CASAMONICA, ARRIVA LA CONFERMA: LA FALLA IN QUESTURA: I CARABINIERI AVEVANO AVVISATO DEL FUNERALE

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@Corriere-Web-Roma

(di Giuseppe De Lorenzo) – Evidentemente da qualche parte c’è stata una falla. La legge parla chiaro: nel caso in cui un assemblamento di persone, anche casuale, diventa corteo o qualcosa di simile ad una manifestazione, il questore può intervenire.

A dirlo è l’articolo 27 del Tulps, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. E’ successo altre volte, e sarebbe potuto accadere anche per il funerale da re di Vittorio Casamonica, il boss della mafia dei rom di Roma.

Qualcosa non ha funzionato. Partiamo dal principio. Durante la funzione religiosa e il successivo corteo, ben 12 volanti della polizia municipale hanno scortato il feretro del boss mafioso. Sarebbe stato loro compito, viste le persone che si erano radunate dietr la carrozza trainata dai cavalli, chiamare il 113 e informare la polizia (che in materia è competente). A quel punto sarebbe dovuto intervenire il Questore per dirimere la vicenda. Non è successo. Perché? Possibile che la questura non sapesse nulla?

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La bordata di Sgarbi: “Angelino Alfano peggio del clan dei Casamonica”

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l critico d’arte contro il ministro dell’interno: “Ci sono più indagati tra gli esponenti del Nuovo Centro Destra che nel clan dei Casamonica”

 

Tra Vittorio Sgarbi e il ministro dell’interno Angelino Alfano, si sa, non corre buon sangue. Dal suo profilo Facebook, oggi, il critico d’arte ha tirato una bordata micidiale contro il leader Ncd: “Ci sono più indagati tra gli esponenti del Nuovo Centro Destra che nel clan dei Casamonica. Il solo a dover chiedere l’autorizzazione alla Questura prima di allontanarsi da casa, è il ministro Alfano…“.

Proprio in questi giorni, Alfano è finito nella bufera a causa del funerale del capo clan dei Casamonica. Su Roma ha potuto tranquillamente volare l’elicottero che ha riversato sul corteo funebre delle rose. Il clan, in quelle ore, ha fatto di Roma il suo regno, senza che nessuno osasse dire beh.

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Putin sigla l’Ordine “Settembre di guerra”, autorizzando l’attacco nucleare alla NATO

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0,,16367673_303,00Il Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha firmato l’ordine “Settembre di Guerra”, che autorizza l’uso dell’arma atomica nei primi attacchi contro le forze della NATO, per i crescenti i timori del Cremlino che il regime di Obama stia per scatenare un attacco massiccio in Ucraina contro le forze separatiste e la Repubblica Autonoma di Crimea. Il Presidente Putin ha firmato il grave ordine di guerra in Crimea, durante l’incontro sulla sicurezza con i massimi vertici militari della Federazione, secondo il rapporto, prendendo pubblicamente atto delle preoccupazioni del Kremlino affermando: “È evidente che la minaccia di forze estere per destabilizzare in questo o quel modo la penisola rimane: giocando la carta nazionalistica, utilizzando questi o quegli errori ed inefficienze delle autorità, indirizzano le preoccupazioni dei cittadini su un vicolo distruttivo. Alcune capitali parlano apertamente della necessità di condurre attività sovversive; importanti strutture vengono create, e personale per atti di sabotaggio e propaganda radicale viene reclutato e addestrato“. Al momento della firma del Presidente Putin dell’ordine di guerra, secondo il rapporto, oltre 9000 soldati e 3000 componenti delle batterie dei sistemi missilistici balistici tattici Iskander-M della Federazione iniziavano l’immediato rischieramento di 800 chilometri nell’Oblast di Astrakhan, divenendo operativi nel Distretto Militare Meridionale. Acuendo i timori di guerra al Kremlino, la presente relazione continua che i 65000 militari ucraini disposti sul fronte presso Donetsk, secondo gli esperti del MoD, attaccheranno contemporaneamente a pianificati attentati terroristici occidentali in Crimea, nel “maldestro tentativo” di forzare la Federazione a difendere solo quest’ultima, invece della prima. Gli sbarramenti di artiglieria preparatori delle forze ucraine guidate dagli USA già spaventano l’Unione europea (UE) sull’imminente guerra, nota la relazione, e colloqui sulla crisi tra Germania e Francia sono in programma, a cui il Presidente Putin non parteciperà, anche se potrebbe parteciparvi successivamente. I preparativi della Federazione, tuttavia, afferma la relazione, sono “molto più seri” con almeno 50000 soldati altamente addestrati pronti ad intervenire immediatamente in Ucraina, una volta iniziata la guerra, e il massiccio dispiegamento della 20.ma Armata sul fronte occidentale continua a ritmo accelerato. La relazione del MoD rileva inoltre che l’ordine del Presidente Putin estende al 15 ottobre le grandi esercitazioni della Difesa Aerea in corso ad Ashuluk, 500 chilometri dal confine della Federazione con l’Ucraina orientale, che dovrebbe anch’essa combattere in guerra.

