In mostra la Barbie modello “Vergine Maria “e Gesù “Ken il Guerriero”

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 Segnalazione di Corrispondenza Romana

BARBIELa Barbie modello “Vergine Mariae Gesù in stile “Ken il Guerriero”. Sono soltanto due dei personaggi dei celebri giocattoli targati “Mattel” realizzati dagli “artisti” argentini Pool Paolini e Marianela Perelli. Le Madonne versione Barbie, “Ken Sacro Cuore di Gesù” e tanti altre bambole di questo genere saranno esposte alla mostra “Barbie, la religione di plastica”, che avrà luogo a Buenos Aires dal prossimo 11 ottobre.

Tra le “opere” presentate da Pool&Marianela, cosi si firmano i due “artisti” argentini, ci sono anche  Barbie Maria Maddalena, Madonna di Fatima e di Lourdes,  San Cayetano e  Gesù crocifisso. In mostra vi saranno un totale di 33 realizzazioni tra cui bambole raffiguranti figure sacre anche di altre religioni, come il Buddismo e l’Ebraismo.

Pool&Marianela hanno precisato di non voler urtare in alcun modo la sensibilità religiosa dei fedeli di alcuna religione e per questo si sono guardati bene da rappresentare Maometto in versione “Ken il guerriero”.

Gli pseudo-artisti argentini si accodano dunque alla lunga fila di coloro che, prima di loro, nel mondo dell’arte, hanno scelto la facile strada della provocazione e della dissacrazione, per farsi conoscere, al di là del proprio talento artistico. Una scelta banale e molto poco anti-conformista che prende di mira il bersaglio sbagliato. Pool&Marianela ignorano o fanno finta di non conoscere la nota massima: “Gioca con i fanti e lascia stare i Santi”. (L.G.) Continua a leggere

Alfio Krancic sulla deriva “politicamente corretta” della satira italiana e la giusta difesa di Dieudonné

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Segnalazione Quelsi

by Helmut Leftbuster

KRANCICAbbiamo avuto il piacere di incontrare e conoscere Alfio Krancic, (giornalista, vignettista e firma satirica de il “Secolo d’Italia”, “L’Indipendente” e “Il Giornale”) a Latina, quest’estate, in occasione della presentazione del suo ultimo libro “La Grande Invasione”. Non ci è stato difficile riconoscerlo e avvicinarlo data la sua simpatica fisionomia spiritosamente riportata nell’autocaricatura della copertina del libro, e verificarne personalmente quella cordialità ed empatia umana mediamente assenti in molti umoristi “di regime”, per intenderci, quelli strapagati per evitare di ridicolizzare i potenti secondo i loro veri difetti, anzichè secondo innocui diversivi idonei più a lisciarne il pelo che non a perpetrare l’antica arte di Pasquino.

Ebbene, è proprio “il coraggio” il tema su cui abbiamo deciso di far vertere l’ottica di questa nostra intervista a Krancic; coraggio che già dal titolo del libro, “La Grande Invasione”, si evince dall’uso di un termine – invasione – messo al bando della storia, tranne che per definire le “malefatte” degli antichi Romani o dei Crociati.
E visto che sulla copertina è raffigurato proprio un Alfio crociato, inizieremmo con un argomento che mette a confronto le due civiltà che da sempre si sono contese le sponde del Mediterraneo: quella cristiana e quella islamica.

Vedendola dal punto di vista dell’addetto ai lavori, cosa Le dice, Alfio Krancic, il “sense of humor” dei nostri contendenti d’oltresponda quando pensano di far sorridere il loro pubblico parlando di “decapitazioni”?
Lascerei perdere Dieudonné. E’ un comico “fuori testo”. Mi pare di ricordare che in passato abbia preso posizione a favore di Gheddafi contro gli jihadisti di Bengasi e si sia schierato a favore di Assad. Credo che la sua uscita sulle decapitazioni fosse ironica. Ma, forse, questa ironia non è stata colta. Continua a leggere

Ma l’Italia, con questi suoi figli, che deve farci? Ad Elmas vieni pagato se vai all’estero

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Segnalazione Quelsi

by Emanuele Ricucci

FOTO ANTICATranquilli, siamo nell’epoca dei provvedimenti premurosi. Se hai nostalgia di un figlio partito a cercare fortuna per l’estero, non preoccuparti. Da oggi potresti crescerne uno straniero, mai visto prima, che sostituirebbe il giovane cervello italico partito alla volta della sua fuitina professionale, ricevendo, oltre tutto, un nutriente sussidio.

