Sabato è stato firmato a Vienna l’accordo che pone fine all’embargo e alle sanzioni a l’Iran in cambio della definitiva desistenza di Teheran a farsi la Bomba. Era ora. Ufficialmente le sanzioni e l’embargo all’Iran erano state sancite dall’Onu nel 2007, ma in realtà erano in vigore, almeno da parte degli Usa e dei loro principali alleati, dall’epoca della Rivoluzione komeinista del ’79 che aveva cacciato lo Scià di Persia Reza Palhavi. Chi era lo Scià?
I tanti difensori dell’Unione Europea, che stentano a capire come essa sia la negazione completa della nobile idea di un’Europa di Stati fratelli e democratici, dovranno pur porsi delle domande se nelle loro battaglie per il “ci vuole più Europa” e per frenare gli “euroscetticismi” dilaganti si trovano, di fatto, dalla stessa parte della barricata con Goldman Sachs, Morgan, Morgan Stanley e Bank of America.
Non è un mistero il fatto che molti grandi potentati bancari e finanziari d’oltreoceano stiano aiutando e sostenendo il progetto dell’Unione Europea. Ovviamente non con parole e teorie filosofico-politiche, affidate invece agli europeisti che anche di fronte alle tragedie più clamorose causate dalla dittatura eurocratica dei mercati continuano a ripetere, come tarantolati, il refrain del “ci vuole più Europa”: l’aiuto fornito dalle banche è un aiuto economico.
Tutti i partiti che in Europa sono critici della NATO, i leader che hanno posizioni euroscettiche o hanno biasimato l’imposizione di sanzioni alla Russia saranno posti sotto indagine dai servizi degli Stati Uniti. Il Congresso sospetta che siano “pagati da Putin” e ha incaricato il coordinatore di tutti i servizi d’intelligence Usa, James Clapper, di condurre una profonda indagine. “E’ evidente l’ingerenza russa” ha detto un anonimo alto funzionario Usa al Telegraph, volta a “minare la coesione politica euro-atlantica, favorire l’agitazione contro i programmi di difesa missilistica della NATO minare gli sforzi per trovare alternative all’energia russa”. Evidentemente al soldo di Mosca sono anche quelli che disgregano l’unità europea”.
Insomma praticamente tutti i temi politici di vitale importanza non possono essere discussi in Europa, senza attrarre una inchiesta dell’intelligence USA, con la raccolta di prove della intelligenza col nemico di chi li solleva. E’ la nuova libertà concepita dalla più grande demokràzia della storia. Potete discutere quanto volete di nozze gay e approvare uteri in affitto; le grandi questioni storiche sul “destino manifesto” e sulla trasformazione della NATO in un apparato aggressione mondiale, lasciatele al Grande Fratello.
Ovviamente sotto accusa sono il Front National, che ha ricevuto un prestito da 9 milioni di euro da una banca russa nel 2014; la Lega Nord di Salvini; il partito Jobbik ungherese; Alba Dorata in Grecia; il FpO austraco… ma non basta. Il Telegraph ha potuto sfogliare un dossier già pronto sulle “attività di influenza russa” che ha identificato tale “Influenza” anche nei Paesi Bassi,Austria, e la Repubblica ceca. In Olanda, è stato indetto un referendum con cui la cittadinanza deciderà, ad aprile, sull’accordo di associazione UE dell’Ucraina: è prevedibile il “No”. I promotori del referendum sono stati indubbiamente pagati da Mosca. Quanto al partito austriaco Freiheitliche Partei Österreichs, Libertà per l’Austria, alcuni dei suoi deputati hanno visitato la Crimea, segno che ne approvano l’annessione – dunque si scoprirà che sono pagati dai russi, nemici della civiltà.