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Libertà religiosa: Mattarella, Bergoglio e i Valdesi

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[fonte: Panorama.it]

Segnalazione di Radio Spada

Libertà religiosa: Mattarella, Bergoglio e i Valdesi

 

Potrà sembrare che questi pancristiani, tutti occupati nell’unire le chiese, tendano al fine nobilissimo di fomentare la carità fra tutti i cristiani; ma come mai potrebbe la carità riuscire in danno della fede? Nessuno certamente ignora che lo stesso apostolo della carità, San Giovanni (il quale nel suo Vangelo pare abbia svelato i segreti del Cuore sacratissimo di Gesù che sempre soleva inculcare ai discepoli il nuovo comandamento: « Amatevi l’un l’altro »), ha vietato assolutamente di avere rapporti con coloro i quali non professano intera ed incorrotta la dottrina di Cristo: « Se qualcuno viene da voi e non porta questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo nemmeno » [II Ioann., 10.]. Quindi, appoggiandosi la carità, come su fondamento, sulla fede integra e sincera, è necessario che i discepoli di Cristo siano principalmente uniti dal vincolo dell’unità della fede. [Pio XI, Mortalium Animos]

«La libertà è radice e prolungamento di ogni fede religiosa e la libertà religiosa è alla radice delle libertà civili», ha dichiarato il presidente della Repubblica Mattarella rivolgendosi al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi che si apre a Torre Pellice, in provincia di Torino. Il messaggio è stato reso noto dal Sinodo ed indirizzata al moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini.

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Le case del Comune di Roma in mano ai Casamonica

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FUNERALI CASAMONICA

…Ma nessuno li conosceva…

Secondo il neoassessore Stefano Esposito i Casamonica sarebbero affittuari di vari immobili comunali grazie a dei prestanome

il sospetto l’aveva lasciato trapelare ieri il neoassessore ai Trasporti di Roma, il senatore dem Stefano Esposito. Ora, dalle pagine del Corriere della Sera, i timori per l’arrivo di una conferma aumentano: i Casamonica sarebbero affittuari di alcuni immobili di proprietà del Comune di Roma.

Si trattarebbe di piccoli appartamenti situati lontano dal loro quartier generale, la Romanina, e intestati a qualche loro prestanome, amico o parente. Anche se se ne parla solo per via del calamore mediatico nato dopo il funerale del boss Vittorio Casamonica e grazie allo scoppio dell’inchiesta di Mafia Capitale, il fatto non sarebbe recente ma risalirebbe a “lustri” fa. “Il timore – scrive il Corriere – che circola in Comune è che i casi di appartamenti dati al clan siano, sussurra chi lavora negli uffici, “trenta-quaranta, ma stiamo parlando di un numero arrotondato per difetto’ “. Una notizia che, se confermata, renderebbe più difficile al governo Renzi assumersi la responsabilità di non sciogliere il Comune per le infiltrazioni prodotte da Mafia Capitale. Le zone interessate sarebbero i quartieri Spinaceto, Pigneto, Casilina e Tuscolana, il quartiere della parrocchia di Don Bosco dove si sono svolti i funerali “incriminati”.

