Ci hanno portato via il lavoro, ecco la causa del disastro

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La finanza non spiega tutto: dietro la crisi dell’Occidente, con la fuga dell’industria verso l’ex terzo mondo globalizzato, rappresenta la punizione storica del capitale contro lavoratori evoluti, ben pagati e tutelati da importanti diritti. Lo sostiene Aldo Giannuli, rileggendo il senso della catastrofe in corso, che sta letteralmente devastando l’Europa. «Dalla fine degli anni settanta – scrive lo storico dell’ateneo milanese – si è manifestata a livello mondiale una  tendenza al calo dell’occupazione manifatturiera, nonostante un forte incremento assoluto di produzione industriale». Fenomeno in larga parte spiegabile con il “salto” tecnologico prodotto dalla combinazione fra robot e informatica, che ha drasticamente ridotto la domanda di forza lavoro. Ma attenzione: questo calo non è avvenuto in modo omogeneo: mentre la componente industriale è aumentata vorticosamente nei paesi in via di sviluppo, specie in Asia (Corea e Thailandia, Singapore, Taiwan, e poi Cina, India, Vietnam, Indonesia), coinvolgendo quindi anche Messico, Egitto, Turchia e Argentina), nei paesi avanzati l’occupazione industriale è crollata. Addio lavoro in fabbrica negli Usa, in Europa e in Giappone. Idem nei paesi dell’ex blocco sovietico, salvo Polonia, Germania Orientale e Boemia.
«Questo andamento – scrive Giannuli nel suo blog – è stato determinato in larga parte da un sostenuto processo di deindustrializzazione dei paesi avanzati, nei quali sono stati fortemente ridimensionati settori quali la siderurgia, i materiali da Aldo Giannulicostruzione, la chimica base, il tessile e, parzialmente, l’alimentare». Siamo ormai nella “fabbrica globale”, per cui in alcuni settori (trasporti e meccanica, ma anche informatica e telecomunicazioni) i singoli componenti sono prodotti in diversi paesi emergenti, per essere poi assemblati negli stabilimenti della ditta che firma il prodotto. «Di fatto, in Occidente hanno resistito solo pochi settori (come la chimica fine, l’ottica o la farmaceutica) e hanno conosciuto un incremento (sia in termini di occupati che di fatturato) le sole industrie delle armi, del settore satellitare e del lusso». Questo processo, continua Giannuli, è stato determinato dal massiccio trasferimento di capitali e impianti in paesi dell’Asia e dell’America Latina e dal parallelo processo di smobilitazione industriale nei paesi avanzati. «Tutto ciò è stato il frutto di diversi fattori come il rigetto delle popolazioni locali nei confronti delle lavorazioni altamente inquinanti, ma soprattutto dall’esigenza di parte imprenditoriale di abbattere i salari». Così, le delocalizzazioni «sono state la principale arma imprenditoriale nella rivincita contro i lavoratori».

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Gioco del rispetto. «Ritiro mio figlio dall’asilo»

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Risultati immagini per Ritiro mio figlio dall’asiloAmedeo Rossetti, il genitore che per primo aveva segnalato l’introduzione del “Gioco del rispetto” in una scuola materna di Trieste, ha deciso di ritirare il figlio. Come si vede dal servizio tv, l’uomo spiega di aver posto delle domande alle autorità competenti e di aver sollecitato una risposta. Non avendola ottenuta, non ha mandato il bambino alla scuola materna. Sul “Gioco del rispetto”, attività che sotto l’intento di abbattere gli stereotipi di genere propugna l’ideologia gender, aveva scritto tempo fa un bellissimo articolo la scrittrice Susanna Tamaro. Qui, la sua intervista a Tempi.