Apparentemente, manca dalla lista dei sospetti di ricevere denaro da Putin il partito germanico Alternative fur Deutschland (AfD). Ma non è una dimenticanza: sono le autorità tedesche che s’incaricano spontaneamente di disciplinare il sospetto per conto del Grande Fratello Demokratico. Lo AfD infatti, essendo anti-immigrati, è stato bandito dai dibattiti televisivi che avranno luogo in marzo, quando tre stati (Bade-Wurtemberg, Renania- Palatinato e Sassonia Anhalt). La catena televisiva SWER ha reso la decisione di escludere il partito alternativo perché gli altri candidati hanno minacciato di boicottare tutti i talk show se si presentava quello: un caso esemplare di come sono gli schiavi stessi a farsi psico-polizia per il padrone. Volontariamente. E’ il perfezionamento della Demokratia: “Nessuna libertà per i nemici della libertà”, come proclamò Saint Just (l’ideologo di Robespierre – e fu il Terrore)
‘It’s the CIA. They want to know why you’re Googling Michael Moore’s web site.’
Fa piacere notare che quasi tutti i partiti in Europa su cui Washington indaga e che vuole colpire con sanzioni (o incarcerandone i capi a Guantanamo: i tempi sono maturi) sono “populisti” e anti-Europa, ossia “di destra”. Ciò dimostra in modo luminoso che il Grande Fratello americano è “progressista” ed aperto. O anche, a voler vedere, che i partiti cosiddetti “di sinistra” sono i più obbedienti al progetto americano di dominio sull’Europa e disfatta della Russia, e quindi non suscitano i sospetti della superpotenza.
Unica ma notevole eccezione, Jeremy Corbyn, il nuovo capo del Labour britannico. Mosca a salutato la sua elezione dalla base socialista inglese come “Un mandato democratico” (orribile!) alla piattaforma di Corbyn “di opposizione agli interventi militari dell’Occidente, il supporto per il disarmo nucleare del Regno Unito, e la sua convinzione che la NATO ha superato la sua ragion d’essere dopo il crollo dell’URSS”. La tv Russia Today ne segue con favore i discorsi pubblici e copre le manifestazioni: segno inequivocabile che Mosca sta influenzando, e forse pagando, Corbyn.
Ragion per cui indagare sul mostro britannico che critica la NATO (spaventoso solo a concepirsi), si è attivato nel Regno Unito il Royal United Service Institute (RUSI), che smaschera la propaganda della Russia e le sue trame in Inghilterra. In essa un analista chiamato Igor Sutyagin (un russo sul libro paga occidentale?) che dice al Telegraph: l’infiltrazione di Mosca è “molto attiva”, e “viola chiaramente le regole non scritte fra stati nazionali europei”, ma “sa’ che l’Occidente non può bloccarla senza danneggiare i propri valori sulla libertà d’espressione”.
Ma ancora per poco: basta che la Demokràzia britannica faccia sua la regola che fu di Robespierre, sopra citata: “Nessuna libertà per i nemici della libertà” (poi ghigliottinati. Di Corbyn infatti s’occuperà Londra, secondo quello che sembra un accordo: infatti gli Usa non hanno messo nel dossier dei sospetti Nigel Farage, eppure il leader dell’Ukip ha espresso ad alta voce simpatia per Putin, criticato la UE, ed in inglese, quindi è difficile che sia sfuggito ai servizi Usa. Ma ci dev’essere un accordo per cui Washington non interferisce nella politica interna di Londra. Tanto, magari, qualcuno s’ già occupato di smollare i bulloni dell’auto di Farage, vivo per miracolo.
Il punto è che la Demokràtia è a senso unico. Peccato, perché sarebbe utile una inchiesta di servizi d’intelligence europei si senatori Usa che appoggiano le guerre per Israele ricevendone fino a 500 mila dollari per “sostegno”. O altri che ricevono soldi dai sauditi o dagli Emirati sempre per lo stesso scopo (avere l’America a fianco delle guerre per Sion. Magari potrebbero entrare nell’inchiesta i 5 miliardi di dollari che la Nuland ha speso per il cambio di regime a Kiev, e i miliardi che il Fondo monetario condona, e gli altri che la Banca dei Regolamenti Internazionali ha appena dato al regime di Kiev: si tratta per caso di alimentare certe convinzioni politiche in un paese attraverso ingerenze e soldi ad un partito? Un’altra utile indagine potrebbe dedicarsi alle numerosissime Organizzazioni non-governative finanziate da enti dello stato americano, come il National Endowment for Democracy, o ricchi privati come Georges Soros, per creare una “opposizione politica” in Russia, senza alcun successo ma con gran profusione di fondi. Ci sono partiti in Russia nati e finanziati dai soldi americani, ancorché rimasti nani? Chissà. Una indagine permetterebbe di rispondere alla domanda.
