Noi ebrei controlliamo gli Stati Uniti. E gli americani lo sanno

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Questo testo altamente provocatorio nella forma e nella sostanza proviene dal portale di Henry Makow. Ma chi è? Leggiamo:

“Henry Makow est un ancien universitaire canadien, aujourd’hui engagé dans la lutte pour révéler les aspects cachés du Nouvel Ordre Mondial. Ses ouvrages sur le féminisme et les Illuminati, ainsi que son site : henrymakow.com ont fait de lui une référence mondiale.”

Guardiamo anche la sua fotografia:

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“Vi dirò qualcosa di molto chiaro. Non preoccupatevi per le pressioni americane su Israele. Noi ebrei controlliamo gli Stati Uniti e gli americani lo sanno.

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25/10/2015 – PREDAPPIO RICORRENZA “MARCIA SU ROMA”

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Di Simone Costa.

il Circolo Cattolico CHRISTUS REX, capitanato da Matteo Castagna con Cristian Rossettini, Antonio Diano, Claudio Volpato, Silvia Rinaldi, Simona Benetti e Simone Costa, invitati da R.S.I. CONTINUITA’ IDEALE DI TREVISO e dagli organizzatori dell’evento, era presente ieri 25/10/2015 a Predappio (FC) per la ricorrenza della Marca su Roma (avvenuta il 28 Ottombre 1922) per il Santo Rosario, recitato davanti alla Cripta Mussolini presso il cimeitero; in tale cripta  giacciono le spoglie di S.E. Cav. Benito Mussolini Duce d’Italia. Il Santo Rosario, come ha affermato il Presidente Matteo Castagna, è stato recitato in modo tradizionale, così come il Duce e tutti i cattolici apostolici romani usavano fare prima che il becero conci-liabolo Vaticano secondo vietasse questa prassi antica e tradizionale. I partecipanti a questa edizione dell’evento, hanno apprezzato la cattolicizzazione della giornata, priva altrimenti, di quel significato storico, politico e religioso che fu il Fascismo per l’Italia e non solo.

Al termine della ricorrenza, il nostro Circolo è stato inviatato presso Villa Merenda, di poprietà del Conte Merenda, noto Tradizionalista Cattolico del forlivese presso la quale, è stato consumato un pranzo tipicamente romagnolo, bagnato da un piacevolissimo Sangiovese che ha allietato i commensali.

Di seguito una breve documentazione fotografica della giornata.

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REGNO DI CRISTO: CIVILTÀ RESILIENTE A PROVA DI SCISMA

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SAN PIO X

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Alla degenerazione della vita spirituale nella Cristianità dell’ultimo secolo, per cui San Pio X nella sua prima enciclica «E Supremi Apostolato» scrisse che si poteva credere essere l’Anticristo già tra noi, poteva solo seguire questo tempo di perdizione e scismi.

Adesso, per meglio corrompere le anime, imperversa un «cristianesimo aggiornato» dell’altra chiesa, quella del nuovo ordine, liberale e omofila, a cui aderiscono allegri, personaggi detti democristiani, come la Merkel, il primo ministro Rajoy, ecc. e tanti europoidi. La scusa è pronta, seguono i «papi» e il loro imperante Vaticano 2., quello del diritto al dubbio e alla libertà di non credere, dichiarato come «dottrina» dagli anticristi di turno; dottrina conciliare tanto ambigua che pure cattolici si lasciano coinvolgere senza sapere se e come affrontarla.

Così la Civiltà della Verità una e universale rimane tradita e indifesa di fronte alla ventata ecumenista che infuria rinforzata dalle soffiate bergogliose. Questa volta, durante il presente «sinodabolo per la nuova famiglia», si pubblica nella prima pagina del «Corriere», (come con la «Repubblica» di Scalfari) una lettera de Bergoglio, firmata Francesco.

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LA SINISTRA E LE TASSE: IL COMMENTO

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COSTITUZIONE

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

La Costituzione (troppo) evocata Quella Carta (troppo) evocata

 

Non pronunziare il nome di Dio invano, recita il secondo comandamento.

Se il divieto s’applicasse anche alla Costituzione, saremmo tutti peccatori. Perché ogni giorno viene denunziata l’incostituzionalità di questa o quella norma, di questa o quella decisione. Significa che la nostra Carta incute rispetto, ma significa altresì che spesso viene usata per dispetto. Fra i dispettosi s’iscrive, in ultimo, Pier Luigi Bersani.

