dei cristiani e, di fronte a questo scenario, in Europa vige l’apatia.

Continua a leggere

La Consulta scopre la truffa della conversione Lire/Euro

Condividi su:

Lira euro

Torna d’attualità l’argomento della conversione ,in euro, delle lire ancora in circolazione, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n.216/2015 che dichiara incostituzionale l’Art. 26 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 emanato dal governo Monti.

Con l’avvento dell’euro, il 28 febbraio 2002 è cessato il corso legale della lira. La legge ha dato ai cittadini la possibilità di cambiare le lire con l’euro nei successivi dieci anni e cioè fino al 28 febbraio 2012.

Con il decreto del governo Monti del 6 dicembre 2011 si anticipava di tre mesi la “cessazione di convertibilità” delle lire in euro che sarebbe avvenuta il 28 febbraio 2012. Fino al 6 dicembre 2011 le lire che erano rientrate ammontavano ad un controvalore in euro di 63 miliardi. Sono rimasti esclusi dalla conversione 1,2 miliardi di controvalore di lire euro.

La sentenza nasce dalla denuncia di alcuni possessori di lire che dopo l’immediata entrata in vigore del decreto legge si sono visti rifiutare la conversione in euro da parte delle filiali della Banca d’Italia ,che ha dovuto rispettare il suddetto decreto. L’ammontare delle lire ancora detenute dai cittadini denuncianti corrispondevano a € 27.543,67 , una cifra irrisoria rispetto a 1,2 miliardi che non erano stati ancora cambiati ma che ha fatto in modo che venisse alla luce quanto vi esponiamo.

Innanzitutto mettiamo in evidenza l’enorme ritardo della Corte Costituzionale sulla questione monetaria che la stessa consulta avrebbe dovuto affrontare sin dalla ratifica dei Trattati di Maastricht nel 1992. Una Corte che è chiamata a pronunciarsi sulla costituzionalità di qualsiasi Legge ma che, in questo caso, dormiva. E dormiva anche nel caso del decreto del 2011 di Monti che anticipava la scadenza di conversione, tant’è che si è pronunciata a quattro anni di distanza e solo perchè è stata investita nel giudizio da parte del Tribunale di Milano, senza agire d’ufficio.

Delle omissioni da parte della Corte Costituzionale ne avevamo già parlato in questo articolo che vi suggeriamo di rileggere http://www.giacintoauriti.eu/notizie/90-il-presidente-costituzionalista-mattarella-omette-di-dire-che-l-euro-e-anticostituzionale.html

Ma ora veniamo alla sentenza del 5 novembre 2015 con la quale la Consulta consente di rendere convertibili le lire che gli italiani hanno ancora in possesso.

La Corte scrive che la la legge del dicembre 2011 voluta da Monti vìola l’art. 42 della Costituzione, proprio quell’articolo che Giacinto Auriti difendeva energicamente contro il trattato di Maastricht e che dimostra la lungimiranza del nostro luminare professore. Tanto lungimirante che emise il SIMEC propio in attuazione dell’Art.42 ( come è visibile sul retro dello stesso del SIMEC )

simec 3

Un articolo di cui la Corte si accorge solo ora che è stato vìolato. Oltre a tale articolo 42, nella sentenza si legge che l’art. 26 del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201 vìola anche l’art. 1 della Convenzione Europa dei Diritti dell’Uomo ( CEDU ) e l’Art.3 della Costituzione. Nello specifico di queste vìolazioni la Consulta scrive:

“La norma contrasterebbe, in secondo luogo, con gli artt. 42, terzo comma, e 117, primo comma, Cost., quest’ultimo in riferimento all’art. 1 del Protocollo addizionale alla CEDU, in quanto realizzerebbe, di fatto, una sorta di espropriazione ai danni dei possessori delle banconote in lire, della quale beneficiano in prima battuta lo Stato, mediante il trasferimento del relativo controvalore al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, e in ultima analisi i possessori dei titoli del debito pubblico, che vedono così rafforzata la garanzia dei loro crediti. La questione è fondata, in relazione alla censurata violazione dell’art. 3 Cost.”

Bene, sono esattamente gli articoli di Legge ai quali si riferiva Auriti per difendere gli italiani dall’Euro e dall’Europa delle Banche. Per capire la lungimiranza di Auriti sulla difesa di tali leggi vediamo cosa esse prevedono.