Ma nella Demokràtia la libertà esiste, ma solo dal potente al debole, dall’alto verso il basso. Sicché i partiti che in Europa osano esprimere giudizi politici sulla UE, sulla Russia e sulla NATO sgraditi a Washington, sono soggetti ad inchiesta per scoprire che vengono pagati da Mosca. No c’è dubbio che si scoprirà che effettivamente sono pagati. Ciò potrebbe escluderli dal sistema SWIFT – come già fatto per il Vaticano ai tempi di Ratzinger, per l’Iran, per Cuba ed ogni altro paese sottoposto a sanzioni – e quindi impossibilitato ad agire. La libertà demokràtica aumenta ogni giorno, la libertà d’espressione non conosce limiti: si scende in piazza per il diritto a bestemmiare Dio- non siamo tutti Charlie?- potete liberamente sposarvi il finocchio, farvi eutanasizzare, fare acquisti la domenica, drogarvi…è di politica che non vi dovete occupare. Altrimenti, non potrete più né vendere né comprare.
Per ordinare i libri, in collaborazione con le Edizioni di Ar, scrivere a info.traditio@gmail.com
Raro. L’antiparlamentarismo italiano (1870 – 1919). Pp. 110. Volpe, 1972. Euro 20,00
Freda. – La disintegrazione del sistema. Edizione anastatica dell’originale, del 1969. Euro 14,00
Alfred Baeumler. Estetica. Edizioni di Ar. 16€
Pubblicato in Germania nel 1934, e finora inedito in Italia, questo studio di Alfred Bæumler descrive e analizza l’avventura dell’estetica occidentale, da Platone e Aristotele fino ai teorici rinascimentali dell’arte. E la sua conclusione è risoluta: “L’arte può nascere solo dalla volontà di fissare un contenuto per l’eternità, e lo stile è l’espressione di questa volontà”.
Adolf Hitler. La battaglia di Berlino. Ultime conferenze militari. Nelle intenzioni del Fuhrer, Berlino doveva diventare la capitale di tutti gli europei e, considerata la egemonia mondiale esercitata dall’ €™Europa, la capitale del mondo intero. Dalle ultime conferenze militari del Fuhrer qui inserite in un vivace, palpitante quadro storico disegnato da Adriano Romualdi, traspare la sua illusione di muovere al contrattacco da Berlino; un elemento non ingannevole ispira il realismo della sua fervida ammirazione: il valore dei difensori di Berlino. Tedeschi, francesi, spagnoli, scandinavi, olandesi, lettoni, belgi lottano sino all’estremo, nella Berlino storica e geografica, per la capitale simbolica e intemporale – la Berlino caput mundi. Pp. 110+appendice fotografiche. Edizioni di Ar, 2009. Euro 15,00
Henry Coston, Jacques Ploncard D’Assac, Antoine Cousteau e altri. – Le cause nascoste della seconda guerra mondiale. La verità sulle cause della seconda guerra mondiale continua ad interessare gli storici, in special mondo quelli che sfidano l’ortodossia storiografica interessati a svelare l’intreccio di politica, cultura, economia, poteri occulti e alta finanza nello scenario di guerra. Pp. 344. Controcorrente, 2011. Euro 20,00
Giacobazzi A. – L’asse Roma. Berlino-Tel Aviv. I rapporti internazionali delle organizzazioni ebraiche, dell’organizzazione sionista e del movimento sionista revisionista con l’Italia asista e la germania nazionalsocialista. Pp. 240 + documenti. Il Cerchio, 2010. Euro 20,00
Antonella Ricciardi. – Palestina. Una terra troppo promessa. E’ molto difficile uscire dalla situazione attuale, nella quale, al di là di tutte le occasionali condanne, nulla di sostanziale viene fatto per impedire che i governanti di Tel Aviv continuino in una politica che ha come fine ultimo la creazione di una “Grande Israele”. Pp. 180. Controcorrente, 2008. Euro 10,00
