Treviso: Associazioni protestano per la pubblica distribuzione tra i giovani di materiale pornografico

Condividi su:

ARTICOLO GALLINA

di Redazione

Pur essendo degna di lode l’azione di protesta da parte delle Associazioni firmatarie della lettera al “vescovo” di Treviso, dobbiamo considerare la visione diametralmente opposta alla nostra, nel modo in cui ci si rivolge alle cosiddette gerarchie ecclesiali. 

Riteniamo utile smetterla di rivolgersi ad un “prelato conciliare” come se ci si rivolgesse ad un legittimo Vescovo di Santa Madre Chiesa. E’ necessario adire le vie legali, perché in questo caso, ci sono tutti i presupposti. Solitamente i conciliari tendono a non fare nulla a fronte di lettere di questo tenore, per quanto corrette nei contenuti, ma esperienza insegna che l’azione di pubblica protesta, anche costante, “vis à vis” (con chiari e duri volantinaggi o altre azioni eclatanti e mediatiche) può portare, nel breve, medio o lungo termine a raggiungere obiettivi insperabili. La liberazione della chiesa di San Pietro Martire dai luterani ivi insediati con contratto stipulato con la diocesi scaligera, dopo 5 anni di battaglie furibonde da parte dei cattolici tradizionalisti ne è una dimostrazione, che è già stata oggetto, persino, di tesi di laurea.

Segnalazione di Luciano Gallina

Avvisiamo che ci sono alcune immagini forti ed esplicite, volgari e pesantemente lesive del senso del pudore

 Relaz.Prot.CuriaVescovile_TV Continua a leggere

In Portogallo, l’eutanasia è già realtà

Condividi su:

pugno

Segnalazione Corrispondenza Romana

Grande lo scandalo suscitato in Portogallo dalle parole della presidentessa del Collegio nazionale delle Infermiere, Ana Rita Cavaco: «L’eutanasia – ha detto – si applica già negli ospedali dello Stato, a prescindere dalla legge. Ho vissuto personalmente quel che racconto, non ho bisogno di andare a cercare chissà quali esempi. Vi sono stati casi in cui i medici hanno suggerito di somministrare dell’insulina a determinati pazienti, per provocare loro un coma insulinico». Ed ha aggiunto: «Quel che dico non costituisce una sorpresa per gli addetti ai lavori, perché i dipendenti del Servizio Sanitario nazionale sanno che queste cose si effettuano in maniera semiocculta. Per cui penso che sia giunto il momento di parlarne apertamente».

Secondo il prestigioso quotidiano spagnolo Abc, le reazioni, per lo più indignate, non si son fatte attendere: l’Ordine dei Medici ha chiesto che il ministero della Sanità faccia chiarezza, avvii un’indagine e sguinzagli i propri ispettori per effettuare le verifiche del caso e, nel caso venissero confermate tali rivelazioni, per sapere presumibilmente quanti medici e quanti centri attuino tali pratiche. Pratiche, che comunque il ministro della Salute, Adalberto Campos, ha già negato che costituiscano la norma negli ospedali pubblici portoghesi.

Il caso è scoppiato due mesi dopo la confessione di un medico, che, sotto anonimato, ha dichiarato di aver aiutato a morire quattro malati, per alleviare la loro sofferenza. Il dibattito si è subito trasferito nell’arena politica, dove i socialisti al governo han dichiarato di voler considerare l’eutanasia un «diritto fondamentale». Nel frattempo, si è appreso che anche 30 cittadini portoghesi sarebbero iscritti a Dignitas, la controversa associazione svizzera, che chiede denaro per aiutare chi soffre a farla finita. Ma pare esservi anche un mercato nero su Internet, per procurarsi a prezzi più “popolari” – circa 500 euro – le sostanze necessarie, per farla finita

Continua a leggere

L’ora fatale e la conversione di Mussolini

Condividi su:

A pagina 211 sono riprodotte poche righe del testamento del Duce. È un biglietto autografo indirizzato da Mussolini alla sorella Edvige il 31 agosto 1943.

