Dalla sua pagina Facebook Castagna lancia il seguente post “Chi è cattolico non china la testa davanti ai poteri forti e non spaccia il business per carità. Chi lo fa, dal Vaticano alle parrocchie non è cattolico“.
Vi rimandiamo alla video intervista fatta oggi in Piazza Liberazione a Magenta:
Russia, Iran ed adesso la Cina. Putin ha formato una nuova “triplice alleanza” in Siria con i paesi storicamente vicini al Cremlino. Secondo quanto comunicato dal governo di Damasco, una nave da guerra cinese sarebbe in rotta verso la Siria: attualmente si troverebbe nel Mediterraneo. Questa informazione è stata però smentita dagli israeliani. Secondo l’agenzia di intelligence DEBKA, i cinesi avrebbero già schierato a ridosso delle coste siriana la portaerei Liaoning ed un incrociatore lanciamissili.
I cinesi non avrebbero ancora una capacità offensiva. Secondo gli analisti israeliani, infatti, il vettore attraccato al porto di Tartus è privo della sua componente aerea. Gli aerei da guerra giungeranno in Siria entro la metà di novembre, in volo attraverso l’Iran o trasportati dai cargo russi.
Se così fosse, ecco spiegata l’esigenza di stabilire una “cellula di coordinamento militare” a Baghdad. Secondo Debka, i cinesi starebbero allestendo una squadriglia di J-15, caccia multiruolo di quarta generazione, elicotteri antisom Z-18F e da allerta precoce Z-18J. Pechino schiererà infine mille soldati.
L’Iran, invece, ha in Siria oltre mille soldati appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie per assistere gli Hezbollah a Zabadani. Putin da Vladivostok ha invocato la creazione di una coalizione contro lo Stato islamico: alla chiamata hanno risposto Cina ed Iran.
Fin dal 2011, le forze fedeli ad Assad combattono contro diversi gruppi di opposizione, alcuni dei quali estremisti radicali come il Fronte al-Nusra e lo Stato islamico. Dall’inizio della guerra in Siria, gli Stati Uniti hanno sostenuto l’opposizione siriana moderata, chiedendo le dimissioni di Assad. La Russia, invece, ha riconosciuto Assad come l’unica autorità legittima della Siria.
Mosca non sta solo cercando di sostenere il governo siriano, ma anche di espandere il proprio ruolo all’interno della Siria in modo che possa influenzare la scelta di un nuovo governo nel caso in cui Assad venisse spodestato. Mosca, in pochissime settimane, ha creato un perimetro difensivo avanzato (Tartus, Latakia, Istamo ed Al-Sanobar) da dove poter proiettare la loro potenza nella Regione.
La base navale di Tartus è ultimo avamposto russo nel Medio Oriente dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Sarebbe opportuno considerare un dato: la base di Tartus, sulla costa mediterranea della Siria e collegata al Bassel al-Assad International, aeroporto a sud di Latakia, è ormai protetto da cinque navi da guerra russe, tre cinesi e da almeno due sottomarini. E’ inespugnabile.
L’isolamento dell’Occidente nei confronti della Russia, a seguito delle sanzioni imposte dopo la vicenda Ucraina, ha in un certo senso autorizzato Putin ad agire senza alcun tipo di consenso internazionale. Anzi, proprio per i russi, riscoperti patriottici dopo la vicenda Ucraina, Putin è stato il solo ad allinearsi con il regime siriano in nome della lotta al terrorismo e l’estremismo.
Gli Stati Uniti, invece, sarebbero coloro che avrebbero facilitato l’ascesa dello Stato islamico con il fallimento della loro strategia. Mosca, infatti, non fa parte della coalizione internazionale contro l’Isis.
Ci si chiede, adesso, chi potrebbe opporsi alle iniziative della coalizione russo-cinese. La risposta è semplice: nessuno.
di Arai Daniele
Tutto è iniziato con un giocondo invito a guardare la luna e la gente rimase emozionata di udire uno, vestito da papa, invitare dal suo Olimpo a carezzare i bimbi per lui; come è buono questo successore tanto umano dell’ieratico Pio XII!
Aveva così aperto i cuori a qualsiasi cambiamento e aggiornamento umanitaristico che volessi proporre, anche quello lasciato a successori indicati! Sì, perché indicò sempre Montini e ormai nel conclave era già montato lo schema di pressioni per eleggerlo, coi risultati che si sono visti nel tempo di Paolo 6º. Costui poteva andare oltre i provini di Roncalli, che al tempo dell’invito a guardare alla luna aveva il piano già ben preparato da altri in barba a quanti pensavano a un concilio da preparare sulla scia del Vaticano I.
