Tv2000 presenta ‘Almeno Credo’: “cattolici”,musulmani,ebrei a confronto

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ECUMANIA GALOPPANTE:

https://www.youtube.com/watch?v=hnRA_dCZ6ao&feature=youtu.be

Docufilm di Gualtiero Peirce che dieci anni dopo ritrova e fa riparlare i bambini di ‘Primo giorno di Dio’. – Dieci anni fa un gruppo di bambini cattolici, ebrei e musulmani raccontava il proprio Dio in un documentario di Gualtiero Peirce intitolato ‘Primo giorno di Dio’. A emergere fu la constatazione che, nonostante la diversità di luoghi, abiti e rituali, i bambini chiedevano a Dio le stesse cose e ricevevano le stesse risposte. Cosa sono diventati oggi quei bambini?E, da adolescenti, come vivono il rapporto con la religione? Gualtiero Peirce li ha ritrovati e li ha di nuovo messi a confronto: nasce così ‘Almeno Credo’ un docu-film che Tv2000 trasmette giovedì 9 marzo alle 21.05 e a seguire in seconda serata il doc ‘Primo giorno di Dio’.
Il docu-film ‘Almeno Credo’ è stato presentato e proiettato stamane alla Filmoteca Vaticana alla presenza dell’incaricato dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo del Vicariato di Roma, mons. Marco Gnavi; la Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello; l’Imam della Moschea della Magliana a Roma, Sami Salem; il Direttore di Tv2000; Paolo Ruffini e il regista del docu-film, Gualtiero Peirce. E questa sera alle 20.30 al Cinema Greenwich di Roma l’anteprima, aperta al pubblico, alla presenza anche dei ragazzi delle scuole. ‘Almeno Credo’ è un progetto di Beppe Attene e Gualtiero Peirce scritto dallo stesso Peirce in collaborazione con Andrea Cedrola. Continua a leggere

Menzingen nella Roma modernista: inciucio de facto da anni e anche inciucio immobiliare?

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Risultati immagini per Menzingen fraternitàSegnalazione di Federico Prati

Il 24 Febbraio 2017, sul giornale il Foglio il giornalista italiano Matteo Matzuzzi pubblicava un articolo dove annunciava l’acquisizione da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X di un complesso di edifici tra cui una Chiesa in stile neo-gotica di Santa Maria Immacolata all’Esquilino a Roma. Secondo lui, questo acquisto è il segno di un accordo tra la Santa Sede, e la Fraternità Sacerdotale San Pio X. E di conseguenza deduce che la Casa Generalizia di Menzingen sarà presto trasferita a Roma.

A sostegno di queste “rivelazioni”, Matteo Matzuzzi ha scritto: “Il Papa è intervenuto direttamente per accelerare tutto, tramite monsignor Guido Pozzo , Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Inoltre secondo le fonti del giornalista il (Superiore della Fraternità San Pio X), mons. Bernard Fellay. mons. Alfonso de Galarreta e l’Assistente Generale P. Alain Nely , dal 17 al 20 Gennaio hanno soggiornato alla Casa Domus Sainte-Marthe, addirittura la superiora delle suore della fraternità sacerdotale San Pio X anch’essa a partecipato ai colloqui, P. Alain Nely è stato incaricato dell’acquisto del complesso.

E’ vero che la Fraternità Sacerdotale San Pio X è una congregazione di Vita Apostolica, e che è cattolica che la sua romanità la detiene nel suo dna grazie al suo fondatore , L’arcivescovo mons. Marcel Lefebvre, che ha sempre voluto una posizione a Roma. Ecco perché una delle sue prime case aperte è stata quella di Albano laziale nei pressi della città eterna. E ‘anche vero che nei rapporti che ha avuto con le autorità romane, Lefebvre – degno figlio di padre Henri Le Floch CSSp (1862-1950), Rettore del Pontificio Seminario Francese – ha sempre proclamato la sua romanità. Ciò che ha reso lo scrivere al cardinale Edouard Gagnon , quindi trasmesso “Papa” (virgolette redazionali Agerecontra.it) Giovanni Paolo II , 21 novembre 1987:

“Accettiamo volentieri di essere riconosciuto dal Papa come siamo e di avere un posto nella Città Eterna, per portare la nostra collaborazione per il rinnovamento della Chiesa; non abbiamo mai voluto rompere con il Successore di Pietro, né prendere in considerazione che la Santa Sede è vacante, nonostante le difficoltà che perdurano .” Continua a leggere

Satanismo & “massoneria nera” in Italia ?