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Germania: scontri per l’arrivo dei migranti, molotov contro la polizia

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L’arrivo di migranti ha scatenato violente proteste nella città di Heidenau, non lontano da Dresda, nell’est della Germania. Una manifestazione pacifica contro i richiedenti asilo è ben presto degenerata quando qualche centinaio di estremisti di destra si è scontrato con la polizia. I manifestanti hanno lanciato pietre e bottiglie molotov, le forze dell’ordine hanno reagito con lancio di lacromogeni. Trentuno agenti sono rimasti feriti.

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Adesso anche il Nord Europa vuole respingere gli immigrati

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Mentre l’ondata di immigrati prosegue nella sua marcia verso nord, i Paesi dell’Europa centrosettentrionale si scoprono meno tolleranti di quel che pensavano. Non riescono più a scaricare il peso dell’accoglienza solo su Italia e Grecia: e i cittadini iniziano a ribellarsi

Non c’è solo Quinto di Treviso. Gli abitanti del centro veneto che oltre un mese protestarono furibondi per l’installazione di un centro di accoglienza ora trovano emuli, all’estero.

Complice l’allargarsi dell’emergenza immigrazione verso i Paesi dell’Europa centrosettentrionale, anche negli altri Stati dell’Unione si moltiplicano gli episodi di intolleranza e fastidio verso il moltiplicarsi degli arrivi.

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Immigrazione, lo scienziato Antonino Zichichi: “Allarme nuove malattie”

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ZICHICHI

“Il movimento dei popoli produce un fatto senza precedenti, ovvero la distribuzione delle malattie che diventano molto più pericolose in seguito a questo grande scambio di persone”. A dirlo è stato lo scienziato Antonino Zichichi, parlando del New Manhattan Project nell’ambito della quarantottesima sessione dei Seminari internazionali sulle emergenze planetarie svoltasi a Erice, nel trapanese. “Il nostro scopo è combattere le malattie alla radice. Si tratta di malattie infettive drammatiche, un pericolo per l’intera umanità. Il primo progetto Manhattan è la dimostrazione che se c’è la volontà delle comunità politiche tutto è possibile”.

Malaria – Sul tema è intervenuto anche Loweel Wood, astrofisico americano noto per essere stato allievo di Edward Teller: «Ci sono le condizioni per la diffusione di vecchie malattie infettive come la malaria. Queste patologie vanno inserite nel contesto dei grandi spostamenti di persone e dovremmo soffermarci a riflettere sul ruolo dei vettori, come possono essere le zanzare o le condizioni ambientali. La proposta che arriva da questa comunità scientifica è quella di incrementare il monitoraggio della diffusione della malaria che con un investimento molto ridotto potrebbe essere tranquillamente combattuta”

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LE RADICI DELLA «GRANDE GUERRA»: PICCOLO COMPLOTTO?

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grande luceL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Una Guerra peggiore verrà con il grande segno di una luce sconosciuta (bel Messaggio profetico di Fatima)

Nel maggio 1998, in vista di un articolo del prof. Franco Cardini sull’Imperatrice Eugenia di Montijo, le ho scritto per capire fino a che punto vedevamo le iniziative politiche di quella regina sotto la stessa ottica cattolica. In questo senso la lettera era accompagnata da un mio testo riguardante la politica post rivoluzionaria dell’epoca e non solo di allora, ispirate dallo stesso spirito ribelle della Rivoluzione originale.

