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Unioni gay. Gandolfini: iter ddl a insaputa maggioranza italiani

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FAMIGLIA NATURALE

Prosegue in Commissione Giustizia del Senato l’esame del ddl Cirinnà sulle cosiddette unioni civili. Quattro gli esponenti di associazioni di area cattolica chiamati ad intervenire in audizione di fronte ai senatori: tra loro Massimo Gandolfini, presidente di “Vita È” e direttore del dipartimento di neuroscienze all’Ospedale di Brescia, che denuncia: il testo omologa le unioni omosessuali al matrimonio, aprendo la strada alle adozioni gay. Paolo Ondarza lo ha intervistato:

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Oggi Solennità dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo

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Segnalazione del Centro Studi Federici

ascensione

Auguri per la festa dell’Ascensione di Gesù Cristo in Cielo, quaranta giorni dopo la sua resurrezione.

Atti degli Apostoli, 1,1-11 – Nel primo libro parlai, o Teofilo, di tutto quello che Gesù fece ed insegnò dal principio fino al giorno in cui, dati, per mezzo dello Spirito Santo, i suoi ordini agli Apostoli, che aveva eletti, ascese al cielo; ai quali si fece anche vedere vivo, dopo la sua passione, con molte riprove, apparendo ad essi per quaranta giorni e ragionando del regno di Dio. Ed essendo insieme a mensa, comandò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare la promessa del Padre, la quale avete udita (disse) dalla mia bocca, perché Giovanni battezzò con l’acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo, di qui a non molti giorni. Ma i convenuti gli domandavano: Signore, lo ricostituirai ora il regno d’Israele? Rispose loro : non sta a voi di sapere i tempi e i momenti che il Padre si è riservato in suo potere; ma voi riceverete la virtù dello Spirito Santo che verrà sopra di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, e nella Samaria e fino all’estremità della terra. E detto questo, mentre essi lo guardavano, si levò in alto; ed una nuvola lo tolse agli occhi loro. E mentre stavano a mirarlo ascendere al cielo, ecco due personaggi in bianche vesti presentarsi loro e dire: uomini di Galilea, perché guardate il cielo? Questo Gesù, che, tolto a voi, è asceso al cielo, verrà come l’avete visto andare in cielo.

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Al giornale Repubblica fanno paura cartelli con mamme che abbracciano i loro figli, ciucci e fiocchi nascita?!

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di Giorgio Celsi

http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/05/07/foto/mangiagalli-113783322/1/#1

Pensate Repubblica ha dedicato un intero Book fotografico dedicato ai cartelli, ai fiocchi nascita e ai ciucciotti che espongo all’esterno della

Clinica Mangiagalli durante i miei Sit-in a difesa della Vita e contro l’aborto procurato. Viene spontaneo però chiedersi; perché fa così tanta paura la presenza all’esterno degli ospedali abortisti di chi aiuta una madre in tentazione di aborto a scegliere per la Vita? Perché fanno così paura quei fiocchi nascita, quei ciucciotti e quelle frasi tenere scritte nei miei cartelloni tipo “Meglio averlo in braccio… non sulla coscienza? Forse perché si ostacolano forti interessi economici? (ricordo che ogni aborto procurato fa guadagnare ad un ospedale dai 1.300 ai 5.000 Euro). Forse perché si contrasta l’ideologia Radicale di morte? Forse perché si ostacola il piano Massonico che non potendo distruggere direttamente Dio cerca di eliminarlo indirettamente sopprimendo il bambino nel grembo materno? ( Gesù si fa Carne per venire ad abitare in mezzo a noi e noi con l’aborto non l’accogliamo)

Comunque sia io a tutto questo non ci sto in quanto come diceva Ortega Gasset “Il crimine peggiore è adesso, non in coloro che uccidono ma in coloro che non uccidono e permettono di uccidere“.