Via le tasse sulla casa? Non si può: lo impedisce l’articolo 53 della Costituzione, lì dove dispone che «Il sistema tributario è informato a criteri di progressività». E dunque Renzi, se vuole, potrà detassare le case dei poveri, giammai quelle dei ricchi.

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Dal 1° gennaio in vigore il bail-in [garanzia interna]: la banca in difficoltà potrà attingere dal conto corrente. Come tutelarsi

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Il Sole 24 Ore – 22 ottobre 2015

Dal 1° gennaio in vigore il bail-in [garanzia interna]: la banca in difficoltà potrà attingere dal conto corrente. Come tutelarsi

di Vito Lops

 

 

A partire dal 1° gennaio 2016, anche in Italia sarà applicata la direttiva Brrd (Bank recovery and resolution directive). È la direttiva europea del cosidetto bail-in che cambia radicalmente il paradigma del correntista bancario che, in caso di difficoltà finanziarie dell’istituto, può diventare compartecipe delle perdite. Prima di questa direttiva la prassi ha portato a utilizzare il meccanismo del bail-out [garanzia esterna]. In caso di salvataggio di una banca sono intervenuti gli Stati e quindi indirettamente tutti i contribuenti (che hanno pagato attraverso l’aumento delle tasse il surplus di deficit necessario per salvare l’istituto). Questo ha contribuito, ad esempio, a far aumentare tra il 2008 e il 2012 il debito/Pil dell’Eurozona oltre l’80 per cento.

Adesso l’Eurozona, tramite la nuova direttiva, intende cambiare modus operandi: se una o più banche sono in difficoltà non sono gli Stati a doverle salvare (e quindi in via indiretta i contribuenti attraverso più tasse) ma direttamente chi ha un rapporto con quell’istituto e cioè azionisti, obbligazionisti e correntisti.

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22 ottobre 1867: il terrorismo colpisce Roma

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Segnalazione del Centro Studi Federici

L’attentato terroristico alla caserma degli zuavi

“… Uno dei punti cardine di tutta l’insurrezione si fondava sulla distruzione della caserma degli zuavi nel quartiere Serristori a poca distanza dal Vaticano. Lo scopo fondamentale, ovviamente, era quello di colpire e fiaccare fisicamente e psicologicamente il corpo degli zuavi (…). Facendo saltare in aria il loro quartier generale e con esso la maggior parte degli zuavi, si sarebbe inflitto un durissimo colpo alla forza fondamentale a cui si affidava l’estrema difesa della città (…). Una grande parte del fabbricato crollò. Ma per fortuna la maggior parte dei militari, per ragioni di servizio, era partita poco prima alla volta di Porta s. Paolo; rimasero sotto le macerie vari zuavi che facevano parte della banda musicale. Le vittime furono:

Carmine Carletti di Olevano

Luigi Carrey di Arbois

Giuseppe Cesaroni di Roma

Fortunato Chiusaroli di Roma

Emilio Claude di Nancy

Federico Cornet di Namur

Alessio Desbordes d’Ilê de Oléron

Cesare Desideri di Roma

Federico De Dietfutr di Colmar

Giovanni Devorscek di Bologna

Luigi Flamini di Roma

Giovanni Lanni di Roma

Eduardo Larroque di Cahors

Michelangelo Mancini di Roma

Pietro Mancini di Roma

Stefano Melin di Moulins

Francesco Mirando di Portici

Antonio Partel di Vigo, Tirolo

Giacomo Poggi di Genova

Andrea Portauovo di Napoli

Edmondo Robinet di Saint-Pol-de-Leon

Nicola Silvestrelli di Roma

Oreste Soldati di Palestrina

Domenico Tartavini di Roma

Vittore Vichot di Parigi

un passante, Ferri Francesco e la figlia di sei anni, Rosa; dei feriti, tra i quali vi era la moglie di Ferri, alcuni morirono in seguito. (…)

(Fulvio Izzo, L’attentato del fermano Giuseppe Monti alla Caserma Serristori nella insurrezione romana del 1867, Maroni Editore, Ripatransone, 1994)

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Dopo Fukushima il Giappone torna al nucleare

