Wikileaks: ‘La Cia spia attraverso telefoni e televisori’

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Risultati immagini per ciaWikileaks ha diffuso migliaia di documenti riservati della Cia su un programma di hackeraggio, attraverso un ‘arsenale’ di malware e di cyber-armi. Con tali strumenti la Cia sarebbe in grado di controllare i telefoni di aziende americane ed europee, come l’iPhone della Apple, gli Android di Google e Microsoft, e persino i televisori Samsung, utilizzandoli come microfoni segreti.

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http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/03/07/wikileaks-la-cia-spia-attraverso-telefoni-e-tv-_37582d0a-e9c5-46c9-8f73-0d35b942cce0.html Continua a leggere

Una festa idiota

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di Marcello Veneziani

La festa della donna, quest’anno, è cominciata già da una settimana. Se ne parla da giorni, sembra quasi una celebrazione più importante di Natale e Pasqua. Quest’anno si carica di un significato polemico particolare perché in America e nei paesi come il nostro che ripetono da pappagalli, è diventata una festa contro Trump, il sessista con la cresta arancione.

Ma si tratta, lasciatemi dire, di una festa farlocca, tardo-femminista e velleitaria. A parte l’assurdo intrinseco di una festa di genere, astratta e generica, proviamo a vedere cosa ha prodotto quest’onda tardiva del femminismo.

La prima è l’abominio delle quote rosa. Se si dovesse applicare la stessa logica a tutte le categorie deboli o svantaggiate, avremmo una società divise in quote rosa, celesti, fucsia, arancione e così via, considerando i disabili, i rifugiati, gli immigrati per necessità, i giovani da proteggere e i vecchi da tutelare, i gay e i trans, i neri e i rom, e si potrebbe continuare. Sparirebbe anche l’ultima traccia di meritocrazia in un’assegnazione di posti solo per generi e minoranze.

La seconda idiozia è il reato di femminicidio. In una società giusta il diritto è universale, non si modella sui generi: uccidere un maschio, un vecchio o un bambino non è meno crimine che uccidere una donna.

È assurdo adottare queste disparità e creare reati appositi; se la legge funziona vale per tutti. Si possono nei singoli casi ravvisare aggravanti e attenuanti, generiche e specifiche, come prevede il codice penale, ma è assurdo che ci siano omicidi che per legge valgono un omicidio e mezzo e altri mezzo omicidio… Continua a leggere

Siria: Soldati Usa e forze russe a contatto attorno a Manbij

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di Maurizio Blondet

“Truppe Usa illegalmente entrate sono state avvistate in convoglio di corazzati, sabato, nella città siriana di Manbij  Sabato”,  ha annunciato Damasco. “I veicoli corazzati Usa sono concentrati nella zona Nord di Manbij per condurre la demarcazione tra le forze del Consiglio  militare di Manbij e  e  le truppe de “Euphrates Shield”.     Fra queste due entità ci sono  stati combattimenti.

Eccoli!

Alla fine,  dunque,  il Pentagono ha  mandato la truppa in Siria, ingerendosi brutalmente in una situazione intricata fino alla illeggibilità. Basti dire che truppe americane e  truppe russe sono  praticamente a contatto, pattugliano villaggi vicini   in questa zona Nord della Siria, dato   che anche russi e siriani hanno dovuto accorrere nella zona dove – udite udite – i vari alleati americani della coalizione anti-Isis, curdi, turchi,   terroristi e militanti islamisti,  hanno cominciato a spararsi tra loro. Per strapparsi uno  o l’altro villaggio.

Il sopra nominato “Consiglio  militare di Manbij” è   l’ala locale delle Syrian Democratic Forces (SDF), che in realtà sono esclusivamente curdi – che con armi e addestramento americano stanno bloccando l’avanzata delle truppe turche che Erdogan  ha mandato in Siria per ritagliarne un pezzo per sé, e allontanare dalle frontiere turche  i curdi  così ben armati dagli Usa.

Non sfuggirà l’ironia del fatto: la Turchia è il più forte alleato degli Usa nella NATO, ma qui sta combattendo alleati americani.  Sgretolando   il fragile cessate il fuoco che i  russi sono riusciti ad attuare fra tutte  le parti, fra Siria e Turchia specialmente. E’ successo che i curdi di Manbij hanno consegnato volontariamente all’esercito siriano di Assad posizioni ad ovest della città di Manbij; contemporaneamente detti curdi hanno inviato a MAnbij i corazzati americani, per esserne protetti.  Da chi? Dalle forze turche, ovviamente, e dai suoi “alleati”  miliziani locali irregolari. Continua a leggere

Sinai: l’esodo dei cristiani

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47895d2161e7fd4ff4b4a007f0204f97-1024x702-1Segnalazione del Centro Studi Federici

Cristiani del Nord-Sinai in fuga dalle violenze dello Stato islamico
 “La situazione è divenuta insostenibile dopo che in pochi giorni sono stati assassinati alcuni copti. Kamel Raouf , 40 anni, è stato ucciso con armi da fuoco, mentre sua figlia Justina è stata decapitata e la loro casa è stata bruciata. Saad Hakim, 65 anni, è stato colpito a morte; prima di morire, suo figlio, 40 anni, è stato bruciato vivo davanti ai suoi occhi. All’inizio della scorsa settimana, un medico di 67 anni, un commerciante di 45 anni e un insegnante di 55 anni sono stati uccisi con un’arma da fuoco. In soli 10 giorni vi sono stati sette morti”.
 
