Il criterio della morte cerebrale è ormai completamente delegittimato

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Segnalazione Corrispondenza Romana

di Alfredo de Matteo

Quest’anno ricorrono i cinquant’anni (1968) della prima definizione del criterio di morte cerebrale, ad opera di una commissione medica creata ad hoc dall’università di Harvard per giustificare eticamente i primi trapianti d’organi vitali. Sull’Avvenire del 4 febbraio è uscita un’interessante intervista, a firma di Lucia Bellaspiga, alla ricercatrice del Centro neurolesi di Messina, Silvia Marino.

L’occasione è un meeeting internazionale che si è svolto a Milano il 2 febbraio scorso sui disordini della coscienza, organizzato dalla Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta.

La neurologa Marino si occupa da diversi anni di scandagliare i residui più nascosti della coscienza attraverso le tecniche di neuroimaging e di studiare le reazioni del cervello stimolato da suoni, odori ed immagini. Ai pazienti apparentemente privi di contatto con il mondo esterno e immobili da mesi o anni nel loro letto, spiega nell’intervista la ricercatrice, somministriamo stimoli di ogni genere, soprattutto grazie alla fondamentale collaborazione dei familiari. Mentre ciò avviene, attraverso la risonanza magnetica funzionale possiamo vedere se si attivano le aree del cervello del paziente.

Abbiamo così studiato 27 persone con diagnosi di minima coscienza e 23 in stato vegetativo, e tra questi ultimi ben 10 sono passati ad uno stato di minima coscienza. Pertanto, ribadisce la neurologa, la parola irreversibile applicata ai disturbi della coscienza, stato vegetativo compreso, non è più utilizzabile. Continua a leggere

Spagna: l’ideologia gender divide la galassia protestante

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Protestanti divisi in Spagna sull’ideologia Lgbt: da una parte i fautori della linea «inclusiva», dall’altra quelli della linea «biblica».

Tra i primi si collocano gli evangelici, che sono un po’ i “decani” del protestantesimo iberico, essendo stati fondati nella seconda metà del XIX secolo, e che rappresentano l’unione di gruppi storici come quelli di presbiteriani, metodisti, luterani e congregazionalisti. Hanno accolto con grande entusiasmo l’ideologia gender ed altri principi cardine del modernismo spinto.

Contro tale presa di posizione si pongono battisti, pentecostali, carismatici e avventisti, che insieme rappresentano poi il contesto più numeroso, in stretti legami con Stati Uniti e America Latina: loro sono decisamente contro l’ideologia gender in nome della dottrina biblica, che condanna con grande chiarezza gli atti omosessuali tanto nell’Antico quanto nel Nuovo Testamento. Per questo vengono bollati di «fondamentalismo» e di «conservatorismo retrogrado» dagli evangelici.

Lo scontro divenne evidente nel 2014, quando il Consiglio Evangelico di Madrid avviò le procedure per espellere quanti fossero pro-Lgbt, come gli evangelici, pur figurando loro tra i fondatori di tale organismo. In un’intervista concessa al blog Homoprotestantes (un nome che è tutto un programma, è il caso di dirlo), la “pastora” Esther Ruiz accusò il Consiglio Evangelico di «inquisizione» e di discriminazione verso una «chiesa plurale», quale quella da loro promossa col sostegno anche degli anglicani spagnoli, che si opposero all’espulsione degli evangelici, atto che, secondo loro, avrebbe scordato il «pluralismo proprio del protestantesimo e delle chiese della Riforma». Continua a leggere

LA RISPOSTA di Mosca ALLA STRAGE DEI RUSSI IN SIRIA

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di Maurizio Blondet

LA RISPOSTA di Mosca ALLA STRAGE DEI RUSSI IN SIRIA

Almeno due Su-57 (l’aereo di quinta generazione, l’F-35 russo, con una differenza: che funziona) sono apparsi sulla pista di Hmeinim da mercoledì.  Insieme a:  quattro Su-25 da appoggio tattico ravvicinato, quattro Su-35 d’interdizione aerea, e un a-50U di  sorveglianza e controllo dello spazio aereo.

