La fine di un equivoco

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misericordina

di Redazione

Pur non avendo mai aderito alla Tesi di Cassiciacum, riteniamo che questo comunicato dell’ IMBC in merito alla situazione della Fraternità San Pio X sia estremamente chiaro e condivisibile. “Christus Rex” si annovera tra i “sedevacantisti” che dal 2007 (prima della promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum) parlano di accordo “de facto” in corso tra fraterneschi e modernisti e tra coloro che auspicano la fine dell’equivoco… (grassetti redazionali)

Segnalazione del Centro Studi Federici

La fine di un equivoco: riflessioni sulla “Fraternità San Pio X” o “Fraternità degli Apostoli di Gesù e di Maria” (comunicato dell’Istituto Mater Boni Consilii)

Il 1 settembre 2015, in una lettera indirizzata al ‘Presidente del Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione’ Mons. Rino Fisichella, l’attuale occupante della Sede Apostolica, Jorge M. Bergoglio,  ha dichiarato che, durante ‘l’Anno Santo della Misericordia’, a partire quindi dall’8 dicembre, 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II, i sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per sua disposizione, avranno i poteri per confessare tutti i fedeli che ricorreranno al loro ministero, in modo tale che le assoluzioni sacramentali da loro impartite saranno valide e lecite.

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Terra Santa: scuole cristiani discriminate

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TERRA SANTA

Segnalazione del Centro Studi Federici

Scuole cristiane: manifestazione a Nazareth

NAZARETH – Le Scuole cristiane sono in sciopero per protestare contro i tagli di bilancio imposti dal Ministero israeliano della Pubblica Istruzione. Martedì 1° settembre, una manifestazione ha riunito centinaia di persone a Nazareth.

«Le scuole cristiane chiedono uguaglianza», «Le scuole cristiane non sono in vendita», «Le scuole cristiane sono presenti nonostante le persecuzioni»: questo è quello che si leggeva a Nazareth sugli striscioni sorretti da un centinaia di manifestanti.

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A Bruxelles va in scena la rabbia degli agricoltori

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Oltre 5mile agricoltori europei hanno presidiato le strade di Bruxelles per chiedere un aiuto concreto contro la crisi dei prezzi e le controsanzioni russe

Un esercito di 6mila agricoltori e produttori di latte e 2mila trattori. Gli agricoltori di tutta Europa, tra lanci di uova, clacson e sirene, sono tornati a presidiare le strade di Bruxelles per chiedere aiuto all’Unione europea. In giornata era prevista una riunione dei ministri dell’Agricoltura dei 28 stati membri con lo scopo di trovare contromisure contro il calo dei prezzi dei prodotti alimentari.

Il calo dei prezzi è stato generalizzato e ha colpito la produzione di latte, delle carni bovine e suine. A pesare non è solo una situazione economica stagnate, ma iniziano a sentirsi anche le controsanzioni che la Russia di Putin ha adottato nei confronti dei prodotti europei dopo il braccio di ferro dovuto alla crisi ucraina. Gli agricoltori hanno presidiato il quartiere europeo cercando di forzare il blocco delle forze dell’ordine. Negli scontri sono rimasti feriti in modo lieve tre agenti ma non sono stati effettuati arresti tra i manifestanti, dispersi con gli idranti e il lancio di lacrimogeni.

 

Tra i dimostranti ricca anche la delegazione italiana, ricevuta dal ministro dell’agricoltura Maurizio Martina che prima dell’incontro ha dichiarato: “E’ importante che tutti possano attivare misure straordinarie con risorse straordinarie“. L’obiettivo sarebbe quello di ottenere dall’Ue fondi straordinari da aggiungere ai 120 milioni che l’esecutivo aveva promesso alla zootecnia mesi fa. “Gli aiuti dovrebbero aiutarci a commerciare meglio il prodotto Dop come il Grana Padano, in competizione con formaggi di altra qualità, che non sono fatti con il latte italiano“, a parlare è un giovane agricoltore e produttore caseario di Brescia che insieme ad altri accompagna la Coldiretti: “Qui a Bruxelles ho incontrato tanti agricoltori stranieri, che non sanno ancora cos’è un vero prodotto Dop“. Grida la sua rabbia anche Cinzia, produttrice di frutta, vino e olio della provincia di Livorno: “Produciamo sottocosto e le aziende chiudono“. Secondo dati della stessa Coldiretti della crisi, nel 2008, in Italia sono state chiuse oltre 170mila stalle.

