“Al Baghdadi minaccia Israele!”. Come no, è tutto vero.

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di Maurizio Blondet

I telegiornali del Santo Stefano non si stanno più nella pelle. Colti da frenesia, aprono tutti sul Califfo che minaccia Israele: “Un audio-messaggio! Di 24 minuti! Lo davano per morto e invece eccolo, più forte e invincibile che mai!”. Notizia-bomba che uniscono all’altra notizia-bomba: “Per diverse capitali europee c’è il rischio di un attentato terroristico con esplosivi o armi tra Natale e Capodanno” Lo dicela polizia di Vienna” che è stata avvisata da “servizio di intelligence amico”. Deve essere proprio un amico d’infanzia, questo servizio, perché condivide solo con Vienna e non con le altre capitali, che pure sono “minacciate” da attentati terroristici. Tra Natale e Capodanno. Con esplosivi o armi.

Come dice il proverbio, “dagli amici mi guardi Iddio ché dai nemici mi guardo io”, specie dagli amici interessati ad incitare in Europa la strategia della tensione. Di solito sono questi amici che fanno gli attentati dell’ISIS.

Da tempo si notava il fatto che l’ISIS non attacca Israele. La cosa ha finito per dare nell’occhio. Ammazza una quantità di musulmani, vuole occupare Damasco e Baghdad, ma non si propone di conquistare Gerusalemme. Israele ne compra il petrolio, che arriva in Turchia. Israele si coordina con i militanti tagliagole anti-Assad che combattono in Siria, come ha rivelato nientemeno che un rapporto Onu.

http://21stcenturywire.com/2015/02/19/un-report-reveals-how-israel-is-coordinating-with-isis-militants-inside-syria/

Israele ne cura i feriti che combattono nel Sud della Siria, e ci sono tanto di foto di Netanyahu che va a trovare questi combattenti negli ospedali. Da ultimo s’è saputo persino che ‘ISIS con apposita fatwa – orribile – si autorizza a prelevare gli organi dai nemici e dagli apostati catturati: esattamente come fa’ Israele coi palestinesi.

La fatwa ISIS che autorizza gli espianti. In inglese. Trovata da commandos Usa urante una azione, ci dicono.
La fatwa ISIS che autorizza gli espianti. In inglese. Trovata da commandos Usa durante una azione, ci dicono.

http://www.corriere.it/esteri/15_dicembre_25/isis-scoperta-fatwa-che-autorizza-traffico-organi-umani-71ccaf90-ab08-11e5-a17b-123257f46421.shtml

Insomma, l’ISIS sembra il fratello gemello di Israele.

Per fortuna adesso abbiamo il comunicato di al Baghdadi: “Pensavate vi avessimo dimenticato, o ebrei? Assolutamente no, non abbiamo dimenticato la Palestina nemmeno per un momento e con l’aiuto di Allah non la dimenticheremo…”. Anche se un malfidente potrebbe vedere in questa frase la conferma de suo sospetto: anche Israele non dimentica la Palestina e vuole occuparla tutta, con l’aiuto di YHVH.

Allora è venuta la curiosità: quale la fonte dell’audiomessaggio di Baghdadi? Vi conosco lettori. “Il SITE di Rita Katz!”, avrete sicuramente esclamato. Ebbene no, non è la Katz,stavolta. La fonte prima è stata Al-Arabyia in inglese, immediatamente ripresa da Haaretz e Jerusalem Post.

Come dubitare della credibilità di Al Arabyia? Specie quando parla di ISIS, sa quel che dice. E’ la tv degli Emirati, che finanziano ed armano l’ISIS a più non posso insieme ai loro grossi vicini sauditi. Come sapete, agli Emirati appartiene anche la prestigiosa compagnia aerea Etihad. Che possiede anche una flotta-cargo. Eccone un aereo:

Etihad in Bulgaria per caricare armi
Etihad in Bulgaria per caricare armi

Ora, precisamente questo aereo è stato ripreso dopo essere atterrato all’aeroporto di Burgas (Bulgaria) il 19 ottobre scorso; ma era già venuto in Bulgaria a giugno e ad agosto, almeno cinque volte.