Intervistato da Vita nuova, Rossetti ha ribadito le sue accuse. «Quando lo scorso 23 aprile – ha raccontato – ci hanno consegnato il foglio di richiesta autorizzazione a partecipare al “Gioco del rispetto” ero rimasto parecchio interdetto, perché lo stesso foglio non riportava possibilità di scelta tra “autorizzo” e “non autorizzo”; mancava anche il minimo cenno all’attività alternativa prevista; in data 27 aprile abbiamo consegnato una Raccomandata alla scuola ed all’Area Educazione del Comune di Trieste, restituendo il modulo e chiedendo, con specifica richiesta di risposta scritta, informazioni sull’attività alternativa, sul progetto di questa, sulle sue finalità, su materiali e sussidi eventualmente utilizzati, su data, ora e durata di tale attività e le persone che la porranno in essere. Dopo tre giorni di assenza di mio figlio all’asilo, oggi l’ho riportato a scuola ed ho notato un avviso affisso in bacheca, con data 8 maggio, che avvertiva che il 13 sarebbe iniziato il progetto e che in alternativa si prevedeva la lettura di due libri.  Continua a leggere

Quei 750mila euro di sbilancio incassati dai coniugi Occhetto

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Da Pieraccini all’ex pm Ayala ecco il tesoro portato a casa dai senatori. E la famiglia Occhetto è in attivo di 750mila euro

Giovanni Pieraccini, Mario Valiante e Karl Mitterdorfer sono nomi che, oggi, dicono poco al grande pubblico perché appartenenti a un’era politica ormai tramontata.

 Queste «colonne della Repubblica», ormai alla soglia dei novant’anni, fanno parte dell’elenco dei vitalizi assegnati dal Senato. Lontani dal Palazzo da più di trent’anni, hanno percepito l’assegno per tutto questo tempo e le erogazioni hanno superato di gran lunga il montante dei contributi versati durante una lunga e onorata carriera di parlamentari. Il risultato, però, è sconcertante. Lo sbilancio dell’ex ministro del Bilancio (perdonate il calembour, ma con Renzi ormai vanno di moda) Pieraccini – successore nel 1964 di Antonio Giolitti – è di oltre 2,5 milioni di euro, quello dell’ex dc Valiante di 2 milioni. Per l’altoatesino Mitterdorfer è superiore agli 1,75 milioni: niente male se si considera che il 95enne bolzanino da giovane optò per la Germania combattendo nella Luftwaffe e garantendosi una croce di ferro di seconda classe.

Il Giornale ha preso in esame l’elenco dei vitalizi in essere del Senato a fine 2014 e ha calcolato per cinquanta ex componenti dell’assise di Palazzo Madama la differenza tra il montante contributivo e le «pensioni» ricevute. Si è preso in esame un contributo medio annuo di 15.873 euro, la cifra grosso modo versata in media ogni anno dagli attuali senatori e comprensiva dell’ addendum per ottenere la reversibilità a favore di coniugi e partner. Come erogazione si è considerata la cifra netta dell’assegno vitalizio mensile. A scopo prudenziale abbiamo considerato sospesa l’erogazione in caso di assunzione di altri incarichi pubblici (consigliere regionale, assessore, eurodeputato, componente di organi costituzionali) sebbene la riforma del regolamento sui vitalizi che ne prevede lo stop risalga al 2012.

Si possono così osservare alcuni casi specifici. Ad esempio, i coniugi Occhetto hanno ricevuto circa 750mila euro in più di quanto abbiano versato. L’ex segretario del Pds è «indietro» di 235mila euro circa, mentre la moglie Aureliana Alberici ha già ottenuto oltre 500mila euro in più delle trattenute. La loro somma è pur sempre inferiore allo «sbilancio» di altri noti esponenti dei Ds come l’ex presidente della commissione Stragi, l’avvocato Giovanni Pellegrino (-1,27 milioni) o come il politologo Gianfranco Pasquino (-800mila euro). Dietro i tre recordmen citati all’inizio figura un ex parlamentare comunista come Sergio Flamigni che, abbandonato il laticlavio nel 1987 si è dedicato a scrivere di «caso Moro» e loggia P2. Con un vitalizio di 6.227 euro mensili è stato sicuramente più facile: in questi 28 anni, però si sono prodotti circa 1,7 milioni di quello che per un normale pensionato si definirebbe «buco previdenziale». Che, poi, insomma è più difficile parlare di mancate perequazioni e sentenze della Consulta per chi riceve poco più di 1.500 euro al mese di assegno Inps quando per gli ex parlamentari, come detto, l’economia è cominciata solo tre anni fa. Vale anche per l’ex sottosegretario dc Riccardo Triglia (5.692 euro e una posizione in rosso per un milione).

