Meditazione per la Domenica di Sessagesima

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 buon seminatore

di Fra Leone da Bagnoregio

L’Ufficio liturgico di oggi si incentra quasi completamente sulla figura di San Paolo di cui si è festeggiato soltanto da qualche giorno la Sua Conversione, la Stazione Liturgica è presso la Basilica di San Paolo sulla via Ostiense, in cui sono conservate le sue reliquie sotto l’altare papale. Anche le preghiere dell’Ufficio di questa domenica sono intrise di mestizia San Gregorio Papa vedeva ormai decomporsi la Cristianità tra calamità naturali (terremoti) pestilenze e guerre. L’Antica Urbe imperiale si era ridotta a pochi abitanti, tutto crollava quasi davanti al suo sguardo. Similmente oggi si vede disgregare la Cristianità sotto il peso del mondo e del suo principe. Pare davanti ai nostri occhi crollare la Santa Gerusalemme in cui resistono soltanto pochi guerrieri, ormai accerchiati da ogni parte. La disperazione pervade gli animi e gli sguardi atterriti di chi ancora resiste davanti alla desolazione che si rende davanti a noi.

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Segnalazione di don Anthony Cekada

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blessed on the Feast of the Purification.

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The Church uses candles for Mass, Benediction, the Divine Office and the sacraments. But did you know that blessed candles have a place in the Catholic home as well? They bring a blessing wherever they are brought, “whether on sea or on land,” as we pray at the Candlemas blessing. There should be a pair of these candles in every home, to be burned should the priest come with Communion for the sick, and at the bedside of the dying to banish demons and bring grace.

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Croce vietata all’ingresso del cimitero “per non offendere altre religioni”

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CROCE

BOLOGNA, 29 GEN – Polemica a Casalecchio di Reno, città di 36.000 abitanti alle porte di Bologna, dopo la decisione del consiglio comunale di non collocare una croce per indicare il nuovo ingresso del cimitero cittadino.

“Fa rabbia e tristezza la decisione del sindaco di Casalecchio”, esponente democratico, “di vietare la croce all’ingresso del cimitero – attacca in una nota, Fabrizio Nofori portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-An -: da quando la croce è un’offesa per le altre religioni?”.

Ad ogni modo, prosegue l’esponente del partito di centrodestra “si sa, per il Pd che copre le statue dei musei capitolini, senza che fosse nemmeno richiesto, per non offendere il presidente iraniano Rohani, non ci si può aspettare altro se non la svendita delle nostre più profonde radici culturali”. (ANSA)

 

 

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A San Pietro vietate le celebrazioni per chi partecipava al Family Day

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 FAMILY DAY

L’Articolo di Socci è significativo, ma lo stupore, oramai, dopo 50 anni di Concilio è fuori luogo così come l’ostinazione a definire Papa chi non lo è. Un milione di persone, moltissime delle quali ha sfilato in buona fede, è stato fin da principio abbandonato dalle gerarchie sia religiose che politiche (salvo rari casi, nella pratica, inutili). Questo è il dato di fatto. Commovente che su molte persone l’ideologia gender non abbia attecchito. Scandalose le assenze di coloro che trattano e decidono nelle Stanze dei Bottoni…

 di Antonio Socci

Com’è noto non sono tra i tifosi di papa Bergoglio, tuttavia, per inguaribile speranza, non smetto mai di aspettarmi qualche bella sorpresa che smentisca la mia opinione negativa. Puntualmente deluso.

Sabato mattina, ragionando con amici, dicevo: se non per paternità, se non per condivisione degli ideali, quantomeno per furbizia politica (che a Bergoglio non manca) mi aspetto che il papa dia almeno un segnale.

In fondo a questo popolo di persone buone e brave sarebbe bastato un piccolo messaggio e lo avrebbero osannato e riempito di applausi filiali.