L’Art. 42 della Costituzione al terzo comma sancisce che “La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale” e qui la Consulta ha dimostrato che l’impossibilità da parte dei possessori a convertire le lire si configura come un esproprio dei “beni privati” senza indennizzo perchè il valore incorporato da quelle lire, ossia il loro potere d’acquisto, è stato reso nullo dall’impossibilità della conversione e quindi quelle lire sono diventate carta straccia.

Si conferma, quindi, la tesi del valore per induzione giuridica di Auriti . Ossia che il valore della moneta non dipende dalla forma o dalla materia con cui è composta ma dipende dalla convenzione sociale legiferata che dà valore alal moneta per la certezza della sua accettazione. Soprattutto si conferma che la proprietà della moneta è del privato cittadino, proprio ciò che sosteneva Auriti con l’interpretazione autentica dell’Art. 42 della Costituzione.

Inoltre, la stessa Corte dice che “nemmeno la sopravvenienza dell’interesse di Stato alla riduzione del debito pubblico può costituire adeguata giustificazione di un intervento così radicale in danno ai possessori della vecchia valuta. Nel caso in esame non risulta operato alcun bilanciamento fra l’interesse pubblico perseguito dal legislatore e il grave sacrificio imposto ai possessori di banconote in lire, dal momento che l’ effetto immediato della non conversione non lascia alcun termine residuo, fosse anche minimo, per la conversione. Né, d’altro canto, lo scopo perseguito imponeva un tale integrale sacrificio, visto che, come si poteva prevedere fin dall’approvazione della norma, per la maggior parte delle banconote in lire corrispondenti al controvalore versato all’entrata del bilancio dello Stato non sarebbe stata chiesta la conversione.”

In sintesi , per chiarire questo passaggio, la Consulta dice che i possessori di lire, espropriati del loro valore e potere d’acquisto derivante dalla non convertibilità della vecchia moneta, non hanno ricevuto alcun indennizzo per il “sacrificio” alla rinuncia di conversione e dice, altresì, che lo Stato non può nascondersi dietro il paravento della “pubblica utilità” quando dichiara che il valore delle lire non convertite sia stato usato per ridurre il Debito Pubblico perchè chi in precedenza ha convertito le lire in Euro ha ricevuto in mano la nuova moneta invece che il nulla per ridurre il debito pubblico. In sostanza, chi aveva cambiato le lire in precedenza aveva effettuato una conversione di moneta e non una “rinuncia” in favore dei creditori dello Stato, detentori dei Titoli di Debito Pubblico .

Da qui ne discende anche la vìolazione dell’Art. 3 della Costituzione.

L’Art. 3 della Costituzione sancisce che “ tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua , di religione , di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

E qui la Consulta ha dimostrato che il governo Monti con il Decreto Legge del 2011 intendeva tutelare i privati detentori di Titoli di Stato discriminando i possessori dei valori monetari delle lire che sarebbero dovute essere convertite in euro ledendoli nel princìpio di uguaglianza e creandogli un ostacolo di ordine economico, anziché rimuoverlo.

Ma un aspetto importantissimo della sentenza ,che dà ragione a quanto enunciato per oltre quarant’anni da Auriti, lo troviamo nell’ammissione della vìolazione dell’Art.1 del CEDU ( Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo ).

La Corte Costituzionale, infatti, dichiara quanto segue in merito a tale vìolazione:

“ La norma contrasterebbe all’art. 1 del Protocollo addizionale alla CEDU, in quanto realizzerebbe, di fatto, una sorta di espropriazione ai danni dei possessori delle banconote in lire, della quale beneficiano in prima battuta lo Stato, mediante il trasferimento del relativo controvalore al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, e in ultima analisi i possessori dei titoli del debito pubblico, che vedono così rafforzata la garanzia dei loro crediti. “

L’Art.1 del CEDU sancisce che Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno può essere privato della sua proprietà se non per causa di utilità pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.