Prima della riforma, infatti, con meno di trent’anni in Parlamento si riceveva l’85,5% dell’indennità. Se si aggiunge che anche le legislature concluse prima del quinquennio naturale venivano considerate come intere, si ottengono i superassegni di Mitterdorfer (6.868 euro) e dei democristiani Pietro Pala e Giuliano Zoso (6.227 euro entrambi) che hanno ricevuto oltre un milione in più di quanto abbiano versato. Lo stesso dicasi per l’ex ministro socialista Giorgio Ruffolo (4.581 euro di assegno e 861mila euro di ammanco). Così nell’elenco compaiono nomi noti come quelli dell’ex pm Giuseppe Ayala (-297mila), di Nando Dalla Chiesa (-256mila) e del sociologo Franco Debenedetti (-210mila). Il vecchio sistema, inoltre, consentiva di accedere al vitalizio anche con una breve presenza in Parlamento: è il caso di due esponenti di centrodestra come Jas Gawronski e il regista Pasquale Squitieri che hanno ottenuto un trattamento minimo secondo i vecchi parametri (2.381 euro). Avendo versato pochi contributi, però, le loro rispettive posizioni sono già in rosso per 320 mila e 434mila euro rispettivamente. Le regole attuali sono un po’ più stringenti, ma non cambiano la sostanza della questione, ovvero se sia giusto ricevere un assegno «pensionistico» quando i contributi versati sono esauriti.

(1 – continua)

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Buona Scuola, parla Malan (Fi): “Pd fissato con la teoria gender: se italiani sapessero la verità…”

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15 maggio 2015, Andrea Barcariol
Buona Scuola, parla Malan (Fi): “Pd fissato con la teoria gender: se italiani sapessero la verità...'

Intervistato da IntelligoNews, Lucio Malan, senatore di Forza Italia, non ha dubbi sulle finalità dell’emendamento sulla parità di genere inserito all’interno del ddl Scuola, da oggi all’esame della Camera (mercoledì prossimo è previsto il voto finale).

Anche nella riforma della scuola c’è un emendamento sulla parità di genere. E’ l’ennesimo tentativo del governo di far passare la teoria gender?

«Direi che questa è una fissazione
 del Pd che cerca di passare come un partito moderato. Si tratta di un estremismo ideologico voler imporre a tutti, a cominciare dai bambini, una teoria nata nell’ambito dell’estremismo femminista americano. Ormai la inseriscono ovunque, la finalità di questo emendamento è chiara, nonostante il linguaggio in codice che viene usato. Così come ormai è chiaro che essere favorevoli ai diritti significhi essere a favore dei matrimoni gay, delle adozioni e dell’utero in affitto. Parità di genere vuol dire andare nelle scuole a spiegare che avere un padre e una madre è una delle tante possibilità, si possono avere benissimo 2 padri o 2 madri. Dal momento che si dice che i bambini nascono sotto i cavoli e i cavoli si comprano al mercato, si possono comprare da soli, con la moglie o con il compagno. Di conseguenza bisogna spiegare ai bambini che essere stati comprati da 2 uomini è una cosa perfettamente normale».

