Da Parigi emergono inquietanti interrogativi

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I testimoni dei tragici eventi della sera del 13 Novembre nella zona del decimo e undicesimo distretto hanno raccontato di essere rimasti colpiti dal fatto che gli assalitori fossero sprovvisti dei giubbotti esplosivi. Altre persone hanno riferito che i terroristi, autori delle stragi nei bar e ristoranti delle zona, fossero particolarmente calmi e loquaci nella loro azione di morte. Capacità elevate di manovrare armi. Vestiario rigorosamente nero. Il guardian addirittura citando un testimone racconta che uno dei terroristi, mentre sparava, era intento a stuzzicare dai piatti della cena.
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Parigi, decimo distretto. Uno dei luoghi della strage.
I racconti proseguono con i terroristi che sarebbero riusciti ad allontanarsi senza problemi dalla zona della sparatoria su una Seat Nera. Nelle ore immediatamente successive alle stragi ci sono state molte voci relative ad una macchine con a bordo quattro uomini pesantemente armati. Le notizie del giorno dopo, Sabato 14 Novembre, parlavano di una Citroen Berlingo con quattro uomini armati che avrebbe addirittura forzato un casello autostradale. Solitamente segnalazioni di questo genere, in queste particolari situazioni, che finiscono per risolversi nel nulla destano sempre più di un sospetto.
Gli assalitori del teatro e dello stadio erano forniti di cintura esplosiva e sono morti facendosi saltare in aria grazie ad piano preciso che variava dall’uccidere ostaggi al concerto, al terrorismo di massa all’impianto sportivo. In comune l’ultimo atto: il martirio.
Foro su una vetrina causato dai colpi di arma da fuoco della sparatoria di Venerdì notte a Parigi
Foro su una vetrina causato dai colpi di arma da fuoco della sparatoria di Venerdì notte a Parigi
Vista la maniera in cui l’azione si è svolta complessivamente, è bene non sottovalutare i differenti epiloghi delle vicende. Più attentati in contemporanea, curati minuziosamente per procedere come abbiamo visto.
A colpire è il differente epilogo degli attentati e il diverso destino degli attentatori. Novità assoluta nella cultura jihadista e nella retorica dello Stato Islamico.

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Gli attacchi di Parigi e le “strane coincidenze”

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di Luciano Lago

Si potevano prevedere gli attacchi di Parigi? Qualcuno li aveva per la verità previsti.
Dichiarazione del Presidente Bashar al-Assad fatta nel Giugno del 2013, in una intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung: “….se gli europei consegneranno le armi ai terroristi , il cortile d’Europa si trasformerà in un terreno propizio al terrorismo e l’Europa ne pagherà il prezzo”.

Questa dichiarazione, che al giorno d’oggi appare come una premonizione, era stata sbeffeggiata e derisa dai giornali occidentali ed in particolare in Italia dai giornali della borghesia benpensante del “pensiero unico” (il Corriere della Sera e Repubblica). Vedi: Siria: Assad minaccia l’Europa.

Lo stesso aveva predetto il leader libico Gheddafi, prima di essere barbaramente assassinato dai sicari dei servizi della NATO inviati appositamente per eliminarlo per nascondere le prove del finanziamento da lui fatto all’allora presidente francese Nicolas Sarkozy : “L’Occidente deve scegliere tra me o il caos del terrorismo”. Vedi: Gheddafi e quella profezia inascoltata.

Una profezia quella di Gheddafi, anche quella rimasta inascoltata e derisa: l’Occidente ha scelto il terrorismo come strumento per raggiungere i propri fini. Adesso se ne vedono le conseguenze.