Per quanto riguarda gli organi Ue a parlare è stato Jyrki Katainen, vice presidente della Commissione europea, che ha presentato il pacchetto proposto dalla Commissione: “Consentirà di usare 500 milioni di euro di fondi a beneficio immediato degli agricoltori“, nello specifico gli aiuti dovrebbero essere destinati a sostegno del settore lattiero-caseario.

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“Sono islamici, via dalla canonica”: i fedeli fermano il prete pro-rifugiati

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di JENNER MELETTI

Nel Vicentino l’assemblea dei parrocchiani boccia l’ospitalità. Il sacerdote: “Sommerso da urla da stadio, ma io non mi arrendo”

VALLE DI CASTELGOMBERTO (VICENZA). Gli pesa ancora sul cuore, quell'”assemblea avvelenata “. “Non me l’aspettavo proprio. Volevamo ospitare sei, al massimo dieci profughi in una canonica abbandonata da anni. Ne abbiamo discusso in assemblea, nella chiesa di Santa Cecilia. Quasi tutti hanno detto no. “‘Mio nonno ha costruito quella canonica per i preti, non per i musulmani”‘, ha gridato uno di loro”. Don Lucio Mozzo, 63 anni, parroco di Valle e di Trissino, è ancora scosso. Una chiesa così piena – 250 persone – la vede solo a Natale. Anche mercoledì sera era colma ma quando una ragazza ha mostrato la sua maglietta con la scritta “Chi ha paura muore tutti i giorni…” e ha detto che lei i migranti li avrebbe accolti, “subito si sono alzati – racconta il parroco – i buu e le urla, come allo stadio”. “Per fortuna, domenica dopo pranzo, mi è arrivato il primo messaggino. “Don Lucio, il Papa la pensa come te”. Spero che con l’aiuto di Francesco le cose cambino. Ma ho i miei dubbi”. Boschi e annunci di sagre, nel paese di Valle, 1.200 abitanti. La canonica è grande, perché ospitava non solo parroco e perpetua ma aveva anche stanze per i missionari. “L’edificio ci è stato chiesto – racconta don Lucio Mozzo – dall’associazione Giovanni XXIII, quella fondata da don Oreste Benzi, per ospitare migranti in attesa di esame, soprattutto donne e bambini. Non abbiamo voluto decidere solo noi, come Consiglio pastorale. Ci sembrava giusto ascoltare il parere dei fedeli che dovranno convivere con quelle persone. Ma il confronto è stato quasi impossibile. Io ho detto che il cristiano, di fronte a chi ha bisogno, non può guardare da un’altra parte. Non può dire soltanto “prima i nostri”, come annunciano i nostri sindaci. “Prima i nostri” può andare bene ma non può significare “nulla per gli altri”. Onestamente, quelli della Giovanni XXIII hanno spiegato che donne e bimbi sarebbero stati la maggioranza, ma non potevano escludere la presenza di uomini. E allora tanti si sono messi a protestare. “Fate finta di consultarci e invece avete già deciso. Continua a leggere

Incontri contro la teoria gender nel veronese. Avvocato Gianfranco Amato, dei Giuristi per la vita. Modulo e consigli pratici ai genitori per difendersi. E altro.

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bambini

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/22-appuntamenti/655-12-settembre-2015-concamarise-vr-gender-cosa-significa

12 settembre, a Concamarise (Vr)

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/22-appuntamenti/659-15-settembre-2015-sommacampagna-vr-famiglia-scuola-societa-le-nuove-sfide-antropologiche-ed-educative

15 settembre, a Sommacampagna (Vr)

21 Colognola ai Colli, sala civica del Comune

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/scrittideisoci/22-appuntamenti/662-23-settembre-2015-cerea-vr-famiglia-scuola-societa-nuove-sfide-educative

23 settembre, a Cerea

La Croce Quotidiano – 3 settembre 2015

http://www.giuristiperlavita.org/joomla/scrittideisoci/663-contro-l-ideologia-gender-a-scuola-7-pratici-consigli-ai-genitori – 5 settembre 2015