D’allora furono aperti i giochi con l’entrata in campo di teologi come il conciliare Ratzinger, che dette lustro teologale alle ardite tesi del Vaticano 2, promosse dalle squadre del Reno, tutti ispirati dalla ventata riformista del regista Karl Rahner.
Ma in materia d’ispirazioni, niente sarebbe iniziato senza quelle – superne luci – di Roncalli, alias Giovanni 23.
L’illusione attuale per i cattolici sta nel vedere le bergogliade come novità, in contrasto con il predecessori (Vedi A. Socci: «CARO PAPA BERGOGLIO, MA PERCHE’ LEI OMAGGIA I TIRANNI E UMILIA I PERSEGUITATI ? – Lo Straniero). Ma come? I predecessori non erano già decisamente aperti a un «movimento d’animazione spirituale per la democrazia universale» (MASDU)? Certo che lo erano, e anche all’ONU, in America Latina e Cuba. Continua a leggere
Segnalazione Redazione BastaBugie
I tre modi di agire della cultura della morte e i tre modi di opporsi per far trionfare la cultura della vita
di Stefano Fontana
Cosa sta avvenendo? A mio avviso si sta compiendo una completa istituzionalizzazione della perversione. Non do a questo termine un significato primariamente morale, anche se il suo fine ultimo è certamente morale, di pervertimento della coscienza umana oltre che dei costumi. Vi assegno un significato primario di tipo metafisico. La perversione è il rifiuto della versione corretta delle cose, il rifiuto del loro ordine e del loro senso e la celebrazione del loro dis-ordine e del loro contro-senso. La perversione morale è sempre esistita. Ma oggi si assiste ad un fatto radicalmente nuovo. Come racconta Dostoevski ne I Démoni, la perversione deve diventare un diritto, il “diritto al disonore”. La perversione viene così programmata, elargita, esigita, rimborsata fiscalmente. Ma non è finita lì. La nota sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti che ha obbligato gli Stati dell’Unione a riconoscere per legge il matrimonio omosessuale ha non solo contraddetto i principi non negoziabili, ma ha dichiarato non negoziabili i principi opposti a quelli della legge naturale. Non solo si può non attenersi alla legge naturale, ma si deve. Diventa illecito attenervisi. Dopo quella sentenza gli Stati americani sono obbligati a istituzionalizzare la perversione. Oggi simo davanti a questo salto di qualità. In Francia La legge Taubira ha riconosciuto i matrimoni omosessuali, ma i suoi sostenitori dicono che loro obiettivo ultimo è farne un principio costituzionale. La perversione costituzionalizzata. Anche per l’aborto è così. Che siamo passati dai “casi eccezionali” all’aborto di massa non fa più notizia, ma si vuole che il diritto all’aborto entri nel dettato costituzionale affinché da quel momento tutti debbano collaborarvi. Dall’aborto come eccezione all’aborto come diritto. Punto e basta. Non deve essere più chi abortisce che si deve giustificare davanti alla legge, ma chi vorrebbe impedirlo. Il gender è già un fatto ampiamente istituzionalizzato che procede automaticamente per la collusione sistemica tra pubblica amministrazione, ordini professionali, associazionismo LGBT, gruppi economici, media di sistema. E’ in atto una macchina. Ma lo scopo ultimo sarà anche qui la sua costituzionalizzazione. Si arriverà a sostituire l’articolo 29 della Costituzione prevedendo una famiglia asessuata, la cui definizione sessuale sarà lasciata ai soggetti interessati. La filiazione di desiderio e non più genealogica a quel punto sarà pienamente normale e tutti dovranno – dovranno! – collaborarvi. La sentenza della Consulta italiana sul diritto all’eterologa già prefigura tutto ciò. Arriveremo, vi chiederete, anche a costituzionalizzare l’incesto? Anche a costituzionalizzare il commercio dei bambini e l’utero in affitto? Questo non lo so. Mi limito a far mio quanto scritto da Michel Pinton su Liberté Politique: «Guardiamoci bene dal pensare che, per quanto forte essa sia già, la nuova religione sia arrivata alla fine del suo sviluppo. Alcune conseguenze del suo dogma centrale si sono mostrate trent’anni dopo la sua nascita, come l’uguaglianza di tutte le forme di sessualità. Molte altre sono ancora sconosciute».
Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero
Processi come le eruzioni vulcaniche e la decomposizione delle piante producono circa 200 miliardi di CO2 (anidride carbonica) ogni anno, mentre l’umanità attraverso i gas di scarico delle automobili, gl’impianti di produzione dell’energia elettrica e gl’incendi estivi, immette annualmente nell’atmosfera 7 miliardi di tonnellate di anidride carbonica.
