Il mito dell’«ultracattolico»
di Giuliano Guzzo
Un fantasma s’aggira per l’Europa, e ultimamente soprattutto per l’Italia: è quello dell’«ultracattolico», creatura misteriosa inventata dalla cultura dominante – e dal giornalismo che ne è saldamente al guinzaglio – e che incarna la perfetta sintesi di tutte le nefandezze culturali: oscurantismo, razzismo, sessismo. Ancora non è chiaro come un «ultracattolico», nel civilissimo panorama europeo, possa circolare liberamente anziché essere in manette, considerate le follie che ha in mente: eppure è così, ammettono sconsolati i liberi pensatori che popolano università e redazioni.
Al di là dell’aspetto indefinito – l’«ultracattolico», pare di capire, ha molti volti, dal militante di estrema destra, idealmente manesco e muscolosissimo, un’autentica macchina da guerra, alla vecchina curva e devota – la caratteristica principale di questo soggetto è una, vale a dire una dissennata nostalgia per il Medioevo, epoca di orrori al cui confronto il Novecento, con due Guerre Mondiali, il nazionalsocialismo e decenni di comunismo, viene presentato come banale lite di condominio. Altro elemento tipico dell’«ultracattolico», assicurano, è il fatto di credere che la verità, anche morale, esista.
Nossignore, ribatte fiero il fronte del Progresso, nessuna verità: solo opinioni, possibilmente da sussurrare e da presentare come incerte e temporanee. Ammenoché non si tratti, ovvio, di preservare i sacri valori della laicità – il nome elegante e modaiolo del laicismo – e dell’autodeterminazione assoluta: quelli sono intoccabili, altro che opinioni. In questo scenario appare dunque inevitabile che l’ «ultracattolico» – che, anziché noleggiarla ai mass media, pare si ostini ancora ad usare la testa – appaia una figura scomoda benché, al di là della sua pessima fama, non faccia che ripetere le verità di sempre.
Quali? Tipo che i bambini abbiano il diritto a venire al mondo e di crescere con i loro genitori, papà e mamma, e di essere anzitutto educati da loro. Punto. Pretese oscene secondo i guardiani del Pensiero Unico, i quali – oltre ad aver cestinato il diritto alla vita in favore dell’intoccabile salute riproduttiva – credono che spetti anzitutto alla scuola, meglio ancora se statale, il diritto di allevare le nuove generazioni all’insegna di quelle «magnifiche sorti e progressive» di cui dubitava già Leopardi e che oggi hanno nei Tweet dell’intellettuale o del rapper del momento le loro più solenni espressioni.
Il guaio è che l’«ultracattolico» non la beve, storce il naso, in alcuni casi – come fanno le Sentinelle in Piedi – arriva persino a manifestare pubblicamente il proprio dissenso. Di qui l’indignazione dei liberi pensatori, che denunciano come il primo problema non siano, per esempio, i politici incapaci, i malfattori o i terroristi che, tranquillamente mescolati a decine di migliaia di migranti, possono finirci in casa – quelli, si sa, sono risorse -, bensì, appunto, gli esemplari di ultracattolici impegnati con le loro crociate contro un mondo che, caspita, è così bello da non sembrare vero. Come non vedere, allora, nella lotta all’«ultracattolico» una priorità assoluta? Per far vincere l’amore, s’intende.
Da https://giulianoguzzo.com/2018/06/02/il-mito-dellultracattolico/
La fine della sinistra (legata al M5S)
L’unica proposta per il futuro è l’alleanza con i grillini. La triste fine della sinistra che non sa più proporre e gioca solo in difesa
C’era una volta la sinistra, in Italia. C’era una volta un’ideologia (che non esiste più) ed un partito capace per decenni anche se spesso all’opposizione di proporre, guidare, essere parte attiva nella società e nella politica.