Proprio sul fronte della nuova emigrazione italiana arriva l’ultima trovata. E tutto si risolve con un gioco di sostituzioni prive d’anima e ricche di arredamento progressista. La colpa? Della crisi, ovvio. La crisi è un problema per ogni cosa, ma può essere anche un rimedio. Come? Se sei senza lavoro e rischi di soffocare, vattene da qui. Lascia il paese dei balocchi: l’amministrazione comunale, pur di non sentirti ancora rompere le uova nel paniere, ti sovvenzionerà viaggio, vitto, alloggio e corso d’Inglese. Ci si arrangia come possibile per far quadrare i conti in quest’Italia da “8 Settembre ‘43”, in perenne debito con la dignità, come colta da un impazzimento generale tra le maglie di una libertà senza riferimenti, cieca e schizofrenica. Che la fuga di cervelli o fuitine dal bel paese a scopo migratorio/professionale fossero consuetudine assodata ed ormai prodotta in serie, si sapeva, ma che si dovesse arrivare ad essere pagati per la volontà di sfrattare, lascia sinceramente a desiderare.

Accade ad Elmas, piccolo centro della Sardegna dove i residenti possono usufruire di un bonus spese per lasciare il paese e non tornare più. La nuova emigrazione ha come sponsor il Comune di Elmas. Il progetto si chiama Adesso parto. Continua a leggere

Processo Why Not: condannati a Roma De Magistris e Genchi

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

DE MAGISTRIS COLPEVOLEIl sindaco di Napoli Luigi De Magistris è stato condannato, a Roma, ad un anno e tre mesi di reclusione a conclusione del processo sull’acquisizione di utenze telefoniche di alcuni parlamentari relative al periodo in cui era pm a Catanzaro. Stessa condanna per il consulente informatico Gioacchino Genchi.
I PM: ASSOLUZIONE – Nei confronti di De Magistris, nel maggio scorso, i pubblici ministeri avevano chiesto l’assoluzione. Per Genchi, invece, era stata sollecitata la condanna ad un anno e 6 mesi. La sentenza del giudice monocratico di Roma, attribuisce invece la responsabilità penale a entrambi gli imputati.

INTERDIZIONE DI UN ANNO – La sentenza emessa dal Tribunale di Roma (giudice monocratico Rosanna Iannello) ha disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per un anno per i due imputati. Iannello ha comunque concesso le attenuanti generiche, la sospensione della pena irrogata, compresa quella accessoria, e la non menzione nel certificato penale. L’utilizzo dei tabulati telefonici oggetto del procedimento erano riferiti a diversi esponenti politici, da Romano Prodi, Clemente Mastella, Marco Minniti a Francesco Rutelli.

GLI AVVOCATI DI RUTELLI E MASTELLA – «La sentenza emessa dal tribunale di Roma rende piena giustizia agli uomini politici che furono coinvolti nella vicenda, tra i quali Francesco Rutelli e Clemente Mastella», affermano i legali dei due esponenti politici, gli avvocati Titta e Nicola Madia oltre a Cristina Calamari. «La grave violazione delle prerogative dei parlamentari in questione – hanno aggiunto – determinò una violentissima campagna di stampa contro il governo all’epoca in carica». Fonte: Corriere

Redazione | settembre 24, 2014 alle 5:09 pm | Etichette: condannatide magistrisgenchiwhy not | Categorie: Uncategorized | URL: http://wp.me/p3RTK9-5us

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Quella strage partigiana che “non deve” essere raccontata…

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Segnalazione Quelsi

by Vincenzo Scarpello

PARTISCIANIE’ in uscita nelle sale cinematografiche italiane il nuovo film del regista padovano Antonello Belluco, ilSegreto d’Italia, che segna, tra l’altro, il ritorno sui grandi schermi di Romina Power.
Fin qui potreste prenderlo come la premessa del solito “marchettone cinematografico” che si fa per pubblicizzare il cinepanettone di turno, oppure la cervellotica tortura genitale prodotta da qualche oscuro regista coreano o azero, o peggio ancora l’ennesima boiata dell’intoccabile venerato maestro dell’arte modernissima, peggio ancora se ammantata di quello che chiamano “impegno civile”, uno degli eufemismi dietro cui si nascondono i cattivi giornalisti per definire un film schierato palesemente a sinistra.