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Recensione de “La vendetta del mercedario”

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Segnalazione del Centro Studi Federici

San Giovanni Bosco consacrò buona parte del suo ministero a favore dell’editoria, con la pubblicazione di numerosi libri e riviste che rappresentarono la “buona stampa” da opporre all’azione devastatrice della “cattiva stampa” anticlericale e laicista. Nacquero così alcune collane di scrittori cristiani, pubblicate in particolare sulle colonne delle Letture Cattoliche, fondate nel 1853. Nel fascicolo n. 6 del 1934 apparì La vendetta del mercedario, “racconto medievale” del padre Anton Huonder. Gesuita del Canton dei Grigioni (1858-1926), “missionologo, ricercato predicatore di esercizi spirituali e forbito scrittore” (Enciclopedia Cattolica) compose numerose opere missionarie rivolte alla gioventù. Il romanzo, ristampato a cura di Amicizia Cristiana, è ambientato nel Medioevo, epoca da un lato demonizzata da un’ampia letteratura di stampo illuminista e, dall’altro, travisata da ambigui autori che si rifanno all’età di mezzo in chiave esoterica. Don Bosco voleva dare ai suoi ragazzi dei testi capaci di far amare e difendere la storia della Chiesa: anche nel caso della traduzione dell’operetta di Huonder questo scopo fu raggiunto. Il testo infatti permette alla fantasia del lettore, attraverso le vicende dei protagonisti, di rivivere lo spirito di fede che contraddistingueva la civiltà cristiana.

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“Traditio” ha presentato “La rivoluzione dei veronesi”

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di Matteo Castagna (Presidente di Traditio)

Grande risalto mediatico locale (L’Arena di oggi pubblica un articolo con gran spazio) per la presentazione del libro di Michele Croce che con Matteo Castagna ha ricordato le battaglie nei confronti dell’attuale amministrazione comunale, ha “svelato” un paio di retroscena, che tutti potranno vedere a breve (Primavera). Caro Santi, la sala era piena, non eravamo una ventina…E LUNEDI, ESATTAMENTE IL GIORNO DOPO, MICHELE CROCE VIENE ASSOLTO DALLA CORTE DEI CONTI…

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L’ENIGMA DELL’ORA PRESENTE IN ITALIA E NEL MONDO

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L’EDITORIALE DEL VENERDI di Arai Daniele

A descrivere i mali dell’ora presente, molti sono bravi, qualcuno bravissimo, come Maurizio Blondet. A segnalarne l’origine, però, affinché possano essere sanati, quasi nessuno. E qui abbiamo già un grave male segnalato dall’assenza di chi possa guidare a illuminare una soluzione, riconoscendo che si tratta del male di una intera generazione umana, che a partire dell’uomo – detto occidentale – ex cristiano, si è avviato verso il peggiore dei vuoti, perché si tratta di un vuoto spirituale.

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Bergoglio fuori controllo: ‘Chiesa non rivendica spazio privilegiato in bioetica’

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 BIOETICA

Segnalazione Radio Spada

by jeannedarc

Estratto del discorso di oggi al Comitato Nazionale per la Bioetica. Grassettature e sottolineature nostre. Commenti superflui. [RS]:

Sono lieto di poter esprimere l’apprezzamento della Chiesa per il fatto che, da ormai oltre 25 anni, è istituito in Italia, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato Nazionale per la Bioetica. E’ noto a tutti quanto la Chiesa sia sensibile alle tematiche etiche, ma forse non a tutti è altrettanto chiaro che la Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato in questo campo, anzi, è soddisfatta quando la coscienza civile, ai vari livelli, è in grado di riflettere, di discernere e di operare sulla base della libera e aperta razionalità e dei valori costitutivi della persona e della società. Infatti, proprio questa responsabile maturità civile è il segno che la semina del Vangelo – questa sì, rivelata e affidata alla Chiesa – ha portato frutto, riuscendo a promuovere la ricerca del vero e del bene e del bello nelle complesse questioni umane ed etiche.

Si tratta, in sostanza, di servire l’uomo, tutto l’uomo, tutti gli uomini e le donne, con particolare attenzione e cura – come è stato ricordato – per i soggetti più deboli e svantaggiati, che stentano a far sentire la loro voce, oppure non possono ancora, o non possono più, farla sentire. Su questo terreno la comunità ecclesiale e quella civile si incontrano e sono chiamate a collaborare, secondo le rispettive, distinte competenze.