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Nel 2011 l’incidente, oggi si riaccendono i reattori, così si abbattono le emissioni di gas serra e si risparmia sulla bolletta

di Leone Grotti

Il secondo reattore nucleare del Giappone è ripartito venerdì. Anche questo, come il primo riacceso in agosto dopo l’incidente di Fukushima del 2011, fa parte della centrale di Sendai e si trova a Satsumasendai, nel dipartimento di Kagoshima, nel sud-est del paese. Ora, su 52 reattori nucleari, solo due sono in funzione. Nel 2014, dopo tre anni di fermo totale, il governo giapponese ha annunciato di voler tornare all’atomo. Nuove misure di sicurezza sono state approvate e solo i reattori che le soddisferanno potranno essere riaccesi. Quando il primo è tornato in funzione, migliaia di persone in tutto il paese hanno protestato, oggi invece solo una settantina di giapponesi hanno manifestato la loro «inquietudine persistente». In realtà, a Satsumasendai la stragrande maggioranza dei 100 mila abitanti è favorevole al ritorno del nucleare. Lo stesso consiglio comunale, a ottobre dell’anno scorso, ha approvato la riaccensione con 19 voti su 26. Tutta l’economia della città infatti si basa sulla centrale, grazie alla quale il Comune riceve miliardi di yen in sussidi e agevolazioni. Ecco perché anche il secondo reattore è ripartito senza proteste. Tokyo è a conoscenza dell’importanza strategica dell’atomo per la sua economia. Senza, il Giappone dovrebbe spendere per gli ottimisti 34 miliardi di dollari in più all’anno per soddisfare il proprio fabbisogno energetico, 68 secondo le stime più pesanti. È un conto che i nipponici non possono permettersi di pagare. Un terzo reattore dovrebbe quindi ripartire già l’anno prossimo: si tratta del numero 3 della centrale di Ikata, gestita dalla Shikoku Electric Power Co. Le autorità della città, nella prefettura sud-occidentale giapponese di Ehime, hanno già acconsentito all’operazione. C’è anche un altro motivo per cui il Giappone vuole ricominciare a sfruttare l’energia nucleare ed è rappresentato dall’impegno che il paese si è preso in vista della conferenza sul clima che si terrà a dicembre a Parigi (COP21). Per sostituire l’atomo, il Giappone ha importato e utilizzato maggiori quantità di carbone, gas naturale e petrolio, aumentando solo nel 2012 le proprie emissioni di gas serra del 4 per cento. In vista di Parigi, il governo di Tokyo ha dichiarato di voler tagliare entro il 2030 le emissioni di gas serra del 26 per cento rispetto ai livelli del 2013. Gli ambientalisti hanno protestato all’annuncio, perché vorrebbero un taglio delle emissioni del 20 per cento entro il 2020 e dell’80 entro il 2050. Per il primo ministro Shinzo Abe però questo è impossibile, visto che solamente per tagliarle del 26 per cento entro il 2030 il Giappone avrà bisogno di generare con l’energia nucleare il 20-22 per cento dell’elettricità. L’atomo infatti è una delle energie più pulite che si conoscano, nonostante l’opposizione di gran parte degli ambientalisti.

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Laura Boldrini invita un imam per dire che l’Islam è una religione di pace, ma lui elogia i kamikaze

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Nella sua Lectio Magistralis spiega inoltre come dare le giuste percosse alle moglie secondo il vero islam

di Francesco Borgonovo

Stai a vedere che su Laura Boldrini ci siamo clamorosamente sbagliati. Pensavamo che la presidente della Camera assecondasse tutti i più triti e ottusi luoghi comuni della sinistra fuori dal mondo. Invece gli ottusi eravamo noi. Adesso abbiamo capito: Laura Boldrini lo fa di proposito. Finge di essere una buonista stucchevole, si rende volontariamente caricaturale perché vuole servirci su un piatto d’argento la possibilità di smontare le teorie allucinanti di cui si fa portavoce. Altrimenti non si spiega come mai si ostini a collezionare grame figure. Davvero, dev’esserci qualcosa sotto: non può essere così facile farsi beffe di lei e del suo «pensiero». Prendiamo la sua più recente trovata, di cui ha dato notizia ieri Giulio Meotti sul Foglio. I giornalisti sono stati convocati da Madama Laura – tramite elegante invito su carta intestata – alla «Lectio Magistralis» che si terrà il prossimo mercoledì nella Sala della Regina di Montecitorio, alle 15. Per l’occasione salirà in cattedra il «Grande imam di al-Azhar Ahmad Mohammad Ahmad al-Tayyeb», il quale illuminerà i presenti sul tema «Islam, religione di pace».