Altri aerei da carico della Saudi Arabian Cargo, dei giganteschi jumbo-jet, sono parimenti atterrati all’aeroporto di Sofia fin dall’ottobre 2014. Più volte. La prima ha fatto impressine perché è dalla caduta della cortina di ferro che nessun aereo da carico atterrava in Bulgaria, specie di queste dimensioni. I Jumbo sauditi hanno caricato materiale non identificato sotto alta sorveglianza. Fatto istruttivo, le autorizzazioni di sorvolo dello spazio aereo bulgaro e di atterraggio di questi aerei sono state autorizzate dal ministero della Difesa e non, come di norma, dall’aviazione civile. In base al sub-art. 18 della Convenzione di Chicago sull’aviazione civile, Doc 9284, questo tipo di autorizzazione è obbligatorio quando i cargo caricano e trasportano materiale pericoloso: esplosivi, armi, munizioni. Ottanta tonnellate per carico.

Sauditi a Sofia
Sauditi a Sofia

Ora, si sa che dall’inizio della guerra contro Assad, il governo Usa ha comprato in Bulgaria armi “di tipo sovietico” per 500 milioni di dollari. Fra cui 1 mila lancia-granate a spalla anti-carro e 700 sistemi di missili anticarro Konkurs. Per armare i “ribelli moderati”. Fatto sta che – oh disdetta – queste armi sono invece finite all’ISIS, perché i ribelli moderati, appena armati, pagati ed addestrati dalla Cia in Turchia e Giordania, si sono dichiarati fedeli del Califfo. Una vera sfortuna: Washington s’è trovata, contro la SUA VOLONTA’, ad armare l’ISIS con 500 milioni di dollari di armi bulgare; i sauditi e gli Emirati avranno speso non di meno nelle loro compere bulgare.

Tutto ciò risulta da una approfondita inchiesta condotta dal Balkan Investigative Reporting . Network (BIRN), a firma Maria Petkova. Ovviamente Arabia Saudita e Emirati dispongono, per le loro forze armate, di armamento occidentale americano; se comprano armi di tipo sovietico dai bulgari, è per rifornire l’ISIS. Un rapporto dell’Onu ha persino ricostruito uno di questi carichi su un Jumbo della Saudi Arabian Cargo in Bulgaria: 827 mitragliatrici con i sistemi per montarle su camioncini Toyota (i famosi Toyota del Califfo) e 120 sistemi anticarro, SPG-9.

Tutto ciò per assicurarvi: quando Al Arabiya diffonde un audio del Califfo, l’ha proprio ricevuto dal Califfo. Con cui possiamo rallegrarci: chi lo dava morto sotto i bombardamenti russi, chi gravemente ferito,chi in Libia per curarsi dalle ferite. Il Califfo è in cielo, in terra e in ogni luogo. L’ISis sta perdendo le sue roccaforti in Siria e in Irak, i suoi uomini stanno per ritirarsi da Ramadi, le sue autobotti vengono incenerite dai bombardieri russi, i suoi tagliagole scappano e – con la mediazione di funzionari dell’Onu – si mettono d’accordo col governo siriano per farsi evacuare dalle zone Sud di Damasco che non riescono più a tenere:

http://fr.sputniknews.com/international/20151225/1020559075/onu-daech-evacuation-terroristes.html#ixzz3vPCGdO1Q

Eppure, Al Baghdadi è inconcusso e più forte di prima: minaccia Israele. Addirittura. I nostri media fanno bene a dar rilievo alla notizia: Sion sta tremando di paura, di sicuro. Come no.

Fanno invece benissimo i nostri media a tacere la seguente notizia: “Il Pentagono si rifiuta di condividere con Mosca l’intelligence sull’ISIS finchè non cambia la sua posizione di sostegno ad Assad”.

Fanno benissimo perché altrimenti il pubblico potrebbe capire che il Pentagono ha gli stessi scopi dell’ISIS, che ne cura la propaganda oltre che l’armamento; e al prossimo attentato “islamico” in una capitale europea (ci ha avvisati “un servizio di intelligence amico”) potrebbe dar la colpa, invece che all’ISIS, ai servizi Usa. I nostri amici e benefattori.