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DOSSIER: L’uccisione di Osama Bin Laden

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Segnalazione di www.nocensura.com

di SEYMOUR M. HERSH
lrb.co.uk

Sono passati quattro anni da quando un gruppo di Navy Seals statunitensi uccise Osama bin Laden in un raid notturno in un edificio di Abbottabad, in Pakistan. L’uccisione fu il momento più importante del primo mandato di Obama e un fattore importante per la sua rielezione. La Casa Bianca oggi continua a sostenere che la missione fu una questione tutta americana e che gli alti generali dell’esercito pachistano e l’agenzia Inter-Services Intelligence (ISI), non furono informati in anticipo del raid. Questo è falso, come lo sono molti altri elementi dell’amministrazione Obama. La storia della Casa Bianca potrebbe essere stata scritta da Lewis Carroll: bin Laden, obiettivo di una massiccia caccia all’uomo internazionale, davvero aveva deciso che una località turistica a 40 miglia da Islamabad sarebbe stata il posto più sicuro dove vivere e da cui coordinare le operazioni di al-Qaeda? Si nascondeva in campagna, ha detto l’America.

La bugia più eclatante è stata che due tra i più importanti leader militari pachistani – il Generale Ashfaq Parvez Kayani, capo del personale dell’esercito, e il generale Ahmed Shuja Pasha, direttore generale dell’ISI – non sono mai stati informati della missione statunitense. Questa rimane la posizione della Casa Bianca, nonostante una serie di rapporti che hanno sollevato diversi dubbi, tra cui uno di Carlotta Gall nel New York Times Magazine del 19 marzo del 2014. Gall, che è stata per dodici anni corrispondente del Times in Afghanistan, scrisse che le era stato detto da un ‘funzionario pachistano’ che Pasha era già a conoscenza del raid prima che bin Laden andasse ad Abbottabad. La cosa fu negata dai funzionari USA e pachistani, e si andò avanti. Nel suo libro Pakistan: Prima e dopo Osama (2012), Imtiaz Gul, direttore esecutivo del Centro per le ricerche e gli studi sulla sicurezza, un think tank di Islamabad, scrisse che aveva parlato con quattro agenti dei servizi segreti sotto copertura che – confermando un’opinione piuttosto condivisa – sostenevano che l’esercito pachistano era già a conoscenza dell’operazione. La questione fu nuovamente sollevata nel mese di febbraio, quando un generale in pensione, Asad Durrani, che era a capo dell’ISI nei primi anni ’90, disse a un intervistatore di al-Jazeera che era ‘molto probabile‘ che gli alti ufficiali dell’ ISI non sapessero dove era nascosto bin Laden, ‘ma era ancora più probabile invece che lo sapessero’. E l’idea è che, al momento opportuno, la sua posizione sarebbe stata rivelata. E il momento giusto sarebbe stato quando fosse stato possibile avere un’adeguata contropartita – se hai per le mani uno come Osama bin Laden, non lo consegni così su due piedi agli Stati Uniti.
Questa primavera ho contattato Durrani e l’ho informato in dettaglio di quello che avevo saputo sul raid di bin Laden da fonti statunitensi: che bin Laden era stato prigioniero dell’ ISI nel complesso di Abbottabad fin dal 2006; che Kayani e Pasha sapevano in anticipo del raid e avevano fatto in modo che i due elicotteri che trasportavano i Seals ad Abbottabad potessero attraversare lo spazio aereo pachistano senza far scattare alcun allarme; che la CIA non era a conoscenza di dove fosse bin Laden spiando i suoi corrieri, come ha dichiarato la Casa Bianca nel maggio 2011, ma lo seppe da un ex alto funzionario dell’intelligence pachistana che tradì il segreto in cambio di una ricompensa di una grossa parte dei 25 milioni dollari offerti dagli Stati Uniti, e che, mentre fu Obama a ordinare l’attacco e i Seals ad effettuarlo, molti altri dettagli della vicenda sono risultati falsi.Quando verrà alla luce questa nuova versione dei fatti – quando accadrà – la gente in Pakistan ve ne sarà tremendamente grata,‘ mi ha detto Durrani.  Continua a leggere

