Gilad Atzmon: «Come la Lobby israeliana domina la politica estera di Francia, Regno Unito e Stati Uniti».

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Gilad Atzmon: «Come la Lobby israeliana domina la politica estera di Francia, Regno Unito e Stati Uniti».
https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/12/gilad-atzmon-devo-alla-collaborazione.html

Gilad Atzmon: «Twitter si unisce alla purga sionista – Un’intervista a Jo Stowell»
https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/12/gilad-atzmon-twitter-si-unisce-alla.html

Gilad Atzmon: «Il quotidiano “Israel National News” contro Gilad Atzmon».
https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/12/gilad-atzmon-il-quotidiano-israel.html

Gilad Atzmon: «La risoluzione 2334 dell’Onu non sarebbe mica male per Israele».
https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/12/gilad-atzmon-la-risoluzione-2334. html

Segnalazione di Federico Prati

Il piano occulto delle Ong: portarci tutti i migranti

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Risultati immagini per ongTra le nove organizzazioni non governative attive nel Mediterraneo, tre di loro hanno deciso di disertare l’invito del Parlamento e mantenere un velo di sospetto sulle loro attività. Si tratta di Jugend Rettet, Sea Watch e Sea Eye. Tutte tedesche, tutte di piccole dimensioni e con molti interrogativi per quanto riguarda i finanziamenti con cui riescono a gestire operazioni in mare da migliaia di euro al giorno.

Jugend Rettet ha sede a Berlino e a fondarla è stato un gruppo di ragazzi che per 100mila euro ha comprato il peschereccio Iuventa. Ogni missione in mare realizzata sotto un vessillo olandese costa circa 40 mila euro al mese e viene finanziata con donazioni private. La loro raccolta fondi funziona bene, visto che da ottobre 2016 ad oggi sulla piattaforma betterplace.org risulta abbiano hanno racimolato 166.232 euro. Online si trova il report annuale del 2015, in cui però vengono dichiarati appena 21.650 euro di entrate e 3.648,93 di uscite.
Troppi pochi per giustificare attività SAR in mezzo al Mediterraneo.

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Un culto di Lucifero nell’alta finanza

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Vedo che alcuni blog  italiani hanno già postato parziali traduzioni di   questo video.  Non so chi  sia quello che parla, se davvero si chiami Ronald Bernard, sia olandese, e sia come dice un professionista interno all’alta finanza. Non so se quando dice che  in quegli ambienti alti si pratica  un culto luciferino, sia vero. Non ho prove. Solo che, quando comincia a  raccontare “sono stato invitato a  partecipare a dei sacrifici…all’estero…”,  gli occhi gli si  riempiono di lacrime. “…Bambini…”. E’ davvero sconvolto al ricordo.

“Ti è stato chiesto di farlo?”, gli chiede l’intervistatore. “Sì, e io non potevo”. S’interrompe, non riesce  quasi più a parlare . Ma si sforza e continua.  Non sta mentendo, Ronald Bernard.

Quindi, traduco anch’io una parte (di 8 minuti:  l’intero video dura 40 minuti) delle confessioni di quest’uomo in cui la coscienza, come dice, “si è scongelata”.

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La vergogna della fiction Rai “Di padre in figlia”: così umiliano cinque milioni di veneti

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Rai, la vergogna della fiction Rai "Di padre in figlia": così umiliano cinque milioni di veneti

Se i veneti avevano intenzione di votare Sì al referendum sull’ autonomia, ora avranno una ragione in più per emanciparsi dallo Stato e dalle sue aziende come la Rai. In questi giorni la tv pubblica sta mandando in onda la fiction Di padre in figlia, ambientata nella Bassano del Grappa degli anni 70 e 80, una narrazione che riesce nel raro intento di raccogliere tutti i peggiori cliché sul popolo veneto: il capofamiglia, Giovanni Franza (Alessio Boni), è un arrivista disposto a tutto pur di avere successo, uomo autoritario, prepotente e fedifrago; nonché titolare di un’impresa accusata di frode fiscale e falsa esportazione; il genero di Franza è un ubriacone e manesco; le donne di famiglia sono tutte vittime di una società maschilista: alla figlia più talentuosa (Maria Teresa, interpretata da Cristiana Capotondi) il padre impedisce di fare carriera come meriterebbe; l’altra figlia, Elena, si vede tarpare a lungo il desiderio di autodeterminazione e il sogno di far la modella, fino all’abbandono liberatorio del tetto coniugale (e dei figli); la moglie di Franza subisce reiterati tradimenti dal marito, salvo poi emanciparsi da lui, tradendolo a sua volta; il riscatto femminile passa sempre dalla lotta per la legalizzazione dell’aborto e del divorzio e da una vita di eccessi, fatta di droghe e assenza di riferimenti tradizionali (è il caso dell’ altra figlia, Sofia); la donna più saggia e mite della fiction è una prostituta; la più sottomessa è una segretaria abusata sessualmente dal padre.