Istruttive le reazioni Usa alla comparsa – dovremmo dire all’apparizione – del Su-57  nel teatro operativo. Il Pentagono: “La Russia non sta rispettando l’annunciato ritiro delle sue forze”  (sic), ma beninteso il Su-25  non…CONTINUA SU: https://www.maurizioblondet.it/la-risposta-mosca-alla-strage-dei-russi-siria/

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“Vi dico cosa sono davvero i centri sociali”: parla il giudice Guido Salvini

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di Guido Salvini

"Vi dico cosa sono davvero i centri sociali": parla il giudice Guido Salvini

Fonte: Libero Quotidiano

“Che cosa mi ha colpito di più in questi giorni? Le bombe con i chiodi a Torino contro i poliziotti”. A parlare è Guido Salvini, gip a Milano e giudice istruttore negli anni di piombo, e probabilmente anche lui verrà accusato a sinistra di essere un “fascista”. Intervistato dal Messaggero, la toga colpisce duro i centri sociali e gli antagonisti violenti: “Quelle bombe dimostrano la volontà di fare del male, non solo di manifestare in forma violenta”. Il paragone con gli Anni 70 secondo Salvini è eccessivo: “Allora si sparava e c’erano le stragi. Da molti anni non ci sono più morti causati da una guerra civile nelle strade.
La tensione oggi nasce dalla presenza alle elezioni, con un discreto seguito, di movimenti come Forza Nuova e CasaPound“. Anche in questo caso, però, l’allarme è esagerato. Laura Boldrini e Liberi e Uguali hanno già proposto di sciogliere quelle forze di estrema destra: “Non concordo – ribatte Salvini -. Si consegnerebbero alla illegalità non piccoli gruppi già al di fuori della legalità, ma decine di migliaia di persone. Oltretutto sarebbe incostituzionale”. Continua a leggere

Vecchi e nuovi opposti estremismi

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di Marcello Veneziani

Vecchi e nuovi opposti estremismi

Fonte: Marcello Veneziani

Piazzisti vs populisti
Vogliono farci credere che il tema del giorno sia fascisti contro antifascisti, o in subordine, il riaffiorare degli opposti estremismi. E invece il derby che si sta giocando in Italia è un altro: è piazzisti contro populisti.

Le quattro forze principali che si dividono il campo politico ed elettorale sono infatti due coppie asimmetriche.

Ci sono da un versante i populisti, i grillini e Salvini. E ci sono contro di loro due formidabili piazzisti, Berlusconi e Renzi. Poi ci sono le loro controfigure soft come Gentiloni, Di Maio, Tajani (Salvini non è dotato di protesi).

Se i populisti soffiano sul disagio della gente e sulla protesta antipolitica o antiimmigrati, i piazzisti fanno la loro propaganda porta a porta, puntano a prospettare mirabili vantaggi personali prima che sociali. Soldi qua, pensioni là, canoni tv graziati, sgravi prodigiosi, abbuoni miracolosi, dentiere, cibo per cani e gatti, trascurati i cavalli e i canarini.

Questo è l’avvilente spettacolo che abbiamo dinanzi. Continua a leggere

Antifascismo e la strategia degli opposti estremismi

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di Roberto Siconolfi

Antifascismo e la strategia degli opposti estremismi

Fonte: Roberto Siconolfi

Nel 2018 a distanza di quasi un secolo, parlare di anti fascismo, in assenza di fascismo sembra quasi imbarazzante se non fosse tragico. In un sistema così compiuto e raffinato, quale il neo-totalitarismo UE, l’anti fascismo è a tutti gli effetti uno strumento nelle mani delle élite per perpetrare il loro dominio. Tra l’altro, adesso che vi è un aumento di livello di consapevolezza popolare sul modus operandi dei poteri forti, tra cui le tecniche del divide et impera, ecco che a gonfie vele mainstream, intellighenzia, e socialdemocrazia armano le mani del “radicalismo anti fa”.