Per quanto riguarda la strage fatta con gli attacchi terroristici a Parigi, sembra presto per trarre delle conclusioni tuttavia ci sono delle cose “strane” anche in questo avvenimento.
Non sembra normale e credibile che otto terroristi, armati fino ai denti, possano circolare dentro Parigi ed attuare una attacco improvviso e coordinato, con perfetta tattica militare, colpendo in sette posti diversi, senza che servizi segreti e forze di sicurezza fossero minimamente informati e consapevoli di casa stava accadendo, di come circolassero le armi e di quanti terroristi dalla Siria, cittadini francesi arabi di seconda generazione, recatisi a combattere in quel paese, stessero rientrando in Patria per compiere attentati. Questo è avvenuto a Parigi che è una delle capitali più protette ed organizzate d’Europa.

Vuoi vedere che le armi utilizzate per gli attacchi siano le stesse che il governo francese aveva fatto arrivare in Siria per armare i gruppi terroristi che dovevano rovesciare il governo siriano di al-Assad ? Potrebbe essere visto che la Francia è in prima linea a sostenere i gruppi terroristi, adesso pudicamente denominati “ribelli moderati”. Vedi: Siria, Hollande: Francia ha dato armi ai ribelli da diversi mesi

Erano forse “ribelli moderati” anche quelli che hanno colpito a Parigi?
Dopo lo stato di emergenza proclamato dal presidente Hollande e gli appelli lanciati via TV, tutto inizia a puzzare di “macchinazione” e si allunga l’ombra sinistra dei servizi segreti anche su questa vicenda. Potrebbe essere che i servizi segreti stiano giocando con le vite dei cittadini inermi per i loro fini: seminare i panico e favorire le misure straordinarie.
Attacchi dei terroristi a Parigi


Fateci indovinare quale possa essere il progetto: rilanciare l’intervento della NATO in Siria con la falsa motivazione di voler vendicare le vittime e sconfiggere per sempre l’ISIS ma in realtà per non rimanere indietro all’intervento diretto fatto in quel paese dalla Russia e dall’Iran che hanno pesantemente attaccato le basi e le postazioni dell’ISIS e degli altri gruppi ottenendo un arretramento e la distruzione di buona parte di questa organizzazione. Organizzazione che gli occidentali (USA e Francia in testa) hanno lasciato prosperare per oltre un anno e mezzo.

Obama ha dichiarato che il Comado USA non vedeva, non sapeva e non era informato di nulla, nonostante tutto l’apparato di satelliti spia, di agenti segreti ed infiltrati di cui gli USA dispongono in Medio Oriente. Questo quando poi è risultato che persino i Pick Up Toyota, utilizzati dall’ISIS, erano state acquistati da emissari di USA ed Arabia Saudita, come emerso dalle indagini.
Nel frattempo è stato annunciato l’ annullamento della visita in Francia ed in Italia del presidente iraniano Rohani. Guarda che coincidenza è proprio quello che volevano a Riyad, in Arabia Saudita: evitare che l’Iran normalizzi i suoi rapporti con l’Europa. Contenti di questo annullamento anche a Tel Aviv i funzionari del governo di Israele che vedono l’Iran come il loro mortale nemico.

Gli attacchi a Parigi si sono verificati nel momento giusto.
Nei prossimi giorni bisognerà seguire con attenzione quello che accadrà e le dichiarazioni dei governi della Francia e degli altri paesi della NATO, per capire quali siano i nessi con questi attentati.

Bisognerà seguire anche le notizie diffuse da quei “mega media” della manipolazione che si chiamano CNN, BBC, Fox News, Sky News, ABC News, ecc. e rilanciate in Italia da Repubblica, Corriere della Sera e dalla Stampa, nonchè dalla impagabile Fiammetta Nirenstein che, quando scrive sul Il Giornale, sostiene che “la colpa di tutto quello che accade è del cattivo tiranno Assad che attua una repressione sanguinosa in Siria”.

Fare attenzione anche a quanto scriveranno gli opinionisti del Corriere della Sera, come Gian Luigi Battista o Franco Venturini, e se scriveranno che “è l’ora che finalmente l’Occidente intervenga”…. vorrà dire che lanceranno il segnale ricevuto dal Dipartimento di Stato e dalla altre Centrali di Comando atlantiste, per diffondere l’allarme e la mobilitazione.