La cortese risposta era per dire che tutto questo dal punto di vista della (scienza) storica, faceva sparte della teoria del complotto e aveva solo senso apologetico. La mia seconda lettera è stata per citare lo smarrito senso cristiano della storia, che è pur Storia. Vediamo. «Caro Professore, grazie per la sua attenzione e per le riflessioni nella sua cortese lettera del 1°.V.98. È vero che le pagine del materiale che le ho inviato sono nell’ambito della letteratura apologetica, ma questa per essere cristiana deve rifarsi alla verità, perciò a delle realtà storiche. In questo senso penso che nella sua risposta sia implicito che Lei non ha visto in esse ‘fatti’ contrari alla verità storica conosciuta. Continua a leggere

Vittorio Casamonica, il rom diventato un boss da un miliardo di euro

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Quanto accaduto col “caso Casamonica” non è una questione romana, ma una prassi tutta italiota, che abbiamo ben radicata nel Paese dal 1945  (Matteo Castagna)

Vittorio Casamonica, il rom diventato un boss da un miliardo di euroEra il “Re di Roma” ma nessuno lo sapeva, né le Istituzioni civili né quelle conciliari. Ma i vigili urbani sbugiardano il sindaco Marino: “Non poteva non sapere”… (n.d.r.)

di Salvatore Garzillo

Da zingaro a «Re di Roma». Vittorio Casamonica era arrivato in città negli anni Settanta: un semplice nomade abruzzese di etnia sinti. Se n’ è andato a 65 anni acclamato come un moderno imperatore. A vedere la foto sui maxiposter davanti alla chiesa, col vestito bianco immacolato e la croce di platino al petto, sembra quasi atteggiarsi a Papa. Storia lunga e violenta quella dei Casamonica.  Un impero partito con il commercio di cavalli, costruito col racket e tassi di usura dal 200 al 300%, consolidato col traffico di droga in mezza Europa, e infine ripulito attraverso il settore immobiliare e quello automobilistico.

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Russia: approvata legge che riconosce l’adozione dei bambini solo a coppie eterosessuali

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RUSSIA

di Alessandro Landolina

La Duma, il parlamento russo, ha approvato all’unanimità la legge che riconosce l’esclusività dell’adozione dei bimbi.

Naturalmente di coppie formate da uomo e donna nell’ottica del diritto del bambino di avere un padre e una madre ovvero di crescere in seno alla famiglia tradizionale.

In conseguenza della nuova normativa si crea un ostacolo alle coppie omosessuali straniere di adottare bimbi russi dato ormai la maggioranza dei paese europei di estendere l’istituto dell’adozione alle coppie gay.

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La Banca e la Sinagoga

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Dall’opera monumentale di Mons. Umberto Benigni, Storia Sociale della Chiesa (Casa Editrice Vallardi Milano, 1922, riportiamo anche qui su Radio Spada un capitolo tratto dal terzo volume, La crisi della società antica. Dalla caduta alla rinascita dell’Impero Romano, dedicato a Israele, dove l’autore parla della questione della Banca. Monsignor Umberto Benigni, fondatore del Sodalitium Pianum, è stato uno delle più eminenti personalità del Pontificato di San Pio X, studioso insegne e uomo d’azione nella lotta contro il modernismo. Precisiamo che tutte le espressioni polemiche contenute nell’articolo devono essere inquadrate nel contesto di una lettura appassionata e veridica della Storia della Chiesa e nelle secolare polemica tra Chiesa e Sinagoga, polemica assai lontana da qualunque manipolazione politica delle ideologie novecentesche.

Un ringraziamento al Centro Studi Giuseppe Federici per la preziosa segnalazione. (http://www.centrostudifederici.org/)