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Il Family Day spacca CL: “don” Carron è contrario, ma la base contesta la sua “scelta religiosa”

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ARCI

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Intanto l’Arcigay organizza manifestazioni in 100 piazze italiane e dice che c’erano un milione di persone… ma è una bufala per oscurare il prevedibile successo del Family Day del 30 gennaio

di Bonifacio Borruso

Il Family day torna a spaccare Comunione e liberazione. Era già accaduto in giugno quando, per rispondere alle molte domande sulla mancata adesione del movimento cattolico al raduno di Piazza San Giovanni a Roma, dai vertici milanesi era circolata una nota ufficiosa, neppure su carta intestata, per ribadire la volontà di allinearsi alla presa di distanza del segretario dei vescovi italiani, Nunzio Galantino. In vista del nuovo raduno romano, il 30 gennaio prossimo, fra i discepoli di Luigi Giussani, oggi guidati dal sacerdote spagnolo Julian Carron, è ripresa la discussione, visto che, anche stavolta, Cl non ci sarà. E, per la prima volta, il dibattito è esploso a margine stesso nel catechismo cui i ciellini di tutta Italia partecipano periodicamente: la Scuola di comunità. È accaduto mercoledì a Milano, alla fine dell’incontro che don Carron tiene quindicinalmente, collegato in streaming con tutte le principali città italiane, dove gli aderenti sono riuniti in cinema, sale parrocchiali, circoli. Quando lo stesso Carron stava per passare agli avvisi, un giovane presente in sala ha chiesto di intervenire. Chi seguiva da tutt’Italia poteva sentire solo una voce in lontananza a cui rispondeva lo stesso don Carron: la telecamera era infatti fissa sul palco e l’audio collegato solo ai microfoni di chi, da lì, parlava. Chi seguiva lo streaming, potendo sentire solo Carron, ha capito che il giovane voleva parlare di Family Day solo alla quarta risposta: «Ci sono vescovi che hanno parlato», ribatteva infatti il prete spagnolo a una voce della platea, stavolta femminile, che aveva detto: «Julian, scusami! Però la Cei ha parlato, Bagnasco ha parlato, si è espresso, non è vero che non ha detto». La giovane, probabilmente una studentessa universitaria come l’aderente che aveva cercato di prendere la parola, aveva insistito, «Bagnasco è la Cei», osservazione alla quale la guida di Cl aveva replicato ancora: «La Cei non ha parlato», aveva corretto, «il presidente ha parlato, altri vescovi hanno parlato, se la Cei dice qualcosa, ciascuno come laico cristiano può decidere. Quello che dico è che questo (il Family Day, ndr) è un gesto promosso dai laici». Era seguito il tentativo del primo intervenuto di riprendere il discorso ma il sacerdote era stato irremovibile, «no, adesso no, perché è finita la Scuola di comunità». L’episodio testimonia come la posizione assunta dai vertici di Cl sui temi etici stia diventando lacerante, e non tanto per una questione di opportunità, scendere o non scendere in piazza, ma proprio sull’idea stessa di presenza dei cattolici nella società italiana. Carron è convinto che oggi la fede si comunichi solo ed esclusivamente da persona a persona e che per le profonde mutazioni politico-sociali, «il crollo delle evidenze» dice spesso, l’idea di una presenza pubblica dei cattolici, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università, sia inutile, se non dannosa. Per non parlare della politica. Ovviamente, liberi tutti, i ciellini, di fare quello che vogliono. E anche mercoledì, sul tema del Family Day, il presidente della Fraternità di Cl, richiamandosi a Giussani, era stato chiaro: «In una società come questa, non si può creare qualcosa di nuovo se non con la vita. Non c’è struttura, né organizzazione o iniziative che tengano: solo una vita, diversa e nuova, può rivoluzionare strutture, iniziative, rapporti, insomma tutto». Qualcuno, soprattutto fra gli aderenti della prima ora, si chiede però se questo sia ancora il movimento fondato da Giussani nel 1954. Giussani che, scrivendo a Giovanni Paolo II, nel 2004, cinquantesimo della nascita del movimento, definiva Cl come «il fiorire di personalità di laici impegnati dentro la vita». Nota di BastaBugie: Andrea Lavelli nell’articolo dal titolo “Un milione in piazza? Non fateci ridere” ci svela come non siano state neanche 50mila le persone che hanno partecipato il 23 gennaio alle manifestazioni Lgbt per la legge Cirinnà in 99 piazze italiane. Eppure tutti i media hanno rilanciato con toni trionfalistici la cifra mirabolante fornita dagli organizzatori. Una strategia ben studiata… Ecco l’articolo integrale pubblicato da La Nuova Bussola Quotidiana il 26-01-2016: “Siamo un milione!”. Questo l’ordine di scuderia partito dalle associazioni LGBT e ripreso dalla quasi totalità dei media nazionali all’indomani della manifestazione “Svegliati Italia” in favore dell’approvazione del ddl Cirinnà e contro il Family day del prossimo 30 gennaio. La manifestazione, organizzata da Arcigay e altre sigle analoghe, ha coinvolto, riporta il loro sito, 99 piazze. Ma la matematica non è un’opinione e basta fare due conti per capire che qualcosa non quadra: 1 milione diviso 99 piazze fa più di 10 mila persone per città. Il che significa che se questo dato fosse vero avremmo avuto una media di 10.000 persone in ogni piazza, un numero notevole, una vera e propria mobilitazione di massa in nome del ddl “unioni civili”. Peccato che l’evidenza dei fatti smentisca completamente questo dato. Prendiamo dunque il caso di Milano che, come riporta Repubblica in toni trionfalistici, ha visto la presenza di “migliaia di persone” radunate in Piazza della Scala, mentre sul profilo facebook dei “Sentinelli” (che fanno il verso alle Sentinelle in Piedi) si parla di “mille facce e una piazza”. A Roma la manifestazione si è svolta in una piazza relativamente piccola, quella di fronte al Pantheon. “Nella piazza più affollata, quella del Pantheon a Roma, dichiarano mille persone, forse sono 500,” ha commentato in un tweet Mario Adinolfi.