Quindi osserviamo che oltre agli Artt. 3 e 42 ,di cui abbiamo detto sopra, anche l’Art.1 del CEDU viene in nostro favore e la Corte Costituzionale riconosce la moneta come un bene di proprietà del cittadino confermando ciò che Auriti ha sempre detto quando si appellava alla Costituzione ed alla Carta dei Diritti Umani per far riconoscere la proprietà della moneta al portatore, al singolo individuo che la possiede.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Corte EDU) considera come «bene» anche un profitto futuro, se il guadagno è stato acquisito o è stato oggetto di un credito esigibile, sicché l’eventuale interesse generale sotteso alla scelta legislativa non sarebbe sufficiente, nel caso concreto, a legittimare l’espropriazione disposta dalla norma denunciata.

Con questi riferimenti nella sentenza, da parte della Consulta, si può affermare che il Debito Pubblico sia detestabile e quindi il rifiuto del suo pagamento è un atto legittimo che la politica dovrebbe fare. Questa sentenza rafforza la proposta del giovane economista Salvatore Tamburro che portò alla ribalta mediatica la questione del Debito Detestabile.

A questo punto crolla qualsiasi pretesa giuridica delle banche della BCE sul loro diritto di proprietà della moneta perchè se la lira è stata riconosciuta dalla Consulta di proprietà del possessore e se essa ha subìto solo una conversione in nuova moneta a corso legale, chiamata Euro, e se è lo Stato che dà valore legale alla moneta , l’Euro non può essere considerato di proprietà delle banche partecipanti al capitale della BCE né può essere prestato allo Stato essendo lo Stato l’insieme della collettività di cittadini proprietari della moneta di valore legale tramite la Legge. Proprietari !! Come sancito dalla Corte Costituzionale. Proprietari di un bene economico a contenuto patrimoniale di proprietà del cittadino che lo ha acquisito a fronte dell’esigibilità derivante dal credito prodotto e commisurato con il suo lavoro ( come definisce il CEDU ).

Si desume che sono da riconoscere anticostituzionali tutti gli atti legislativi promulgati in favore di un Eurosistema bancario al quale è stata concessa una posizione privilegiata e discriminatoria nei confronti degli altri soggetti (fisici e giuridici di cui all’Art.3 della Costituzione) con l’esproprio dei beni monetari senza alcun indennizzo. Beni monetari che vengono prestati allo Stato generando debito la cui restituzione con prelievo fiscale non genera alcuna utilità pubblica ma soltanto benefici ai privati che prestano moneta.

Ma nel frattempo che la politica comprenda la grande portata di questa sentenza per il benessere dell’economia italiana e degli italiani, Banca d’Italia e Ministero delle Finanze stanno decidendo come fare per contabilizzare e restituire 1,2 miliardi di euro ( di vecchie lire ) a coloro che non ancora le hanno convertite.

Questa sentenza li mette in crisi perchè la Banca d’Italia aveva già trasferito l’ammontare delle lire residue non ancora rientrate , pari al valore di 1,2 miliardi di euro, al Fondo Ammortamento Debito Pubblico ,con cui lo Stato ha garantito i suoi creditori.

Pertanto ci sono da porsi queste domande: chi pagherà la conversione se questi soldi sono stati già usati dallo Stato in maniera anticipata ? La Banca d’Italia non pagherà ai possessori di lire soldi che ha già pagato anticipatamente allo Stato. Sarà lo Stato stesso a dover tirar fuori 1,2 miliardi di euro dal suo bilancio tagliando fondi da qualche parte. ?

Scuola di Studi Giuridici e Monetari-Giacinto Auriti

P.S.: Chissà se la Consulta si sarà accorta della incostituzionalità della Legge Delega che istituisce il Bail In, come scrivemmo qui http://www.giacintoauriti.eu/notizie/98-per-una-volta-siamo-a-favore-della-bce-ma.html

Continua a leggere

Passo dopo passo, questi ci portano proprio alla terza guerra

Condividi su:

2

Come già sapete, “Russia accusata di doping di Stato. La Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, accusa la Russia e chiede la revoca di tutte le medaglie vinte all’Olimpiade di Londra 2012 e la sospensione dell’atletica dai prossimi Giochi di Rio “.

Provo a fare un elenco delle altre provocazioni occidentali contro la Russia, specie sul pericoloso teatro siriano.