CONTRO L’IDEOLOGIA GENDER A SCUOLA, 7 PRATICI CONSIGLI AI GENITORI

di Gianfranco Amato

Settembre è un mese generalmente triste. Non solo perché è legato alla fine del sogno estivo, ma anche perché coincide con l’inizio delle attività scolastiche. Quest’anno, però, il ritorno sui banchi rappresenta un cruccio anche per i genitori degli studenti. La preoccupazione stavolta ha un nome inglese: gender. Molti si chiedono se e come verrà realizzata anche nelle scuole italiane [la] pericolosa forma di «sperimentazione educativa» sulla teoria gender […]

Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Il problema oggettivamente esiste: c’è un reale e concreto pericolo che si allarghi il numero di istituti scolastici che intendono introdurre corsi ispirati alla teoria gender. Di fronte a questo rischio, occorre che i genitori reagiscano in maniera razionale, lucida e serena. Non servono inutili allarmismi, ma occorre vigilanza nel prevenire e coraggio nel denunciare. Per questo riteniamo utile fornire ai genitori degli studenti sette consigli semplici e pratici, per poter affrontare in maniera concreta e operativa la questione.

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Netanyahu: “non permetterò che Israele sia sommerso dai profughi”, muro al confine con la Giordania – Rai News

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israele

C’è chi può e chi non può…

L’opposizione aveva chiesto al governo di accogliere i siriani in fuga. Netanyahu: “Non ci lasceremo sommergere da rifugiati siriani e africani” CondividiTweet79 Ungheria, via libera al muro anti-immigrati Boldrini: i muri non risolvono i problemi Gli altri muri dopo Berlino 06 settembre 2015Mentre l’Europa si sta interrogando su come fronteggiare l’emergenza immigrazione, in Medio Oriente il premier israeliano Benjamin Netanyahu avverte: non consentirò che Israele sia “sommerso” da rifugiati siriani e africani. E annuncia la costruzione di una recinzione al confine con la Giordania per eviatare l’arrivo di “un’ondata di immigrati clandestini e attività terroristiche”. “Israele non è indifferente alla tragedia umana dei profughi siriani e africani”, ha spiegato Netanyahu, “ma Israele è uno Stato piccolo, molto piccolo, che non ha una profondità demografica e geografica ed ecco perchè dobbiamo controllare le frontiere”. L’annuncio del premier arriva durante la riunione settimanale del gabinetto di governo, proprio dopo l’appello del capo dell’opposizione, Isaac Herzog che ha chiesto al governo di accogliere i siriani in fuga dalla guerra civile. La costruzione della recinzione sarebbe già iniziata: 30 chilometri dalla città costiera di Eilat, nel Mar Rosso, fino alla storica Timna. Quando era stata approvata a giugno, Netanyahu aveva spiegato che la recinzione al confine con la Giordania era il prosieguo dei 240 km di barriera costruita al confine con l’Egitto, un chiusura che ha quasi azzerato il numero di migranti africani che entrano illegalmente in Israele (in precedenza, attraverso il Sinai egiziano, ne erano entrati piu’ di 50mila, in prevalenza eritrei e sudanesi). Israele ha anche una recinzione sulle alture del Golan, lungo la frontiera siriana; e quella che corre in Cisgiordania, che ha cominciato a costruire durante la seconda Intifada, tra il 2000 e il 2005.

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Non esiste il dovere di farsi invadere

