Come abbattere il debito pubblico

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Segnalazione Quelsi

DEBITO

by Cristiano Mario Sabbatini

Come si abbatte il debito pubblico che ha trasformato questo paese nell’inferno fiscale che è diventato? Le soluzioni di policies (i provvedimenti atti a farlo) le conosciamo tutti e nei dettagli ce le faremo riepilogare dai professori e dagli esperti di turno, è il loro mestiere. Ma quando abbiamo un problema oltre alle diagnosi e alle soluzioni tecniche occorre, se si è seri, anche, e prima di tutto, dire quali sono gli ostacoli che a tutt’oggi impediscono l’attuazione delle soluzioni che tutti conosciamo (gli esperti nei dettagli). Oltre alla policy c’è un problema, quindi, di politics che va affrontato, senza la risoluzione del quale le ricette economiche sono solo retorica di programma.

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Alemanno e la sua protetta in Rai

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

ALEMANNO1

 Veleni Rai tra gare pubbliche e luci natalizie

Amicizie particolari e appalti pubblici, addobbi natalizi e programmi televisivi nel palinsesto di Mamma Rai: nelle carte dell’inchiesta sulla tv pubblica.  Amicizie particolari e appalti pubblici, addobbi natalizi e programmi televisivi nel palinsesto di Mamma Rai: nelle carte dell’inchiesta sulla tv pubblica (su cui pende la richiesta d’archiviazione della Procura), c’è uno spaccato italiano dai tratti foschi. In questa confusione di ruoli e competenze, si legge nelle carte dell’inchiesta, capita anche che una soubrette come Eleonora Daniele – legata da una forte, quanto chiacchierata, amicizia con l’ex inquilino del Campidoglio Gianni Alemanno – riesca a rimanere sempre sulla cresta dell’onda, passando da uno show all’altro proprio grazie alla vicinanza con l’ex sindaco. Sono in tanti, tra le persone informate sui fatti ascoltate in Procura, a raccontare di queste dinamiche: dinamiche a cui si aggiungerebbero poi altri benefit (sempre maturati sull’asse Alemanno-Daniele) sganciati dal mondo della televisione pubblica. Ma è sul grande schermo che, secondo il racconto di Guido Paglia, l’amicizia di Alemanno riesce a produrre i suoi effetti. «Nella seconda metà del 2008 accompagnai Fabrizio Del Noce nell’ufficio del sindaco. Arrivati lì, il sindaco raccomandò caldamente la Daniele a Del Noce. Ignoro se poi vi furono contatti diretti tra la Daniele e Del Noce ma sicuramente la Daniele ebbe numerose occasioni, dopo Uno Mattina, voleva passare in prima serata». Ma i rapporti tra Alemanno e Paglia, nel 2009, si incrinano e l’ex sindaco, che alla soubrette venuta fuori dal Grande Fratello tiene molto, torna alla carica, questa volta con l’imprenditore Di Lorenzo. «Di Lorenzo – racconta Paglia – mi riferì che il sindaco gli aveva offerto di procurargli l’incarico di responsabile della comunicazione del Comune per tutto ciò che riguardava gli eventi e gli spettacoli se avesse aiutato la Daniele a crescere in Rai nelle sue produzioni. Vorrei dire che la ricerca di sbocchi professionali in Rai per la Daniele era diventata una vera e proprio ossessione per Alemanno». E se le porte della Rai si aprono per la soubrette grazie anche alle sollecitazioni di Alemanno, la vicinanza della soubrette con Laura Rossi avrebbe aiutato questa ultima, sia a Uno Mattina «programma condotto dalla Daniele, che faceva lavorare la Rossi», sia in un appalto del Campidoglio per le luminarie natalizie del 2012, assegnato alla società della Rossi.