La parte significativa, evidenziata dalla sottolineatura, dice: «Nato cattolico apostolico romano, tale intendo morire. Non voglio funerali e onori funebri di nessuna specie. Benito». Singolarmente è uguale all’incipit del testamento di Napoleone, che però morì nel suo letto dopo ben altra carriera.Il libro che contiene la pagina citata è La conversione religiosa di Benito Mussolini di Ennio Innocenti (Fede&Cultura, pagg. 350, euro 18). L’opera, molto dettagliata, non tralascia alcun aspetto della ricerca storica sul tema. L’autore ricorda anche un suo scambio di corrispondenza con De Felice, il quale annotò che Mussolini, nei giorni in cui doveva prendere importantissime decisioni, chiese alla moglie Rachele di mandargli i suoi libri.

E lei spedì il volume che lui teneva aperto sul comodino. Il che significa che lui, prima di addormentarsi, leggeva quello. De Felice, storico liberal-illuminista, non diede molto peso alla cosa. Ma Innocenti fa notare che forse doveva. Quel livre de chevet infatti era La vita di Gesù Cristo dell’abate Giuseppe Ricciotti, ottocento pagine di analisi storico-scientifica uscite nel 1941. Il Duce, insonne per le sorti sue e della Patria in quei giorni fatali, anziché concentrarsi sui problemi dell’ora presente si appassionava alla vicenda del Dio incarnato? Incomprensibile per uno di mente laica, ma non tanto se si pensa che la conversione di Mussolini, avvenuta non in articulo mortis (cioè, di fronte ai mitra spianati e quando tutto era perduto) ma frutto di un processo graduale, fu oggetto di diversi altri scritti. Uno di questi è una testimonianza di prima mano, Ho confessato il Duce, scritta nel 1945 da fra Ginepro da Pompeiana (al secolo Antonio Conio) ma uscita solo nel 1973 (undici anni dopo la morte dell’autore).

Mussolini si confessò sacramentalmente anche con don Giuseppe Chiot dopo la fucilazione di Ciano, ma anche questa storia si riseppe solo dopo la morte del confessore.L’anticlericale mangiapreti che «dimostrava» la non esistenza di Dio col fatto che non l’aveva mai fulminato, che distruggeva madonne e orinava nei tabernacoli, a quanto pare rimuginò a lungo, via via, un tema che non era certo secondario, fino ad accorgersi, in tempi non sospetti, che forse era l’unico da prendere maledettamente sul serio. Non è raro il caso di gente che, dopo aver dato il corpo al diavolo in gioventù, dà l’anima a Dio nella maturità o in vecchiaia. Perciò, non c’è da stupirsi che Mussolini si sia convertito dopo lunga e ponderata riflessione. Ciò dimostra che era meno fanatico degli altri grandi dittatori del XX secolo. Hitler fanatico lo era di sicuro. Stalin forse era solo furbo.

Mussolini, di pasta diversa, ci si presenta pensoso e tormentato. Chissà, forse avrà messo insieme, oltre allo studio e alla cogitazione, tanti particolari che la grande storiografia trascura ma un uomo di carne no. Per esempio, la lettera che la mistica calabrese Elena Aiello gli fece recapitare il 23 aprile 1940 tramite la sorella Edvige. La suora, poi beatificata, lo scongiurava di tenere l’Italia fuori dalla guerra. Ma non perché così usa fare da parte dei religiosi. No, madre Aiello era semianalfabeta e poco sapeva di quel che accadeva al di là dei suoi orfanotrofi. Ma glielo aveva ordinato Gesù in persona. Il quale aveva anche detto che cosa sarebbe successo se il Duce non Gli avesse dato retta…Come sappiamo, l’orologio della storia batté l’ora funesta.

Certo, in quel supremo momento di decisioni irrevocabili uno statista non poteva tener conto, anche, delle visioni di una monaca di provincia. Solo che, man mano che le cose si andavano mettendo come gli era stato profetizzato, uno come lui non poteva non restarne colpito. Da qui, forse, quel suo scrutare notturno il libro di Ricciotti. E la decisione di regolarizzare in chiesa il suo matrimonio.L’autore, Ennio Innocenti, è un prete provvisto di curriculum pubblicistico (nonché di archivio documentale) di tutto rispetto. E molti dei personaggi di cui parla li ha personalmente conosciuti.