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Nelle carte di Mafia Capitale spunta il nome della Boschi: era in contatto con Buzzi

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BOSCHI

 

Segnalazione Quelsi

Non c’è solo lo scandalo Banca Etruria per Maria Elena Boschi. Dalle carte sull’inchiesta di Mafia Capitale emergono suoi rapporti con il ras delle coop Salvatore Buzzi, il quale ha donato anche 15 mila euro alla fondazione di Matteo Renzi. Lo racconta molto bene il quotidiano romano Il Tempo

di Ivan Cimarrusti

«Abbiamo consegnato alla Boschi la lettera per Matteo». Sono le 22:05 del 7 novembre 2014, giorno della cena elettorale del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il ras delle coop di Mafia Capitale, Salvatore Buzzi, ha partecipato a quella raccolta fondi. Ne parla con una sua amica e racconta dei presunti rapporti che avrebbe avuto con il ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento. La telefonata è contenuta nell’incartamento giudiziario della Procura della Repubblica di Roma, depositato al maxi processo contro la presunta cupola mafiosa capitolina.

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Scambio di milioni tra Planned Parenthood e la Clinton

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 USEL

Segnalazione di Redazione BastaBugie

Hillary Clinton riceverà 20 milioni per la sua campagna elettorale e in cambio promette di mantenere i fondi statali alla multinazionale delle cliniche abortiste per 528 milioni

di Leone Grotti

Per la prima volta in quasi 50 anni, mercoledì la Camera dei rappresentanti ha approvato una legge per bloccare i finanziamenti federali al colosso abortivo Planned Parenthood, finito nel gigantesco scandalo della compravendita e traffico illegale di tessuti fetali e organi di bambini abortiti.
Dopo i video usciti a puntate e realizzati dal Center for Medical Progress [leggi: L’ORRIBILE COMMERCIO DI PLANNED PARENTHOODhttp://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3903, N.d.BB], molti Stati hanno tagliato i fondi alla più grande fabbrica di aborti del mondo e anche i repubblicani si sono mossi per fare lo stesso al Congresso. Planned Parenthood, infatti, riceve finanziamenti pubblici per 528 milioni di dollari (dato del 2014) su un incasso totale di 1,3 miliardi all’anno.