Prepararsi quindi perchè la situazione è seria e non escluso che altri incresciosi episodi possano avvenire in qualsiasi città europea con l’attenta regia delle solite centrali di sobillazione.

Fonte: Controinformazione.info

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Dopo 5 anni di coma Giorgio Grena si sveglia e parla

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Segnalazione della Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

La speranza e l’amore formano un motore potente che eleva l’energia familiare, l’impegno sanitario e la responsabilità sociale.

Invece l’indirizzo utilitaristico odierno dell’apparato sanitario, sempre più pessimista nella diagnosi e nella prognosi, fino all’assurda omologazione della prognosi infausta alla “morte cerebrale”, distrugge il motore della vita e la stessa società.

L’intervista alla mamma di Giorgio Grena, 27enne uscito dallo stato vegetativo dopo 5 anni di silenzio, ci conferma che scienza e neurologi, del cervello “il grande sconosciuto” sannno poco o niente, per cui con doveroso atto d’umiltà dovrebbero abrogare la fasulla autoritaria dichiarazione di “morte cerebrale” imposta per il procacciamento di organi, e che pericolosamente rischia di estendersi anche agli stati vegetativi, forti del pregiudizo che chi non comunica con l’ambiente è di fatto morto.

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Quale futuro vogliamo per l’Europa?

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Roma 14 nov –Roberto Fiore*-

Le immagini della tragica notte di Parigi squarciano il velo sull’abisso in cui sta precipitando la vecchia Europa. Centinaia di morti e feriti, l’ Isis che ci fa guerra al grido di “Allah è grande”, i potentati dietro al terrorismo islamista che vedono infine la guerra, voluta e scatenata altrove, arrivare in Europa. Ma ci sono stati lunghi decenni di preparazione, decenni di Liberté – Égalité – Fraternité, di milioni di mussulmani figli di gente pacifica che si sono riscoperti salafiti e filo Isis. E’la Francia liberale e anticristiana che non permette ai bambini di avere a scuola il Crocifisso, che condanna Dieudonné per la sua satira, la Francia, e l’Europa, che adesso si chiedono “perché?”.Ma c’è anche un’altra Europa, la cui immagine sana e pulita è quella di una Polonia che riunisce centinaia di migliaia di giovani, e di uomini e donne di ogni età, al canto di “Polonia ai polacchi” e “Dio, Onore e Patria”, una terra che non conosce unioni civili per i gay, che rifiuta l’ aborto, che non vuole immigrazione, una nazione fiera con un Parlamento senza più sinistre e con scuole senza gender. Di chi è il futuro d’Europa? Di chi grida al vento il vuoto e falso mito della tolleranza o di chi marcia cantando “Dio Onore e Patria”?Noi la riposta la conosciamo, da tempo.

*Segretario nazionale Forza Nuova Presidente Alliance for Peace and Freedom – See more at: http://www.radiofn.eu/quale-futuro-vogliamo-per-leuropa/#sthash.1HRG1PbW.C2IZ3ZvS.dpuf

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ProVita: “Matrimonio gay” e adozioni; Emergenza Chemsex; Istighiamo al suicidio?

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Abbiamo dato notizia (qui) a fine ottobre che ProVita ha deciso di ricorrere all’autorità giudiziaria contro chi ha gratuitamente insultato il presidente della nostra Associazione, Toni Brandi.

Una cosa è la critica, anche dura; altra cosa è l’offesa gratuita.

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Ora l’episodio è ancora più grave: ProVita e, in particolare, uno dei membri della redazione, sono stati pesantemente diffamati da uno dei più attivi siti LGBT. Su quel sito si trovano tanti articoli su ProVita: sconcertanti per la superficialità delle analisi, e il basso livello delle critiche, nonché, qualche volta, per le semplici falsità e le espressioni di intolleranza.