  • il numero dei missili anticarro TOW in mano ai jihadisti, che con questi distruggono i cingolati siriani, “è aumentato in modo esponenziale”.
  • Il Pentagono ha dispiegato in Turchia sei caccia F-15 C, aerei il cui unico scopo è ingaggiare combattimenti con altri aerei. “Non servono certo per combattere l’ISIS”, hanno notato i comandi russi (che hanno mandato in Siria altri sistemi anti-aerei). “Non intendiamo fare della Siria un campo di guerra per procura fra Russia e Usa”, aveva detto Obama pochi giorni fa. E’ esattamente quel che sta facendo.
  • Gli Usa hanno fatto penetrare in Siria 50 uomini delle loro truppe speciali, ovviamente senza chiedere permesso al governo siriano, con lo scopo (dichiarato) di affiancare, addestrare e comandare i “ribelli moderati”. Identificati questa volta in una formazione che hanno chiamato “Sirian Democratic Forces”. Ma secondo Ben Hubbard, inviato del New York Times, che ha passato una settimana con loro, queste forze democratiche “esistono finora solo di nome”, trattandosi di spezzoni di miliziani kurdi e di reduci arabi già di Al Nusra (Al-Qaeda) senza un comando unificato (le due etnie si odiano). David Ignatius, la grande firma Washington Post, ha fatto notare che se 50 teste di cuoio sembran poche, avranno bisogno di supporto aereo Usa anche per rifornirle, per evacuarle in caso di guai, per tutto: insomma per provocare uno scontro aereo possibile coi russi.

Sulla tragedia del volo carico di turisti russi abbattuto sul Sinai, Usa e Regno Unito hanno dato per prime la notizia che si è trattato di un attentato e non di un incidente. Non hanno condiviso con Mosca quel che sapevano. Risulta ora che sono stati i servizi israeliani a captare conversazioni (i terroristi parlavano con accento britannico…) degli attentatori (prima o dopo l’attentato non si sa) e l’hanno detto agli americani. La tragedia ha suscitato ostentate manifestazioni di piacere ufficioso a Washington e Londra, per non parlare di Parigi e di Charlie Hebdo.

  • L‘ex vicedirettore della Cia Michael Morell ha spiegato perché: “Rafforza la percezione che l’ISIS sta vincendo, che la chiave della forza di questo gruppo ad attrarre reclute”.
  • Il colpo finale all’economia dell’Egitto (il cui 11,3% del Pil è portato dal turismo, 8-9 miliardi) è amplificato enormemente dopo che Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Lettonia e Lituania hanno vietato tutti i voli delle loro linee aeree sul Sinai – costringendo Mosca a far lo stesso. E’ una punizione per il regime del Cairo che si avvicinava troppo alla Russia. E’ un disastro economico per le agenzie turistiche russe (avevano là 80 mila persone da riportare a casa) e malumore popolare per tutti quelli – molti di più – che avevano prenotato vacanze a Sharm e non ci possono andare.
  • Un veicolo subacqueo radiocomandato e carico di esplosivo è stato casualmente scoperto, da operatori svedesi, nelle immediate vicinanze del North Stream, il gasdotto che porta il gas russo alla Germania, costruito da Gazprom. E’ un avvertimento a Berlino, oltre che a Mosca. https://www.rt.com/news/321163-drone-explosives-nord-stream/
  • Usa annuncia: venderà l’8 per cento delle sue riserve strategiche di petrolio. In questo momento di prezzi bassissimi, la cosa non ha senso economico. Ma ha senso politico: si tratta di far calare il barile ancor di più, per togliere alla Russia i mezzi per la sua presenza militare in Siria, mentre si cerca di impantanarla in un nuovo Afghanistan. L’evidente tensione del Medio Oriente rischiava probabilmente di provocare un rialzo- occorreva intervenire a manipolare i prezzi al ribasso. Infatti è bastata la notizia per far calare il petrolio di un 1,8%.

http://www.marketwatch.com/story/oil-extends-losses-ahead-of-us-inventory-data-2015-10-27

