Così i fascisti di Salò furono macellati: ecco le foto segrete

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di Mario Cervi

Da un vecchio fascicolo riemergono carte e istantanee riguardanti l’inchiesta sulla fucilazione del 28 aprile ’45, a Dongo, di 15 gerarchi

Riemerge dalle nebbie del passato uno dei momenti più cruciali e crudeli di quella tragedia che fu la fine del fascismo. Il momento è quello in cui, sul lungolago di Dongo, il 28 aprile 1945, quindici prigionieri furono messi a morte spicciativamente, per i loro trascorsi fascisti, dopo un simulacro di giudizio. Continua a leggere

Socialing & Marketing politico

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Segnalazione Quelsi

by Cristiano Mario Sabbatini

urna-votoFino a che nel nostro paese non avremo il coraggio di dichiarare che il nostro problema non è solo di idee e programmi, non ci muoveremo mai di un passo rispetto a come siamo attualmente combinati ed anzi andremo sempre peggio e sempre più velocemente.

Continuare a sostenere, come insistono a fare tutti gli oppositori a parole, che è quasi per una sorta di ignavia e di incompetenza (non che quest’ultima manchi in taluni frequenti personaggi della vita politica italiana) che alla nostra classe dirigente rimane difficile, se non impossibile, riuscire a portare avanti le riforme strutturali di cui il paese ha impellente bisogno, è una vera e propria operazione di cattivo marketing politico per illudere la gente che, data finalmente la ricetta giusta, questa potrà bastare a dare, sic et simpliciter, una possibilità di svolta per il paese.

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Il Natale di Annita Bombiero (un caso di “TSO” a Verona)

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Anche noi di “Christus Rex” abbiamo avuto modo di conoscere e aiutare, nel nostro piccolo, la Signora Annita Bombiero, apprezzandone la tenacia e la grande dignità, nonostante tutte le gravi disavventure. Mai avremmo pensato che potesse “pagare” il suo coraggio e la sua combattività in questo modo…

Segnalazione di www.veronapulita.it

Annita Bombiero

 

 

 

 

 

 

Annita Bombiero è una donna veronese di 54 anni, affetta da gravi malattie fisiche (agli occhi ed al cuore) che qualche anno fa l’Agec (l’Azienda di gestione degli edifici comunali a Verona) riuscì a sfrattare, buttare letteralmente per strada, disperdere i suoi pochi beni personali, salvo poi beffardamente rioffrirle un alloggio popolare e addirittura una somma per aver pagato in …

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Marino insiste: “il malaffare a Roma è nato con la destra”. Dimentica i 66 appalti concessi a Buzzi sotto Veltroni

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Segnalazione Quelsi

by Stefania Elena Carnemolla

Elezioni Roma - Conferenza stampa di Ignazio MarinoQuando uno è convinto e si convince di ciò che dice, pur sapendo che è una bugia: Ignazio Marino. Il Pd, investito in pieno dallo scandalo Mafia Capitale, non sa più come correre ai ripari. Annaspa, balbetta, chiedendo aiuto alla stampa amica, che, ubbidiente, esegue, sminuendo, nascondendo, negando. Il Pd è in piena crisi di nervi, un fuori programma per le tante clientele che in tutti questi anni si sono affollate alla sua mangiatoia. Per Marino il malaffare a Roma è nato con la destra. Ora, considerato che Salvatore Buzzi, il boss capitolino delle cooperative, iscritto al Pd, è in pista da una trentina d’anni, Marino dovrebbe iniziare a chiedersi un bel po’ di cose. Nel documento di bilancio sociale 2012 della Cooperativa 29 giugno Buzzi dichiarò che dopo l’arrivo di Alemanno, nel 2008, all’inizio non pochi furono i problemi con la nuova giunta, ciò che aveva interrotto la felice stagione delle commesse quando al Campidoglio c’era la sinistra: “Nel 2008 vi è stata inoltre l’elezione di Alemanno quale Sindaco di Roma, dopo ben 15 anni di giunte di sinistra e abbiamo avuti ben due anni di conflittualità molto aspra con l’amministrazione, con una iniziale perdita di commesse anche storiche”.