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Esattamente vent’anni fa, sul quotidiano «Il Messaggero», un paio di articoli («Sesso, droga, violenze. Nel cuore di Roma», mercoledì 19 febbraio 1997, p. 31; e «“Così Satana mi rubò l’anima”», 20 febbraio 1997) rivela l’esistenza di un gruppo satanista operante da circa un ventennio intorno alla zona di San Giovanni in Laterano (Roma).  Il primo articolo offre maggiori informazioni. Una donna, A.T., racconta che dal 1987 il marito E.I. è stato invischiato in quella setta satanica dedita a orge, ipnotismo, pedofilia, droga, ricatti, reclutamenti. Dal 1990 E.I. non parla d’altro che della «setta gnostica» che frequenta.   Continua a leggere

Crimini comunisti: i martiri d’Albania

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martiri_albaniaSegnalazione del Centro Studi Federici

Padre Giovanni Fausti, una storia di martirio (4 marzo 1946)
«Non separerò mai il mio gregge dalla Santa Sede», aveva risposto monsignor Frano Gjini a Enver Hoxha, dittatore del Paese, che gli chiedeva di staccarsi da Roma e costruire una Chiesa patriottica albanese. Proprio per questo fu torturato e, nel 1948, condannato a morte e ucciso. «Viva cristo Re, Viva l’Albania», furono le sue ultime parole davanti al plotone che lo stava fucilando. Le stesse del gesuita Giovanni Fausti, vice provinciale dell’Albania, e dei suoi compagni di martirio, fucilati il 4 marzo del 1946 dietro il cimitero di Scutari. Il gesuita, di origini bresciane, aveva insegnato filosofia all’università di Scutari, dove aveva imparato la lingua albanese.
 
Dopo essere rientrato in Italia e dopo una severa malattia polmonare, padre Fausti era tornato in Albania nel 1942 quando i suoi superiori gli avevano affidato il compito di Rettore del Pontificio Seminario di Scutari e dell’annesso Collegio Saveriano. Solo un anno dopo si era trasferito a Tirana lasciando l’incarico a un confratello albanese, padre Daniel Dajani, che verrà arrestato e ucciso con lui. L’idea è quella di assistere gli italiani e gli albanesi, coinvolti nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Accusato di essere un politicante traditore della nazione, viene prima arrestato e poi ucciso insieme con padre Daniel, e altri confratelli e seminaristi gesuiti.
Fu uccisa anche una donna, Maria Tuci, alla quale il suo torturatore, prima di stuprarla disse: «Ti ridurrò in modo che neppure i tuoi parenti ti riconosceranno». 

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PSICOPATICI AL POTERE PLASMANO LA “SOCIETA’ DELLA MALEVOLENZA”

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di Maurizio Blondet

A proposito di Steve Jobs:  il fondatore di Apple, idolo  del successo  e indicato a modello ai giovani intraprendenti.  Molti dei suoi sottoposti hanno ammesso che “lavorare con lui era un inferno”; Jobs  si faceva cogliere da rabbie incoercibili, insultava, “de-motivava”. Quando si era convocati  nel suo ufficio, “era come salire alla ghigliottina”.   Chi lo ha conosciuto   ha parlato  di lui come di “uno stronzo” (asshole), un  maleducato insopportabile (jerk). Uno dei suoi migliori amici, Jony Ive  che ha lavorato al suo fianco, ha raccontato a Business Insider: “Quando era frustrato, il suo modo di  arrivare alla catarsi era  di ferire qualcuno. Pensando di averne diritto.  Come se le norme sociali non si applicassero  a lui”.

http://www.businessinsider.com/steve-jobs-jerk-2011-10?IR=T

Quelli qui evocati sono tratti di  vera e propria psicopatia,  un “disturbo antisociale di personalità”,  o un “disturbo narcisista di personalità”.  Ferire, svalutare, spregiare i sottoposti, fa  parte  del tratti principale di questo tipo di disturbati:   la totale mancanza di empatia e  di compassione, ossia di mettersi nei panni degli altri e  l’incapacità avere rimorso  per il male che fanno al prossimo.

Volete davvero essere come lui?