Possibile che nessuno si levi a contestare le balle degli ecologisti?
http://www.metronews.it/15/09/23/scandalo-volkswagen-vera-spy-story.html
La conferenza dei capigruppo ha deciso che il voto sulla riforma del Senato cadrà martedì 13 ottobre e dunque rimarranno soltanto 48 ore per approvare il ddl Cirinnà sul riconoscimento delle coppie omosessuali.
Troppo poche per una discussione parlamentare che dovrebbe portare a un cambiamento epocale nell’ordinamento italiano. La sessione di bilancio incombe, e dunque lo slittamento delle unioni gay al prossimo anno sembra ormai inevitabile.
Per il Partito democratico è colpa dell’ostruzionismo delle opposizioni alla riforma del Senato. Non soltanto Roberto Calderoli con i suoi 82 milioni di emendamenti, ma anche Sinistra ecologia e libertà finisce nel mirino della ministra Maria Elena Boschi, che in una intervista a “la Repubblica” annovera il partito di Nichi Vendola tra coloro che indirettamente ostracizzano il riconoscimento delle unioni civili.
L’elezione di Jorge Bergoglio è stato il frutto delle riunioni segrete che cardinali e vescovi, organizzati da Carlo Maria Martini, hanno tenuto per anni a San Gallo, in Svizzera. E’ quanto sostengono Jürgen Mettepenningen et Karim Schelkens, autori di una biografia appena pubblicata del cardinale belga Godfried Danneels. Che chiama il gruppo di cardinali e vescovi un “Mafiaclub”.
Domani su invito della locale sezione di Forza Nuova, “Christus Rex” sarà a Magenta tra la gente a difendere i luoghi di culto dalla profanazione. Stasera ore 19 circa Matteo Castagna parlerà di sovranità e immigrazione su www.radiofn.eu
Come dice il vecchio detto. “Scherza coi fanti ma lascia stare i Santi”….
Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Per Berlino, ma anche per Parigi e Londra, il discorso sarebbe chiuso qui. La realtà però rischia di essere molto diversa da quella che dipingono le cancellerie: in tutti i sondaggi, recenti e anche passati, la coalizione guidata dal presidente Mas è in testa nelle preferenze degli elettori, e con ampi margini, mentre venerdì 11 settembre un corteo di oltre un milione di persone ha percorso le strade di Barcellona inneggiando all’indipendenza in occasione della giornata nazionale catalana. Il supporto alla causa separatista è ampio come mai lo era stato in passato e potrebbe rivelarsi illusorio pensare che quello di Mas e alleati sia un gioco al rialzo volto a ottenere maggiore autonomia. La Catalogna – che è la regione più ricca di Spagna, con un Pil superiore a quello del Portogallo – non ha una fiscalità propria e versa nelle casse dello Stato 62 miliardi di euro per riceverne sotto forma di trasferimenti circa 45. Un divario inaccettabile secondo gli indipendentisti, che non paiono più disposti a cercare compromessi e sostengono – come del resto fanno diversi studi, anche autorevoli – che la secessione dalla Spagna, al netto dei contraccolpi iniziali, porterebbe molti più benefici che svantaggi all’economia catalana. In cui si concentrano molti settori strategici e dalla quale dipende oltre il 25% dell’export complessivo spagnolo.
In che misura tutto questo tocchi l’Eurozona è presto detto: se, come dicono Angela Merkel e David Cameron per scoraggiare i separatisti, una Catalogna indipendente non può restare nell’Unione Europea, una Spagna senza la forza economica della Catalogna sarà in grado di rimanere nell’euro? E’ proprio su questo punto che Mas e alleati contano di far leva per costringere l’Europa a farsi carico di un problema politico ed economico finora confinato al rango di una pittoresca lite di cortile tra Barcellona e Madrid. Già il fatto che l’appuntamento elettorale del 27 settembre sia stato trasformato in una sorta di referendum pro-indipendenza dovrebbe far riflettere: è il risultato dell’ostinata chiusura politica di Madrid. Se i catalani daranno a Mas la maggioranza assoluta e con essa dunque il mandato politico di dichiarare unilateralmente l’indipendenza, cosa accadrà in Spagna? E sui mercati? L’Europa non può più permettersi di fare lo struzzo, perché ne va della stessa sua sopravvivenza.
Segnalazione del Centro Studi Federici
I papalini, difensori del potere temporale, chiamarono “brecciaioli” i sostenitori della breccia di Porta Pia: segnaliamo alcuni recenti interventi degli attuali brecciaioli.