Profughi fanno rotta sull’Italia Ora sbarchi da record: +140%

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L’aumento registrato tra gennaio e marzo rispetto a due anni fa. Siamo l’unico Paese che non respinge. L’ Italia è nel mirino. Ancora, sempre di più. I profughi scelgono le coste italiche. Barconi stracarichi di uomini, donne, minori che traghettano fino a qui.

Risultati immagini per profughiSicilia, Sardegna, Puglia. Una vera e propria invasione, costante, quotidiana, senza misura, intollerabile. Il nostro Paese come una gigantesca spiaggia libera, eletto come meta preferita. Estate, inverno, cambia poco: ormai ogni giorno è buono per mettersi in viaggio. E tentare. Qui si arriva e si trova accoglienza. Una certezza che ormai si è cristallizzata con gli interventi delle navi delle Ong. Una rotta che non è difficile sbagliare: quella giusta porta da noi. Non in Grecia dove, secondo Frontex, il numero dei profughisbarcati è diminuito del 90% dopo l’accordo tra Ue e Turchia, non la Spagna dove i potentissimi sistemi radar e respingimenti messi in atto già dal governo socialista di Zapatero fanno la differenza e hanno di fatto azzerato gli arrivi. In Italia invece no. Il nostro di fatto è rimasto l’unico Paese accoglie invece di respingere, che apre invece di chiudere. Una porta non aperta ma spalancata. E si vede, lo dicono i numeri.Sempre più impressionanti. Un aumento del 139,86% di sbarchi tra gennaio e marzo 2017, rispetto al 2015. Nel 2016 sono arrivate 181.436 persone, il 17% in più del 2015 e il 6% in più del 2014. Il picco è stato raggiunto in ottobre con 27.384 arrivi, un record anche rispetto a qualsiasi mese degli anni precedenti.

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Disponibile il numero 58 di Sursum Corda del 30 aprile 2017 – Ultima scadenza quota associativa

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Dio sia lodato!
Sul sito è disponibile il numero 58 (del giorno 30 aprile 2017) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati.
Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito (contiene elenco con i link utilizzabili anche per la condivisione sui social):
– Comunicato numero 58. Riconoscere la religione rivelata da Dio;
– Preghiera di Papa Pio XII alla Mater Boni Consilii;
– O glorioso san Marco Evangelista (25 aprile);
– San Tommaso, Somma Teologica: «Il dono dei miracoli»;
– Rinnovo annuale dell’iscrizione a Sursum Corda;
– San Tommaso, Somma Teologica: «Se gli iniqui possano fare dei miracoli»;
– Triduo alla Madonna del Buon Consiglio (dal 23.4 al 25.4);
– Gli anatemi del Concilio di Trento, numero 1;
– Dizionario di Teologia dommatica. Il Miracolo;
– Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Amoe, parte 1;
– Racconti miracolosi n° 4. Il pappagallo della Provvidenza e la scarcerazione del principe Leone;
– Teologia Politica n° 50. Dalla dignità dell’uomo al principio di uguaglianza.
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Termine ultimo 30 aprile 2017 (LEGGERE QUI). Ai sensi dell’Art. 10, § b dello Statuto associativo, la qualità di Socio (e di Sostenitore) si perde automaticamente per morosità nel pagamento della quota associativa.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti, per le nostre famiglie e per le intenzioni della nostra Associazione, affidandoci alla protezione di san Giovanni di Dio.Ossequi, Carlo Di Pietro.

Sursum Corda ONLUS
Associazione di volontariato riconosciuta nei settori Sociale e Culturale
C.da Piancardillo, snc – 85010 Pignola
Provincia di Potenza (ITALIA)
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Saint Peter of Verona: In His Own Blood

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Christ or Chaos

The great protomartyr of the Order of Preachers, Saint Peter of Verona, known more commonly as Saint Peter Martyr, is a reproach to each of the errors of conciliarism. Yes, I mean each of the errors of conciliarism. Every single last one of them.

First of all, here are the readings for Matins for today’s Divine Office:

Peter was born at Verona, in the year of our Lord 1205, of parents polluted with the Manichaean heresy, but he himself began his lifelong strife against error when he was but a little child. When he was seven years old he went to school, and was asked by his heretic uncle what he learnt there he answered that he had learnt the Christian Creed and neither his father nor his uncle were ever able to shake his constancy in the faith, either by cajolements or threats. When he was a young lad he went to Bologna to study, and there he was called by the Holy Ghost to an higher state of life, and entered the Order of Friars Preachers, at fifteen years of age.

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