Nelle forme più gravi e conclamate, questi tipi umani finiscono in manicomio o in prigione. Esiste infatti  “una naturale  affinità tra il narcisista patologico e il criminale “ (così il dottor Sam Vaknin, un esperto delle psicologie aziendali), uniti dalla stessa “mancanza di empatia e compassione, capacità sociali deficienti, sprezzo per le norme morali e legali”.  Ma nelle forme  attenuate, certe psicopatie rendono chi ne è affetto altamente “funzionante”, e lo portano – paradossalmente, al successo  in aziende multinazionali e a capo di Stati (o di chiese).

La maggior  parte degli studi psichiatrici riguardano infatti dei carcerati.  “I  detenuti sono facili, amano incontrare i ricercatori, ciò interrompe la monotonia delle loro giornate”,  racconta lo psichiatra  Robert Hare: “Sappiamo molto meno sulle psicopatie aziendali e le loro conseguenze: gli amministratori delegati, i politici, i ministri – questi squali –   mica si fanno esaminare”.  Robert Hare, con il collega Paul Babiak,  ha condotto uno dei rarissimi studi sul  tema: P. Babiak, C.S. Neumann, R.D. Hare, “Corporate psychopathy: Talking the walk,” Behavioural Sciences and the Law, at et al 2010.pdf.

Entrambi sono d’accordo: alla testa delle grandi aziende e delle finanziarie, gli psicopatici sono uno su venti, ossia 4 su cento: se vi sembra poco, pensate che è un’incidenza quattro volte superiore ai disturbati nella popolazione generale. Secondo loro, “Wall Street potrebbe contarne uno su 10, attirati dai vuoti normativi che consentono grossi profitti”. Continua a leggere

L’Associazione Sursum Corda compie un anno: resistere al rispetto umano

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CordaCon i migliori Auguri da parte del nostro Circolo Christus Rex

Segnalazione di Carlo Di Pietro

Dio sia lodato!

Oggi la nostra Associazione compie un anno. Il giorno 8 marzo 2016, data di fondazione di Sursum Corda, affidavamo questa piccola opera a san Giovanni di Dio. Il Martirologio romano, qui consultabile in PDF, lo ricorda così: «A Granata, nella Spagna, san Giovanni di Dio, Confessore, Fondatore dell’Ordine dei Fratelli Ospedalieri degli infermi, rimasto celebre per la misericordia verso i poveri e per il disprezzo di se stesso: dal Papa Leone decimoterzo fu proclamato Patrono celeste di tutti gli ospedali ed infermi». Preghiamo spesso il nostro speciale Protettore affinché ci sia maestro nel disprezzo di noi stessi ed esempio nella vittoria contro il rispetto umano. Sant’Alfonso attesta, con i savi Padri, i Pontefici, i Dottori ed i Santi, che «chi prega si salva, mentre chi non prega si danna» (clicca qui).

Cogliamo la lieta occasione per fornire, a noi stessi innanzitutto, poi agli altri, Dio volendolo con il mite e devoto esempio di vita, alcune preziose indicazioni di Cornelio Alapide. Concentrarsi solo su Dio, quindi sul prossimo per amore di Dio, proprio come faceva il nostro san Giovanni, è anche un portentoso antidoto contro la superbia e le lusinghe del mondo. Tuttavia ci è difficile fare bene, anzi è impossibile, senza la preghiera.

Allo scriba che lo interrogava: «Quod est primum omnium mandatum? – Qual è il primo di tutti i comandamenti?»; Gesù rispose:  «Primum est: “Audi, Israel: Dominus Deus noster Dominus unus est, et diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo et ex tota anima tua et ex tota mente tua et ex tota virtute tua” – Il primo è: “Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”» (san Marco, XII, 28-30). Se non amiamo Dio, non saremo neanche in grado di amare il nostro prossimo come Dio vuole. E cosa significa amare Dio? Ci risponde l’Apostolo dell’amore: «In hoc cognoscimus quoniam diligimus natos Dei, cum Deum diligamus et mandata eius faciamus. Haec est enim caritas Dei, ut mandata eius servemus; et mandata eius gravia non sunt – Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti, perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i Suoi comandamenti; e i Suoi comandamenti non sono gravosi» (I san Giovanni, V, 2-3). In questo si traduce, sinteticamente, la nostra esistenza terrena!