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LOBBY ATEA FA CANCELLARE IL PRESEPE DELLA CITTA’, MA GLI ABITANTI NE ESPONGONO NELLE STRADE PIU’ DI MILLE

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

di Benedetta Frigerio

Come rispondere all’iconoclastia laicista che punta a mettere al bando ogni simbolo religioso dalla scena pubblica? Quando Wadena, una piccola città del Minnesota, ha dovuto rinunciare al suo presepe più importante installato ogni dicembre da dieci anni al Burlington Northern Park, in pieno centro, è stata Dani Sworski, una cristiana del posto, ad avere l’idea che ha permesso alla città di trasformare una circostanza avversa nel suo contrario. Perché niente, nemmeno ciò che sembra contrario alla fede, «avviene mai per caso», ha dichiarato la donna ai giornali.

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Le coop friulane peggio di Banca Etruria: truffati migliaia di risparmiatori

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

legacoopC’è una nuova Banca Etruria, ma stavolta non riguarda la Toscana, bensì il Friuli e tira in ballo le coop. Ci sono migliaia di risparmiatori truffati, ancora una volta, da facili promesse. E a farne le spese sono ancora pensionati e casalinghe, mamme, papà, nonne, nonni, persone che hanno lavorato una vita per dare un futuro di serenità ai propri figli e nipoti.

Scrive Il Giornale:

Certificati azionari piazzati a un esercito di pensionati e casalinghe. Libretti di deposito per tutti, papà, mamma, nonno, suocera e sì, anche per il figlioletto di dieci anni, così «avrà qualcosa da parte». Senza alcun prospetto informativo, perché non c’è alcun rischio, solo laute garanzie, certezza dell’investimento e una sicura ipoteca sul futuro.Poi, d’improvviso il crac, i soldi bruciati e le notti trascorse con la luce accesa: le stesse che ora tolgono il sonno a obbligazionisti e azionisti di Banca Etruria sono un film già visto per i risparmiatori beffati dalle due più gravi crisi nella storia delle cooperative di consumo, che in Friuli Venezia Giulia hanno travolto 130 milioni di euro e 20mila soci tra Cooperative Operaie e Coop Carnica.

Nessuno qui, è sceso in piazza a manifestare. Nessuna delegazione grillina ha guidato una protesta sotto Montecitorio con al collo la cifra dei risparmi perduti. Il popolo coop ha pianto nel silenzio per mesi, soffocando la rabbia nella «vergogna di essere finito sulla soglia della povertà». Figli che non hanno ancora il coraggio di dire la verità ai genitori per timore di malori, famiglie che forse dovranno vendere la casa, giovani con il sogno svanito del master e di una specializzazione. E un suicidio. È il copione di una tragedia sociale, quello che insieme alla crisi che ha colpito le banche venete oggi ferisce il laborioso Nord est.Silvia, che vuole restare anonima, è vedova, ha due figli a carico. In azioni di Coop Carnica aveva 70mila euro, «sacrifici di una vita».

Con il tonfo finanziario i suoi soldi sono stati i primi a essere inghiottiti. Come vive? «Con la pensione di reversibilità di mio marito, ma la fine del mese non arriva mai. A mio figlio ho detto che non si sarebbe iscritto all’università. Ma degli amici ci hanno aiutato a mettere insieme la prima rata». Perché tutto in azioni di una cooperativa? «Era lo strumento più sicuro, dicevano, meglio che il conto in banca». E ora – al netto delle promesse di rimborso incerto e parziale contenute nei piani di concordato e nella solidarietà della sorella Coop Nordest – di fronte al fondo di risoluzione annunciato dal governo per tamponare l’emergenza delle quattro banche saltate, i soci gridano all’«assonanza» che lega i due estremi del «risparmio tradito». Il Friuli come Arezzo, cooperative come banche.

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Approvate, nella notte, le ‘unioni gay’ in Grecia, anche con voti ‘centrodestra’: riflessioni

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Segnalazione di Radio Spada

by jeannedarc

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La notizia è freschissima: approvate le unioni gay in Grecia, con 194 voti a favore tra cui diversi provenienti dai centristi e qualcuno anche dal centrodestra.