Tutto questo siamo disposti a tollerare: auspicheremmo una discussione più seria su temi così importanti come quelli che trattiamo di solito, senza cadute di stile, senza parole che oltrepassano il diritto di critica per sfociare nell’ingiuria senza senso. Da parte nostra abbiamo sempre cercato di esporre le ragioni dietro la nostra posizione, a volte esercitando una critica vigorosa nei confronti della controparte, ma il nostro “attacco” è diretto verso le idee, non verso le persone.

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“Tocca a noi!”

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SAN PIO X

del Prof. Antonio Diano

L’ultimo “venerdì” di Daniele Arai pubblicato infra ci mostra con evidenza un punto centralissimo, che vorrei telegraficamente ma con la massima emergenza ratificare e rafforzare hic et nunc.

Messo l’uomo al posto di Dio, e sostituito con il “diritto al benessere e al piacere” di origine illuministica lo status di creatura che dipende da Dio, ora anche il “resto del mondo” vuole (o meglio, crede di dover volere, grazie all’abilità espansiva del demonio e alle conseguenze del peccato) la sua parte, senza tappe intermedie, senza rivoluzioni bianche rosse rosa o arancioni (l’assenza storica delle quali viene imputata al cd. Islam radicale!). Una sorta di “tutto e subito” che alle idiosincrasie piccolo-borghesi del ’68 e degli  autonomi del ’77 sostituisce l’assillo atroce della fame, cui si contrappongono, invece dell’ordine che – solo – può con la grazia di Dio sulle nazioni regolare la convivenza giusta tra gli uomini (e non con le “esportazioni” di democrazia), le illusioni denudate dell’opulenza e della vita “spensierata”. Ora la vogliono anche “loro”, ne hanno sentito parlare, l’hanno vista da qualche parte: si mangia, si ride, si balla, non si fa un c., si VIVE come vorremmo anche noi: tutto facile, tutto ok, magari senza preoccuparsi di sterminare, uccidere, derpredare, stuprare, disseminare malattie e quant’altro. Oppure affidandosi ad un animistico spirito di destino che inevitabilmente li avvicina a quegli idoli distruggendo gli aspiranti neo-liberi ad un filo da essi, sulle carrette strapiene di criminali in potenza come di bambini innocenti, di fronte al miraggio delle rivoluzioni del demonio. Futuro migliore, guerre da abbandonare? No, idoli da consumare, basta con le lotte per l’indipendenza, ce ne fottiamo dell’AIDS, ora vogliamo telefonini senza lavorare e vogliamo godercela, come i più fortunati, e allora via, tutti quanti, andiamo a prendercela o portiamogliela via!

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TRA CRISTIANESIMO RESILIENTE E OCCIDENTALISMO PUTRESCENTE

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ultima cena

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nel largo volo di questi articoli s’intende vagliare, secondo la visione cristiana del bene terreno, le posizioni dei tanti governi del mondo attuale, che sembrano convergere verso un immane caos comune. Situazione paradossale perché al presente avanzo tecnologico dei sistemi per il controllo dell’ordine civile e delle capacità militari, corrisponde proprio l’inverso, cioè, un evidente degrado delle idee di governo.
Infatti, da decenni non c’è governo nel mondo capace di evitare disordini nazionali e internazionali. Anzi, il potere sembra atto a provocarli. Così si diffonde un grave stato d’insicurezza nell’intera umanità, vista come diffusa crisi dei «valori occidentalisti», mentre si tratta di un’inversione di principi, vitali per l’ordine terreno, poiché legati alla stessa natura umana.
Non siamo forse all’abbandono dei principi cristiani che, malamente avversati, lasciano un incolmabile vuoto? Sì, perché la profonda crisi del mondo contemporaneo avviene per il declino proprio del senso del male, facendo perdere la capacità di avvertire le vere cause della desolazione che incombe.  Continua a leggere

Siria, fonti di stampa: attacco israeliano vicino l’aeroporto di Damasco

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SIRIA ISRAELE

Ansa

Pubblicato: Aggiornato:

Aerei israeliani avrebbero compiuto un attacco nelle vicinanze dell’aeroporto di Damasco. Lo riportano media israeliani che citano fonti di stampa siriane. Secondo le stessi fonti, non si sa al momento se l’attacco ha colpito un convoglio di armi o altri obiettivi.