Adriano Romualdi. – Il Fascismo come fenomeno europeo. Pp. 170. Settimo Sigillo, 2013. Euro 20,00
Miguel Serrano. – Il figlio del vedovo. Pp. 64. Settimo Sigillo, 2005. Euro 8,00
Mattogno Carlo. – Hitler e il nemico di razza. Il nazionalsocialismo e la questione ebraica. Edizioni di Ar.Euro 15,00
Avete mai sentito parlare della “caccia alle streghe” contro gli attori e gli sceneggiatori di Hollywood negli anni cinquanta?[1] Certamente sì, ma l’esiguo numero di chi ricorda, ritiene che al tempo, essa fosse verità evangelica; nel corso degli anni ho sentito esponenti di destra ripetere questa leggenda, frutto della propaganda comunista, senza che nessuno, per pigrizia mentale o per colpevole ignoranza abbia mai osato metterla in dubbio. L’abilità del Partito Comunista Italiano, cui dobbiamo il monopolio dell’attuale sotto-cultura, fu quella di insediarsi nelle cattedre universitarie, nelle redazioni giornalistiche e nelle Tv lasciando ai “non comunisti” il monopolio degli affari[2] del gigantesco apparato statale italiano.
Nel secondo dopoguerra, la propaganda americana invase le sale cinematografiche con i film western[3] prodotti a Hollywood;[4] dopo il filone “cow boy”, i cineasti USA pretesero di designare la società americana quale “modello” per noi primitivi e arretrati “cattolici”; tra l’altro ricordo, la pubblicità di “Scandalo al Sole”, uscito nel 1959, per introdurre l’ “angoscioso tema del divorzio”, costume tipicamente statunitense, che le leggi del regime fascista a tutela della famiglia, aveva escluso dalla nostra legislazione [5]. Partendo da queste memorie, tenterò di ricostruire una vicenda degli anni ’50 falsificata nel corso del tempo dai media progressisti perché è ora di levare il coperchio sulle bugie che hanno condizionato il pensiero ed il vivere del nostro popolo dagli negli ultimi sessant’anni.
Il corporativismo fascista “alternativa” al bolscevismoContinua a leggere
Dal 2010 al 2014, la produzione industriale è calata a picco: in quattro anni si è registrato un -8,7%. A dirlo è un rapporto Eurostat dal quale emerge che la performance italiana è tra le peggiori in assoluto d’Europa. Ne ha parlato Mario Valenza suIl Giornale.
di Mario Valenza
Crolla la produzione industriale dell’Italia in quattro anni: nel 2014 risulta di 8,7 punti percentuali più bassa rispetto al 2010.
La sua performance la colloca tra le peggiori dell’Eurogruppo (al quindicesimo posto), e nell’Europa a 28 (al venticinquesimo posto). Dalle tabelle Eurostat emerge che, rispetto all’anno di riferimento 2010, per 10 paesi della zona euro la produzione industriale ha registrano una riduzione, mentre per gli altri 8 c’è stato un miglioramento; la media Uem registra un aumento di 1 punto percentuale. In Italia dopo un avvio positivo (nel 2011 la produzione ha registrato un incremento di 1,2 punti), è iniziata una discesa inarrestabile: -6,4 punti nel 2012, -3 punti nel 2013 e -0,5 punti nel 2014.
L’Arcigay gonfia i numeri dei cortei per le unioni civili. Una mossa politica per equiparare le piazze arcobaleno al Family Day. E i media si bevono i numeri finti. Giovanardi li smaschera: “Città per città si fa fatica ad arrivare a 50mila. Dove sono gli altri 950mila?”