Cara, è vero che ti amo, ma non si sa mai…

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Dopo l’approvazione del divorzio breve, la prossima ”conquista civile” sarà il divorzio concordato prima di sposarsi
di Tommaso Scandroglio

Gli onorevoli Alessia Morani (Pd) e Luca D’Alessandro (Fi) sono i primi firmatari del cosiddetto divorzio breve. Sei mesi, al massimo un anno e si può buttare nell’inceneritore legale il proprio matrimonio. Gli stessi Morani e D’Alessandro stanno cercando di far approvare un altro disegno di legge volto all’uxoricidio legalizzato, quello concernente i patti prematrimoniali.
Il Ddl prevede l’inserimento nel Codice Civile del seguente articolo, l’art. 162 bis: «I futuri coniugi, prima di contrarre matrimonio, possono stipulare un patto prematrimoniale in forma scritta diretto a disciplinare i rapporti patrimoniali in caso di separazione personale, di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio».
In buona sostanza si tratta di questo: prima di sposarsi i nubendi mettono per iscritto le loro volontà in merito ai rapporti patrimoniali in caso di separazione o divorzio. Ad esempio possono decidere che una volta che si sono detti addio, l’uno versi all’altra una somma di denaro periodica, oppure le lasci in affitto una casa, oppure rinunci al mantenimento dell’altra parte salvo il diritto agli alimenti, oppure escluda «il coniuge della successione necessaria», come leggiamo nel testo del disegno di legge. Continua a leggere

Guerra tra banche

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SWISSLEAKS: DAL 'PORTABORSE' DI ASSAD AI TRAFFICANTI DI ARMISegnalazione del Centro Studi Federici

Segnaliamo un articolo dell’economista ticinese Alfonso Tuor sulla questione del coinvolgimento della Cia nello scandalo HSBC. 
 
La CIA dietro la lista Falciani, di Alfonso Tuor
L’ex impiegato della HSBC di Ginevra sostiene che si trattava di una guerra economica per indebolire le banche europee
 
La vicenda di quello che è stato chiamato lo Edward Snowden della finanza si tinge di colori sempre più inquietanti. Infatti Hervé Falciani, in un’intervista pubblicata dal Financial Times sabato 25 aprile, afferma che la CIA era direttamente coinvolta nella sottrazione dei dati dei clienti della filiale svizzera del colosso bancario HSBC. Insomma, Hervé Falciani non avrebbe agito da solo, come invece sostengono le autorità svizzere e la stessa banca, ma sarebbe stato uno strumento di una “rete” di persone tra le quali spiccavano agenti della CIA. Addirittura queste persone avrebbero insegnato allo stesso Falciani come aggirare le protezioni informatiche dell’istituto per copiare l’insieme dei dati. L’ex informatico della sede ginevrina di HSBC sostiene pure che in un processo proverà il coinvolgimento della CIA non solo nel sottrarre i dati, ma anche nell’aiuto prestato perché questi files giungessero nelle mani delle autorità giuste. Lo scopo dei servizi segreti americani era di scardinare un bastione del sistema bancario europeo in quella che lo stesso Falciani definisce una vera e propria guerra economica.
Il quotidiano inglese dubita sulla veridicità dei racconti di Falciani, anche se il tempo dei fatti e quanto successe in quegli anni danno grande credibilità alle parole dell’ex informatico. Infatti Hervé Falciani scappò dalla Svizzera nei primi mesi del 2008 portando con sé i dati relativi a più di 100mila clienti della banca. Dunque, questi avvenimenti avvengono proprio mentre si sviluppa la grande offensiva statunitense contro UBS e contro il segreto bancario svizzero, che – come molti hanno scritto – non era tanto mossa dall’obiettivo di lottare contro l’evasione fiscale, quanto da quello di indebolire dei concorrenti e di favorire le banche di Wall Street. Ma questa analisi dei fatti non era confortata da prove che dimostrerebbero che i servizi segreti americani erano coinvolti in attività illecite su suolo svizzero. La conferma in un processo di queste affermazioni sarebbe clamorosa e dovrebbe comportare anche una reazione appropriata del nostro Paese.
Si tratterebbe di una brutta gatta da pelare per il Consiglio federale. E infatti non sorprende che almeno finora queste dichiarazioni dell’ex impiegato di HSBC siano passate “inosservate”. E molto probabilmente resteranno così, poiché nessun Paese vuole veramente intentare un processo contro Hervé Falciani.
Ma se analizziamo quanto è successo negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008, si nota che è continuata l’offensiva americana contro il sistema bancario svizzero ed anche europeo. E oggi, nonostante proprio le banche americane siano state la causa della crisi, si deve constatare che tutti i loro principali concorrenti (non solo svizzeri) sono stati ridimensionati, spesso costringendole a patteggiamenti su comportamenti che non erano chiaramente irregolari, come è capitato alla francese BNP-Paribas costretta a pagare 9 miliardi di dollari. Insomma con le buone e con le cattive il dominio di Wall Street e delle sue banche è stato ripristinato. In questo contesto le proposte americane di creare un mercato unico transatlantico (cui anche la Svizzera sarebbe costretta a fare parte), che sono attualmente oggetto di trattative segrete tra Washington e Bruxelles, dovrebbero essere valutate con grande rigore per far sî che l’Europa non sia sempre il “servetto” degli Stati Uniti.
 
