Italiani sfrattati dagli ospedali per curare i clandestini: ecco i dati choc, sanità in ginocchio

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Risultati immagini per sanità koSegnalazione F.F.

Sanità, regioni sempre più indebitate ​per pagare le cure ai clandestini

L’assistenza sanitaria gratuita verso tutti costa all’Asl e di conseguenza a Stato e cittadini un salasso. Ecco i numeri da capogiro

Trattamenti urgenti, come il pronto Soccorso o il ricovero in ospedale. E ancora vaccinazioni, profilassi e bonifiche per le malattie infettive. Senza dimenticare la tutela della salute del minore e della donna in gravidanza: tutto gratis. Lo dice la legge italiana. E Sanità gratuita anche verso i clandestini. Gratis per loro per noi invece è un salasso.

I costi per le Asl e per lo Stato
Le cifre sono altissime. Una ferita profonda nel sistema sanitario nazionale dalla quale fuoriesce denaro. I milioni che le Aziende sanitarie locali sborsano ogni anno per le spese agli irregolari sono molti. Costi che pesano: molte asl si indebitano, finisco in rosso e sono costretta a tagliere personale e posti letto. Inoltre cono costrette – soffocate dal peso delle spese – a chiedere aiutare allo Stato.

La situazione ha due punti cruciali. E vanno a braccetto. Lo Stato rimborsa solo una parte delle spese, pescando i soldi dal Sistema sanitario nazionale, alimentato chiaramente dalle tasse degli italiani. Il motivo? Arriviamo così al secondo problema. I costi sono dovuti a immigrati irregolari e “non profughi, sbarcati o richiedenti asilo, inseriti in qualche modo in un sistema di accoglienza, sostenuto, almeno in parte, dall’ Europa”, come sottolineano da La Verità. Continua a leggere

Era meglio il “porcellum”: queste elezioni sono la negazione della politica

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ImageSegnalazione Linkiesta

Finiremo per rimpiangere i peggiori meccanismi elettorali. Ecco perché il “rosatellum” (al netto delle lamentele su chi è stato candidato e chi no) assomma il peggio, e allontana le persone dalla politica

Tempo dieci minuti e rimpiangeremo anche il Porcellum, con le sue liste bloccate e il Manuale Cencelli delle correnti che sì, magari era un po’ squallido, ma obbligava i partiti ad essere partiti e aveva un solo, principale difetto: impediva agli elettori di punire o premiare singole persone. Ora che le liste sono squadernate quasi del tutto, si può verificare facilmente che il Rosatellum non ha risolto quel difetto ma, anzi, ci ha aggiunto i limiti di tutti i principali sistemi elettorali conosciuti.

Tu puoi premiare l’encomiabile personalità anti-camorra e, per il gioco dei capolistati plurimi e delle opzioni, ritrovarti comunque eletto quello che fabbrica consensi con le fritture di pesce. Puoi punire, non votandolo, il dirigente che ti ha deluso e quello sarà eletto lo stesso, grazie al paracadute che gli è stato garantito altrove.

Come nel proporzionale secco, i partiti – soprattutto al Sud – hanno dovuto inchinarsi ai grandi portatori di preferenze. Come nel maggioritario puro, gli establishment si sottraggono al giudizio rifugiandosi nei seggi blindati.

La nuova legge sembra garantire una cosa sola: un totale controllo delle leadership sugli eletti con la possibilità di intese post-elettorali senza troppa fatica, e al diavolo tutto il resto

Intendiamoci: non si sposano qui le lagne degli esclusi, che fanno parte del “colore” di ogni fase pre-elettorale. Qui si verifica soltanto che dopo un quinquennio di moniti autorevolissimi sulla necessità di andare al voto con nuove norme – regole che riconciliassero il Paese con la politica, restituissero simmetria a Camera e Senato, cancellassero i sarcasmi sul “Parlamento dei nominati” – la nuova legge c’è e sembra garantire una cosa sola: un totale controllo delle leadership sugli eletti con la possibilità di intese post-elettorali senza troppa fatica, e al diavolo tutto il resto.