Continua a leggere

PETIZIONE per l’introduzione quale fattispecie penale del divieto dell’immorale pratica dell’utero in affitto

Condividi su:

STOP MATERNITA

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

https://www.change.org/p/gruppi-parlamentari-di-camera-e-senato-della-repubblica-italiana-petizione-per-l-introduzione-del-reato-di-sfruttamento-della-maternita-surrogata?recruiter=501210908&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive

… sebbene nel nostro ordinamento esistano più di 35mila fattispecie penali, molte delle quali sarebbero da sfrondare o abolire tout-court, questa forse varrebbe la pena d’istituirla …

Continua a leggere

Il presidente della Serbia dice no all’ingresso nella NATO

Condividi su:
Bandiere di Russia e Serbia

Alla Russia sono sufficienti le rassicurazioni verbali secondo cui la Serbia non aspira ad entrare nella NATO, ha dichiarato il presidente del Paese Tomislav Nikolic. Secondo il capo di Stato, i serbi non vogliono che il loro Paese entri nell’Alleanza Atlantica e la Russia lo sa.

La Serbia non intende entrare nella NATO, ha affermato il presidente Tomislav Nikolic.

“Non entreremo,” — ha detto in un’intervista con Sputnik alla vigilia della sua visita a Mosca tra il 9 e il 10 marzo.

Tuttavia ha sottolineato che Belgrado ha un grande potenziale per la cooperazione sia con la NATO sia con altre organizzazioni, come ad esempio la CSTO (Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva).

“A suo tempo avevo personalmente insistito per inviare una delegazione presso il consiglio della CSTO. La Russia non lo richiedeva, anche se una nostra delegazione aveva già partecipato alle riunioni dell’Assemblea parlamentare della NATO” — ha osservato il presidente serbo.

Ha anche suggerito che alla Russia sono sufficienti le rassicurazioni verbali secondo cui la Serbia non cerca la NATO.

“In qualità di Paese serio la Russia non calcola in che percentuale collaboriamo con la NATO. La Russia sa che i cittadini della Serbia non vogliono che il loro Paese entri nell’Alleanza Atlantica,” — ha detto Nikolic.

La Serbia è un paese osservatore del CSTO dall’aprile del 2013. Allo stesso tempo è in vigore una risoluzione parlamentare del 2007 che contempla la neutralità della Serbia nei confronti di qualsiasi alleanza militare.

Continua a leggere

Tosi, a che serve spendere tanto per una cancellata?

Condividi su:

Dopo le multe a chi fa l’elemosina, un altro esempio della tendenza del sindaco di Verona a recuperare l’anima originaria. Per coprire il resto

tosi

Tutto era cominciato durante la prima esperienza amministrativa di Flavio Tosi, quando il sindaco era un leghista duro e puro. Allora nei centralissimi giardini di Piazza Indipendenza, a due passi da Piazza Erbe a Verona, dove nel 1300 erano i Giardini degli Scaligeri, fecero la loro comparsa le nuove panchine di ferro cosiddette “anti-barbone”, con la barra in mezzo per impedire ai senzatetto di turno di stendersi per dormire. Le proteste furono accompagnate da azioni eclatanti di disturbo con l’uso di potenti cesoie in grado di tranciare e danneggiare il ferro delle barre divisorie.

Di quella stagione restano i tabelloni del Comune di Verona che elencano i divieti in vigore nei giardini. Curiosamente, a dimostrazione che la burocrazia è spesso autolesionista, campeggia ancora perché nessuno si è preoccupato di toglierla, l’insegna che indica la splendida location come area picnic. Solo le tavole in pietra per appoggiarsi e mangiare sono state tolte. I tabelloni rimasti si contraddicono tra di loro: quelli in blu fissano i divieti, quello marrone invita al picnic. Per l’occasione i giardini, che i veronesi chiamano “delle poste”, avevano anche ospitato le cosiddette “Piazze dei Sapori”, ma a quanto pare i pochi ma influenti veronesi che abitano nei pressi le avevano fatte sloggiare in Piazza Bra. Da allora, per tener lontani barboni e senzatetto, i giardini sono stati abbandonati a se stessi.