Del Segreto d’Italia non sentirete mai parlare, in realtà, perché è un film che non doveva nascere, altro che quell’immondizia che circola su youtube spesso intitolata “guardatelo prima che la censura di regime lo cancelli per sempre”. Qui la censura preventiva c’è stata eccome, dal momento che nel mondo del cinema, se non fai atto di sottomissione militante ai valori immortali del buonismo di sinistra non lavori nemmeno.
Bontà loro, dimostrazione che le formule repressive di epoca renziana, cattocomunista, sono tributarie alle peggiori dittature dei metodi più infami e subdoli, che trovano sponde insolite non solo in quelle istituzioni, che dovrebbero essere a servizio di tutti, indipendentemente dal loro modo di pensare.
Il film di Belluco non ha avuto sovvenzionamenti pubblici, non è stato dichiarato film di interesse storico e culturale, non ha avuto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica o di qualche Comune, o di qualche Ente pubblico, o di qualche oscuro film festival. Soldi pubblici, eh, che in nome della “cultura” vanno a finire nelle tasche dei soliti cineasti da pattumiera, le cui insignificanti elucubrazioni sono premiate dal prestigioso premio “0 spettatori” nelle sale cinematografiche. Continua a leggere

UNIVERSITA’ DI VERONA: il 2 Ottobre il trans “Laurella” Arietti sale in cattedra

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di Redazione

UNIVERSITA DI VERONA

ALL ‘UNIVERSITA’ SI INSEGNANO “PRATICHE DI TRAVESTITISMO”?!?! 

Stasera, in pieno centro a Verona, col “placet” dell’Amministrazione Comunale, il ricercatore prof. Prearo, noto omosessualista, terrà un’apologia sull’argomento in località Porta Borsari, mentre martedì 2 Ottobre salirà in cattedra il transessuale “Laurella” Arietti, già candidato/a/boh sindaco/a/boh nel 2007, raccogliendo una percentuale miserrima.

Invitiamo i lettori a stare bene attenti a quanto riportato nella locandina affissa in zona universitaria e qui riportata a lato. Silenzio delle Istituzioni. Silenzio di Zenti e della Curia.

Il Circolo Cattolico Christus Rex, oltre alla preghiera di riparazione, sta preparando una pubblica protesta per sostenere tutti coloro, insegnanti, genitori e studenti che ci hanno comunicato il loro sdegno e il loro imbarazzo di fronte a questa iniziativa e per ribadire che l’unica Famiglia è quella naturale, che può cioè procreare secondo natura, formata da uomo e donna. Ogni bambino ha diritto ad un papà e ad una mamma.

Non saremo i soli, ovviamente. A Verona, certi messaggi non passano!

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Will Sin Get the Nod at the Synod?

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Segnalazione di don Anthony Cekada

 

Will Sin Get the Nod at the Synod?

 

BERGOGLIO POLLICE ALTOFrancis stirs up his revolutionary “mess”

Bp. Donald Sanborn and Fr. Anthony Cekada

on Francis Watch

THURSDAY, SEPTEMBER 25, 2014
7:00 PM EDT      
Restoration Radio

LISTEN AT THIS LINK — and now get links to major stories covered!

In the hot pot for this episode:

  • Cupich: Francis’ U.S. point man. Bernardin 2.0
  • Making “a mess.” Key to understanding Bergoglio’s revolutionary strategy.
  • Reforming the papacy and “decadent structures.”
  • Bergoglio as “de-dogmatizer” — an Italian conservative’s verdict.
  • Miracle or “bread-sharing”?
  • Bergoglio’s “salvation by encounter” heresy.
  • “Only hypocrites judge!” — but isn’t that a judgement?
  • Synod schemes: Sacraments for the divorced and remarried.
  • “Go and sin some more!”
  • Streamlining annulments: “Beep! Beep!”
  • Bouncing Burke.
  • Converting Evangelicals? “Not interested!”
  • And much more!

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Il grande bluff della guerra americana all’Is

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

 

di Salvo Ardizzone

 

AEREO AUTOMATICOI media di tutto il mondo riportano gli sforzi indefessi della diplomazia Usa per montare una colossale coalizione di ben 40 Paesi per battere lo Stato Islamico (l’Is), sempre più dipinto come uno spauracchio mondiale. Nel frattempo, sempre secondo i media, è grazie agli aerei dello Zio Sam, a cui ora si sono uniti quelli francesi, che forze irachene e peshmerga curdi riescono a contenere quella che viene dipinta come una possente “armata delle tenebre”. Ancora una volta si vuol far passare l’immagine di un’America che corre in soccorso delle popolazioni a rischio d’essere massacrate dal cattivo di turno, con accanto i soliti francesi che, quando c’è da buttar bombe dove c’è odore di petrolio, non restano mai indietro (Libia docet!). 

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Shakespeare era cattolico. Le prove, nei libri di Joseph Pearce

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1025BastaBugie n. 42 dell’8 agosto 2008

 

FINALMENTE SVELATO IL VERO SHAKESPEARE: È CATTOLICO

di Rino Cammilleri

 

SHAKESPEAREInsomma, è sicuro: il maggiore poeta e drammaturgo di lingua inglese di tutti i tempi (e che nella cultura anglosassone occupa il posto che ha per noi Dante) era cattolico. Un libro di Joseph Pearce (intervistato dall’agenzia Zenit.org il 14 luglio 2008) lo dimostra inequivocabilmente. The Quest for Shakespeare: the Bard of Avon and the Church of Rome [Indagine su Shakespeare: il bardo di Avon e la Chiesa di Roma] (questo il titolo) non è comunque una novità, essendo stato preceduto da Shadowplay: the hidden beliefs and coded politics of Shakespeare [Teatro d’ombre: convincimenti religiosi nascosti e cifrari politici in Shakespeare], di Claire Asquith. «Esiste una schiera di illustri studiosi di Shakespeare che sono arrivati alla conclusione che il Poeta era cattolico», dice Pearce.