Fonti di stampa dell’opposizione siriana – citate da Ynet – hanno riferito che sono state avvertite esplosioni nei pressi dell’aeroporto di Damasco. Se fosse confermato questo sarebbe il secondo attacco nelle ultime settimane attribuito ad Israele.

Tra fine ottobre ed i primi di novembre – riferirono all’epoca fonti della regione tra Damasco e Daraa – una serie di attacchi aerei sono stati compiuti dall’aviazione israeliana in territorio siriano contro postazioni dell’esercito governativo e delle milizie sciite libanesi Hezbollah. Le stesse fonti affermarono che i raid furono diretti contro una base della brigata 155 governativa nell’area di Qutayfa e posizioni Hezbolah tra Jubbe, Ras Maara e le colline di Falita. Da parte di Israele non c’è mai stata conferma di quegli attacchi, né stasera c’è alcun commento alle notizie riportate dai media siriani e ripresi da quelli israeliani. Ma Israele – e lo ha ribadito lo stesso premier Benyamin Netanyahu nel recente incontro con il presidente Barack Obama – ha sempre dichiarato “tolleranza zero per i colpi d’artiglieria che provengono dalla Siria, per il traffico di armi e la distribuzione di armi chimiche ai terroristi”.

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Firenze, scuola annulla la mostra: ​”I crocifissi urtano i non cattolici”

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MOSTRA CROCEFISSI

LA POLEMICA

Così i bambini non potranno vedere le opere di Van Gogh, Chagall, Fontana, Picasso, Matisse e Munch

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Montecassino, la vita dell’ex abate Vittorelli: coca, ecstasy, cene di lusso viaggi e ostriche. E 2mila euro di shopping. Così “sua eccellenza” rubava ai poveri

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Si chiama Concilio Vaticano II

Droghe, appartamenti e hotel di lusso, ostriche e champagne, viaggi in Sudamerica e notti di gloria a Londra. Pagati come? Con i soldi della Chiesa, quelli dell’8 per mille. Quel che emerge dal lavoro della Guardia di Finanza è sconvolgente: l’ex abate di Montecassino, una delle più importanti Abbazie italiane, per anni avrebbe delapidato i soldi dei fedeli per fare la bella vita e arricchirsi senza freni. Avrebbe iniziato subito, Don Pietro.

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La Lega e la caccia al tesoro padano

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MARINI E SALVONI

RETROSCENA SUL PARTITO CHE OGGI VORREBBE SOSTITUIRE LA DESTRA:

Nella guerra di successione del dopo-Bossi, le fazioni si contendono un gruzzolo di 20 milioni di euro. Spostato su una banca di Bolzano