Ricordiamo che già negli anni ’60-’70 con l’Operazione Gladio i centri di potere politico, più o meno occulti, muovevano alternatamente i gruppi della sinistra o della destra extra-parlamentare per realizzare determinati piani governativi. Tuttavia già all’epoca esistevano voci critiche ed interessanti esperienze, seppur piccole che cercarono di superare determinati steccati, in nome di una più ampia lotta anti-sistema. Prendiamo gli esordi del Movimento Studentesco ad esempio, o le lucide analisi di Pasolini su anti fascismo e difesa della polizia. Continua a leggere

La trappola degli “opposti estremismi”: distrarre per non parlare della realtà

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DISTRARRE DAI VERI PROBLEMI DEL PAESE CON LA FARSA DEGLI “OPPOSTI ESTREMISMI” CHE POI VEDONO AMPIAMENTE PIU’ “OPERATIVI” I CENTRI SOCIALI, NEL GIOCETTO SPECULARE AGLI INTERESSI POLITICI DELLA SINISTRA (N.D.R.)

di Enrico Galoppini

La trappola degli “opposti estremismi”

Fonte: Il Discrimine

Chi può essere così fesso da credere che nel 2018, in quest’Italia massacrata da oltre venticinque anni dai diktat euro-liberisti, svenduta peggio che ai saldi, occupata da oltre cento basi Usa e Nato, e sottoposta ad un “lavaggio del carattere” fatto d’immigrazionismo e genderismo, il pericolo per la famosa “gente comune” (quella che non milita, non si espone, non pensa e che vorrebbe solo starsene tranquilla) possa derivare da questi OPPOSTI ESTREMISMI”?

Naturalmente lo può credere solo un COGLIONE, oppure può fare finta di crederci chi ha tutto l’interesse a compattare quanta più gente possibile intorno al “rassicurante potere”. 

Ma per quanto mi riguarda, il giochino di Lorsignori è quanto mai scoperto, oltre che logoro e stantio. Loro vogliono che dei giovani italiani si ammazzino odiandosi senza alcun costrutto, ma ricordatevi che quando ci scapperà il morto i “mandanti morali” saranno tutti quelli che, in mezzo a questo circo di dichiarazioni, prese di posizione e petizioni di principio, non hanno fatto nulla per aprire gli occhi su chi veramente tira le fila di questo tipo di operazioni finalizzate a stornare l’attenzione sul classico falso problema, ed anzi han fatto di tutto per rinfocolare odi dal sapore anacronistico. Continua a leggere