I cristiani del Sinai nel mirino dell’Isis, di Fulvio Scaglione
Si fa sempre più drammatica la situazione dei cristiani copti dell’Egitto che vivono nel Sinai. Solo pochi giorni fa, l’Isis ha diffuso un video in cui un uomo mascherato, che ha detto di chiamarsi Abu Abdallah al-Masri, si è autoaccusato dell’attentato compiuto in dicembre contro la cattedrale copta di San Marco, al Cairo, costato la vita a 28 persone, e ha incitato i militanti e i simpatizzanti a colpire i cristiani del Sinai. Le autorità egiziane sostengono di averlo identificato: si tratterebbe di Mahmoud Shafik, uno studente di 22 anni che era stato per due mesi in prigione nel 2014 e che, una volta uscito, era corso ad arruolarsi nell’Isis.
Il fatto importante, però, è un altro. A pochi giorni dalla diffusione del video, sette cristiani sono stati uccisi nella città di Al Arish nel pieno di una campagna di minacce rivolte in modo specifico contro la comunità cristiana. Scritte sui muri delle case, telefonate minatorie, atti vandalici contro le proprietà dei cristiani, insulti per strada. Sempre con lo stesso ritornello: andatevene o vi uccideremo tutti. Sono state inoltre fatte circolare fotografie di esponenti di spicco della comunità cristiana o di personalità musulmane che hanno difeso i cristiani, con l’incitamento a colpirli.
La campagna, purtroppo, sta raggiungendo il proprio scopo. 85 delle 103 famiglia copte di Al Arish sono fuggite altrove, trovando ospitalità a Ismailiya, Suez, Minya o Sohag. E in totale, sono ormai 118 le famiglie copte che hanno dovuto lasciare il Sinai. Come ha notato Asharq al-Awsat, il quotidiano pubblicato a Londra, si tratta del primo vero esodo dei cristiani dal Sinai dopo anni di ostilità e scontrCon questa campagna, infatti, compie un “salto di qualità” la lunga guerra che da lungo tempo insanguina il Sinai e che ha fatto centinaia di morti tra i soldati e i poliziotti egiziani ma anche tra i miliziani dell’Isis, spesso appoggiati dalle tribù beduine che mal tollerano il controllo del Governo centrale. L’attacco alle comunità cristiana, infatti, non risponde a sole pulsioni di fanatismo e intolleranza religiosa ma piuttosto a una strategia tipica delle formazioni islamiste, soprattutto quando è chiaro (come nel Sinai) che la vittoria militare è di fatto impossibile. Quando i cristiani sono costretti ad andarsene o sono ridotti all’irrilevanza sociale, la disgregazione del Paese è garantita, e con essa il trionfo del settarismo. Gli islamisti lo sanno e proprio a questo puntano.
Nel Sinai, in altre parole, i miliziani del Califfato cercano di ripetere quanto hanno ottenuto in Iraq e hanno cercato di ottenere in Siria. In Iraq il numero dei cristiani, dopo l’invasione anglo-americana del 2003 e i successivi anni di violenze e di attentati, si è ridotto da 1,5 milioni (6% della popolazione) a meno di 400 mila. E più o meno altrettanto è successo in Siria, dove i cristiani erano il 10% della popolazione prima dello scoppio della guerra civile nel 2011 e sono ora ridotti a meno di un terzo.
In quei Paesi le comunità cristiane avevano un “peso” assai superiore a quello consentito dai numeri: nell’istruzione, nelle attività sociali e in quelle culturali facevano da traino e da esempio. La loro stessa presenza, inoltre, era una specie di collante sociale, un’intercapedine tra gli opposti revanscismi di sunniti e sciiti e la garanzia di un (relativo) pluralismo. Eliminare tutto questo significa accelerare il collasso della società, che è esattamente l’obiettivo del terrorismo jihadista. Nel Sinai come altrove.

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“Tu sei morto”: minacce israeliane ai danni di Luciano Consorti, Presidente D.e.s.i.