di Giovanni Tizian e Gianfrancesco Turano

11 novembre 2015

Le eredità guastano i rapporti nelle famiglie più unite. Figurarsi tra parenti serpenti quali sono diventati i leghisti. Il movimento delle scope che tre anni fa ha mandato in pensione il fondatore Umberto Bossi a vantaggio di Bobo Maroni e poi di Matteo Salvini, aspirante leader del centrodestra a reti unificate, ha innescato uno scontro finanziario e politico mascherato dietro la compattezza marmorea del movimentismo padano. È una storia già vista con il patrimonio di altri partiti, dal Pci ad Alleanza nazionale. Gli indipendentisti verdi non solo si battono sui soldi senza essersi sciolti ma non hanno nemmeno la possibilità di litigare in privato sulle decine di milioni di euro di contributi pubblici accumulati in un ventennio di politica. Due procure della Repubblica, Milano e Genova, più l’avvocatura dello Stato, stanno dando la caccia al tesoro della Lega e ipotizzano truffa e appropriazione indebita. La giustizia ordinaria aveva parlato di 41 milioni di euro. Gli avvocati dello Stato hanno ritoccato al rialzo (59 milioni) la cifra che la dirigenza leghista avrebbe avuto a disposizione, e male impiegato, quando il tesoriere era Francesco Belsito, finito sotto indagine ad aprile del 2012, arrestato a marzo dell’anno successivo e oggi dipendente di una gelateria genovese. La posizione della Lega è che non c’è più un euro in cassa, tanto che la spending review in verde ha dovuto licenziare fin nella sede storica di via Bellerio.

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L’ Anticristo nella riforma liturgica di Paolo VI

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PAOLO VI

di il  

Proponiamo qui di seguito alcuni passi tratti dal libro “ L’Anticristo- il principe delle tenebre opera nella storia da piccole fessure…” di Gianni Baget Bozzo.

L’autore del libro potremmo definirlo un “conservatore”, in quanto non era “tradizionalista” o “sedevacantista”, faceva parte a tutti gli effetti della chiesa conciliare ma con molte riserve, data la sua personale cultura soprattutto nel campo della teologia dei padri greci, che gli permetteva di vedere le deviazioni della nuova teologia, e data anche la sua vicinanza al cardinale conservatore per antonomasia, Giuseppe Siri, dal quale sicuramente ha tratto la conoscenza accurata della Messa romana e ha potuto così vedere bene gli effetti devastanti della pseudo riforma di Giovan Batista Montini: (le sottolineature sono nostre)

LA LITURGIA

Questo è il tema su cui il fallimento della riforma conciliare è apparso più chiaro.

L’enciclica Mediator Dei aveva già previsto tutti i danni che sarebbero derivati dalle tendenze liturgiche franco-tedesche legate all’opera di Ernest Jungmann e di Otto Casel.

[…]

Pio XII comprese l’errore dell’arcaismo di Jungmann, per cui la liturgia andava riformata arcaicamente sul modello della Chiesa primitiva; e comprese l’errore di Casel, che vedeva nella liturgia la celebrazione del Cristo risorto e non del Cristo redentore.

In ambedue i casi si trattava di separare la Chiesa dalla sua Tradizione, svolta nel tempo e nella storia.

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Honor Your Favorite Saints with Votive Candles in November

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Segnalazione di don Anthony Cekada

Honor a Favorite Saint by Burning a Votive Candle

We have 45 images or shrines to choose from.

For info, click here.

In addition to being the month of the Holy Souls, November is also the month of All Saints, and a good time to honor your favorite saints. Lighting a votive candle before a shrine or image honoring Our Lord, Our Lady or a saint is a venerable Catholic tradition symbolizing the desire to present our prayer in church day and night.

St. Gertrude the Great Church contains a vast array of beautiful shrines, statues and paintings in the altar reredos, the sanctuary, the votive altars, the side chapel and the nave.

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Opinione pubblica “dopata”? Yes we can

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Segnalazione del Centro Studi Federici

La demonizzazione della Russia di Putin, di Alfonso Tuor

Lo scopo dello scandalo del doping, come quello della FIFA, sono passi verso una nuova guerra fredda