VETO DI OBAMA
La legge approvata dal Congresso (al Senato era passata in dicembre) bloccherà i finanziamenti federali per un anno e li trasferirà a centri che offrono servizi per le cure prenatali. Come previsto dalla Costituzione americana, però, l’ultima parola spetta a Barack Obama, che ha le prerogative per respingere la legge. Il presidente Usa, che terminerà quest’anno il suo mandato, ha già dichiarato che porrà il veto.
Il via libera alla legge è comunque importante perché dimostra sia che i pro-life sono in maggioranza al Congresso sia che è fondamentale eleggere un presidente dello stesso orientamento. Perché questo non avvenga, riporta il New York Times, il giorno successivo all’approvazione della legge, giovedì, con una mossa senza precedenti, Planned Parenthood ha annunciato che sosterrà la campagna presidenziale di Hillary Clinton.

LA POSIZIONE DI CLINTON
Il candidato democratico, che molti vedono già come probabile successore di Obama, si è più volte espressa in favore del colosso abortivo e si è detta «onorata» del sostegno, promettendo se sarà eletta di battersi «per difendere la salute riproduttiva e proteggere l’accesso alla contraccezione e all’aborto legale nel paese», E, ovviamente, di «combattere contro i tentativi di tagliare i fondi a Planned Parenthood».
La coincidenza è interessante. Il gigante delle cliniche ha un peso politico notevole ma non si era mai schierato esplicitamente prima d’ora. Soprattutto, non si limiterà alle lettere di sostegno, ma verserà nelle casse della campagna presidenziale di Hillary Clinton 20 milioni di dollari. L’ex segretario di Stato americano ha ringraziato della cospicua donazione e ha lanciato dovunque l’hashtag #StandWithPP. Quello di Planned Parenthood è un investimento oculato: versare 20 milioni di dollari per continuare a garantirsene 528. Un affare.