 

 

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Soddisfazione da parte della Comunità Ebraica Scozzese per l’esito del referendum

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Segnalazione di Federico Prati

 

di Rachel Silvera

 

Regno Unito, sollievo e speranze 

 

RABBINOLa Scozia non sarà indipendente. Questa la notizia che sta rimbalzando su tutti i giornali da stamattina: niente secessione dunque; il 55,30 % della popolazione ha deciso di ‘restare’ nel Regno Unito, un ‘no, thanks’ che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti. E una vittoria per la democrazia, vista la partecipazione record alle urne: l’84,59% degli scozzesi ha deciso infatti di dire la propria e votare. Nei mesi scorsi la comunità ebraica scozzese si era dichiarata preoccupata della possibile indipendenza e dell’ accesa spinta nazionalista che ne sarebbe conseguita. A parlare Ephraim Borowski, il direttore of the Scottish Council of Jewish Communities che ha spiegato come la recente guerra tra Israele e Hamas abbia fatto traballare il rapporto con la classe politica scozzese. Il presidente del Glasgow Jewish Community Trust Malcolm Livingstone ha aggiunto: “I gruppi pro-palestinesi hanno compromesso il nostro rapporto con il paese. Il Parlamento scozzese ha mostrato nei mesi passati preoccupanti atteggiamenti anti-israeliani e anti-ebraici”. L’8 agosto per esempio fuori dal City Council di Glasgow ha sventolato per una giornata la bandiera palestinese, in segno di solidarietà. “Un gesto che non potrà fare niente per alleviare le sofferenze di entrambi le parti e che non avvicinerà in alcun modo la pace” ha detto a proposito il Presidente del Glasgow Jewish Representative Council. A qualche giorno prima risale invece la richiesta di Alex Salmond, il protagonista del sogno indipendentista scozzese, di imporre l’embargo delle armi per Israele. Destava una certa inquietudine osservare il legame tra l’ ipotesi nazionalista e la dura posizione anti-sionista. Sul notiziario quotidiano Pagine Ebraiche 24 di ieri il demografo Sergio Della Pergola analizzava la situazione: “A priori, dal punto di vista dell’esperienza storica delle comunità ebraiche nel mondo, si può dire con certezza questo. Quando e dove nella società generale di un paese ha predominato una sufficiente apertura al pluralismo delle idee e delle culture, anche gli ebrei hanno trovato i loro spazi per una decente presenza comunitaria e socioeconomica, e a volte anche per una crescita demografica.

Quando e dove invece ha predominato il monolitismo nazionalista o clericale, per gli ebrei sono stati tempi duri, e le comunità, con le buone o con le cattive, sono diminuite”. Il nazionalismo crescente in ogni paese rischia quindi ostacolare la vita ebraica; dalle possibile proibizioni di pratiche rituali in poi. Sul Jewish Chronicle, Geoffrey Alderman ha scritto un articolo intitolato Se fossi scozzese non voterei per l’indipendenza: “Secondo il censimento del 2011 ci sono 5,887 abitanti della Scozia che si identificano come ebrei, un numero che rispetto al 2001 è diminuito dell’8%. Comunità così piccole non sono auto-sufficienti”.

Prendiamo ad esempio la shechitah continua Alderman: “Al momento non c’è e ci si basa sull’importazione. Sarebbe ancora possibile? I portavoce degli indipendentisti interrogati sull’argomento, si sono mostrati perplessi. Inoltre il Partito Nazionalista Scozzese ha avuto storicamente dei membri simpatizzanti del nazismo come Douglas Young”. Tante le voci autorevoli che si sono pronunciate sul dibattito come Barack Obama (“Il Regno Unito è un partner straordinario per noi e spero che rimanga forte, robusto e unito”) mentre il presidente francese Hollande ha attribuito la forza del movimento indipendentista al fallimento dell’Unione Europea, “Perché l’UE non riesce a creare una confederazione nella quale tutti si possano identificare?”. Oggi il premier inglese David Cameron ha quindi registrato una vittoria anche se più del 40% degli scozzesi continuerà a provare lo stesso malcontento. Dopo 307 anni, però, il Regno Unito continuerà a restare unito.

 

 

Fonte: L’Unione informa – www.moked.it