«Dal vincolo di mandato al vincolo di servitù», scrivono gli spiritosi sui social commentando il privilegio assoluto dato all’elemento “fedeltà” nell’attribuzione dei posti sicuri, e l’esclusione dalle liste di ogni possibile sospettato di animus frondista. Ma questa è soltanto la brezza di superficie, il dato più visibile, che fa discutere soprattutto in casa Pd visto che quel partito – rispetto a FI e ai Cinque Stelle – si fregiava finora di aver tutelato un certo pluralismo interno.

Il fenomeno profondo è un altro ed è la progressiva omogeneizzazione oltreché dei programmi anche delle “facce” e delle biografie. Una volta fatti fuori i portatori di una “linea”, di una qualche autonomia e di una specifica reputazione personale, quel che resta sono figure assolutamente intercambiabili. La bella giornalista Mediaset che esordisce da candidata precisando «una donna in politica è credibile anche se indossa il tubino» è nelle liste di Berlusconi, di Renzi o di Grillo? E l’appassionata consigliera che esibisce il «Boia chi molla» di incoraggiamento dei suoi studenti sta con Salvini o con la Meloni? (Ps: tutte e due col Pd). E ancora, i “figli d’arte” che costellano tutti i listini, siamo sicuri che siano portatori di capacità e visioni in linea con i partiti che li candidano? O sono stati pescati solo per i solidi pacchetti preferenziali garantiti dai padri?

Una volta fatti fuori i portatori di una “linea”, di una qualche autonomia e di una specifica reputazione personale, quel che resta sono figure assolutamente intercambiabili

Al termine della legislatura più dissestata degli ultimi vent’anni, che ha macinato tre leggi elettorali, una riforma costituzionale, la staffetta tra un Presidente della Repubblica ri-eletto e uno eletto, molti avevano preconizzato, proprio sulla base del Rosatellum, un ritorno alla Prima Repubblica.

Adesso sappiamo che non è così. Se c’era un dato fondante di quella antica stagione era l’esistenza di partiti ben recintati, fortemente differenziati, gerarchici ma non leaderistici, di una destra e di una sinistra divise da un abisso, dove nessuno – nemmeno un cantante, nemmeno un attore, figuriamoci un giornalista o un ras del territorio – avrebbe potuto indifferentemente collocarsi qui o lì.

L’esperienza politica che si apre adesso è l’esatto contrario: una Repubblica senza partiti e senza coordinate di riferimento, dove le ambizioni personali si infeudano intorno ai leader e fanno sistema a se’ mentre le “idee politiche” – quelle “idee” che sembravano l’indispensabile basamento di ogni agire nella Polis, e tanto ci fecero litigare – svaniscono sullo sfondo, come fantasmi.

Fonte: http://linkiestait.musvc1.net/e/t?q=9%3d8TGc0%26D%3d9%26J%3d4TH%26K%3d2YAb5%26M%3dpPuH_zwTr_A7_ssav_38_zwTr_0BxO5.HjFsEfK27.jL_zwTr_0BjL_zwTr_0BbJ2EdDm_NRuX_XgTHW9_JYyQ_Tnf2_JYyQ_TnX0_JYyQ_TnAs3-uAhDqK-jD-xKs5mHmMu-Mv71Pf-7tA1AwJj-KwJp-Di-Jf9iVjGvA-e7tHb-HwHjLq_NRuX_XgUDe57b3iT_zwTr_0B%26e%3dE3Ow59.JfL%26qO%3d2UEe7

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Elogio dei dazi

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Risultati immagini per dazi doganalidi Roberto Pecchioli

Cicero pro domo sua è il titolo di una celeberrima arringa di Marco Tullio Cicerone, con la quale il grande giurista richiedeva la restituzione del terreno su cui sorgeva la sua casa. Rimasta proverbiale come espressione di biasimo per chi difende una causa esclusivamente personale, potrebbe essere un’accusa rivolta contro l’autore di queste note, che scrive un elogio del dazi avendo svolto la professione di funzionario delle dogane. Ci si darà almeno atto di padroneggiare la materia, tornata alla ribalta a seguito della decisione del presidente americano Trump di stabilire pesanti dazi a carico delle importazioni di pannelli solari dalla Cina e di lavatrici ed altri elettrodomestici dalla Corea del Sud.