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5 settembre – di Marcus*-Quasi tutti i più importanti organi di informazione affrontano il tema della pressoché inarrestabile ondata immigratoria, che sta interessando l’intera Europa, come se l’unica preoccupazione di noi italiani ed europei fosse quella di accogliere senza se e senza ma i cosiddetti “migranti”; come se non ci fosse nessun altro tipo di problema da porsi, del tipo: possiamo davvero accoglierli tutti? Che impatto avrà sulla nostra vita e su quella dei nostri figli questo imponente e costante arrivo di uomini e donne provenienti dall’Africa e dall’Asia? Un’imponente e continua immigrazione che, occorre dirlo, ha assunto i caratteri di un’invasione. Il vocabolario della lingua italiana, infatti, definisce l’invasione come la penetrazione di un territorio da parte di un popolo o di diverse genti, in cerca di una nuova sede ove stabilirsi. E questo è ciò che sta avvenendo. Ora, fatta salva la doverosa attenzione da esercitare nei confronti di chi fugge da situazioni e luoghi che rendono oggettivamente impossibile la vita delle persone, soprattutto quella dei soggetti più deboli e indifesi (bambini, donne, anziani, ammalati) – l’accoglienza dei quali va comunque valutata in rapporto al bene della nazione accogliente, la quale può sacrificare qualcosa del suo benessere ma non compromettere la propria sicurezza e integrità – bisogna ricordare, a fronte della maggioranza di coloro che vogliono venire in Europa – i quali lo fanno allo scopo di “farsi una nuova vita” – che non esiste il diritto assoluto dell’individuo di fare ciò che desidera (quello, per esempio, di andare a vivere dove gli pare), mentre esiste il dovere delle comunità, ed il diritto che ne consegue, di salvaguardare la propria sicurezza e la propria integrità. Pertanto, ai sostenitori dell’accoglienza ad oltranza, è necessario far presente che non esiste il dovere di farsi invadere. Da alcuni mesi i principali media – i quali suonano tutti, in maniera persino stucchevole, lo stesso spartito – parlano di “ondate di profughi che fuggono dalla guerre e dalla disperazione”, come se il problema del continuo flusso di immigrati in Europa non fosse un fenomeno che dura da decenni (tutto ha avuto inizio, lo ricordiamo, dalla caduta del muro di Berlino, avvenuta nel novembre del 1989), ma un’emergenza contingente e legata alle crisi che, in particolare dal 2011, stanno interessando il Nord Africa, parte dell’Africa sub-sahariana, il Vicino ed il Medio Oriente. Certamente vi è del vero in questa maniera di presentare il problema – ossia le succitate aree stanno vivendo veramente il dramma di gravissimi conflitti, che hanno creato un autentico caos e tantissime sofferenze alle popolazioni coinvolte – ma vi è anche e soprattutto molta malafede. Le aree da cui provengono coloro (i siriani in primis) che veramente fuggono “dalla guerra e dall’orrore”, sono state gettate nel caos dall’Occidente atlantista. I governi di USA, Regno Unito e Francia, per esempio, hanno avuto un ruolo decisivo nelle crisi che coinvolgono in maniera devastante l’Iraq, la Libia e la Siria, solo per citare le realtà che, in questo momento, più di altre mostrano gli impressionanti effetti del disordine provocato. Ma quanto sta avvenendo non è ciò che la classe dirigente ed i media, suoi portavoce, presentano come un’emergenza contingente e limitata a chi fugge dalle guerre in corso, una cosa destinata a terminare appena risolte le crisi in atto (perché questo dovrebbe essere lo scenario di una vera emergenza profughi; qualcosa di limitato ad un periodo di crisi, una volta risolto il quale i profughi, o almeno la stragrande maggioranza di essi, se ne tornano in patria). No, ciò che sta avvenendo è ben altro: siamo di fronte ad un’accelerazione del processo di mutazione etnica dell’Italia e dell’Europa, da anni avviato. Infatti, va assolutamente ricordato che la nostra Nazione e l’Europa occidentale sono – come già ricordato – oggetto di un continuo flusso di genti straniere dall’inizio degli anni 1990. Un arrivo costante di elementi allogeni, destinato a realizzare una trasformazione etnica delle nostre terre. Un cambiamento dei connotati fisici e spirituali, che hanno sin qui caratterizzato le nazioni ed i popoli europei. A fronte di questo ormai evidentissimo destino, che non preoccupa affatto la classe politica dirigente italiana ed europea – la cui unica preoccupazione è, invece, quella di rispettare l’agenda imposta da chi persegue l’obiettivo di una nuova Europa, caratterizzata dal meticciato religioso, culturale e razziale – bisogna richiamare l’attenzione dei connazionali alle conseguenze di ciò che sta avvenendo, ricordando loro che in gioco vi è il destino dell’Italia, insieme a quello dell’intera Europa (soprattutto di quella occidentale). In gioco vi sono la sicurezza e l’integrità della nostra Patria; il destino delle donne e degli uomini di questa Italia e di questa Europa che la inetta e traditrice classe dirigente sta conducendo al caos ed all’autodistruzione.