Il rispetto umano è una schiavitù. Quale atto più servile che quello di ridurre e di costringere se medesimo alla necessità di conformare la propria religione al capriccio altrui? Di praticarla, non più secondo le norme del Vangelo, ma secondo le esigenze degli altri? Di non adempiere i propri doveri, se non nella misura voluta dal mondo? Di non essere cristiano, se non a compiacimento di chi ci vede? Sant’Agostino condanna i savi del paganesimo, i quali, mentre con la ragione vedevano un Dio unico, per rispetto umano si piegavano ad adorarne molti. Ed in forza di un altro rispetto umano, il cristiano vigliacco non serve al Dio che conosce e nel quale crede: quelli erano superstiziosi e idolatri; questo diviene oggidì, per rispetto umano, infedele ed empio. Quelli, per non esporsi all’odio dei popoli, praticavano all’esterno quello che internamente ripudiavano, adoravano quello che disprezzavano, professavano quello che detestavano (De Civit. Dei). E noi, per evitare le censure degli uomini, per una vile dipendenza dalle vane usanze e dalle massime corrotte del secolo, noi disonoriamo quello che professiamo, profaniamo quello che riveriamo, bestemmiamo, se non con la bocca, con le opere, non già, come diceva l’Apostolo, quello che ignoriamo, ma quello che sappiamo e riconosciamo. I pagani contraffacevano i devoti, e noi cristiani ci facciamo scimmie degli atei. La finzione di quelli non riguardava che false divinità, e quindi non era più che una finzione; presso di noi, al contrario, la finzione riferendosi al culto del vero Dio, diventa un’abominevole impostura (Sermon sur le respecthum).  Ora, il fare così non è un rendersi schiavi, e proprio in quello in cui siamo meno scusabili, perché si tratta dell’anima e dell’eternità? […] Nati liberi, tali dobbiamo inviolabilmente mantenerci per Dui, cui si deve culto, fede, rispetto, adorazione, riconoscenza, amore […].

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8 Marzo festa della donna? Macché!

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Significato-festa-delle-donnedi Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando le operaie dell’industria tessile Cotton di New York, della lobby ebrea Rockefeller and Co., scioperarono per protestare contro le condizioni di lavoro disumane. Dopo alcuni giorni, l’8 Marzo, le porte della fabbrica ven-nero bloccate dall’esterno. Fu appiccato il fuoco e le 129 operaie, prigioniere all’interno, morirono arse vive. Una enorme campagne per opera di agenzie opinionistiche, e alcune vistose carità alle famiglie delle vittime pulirono la faccia sporcata dei Rockefeller. La data dell’8 marzo, celebrata esclusivamente negli Stati Uniti per ricordare quella criminale tragedia, fu pochi anni fà ripresa dalla Massoneria e dai loro soliti schiavi, tacendone l’origine poco gloriosa, e lanciata a livello mondiale per distruggere la grandezza irraggiungibile della Femminilità raggiunta nei secoli cattolici. Gloriosa esaltazione delle donne o ennesimo attacco contro la Ma-Donna, Vergine, Madre e Sposa, modello e patrona di tutte le donne? Vediamo.

Nei tempi cristiani, le donne erano festeggiate tutti i giorni / Nei nostri tempi anticristiani, un solo giorno l’anno! E ancora! Festeggiate? … o schifosamente prese in giro? E poi arrivederci!

La situazione delle donne oggi è disastrosa. Influenzata e peggiorata dal modello di donna dato dai mass media anticattolici. È la consumatrice per eccellenza e … la consumata. L’8 mar zo è una presa in giro diabolica come la San Valentino, la festa della mamma, del papà, dei nonni. Per di più, nessuno sa da dove spunta quel giorno da cancellare. Continua a leggere

Ungheria, parlamento autorizza detenzione per tutti i migranti

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Risultati immagini per Ungheria caccia gli immigratiSegnalazione di Raimondo Gatto

Pugno di ferro in Ungheria: il parlamento reintroduce la detenzione per i migranti. Durante le procedure di richiesta del visto saranno portati in campi container al confine con la Serbia. L’Onu: “Legge viola diritto internazionale”

Il parlamento ungherese a grande maggioranza ha approvato la reintroduzione della detenzione per tutti i migranti che arrivano nel Paese.

La misura, già in vigore alcuni anni fa, era stata accantonata nel 2013 dopo le insistenti pressioni dell’ Unione europea e dell’alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

La legge sulla detenzione dei migranti è stata approvata con 138 voti a favore, 6 contrari e 22 astenuti. Ecco cosa prevede la norma: i migranti vengono
collocati in “zone di transito” alle frontiere con la Serbia e la Croazia, dove saranno detenuti in attesa dell’esame della loro domanda di asilo. Continua a leggere

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