 
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ECUMANIA: Bergoglio si fa imporre le mani dai Pentecostali

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OSSROM39669_Articolo(Vatican Radio) Pope Francis on Thursday afternoon met with a group of Pentecostal pastors in the “Auletta”, a meeting room adjoining the Paul VI Audience Hall.

A statement released by the Holy See Press Office said the meeting was private, and involved around 100 pastors from around the world. The group was led by Pastor Giovanni Traettino, whose community in the Italian city of Caserta was visited last year by Pope Francis.

The statement said the meeting was “very cordial” and characterized by a “spirit of prayer for unity.”

Pope Francis was accompanied by Cardinal Kurt Koch, the President of Pontifical Council for Promoting Christian Unity.

Fonte: http://en.radiovaticana.va/news/2015/05/08/pope_francis_meets_with_pentecostal_pastors/1142637

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«PASSIONE E MORTE» DEL PAPATO COLPITO DAI «PAPI GNOSTICI»

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pr2L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

La mente umana è creata per la verità. E la vita umana è guidata dal pensiero e dalla volontà liberi, che per seguire il suo bene deve avere certezze, perciò conoscere verità. Già per Aristotele, poi San Tommaso, la verità è nel pensiero, espresso nel linguaggio per la sua conoscenza, «gnosi», ma la sua misura è nell’«essere». Così, il pensiero e la parola per esprimere la conoscenza della verità, si riconoscono dipendenti dell’essere. Non così nei discorsi che esprimono deduzioni soggettive sullo stesso essere, come fa la «gnosi spuria». Essa è suscitata dal nemico dell’uomo e di Dio per invertire questo fine, allontanando il pensiero umano dal suo scopo di conoscere la verità per guidare la vita. Non è difficile spiegare, naturalmente tra persone che amano la verità, come il cogito modernista e perciò conciliare, si svela seguace del senso gnostico – soggettivista, che è avverso alla verità che dovrebbe cercare e invece pensa di determinare idealisticamente.