Dati difficili da negare:

  1. Tanto Tsipras è stato debole e perditempo sulle questioni di politica comunitaria, tanto è stato forte e veloce nell’approvare le ‘unioni gay’.
  2. La “chiesa” scismatica greca esce gravemente sconfitta.
  3. Le articolate teorie che volevano trovare in Tsipras una speranza concreta per il futuro hanno dimostrato tutta la loro debolezza e lo hanno fatto su ogni fronte: dalla politica interna, a quella internazionale, dall’economia ai temi etici. Su questo sito, da oltre un anno e spesso in controtendenza, abbiamo tentato di spiegare di quale bluff si trattasse: http://www.radiospada.org/?s=tsipras (archivio quasi completo)

Intelligenti pauca.

jeannedarc | dicembre 23, 2015 alle 10:37 am | Categorie: Attualità, Bioetica | URL:http://wp.me/p3Bugf-61w

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Vengono a galla le frodi fiscali ed i veri interessi tutelati dai massimi responsabili dell’Unione Europea

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Jean C. Junker con Jeroen  Dijsselbloemdi Luciano Lago

I sostenitori della UE dichiarano una illimitata fiducia nelle istituzioni comunitarie proprio nel momento in cui in tutto il continente cresce la ribellione e la contestazione alle politiche economiche ed al sistema di regole imposto dall’Unione Europea.
Viene detto che, per curare le carenze delle varie situazioni di crisi e di sfiducia generate dalla politica neoliberista attuata dalle istituzioni comunitarie e fatta propria dai governi, “occorre più Europa”, ovvero maggiore sottomissione all’oligarchia tecnocratica europea e cessione di sempre maggiori quote di sovranità.

Sono i discorsi che in Italia facevano ad ogni piè sospinto i Giorgio Napolitano, i Mario Monti, i Letta ed ogni giorno ce lo ripete la Laura Boldrini e tanti altri, accompagnati dal coro dei grandi media e dei loro opinionisti (a libro paga delle centrali finanziarie) salvo qualcuno che adesso inizia a vergognarsi di questo servilismo verso le istituzioni europee.

Non è permesso dissentire dal “pensiero unico” eurosostenitore del neoliberismo e della preminenza dei mercati, prova ne sia che, quando in un paese emerge un partito o un movimento con una forte connotazione sovrana di anti eurocrazia ed anti immigrazione, immediatamente tutte le altre forze si coalizzano fra di loro per sbarrare il passo a quelli che vengono definiti “populisti”, nazionalisti “retrogradi” ed antiglobalisti. E’ successo in Francia con il Front National della Le Pen ed è analogo a quanto accaduto in precedenza in Portogallo come a quanto sta per avvenire in Spagna, con le dovute differenze. Di fronte al pericolo rappresentato dalle forze anti eurocrazia ed al risorgere del nazionalismo, cadono tutte le maschere che facevano la differenza fra conservatori e socialisti, fra socialdemocratici e liberisti e le forze del sistema di coalizzano fra loro in una unica coalizione. Questo rende l’idea di come i vecchi schemi destra e sinistra siano del tutto obsoleti e funzionali al sistema di potere eurocratico. Continua a leggere

la Germania dichiara guerra all’Italia!

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Risultati immagini per germania dichiara guerra all'italiadi Maurizio Blondet

Probabilmente ben pochi se ne sono accorti in questi giorni, ben pochi hanno fatto caso a questo articolo…

L’offensiva di Schäuble sulle banche, troppa esposizione sul debito pubblico

Ad eccezione di Finlandia e Slovacchia, non esiste in Europa un sistema bancario esposto sul debito nazionale come quello italiano. Gli istituti guadagnano sui titoli di Stato, e lo Stato conta su un finanziatore costante. Ma, visto da Berlino, si tratta di un equilibrio instabile da smantellare.È per questo che il mese scorso a Bruxelles, riservatamente, è stato formato un «gruppo di lavoro». È una costola del Comitato economico e finanziario, gli sherpa dei ministri delle finanze europei (anche la Banca centrale europea è inclusa). Il compito del gruppo è indicare come le banche possano ridurre per gradi, negli anni, l’esposizione in titoli di Stato. La Bce segnala che sarebbe meglio avviare questa trasformazione quando la accetteranno anche le banche del resto del mondo, attraverso il Comitato di Basilea. Wolfgang Schäuble invece preferisce che l’area euro proceda da sola. Forse quello del ministro delle Finanze tedesco è solo un bluff per proteggere i contribuenti tedeschi da possibili esborsi, bloccando l’assicurazione europea sui depositi. Certo per ora gli è riuscito bene.