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Massimo Fini: “Renzi è un ragazzino, in politica estera non esiste. Siamo esistiti solo col fascismo”

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Ne ha per tutti Massimo Fini. Per l’Europa (che ha sbagliato a non partecipare alla parata di Putin per l’anniversario della vittoria sui nazisti), per gli Stati Uniti (“dopo aver ricevuto da Hitler il beneficio di 300 cervelli li ha persi tutti”) ma soprattutto per Matteo Renzi (“non ha un’idea e, come ha detto De Bortoli, è solo un ragazzino”). In una intervista al Giornale, Fini giudica la politica estera italiana “non valutabile”, semplicemente perché “l’Italia non esiste internazionalmente. Lo pensa al massimo Renzi, ma non c’è un’idea del nostro governo. Se pensi alla Merkel, al di là della polemica anti-tedesca, lei sì che è una statista. Renzi, come ha detto De Bortoli, è un ragazzino. Né la Merkel né gli inglesi, siano essi conservatori o laburisti, giocano al nostro livello. Noi contiamo perché siamo un mercato importante e quindi non ci faranno mai naufragare. L’Italia in politica estera è esistita solo durante il fascismo e nella fase iniziale della Repubblica quando De Gasperi e Adenauer ebbero un’idea d’Europa unita prima politicamente e poi economicamente. Ovviamente questo gli americani non potevano permetterlo. Del resto gli americani bloccarono francesi e tedeschi quando, negli anni ’80, provarono a creare un esercito europeo”.

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Prossimamente ‘La Profezia di Fatima. Sulla nuova Roma’, il nuovo libro di Arai Daniele (Ed. Radio Spada)

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Le Edizioni Radio Spada sono liete di annunciare la prossima pubblicazione del nuovo libro di Arai Daniele.

 

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Arai Daniele non è uno scrittore di mestiere, ma un comandante d’aviazione civile. Nato a San Paolo il 13 maggio 1934, al sole di mezzogiorno di una Domenica, come la prima apparizione di Fatima, ha studiato nel Collegio San Luigi dei Gesuiti. Tra gli studi all’Università di Fisica e l’aviazione ha seguito questa carriera per ragioni contingenti, che lo ha condotto da giovane dal Brasile ai cieli di tutto il mondo.

Ma il pilota, assorbito dal veloce progresso tecnologico che la professione richiedeva e i contatti mondani che il mondo offriva, si allontanava dalle questioni spirituali di sempre finché, nello scontro con la dura realtà della vita e della morte, come padre di famiglia, si sentì richiamato alla Chiesa della sua giovinezza. Lì, tuttavia, ha trovato un porto desolato da devastazioni descritte dai profeti.

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70 anni dopo la Liberazione: chi ricorda le vittime delle bombe alleate?

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A settanta anni dal 25 aprile 1945 che sancì la Liberazione in pieno clima celebrativo resistenziale, è giusto rivolgere un pensiero anche ai tanti italiani morti a causa dei bombardamenti alleati. Si tratta di vittime (nella foto in alto Treviso bombardata nell’aprile del ’44) che la memoria storica del dopoguerra ha posto ai margini nell’immaginario “eroico” riservato ai soli partigiani. Nomi, numeri, volti che non volentieri vengono citati nei discorsi istituzionali perché occorrerebbe ammettere, con onestà intellettuale, che la guerra di liberazione ci è costata parecchio, in termini di vite umane innocenti. In pratica il paradosso è il seguente: nel rendere omaggio ai soldati alleati che hanno combattuto contro il nazifascismo bisogna rendere omaggio anche a coloro che hanno bombardato in lungo e in largo l’Italia per la sua liberazione?

(…)

Fonte: http://www.secoloditalia.it/2015/05/70-anni-dopo-liberazione-ricorda-vittime-delle-bombe-alleate/

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La Germania continua ad armare Israele

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

Il ministero della Difesa israeliano ha annunciato un accordo con la Thyssen Krupp del valore di 430 Ml di euro per la fornitura di 4 corvette leggere; l’acquisto sarà sovvenzionato per 115 ml dal Governo tedesco; la consegna è prevista entro i prossimi cinque anni.

Dan Harel, un alto funzionario israeliano, ha affermato che le navi miglioreranno sensibilmente la capacità della Marina di Israele, impegnata nel blocco di Gaza e nel controllo abusivo di una vasta area del Mediterraneo, nei cui fondali sono presenti notevoli giacimenti di gas, sfruttati illegalmente da Tel Aviv.