E’ nostra convinzione che la misura statunitense sia corretta e ristabilisca un principio di supremazia della politica, ovvero dell’interesse nazionale, sulla nuda ragione globalizzatrice. America first, prima l’America, ci sembra altrettanto giusto quanto un auspicabile “prima l’Italia” dei nostri governanti. Di passaggio, ricordiamo che l’importazione di pannelli solari produsse negli scorsi anni varie truffe a carico dello Stato italiano. L’UE non pose dazi sui pannelli di fabbricazione cinese, che divennero presto monopolisti sul mercato, e l’Italia concesse l’IVA ridotta al 10 per cento per chi non si limitava a commercializzare i manufatti, ma ne curava l’installazione o ne faceva uso diretto. Questo è solo un aneddoto, Il fatto concreto è che l’imposizione di dazi è una delle più importanti espressioni della politica economica di uno Stato e, in definitiva, della sua concreta sovranità. Continua a leggere

Bergoglio rispolvera Rahner: “Dio è padre di tutte le confessioni”

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L’articolo si rivolge soprattutto a coloro che credono che Bergoglio e la sua gerarchia siano la Chiesa Cattolica. Pertanto lasciamo la terminologia e i titoli ecclesiastici come se fossero rivolti a veri Cattolici, altrimenti si snaturerebbe l’articolo. Sedeplenisti, riflettete! E ricordate che Rahner è anche il gran sodale di Ratzinger!

Segnalazione di M.T.

Ecco applicata ora, a tutte le confessioni, la teoria del cristianesimo anonimo del gesuita tedesco.

Affermazione attraverso la quale il Papa ha salutato la Croce Rossa Italiana, raccolta in una udienza sabato 27 gennaio, vedi qui testo ufficiale, con queste parole: “E chiediamo che lo Spirito del Risorto, che è Spirito di amore e di pace, ci insegni questa via e ci aiuti a realizzarla. Chiedo per questo su tutti voi la benedizione di Dio – Dio Padre di tutti noi, Padre di tutte le confessioni – e la invoco in particolare per quanti hanno perduto la vita svolgendo il loro servizio e per i loro cari.”

Quanta confusione! Dopo duemila anni di chiarimenti, dottrina, magistero, sembra di dover ricominciare tutto daccapo, che strano! Comprendiamo il rispetto che si deve avere (e lo si ha) quando ci si trova davanti ad un Pontefice che parla. Quando si sentono espressioni che – tuttavia – la natura della Grazia del Battesimo ci fa subito intuire che “qualcosa non va” in ciò che a volte si sente dire, ci si arresta.

Un po’ per timore reverenziale, un po’ perché ci si riconosce onestamente piccoli davanti al Vicario di Cristo…. un po’ per umiltà sincera: “beh sai! è il Papa che parla!”. Vuoi per questo, vuoi per altro, ecco come si innesca l’apostasia del nostro tempo. E’ necessario reagire immediatamente, senza per questo mancare di rispetto al Papa, ci mancherebbe altro! Perché si è consapevoli che Dio viene al primo posto. E’ vero che Dio si è fatto servo dell’uomo, per redimerlo, ma è il Papa ad essere il Suo Vicario, non il contrario, e questo implica che anche il Papa deve frenare certa sua caparbietà ad “inventare” nuove dottrine. Continua a leggere