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Marino sapeva: ecco la relazione degli ispettori che lo incastra

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Con Roberto Fiore, chiediamo l’immediato commissariamento della città di Roma

HA REGALATO 6 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI A BUZZI: RELAZIONE 24031 DEL 4 APRILE 2014

Secondo gli ispettori del Ministero delle Finanze, il 25 marzo 2011, il Comune di Roma affida alla Eriches 29 (una delle scatole cinesi di Buzzi, direttamente dipendente dalla coop 29 Giugno) il servizio per ‘agli alloggi di emergenza per il periodo 1° aprile-31 dicembre 2011′: spesa 414.405,00 euro, o 18,92 euro di costo unitario giornaliero per persona. Continua a leggere

“Diario del ritorno”: l’Italia in un viaggio in “Cinquecento”

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Segnalazione Quelsi

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Una storia di ordinaria felicità. Un racconto, un diario minimo e semiserio, di rottura con gli stereotipi della contemporaneità, che non cerca gloria facile in orribili colpi di scena, che non prevede forzature, pugni nello stomaco, contorcimenti e deliri, storie violente e perversioni politically correct. Questo è “Diario del Ritorno” (Eclettica Edizioni, pgg. 92, euro 10), soggetto narrativo fresco di stampa – la primissima edizione, infatti, è proprio di Novembre 2014- il cui autore, Emanuele Ricucci, classe ’87, è un giovane giornalista, collaboratore, curatore dei profili social media e del sito ufficiale di Marcello Veneziani, nonché esponente politico, che dopo tante pubblicazioni, esordisce nel mondo letterario con questo inno alla semplicità come alternativa alla velocità siderale, alla plastica di questi tempi difficili. Continua a leggere

Istruzione attualissima per conciliari ed eretici vari

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RogoSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Istruzione dell’Eminentissimo Cardinale Vicario ai parrochi di Roma, sopra i complici ed aderenti degli [agli] eretici ed apostati

Gli ammaestramenti che, per ordine del Sommo Pontefice Leone XIII, si danno ai parrochi, e per essi ai fedeli di Roma, metro­poli del mondo cattolico, evidentemente devono essere accolti con la massima venerazione e posti in pratica dai fedeli di qualsiasi città e Nazione. Onde, come cosa spettante al Supremo Magistero del Vica­rio di Gesù Cristo, riproduciamo qui, dall’Osservatore Romano n. 174, l’istruzione mandata ai parrochi di Roma dall’Eminentissimo Cardinale Rafaele Monaco La Valletta, Vicario di Sua Santità.

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Bergoglio “il gitano”: la sua Chiesa è vicina ai Rom

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15 dic – “La Chiesa vi è vicina, è sempre accogliente, specie questa parrocchia. Siate sempre vicini alla Chiesa. Non perdete la speranza”.

Papa Francesco si rivolge così a un gruppo di 40 rom del Campo Nomadi della Tenuta Piccirillo di Prima Porta durante la visita pastorale di Bergoglio nella chiesa di San Giuseppe all’Aurelio di via Boccea.

Nel breve discorso “di speranza e incoraggiamento” che il Pontefice ha pronunciato a braccio, anche l’invito ai rom a “cercare il lavoro e l’integrazione, senza mai disperare. Continua a leggere

Altro che Sinodo bergoglista, accoglienza e comunione ai divorziati risposati! Cosa dice la Sacra Scrittura?

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

DIO MALEDICE LA DISCENDENZA ILLEGITTIMA

I figli di adulteri non giungeranno a maturità; la discendenza di un’unione illegittima sarà sterminata.  Anche se avranno lunga vita, non saranno contati per niente e, infine, la loro vecchiaia sarà senza onore. Se poi moriranno presto, non avranno speranza, né consolazione nel giorno del giudizio, poiché di una stirpe iniqua è terribile il destino (Sapienza 3, 16-19). Continua a leggere

Bergoglio: il digiuno eucaristico è una croce…

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«La rigidità è segno di cuore debole»

  

    

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Papa Francesco 

 

Nell’omelia di Santa Marta Francesco parla della «disciplina esteriore» dei dottori della legge. E  ricorda come alcuni si scandalizzarono quando Pio XII tolse l’obbligo del digiuno eucaristico

andrea tornielli città del vaticano

«Gesù non negoziava mai il suo cuore di Figlio del Padre, ma era tanto aperto alla gente, cercando strade per aiutare…». Lo ha detto Francesco nell’omelia mattutina a Santa Marta, come riferisce Radio Vaticana, ricordando che il cristiano è misericordioso e che la rigidità è il segno di un cuore debole. Il Papa ha commentato il Vangelo nel quale si riportano le domande dei sacerdoti i quali chiedevano a Gesù con quale autorità compisse le sue opere. Una domanda, spiega Bergoglio, che dimostra il «cuore ipocrita» di questa gente: «a loro non interessava la verità», andavano «secondo il vento: “Conviene andare di qua, conviene andare di là…” erano banderuole, eh, tutti! Tutti. Senza consistenza. Un cuore senza consistenza. E così negoziavano tutto: negoziavano la libertà interiore, negoziavano la fede, negoziavano la patria, tutto, meno le apparenze. A loro importava uscire bene dalle situazioni». Erano opportunisti che «approfittavano delle situazioni».

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