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Allattamento al seno per uomini: l’ultima follia gender

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primate che allatta umano

Se la natura non si piega al capriccio di chi vuol fare come se la natura non esistesse, in nome dell’ideologia gender, interviene la scienza oppure qualche scaltro inventore a proporre sul mercato un attrezzo decisamente.

Si parla tanto, del resto, sia di ideologia gender (che non esiste) e di natura e di ecologia.

L’ideologia gender è “per natura innaturale”: non ha alcuna considerazione della biologia e della scienza, ma eleva a diritto e a pretesa il desiderio, il piacere e il capriccio.

Quindi ideologia gender e ecologia non vanno tanto d’accordo. Si pretende di dare concretezza a qualcosa di inesistente, irreale come “due mamme” o due papà”. E laddove la natura non cede il passo, si rimedia con la scienza scientista e prometeica che inventa la fecondazione artificiale e l’utero in affitto.

Un’altra bella invenzione (un po’ più facile ed economica, in realtà) è in vendita sul celebre sito per acquisti on line di nome Amazon: Mr. Milker, che letteralmente vuol dire qualcosa tipo “Signor Lattaio”.

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Video da non perdere: la teoria gender esiste, anche a scuola! La prova definitiva …

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Segnalazione di Antonio Brandi

ProVita ha creato un video che non puoi perdere: “Gender Revolution”: una nuova rivoluzione antropologica.

Il video ha già incuriosito e aperto gli occhi a molti che continuavano a credere che la teoria del gender fosse una pura invenzione e che nelle scuole in Italia non ci sarebbe niente di simile. Ora, prendi pochi minuti per vedere il video e rifletti. Davvero non esiste nulla che assomigli vagamente a una “teoria” basata sul “genere”? Davvero non sta succedendo nulla nelle nostre scuole?

Crediamo, almeno dopo aver visto questo video e approfondito la questione, che qualsiasi persona ragionevole si convincerà del contrario.

 

 

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Clicca qui per altri casi “Gender” nelle Scuole: http://www.notizieprovita.it/wp-content/uploads/2015/06/Speciale_Dossier_Progetti_Gender_Scuola_ProVita.pdf

 

PER APPROFONDIRE LA QUESTIONE:

LA TEORIA GENDER ESISTE, ANCHE A SCUOLA: LA PROVA DEFINITIVA

http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/la-teoria-gender-esiste-anche-a-scuola-la-prova-definitiva-parte-i/

 

 

I nomi in codice del libro nero di Buzzi

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La segretaria del ras delle coop davanti ai magistrati spiega chi è stato pagato

Diciannove pagine per scoprire la verità sul «libro nero» di Salvatore Buzzi. Sui segreti della contabilità della coop. Sui sistemi escogitati per registrare le ingenti somme di denaro versate agli «amici». «I predetti manoscritti rappresentano la contabilità in nero – spiega Nadia Cerrito agli inquirenti nel corso dei due interrogatori – Non sapevo che fossero riferite alle movimentazioni finanziarie relative al pagamento di tangenti». Eppure, tra quelle pagine che compilava la segretaria di Buzzi, c’erano tutte le sigle utili a occultare i nomi di chi riceveva illecitamente denaro: «”E” sta per Emilio Gammuto…”Bipop” sta per Bioparco (lavori non fatturati) – spiega Cerrito – La “M” indica Marco Clemenzi. “S” è Salvatore Buzzi, il quale lo indicavo anche con la lettera “B”, ossia l’iniziale del suo cognome. La “P” Paolo Di Ninno…”C”indica Claudio Caldarelli…”Colt” è Sandro Coltellacci… la “V” sta per Vito Marchetto…”M.C.” Marco Clemenzi. Il 2 dicembre vi è la sigla ‘M.C.’ che, in questo caso, è riferita a una consegna di 20mila euro a Massimo Carminati, da parte di Buzzi…». Annotare una contabilità occulta non è cosa facile. Specialmente se i baschi…

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Immigrati, l’Onu agli italiani: “Versate 15mila euro a testa”

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L’Onu è sull’orlo della bancarotta. E l’Unhcr chiede ai milionari italiani di pagare il conto per tutti gli immigrati sbarcati