  • La guerriglia yemenita anti-saudita ha catturato in Yemen due operatori con passaporto americano che lavoravano per i sauditi – e che pare abbiano a che fare con l’abbattimento dell’aereo russo. I due sono contractor (della ex Blackwater); hanno detto di lavorare per l’ONU – l’Onu li ha smentiti.
  • -La morte di Michail Lesin a Washington. Lesin, intimo amico di Putin, era il creatore del nuovo sistema d’informazione internazionale di Mosca, che fa’ concorrenza alla CNN e all’insieme del sistema di informazione-propaganda Usa e occidentale, con gran dispetto della cosca mediatica occidentale. Morto “per attacco cardiaco”. Mentre era in un hotel di lusso e, formalmente, sotto la protezione del BDS (Bureau of Diplomatic Security) Usa, ossia la scorta fornita dall’America ai diplomatici esteri. Secondo voci che non siamo in grado di confermare, era stato Putin a mandare Lesin a Washington, come suo personale inviato, per trattare con Washington – con la dovuta riservatezza- gli scottanti retroscena dell’abbattimento sul Sinai dell’aereo russo, ossia le implicazioni occidentali. La misteriosa morte di Lesin, amico personale di Putin, è la risposta.
  • La Russia mette in pericolo l’ordine mondiale”: così Ashton Carter, il ministro del Pentagono. “La Russia è pericolosa per la sicurezza nazionale”: rapporto dei servizi inglesi reso noto in questi giorni.
Il Trident Usa sopra Los Angeles
  • Gli Usa lanciano un missile Trident da un sottomarino nucleare davanti alle coste di Los Angeles: è un missile balistico intercontinentale a testata atomica plurima di quelli che sarebbero lanciati nella guerra globale. “E’ probabilmente la più grande minaccia militare per Russia e Cina”, il segnale che l’America “è ancora il più grosso bullo del quartiere e può ridurre in cenere radioattiva i suoi nemici in un istante”, ha scritto un sito geopolitico.

Interrompo la lista perché a completarla sarebbe troppo lunga. Questa basta, credo, a indicare la strategia occidentale. L’accordo accettato da Kerry a Vienna è lettera morta, o Washington fa’ il pompiere incendiario. Mosca aveva proposto quell’incontro per mettere fine alla guerra ed aprire un tavolo di negoziati con tutti gli attori dell’area, avendo bisogno di arrivare presto alla fine delle operazioni militari. La forza russa impiegata non basta a liquidare un ISIS che viene continuamente riarmato di armi sempre più sofisticate. Secondo Saker, del resto (ammissione indicativa) “l’intervento russo non è mai stato inteso a debellare totalmente Daesh né a cambiare il corso della guerra civile”. Anzitutto, ha avuto lo scopo di spezzare l’impeto di Usa e Turchia per una invasione della Siria, perché era questo che pendeva sul paese un mese e mezzo fa; poi, fornire appoggio aereo alle forze di terra siriane, demoralizzate e rarificate da tanti anni di combattimenti. Infine, una difesa aerea sui siriani, che è sufficiente a rendere costoso un intervento aereo – poniamo – turco, ma non uno americano. Fedeli al detto di Clausewitz, i russi hanno usato la guerra come arma politica, per forzare Usa, arabi, turchi a sedersi al tavolo con l’Iran e a cessare il mantra Assad must Go.

Invece, il superstato-canaglia ha accresciuto la posta. D’altro canto, Daesh ha imparato adattarsi alla campagna aerea russa; sicché, dai bombardamenti a strutture dei terroristi, relativamente tranquilli, l’aviazione russa deve impegnarsi oggi nell’appoggio aereo ravvicinato alle forze di terra siriane impegnate in combattimento diretto, aumentando i pericoli di abbattimento (specie dato che in Usa si è parlato di fornire ai tagliagole i missili A/A a spalla) . Inoltre, “invece di trincerarsi sotto i bombardamenti, Daesh è andato all’offensiva in vari settori del fronte”, obbligando le povere forze siriane a dispersioni, che hanno impedito la concentrazione di sufficienti uomini e volume di fuoco che permetterebbe di ottenere un risultato risolutivo.