La verità essendo definibile come adeguatezza della mente alla realtà, trova nell’idealismo una definizione in senso contrario, per cui sarebbe la realtà a doversi adeguare alle idee delle menti illuminate dalle esperienze di vita secondo le tendenze attuali. E qui, riguardo alle verità religiose, siamo al Modernismo che, aggiornato ai tempi, piega la verità cattolica ai «bisogni» della vita presente, dimostrandosi proprio un prodotto della «gnosi spuria». Ecco come la mentalità modernista e perciò conciliare, inverte la stessa nozione di verità in un senso gnostico. Esso si manifesta in ognuno dei «papi conciliari» nella loro apertura agli andazzi e poteri vincenti del mondo moderno, pur se condannati dal Magistero della Chiesa. Vediamo. Roncalli, poi Giovanni 23, che aveva idee moderniste aperte alla Massoneria, contro tutto quanto i Papi avevano definito e insegnato in materia. E Montini, poi Paolo 6, di idee moderniste non solo aperte alla Massoneria, ma a una  cristiana democrazia allineata ai principi dell’ONU. Continua a leggere

Adesso gli immigranti spendono i nostri soldi nelle sale da gioco

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http://www.ilgiornale.it/news/cronache/adesso-i-migranti-spendono-i-nostri-soldi-nelle-sale-gioco-1128363.htmlIl Giornale – Giovedì 15 maggio 2015

Per fare i soldi facili i profughi spendono gli aiuti dello Stato italiano nelle sale scommesse, in gratta e vinci e giocate su internet

di Sonia Bedeschi

 

Basate entrate in una sala scommesse per trovarli. Nella provincia di Cremona in questi giorni stanno aumentando le segnalazioni sulla presenza di profughi aiutati dallo Stato nelle sale dove si punta.

Avete capito bene, gli extracee tentano la fortuna utilizzando quei due o tre euro al giorno che ricevono per le puntate: scommesse di calcio, gratta e vinci e quando capita anche qualche giocata sui siti internet che emulano le attrazioni di un casinò. A Cremona per esempio, un bel numero di migranti arrivati negli ultimi mesi dall’Africa, dopo aver affrontato il “viaggio della morte” in condizioni disperate e disumane, non ha resistito alla tentazione del gioco. Forse la strada più facile per raccattare subito qualche soldo, che, in caso di vincita, andrebbe nelle mani dei prossimi trafficanti per raggiungere il nord Europa. Certamente non si parla di grosse puntate, di grandi vincite, ma quello che pesa come un macigno è l’aspetto morale. Pensare che i soldi dati dallo Stato italiano finiscano in gratta e vinci o sale da gioco fa male, perché anche se si tratta di pochi spiccioli per immigrato, a fare la quantità è la somma di profughi arrivati e in arrivo.

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Generali tedeschi contro la diplomazia ottusa dei loro politici (e di quelli europei) !

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L’esperienza dimostra che è meglio essere amici con la Russia. La Lettera di 19 generali tedeschi

 

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“A 70 anni dalla fine della guerra che ha ucciso 27 milioni di cittadini sovietici, la guerra diviene di nuovo compagna dell’umanità”, si legge in una lettera aperta intitolata  ‘Soldati per la pace’, pubblicata sul quotidianoJunge Welt ‘. “La riorganizzazione del mondo, sotto la guida degli Stati Uniti e dei suoi alleati, ha portato a guerre in Jugoslavia e Afghanistan, Iraq, Yemen, Sudan, Libia e Somalia”. I firmatari parlano di una “campagna mediatica senza precedenti” di “isteria di guerra e russofobia.” Secondo i miltari tedeschi questo contraddice il ruolo diplomatico che potrebbe essere svolto dalla Germania, data la sua “posizione geopolitica, l’esperienza storica e gli interessi oggettivi della gente”. “ Poiché sappiamo molto bene cosa è la guerra, noi siamo a favore della pace “, hanno sottolineato.

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Dalla Svizzera fanno sapere che “la Santa Famiglia non è più il modello ideale”

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Segnalazione di S.T.