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Segnalazione di Pietro Ferrari

di PAMELA RONCONE

Il Presidente del Dipartimento Europeo Sicurezza Informazioni (DESI),
Luciano Consorti, ha presentato alle forze dell’ordine una denuncia cautelativa per delle minacce telefoniche dal distretto di Israele, chiedendo protezione alle autorità governative italiane. “Il giorno 27 Febbraio 2017 ricevo una chiamata sul telefono dell’organizzazione DESI alle ore 15:56 P.m. durata 21 secondi, il numero è proveniente da Israele” scrive Consorti sulla pagina Facebook. “Una persona ha detto al telefono “You Are Dead” (TU SEI MORTO), queste minacce arrivano da molto tempo, poichè il DESI ha rivelato la cattura in Iraq del colonnello del Mossad che sosteneva ISIS. La notizia che Israele potrebbe essere sospettato di un eventuale coinvolgimento in attentati in Europa è stata riportata su vari organi di informazione internazionale, pertanto il sottoscritto presidente DESI Luciano Consorti chiede protezione dallo Stato”.
Tra l’altro, il DESI, come riportato da vari organi di stampa, si sta occupando dell’organizzazione, per il 24 marzo, di un seminario internazionale a Beirut dal titolo “HUMAN RIGHTS IMPLEMENTATION AND VIOLATION IN THE MIDDLE EAST”, a cui interverranno le autorità governative libanesi e di altri Stati che non sono di certo in ottimi rapporti con lo Stato di Israele”.

Fonte: http://teramo.cq24.it/1.55997/cronaca/abruzzo-teramo/3686/tu-sei-morto-minacce-israeliane-ai-danni-di-luciano-consorti Continua a leggere

George Soros, l’uomo che paga ​l’invasione dell’Europa

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Segnalazione di F.F.

Gli amici degli scafisti: il magnate investirà 500 milioni nelle ong per creare una flotta di navi per salvare i migranti

di Gian Micalessin

Solo pochi giorni fa la Commissione Ue annunciava la necessità di espellere un milione di migranti illegali.

Solo ieri in Sicilia ne sono sbarcati 1.500 recuperati grazie al solerte impegno delle navi soccorso gestite da organizzazioni umanitarie (Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat) che annoverano tra i propri finanziatori la Open Society e altri gruppi legati al milionario «filantropo» George Soros. Bruxelles, a questo punto, farebbe bene a spiegare che per fermare il traffico di uomini bisogna combattere non solo le organizzazioni criminali, ma anche la carità pelosa, e politicamente motivata, di Soros e della sua galassia buonista.

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Istat, nuovo minimo storico di nascite in Italia

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Istat, nuovo minimo storico di nascite in ItaliaIl livello minimo delle nascite del 2015, pari a 486mila, è superato da quello del 2016 con 474mila. La riduzione osservata, che a livello nazionale è pari al 2,4%, interessa tutto il territorio

ROMA. Quest’anno ci siamo persi 86mila italiani. Secondo i dati Istat pubblicati stamattina sulle “stime 2016 degli indicatori demografici”, i residenti in Italia al primo gennaio 2017 erano 60 milioni e 579mila, 86mila in meno rispetto al primo gennaio del 2016 (-0,14 per cento).
Il guaio è che continua il calo delle nascite: nel corso del 2016 è stato battuto il record negativo che risaliva all’anno precedente, il 2015, quando le nuove vite erano state 486mila; siamo scesi a 474mila

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Usare il “Medioevo” come insulto è segno di ignoranza storica e culturale

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medioevo-e1456525521532Segnalazione di Raimondo Gatto

di Giuliano Guzzo

MedioevoUno dei misteri più grandi, lo dico senza ironia, è stata la fuorviante trasformazione del termine “medievale” in aggettivo – cito il Dizionario Treccani – riferito a «concezioni e principî superati e retrogradi».
Pare che dietro tutto questo vi sia lo zampino illuminista, ma vale la pena vederci chiaro.

Anche perché, voglio dire: il vituperato Medioevo ci ha regalato arte, cattedrali, monasteri e cultura ancora oggi (anche economicamente, si pensi al turismo) fruttano patrimoni: non so se invece fra alcuni anni – ne dubito – qualcuno vorrà andare a farsi qualche giro, non solo se pagante ma neppure se pagato, in molti aborti firmati dalle nostre archistar; ma quanto scommettiamo che per quanto l’epoca medievale ha lasciato vi sarà ancora interesse? Chi vivrà, vedrà: e sono certo che vedrà.

La stessa terrificante Inquisizione medievale, invocata come la vergogna della storia, tutto fu fuorché tale: lo sanno anche i sassi che l’apice delle caccia alle streghe si registrò durante il Rinascimento e comunque nelle regioni germaniche protestanti più che in quelle cattoliche. Inoltre tutto fu, il Medioevo, fuorché ostile alla donna: i nomi di Matilde di Canossa, Eleonora d’Aquitania, Bianca di Castiglia o Ildegarda di Bingen dicono nulla? Altro che la Merkel o la Boldrini o Hillary Clinton. Senza parlare delle cinture di castità, bufala totale: perfino al Museo d’arte medievale di Cluny a Parigi, per dire, fino a non moltissimi anni fa se ne poteva ammirare una che si credeva appartenuta alla regina di Francia Caterina de’ Medici: peccato che fosse una patacca. Continua a leggere

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