Berlino non è nuova a questi aiuti: dei 5 sommergibili classe Dolphin in servizio nella Marina israeliana, costruiti anch’essi dalla Thyssen Krupp e modificati per ospitare i missili da crociera Popeye Turbo Slcm con testata nucleare, i primi due sono stati finanziati per intero, il terzo e il quarto per la metà e il quinto per un terzo.

La Germania motiva le sue donazioni a Tel Aviv come espiazione dell’Olocausto nazista, ma non si cura dei crimini perpetrati da Israele con quegli aiuti, soprattutto nei confronti dei palestinesi sistematicamente massacrati e oppressi, avallando di fatto la teoria che esistano vittime di serie A, per cui si debba continuare a pagare in eterno, e vittime di serie B, prive d’importanza.

Fonte: http://www.ilfarosulmondo.it/la-germania-continua-ad-armare-israele/

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La Contro-Chiesa conciliare fa la volontà della Massoneria

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Risultati immagini per ecumenismo massonicoSegnalazione di S.T.

Video Roncalli: https://www.youtube.com/watch?v=QoShzJiwop4

La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore… Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà… Tornando a casa,

LE COSE CHE CI UNISCONO. CONVEGNO IL 30 MAGGIO A SAVONA

“Ebrei-Cristiani-Musulmani. Le cose che ci uniscono” è il titolo del convegno organizzato dal Collegio Liguris del Rito Simbolico Italiano per il 30 maggio a Savona con l’intervento di tre esponenti delle tre principali religioni monoteiste.

La sede della Provincia (Sala Mostre) ospiterà l’incontro che avrà inizio alle ore 15. Dopo la presentazione del presidente del Liguris, Tarcisio Tallu, e l’introduzione dello psicologo delle religioni Domenico Devoti, porteranno contributi: Felice Israel, docente di filologia semitica; Gian Piero Bof, canonico diocesano; Shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini, presidente del CoReIs (comunità religiosa islamica) Italiana. Modera l’incontro Auro Capone, chiude i lavori Giovanni Cecconi, presidente del Rito Simbolico Italiano.

http://www.grandeoriente.it/eventinewsgoi/2015/05/le-cose-che-ci-uniscono-convegno-il-30-maggio-a-savona.aspx

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Immigrazione: Gad Lerner vs Leopardi

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Segnalazione Quelsi

by Helmut Leftbuster

Gad-Lerner-giornalistaSecondo Pirandello non era indispensabile trovare l’assoluto fra due punti di vista; e gli si potrebbe anche dar ragione, a patto però di riconoscere ad entrambi i punti di vista la medesima dignità di partenza.
Invece, sul tema “immigrazione”, pietra dello scandalo dei nostri tempi, si santificano i “pro” e si criminalizzano i “contro” ancor prima d’averci ragionato sopra, e, nel mentre, anziché optare per strategie neutre e prudenti, si spalancano le porte della Casa comune, i confini nazionali, a miriadi di pasciuti sconosciuti meritevoli solo di non aver nemmeno bussato.

Osservandoli bene, però, gli attuali profeti dell’immigrazionismo non vedono tra le proprie file alcuna trasversalità democratica: sono un manipolo di “pensatori”, attori, giornalisti e politici di quella sinistra-chic che, anche volendo, mai potrebbe rinunciare al dogma del “privilegiare il diverso”, dopo averne fatto un mantra elettorale destinato a portarle sempre più voti e consensi soprattutto man mano che gli immigrati acquisteranno la cittadinanza.

Secondo costoro “l’immigrazione deve farsi progetto perché senza di essa non c’è né ripresa né risorgimento”.
Ma che frase è? Che cosa significa? In quali precedenti storici, sociologici, logici trova conforto una simile astrusità?

E quanta capricciosa arroganza c’è in questi pensatori nel momento in cui, dopo aver espresso la propria opinione, non accettano le conclusioni tratte in proposito dal Pubblico amministratore che agisce in contrasto con le loro idee, decidendo così di ricattarlo col broncio come farebbe un bambino a cui si negasse il lecca-lecca.