Inutile scomodare i nomi, anzi i cognomi, di chi ha fatto grande il PCI, sarebbe fino offensivo visto quello che succede oggi ai vertici dei partiti di sinistra. Che sono tanti, troppi, e questo di per se è già è sintomo di debolezza.
Da una parte c’è Renzi, bastonato dagli italiani nelle ultime elezioni, eccolo capace di riprendere il potere, creare il governo giallorosso e poi, da perfetto traditore, creare il suo partito personale che nei sondaggi non arriva al 5% ma che oggi ha in mano le chiavi dell’esecutivo.
Ma al Nazareno c’è purtroppo di peggio perché Zingaretti è la rappresentazione fisica della pochezza politica del suo partito. Tutti sanno che ad agosto, quando partì la crisi di Governo, lui era contrario all’alleanza con i grillini, ma ha dovuto chinare la testa. Ieri l’ultima pietra, quella tombale: “Allarghiamo l’alleanza con il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche”.
Nessun proposta; nessuna idea di paese per il futuro. Niente sulla riforma fiscale, sui giovani, sul lavoro, Oggi l’unica cosa che il Pd riesce a dire è “stiamo con il M5S o torna Salvini”. Il resto non conta.
La sinistra vera avrebbe fatto ben altro, avrebbe cercato di ricostruirsi e costruire. Avrebbe sfidato con i programmi ed i valori i vari avversari, siano Salvini, Berlusconi, Di Maio. Avrebbe tentato di ridare prestigio ad un partito, un’ideologia ed una storia. Oggi non c’è più nulla di tutto questo. C’è solo paura di perdere figlia di una segreteria debole, spaventata come non mai.
E questo non è un bene per il paese, comunque la si pensi.
Da https://www.panorama.it/news/politica/la-fine-della-sinistra-legata-al-m5s/
Siria, siglato un accordo tra Assad e i curdi per respingere l’offensiva turca
Le forze curde si sono accordate con la Russia per consentire all’esercito governativo siriano di entrare in due località chiave nel nordest della Siria per respingere l’offensiva turca in corso nell’area. L’intesa è stata raggiunta grazie alla mediazione di Mosca. Le truppe di Damasco sono pronte quindi a entrare a Manbij e a Ayn Arab (Kobane in curdo), rispettivamente a ovest e a est dell’Eufrate.
In India è in corso un genocidio e nessuno ne parla…
La stampa cilena parla già del viaggio in America Latina di Gianfranco Amato
Destacado jurista Gianfranco Amato analizó temas de eutanasia y aborto
El presidente nacional de la Organización de Abogados por la Vida de Italia realizó conferencias en las sedes Santiago y Concepción de la U. San Sebastián.
Dos encuentros con la comunidad universitaria sostuvo el abogado Gianfranco Amato, presidente nacional de la Organización de Abogados por la Vida de Italia, en su visita a las sedes Santiago (Campus Los Leones) y Concepción (Campus Las Tres Pascualas) de la Universidad San Sebastián, instancias en las que presentó su conferencia “Eutanasia y aborto, entre autodeterminación y Derecho Natural”.
En Santiago dialogó con estudiantes, docentes y autoridades. Su participación fue gestión de Formación Integral, en tanto que en Concepción la invitación fue de las facultades de Medicina y Ciencia, y de Derecho y Gobierno, cuyos académicos y estudiantes repletaron el Auditorio Dr. Alexis Lama.
Citando a los antiguos juristas, Gianfranco Amato analizó el Derecho Natural y cómo a lo largo de la historia, y en diferentes estadios sociales, temas como el Derecho a la Vida, y la interrupción de ésta, han sido “resueltos” jurídicamente acorde a leyes que no se condicen con su protección. “El romanticismo jurídico establece que el Derecho Natural no existe, por lo tanto, no permite una objeción de conciencia, y una vez establecida una ley, debe ser acatada aún contraviniendo la propia conciencia”, dijo, criticando el que, por tratarse de la opinión de una “mayoría”, se dictaminen respuestas inhumanas para solucionar los conflictos de los seres humanos. “La democracia no es un sistema perfecto, ni tampoco cristiano. Y no todo lo que es legal, es justo”, advirtió.