TRANQUILLI, L’ISLAM È UNA RELIGIONE DI PACE

Ecco perché diciamo che la Boldrini non ci è, ma ci fa. L’affermazione secondo cui «l’islam è una religione di pace» è uno dei più abusati stereotipi di ogni tempo, ripetuto costantemente all’indomani di ogni attentato sanguinario da tutte le anime pie e democratiche. La redazione di Charlie Hebdo viene decimata dai macellai jihadisti? Orrore, ma «l’islam è una religione di pace». Un commando dello Stato islamico massacra turisti innocenti in un museo? Uh, che disgrazia: ma «l’islam è una religione di pace». Laura stessa ha ribadito il concetto infinite volte. Sapete cosa ha detto nel 2014, quando si è presentata alla Grande Moschea di Roma tutta velata (ma senza dimenticare il rossetto)? «No al terrorismo, l’islam è una religione di pace». Adesso, organizzando la Lectio Magistralis, la Boldrini ci regala l’occasione per chiarire una volta per tutte che la frase «l’islam è una religione di pace» è una boiata pazzesca. Lo dimostra il prestigioso relatore invitato a Montecitorio. Il signor al-Tayyeb è l’imam di uno dei più importanti centri culturali islamici del mondo. Secondo le nostre categorie, può essere considerato una sorta di Papa dei sunniti. Di sicuro, è la persona più adatta per discettare sulla «religione di pace». Basta leggersi alcune delle dichiarazioni rilasciate da costui nel corso degli anni (alcune delle quali citate ieri dal Foglio). Per esempio, nel 2002, ha spiegato come i palestinesi devono comportarsi nei confronti di Israele: «La soluzione al terrore israeliano risiede nella proliferazione degli attacchi suicidi che diffondono terrore nel cuore dei nemici di Allah. I Paesi islamici – sia la popolazione che i governanti – devono supportare questi attacchi di martirio». Niente male. Ma ovviamente al-Tayyeb non ce l’ha solo con Israele (inneggiare alla distruzione dello Stato ebraico è abbastanza comune nel mondo arabo, e si fa a cuor leggero). Il nostro Grande Imam è risentito con l’Occidente tutto, cioè con il «nuovo colonialismo globale alleato al sionismo mondiale» che trama per dividere i musulmani.

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Giustizia: 25mila innocenti incarcerati, 550milioni di indennizzi, nessun giudice ha mai pagato

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Concentratevi sul problema vero della giustizia, che riguarda tutti noi, cittadini del Belpaese e potenziali vittime di un «errore» che può trascinarci in un’aula di tribunale e poi dietro le sbarre di una cella. Prima del processo e senza aver fatto quello di cui siamo accusati.

Ecco i numeri della vergogna. Dal 1989 a oggi, circa 25 mila italiani (e non) sono stati incarcerati ingiustamente. Per rimborsarli lo Stato ha pagato 550 milioni di euro. Se a questi aggiungiamo altri 30 per errori giudiziari, arriviamo a quasi 600.

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Stipendi stellari per Fazio & Co. Ecco dove finisce il canone Rai

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Renzi intima: “Il canone Rai si deve pagare”. Ma quei soldi vanno a finire nelle tasche dei soloni della sinistra

Cominciamo da Fabio Fazio. Che si becca dai 5 ai 6 milioni, nel giro di due o tre anni. E per l’ironica Luciana Littizzetto, invece, parliamo di cifre che arrivano a 20mila euro a puntata. E ancora: Massimo Giannini si becca 500-600mila euro all’anno, mentre Massimo Giletti si porta a casa 400-500mila euro. A rivelarlo è stato il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta che, durante la seduta a Montecitorio sul disegno di legge sulla Rai, ha criticato in particolar modo l’emendamento dei relatori sulla trasparenza dei compensi.