Che nel mondo dello sport circolino tanti soldi e con essi anche sostanze dopanti è un fatto risaputo. Che i Paesi, che facevano parte del blocco sovietico, facessero ampio uso di additivi chimici per dimostrare che il cosiddetto socialismo reale primeggiasse nello sport è pure un fatto conosciuto. Ciò induce a sospettare che la Russia abbia continuato a praticare queste cattive abitudini e che quindi sia giustificata la richiesta dell’Agenzia mondiale antidoping di bandire gli atleti russi da tutte le competizioni ed in primo luogo dai Giochi olimpici che si terranno l’anno prossimo in Brasile. Ma questa richiesta desta alcuni interrogativi, anche perché si inserisce in un clima creato ad arte di nuova guerra fredda contro la Russia di Putin. Il tutto ricorda il recente attacco contro la FIFA e contro il suo Presidente, lo svizzero Sepp Blatter, accusato di aver manovrato per assegnare i mondiali di calcio alla Russia e poi al Qatar. Ma procediamo con ordine.

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Corsi per magistrati su adozioni gay, eterologa, utero in affitto e diritti degli animali non-umani

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Intanto gli animalisti vogliono linciare l’allevatore accusato di aver ucciso il suo cane: ecco servito il terrorismo ecologista

di Rachele Schirle

In attesa della Cirinnà, la legge che, come è noto, punta a introdurre nell’ordinamento italiano il simil-matrimonio tra persone delle stesso sesso e, secondo quanto raccomandato dal ministro della giustizia Andrea Orlando, le adozioni per le coppie gay, la magistratura si porta avanti. Cosa sarà infatti il governo, il parlamento, l’articolo 29 della Costituzione nel quale «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio»? Secondo il “corso di formazione” promosso dalla Scuola Superiore della Magistratura che si svolgerà il prossimo 12 novembre nel Palazzo di Giustizia meneghino e che conferirà crediti formativi a magistrati e giudici ordinari e in tirocinio, occorre prendere atto che, leggi o non leggi, è venuto il tempo di affermare «i nuovi legami familiari: vecchie barriere e nuove frontiere». Questo il titolo del “corso”. Ma è di “formazione” o è a supporto della lobby Lgbt? STEPCHILD ADOPTION E FAMIGLIA MONOPARENTALE Stando al programma il dubbio sembra più che lecito. Infatti, dopo i saluti introduttivi del presidente del Tribunale di Milano, la giornata di “formazione” dei magistrati prevede relazioni sul tema «adozioni e affidamento di minori a coppie dello stesso genere». Su «adozione legittimante del single, stepchild adoption e famiglia monoparentale». Su «la giurisprudenza in materia di matrimonio di persone dello stesso genere». E, dulcis in fundo, su «filiazione eterologa e maternità surrogata». Come a dire: in Italia non esiste nessuna legge che giustifichi corsi di aggiornamento (tanto più se per magistrati che le leggi sono tenuti ad amministrare e non a fantasticare) su matrimoni e adozioni gay. Tantomeno sulla cosiddetta “maternità surrogata”. Ma si sa, la giurisprudenza italiana è avanguardista. Ha il potere di creare situazioni giuridiche di fatto. Ed è libera di inventarsi in qualsiasi momento il “caso” che via tam tam mediatico s’imporrà poi nel dibattito pubblico e nell’agenda parlamentare. ANIMALI NON-UMANI? Fortunatamente non tutti i “corsi di formazione” della magistratura vengono per suggerire la sovversione politica e istituzionale del “matrimonio” e della “famiglia naturale” così come previsti dalle attuali leggi e Costituzione italiane. Infatti, come secondo evento utile al conferimento di crediti formativi a giudici e magistrati, la Scuola Superiore del potere giudiziario ha pensato bene di organizzare un convegno sulla «tutela giuridica del sentimento per l’animale da compagnia e gli altri animali». Così, ancora nel Palazzo di giustizia di Milano, il prossimo 3 dicembre si approfondirà il tema de «il diritto soggettivo all’animale da compagnia» e, non essendo evidentemente pacifico e assodato nemmeno ai vertici della Scuola Superiore della Magistratura che gli esseri umani sono “persone” e non “animali”, togati e avvocati rifletteranno su «mente e coscienza negli animali non-umani».

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