Nota di BastaBugie: Tommaso Scandroglio nell’articolo dal titolo “Accusano la multinazionale degli aborti: arrestati” ci svela come il tribunale di Huston, in Texas, abbia incriminato alcuni pro-life e scagionato dalle accuse l’organizzazione abortista Planned Parenthood. Eppure in un video girato da una organizzazione pro-life, si accusava la multinazionale degli aborti di aver venduto i feti abortiti a laboratori di ricerca. Planned Parenthood è finanziata dal governo.
Ecco l’articolo integrale pubblicato da La Nuova Bussola Quotidiana il 27-01-2016:
Un ladro ruba a casa vostra. Sporgete denuncia e per tutta risposta le forze dell’ordine arrestano voi per furto. È quello che accaduto – ma in scala assai maggiore – in Texas, dove lunedì scorso un tribunale di Huston ha incriminato alcuni pro-life e scagionato dalle accuse l’organizzazione abortista Planned Parenthood Federation (Ippf).
La vicenda, molto nota negli States, ha visto nel luglio del 2015 due membri del Center for Medical Progress, una istituzione pro-life, incontrare sotto copertura la dottoressa Deborah Nucatola, Senior Director del servizio medico dell’Ippf. L’incontro è stato filmato di nascosto dai due e reso pubblico l’estate scorsa. Nel video la dottoressa Nucatola non fa mistero nel rivelare che i feti abortiti nei loro laboratori sono fatti a pezzi al fine di venderne alcune parti. «Molte persone cercano cuori, fegato e polmoni e molte vogliono anche gli arti inferiori», spiega la Nucatola, «non so cosa possono farne, io credo per i muscoli». [leggi: PLANNED PARENTHOOD E IL TRAFFICO DI RESTI DI BAMBINI ABORTITI http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3843, N.d.BB] Ovviamente ogni parte del bambino ha un suo prezzo da listino. L’aborto è dunque diventato un business.
Il fattaccio è finito da tempo sotto la lente di ingrandimento del Congresso e del Comitato per l’Energia e il Commercio della Camera, dato che la compravendita di parti del corpo umano è vietato negli States. Cecile Richards, ceo di Planned Parenthood, puntò il dito contro il Center for Medical Progress accusandolo di aver manomesso i video e dunque di comportarsi «in modo fraudolento e non etico». Il secondo fronte sui cui si è articolata la difesa di Ippf è stato quello di spiegare che il centro sviluppa solo alcune linee di ricerca su tessuti fetali donati gratuitamente, impegno scientifico che ovviamente ha dei costi, ma anche grandi benefici dato che la ricerca è indirizzata a «curare bimbi malati”», ha spiegato senza un filo di ipocrisia la Richards.
Sul tavolo si gioca una partita milionaria. L’Ippf è una macchina da guerra abortiva da 1,3 miliardi di dollari e il 41% delle sue entrate viene dallo Zio Sam. Ecco allora accendersi nelle aule dove si fa politica lo scontro tra Repubblicani e il presidente Obama. I primi a chiedere che il governo non finanzi più Ippf, il secondo a ribattere che porrà il veto presidenziale a qualsiasi legge che voglia tagliare fondi alla Salute. Sì la salute, perché Ippf si presenta come organizzazione che tutela la «salute sessuale e riproduttiva», cioè contraccezione e aborto. Quindi, in campo c’è una multinazionale potentissima appoggiata dall’uomo più influente della Terra e il piccolo Davide, alias il Center for Medical Progress il quale ha preso il coraggio a due mani ed ha denunciato Ippf in molti Stati.
In Texas, come accennavamo, gli è andata davvero male. Non solo Ippf è stata prosciolta da ogni accusa, ma David Daleiden e Sandra Merritt, i principali responsabili del videoreportage, sono stati accusati di aver falsificato il video e il solo Daleiden di aver diffuso notizie non veritiere su Ippf. Il procuratore Devon Anderson, che aveva deciso di procedere contro Ippf, ha dichiarato che «dobbiamo muoverci laddove le prove ci portano. Tutte le prove scoperte nel corso di questa indagine sono state presentate al gran giurì. Io rispetto la sua decisione su questo difficile caso». Il governatore del Texas, Greg Abbott, ha rincarato la dose: «Lo Stato del Texas continuerà a proteggere la vita e continuerò a sostenere la legislazione che vieta la vendita o l’alienazione di tessuto fetale».
La sfida del Center for Medical Progress pare che debba finire nei peggiori dei modi. Infatti, le vertenze giudiziarie sul caso Ippf sono state presentate in undici Stati. Nove di questi hanno rimandato a casa Ippf con tanto di scuse e altri due – Lousiana e Arizona – stanno ancora studiando le carte. Forse più letale dell’attività abortiva e lucrosa messa in piedi da Ippf è quella dei giudici. Queste sentenze di rigetto e quella in particolare del Texas dove l’accusatore finisce per diventare l’accusato avranno un effetto di deterrenza enorme sulle buone intenzioni del mondo pro-life americano. Chi si azzarderà più a trascinare in giudizio le cliniche abortive se si rischia la galera o multe salatissime? Chi avrà più il coraggio anche solo di indagare sul malaffare di queste organizzazioni? Seppur forti di prove inoppugnabili come quelle video, nulla potrà contro un verdetto già scritto da giudici abortisti. 
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Rimpasto di governo: una poltrona in più per Alfano

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Segnalazione Quelsi

Giro di poltrone all’interno del governo: il beneficiario principale è il Nuovo Centrodestra, che si vede affidato il Ministero degli Affari Regionali. Sono cambiate inoltre otto caselle, come le chiama Renzi, tra Ministri e Sottosegretari. Ne ha parlato Gabriele Bertocchi su Il Giornale.

di Gabriele Bertocchi

Il governo ha chiuso una partita che oramai andava avanti da mesi: quella sul rimpasto.