L’esplosione dell’aereo Kogalymavia volo 9268 sul Sinai, la cui responsabilità ultima sta nelle centrali che hanno promosso, armato e rafforzato il jihadismo takfiro (ossia gli occidentali coi sauditi e i turchi), più tutte le provocazioni citate sopra, hanno dato a Mosca la visione che “l’Occidente” la sta per impegnare in un conflitto militare, economico, propagandistico “senza fine prevedibile”, in cui come Occidente si debbono intendere anche Turchia, Saudia, Katar, Israele, tutto il jihadismo fanatico, la NATO e la UE: un confronto che Putin sa di non potersi permettere. Rispetto a tutti questi nemici, la Russia è un piccolo paese, la cui forza è limitata; non solo, ma mai intesa ad operazioni di lunga durata a migliaia di chilometri dalla madrepatria. “I russi hanno dato una soluzione audace e all’ultimo minuto, assolutamente vitale, a una situazione pericolosa che stava per peggiorare di molto”, scrive Saker. Se l’armata siriana non ottiene abbastanza presto uno sfondamento delle linee terroristiche, è inevitabile un intervento diretto di truppe dell’Iran, il che susciterebbe l’immaginabile stracciamento di vesti in “Occidente” e l’occasione per un vero ampliamento della guerra a Turchia, Saudia, Katar, Israele – magari NATO, in ogni caso il CENTCOM.

_85590986_85590984

Washington (non necessariamente la Casa Bianca, che a questo punto non conta più nulla) sta evidentemente alzando la posta in tutte le direzioni – non ultima, facendo mediaticamente della Russia lo stato-mostro, lo stato-paria che deve restituire le medaglie, il pericolo per la pace mondiale peggio di Daesh – e aumentandone i costi per Mosca, fino a che Putin si ritirerà, umiliandosi, prima di arrivare al punto in cui diventa inevitabile la terza guerra mondiale, atomica.

Il rischio di un simile calcolo dovrebbe essere evidente. Mosca non può già battere in ritirata. Dunque risponde alle provocazioni aumentando a sua volta la posta.

Con atti che diventano sempre più irreparabili.

Ha violato il divieto di sorvolo sullo Yemen imposto dai sauditi con un aereo da trasporto che è atterrato a Sana, a portare (dice) aiuti umanitari alla popolazione…diciamo meglio, agli Houti che i sauditi stanno massacrando. L’aereo era un cargo militare, è atterrato a Sanaa durante una delle peggiori tempeste di sabbia che lo Yemen ricordi, ed è stato scortato in volo dall’aviazione iraniana. Cosa ci fosse davvero in quell’aereo per gli Houti, difficile dire; qualcuno giura che potrebbero essere missili A/A per abbattere i caccia sauditi. Secondo altri, la cattura dei due contractors americani (probabilmente) della Blackwater, avvenuto a Sanaa, è stata opera di spetznaz che erano su quell’aereo umanitario; sarebbero stati addirittura i gestori-radar e comunicazioni che hanno reso possibile l’abbattimento del volo russo sul Sinai…una voce che non possiamo controllare (1).

Mosca ha finalmente cominciato a consegnare all’Iran i sospirati sistemi anti-aerei S-300, un contratto che aspettava di concretizzarsi dal 2007, e Mosca aveva sospeso per essere cortese con Israele (l’Iran è giunta ad aprire una causa arbitrale contro la Russia a Ginevra nel 2011). Ovviamente non occorre più aver tanti riguardi con Israele, se si è dipinti come il nuovo Terzo Reich, lo stato-mostro alla conquista del mondo (e delle medaglie olimpiche).

La polizia egiziana ha giusto ieri confermato l’uccisione di Ashraf Ali Hassanein Gharabli, indicato come capintesta di Daesh in Egitto, gruppo “Wilayat Sinai” che ha rivendicato l’attentato all’aereo russo: sembra per mano di speznaz o

di teste di cuoio inglesi (o forse gli inglesi hanno collaborato per silenziare il terrorista, e non cadesse vivo in mano ai russi? Una strana e intensa guerra sotterranea è in corso attorno all’Airbus esploso…).

Contro lo scudo antimissile installato dagli americani in Europa, che punta a rendere possibile il primo colpo nucleare secondo Mosca, Putin ha annunciato che “in questi ultimi tre anni, diversi missili efficaci sono stati testati con successo in Russia capaci di perforare lo scudo”.

Putin ha inviato in Siria un contingente di 4 mila russi: non in funzioni di combattimento, ma è il raddoppio del contingente rispetto a ieri.

Il rafforzamento della presenza militare Usa nei paesi dell’Est europa è tale, che un analista serbo, Joaquin Flores, ha parlato di una “occupazione militare di Lettonia, Lituania e Polonia sotto il pretesto di un’aggressione russa”.