La crisi internazionale degli immigrati ha messo finanziariamente in ginocchio le agenzie umanitarie dell’Onu. Le organizzazioni delle Nazioni Unite non sono più in grado di soddisfare i bisogni di milioni di persone, mentre l’emergenza continua a crescere, in Medio Oriente, Africa ed Europa. Tanto che, oggi, l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha lanciato ai circa 219mila italiani che possiedono un patrimonio superiore al milione di euro un appello affinché si facciano carico dei conti degli immigrati sbarcati in Italia nell’ultimo anno. “Se appena l’1% dei milionari italiani donasse 15.000 euro – si legge nell’appello – l’Unhcr disporrebbe di fondi sufficienti per assistere 22.000 famiglie siriane, riducendo il rischio che migliaia di bambini finiscano nella rete dei trafficanti di esseri umani”.

Conti in rosso, sprechi certificati e interventi inutili. Le Nazioni Unite affondano e non riescono a intervenure concretamente in quella che è la maggiore emergenza migratori degli ultimi anni. Secondo l’alto commissario dell’Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, “i bugdet (delle agenzie umanitarie, ndr) non possono essere paragonati con la crescita dei bisogni”. “I nostri introiti nel 2015 saranno circa 10% in meno rispetto al 2014 – spiega Guterrex al Guardian – la comunità umanitaria globale non è a corto di soldi, nel suo complesso non è mai stata così efficiente. Ma dal punto di vista finanziario noi siamo rimasti a corto di fondi”. Un numero su tutti rappresenta molto bene la crescita di un impegno sempre più grande da parte delle organizzazioni Onu: il numero di profughi a causa di un conflitto nel 2010 era di 11mila al giorno, l’anno scorso sono stati 42mila. Così l’Unhcr è messa a spulciare le liste del World Wealth Report del 2015 ed è andara a fare la questua dai circa 219.000 italiani che possiedono un patrimonio superiore al milione di euro. Si pure acaparrata una paginata sul Corriere della Sera per chiedere 15mila euro a testa per “assistere 22.000 famiglie siriane”.

 

Come si legge nel testo dell’appello firmato dall’Unhcr, “una donazione di 15.000 euro sarebbe sufficiente per fornire a dieci famiglie di rifugiati siriani in Giordania mezzi sufficienti a vivere dignitosamente e se questo comportamento filantropico venisse adottato anche solo dall’1% dei milionari italiani, sarebbero 22.000 le famiglie che godrebbero di protezione e assistenza”. Per Federico Clementi, responsabile raccolta fondi dell’Unhcr Italia, “è chiaro ormai a tutti che siamo dinanzi a una crisi epocale. Abbiamo deciso di rivolgere un appello ai milionari italiani, perché siamo convinti che questa sia una fase storica nella quale ciascun individuo, soprattutto chi ha la disponibilità economica di farlo, si debba assumere la responsabilità di agire concretamente per migliorare le condizioni di vita di migliaia di famiglie”. L’alternativa, sottolinea l’esponente di Unhcr, “è quella di affidarsi ai trafficanti di esseri umani: non c’è altra scelta. Crediamo che sia arrivato il momento di dare un segnale forte di umanità e di generosità e siamo fiduciosi che la risposta degli italiani più abbienti sarà positiva”.

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Pascendi Dominici Gregis (8 settembre 1907) San PIO X

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SAN PIO X

LETTERA ENCICLICA
PASCENDI
DOMINICI GREGIS
DEL SOMMO PONTEFICE
PIO X

AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI
PRIMATI ARCIVESCOVI, VESCOVI
E AGLI ALTRI ORDINARI
AVENTI CON L’APOSTOLICA SEDE
PACE E COMUNIONE.

Sugli errori del Modernismo

VENERABILI FRATELLI
SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE

Introduzione

L’officio divinamente commessoCi di pascere il gregge del Signore ha, fra i primi doveri imposti da Cristo, quello di custodire con ogni vigilanza il deposito della fede trasmessa ai santi, ripudiando le profane novità di parole e le opposizioni di una scienza di falso nome. La quale provvidenza del Supremo Pastore non vi fu tempo che non fosse necessaria alla Chiesa cattolica: stanteché per opera del nemico dell’uman genere, mai non mancarono “uomini di perverso parlare (Act. XX, 30), cianciatori di vanità e seduttori (Tit. I, 10), erranti e consiglieri agli altri di errore (II Tim. III, 13)”. Pur nondimeno gli è da confessare che in questi ultimi tempi, è cresciuto oltre misura il numero dei nemici della croce di Cristo; che, con arti affatto nuove e piene di astuzia, si affaticano di render vana la virtù avvivatrice della Chiesa e scrollare dai fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso regno di Gesù Cristo. Per la qual cosa non Ci è oggimai più lecito di tacere, seppur non vogliamo aver vista di mancare al dovere Nostro gravissimo, e che Ci sia apposta a trascuratezza di esso la benignità finora usata nella speranza di più sani consigli.