Gentiloni e il prossimo golpe italiano

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di Antonio Serena

Gentiloni e il prossimo golpe italiano

«L’Italia avrà un governo stabile, la coalizione di centro sinistra sarà il pilastro di questo governo e non c’è il rischio di governi populisti o anti europei». Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al termine dell’incontro con la Cancelliera tedesca Angela Merkel nel quale si è parlato delle votazioni italiane del 4 marzo. E ha aggiunto: «Le soluzioni di governo non le danno i sondaggi, le daranno gli elettori il 4 marzo. La mia opinione è che l’unico pilastro possibile di una coalizione stabile e pro europea può essere la coalizione di centro sinistra….Credo comunque che l’Italia avrà un governo stabile e non caratterizzato da posizioni anti europee».
Insomma, nello stesso momento in cui i sondaggisti  (Supermedia elaborata da YouTrend per Agi),  a poco più di due settimane dal voto, danno la coalizione di centrodestra al 36,7% e vicina a  raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi, il  M5s al 28% e il  Pd solo al 22,8%., Gentiloni annuncia che il paese avrà quasi certamente un governo di centrosinistra.
A questo punto non resta che mandare a casa Piepoli e colleghi (anche se ormai i margini di errore dei sondaggi sono minimi), sbaraccare i seggi e formare l’ennesimo governo fantoccio suggerito da Bruxelles. Non è un’ipotesi molto improbabile, dal momento che a dire queste cose è non solo un postcomunista a cui qualcosa di stalinista dev’essere rimasto nel cervello, ma soprattutto il capo dell’ ultimo di quattro governi (Monti, Letta Renzi e Gentiloni) calati dall’alto, privi cioè di ogni legittimazione popolare per governare come indica la Costituzione quando afferma (art. 1) che l’Italia è una Repubblica, fondata sul lavoro (co.1) e che (co.2) la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Le parole di Gentiloni sono gravissime in quanto continuano a vilipendere la sovranità del popolo italiano. Se infatti le sue parole rispondono a verità, le prossime consultazioni saranno inutili in quanto a Bruxelles hanno già deciso che governo dare all’Italia, attuando l’ ennesimo golpe con la nomina di un governo che sarà espressione di qualcosa di diverso da ciò che avranno stabilito gli italiani con il loro voto. Che, a questo punto, come sempre, conta poco o  niente, come non sono contate niente le indicazioni dei cittadini nei vari referendum sulla responsabilità giuridica dei magistrati, sull’abolizione del ministero dell’ Agricoltura o sul finanziamento pubblico ai partiti, tutte ignorate o travisate.
A questo punto gli italiani dovranno rassegnarsi: ad andare in pensione ad 80 anni, ad avere il 40% per cento di giovani disoccupati, a non poter decidere del proprio  futuro, ad accogliere altri milioni di “migranti” in cambio del benevolo visto dei banchieri europei sui nostri conti pubblici, a subire passivamente ogni forma di imposizione.
E tutto ciò nonostante le elezioni che si susseguono  nei vari  paesi europei diano conferma della volontà dei cittadini di sganciarsi dall’ Europa dei banchieri e dalle sue politiche fallimentari.
Stando così le cose, i cittadini italiani, il 4 marzo, possono tranquillamente disertare le cabine elettorali optando per una gita fuori porta. Allo stato attuale, sbaraccare questo  teatrino di nani e ballerine si presenta come  una missione impossibile.

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Io voto Gengis Khan

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di Marcello Veneziani

Io voto Gengis Khan

Fonte: Marcello Veneziani

Io so chi vincerà le elezioni. Ha già la vittoria in tasca, a tavolino. Vorrei quasi dire imposto per legge elettorale. Vincerà più di quanto abbia vinto negli anni precedenti, facendo registrare numeri sempre più crescenti.

È una vittoria post-elettorale, una vittoria fondata sulla libera traduzione del voto ricevuto. Sto parlando dell’antico e rinomato PT, che è un fluttuante serpentone subparlamentare. Il Partito Trasformista.

Ho perso il conto di quanti hanno fatto il salto della quaglia e poi l’hanno pure replicato in direzioni inverse. Ne vedo tanti di precursori, troppi e fin troppo noti.

Il loro pittoresco testimonial è il mitico Razzi, che però è il meno trasformista di tutti e il più simpatico devoto di Kazzimiei. Continua a leggere

Timbro bergogliano per gli scismatici cinesi?

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Members of the congregation clean the unofficial catholic church after Sunday service in Majhuang village, Hebei Province, China, December 11, 2016. Picture taken December 11, 2016. REUTERS/Thomas Peter

Segnalazione del Centro Studi Federici

Jorge Mario Bergoglio prosegue il cammino ecumenico avviato dai suoi predecessori sulla scia del Vaticano II. Il suo motto è di andare sempre “avanti” malgrado le differenze dottrinali, per abbracciare tutti i “battezzati”. Dopo l’attenzione rivolta ai valdesi, agli evangelisti, ai lefebvriani della Fraternità San Pio X, ecc., è la volta degli scismatici cinesi inquadrati nell’Associazione Patriottica Cinese, fantoccio nelle mani della Repubblica Popolare Cinese. E’ dal 1957 che i cattolici cinesi, fedeli alla Chiesa Romana, sono perseguitati dal regime comunista e “invitati” ad aderire alla “chiesa” patriottica, con vescovi nominati dal governo. Ora questi vescovi, colpiti dalla scomunica di Pio XII, attendono il riconoscimento di Bergoglio. Sembra che manchi solo un timbro.

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