Repubblica parla di “invasione delle piazze”. Il Fatto Quotidiano si spinge ancora più in là: “L’arcobaleno ha numeri da Family Day”. Tutti danno per veri i numeri fatti girare dall”Arcigay al termine della manifestazione #Svegliatitalia. “Nelle ccento piazze – ha detto ieri sera – erano presenti un milione di persone”. La cifra, ovviamente inverificabile, è costuita ad hoc per sfidare il Family Day che sabato prossimo si terrà al Circo Massimo. Lì, infatti, ci sta circa un milione di persone. Far vedere che i due movimenti, quello che sostiene le unioni civili e quello che difende la famiglia tradizionale, è un giochetto mediatico che favorire la sinistra che in questi giorni deve far passare il ddl Cirinnà in parlamento. Peccato che ieri pomeriggio non sono scese in piazza un milione di persone.
Il suo archivio svela i rapporti riservati con alti prelati, funzionari dell’ intelligence , militari della Guardia di Finanza, imprenditori e politici. Perché Paolo Oliverio, arrestato agli inizi di novembre con l’accusa di aver pilotato nomine e affari dell’ordine religioso dei Camilliani, era in realtà il commercialista di fiducia di esponenti delle istituzioni e uomini d’affari. Ma anche – dice l’accusa – il «riciclatore» dei soldi della ‘ndrangheta e di alcuni esponenti della criminalità romana. Custode di numerosi segreti, come dimostrano le migliaia di file trovati nei suoi computer e nelle chiavette Usb sequestrate al momento dell’arresto. E adesso sono in molti a temere quello che ne verrà fuori. Anche perché il giudice delle indagini preliminari gli ha negato la scarcerazione proprio in attesa «dell’esito delle verifiche su questi legami» affidate dal pubblico ministero Giuseppe Cascini agli investigatori delle Fiamme Gialle guidati dal colonnello Cosimo De Gesù. Del resto lui stesso, ostentando spavalderia al momento della cattura, lo aveva anticipato ai militari che portavano via le apparecchiature informatiche: «Se li aprite viene giù l’Italia». Dai Camilliani il professionista aveva ottenuto una procura speciale per la gestione degli appalti in Campania, Calabria e Sicilia. Si occupava delle commesse e sarebbe riuscito a trasferire fondi all’estero, in particolare in Romania, attraverso un meccanismo che – accusa il Gico della Guardia di Finanza – prevedeva «l’effettuazione di bonifici giustificati da una causale fittizia, compatibile con il mondo camilliano, in modo che il beneficiario, ottenuta la disponibilità in conto, poteva prelevare il contante accreditato all’estero e ottenere in Italia la consegna contante di pari importo attraverso una sorta di compensazione». Appunti e documenti contenuti nei suoi computer rivelano che non erano soltanto i vertici dell’ordine religioso i suoi referenti in Vaticano. Le informative allegate all’ordinanza rivelano che avrebbe «risolto» un caso di violenza sessuale che vedeva coinvolto un religioso convincendo la vittima a non presentare denuncia. I documenti acquisiti in seguito proverebbero che pure altre questioni delicate – economiche e personali – sarebbe riuscito a governare così favorendo alcuni alti prelati che avrebbero poi ricambiato questa disponibilità. –
Le tre domeniche che anticipano la Quaresima, sono state istituite durante il Pontificato San Gregorio Magno. Rappresentano un’anticipazione al periodo quaresimale, in cui la Croce di Gesù appare già da lontano. Queste tre Messe riflettono perfettamente il periodo in cui furono istituite, periodo buio per Roma, la peste, la fame e la guerra attanagliavano la Città Santa, antica regina del mondo. Le milizie dei Longobardi erano alle porte di Roma.
29 D. Quali sotto le domeniche che si chiamano di settuagesima, sessagesima e quinquagesima?
Si chiamano domeniche di settuagesima, sessagesima e quinquagesima la settima, sesta e quinta domenica avanti quella di Passione.
30 D. Per qual ragione la Chiesa dalla domenica di settuagesima fino al sabato santo tralascia nei divini uffici l’Alleluia, ed usa paramenti di color violaceo?