Israele
La guerra implacabile mossa dalla Sinagoga contro la Chiesa fin dal tempo degli Apostoli, a base di denunzie al governo pagano e di assassinii tumultuarii, deve cambiare di tattica dopo il trionfo politico e sociale degli aborriti Nazareni.
I popoli non ebbero ad attendere di farsi cristiani per apprezzare la Sinagoga come pericolo etico ed economico per la società delle «genti». Gli attacchi antisemiti che si trovano negli autori pagani bastano a provarlo. Ma quando la romanità divenne la cristianità, l’odio della Sinagoga raddoppiò contro di essa per il motivo religioso, giacché quello spirito, che oggi si chiama talmudico, odia più il cristianesimo che non il paganesimo. Questo rappresenta per la Sinagoga un gregge da domare, da spogliare, da trarne schiavi; quello è l’insieme dei seguaci di Gesù ai quali va l’eredità dell’odio specialissimo del Sinedrio contro il Crocifisso.
Onde vedemmo la nascente società cristiana, sorta al potere, costretta a preservarsi dallo speciale pericolo ebraico che incrudeliva specialmente sugli schiavi cristiani, oltre il costante pericolo morale e materiale che proveniva naturalmente dall’ebraismo contro tutta la società civile.
Degli infelicissimi giorni del diluvio barbarico e della dominazione barbarica in Occidente e quelli anche più tristi dell’invasione saracena, noi troveremo spesso le tracce della nuova tattica della Sinagoga. La Chiesa aveva dovuto crescere nelle catacombe; all’uscirne di questa, la Sinagoga si fece delle catacombe morali, nascondendo, mentre le rinforzava, le sue fila attraverso il mondo occidentale ed orientale (1), facendo sempre del meritato abominio dei goim verso di essa, un nuovo titolo di maggior odio contro di loro. Dominò fin d’allora il tipo dell’ebreo ossequioso, adulatore di tutti i potenti, specialmente di quelli ai quali stava per giuocare qualche brutto tiro, spia politica di tutti contro tutti purché ci fosse da guadagnare e ne nascessero pericoli e danni pei cristiani, pronto a farsi battezzare anche parecchie volte per scampare dalla pena meritata e per fare dello stesso battesimo una trincea entro cui prepararsi a maggiori colpi contro la Chiesa. Vi è insomma in questo periodo intermedio il tipo iniziale di quell’ebreo del medioevo cristiano e islamitico, lebbra dolorosa e vergognosa da cui invano le due società cercano di liberarsi con rimedi empirici e spesso contraddittori. Noi troveremo già in questo periodo i nuovi re che debbono occuparsi della «questione ebraica» per la salute dei loro Stati, mentre già le plebi esacerbate si danno a violenza intermittenti che fanno torto alla civiltà cristiana e nulla rimediano al danno e allo scorno subito dalla religione e dalla società civile.
La grande forza ebraica, la banca, già potentissima nella Roma classica fin dai tempi di Giulio Cesare, è mirabilmente salvata dalla Sinagoga in mezza all’immane catastrofe dell’impero occidentale e, presto, di tanta parte dell’impero bizantino. Basta questo tratto per mostrare l’ammirabile organizzazione e tattica della Sinagoga in quei tempi, in cui una grande civiltà non riusciva a salvarsi. Con la forza del denaro, Israele è padrone dei padroni. Ci sono degli aneddoti che ci mostrano negli oscuri tempi dei merovingi e dei visigoti, tratti di vita pubblica e privata da fare stupire. Fra i tanti vediamo a Clermont d’Alvernia il prete Eufrasio che, morto il vescovo Cautino, vuol succedergli; il modo è semplice: «si fece dare dagli ebrei somme ingenti e per mezzo del proprio cognato Beregesilo le mandò al re».(2) Ed il morto Cautino non era stato da meno: l’indegno pastore era amato molto più dagli ebrei che dai cristiani; a quelli egli era molto ligio perché assaporava le smaccate adulazioni dei mercanti del ghetto e ne li ricompensava pagando ad essi il doppio per le merci che gli vendevano (3).
Così la forza e la debolezza dell’odio ebraico è nel denaro. I manigoldi che martirizzarono sant’Atanasio persiano (nel periodo che ci riguarda) erano ebrei, ed il loro odio anticristiano si sfogò anche sul presule morto, non volendo che il suo cadavere fosse distinto da quelli degli altri. Ma vennero dei ricchi cristiani con delle monete in mano, e i manigoldi vendettero loro la salma venerata. (4)

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L’Ucraina è sull’orlo di una vera rivolta?