Ed a rompere senza più gl’indugi Ci spinge anzitutto il fatto, che i fautori dell’errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch’è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d’ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gittano su quanto vi ha di più santo nell’opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo.

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Una storia agghiacciante, dopo la morte vi è stato il vero scempio di quel bambino

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IL SET FOTOGRAFICO DELL’ORRORE

Non c’è nessuno di noi che non abbia subito la foto del piccolino affogato come un cazzotto nello stomaco.

“Una foto che cambierà la storia”, hanno declamato i soloni del giornalismo e i preveggenti della politica. Una foto importante, dunque, talmente importante che quel povero corpicino è stato messo in posa, perchè venisse meglio. Perchè producesse il massimo effetto su di noi il corpo del bambino è stato posizionato in un luogo più fotogenico e riatteggiato in posa più drammatica, anche se inverosimile. Come ha fatto notare Thierry Myessan il mare rigetta i cadaveri parallelamente alle onde, non perpendicolarmente, traversati, come si dice in termini marinari.

…Che Dio li maledica…

ecco dove è stato trovato

il trasporto del corpicino in una posizione più favorevole per le foto

ed ecco dove è stato fotografato

Il servizio fotografico è stato effettuato da una fotoreporter professionista, Nilufer Demir, che ovviamente passava di lì per caso, con tutta la sua attrezzatura e i suoi assistenti, per scattare quella che diverrà la foto simbolo di questi anni.

Il fatto, ovviamente, non toglie nulla al dolore che provoca la vista di quel bambino riverso. Io ho pianto di dolore, pieno e straziante come raramente mi era capitato e credo di non essere stato il solo, ma poi ho pianto di rabbia, nel constatare come gli sporchi progetti di questa gente non si fermino di fronte a nulla. Nemmeno di fronte a ciò che dovremmo avere di più sacro. I nostri bambini. Il nostro domani. Tutto è sacrificabile al loro progetto di dominio del mondo.

G.F.

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‘Nella profezia di Fatima…’ di A. Daniele recensito da P. Vassallo

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fatima

“San Tommaso d’Aquino insegna che quando la fede è in pericolo è obbligatorio fare una professione pubblica di fede anche a rischio della propria vita. Ora la situazione in cui ci troviamo è proprio quella in cui viviamo in una crisi senza precedenti nella storia della Chiesa”.

Antonio De Castro Mayer

di Piero Vassallo

La coraggiosa casa editrice Radio Spada, presenza attiva in Reggio Emilia per la strenua difesa della dottrina cattolica dallo schiaffo vaticanista, in questi giorni ha pubblicato, al seguito di una scelta della sagace Ilaria Pisa, Nella profezia di Fatima… il mistero dell’altra Roma, un avvincente saggio di Arai Daniele.

L’autore del saggio, ponendosi sulla scia di studiosi autorevoli e refrattari al conformismo, quali René Laurentin, Vittorio Messori, Antonio Socci, Curzio Nitoglia e Gianni Vannoni, intende svelare e intralciare la corsa frenetica e rovinosa della setta modernista, nei filari della vigna che sono intossicati dalla teologia neoterica di Rahner & Martini.

Daniele, infatti, fa entrare il vento dell’onesta intolleranza nella fumisteria clerico-progressista, dimostrando, con solidi e chiari argomenti, la contrarietà della vera mistica agli avventizi pensieri, che agitarono le acque alluvionali del Vaticano secondo, il concilio “segnato dalla cupa mutazione clericale, con l’opera di demolizione già chiara nel 1960”.

