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Angelino, Disastro dall’Interno

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by Emanuele Ricucci

10056-immigrazione-alfano-con-avvio-triton-stop-immediato-mare-nostrumMio padre era poliziotto. Per anni, molti, ha lavorato al Ministero dell’Interno presso la segreteria particolare del Ministro. Ne ha visti di ministri, a rotazione. Legislatura dopo legislatura. Lavorava spesso al loro fianco. Io sono cresciuto con le sue storie, con quelle vicende. Costruivo in me l’immagine di un uomo-istituzione elegante e raffinato, figlio sì della “vecchia politica” ma anche dell’eleganza formale, di una ferrea morale e di un concreto senso logico, carismatico. Per carità, come saggiamente riporta il detto metropolitano, “la gente che ha rovinato il mondo ha la cravatta e non i tatuaggi” però da quelle storie, di quella figura mi ero dipinto un’immagine diversa. Quella sorta di incantata allegoria che arriva ad oggi, quando bruscamente si scioglie, fino al Governo Renzi, quello dei senza cravatta, giovani dentro, superyeah!, ai Grillini, quelli senza etica né estetica, fino ad arrivare a lui, Alfano.

Angelino è un fenomeno e non lo sa. Ma non è un gioioso accostamento. Insomma, per fenomeno non s’intende il giovanotto dall’aria spensierata e gagliarda che ballava YMCA al raduno delle giovani marmotte del suo partito, al Sestriere, in occasione della scuola politica del NCD.
Angelino è un fenomeno vero, o almeno ne è parte; rappresenta esattamente quel disinteresse disincantato e disilluso tipico dei sinistri politicamente corretti (con la sambuca) de noantri. Quelli dal “Naaaa, ma quante sciuocchezze vai dicendo” facile, quelli che ripudiano l’oggettività e la realtà, che negano l’evidenza contribuendo a creare una flaccida e distorta visione globale delle cose. Lui è Angelino, per questo cade sempre dalle nuvole. Come quella volta che annunciò, col piglio di uno che ci sa fare, che non avrebbe dato scampo all’assassino delle tre sorelline di Lecco, che lo avrebbe scovato, acciuffato e gettato in gattabuia. Peccato che, mentre tentava di fare il ministro, i Carabinieri avessero già arrestato la colpevole, la mamma delle tre piccole e da qualche ora per giunta.

Ora, che in un paese globalizzato, iperstressato, mezzo scassato eppure in giro col vestito buono alle cene di galà dell’Unione Europea, gestire l’Ordine Pubblico sia cosa non facile lo sappiamo. Che ci sia la possibilità di infiltrazioni terroristiche, di continui sbarchi di immigrati, di improvvise calate di barbari metropolitani ne siamo ben a conoscenza. Ma che un Ministro dell’Interno arrivi sempre dopo i fuochi d’artificio, è altra cosa. Eppure faceva parte del gioco, anche quando Angelino accettò l’incarico. Proprio quando arrivavi a dire “No, peggio di Mancino nessun’altro”, arriva lui a smentire burocrati, addetti ai lavori e paesani tutti.
Ma qui non si tratta di aggiungersi alla fila di chi va reclamando testa e dimissioni di Angelino, di constatare ciò che già è palese. Mi chiedo, da cittadino, come caspita sia possibile nel senso vero del termine che lui sia lucidamente (ancora) Ministro dell’Interno in un Paese allo stremo, in cui serve polso vero. Suvvia, non facciamo i sofisticati, chiunque se lo starà chiedendo.

Angelino attore, la spalla del duo comico fiorentino Renzi-Alfano. Angelino il “fassista”, da segretario nazionale del PDL, rottamatore di Berlusconi, nuova espressione del centro destra, al pieno sostegno all’elezione renziana del Presidente Mattarella col suo Nuovo Centro Democristiano. Angelino di “Mare Mostrum”. Angelino e il calcio, gli Ultras del Feyenoord e Genny ‘a Carogna. Angelino e le ultime parole famose, più rassicurante di Max Pezzali: andrà tutto bene, giammai potranno esserci infiltrazioni terroristiche tra i migranti in arrivo sulle nostre coste. Angelino che si ricorda delle forze di Polizia – che ormai possono contare esclusivamente sulle loro spalle, sulla loro organizzazione e senso professionale – solo quando gli arrestano qualche schifosissimo tizio implicato con la strage del Bardo o tengono duro alle randellate piene di ganja ed idiozia di qualche rivoluzionario figlio della “Milano bene” portando a casa la pelle e la città. Angelino il twittarore, campione di salto con l’Hashtag.