Analizó casos a lo largo de la historia, también reciente, como la situación de la joven Noa Pothoven, quien pidió asistencia de suicidio pese a sus 17 años (Holanda), o el del niño Charlie Gard, de menos de un año, desconectado de las máquinas que le mantenían vivo pese a la oposición de sus padres, por orden de un juez, en Inglaterra. “La eutanasia en Europa se instauró el año 2003, con 235 casos ese año. Hoy la cifra aumentó a 2 mil 357, en 2018, con un promedio de 18 muertes diarias. ¿Por qué este aumento? Porque la cultura de la muerte no tiene límite, y para el médico se convierte en un acto rutinario”, lamentó.
“Como área de Formación Integral deseamos desarrollar un compromiso ético y social en nuestros estudiantes, a través de valores como el respeto a la dignidad humana, la solidaridad y caridad, con el fin de formar personas que en su diario vivir se vinculen con otras a través del amor, ayudando y valorando la vida de quienes los necesiten y acogiendo a los que se sientan más solos y desprotegidos”, señaló Bernardita Celis, coordinadora Nacional de Formación Integral de la USS, quien valoró la exposición de Amato. “La instancia sirvió para que los asistentes conocieran su visión en relación a dos dilemas tan contingentes a nivel mundial, como la eutanasia y el aborto”, precisó Celis.
Parte del extenso currículum de Amato incluye su labor de catedrático de la Pontificia Universidad Lateranense; miembro del Comité “Defendemos a nuestros hijos” y la fundación de la Asociación Scienza & Vita de Grosseto (de la que es presidente). También es representante para Italia de la Organización Advocates International, y columnista y colaborador de numerosas revistas.
Da http://www.uss.cl/blog/eutanasia-aborto-gianfranco-amato/
Minacce turche
La rete Panamazzonica celebra rituali pagani e sincretici in una chiesa romana
Come scrive AciPrensa, la chiesa romana di Santa Maria in Traspontina, situata in Via della Conciliazione, a pochi metri dal Vaticano, ha ospitato un evento di marcato carattere sincretico che mescola le tradizioni indigene dell’Amazzonia.
L’evento, chiamato “Moments of Amazonian Spirituality” , è stato organizzato da “Amazon Common House”, uno spazio della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM), istituito temporaneamente in questa parrocchia, affidata ai Carmelitani, nel contesto di Sinodo per l’Amazzonia.
L’ACI Prensa ha assistito al rituale l’8 e il 9 ottobre. La prima è iniziata alle 9:45. All’interno della chiesa e di fronte al luogo in cui si trova il Santissimo Sacramento e accanto all’altare maggiore, alcuni tessuti e una rete di colori sono stati diffusi con vari oggetti, come piccole canoe, immagini di uccelli, strumenti, figurine, scodelle con cibo, tra gli altri e al centro un cestino di vimini all’interno del quale era l’ immagine di una donna incinta nuda.
Questa immagine è stata utilizzata nel rituale eseguito dal REPAM e dall’Ordine dei Francescani minori nei Giardini Vaticani il 4 ottobre davanti al Papa e nella preghiera con cui è iniziata l’attività del Sinodo nella Basilica di San Pietro il 7.
Tra i partecipanti all’evento nella chiesa di Santa Maria in Transpontina ci sono stati diverse suore cattoliche, una “sacerdotessa” anglicana, diversi frati francescani, laici e indiani amazzonici.
L’evento REPAM è iniziato con una donna che ha chiamato i partecipanti a formare un cerchio attorno agli oggetti depositati sul pavimento. Ognuno dei partecipanti ha portato in mano un oggetto come quelli già descritti. Ha chiesto a tutti di essere intrecciati con le loro braccia e ha iniziato una serie di canti e discorsi che mescolavano riferimenti a natura, creazione, espressioni pagane e sincretiche come “siamo tutti uno”, con messaggi cristiani come “siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio”. e qualche lettura biblica.