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BANDIERA UCRAINA

Segnalazione di Federico Prati

agosto 20, 2015

Andrew Korybko The Saker 19 agosto 2015

Lo si dice dall’inizio della guerra civile iniziata la scorsa primavera, ma l’Ucraina potrebbe finalmente essere sul punto di una rivolta legittima del popolo contro il governo. Le rivoluzioni colorate nel 2004 e 2014 furono organizzate dall’estero (nonostante la rappresentazione fuorviante dei mass media quali movimenti popolari), per raggiungimento obiettivi geopolitici concreti per conto dell’occidente, screditandosi quindi come veri e propri interventi ed esponendone la natura. Anche se l’Ucraina finora non ha avuto una vera rivoluzione (organizzata da ucraini per gli ucraini), non significa che non sia imminente, avendo tutti gli “ingredienti” pronti. Tre sviluppi recenti indicano che il Paese sia assai più vicino a una vera rivoluzione di quanto la maggior parte degli osservatori pretendano, e se la popolazione prende l’ iniziativa cogliendo l’opportunità che ha di fronte, potrebbe invertire le disastrose politiche del regime prima che sia troppo tardi.

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Stop famiglia tradizionale: arriva la nuova gen(d)erazione

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FAMIGLIA TRADIZIONALE

Segnalazione di Federico Prati

di Tatiana Santi

La famiglia oggi è messa in discussione, come l’essere maschio e femmina.

Che la teoria gender esista o meno poco importa, alcuni fenomeni però sono un dato di fatto: nelle scuole girano opuscoli che illustrano coppie omosessuali, addirittura delle favole sono state riproposte ai bambini mostrando loro l’amore tra due principesse o due principi. L’immagine della famiglia naturale quindi cambia sotto i nostri occhi. Perché questo avviene? Come si può mettere in discussione il sesso di una persona, che pare possa essere cambiato come una borsa o un vestito?

A Roma il 20 giugno si è tenuta una manifestazione a sostegno della famiglia naturale, che diverse associazioni gay hanno ovviamente criticato. Rimane da capire, perché sia lecito manifestare per i diritti gay e non lo sia se si sostengono le famiglie naturali. Sputnik Italia ne ha parlato con Riccardo Fenizia, professore di filosofia e autore del libro “Gen(d)erazione nuova. Oltre il senso comune”, che era presente alla manifestazione Family day a Roma.

— Le sue impressioni sulla manifestazione svoltasi a Roma, alla quale ha partecipato, in sostegno della famiglia naturale?

— Le impressioni sono buonissime. C’erano oltre un milione di persone. Dopo una pioggia fortissima, durante la stessa manifestazione è uscito il sole. Si respirava un clima molto bello con persone arrivate da tutt’Italia. E’ stata una vera manifestazione di popolo in difesa della famiglia contro la propaganda gender, che sta diventando invasiva. E’ una teoria insidiosa, perché non ci si rende conto della sua efficacia.

— Lei ha scritto il libro “Genderazione nuova. Oltre il senso comune”. Qual è il messaggio principale che voleva lanciare?

— Il problema della famiglia attuale è un problema di natura filosofica, è legato ad una filosofia femminista che tende ad interpretare dagli anni ’50 la natura umana in modo diverso, cioè privo di identità. Ho notato che si sta realizzando un attacco al concetto stesso di natura e comporta un grave problema. Si lega la realtà solo al desiderio soggettivo, impedendo il rispetto di qualunque dovere, lasciando credere all’uomo di poter manipolare a piacimento se stesso, il corpo.

— Il fatto di mettere in discussione l’essere maschio e femmina a che pericoli può portare?

— Provoca problemi sia per il singolo, la coppia e l’umanità. Mettere in discussione il maschio e la femmina significa mettere in discussione la natura umana, che cresce e nasce proprio dalla bella differenza tra uomo e donna.

Svincolare la natura umana dalla sua sessualità implica una forte astrattezza, che vede l’uomo come essere asessuato, perdendo di vista la sua concretezza e quindi la realtà. Questo porta anche la manipolazione dell’essere umano, che viene creato artificialmente. Si perde la bellezza dell’educazione materna e paterna dei figli.

— La teoria gender arriva nelle scuole. Girano anche favole per bambini modificate dove si mostrano coppie dello stesso sesso. Secondo lei la scuola dovrebbe occuparsi dell’educazione sessuale o è un compito che spetta solo alla famiglia?

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