O meglio, come la definisce Renzi “di sistemazione delle caselle rimaste vacanti”.

Il Consiglio dei ministri riunito questa sera ha approvato le nomine di alcuni sottosegretari e viceministri. Da quanto si apprende da organi del governo, sono stati nominati gli 8 sottosegretari mancanti. Le poltrone sono state assegnate a Dorina Bianchi, Gennaro Migliore (Partito Democratico) e Federica Chiavaroli (Nuovo Centrodestra). Enrico Zanetti di Scelta Civica è stato promosso da sottosegretario a viceministro dell’Economia; il deputato Antimo Cesaro (Scelta Civica) invece è nominato sottosegretario alla Cultura.

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Svezia, il capo dell’esercito sull’immigrazione: “in Europa ci sarà presto la guerra”

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Citando la situazione in Svezia, le recenti decisioni dei politici, e l’instabilità globale, il capo dell’esercito svedese, generale Anders Brännströ, ha detto gli uomini sotto il suo comando potevano aspettarsi di combattere una guerra in Europa contro avversari ‘qualificati’ nel giro di pochi anni”. “L’ambiente globale che stiamo vivendo, che è dimostrato anche da decisioni strategiche [prese da politici] ci porta alla conclusione che potremmo essere in guerra nel giro di pochi anni”. … Parlando dei suoi commenti con il tabloid svedese Aftonbladet, il generale ha detto che il quadro di sicurezza in deterioramento in Europa è il fattore principale che lo porta a lanciare l’allarme, indicando la possibilità che lo Stato Islamico conduca campagne militari in Europa e la diffusa instabilità ucraina come motivi principali che potrebbero portare a un conflitto. “Si può tracciare un parallelo con il 1930. Un grande incertezza e dinamiche [politiche] che poi hanno portato a una grande guerra. Quella volta siamo riusciti a tenerci fuori (la Svezia era in teoria neutrale). Ma non è affatto certo che potremmo avere successo questa volta “. … E ‘insolito per una figura militare di alto livello, e tanto meno il capo di un esercito, si esprima così chiaramente su questioni politiche. E questi commenti non sono l’opinione personale del generale, che ha aggiunto, come siano condivise dai suoi colleghi più anziani: “questa è una posizione condivisa. Questa è una situazione completamente diversa da quella che abbiamo avuto dieci anni fa. “Vi è ora un focus molto forte sulla difesa nazionale … si tratta di prepararsi al peggio”.

 

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Il Giappone boccia il 99% di richieste di asilo, immigrazionisti in crisi

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Il Giappone ha accolto lo scorso anno solo 27 rifugiati, respingendo più del 99 per cento delle richieste di asilo. L’hanno riferito oggi le pseudo-organizzazioni per i diritti umani.

Il ministero della Giustizia ha annunciato di aver ricevuto nel 2015 qualcosa come 7.586 richieste s’asilo. Solo 27 sono state accolte. Il dato dello scorso anno rappresenta comunque un record: nel 2014 erano state accolte 11 richieste, nel 2013 solo sei.

L’Associazione giapponese per i rifugiati ha detto che, nonostante i progressi degli ultimi anni, bisognerebbe fare di più. “Io spero che il Giappone discuta con l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e che con le organizzazioni non governative e prenda in considerazione misure per certificare rifugiati in linea con gli standard internazionali”, ha detto l’associazione. L’Unhcr ha annunciato che il Giappone ospita 2.419 rifugiati. Gli Stati uniti ne ospitano 267.222 e la Turchia 1,8 milioni. (Fonte Afp)

Il Giappone deve migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, prima di accogliere i rifugiati siriani. L’ha dichiarato il primo ministro Shinzo Abe a margine dell’Assemblea generale dell’ Onu a New York.  ”È una questione demografica. Dobbiamo incrementare il nostro tasso di natalità” ha spiegato il premier, aggiungendo che in aiuto del popolo siriano e di quello iracheno, il Giappone stanzierà circa 720 milioni di euro, mentre altri 668 milioni verranno investiti in sforzi per riportare la pace in Medio Oriente.

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