La Chiesa dalla domenica di settuagesima fino al sabato santo tralascia nei divini uffici l’Alleluia, che è voce di allegrezza, ed usa paramenti di color violaceo, che é color di mestizia, per allontanare con questi segni di tristezza i fedeli dalle vane allegrezze del mondo ed insinuare ad essi Io spirito di penitenza.
Gian Maria De FrancescoRoma I bambini usati come scudi umani per sovvertire il loro diritto naturale, quello ad avere una mamma e un papà. È questo il gioco al massacro al quale si sono volentieri prestati parlamentari, governatori e sindaci di centrosinistra nel corso dei flashmob #svegliatitalia, organizzati in un centinaio di piazze dalle associazioni per i diritti omosessuali che per il ddl Cirinnà, e quindi per l’utero in affitto.Bambini, bambini dappertutto. «Bambini come merce e donne come incubatrici», ha dichiarato il senatore di Forza Italia, Lucio Malan che da mesi sta combattendo perché la legge sul riconoscimento delle unioni civili non si trasformi in una legittimazione del matrimonio gay e della compravendita di minori. Bambini, cagnolini e palloncini colorati a Roma in una Piazza del Pantheon non particolarmente gremita nella quale i manifestanti hanno celebrato le «famiglie arcobaleno», facendosi sponsorizzare dalle celebrities gay della Capitale e anche dalla prima firmataria del testo che la settimana prossima sarà in aula al Senato. «La legge è pienamente costituzionale», ha urlato la senatrice Cirinnà.«Il Paese è con noi e non dalla parte di chi vuole accendere le luci e spegnere i diritti», ha arringato i 5mila radunatisi in Piazza della Scala il sindaco di Milano Pisapia polemizzando con il governatore Maroni e ricordando l’ennesimo patrocinio al Gay pride. Ad ascoltarlo i candidati alle primarie del centrosinistra tra i quali «Mister Expo» Giuseppe Sala, l’assessore Majorino che si è vergognato di «un Paese medioevale» (cioè dell’Italia) e la radical snob Balzani.Fassino a Torino, De Magistris a Napoli, a Firenze c’era il governatore Rossi (ma non il sindaco Nardella che è renzianamente equivicino) tutti a sostenere i manifestanti con le sveglie. A Bologna, invece, si è consumato l’antipasto di quello che potrebbe accadere al Senato perché il presidente di Gaynet Italia ed ex deputato Franco Grillini ha assicurato che «il Movimento 5 Stelle voterà compatto a favore». Bambini in mostra anche a Bari dove una coppia omosessuale ha ostentato i propri figli. «Siamo una famiglia, siamo felici», hanno dichiarato sotto lo sguardo benevolo del governatore Michele Emiliano che ha ricordato come «la Costituzione non esclude il riconoscimento per questo tipo di famiglie». Arcigay ha dichiarato la presenza di un milione di persone. Per Carlo Giovanardi (Idea) è stato «un flop con 20-30mila partecipanti».Ma i piccoli che ieri sono scesi in piazza con due papà e due mamme devono sapere, come ha ricordato Malan, che «l’altro genitore non c’è perché qualcuno l’ha fatto sparire premeditatamente». In ogni caso, dalla settimana prossima sarà battaglia. «Forza Italia è disponibile a discutere su come regolamentare diritti, ma siamo contrari al disegno di legge Cirinnà, all’equiparazione unioni civili-matrimonio, alla stepchild adoption e ancor di più all’utero in affitto», ha ribadito il vicepresidente del senato Maurizio Gasparri ricordando che gli azzurri hanno presentato solo 300 emendamenti perché «l’ostruzionismo sarebbe fine a se stesso». Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha invece annunciato l’adesione del Carroccio al Family day di sabato a Roma perché «senza una famiglia che metta al mondo figli non esiste Italia» sottolineando la propria contrarietà alle adozioni gay «perché i bambini devono avere una mamma e un papà».