Ebbene, vediamo ora chi c’è dall’altra parte del ring dialettico: anzitutto tanta gente stufa delle manifeste controindicazioni del “cosmopolitismo”, ma che, ammutolita dal terrore di essere definita “razzista”, resta silente, pur non per questo divenendo inesistente.
Certo, andrebbe aiutata ad essere consapevole del proprio diritto costituzionale a dissentire, ed a questo stanno provvedendo i pochi veri anticonformisti rimasti a sfidare la censura politicamente corretta (citiamo Povia e Ruggeri, ma non sono i soli) che tentano in tutti i modi di svelare il “Re Nudo” che si cela dietro il carrozzone buonista.

Ma soprattutto ci sono grandi voci dal Passato: un certo Giacomo Leopardi scriveva:
“Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, Roma non ebbe piú cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu piú patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto ” (Leopardi, “Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura”, Firenze, Successori Le Monnier, 1898, pp. 457-8.)

Con chi stare, dunque, con Gad Lerner e Manconi, o con Leopardi? Anzitutto bisognerebbe saper stare con la propria testa; e poi bisognerebbe ricordarsi che il Passato è come un genitore, un adulto che ha già vissuto ciò che il giovane vive per la prima volta, iniziando dai traumi, dagli abbagli e dalle delusioni. L’Adulto non deve impedire al Giovane di compiere le proprie cadute con le proprie gambe; ma nemmeno il Giovane può essere così stolto da disattendere gli insegnamenti derivanti dalla migliore scrematura delle esperienze storiche che l’Adulto può e deve tramandargli.

Quindi, chi oggi pensa di trovare soluzioni epocali tirandole fuori dal cilindro di dottrine che hanno ancora il mocciolo al naso, non rischia di farsi male solo a proprie spese, ma mette in gioco il destino di tutti: e questo è inammissibile.

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Gli orchi del terzo millennio

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24-1Segnalazione del Centro Studi Federici

Peter Singer ribadisce: giusto sopprimere i bambini gravemente disabili per ridurre i costi della sanità
 
Il docente di etica di Princeton ha confermato in una intervista radiofonica le tesi assurde che lo hanno reso famoso in tutto il mondo
 
Peter Singer, il filosofo della Liberazione animale, fautore della linea della “parità” tra uomini e bestie, inventore del termine “specismo” (che poi sarebbe il razzismo dell’umanità verso le altre creature), docente di Etica all’Università di Princeton, è tornato a ribadire con convinzione in una intervista radiofonica le sue famigerate tesi sull’infanticidio dei bambini handicappati, misura che per il professore australiano trapiantato negli Stati Uniti sarebbe necessaria nella logica del rapporto tra costi e benefici, tanto da rendere «ragionevole» per il governo e le compagnie assicurative l’ipotesi di negare le coperture per la cura dei neonati gravemente disabili.
 
DIRITTO ALLA VITA? Stralci della conversazione di Singer con il giornalista investigativo Aaron Klein, trasmessa da due emittenti di New York e di Philadelphia, sono riportati in un articolo del WorldNetDaily (del quale Klein è collaboratore). Nel corso dell’intervista, sottolinea il Wnd, il professore ha designato ripetutamente il bambino disabile con il pronome neutro “it”, quello, per intenderci, che serve nella lingua inglese per indicare le cose e gli animali. Del resto, ricorda sempre il giornale americano, è noto che nel Singer-pensiero e nella Singer-etica il diritto alla vita dovrebbe essere subordinato alla capacità intellettiva della creatura, che si traduce nella capacità di esprimere preferenze.
 
«SPENDIAMO IL DOPPIO DI ALTRI». Klein ha chiesto a Singer se creda che con l’Obamacare queste sue tesi estremiste sulla “razionalizzazione” della spesa sanitaria prevarranno, e il pensatore di Princeton ha risposto che stanno già prevalendo perché già oggi molte delle decisioni prese dai medici sono dettate dall’esigenza di ridurre i costi. Anche negli Stati Uniti questo avviene, solo «non apertamente», ha detto Singer. «E il risultato è che l’America spende il doppio di altri paesi per ottenere molto poco beneficio in termini di risultati».