Ad un certo punto, i partecipanti hanno depositato i loro oggetti come offerte. Quindi, gli indigeni hanno messo nel cesto di vimini la terra dell’Amazzonia. Poi ognuno si è tolto le scarpe, si inginocchiato e si è chinato fino a toccare il suolo con la testa. Uno degli indigeni si è poi avvicinato al canestro, ha preso una parte della terra nelle sue mani ed ha sollevato verso l’alto le sue mani dicendo alcune parole a bassa voce. Successivamente, per concludere l’atto, è stato letto un frammento del libro dell’Esodo in cui Dio, nel roveto ardente, chiede a Mosè di togliersi le scarpe perché si trova su un terreno sacro.
Quando qualcuno hanno chiesto il significato dell’atto alcuni partecipanti hanno spiegato che si tratta di una cerimonia sia cristiana che amazzonica.
L’atto del 9 ottobre è iniziato nell’atrio della chiesa con alcune canzoni e poi i partecipanti hanno camminato all’interno del tempio dove è seguito il rituale, in cui si è distinta la partecipazione di Mons. Raúl Vera, vescovo di Saltillo (Messico). noto per promuovere lo stile di vita gay e sostenere la lobby LGBT.
Una volta all’interno del tempio e di fronte all’altare del Santissimo Sacramento, alcuni partecipanti hanno sollevato una canoa su cui sedeva una giovane donna (vedi foto). Alcuni partecipanti hanno spiegato che il rituale varierà durante i diversi giorni per mostrare com’è la “spiritualità amazzonica”.
L’iniziativa “Amazon Common House”, tenutasi nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, contrasta con le parole pronunciate il 17 giugno dal cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, durante la presentazione dell’Instrumentum laboris del Sinodo. In quell’occasione, il Cardinale rifiutò l’accusa che il Sinodo in Amazzonia potesse aprire alcune possibilità a una Chiesa sincretica dove c’era spazio per sensibilità filosofiche o religiose di origine pagana. Il Cardinale aveva affermato di non aver visto “alcun sincretismo” nel Sinodo e che nell’Instrumentum laboris “parla di Gesù, di Creazione. Parlare di Creazione non significa parlare di sincretismo”.
In un testo inviato all’ACI Digital – agenzia portoghese del gruppo ACI – il vescovo José Luis Azcona, vescovo emerito di Marajó, nel Delta dell’Amazzonia, in Brasile, ha spiegato che l’iniziativa “Amazon Common House” può essere “un ponte di scandalo, e in occasione del Sinodo, per tutta la Chiesa”.
Durante questi rituali indigeni, si è chiesto il vescovo, “tutti diversi”, che “tipo di spiriti verranno invocati?”. Sono spiriti invocati nella stregoneria, incompatibili con il Vangelo. “Siamo al livello del peccato di idolatria, come spiega Paolo?”, si è chiesto il vescovo. “O sono strane ‘autorità’ e ‘poteri’ (‘spiriti maligni’ per Paolo) subordinati al controllo del principe del male Satana?”. Forse i responsabili di “Amazon Common House”, ha concluso il vescovo, non credono veramente che Cristo abbia sconfitto “tutte queste forze con la sua opera redentrice e che, esaltato sopra tutte, mantenga per sempre e assolutamente la sua sovranità”.
La «Amazon Common House» è promossa dalla Rete ecclesiale di Panamazzonica (REPAM) insieme ad altre organizzazioni. Oltre ai “Momenti di spiritualità amazzonica” nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, altri eventi, come conferenze e mostre, sono stati programmati in diversi luoghi, sia a Roma che in altre città italiane, proprio in occasione del Sinodo dei vescovi sull’Amazzonia.