Chiesto commissariamento della coop… “degli orrori”

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

‘Commissariate la coop il Forteto! E’ nelle mani dei fedelissimi di Fiesoli’

Presidente commissione inchiesta sul Forteto e rappresentante vittime vogliono il commissariamento della coop. Scritta lettera a Calenda. Avvertito il presidente del Senato Grasso Ma nessuno risponde

'Commissariate la coop il Forteto! E' nelle mani dei fedelissimi di Fiesoli'

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Italiano senza lavoro morto di freddo mentre il “vescovo” dava 25 alloggi a profughi

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http://www.italianiperlapatria.info/wp-content/uploads/2018/01/35EAC0E7-1045-453E-812B-DF1777A103D5.jpeg

loading… FONTE: TRENTO TODAY  ANSA SENZATETTO MUORE DI FREDDO, VESCOVO OFFRE 25 APPARTAMENTI A FINTI PROFUGHI Scandaloso. La diocesi metterà…

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http://www.italianiperlapatria.info/2018/01/25/italiano-senza-lavoro-morto-freddo-vescovo-dava-25-alloggi-profughi/ Continua a leggere

Disponibile il numero 97 di Sursum Corda

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Segnalazione dell’Associazione Culturale Sursum Corda

E’ finalmente possibile rinnovare la tessera annuale come Socio o come Sostenitore. Il link per effettuare il rinnovo della tessera è il seguente: clicca qui. Per richiedere una nuova iscrizione è necessario, invece, usare il link: clicca qui. Ordinariamente la campagna di rinnovo e di nuove iscrizioni si concluderà a fine febbraio 2018. Chi ha sottoscritto o rinnovato l’iscrizione per lo scorso anno negli ultimi quattro mesi del 2017, se lo ritiene opportuno, dovrà comunque rinnovarla entro fine febbraio 2018, tuttavia potrà versare euro 30,00 e non l’intera quota annuale di euro 50,00. Ricordiamo che il Socio riceverà settimanalmente, per tutto il 2018, anche il nostro periodico di formazione ed informazione «Sursum Corda» tramite il servizio Stampe di Poste Italiane. All’atto del rinnovo o della nuova iscrizione è possibile versare contestualmente la quota tramite PaypalPostepayCarta di credito o Bollettino postale precompilato. Sursum Corda è una Onlus che si finanzia esclusivamente con le quote associative, con le donazioni e con delle sporadiche raccolte fondi. Sursum Corda non utilizza denaro pubblico per svolgere la propria attività associativa e non ha alcuno scopo di lucro.

Dio benedica tutti i benefattori!

Sul sito è disponibile il numero 97 (del giorno 28 gennaio 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Soci e Sostenitori.
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La tragedia di un popolo

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Risultati immagini per deicidioSegnalazione del Centro Studi Federici

“(…) La risposta di Gesù è la seguente: non ho trovato tanta fede, una fede così grande, in tutto il Regno d’Israele. Ed ecco che i figli del Regno, cioè gli Ebrei, saranno cacciati fuori, nelle tenebre esteriori dove è pianto e digrignare di denti, mentre invece verranno a sedere alla mensa con i Patriarchi, nel banchetto celeste del Paradiso, gli uomini che vengono dal mondo intero, dai quattro angoli del mondo. Ecco, questo passo del Vangelo ci ricorda ancora una volta questa tragedia, che è la vera tragedia, del popolo di Israele che una volta era stato il popolo eletto, che ha dato all’umanità il Messia. In questa settimana la propaganda dei giornali, della televisione, della radio, vi dirà che la tragedia di questo popolo è quella che è avvenuta una sessantina di anni fa, durante l’ultima guerra; ma non è così. La vera, terribile, tragedia che pesa ancora su di loro è di avere nella loro maggioranza rinnegato il Messia, di avere rinnegato il Figlio di Dio, di avere perso Gesù. Questo è il vero male, la più grande delle sofferenze. 

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