La Top Three: “Leggo deliranti dichiarazioni di indignazione perché abbiamo avuto abilità di arrestare un sospettato di terrorismo” (abilità?) , “ Con la nuova agenda #UE per l’immigrazione abbiamo cominciato ad abbattere muro di #Dublino. Equa distribuzione dei migranti grande risultato” (equa distribuzione?) e su tutti: “Abbiamo approvato una buona legge elettorale che dà stabilità, rappresentanza e anche le preferenze (preferenzi ndr). Con #italicum la #giustadirezione” (buona legge elettorale che da rappresentanza?)
Un Disastro dall’Interno. Ma è mai possibile, senza risultare anacronistici, demodé o fuori luogo, interrogarsi se Angelino sia la persona più adatta a gestire gli “affari interni” di questo paese?

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Il “card.” Burke e la IV epistola di Cassiodoro agli enologi

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Cassiodoro Verona FedeleA poche ore dalla pubblicazione di questo articolo, ci informano che la “messa” con omelia su Cassiodoro presso la chiesa di Monteforte è stata annullata…

di Matteo Castagna

Foto a lato della recensione di “Verona fedele”, settimanale diocesano (08/02/2015)

Ebbri di Concilio e di Recioto”. Non potrebbe esservi titolo migliore per la performance conciliare prevista per questo fine settimana nella zona di Monteforte/Soave/San Bonifacio, in provincia di Verona.

Mentre qualche anno fa l’attuale “vescovo” di Verona Giuseppe Zenti si fece nominare “Cavaliere dello Snodar” (vino Recioto della Valpolicella) dall’omonima confraternita di burloni, con tanto di cerimoniale pubblico, ora, nella Valle più ad est della città, il “card.” Leo Burke, baluardo dei conciliar-conservatori, delle “vedove ratzingeriane” e di alcuni pseudo-tradizionalisti, non odorerà l’incenso delle funzioni “extra-ordinarie” dell’unica fede conciliare, ma sorseggerà “nettare Soave” come testimonial di una tre giorni su Cassiodoro, alla 46^ Festa del Vino di Monteforte d’Alpone (VR). Continua a leggere

Il “fare” di Tosi. Ma fare che?

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Risultati immagini per siamo abituati a fare tosidi Alessio Mannino

Il candidato governatore ex leghista è contrario a fermare le opere sotto indagine. Con argomenti discutibili.

L’avevamo già pizzicato, a sostenere tesi discutibili sul rapporto fra politica (decisioni istituzionali) e magistratura (sentenze giudiziarie). Quella volta Flavio Tosi aveva commentato la condanna in primo grado del suo ex vicesindaco Vito Giacino come se, di fatto, non contasse nulla, perché «si è innocenti fino alla sentenza definitiva». Bella castroneria: si chiama “condanna” per qualcosa, mica così, a buffo. Oggi il candidato del «fare» alla guida della Regione Veneto ci regala un’altra perla. Alla tribuna elettorale su Rai 3 ha messo in chiaro che per lui il Mose, la Pedemontana, la Valdastico Sud, la Nogara mare e le altre infrastrutture in costruzione nel Veneto non si devono fermare in quanto sotto inchiesta dei giudici perché «se si fa così, in Italia, non se ne fa nemmeno una». Continua a leggere

Miti laicisti: Ipazia

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Risultati immagini per IpaziaSegnalazione del Centro Studi Federici

Riproponiamo un nostro comunicato del 2010 su Ipazia, in quanto periodicamente la cultura ufficiale promuove la “canonizzazione laica” del personaggio. Uno degli ultimi esempi è un articolo della Stampa del 1/5/2015: “Ipazia, la filosofa pagana uccisa dai talebani cristiani”.
 