Naturalmente non ci sono solo i casi della Littizzetto, Fazio e Giannini. Non scordiamoci i colletti bianchi, i dirigenti. L’attuale dg Antonio Campo Dall’Orto, secondo le voci, percepisce uno stipendio «tre volte superiore al tetto di 240mila euro. E anche la presidente Monica Maggioni gode di un compenso che va “ben oltre” il tetto fissato. “Vorrei che la trasparenza per i contratti oltre i 200mila euro fosse estesa anche ai conduttori che – aggiunge Brunetta – non è accettabile la demagogia a buon mercato che si fa in trasmissioni come L’Arena sui vitalizi dei parlamentari e poi non si sente l’esigenza di rendere pubblici i propri compensi. Mi piacerebbe che Giletti mi dicesse quanto guadagna: così scopriremmo che guadagna due o tre volte quello che prende un deputato e che Fazio guadagna 7-8, forse 10 volte di più, rispetto sempre ad un uomo che si occupa di politica”.

Rai di tutto, di più. Soprattutto sui contri dei contribuenti. Noi.

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Come la Federal Reserve alimenta l’acquisto compulsivo

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Segnalazione di Federico Prati

di Sam Gerrans – 19/10/2015

Fonte: byebyeunclesam

Tutti noi compriamo. Ci sono dei generi necessari che dobbiamo acquistare per vivere. Ma quanti di noi hanno avuto modo di comprendere esattamente cosa alimenta l’ossessione dietro questo passatempo?

Molti di noi saranno d’accordo in merito al fatto che fare acquisti è necessario. Non è come l’uso dell’eroina. La gente va avanti tutta la vita senza usare eroina. Non c’è bisogno di eroina per sopravvivere. Fare acquisti è assimilabile al cibo, ne hai un assoluto bisogno per essere una persona in salute.

La questione riguarda solo il grado.

Abbiamo sposato l’idea della crescita economica. Ovviamente abbiamo la necessità di produrre qualcosa, ma perché è così importante che la produzione sia maggiore di quella dell’anno precedente? Se ne abbiamo avuto abbastanza, perché dovrebbe essere sbagliato averne abbastanza anche quest’anno?

La risposta risiede nella natura stessa del nostro sistema economico.

La moneta è legale. Ciò significa che il nostro mezzo di scambio invece di essere collegato a qualcosa di valore è ancorato al nulla.

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Il tallone di Achille

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Segnalazione di Federico Prati

di Cristoforo Barberi – 19/10/2015

Fonte: Il giornale del Ribelle

Ebbene proprio lì siamo stati colpiti e del colpo mortale l’Europa, come noi ancora la concepiamo, morirà, proprio come l’eroe omerico, entro la fine del secolo.

Intendo riflettere, senza pregiudizi, sul problema dell’immigrazione incontrollata ed incontrollabile che usa la via del mare ed attraverso il Mediterraneo invade quello che fino alla Seconda Guerra Mondiale consideravamo il “nostro” continente.

Il fenomeno dell’immigrazione di massa incomincia negli anni Settanta, quindi circa venticinque anni dopo la fine del primato europeo nel determinare le sorti del Mondo.

L’immigrazione: per alcuni una risorsa economica e culturale; per altri una invasione inaccettabile che cancellerà la nostra identità culturale e razziale, è comunque un problema di grande attualità e che oggi tutti riconosciamo come tale.

Ma se questo è un problema, indipendentemente dalla sua natura, positiva o negativa che sia, lo si affronta solo adesso da parte dell’Europa? Con oltre quarant’anni di ritardo? Ma chi ci ha governato?

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Segnalazione di Federico Prati

Dall’intervento russo in Siria al TTIP, dalla strage di Kunduz alla nuova

Intifada: un giro d’orizzonte sulla situazione internazionale attuale.

di Paolo G.

Ormai in preda ad una evidente crisi di nervi, Stati Uniti e supini alleati- servi di mezzo mondo starnazzano come oche impazzite di fronte alla sana sfrontatezza dello Zar Putin, che ormai da un paio di settimane sta facendo “pulizia” in Siria, grazie agli attacchi mirati con le proprie unità aereo- navali contro le roccaforti dell’ISIS, l’ennesimo prodotto da laboratorio “made in Usa”, e dei fantomatici “ribelli moderati”, nient’altro che guerriglieri addestrati dalla Cia, dal Mossad e da altri servizi segreti e militari occidentali (Francia) e filo-occidentali (Turchia, Arabia Saudita), tra le cui fila militano anche migliaia mercenari ed estremisti wahabiti e takfiri, adeguatamente sostenuti e finanziati, provenienti dai paesi filo-Usa dell’area mediorientale[1].

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