Mosca può, in questo gioco al rilancio, armare i curdi contro la Turchia o fornire armamento agli Houtis in Yemen.

Il rischio è che in questo gioco pericoloso di provocazioni e risposte, dove né l’una né l’altra parte vogliono o possono indietreggiare, si scenda per la china scivolosa – che fu percorsa irresponsabilmente dalle potenze nel 1914 – in cui il conflitto diventa inevitabile, o scoppia per un “incidente”.

L’Europa potrebbe far qualcosa per interrompere questo gioco al rialzo. Ma naturalmente, è pienamente, rovinamente accodata alla follia Usa.

NOTA

  1. Dal sito Aurora, riprendo la ricostruzione dei fatti che mi pare più completa.

“Un nuovo rapporto dell’Intelligence estera (SVR) che circola al Cremlino afferma che il Ministero degli Esteri è stato informato, il 5 novembre, dall’Ambasciata della Federazione a Washington DC di aver notificato all’Ufficio della sicurezza diplomatica degli Stati Uniti (BDS) che un russo sotto sua protezione era stato rivenuto morto nella sua stanza d’albergo a causa di un presunto infarto. Secondo la relazione, il russo sotto la protezione del BDS era Mikhail Lesin, inviato negli Stati Uniti dal Presidente Putin quale collegamento personale con i massimi funzionari dell’intelligence del regime di Obama sui negoziati su “circostanze/fatti” dell’abbattimento del Volo 9268 sull’Egitto da parte dello Stato islamico. L’ultimo dispaccio di Mikhail Lesin a Mosca prima della morte, il rapporto continua, descriveva l’incontro “polemico/argomentativo” con funzionari del regime di Obama, che minacciavano la Federazione per il tentativo di Mosca di riportare in Russia i due “contractor” statunitensi catturati nello Yemen, che il SVR “associa” ai terroristi dello Stato islamico che hanno abbattuto, rivendicandolo, il volo 9268. Come abbiamo già riportato, sulla base dei dati satellitari, il SVR è stato quasi immediatamente in grado di accertare che il volo 9268, partito da Sharm al-Shayq in Egitto, è stato abbattuto da un missile terra-aria inglese Starburst dopo che era stato “costretto/ingannato” a una quota inferiore da false “comunicazioni/ misure elettroniche” inviate dallo Yemen. Il SVR sa di tale base segreta nello Yemen per “travisare/ingannare” i voli da e per Sharm al-Shayq, la relazione nota, scoperta ad agosto quando un volo dell’inglese Thomas Airways, avvicinandosi a questa zona con 189 persone a bordo, fu “manipolato elettronicamente” e preso di mira da un missile terra-aria che il pilota poté schivare a meno di 300 metri. Sulla base dell’intelligence elettronica, il rapporto dice, il SVR ha stabilito che il missile sparato contro il volo della Thomas Airways e che ha distrutto il Volo 9268, era un atto terroristico commesso dallo Stato islamico, noto come Ansar Bayt al-Maqdis (Stato islamico del Sinai o Wilayat al-Sinai) che secondo funzionari degli USA “non é un gruppo jihadista male equipaggio, ma uno degli affiliati dello SIIL più attivi e potenti“.
A rendere il gruppo terroristico dello Stato islamico nel Sinai ancora più letale, la presente relazione continua, è stato il sostegno militare e finanziario dall’Arabia Saudita, compresi i missili antiaerei spalleggiabili Starburst forniti dalla società inglese Thales Air Defence all’Arabia Saudita nell’ambito di un contratto firmato nel 2007, e operativi apertamente nel regno. Subito dopo che il Volo 9268 è stato abbattuto dai terroristi dello Stato islamico, secondo il rapporto, una “squadra” combinata SVR-Spetsnaz (Forze Speciali) operante nello Yemen dall’attentato di agosto al volo della Thomas Airways, individuava la base utilizzata per “manipolare/ingannare” i voli sul Sinai e catturava i suoi due operatori, identificati dal SVR come cittadini statunitensi impiegati dalle Nazioni Unite, affermazione smentita dalle Nazioni Unite. Al momento d’iniziare gli “interrogatori/interviste” dei due statunitensi nello Yemen da parte degli “esperti” del SVR, secondo il rapporto, il Presidente Putin inviava Mikhail Lesin come suo emissario personale negli Stati Uniti per le implicazioni “catastrofiche” delle informazioni ricevute. Mikhail Lesin, va notato, era un’importante figura politica russa e l’esperto accreditato sui mass media che ha ispirato la creazione di Russia Today, dalla lunga amicizia personale con il Presidente Putin. Alla notizia della morte di Mikhail Lesin, la relazione afferma, il Presidente Putin ha ordinato che tutti i “negoziati” con gli Stati Uniti siano sospesi e che il SVR riportasse nella Federazione i due statunitensi catturati nello Yemen, come dettagliato in Un raid cattura le ‘risorse’ della CIA che hanno abbattuto l’aereo russo in Egitto. Nell’ulteriore “interrogatorio/intervista” di tali statunitensi al loro arrivo a Mosca, il rapporto continua, il SVR ha stabilito che erano dipendenti della compagnia di mercenari statunitense Academi, (Blackwater e Xe) con passaporti degli Stati Uniti che identificavano il loro Paese d’origine nella Colombia. Importante da notare sui due colombiani-statunitensi della Blackwater/Academi/Xe catturati dal SVR nello Yemen, secondo il rapporto, è che furono segnalati entrare nello Yemen sotto le mentite spoglie di soldati colombiani. Recentemente, infatti, un gruppo mediatico colombiano riferiva che nei successivi mesi più di 800 militari colombiani entreranno a Sana, Yemen, per sostenere l’offensiva dei sauditi e dei loro alleati che combattono nello Yemen. Sull’associazione dei due mercenari della Blackwater/Academi/Xe con la CIA, la relazione conclude, si attende ulteriore “esame/conferma” finanziaria, ma molti analisti del SVR ritengono sia solo questione di tempo per la prova definitiva. Comprendendo appieno la relazione, assieme tutti gli altri rapporti del SVR sul volo 9268, l’invio del consigliere per i media del Presidente Putin, Mikhail Lesin negli Stati Uniti prova che non è solo la Russia a sapere che l’aereo è stato abbattuto, ma anche i regimi di Obama e Cameron. Ciò che va stabilito da Russia e occidente, però, non è solo il modo migliore per manipolare i fatti sul disastro, ma il tipo di ritorsione che, se non è misurato ed equilibrato, quasi sicuramente precipiterebbe il mondo in guerra”.