CARDINALE ERDO

Primi botti in vista del Sinodo di ottobre…

Roma. Il cardinale Péter Erdo, arcivescovo di Budapest e relatore generale del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, ha avvertito che “una pressione senza legittimità teologica sicuramente causa soltanto una divisione ulteriore nella chiesa”. Insomma, meglio che non ci siano calate sull’Urbe di presuli decisi a rivoluzionare la morale sessuale cattolica – “noi non siamo una filiale di Roma”, aveva fatto sapere il cardinale Reinhard Marx, capo dei vescovi tedeschi e pronto ad andare per conto suo a prescindere dalle risultanze sinodali – ma piedi ben piantati a terra. “Sono questioni che vanno affrontate con precisione, con un grande senso di fedeltà alla tradizione e una grande sensibilità verso le possibilità che stanno dentro l’eredità teologica e istituzionale”, ha aggiunto Erdo, che lo scorso ottobre prese pubblicamente le distanze dalla relatio post disceptationem da lui stesso firmata (ma non scritta) che annunciava svolte radicali su divorziati e risposati, omosessuali, comunione spirituale e sacramentale.

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Scuola, Pisa: obbligatoria l’ora di cultura Rom

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Inizialmente il laboratorio era facoltativo e previsto per il pomeriggio, ma poiché “quasi nessuno aveva deciso di frequentarlo” è stato spostato alla mattina e reso obbligatorio.

Immigrazione: foto Rossi con famiglia Rom,scatta la polemica

A Pisa, nella scuola media “Fucini”, fa discutere l’inclusione nel programma scolastico dell’ora di “cultura rom”, nell’ambito di un programma di integrazione dei piccoli studenti di etnia nomade. Come racconta Libero, il progetto prevede sei ore complessivamente, da tenersi durante le lezioni di italiano.

Per la professoressa Marta Trafeli, che ha dato la disponibilità delle proprie ore per “ospitare” il laboratorio, l’iniziativa serve a “invogliare i ragazzini rom a venire a scuola, anche perché tra loro c’è un alto tasso di dispersione scolastica”. Durante le ore di “cultura rom”, spiega la docente, “viene un educatore che spiega ai nostri studenti la cultura e la tradizione di quel popolo”.

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Putin propone all’Europa un’alleanza euroasiatica anti-USA

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La “sorprendente” proposta della Russia all’Ue: stracciate il TTIP e unitevi all’Unione Eurasiatica

PUTIN SORGNONE

Deciderà l’Europa di averne avuto abbastanza dell’eutanasia economica imposta dalle sanzioni a Mosca volute dagli Usa?

Appare sempre più evidente come le sanzioni decise dall’UE e dagli Usa alla Russia in seguito alla crisi ucraina e più in generale il blocco finanziario contro Mosca abbiano prodotto le sue conseguenze più nefaste contro i paesi membri dell’Ue. La Germania è stata la prima ad ammetterlo alla fine del 2014 con la sua economia ormai sull’orlo della recessione. Ma si tratta di una considerazione ormai di uso comune all’interno dell’Ue. L’ex primo ministro italiano Romano Prodi, ad esempio, ha scritto sul Messaggero che un’economia russa debole non è desiderabile e profittevole per l’Italia. Secondo Prodi le sanzioni alla Russia per la crisi ucraina e l’abbassamento dei prezzi del petrolio e del gas faranno crollare il Pil russo del 5% annuo, determinando, a sua volta, un crollo delle esportazioni italiane del 50% nel paese.

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Gender nelle scuole: Pd approva emendamento

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DONNO

Roma, 14 mag – “Il Piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo l’educazione alla parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti ed i genitori sulle relative tematiche come previsto anche dall’articolo 5, comma 2, del decreto legge 14 agosto 2013 n. 93 convertito nella legge 15 ottobre 2013, n. 199 in materia di Piano di azione straordinario contro la violenza”.

Si tratta del comma 8bis, all’Art. 2 che introduce l’insegnamento della parità di genere in tutti i curricola

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