Nel Terzo segreto di Fatima, sostiene l’autore, “è figurato l’inizio dell’interregno del castigo spirituale che viviamo … Ciò appare estraneo solo a chi non afferra la portata dei mutamenti ecclesiali avvenuti all’unica realtà cattolica, perché di marchio ecumenista[1].

Posto che la profezia illumina il presente, le rivelazioni mariane ai pastorelli di Fatima si devono leggere “non secondo l’estro di qualche prelato, ma alla luce delle Scritture e dei fatti attinenti alla difesa della Fede nella Chiesa del nostro tempo”.

La profezia di Fatima, di conseguenza, si comprende quando è chiara la differenza che corre tra la situazione ecclesiale del 1917 e quella del 1960data indicata dall’Alto riguardante la comprensione del cupo castigo se Fatima non fosse stata dovutamente accolta dai Papi”.

Purtroppo i teologi che attuarono la rivoluzione novista progettata dai dissidenti radunati nel circolo della Scaletta e attuata dal loro fiduciario, Angelo Roncalli, nel Vaticano II suggerirono e imposero un giudizio sprezzante e liquidatorio sul terzo segreto di Fatima, inaffidabile racconto infantile.

La profezia di Fatima disturbava la modernizzazione in corsa dissennata e devastante nelle massicce defezioni di preti (sessantamila) e suore (settantamila) fuggitivi illuminati dall’avventizia teologia elucubrata dai modernizzanti attivi nelle aule del Concilio.

Il trionfo di una teologia educatrice di sacerdoti miscredenti e di fedeli perplessi e oscillanti, facilitò l’ascesa alle alte cariche del Vaticano e delle diocesi di neo-modernisti e/o di iniziati ai misteri massonici e al vizio californiano.

Opportunamente l’autore, dopo aver citato la definizione scritturale del disegno eversivo di satana, “cambiare i tempi e le leggi” (Daniele, 7, 25) rammenta che “nella nostra epoca ciò si svela nei piani modernistici e massonici per aggiornare la Chiesa”.

Di qui i dubbi e le riserve sulle scelte pastorali (e politiche) compiute dai successori di papa San Pio X. Daniele si spinge fino ad affermare che “il pontificato di Benedetto XV operò sotto due opposte influenze: dello spirito di pietà, rivolto ai disegni di Dio; dello spirito conciliatore, aperto ai compromessi diplomatici con le potenze mondane. Questo secondo spirito potrebbe aver prevalso nei tempi di Fatima fino a Pio XII?”

L’autore segnala tuttavia una straordinaria coincidenza: il 5 maggio del 1917, Benedetto XV impartì istruzioni a tutti i vescovi affinché invocassero la fine dell’inutile strage rivolgendo le loro preghiera a Maria, Regina della pace. “Otto giorni dopo, il 13 maggio, Maria apparve per la prima volta a Fatima, rispondendo all’invocazione del Papa con un messaggio di pace contenente avvisi, richieste e promesse, svelando il sollecito soccorso materno venuto ad indicare la volontà di Dio per la nostra generazione, attraverso quella via per la pace e la salvezza di molti”.

Ora le apparizioni di Fatima costituiscono la pietra d’inciampo piantata nel cuore del cammino clerico-progressista. Di qui i timori dei teologi e dei prelati d’area progressista e gli autorevoli tentativi di ridimensionare e alterare le imbarazzanti verità rivelate dalla Madonna ai pastorelli di Irun, ad esempio interpretando la rivelazione che rappresenta la morte di un papa come profezia del ferimento di Giovanni Paolo II.

Nella postfazione, Matteo Castagna commenta le squallide acrobazie in atto nel pensiero neoterico con parole dure: “ecco il nuovo papato, ridotto nell’arco di soli cinquant’anni alla macchietta di se stesso, alla caricatura dell’Autorità, oggi addirittura sdoppiata nell’autorità del nonno che vive in Vaticano e il nipote che sta a Santa Marta, mentre i fratelli maggiori e pure i fratelli minori scorrazzano dappertutto, spargendo come cavallette indisturbate e alle volte prezzolate, il germe mortifero delle loro eresie, sguazzando nelle acque torbide del caos dilagante in un mondo anticristiano”.

Le dure e scandalose espressioni di Castagna purtroppo dipingono la realtà annunciata in quella parte della profezia di Fatima censurata e alterata da un curia consacrata al proprio incensamento.

 

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