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Cantù, all’asilo un bambino di 4 anni fa il saluto fascista. I genitori lo difendono, le maestre minacciano di cacciarlo

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Il balilla torna di moda. A Cantù, in un asilo nido, c’è un bambino di 4 anni che fa il il saluto fascista. Secondo La Repubblica quello di Carlo (nome di fantasia) non sarebbe un gesto estemporaneo ma una vera e propria abitudine: ogni volta che si deve annunciare o congedare da un amico, un bidello o un insegnante tende il braccio destro e apre il palmo della mano. A quel punto le maestre della scuola materna hanno deciso di convocare i genitori; il padre ha 30 anni, la madre 29.

I genitori – Barbara, una delle insegnanti, racconta: “Quando spieghiamo loro il comportamento anomalo del figlio e chiediamo, a nostra volta, spiegazioni, ci rispondono così: “Che cosa c’è di strano? Vogliamo dargli un’educazione rigorosa e allo stesso tempo naturale”. Non solo. Dopo le insistenze delle insegnanti che fanno notare come il saluto fascista non solo sia vietato dalla legge, ma non è nemmeno adatto a un bimbo di 4 anni, il padre alza la manica della camicia e mostra con orgoglio una svastica tatuata. A quel punto la decisione che è stata presa è la seguente: o il bambino la smette di fare il saluto fascista o sarà allontanato dalla scuola.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11788412/Cantu–all-asilo-un-bambino.html#.VVIpiWgHn3I.facebook

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Stop alla discriminazione: a Vienna arrivano i semafori gay e lesbo

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Risultati immagini per semafori gay a ViennaSecondo le autorità aumentano anche la sicurezza di pedoni e automobilisti perché “attirano l’attenzione”

Per promuovere al tempo stesso la sicurezza stradale e la tolleranza, l’amministrazione comunale di Vienna ha rimpiazzato le luci dei semafori con immagini inedite, che rappresentano coppie gay e lesbiche nei classici colori verde per il via libera e rosso per lo stop. Secondo le autorità cittadine, questi semafori aumenteranno la sicurezza perché attirano l’attenzione “sia degli automobilisti sia dei pedoni”.

Il secondo effetto del cambio di semafori sarà poi quello di “promuovere Vienna come una città tollerante”.

Fonte: http://mobile.tgcom24.it/checkexistpage.shtml?/mondo/notizia_2110847201502a.shtml

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Che succede in Macedonia?

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Segnalazione FB di Alfio Krancic

di Giulietto Chiesa – 12/05/2015

Fonte: Megachip

Macedonia: una “guerra” per la creazione della “Repubblica d’Iliria”? Il commento di Giulietto Chiesa in coda all’articolo.

E’ di almeno 22 morti, tra cui otto poliziotti macedoni e 14 componenti di un gruppo armato di probabile origine albanese, guidato da 5 cittadini kosovari,e di 37 feriti, il bilancio degli scontri che si sono svolti a Kumanovo, cittadina, a maggioranza musulmana, situata nel nord della Macedonia, alla frontiera con Serbia e Kosovo, nel fine settimana appena trascorso. Ad oggi non sono confermate le voci che circolavano ieri sulla presenza di vittime civili. Le forze dell’ordine hanno rinvenuto un consistente arsenale negli stessi luoghi in cui sono avvenuti gli scontri a fuoco.

Il governo macedone ha proclamato due giorni di lutto nazionale per gli agenti uccisi mentre il presidente Gjorge Ivanov ha convocato un consiglio di sicurezza nazionale e invitato i capi dell’opposizione e il principale partito di etnia albanese a unirsi alle autorità contro la sfida terrorista. Al termine del consiglio, Ivanov ha dichiarato che “le forze di sicurezza macedoni hanno sventato una serie di attacchi terroristici coordinati in diverse località del paese che miravano a causare destabilizzazione, caos e paura”. Per il primo ministro Nikola Gruevski si tratta di uno dei “gruppi terroristi più pericolosi nei Balcani”.

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