Sabato 23/01 presso i locali di “Traditio” in Via Galvani 31 a Verona si sono tenute le presentazioni dei libri “Non Possumus” e “Nella profezia di Fatima…il segreto dell’altra Roma”, editi da Radio Spada. Entrambi i testi si possono acquistare presso la libreria di “Traditio” o ordinare a info.traditio@gmail.com.
Ha fatto gli onori di casa e condotto la moderazione il Vice-Presidente di Traditio e Responsabile per Verona di Christus Rex Simone Costa, che ha introdotto l’autore di “Non Possumus” Avv. Pietro Ferrari, di Teramo, da numerosi anni studioso di problematiche ecclesiali ed autore di vari libri, tra cui ricordiamo “Fascismi” e “La questione monetaria”, che l’avv. Ferrari ha donato alla biblioteca per la consultazione e che presentò lo scorso anno presso i locali del “The Firm”, sempre a Verona.
Successivamente ha presentato Matteo Castagna, Responsabile Nazionale del Circolo “Christus Rex”, che ha parlato del libro sul Terzo Segreto di Fatima, scritto da Arai Daniele, di cui ha curato la postfazione.
Fin da subito le presentazioni si sono trasformate in una autentica conferenza sulla Crisi nella Chiesa e nell’Autorità, predetti dalla Madonna a Fatima e che si sarebbero potuti evitare se le gerarchie avessero adempiuto a quanto richiesto dalla Santa Vergine e della falsificazione del Segreto da parte dei conciliari, in particolare da parte di Ratzinger. Si è parlato del “Mistero d’iniquità”, della devastazione perpetrata dal Conciliabolo Vaticano II nella deformazione delle Verità di Fede, successivamente dello stravolgimento dei riti (dalla Messa alle ordinazioni sacerdotali alle consacrazioni episcopali) della contiguità conciliare con il Nuovo Ordine Mondiale, col mondialismo e con le mode del Principe di questo mondo, delle infiltrazioni massoniche e liberal-comuniste, della conseguente vacanza della Sede Apostolica, della drastica riduzione della visibilità della Chiesa, del “non praevalebunt” (“le porte degli Inferi non prevarranno sulla Chiesa”) dell’indefettibilità, della necessità della testimonianza pubblica della Verità, quindi della militanza, della Regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo come unico mezzo per il ristabilimento dell’ordine, anche nella politica.
Oltre due ore di convegno d’alto livello, sia sul piano dottrinale che teologico, con un pubblico attento, che nel corso del dibattito ha potuto esprimesi.
La conclusione è stata lasciata alle parole dello scritto inviato da Arai Daniele e dalla chiosa di Castagna che ha ricordato le recenti parole di Mons. Sanborn: “Il problema non è Bergoglio, è il concilio!”
Domani alle 16.30 a “Traditio” in Via Galvani 31, Il Responsabile Nazionale di “Christus Rex” Matteo Castagna presenterà il libro di Arai Daniele sul Terzo Segreto di Fatima.
L’EDITORIALE DEL VENERDI
di Arai Daniele
Poiché il «Mistero d’iniquità» – alla base della crisi cattolica – era già quello di cui parlava San Paolo, in atto dai tempi apostolici, la lotta contro le sue trame risale alla nascita della Chiesa. È la lotta di difesa della Fede contro cui si scaglia da sempre il Nemico di Dio e degli uomini con ogni mezzo.
Quale è il primo obiettivo dei nemici di Gesù Cristo e della sua Chiesa?
Il Tridentino dichiara a tal rispetto: “Il Simbolo della Fede è il principio cui quanti confessano la Fede in Cristo convengono necessariamente; è il fondamento fermo e unico, contro il quale le porte dell’inferno non prevarranno”.
La Fede è il fondamento indistruttibile della Chiesa e rimarrà, certamente, intatta; ma, in un certo momento storico, rimarrà salda soltanto in un «resto» al margine delle grandi strutture ufficiali. Perciò la domanda di Gesù: “Quando il Figlio dell’Uomo tornerà sulla Terra, troverà ancora la Fede?” (Lc 18, 8). Continua a leggere