Il mito di Ipazia, di don Francesco Ricossa (n. 64 della rivista Sodalitium)
Lo storico medievista Franco Cardini è noto come cattolico, e persino, per quel che valgono certe etichette, tradizionalista, e lui stesso si presenta come cattolico praticante.
Certuni si sono stupiti di alcune sue dichiarazioni, in margine al cosiddetto “caso Williamson”, con le quali Cardini si diceva d’accordo con Gad Lerner nel definir Gesù Cristo ebreo e non cristiano, essendo il cristianesimo invenzione di Paolo di Tarso (leggi: San Paolo), tesi questa di cui fu autore un ebreo, e mille volte confutata. Scrive Cardini:

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Carlo Di Pietro parla di Fatima alla trasmissione “La strada dei miracoli”

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Risultati immagini per Carlo Di Pietro parla di Fatima alla trasmissione "La strada dei miracoli"di Redazione

Chi avesse perso la diretta del 19 Maggio 2015, ha la possibilità di ascoltare qui la registrazione dell’intervento del giornalista e scrittore Carlo Maria Di Pietro, collaboratore di Radio Spada e di Agere Contra, che è stato invitato su RETE 4 a parlare di Fatima, del Terzo Segreto, della teoria della sostituzione di suor Lucia e che con un Rosario in mano, alla fine conclude lasciando a bocca chiusa un Alessandro Cecchi Paone già pronto al consueto show anticattolico.

Clicca qui per il Video: http://www.dailymotion.com/video/x2qs3zz

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Oggi Verona festeggia il suo patrono, San Zeno

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Risultati immagini per San Zenodi Redazione

Oggi la città di Verona festeggia il suo Santo Patrono  e il quartiere di San Zeno fa festa. Iniziano, all’ombra della Basilica, le cinque giornate di musica e sapori organizzate per la ricorrenza che, oggi, vedrà chiusi scuole e uffici pubblici.

Fino a domenica, il centro del quartiere da piazza San Zeno a Piazza Pozza e Piazza Corrubio, si animerà con stand, giochi e dimostrazioni sportive per i più piccoli.

La Basilica è aperta alla venerazione del corpo del Santo in cripta. Noi Cattolici tradizionalisti ricordiamo San Zeno con un Santo Rosario e con le preghiere a Lui dedicate, affinché interceda in nostro aiuto.

di Antonio Borrelli

La festa liturgica di San Zeno è il 12 aprile; nella diocesi di Verona, però, la ricorrenza è stata spostata al 21 maggio, a ricordo del giorno della traslazione delle reliquie nella basilica, avvenuta il 21 maggio 807. Continua a leggere

Il sentimentalismo, ovvero la ‘teologia del sentimento’ che porta ad eresia e scisma

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Il sentimentalismo, ovvero la ‘teologia del sentimento’ che porta ad eresia e scismaA cura di Carlo Di Pietro

Introduzione.

Questo breve estrapolato dal «Dizionario di Teologia Dommatica» (1952, Piolanti, Parente, Garofalo, Editrice Studium Roma) spiega con relativa semplicità come si può arrivare all’eresia (materiale o formale) ed allo scisma (o atteggiamento scismatico) attraverso il sentimento.

Alla luce dei fatti, si può sostenere che oggigiorno il «sentimentalismo» sembra aver causato numerosi “piccoli” scismi all’interno della Chiesa, tante eresie, di fatto provando a minare l’Unità e la Santità della Chiesa stessa, in contesti più o meno vasti.

Tuttavia, laddove non ricorrono le note distintive (una o più di una) che caratterizzano la Chiesa, ovvero Unità, Santità, Cattolicità, Apostolicità, lì c’è un problema che, nella storia, all’occorrenza, abitualmente i Pontefici (e/o i Vescovi – Chiesa docente) hanno sanato, talvolta tempestivamente, altre volte nei tempi comunque necessari ed opportuni ad evitare il divampare di eresie e scismi. Continua a leggere