Se questa versione è vera, allora alla terza guerra mondiale siamo già vicinissimi.

Continua a leggere

Francia: i contadini scaricano letame davanti all’agenzia delle entrate – Video –

Condividi su:

 

Gli agricoltori contestano il piano del governo teso a sminuire la produzione e la distribuzione locale.

Francia, gli allevatori ‘minacciano’ Hollande con il letame

L’occasione è stata quella della visita del presidente della Repubblica francese, François Hollande, in Moselle, dipartimento francese della regione della Lorraine.

La FDSEA, Federazione dipartimentale di agricoltori dell’Ile-de-France ha organizzato varie manifestazioni in tutto il territorio per promuovere il cibo prodotto in Francia.

Continua a leggere

Firenze: chi sostiene gli avvocati dei Rom? Le Fondazioni di George Soros

Condividi su:

soros2

 

 

 

Mendicanti multate fanno causa a Palazzo Vecchio. La causa civile è motivata dal sospetto che il Comune abbia schedato tre donne romene più volte sanzionate perchè chiedevano l’elemosina in strada.

26 nov – Hanno il sospetto di essere “schedate”, come “molti mendicanti” a Firenze. Per questo, tre cittadine di nazionalita’ romene, protagoniste di diversi verbali della polizia municipale del capoluogo toscano, hanno ottenuto la fissazione della prima udienza, che si terra’ ad aprile 2015, contro il Comune. Sono assistite ‘pro bono’ da tre avvocati, Alessandro Simoni, Eleonora Innocenti e Giacomo Pailli, che dopo aver chiesto chiarimenti a Palazzo Vecchio sull’esistenza di una sorta di database dei questuanti, non hanno avuto risposta.

Continua a leggere

1 813 814 815 816 817 818 819 1.214