Grande Medio Oriente, i piani USA fanno acqua da tutte le parti
Segnalazione Quelsi
La strategia geopolitica dell’arco di crisi, pensata dall’ex consigliere per la sicurezza nazionale USA Zibigniew Brzezinsky, sembrerebbe dare i suoi frutti, ma se si opera un’analisi un po’ più approfondita dei risultati ottenuti dagli USA e dalle risorse finanziarie ed umane che l’America ha dovuto sacrificare, essa diventa sempre più un boomerang. La strategia in questione è il frutto dell’omonima teoria geopolitica e consiste nella destabilizzazione di una immensa area geografica, che gli USA chiamano Grande Medioriente, e nel controllo quasi totale dell’Europa in generale, e di quella dell’Est in particolare, da ottenere allargando ad est l’UE, con l’ombrello militare della Nato. Dopo il crollo del muro di Berlino, e la conseguente dissoluzione del comunismo, il mercato Eurasiatico, che sappiamo essere il più grande del mondo per quantità di capitali finanziari, materie prime, forza lavoro, intelligenze, si è riaperto ai processi di scambio commerciale e l’eventuale integrazione delle sue quattro grandi macro aree economiche, quindi Unione Europea, Russia, India e Cina, data la complementarità dei rispettivi sistemi economici, toglierebbe agli USA il primato mondiale nei settori economico, finanziario e militare.