La famiglia è il più grande nemico del mercato globale. Per questo la odiano

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Risultati immagini per contro il mercato globaleSegnalazione di Federico Prati

di Benedetta Scotti

(cinquepassi.org) – Nella biblioteca di una nota scuola di business un giovane universitario compila nervosamente il suo Curriculum Vitae. Appena sotto il proprio nome ha aggiunto: “celibe”. Incuriosito, un amico gli domanda il perché di quell’informazione specifica. Il giovane, come sorpreso dall’ingenuità della domanda, replica che spera, in tale modo, di aumentare le chances di essere assunto: “Se non hai famiglia, l’azienda sa che sei più flessibile in termini di orari e di spostamenti. Così hai più possibilità di essere selezionato”. Risposta emblema di quella mutazione socio-economica che potremmo riassumere così: dal “tengo famiglia” al “non tengo famiglia”. Da principio e fine dell’agire economico a deprecabile fardello e impedimento.
Con un’affermazione forse ardita, potremmo dire che oggigiorno la famiglia, economicamente intesa come prima scuola di solidarietà e di ponderato uso delle risorse, è un elemento eversivo, nel senso che è estranea ai meccanismi che regolano il mercato globale. Infatti, la naturale propensione al risparmio e la struttura solidaristica del focolare domestico mal si conciliano con un sistema economico costruito su una spesa consumistica senza limiti e fondato su uno spirito di competizione esasperante. Inoltre, i tempi e le logiche della vita familiare sono incompatibili con i – troppo spesso – massacranti ritmi di lavoro imposti dal mercato, da accettare docilmente pena il benservito per mancanza di competitività. Come suggerisce l’episodio (reale) del giovane studente alle prese con il curriculum, in Occidente il non tenere famiglia è divenuto un vero e proprio vantaggio competitivo. Ma come si è potuti arrivare al “non tengo famiglia”? Continua a leggere

Ravenna, cori islamici contro la processione in onore della Madonna: “Andate via di qui, andate via di qui!”

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Segnalazione di S.T.

Ravenna, cori islamici contro la processione in onore della Madonna: "Andate via di qui, andate via di qui!"

A Conselice (Ravenna) una processione mariana è stata turbata da alcunicori contro il mondo cattolico provenienti dalla sede di un’associazione islamica. Come riferisce Il Resto del Carlino domenica 10 maggio un centinaio di persone, fra cui diversi bambini che a breve riceveranno la Comunione, stavano sfilando per le vie del paese con l’immagine della Madonna in testa. Una volta raggiunta via Dante Alighieri, riferisce uno dei presenti, “alcuni ragazzini, che si trovavano al piano terra dell’edificio che ospita la sede dell’associazione di cultura islamica Attadamun, hanno intonato per alcune decine di secondi una sorta di coro del tipo Andate via di qui, andate via di qui”.

Le scuse – L’episodio di intolleranza religiosa ha scatenato le reazioni degli abitanti e dell’amministrazione locale. Dopo un incontro fra il sindaco Paola Pula e i rappresentanti dell’associazione islamica, sono arrivate le scuse della comunità attraverso una lettera formale destinata alla parrocchia. “L’accaduto, anche se riguarda il comportamento di alcuni bambini – ha commentato il sindaco Paola Pul – non è tollerabile e non va sottovalutato. Considero il comportamento tenuto dai rappresentanti di entrambe le comunità, la migliore risposta a qualsiasi strumentalizzazione del brutto episodio”.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11789791/Ravenna–cori-islamici-contro-la.html

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Timothy Radcliffe “Preti sposati e gay, la Chiesa (conciliare, n.d.r.) è aperta a tutti”

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Timothy Radcliffe  "Preti sposati e gay,  la Chiesa è aperta a tutti"Intervista con il ‘teologo del dissenso’, mentre escono due suoi nuovi libri: Prendi il largo (Queriniana) e Sguardi sul cristianesimo (Emp)

Prima dei princìpi il kerymga, e cioè l’annuncio del Vangelo. È il cuore della teologia di Timothy Radcliffe, maestro dell’ordine domenicano tra il 1992 e il 2001. Inglese, vive a Oxford nella Blackfriars Hall, istituzione dei domenicani dove è visiting professor il filosofo Roger Scruton. E nonostante porti avanti tesi ardite  –  ad esempio la possibilità di matrimonio per i sacerdoti  –  quando gira il mondo non viene accolto come il classico “teologo del dissenso”. Piuttosto, come uno studioso che dal cuore del cristianesimo occidentale sa pungolare la Chiesa perché si apra alla contemporaneità in modo intelligente. Prendi il largo, non a caso, è il titolo del suo ultimo lavoro pubblicato in Italia da Queriniana. Ma ha appena pubblicato per Emp anche Sguardi sul cristianesimo con Armando Matteo, e nei prossimi mesi uscirà per Editrice Missionaria Italiana un saggio sull’attualità della parola di Dio “che è anche per i manager della City”.