In un  altro articolo Schauble addirittura suggerisce alle banche tedesche di tornare a disfarsi dei titoli di Stato italiani, si per riempirsi di bund a tassi negativi immagino! Continua a leggere

Natale a Betlemme, 1943

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Matt-Lybia

Mentre i nemici di Nostro Signore Gesù Cristo rinnovano la folle aggressione di Erode contro tutto ciò che nel mondo è innocente e simile a Cristo, scagliandosi persino contro il Natale, il Santo Bambino di Betlemme rinasce, come ogni anno, vincitore sulla terra. Il racconto che segue è tratto dal Diario di guerra del giornalista Walter L. Matt, fondatore della rivista cattolica americana The Remnant, che nel 1943, aveva 28 anni e serviva nell’esercito americano in Europa e in Medio Oriente.

Il figlio Michael, che ora dirige la rivista, l’ha ripubblicato per ricordarci che per quanto gravi e numerose siano le guerre che lacerano il mondo, gli adoratori del Bambino di Betlemme vinceranno, purché non perdano la speranza. Proponiamo questo racconto di Natale ai nostri lettori, augurando loro un Santo Natale ed un felice Anno Nuovo.

Mi ricordo il sentimento di estasi che provai una volta, nel coro del mio college, ascoltando il prorompere di un centinaio di voci nelle note trionfali del Messia di Haendel. Un simile sentimento di settimo cielo mi ha preso di nuovo l’altro giorno quando sono arrivato con i miei compagni a Betlemme!

È una cittadina da fiaba, un piccolo posto tranquillo annidato sul fianco d’una collina coperta di fiori. Tutte le campane di Natale che avete mai sentito sembrano concentrate all’ombra di queste colline verdeggianti e il cuore vi batte in petto mentre vi avvicinate al luogo dove «i pastori hanno vegliato» e la buona novella ha risuonato dal cielo sulla terra: «Oggi è nato a voi un Salvatore che è il Cristo Signore!» Continua a leggere

Mass Novena, Last Chance! Christmas Webcast Schedule

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Segnalazione di don Anthony Cekada

Last Chance to Enroll in Christmas Mass Novena

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Each year we offer a Novena of Masses during the Christmas Octave for all those enrolled in the Novena

For information on how to enroll yourself or loved ones, click here.

Our Christmas services, as well as the Novena Masses, may also be viewed live over the internet at this link.

Christmas Eve Simulcasts

  • 10:30 PM Carols
  • 11:00 PM Procession, Blessing of Crib
  • 11:15 PM Sermon, Midnight Mass

Christmas Day Simulcasts

  • 9:00 AM Low Mass with String Quartet
  • 11:00 AM Low Mass with Carols
  • 5:45 PM Vespers

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Vicenza, il “vescovo” apre al ramadan: “Venga insegnato a scuola agli studenti cristiani”

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PIZZOL

Monsignor Beniamino Pizziol: “I musulmani studino il presepe, noi il Ramadan: questa è la mia idea di laicità, inclusiva e non divisiva sul modello francese”

Mar, 22/12/2015 – 12:06

È un’idea che fa discutere, quella del vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Che nel messaggio alla stampa in occasione del Natale ha colto l’occasione per parlare di integrazione con fedeli di altre religioni. E ha lanciato una proposta che non tutti hanno accolto benissimo.

“Agli studenti cattolici – ipotizza Sua Eccellenza – va spiegato il Ramadan e ai musulmani il significato del presepe. Tutte le espressioni religiose devono avere diritto di cittadinanza a scuola e in qualsiasi istituzione pubblica. È questa la mia visione di laicità, che non è quella francese che impedisce ai simboli religiosi di entrare nelle istituzioni pubbliche.”

Un suggerimento che va insomma nella direzione dell’integrazione e dell’arricchimento culturale, senza peraltro intenzione di fare proselitismo religioso.

“Serve – conclude il vescovo Pizziol – disarmare il cuore dell’odio e della violenza a partire dalle scuole, educando i ragazzi alla pace e non all’idea di vendetta che i fatti di Parigi avrebbero potuto suggerire…occorre guardare al mondo con atteggiamento di accoglienza, facendo proprio il valore della misericordia che accomuna tutte le grandi religioni monoteiste

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