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Cristiani siriani: “Aiutateci a rimanere a casa nostra”

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Segnalazione del Centro Studi Federici

 

maaloula

“Aiutateci a rimanere a casa nostra”. L’appello di Samaan Daoud, cristiano di Damasco 

“Immaginate la Chiesa senza le sue radici. Senza San Paolo, che è diventato cristiano sulla via di Damasco. Senza Sant’Ignazio. Senza i Padri del deserto. Senza i monaci della Siria. Fra cinquant’anni potreste fare dei viaggi a Damasco e dire: qui una volta c’era la chiesa di Sant’Anania e una comunità cristiana molto forte. Pensare questo è per noi una grossa angoscia. Allora aiutateci a rimanere a casa nostra. Non accusateci di essere pro Assad o pro governo. Noi siamo pro Siria. Se Assad se ne va, il vuoto da chi sarà riempito? Dai fondamentalisti. Lo abbiamo già visto in Libia, in Iraq, in Egitto, anche se qui per fortuna si sono svegliati”. 

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Il voto mafioso in Parlamento (per eleggere il Presidente)

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di Vito Crimi (M5s)

COPPOLA

IL VOTO MAFIOSO IN PARLAMENTO (Per eleggere il Presidente) Un sistema mafioso per controllare il voto. È quello che oggi gli “onorevoli” hanno applicato in aula per eleggere il Presidente della Repubblica. Gli è servito per contarsi, serrare le fila ed evitare i “franchi tiratori”. Gli è servito per impedire la libera espressione del voto. Un metodo semplice, semplice. Efficace quanto un colpo di pistola alla tempia. Scrivevano sulla scheda lo stesso candidato, ma in forme diverse: mettendo il nome prima del cognome e viceversa, scrivendo per esteso il cognome e lasciando il nome indicato dalla prima lettera seguita dal punto, e viceversa. Le combinazioni erano diverse, e ognuna di queste riconduceva al gruppo parlamentare che aveva dato indicazione. Pensate. Fanno leggi per punire con la reclusione il voto di scambio politico-mafioso (416-ter), poi lo usano in Parlamento in occasione dell’elezione della più alta carica dello Stato. Queste le espressioni usate per indicare il candidato Sergio Mattarella: ‘Sergio Mattarella’ ‘Mattarella Sergio’ ‘Mattarella’ ‘Mattarella S.’ ‘S. Mattarella’ ‘On. Sergio Mattarella’ ‘On. Mattarella’ ‘Prof. Mattarella’ LEGGI TUTTO»»

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Persino i parrocchiani di Introvigne e soci temono Mattarella

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

MATTARELLO

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mattarella-al-quirinale-per-liquidare-i-cattolici-11667.htm

E con ragione: Mattarella completerà e integrerà la “pia” opera di Bergoglio, diretta ad asfaltare tutti i conservatori. I tradizionalisti se ne infischiano, considerando Bergoglio e Mattarella (quali sono) degli usurpatori e al pari di tanti altri nemici.

Del resto il primo atto del neo-Presidente moroteo non è stato forse quello di risciacquarsi nell’ideologia resistenziale e paracomunista, alle Ardeatine? E dire che nella società il cattocomunismo è morto e non ha più seguito; ma è alimentato dalla casta repubblicano-conciliare e dalle centrali rivoluzionarie dentro e fuori delle mura vaticane.

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Il Napolitano terzo

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Segnalazione Quelsi.

NAPOLITANO MATTARELLA

by Cristiano Mario Sabbatini

Con l’elezione di Sergio Mattarella a Capo dello Stato può considerarsi concluso o no il cosiddetto Patto del Nazareno? Se il 14 dicembre scorso Libero, via Franco Bechis, pubblicava la velina che a Silvio Berlusconi, fra i tanti possibili candidati della sinistra al Colle, il nome di Sergio Matterella non sarebbe dispiaciuto, la domanda avrebbe una risposta del tutto scontata: NO, il Patto del Nazareno continua e l’elezione del ‘nuovo’ inquilino del Quirinale non lo sfiora del tutto.