Padre, lei invita la Chiesa a “prendere il largo”. Fino a dove?

“Prima di decidere fino a dove, occorre domandarsi da dove partire. Spesso chi ha rinnovato la Chiesa non era sacerdote: san Benedetto, san Francesco, santa Caterina da Siena. La Chiesa può trovare nuove energie soltanto se si riconosce come comunità di battezzati. “Prendere il largo” significa riconoscere che basta il battesimo per partecipare della morte e risurrezione di Cristo. Quando venne chiesto a Wojtyla quale fu il giorno più bello della sua vita, rispose: “Il giorno in cui fui battezzato””. Continua a leggere

StraVerona inaugurata dagli spari dei militi delle Pasque veronesi e i “guai” del “Vescovo verde”…

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Risultati immagini per militi pasque veronesi sparano dai merli della BraSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Spari dai merli di Piazza Brà, Domenica 17/05/2015:

http://www.larena.it/publisher/Home/search/?search_text=straverona

http://www.larena.it/publisher/Home/search/?search_text=straverona

Il “vescovo” di Verona Giuseppe Zenti al centro di polemiche con i “catto-comunisti” di curia e affini per aver inviato una e-mail a 400 insegnanti di religione ove, tra l’altro, dava indicazione di voto per una candidata della Lista Zaia:

http://www.larena.it/stories/379_citta/1174924_zenti_e_il_voto_in_regione_la_polemica_sbarca_sui_tg_rai/

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Esercizi Spirituali di S. Ignazio: “un’ipoteca per la vita eterna”

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altare

 

Segnalazione del Centro Studi Federici

Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola secondo il metodo di Padre Vallet a Verrua Savoia (TO) predicati dai sacerdoti dell’Istituto Mater Boni Consilii.
 
Turni estivi:
– per le donne: da lunedì 17 (ore 12) a sabato 22 agosto 2015.
– per gli uomini: da lunedì 24 (ore 12) a sabato 29 agosto 2015.
 
Per informazioni e iscrizioni: http://www.sodalitium.biz/index.php?pid=8

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RISPOSTA A SUA ECC. REV. MONS. RICHARD WILLIAMSON SULLA TESI DEL PAPA ERETICO

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Risultati immagini per sede vacantedi Fra’ Leone da Bagnoregio

Vogliamo premettere che non si vuol insegnare ad un vescovo la sua funzione, in quanto come vescovo è parte integrante della “chiesa docente”, ma quando si constatano certe incongruenze e certe palesi omissioni è dovere anche dell’inferiore precisare e riprendere anche un superiore per il bene delle anime e per amore della verità ed è ciò che ci accingiamo a fare.

Sono apparsi recentemente due “commenti” (n. 405 e 407) di Mons. Richard Williamson, intitolati “Buon senso sulla sede vacante” nei quali il vescovo espone le argomentazioni formulate da Giovanni di San Tommaso relativamente all’eresia del papa, questa teoria è stata seguita principalmente dai domenicani, ma anche da altri teologi, ma le opinioni sul papa eretico si possono ridurre a cinque e non solo a quella riportata da Mons. Richard Williamson e sono le seguenti:

1°) Il Papa non può cadere nell’eresia. Difesa da molti te­ologi, che però quasi tutti pre­cisano, con S. Roberto Bellarmino, che nel caso do­vesse cadere in eresia cesse­rebbe d’essere papa “ipso facto” poiché “chi è fuori della Chiesa non può esserne il Capo”.

2°) Per la sua eresia, il Papa non perde mai il pontificato. Difesa da un solo Teologo (Bouix) e confutata da molti teologi. Continua a leggere

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