Il Gran Maestro Bisi e la celebrazione a Porta Pia. “Difendiamo il Libero Pensiero e i diritti umani “
Tradizione, emozione e difesa del Libero Pensiero. Ecco il bel messaggio uscito fuori da Porta Pia. Un centinaio di fratelli liberi muratori provenienti da tutta Italia, attorniati dai labari di numerose Officine del Grande Oriente d’Italia, e uniti in catena in un’atmosfera di intensa e sentita partecipazione hanno celebrato il 145° anniversario della storica Breccia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani ha così voluto onorare, come ogni anno, la bella ricorrenza in omaggio ai grandi valori di Democrazia e Libertà. Il Gran Maestro Stefano Bisi era accompagnato dal Gran Maestro Aggiunto Sergio Rosso, dal Gran Primo Sorvegliante Tonino Seminario, dal Gran Segretario Michele Pietrangeli, dal Rappresentante del Consiglio dell’Ordine in Giunta Fabrizio Celani e dai Gran Maestri Onorari Massimo Bianchi, Ugo Bellantoni, Renzo Brunetti e Luigi Sessa. I fatti di Porta Pia, con l’annessione di Roma, sancirono la fine dello Stato Pontificio come entità storico-politica, e l’avverarsi del sogno risorgimentale dei padri della patria. Ma oggi, quello che fu il dissidio tra Stato e Chiesa è ormai superato con la conciliazione dei valori laici e cattolici in nome di un unico spirito nazionale che coniuga tutte le radici culturali del nostro Paese.
Segnalazione di Corrispondenza Romana
di Lupo Glori
Sabato 19 settembre 2015 si è svolto a Roma, in piazza del Popolo, l’Animal day, una lunga maratona musicale in difesa dei diritti degli animali, promossa dall’Associazione Animalisti Italiani, che ha visto la partecipazione di diversi artisti e cantanti. Obiettivo dichiarato degli organizzatori, che hanno definito l’evento il «Primo maggio degli animali», è quello di ottenere il riconoscimento, all’interno dell’ordinamento giuridico italiano, della dignità di essere senzienti anche per gli animali.
Precisiamo che l’articolo è riportato nella versione originale perché la notizia ha un certo interesse, ma le terminologie riferite a Bergoglio, ovviamente non corrispondono alla linea dottrinale del nostro Circolo “Christus Rex”, che, come tutti sanno, è dichiaratamente e pubblicamente sedevacantista simpliciter.
Segnalazione di Corrispondenza Romana
Lo hanno chiesto. Con forza. Senza ottenere alcuna concessione. Anzi, per due giorni consecutivi sono state fermate e detenute per alcune ore le dissidenti cubane Marta Beatriz Roque, ex-prigioniera politica, e Miriam Leiva, giornalista indipendente. Senza motivo, ma con un preciso obiettivo: impedir loro di partecipare agli appuntamenti previsti con papa Francesco, come i Vespri nella Cattedrale dell’Avana, cui non avrebbero voluto mancare. Entrambe han dichiarato alle autorità di esservi state invitate dalla Nunziatura Apostolica. Niente da fare.
Dopo la visita a Fidel Castro, col quale Bergoglio non ha parlato del “passato”, perché “sono questioni personali di coscienza” (vallo a dire a tutte le vittime del regime comunista cubano!) ecco una perla da USA:
Segnalazione Corrispondenza Romana
E’ la coroncina del Rosario arcobaleno in versione gay friendly la nuova strategia degli attivisti Lgbt in occasione della visita di papa Francesco negli Stati Uniti. La parola «strategia» non è scelta a caso. Poiché di questo si tratta.
Un grappolo di sigle omosessuali si è, infatti, riunito per questo viaggio del Pontefice sotto un’unica denominazione, quella di «Egualmente beati», con un fine: promuovere le proprie istanze presso il Pontefice, sperando in qualche sua parola di sostegno, e sfruttare la popolarità della sua tappa americana. Tale network si rende conto della propria impopolarità, permanente presso il popolo dei fedeli, i quali la considerano per ciò che è ovvero in aperto, palese contrasto con la retta Dottrina cattolica. Per questo, l’organizzazione sta tentando una manovra di accerchiamento, di sensibilizzazione e, dove possibile, di indottrinamento, che le consenta di acquisire maggiore consenso nei ranghi ecclesiali. Non senza qualche successo, specie tra i Vescovi: «I Vescovi si fanno sentire e con forza – ha dichiarato John Freml, attivista di «Egualmente beati» – ma rappresentano solo una piccola parte della Chiesa Cattolica, che, non va dimenticato, non è solo gerarchia». Da qui, l’operazione “simpatia” intrapresa.
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