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Mattarella Presidente della Repubblica. Il centrodestra è morto

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by Riccardo Ghezzi

MATTARELLA

L’elezione di Sergio Mattarella, giudice costituzionale scongelato per l’occasione dopo anni di silenzio, rappresenta forse la più fulgida vittoria di Matteo Renzi da quando è segretario Pd. Un capolavoro di strategia, ottenuto più per demerito dei suoi avversari che per meriti proprio. Il premier, dopo aver fatto fuori Letta, è riuscito a far approvare la legge elettorale che voleva grazie ai voti di Forza Italia, fregando la minoranza Pd, per poi sconfessare totalmente il “patto del Nazareno” proponendo un nome sgradito a Berlusconi e gradito a Sel e alle correnti anti-renziane del Pd come presidente della repubblica.

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LETTERA APERTA A JORGE MARIO BERGOGLIO

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BERGOGLIO PAGLIACCIO

LETTERA APERTA

Jorge Mario Bergoglio

C/O DOMUS SANCTAE MARTHAE

Piazza Santa Marta

00120 Città del Vaticano

dsm@org.va

Treviso A.D 31-01-2015 S. Giovanni Bosco

Egregio,

in questa mia missiva, sarò franco e oggettivo. Mezzo bicchiere d’acqua non è né mezzo pieno né mezzo vuoto, ma semplicemente MEZZO e basta. Il resto è filosofia di bassa lega.

Appartengo a quella categoria di persone che fino al Concilio Vaticano II, rientrava nella percentuale bulgara dei Cattolici Apostolici Romani, di cui anche Voi facevate parte. Dopo tale evento, detta percentuale si è progressivamente assottigliata fino ad arrivare a percentuali da prefisso telefonico.

Detti Cattolici (da prefisso telefonico), sono noti ai piu’ con l’appellativo di TRADIZIONALISTI, anche se la dizione esatta è: NON MODERNISTA. Per i dettagli rileggere l’Enciclica di S. Pio X Pascendi Dominici Gregis.

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31/01: Evviva San Giovanni Bosco!

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Segnalazione del Centro Studi Federici

In onore di San Giovanni Bosco segnaliamo una raccolta di canti tradizionali che venivano eseguiti negli oratori salesiani.
 
Parte prima:
Andiamo compagni Don Bosco ci aspetta;
Lodate la vergine Maria
Sian rei di mille errori
Ai tuoi pié Maria diletta
Peccatori se bramate
Ostia Santa di pace e salute
A San Giuseppe all’inclito
Su figli cantate
Maria che dolce nome
Salve o vergine divina
Cuor di maria che gli angioli
 
Parte seconda:
Ah! si canti in suon di giubilo (Natale)
Angioletto del mio Dio
Sei pura, sei pia
Luigi onor de’ vergini
Noi siam figli di Maria
Solchiamo un mare infido
Perdon, caro Gesù
Salve, salve, pietosa Maria
Giù dai colli

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DOVE È LA SANTA REAZIONE CATTOLICA UNITA DI FRONTE ALL’ANTICRISTO DI TURNO?

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

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di Arai Daniele

La degenerazione della vita spirituale nella Cristianità dell’ultimo secolo fu tale che San Pio X nella sua prima enciclica «E Supremi Apostolato» scrisse che si poteva credere essere l’Anticristo già tra noi. Ora, il linguaggio del codice di perdizione di costui, per meglio corrompere, aveva un aspetto di dottrina religiosa – di un cattolicesimo aggiornato al liberalismo del mondo. Sì, proprio quello oggi imperante in Vaticano.

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“Sì a matrimoni gay e ai sacramenti per divorziati” – i fedeli conciliari rispondono a Bergoglio

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di Redazione Ecco i frutti dell’inculturazione conciliare, che perdura da 50 anni. Hanno progressivamente cambiato la Dottrina per adeguarsi al mondo:

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Sì a matrimoni gay, ai sacramenti per i divorziati risposati e ai metodi contraccettivi. È quanto chiedono a larga maggioranza a Papa Francesco i cattolici, e non solo, della Germania, della Francia, del Belgio, dell’Austria, della Svizzera e del Giappone. Da questi sei Paesi, infatti, arrivano le prime risposte al questionario sulla famiglia voluto da Bergoglio in vista del Sinodo dei vescovi che si terrà nel prossimo ottobre in Vaticano e che discuterà di questi temi scottanti portando a Roma le richieste dei fedeli di tutto il mondo.

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