…Se questo è un Papa…
Mai dimenticare chi sono i comunisti
Mai dimenticare chi sono i comunisti. Non solo quelli del passato, ma anche quelli del 2019.
Tutti abbiamo sotto gli occhi quanto sta accadendo ad Hong Kong dove la Cina Comunista se ne infischia dell’autonomia locale e, come è facilmente prevedibile, grazie anche all’assordante silenzio nord americano ed europeo, le repressioni del regime comunista si estenderanno sempre più, nonostante le coraggiose manifestazioni che vedono come capofila i cristiani locali.
L’ultimo caso di censura riguarda… il basket NBA.
China Central Television ha deciso di sospendere le trasmissioni delle partite di basket del torneo più spettacolare del mondo dopo che su Twitter il general manager degli Houston Rockets, Daryl Morey, ha sostenuto le proteste anti-governative in corso a Hong Kong, testo condiviso dal presidente dell’Nba, Adam Silver, poi ritrattato.
“Riteniamo che qualsiasi discorso metta in discussione la sovranità nazionale e la stabilità sociale non rientri nell’ambito della libertà di parola”, hanno scritto dalla Cctv, mascherando la censura comunista sotto le mentite spoglie del “sovranismo”.
Ben più grave della sospensione dell’Nba in Cina è quanto sta accadendo in un altro sistema comunista, e totalitario, che sta lentamente uccidendo il suo stesso popolo: il Venezuela di Nicolas Maduro.
Nel paese sudamericano sempre più persone, molte delle quali d’origine italiana,
soffrono di mancanza di cibo, di medicine e della repressione attuata dalle milizie militari e paramilitari del regime di Maduro.
Secondo il vescovo di La diode, mons. Jaime Villarroel, “oggi il Venezuela è un campo di concentramento”, il governo “ha distrutto l’intero apparato produttivo, l’agricoltura, ha sequestrato milioni di ettari di terra che sono stati abbandonati”.
Un dato è particolarmente significativo. Prima dell’instaurazione del regime comunista (circa 20 anni fa) il Venezuela produceva l’80 percento di ciò che consumava. Oggi il Venezuela non produce nemmeno il 20 percento di ciò che consuma.
Come se non bastasse, in Venezuela le gang criminali prosperano all’ombra del regime, grazie al traffico intensivo di droghe e armi, alla tratta di esseri umani ed anche alla vendita di organi.
Già tre milioni di venezuelani sono scappati via dal paese e molti dei rimasti sopravvivono in condizioni veramente precarie, con diverse ragazze costrette alla prostituzione e diversi ragazzi obbligati a dei lavori forzati veri e propri.
Il tasso di malnutrizione nei bambini tra 0 e 5 anni è superiore al 20 percento e nel paese molti mangiano ogni giorno solo frutta, la stessa tipologia di frutta giorno dopo giorno. I più abbienti hanno la possibilità di aggiungere riso o pasta.
Alla carenza di cibo si unisce quella di materiale medico.
Gli ospedali sono praticamente sforniti di tutto.
I medici, quando possibile, si portano da casa ciò di cui hanno bisogno per operare.
L’anno scorso sono morti più di 18 mila bambini appena nati. Più del 25 percento delle madri muore durante il parto, perché non c’è assistenza medica.
Il governo rifiuta l’ingresso di aiuti umanitari in Venezuela e, su un altro fronte, detiene illegalmente centinaia di prigionieri politici, violando impunemente i loro diritti umani.
Mesi fa è stata chiesta la possibilità dello svolgimento di elezioni democratiche, supervisionate da osservatori internazionali. Inutile dire cosa ha risposto il governo… Maduro sta facendo di tutto per guadagnare tempo e continuare a rimanere al potere. E tutto questo con l’inquietante, se non complice, silenzio di molti governi del resto del mondo, compreso l’impopolare esecutivo delle “quattro sinistre” al potere in Italia senza l’esplicito consenso popolare.