Poi la scorsa estate, fallito il primo progetto di un parcheggio pertinenziale del 2002 e un concorso di idee del 2012, è stato presentato in circoscrizione centro storico uno nuovo, di un giardino in Piazza Indipendenza. Si ispira all’Orto Botanico creato ai primi dell’Ottocento e gestito dall’Accademia di Agricoltura, Scienza e Lettere. E lì sono nate le prime perplessità, legate alla scelta di pavimentare gran parte dell’area attorno al monumento a Garibaldi con pietre della Lessinia. Ai più non è sembrato prudente scavare e impermeabilizzare il terreno nel raggio di influenza delle radici dei due giganteschi Ginco, piante diventate l’emblema del posto e ricercatissime dai pittori.

Ma del progetto, quello che interessa di più al Comune pare sia stata la cancellata alta due metri che, per questioni di sicurezza dovrebbe chiudere metà del parco. È documentato che anche l’ottocentesco orto botanico era chiuso, ma è ovvio che questo non sarà un vero orto botanico, che richiede ben altre strutture. Insomma, la cancellata dovrebbe servire a impedire la cosiddetta frequentazione delle brutte compagnie. Come al solito era partita la polemica politica, visto il costo previsto di 300 mila euro. Il giudizio dei detrattori della cancellata era stato tagliente: dopo l’invenzione delle panchine con il manico, con la scusa di combattere il degrado ora si vuole chiudere in una gabbia l’unico giardino sull’ansa dell’Adige. E 300 mila euro per una cancellata non sembrano pochi.

Dopo i primi rilievi Tosi ha confermato che dalla sovrintendenza è arrivato l’ok per chiudere la piazza. Così ora si procederà con la gara d’appalto. Con buona pace dei pittori che con il giallo delle foglie dei due Ginco dovranno fare i conti con la ruggine della cancellata, senza contare che gli eventuali “ospiti” non graditi si trasferiranno comunque da qualche altra parte. Ma Tosi potrà sbandierare la “difesa della sicurezza”. Dopo le multe a chi fa l’elemosina, un sistema sicuro, molto sicuro per coprire le difficoltà della sua maggioranza e l’ambiguità della sua politica verso Renzi.

Continua a leggere

Caso “dirigentopoli”, consulente Tosi a processo

Condividi su:

 

Martello-giudice

Sarà necessario un processo per stabilire eventuali reati e responsabilità sulla vicenda dei presunti «troppi dirigenti» a Palazzo Barbieri e delle altrettanto presunte «nomine illegittime» in Comune a Verona. Sul banco degli imputati del caso “Dirigentopoli” l’avvocato Marco Crescimbeni, (dirigente dal ‘94 del settore Personale, direttore dal ‘99 dell’Area Risorse Umane, vicedirettore generale dal 2007), l’ex assessore all’Urbanistica Francesco Marchi (ora consulente del sindaco Flavio Tosi) e l’attuale segretario generale di Palazzo Barbieri, Cristina Pratizzoli. Tutti e tre sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio. Nel mirino le nomine per incarichi dirigenziali a tempo determinato in Comune dal 2007 al 2012. Secondo l’accusa non avrebbero rispettato i regolamenti  dello statuto. Ora spetterà ai giudici del Tribunale collegiale stabilire come stiano realmente le cose fra tre mesi e mezzo.

Continua a leggere

Il sommergibile dimenticato al cui interno giacciono ancora 52 soldati italiani

Condividi su:

SOMMERGIBILE

Segnalazione Quelsi

by Vincenzo Pellegrino

Se ne sta parlando con insistenza da circa una settimana. E di fatto, l’iniziativa in questione, oltre ad essere di grande rilevanza culturale, è decisamente di impatto, vista l’ignoranza in merito della maggior parte dei salernitani e degli italiani in generale. Provate a chiedere ai vostri amici che cosa era il Velella, la maggior parte di loro vi risponderà allargando le braccia. E non è una questione di mera età anagrafica: il problema è trasversale, il termine Velella non dice nulla perché in Italia non c’è il culto di commemorare chi ha combattuto e servito la patria. Chi è morto per la stessa.

Continua a leggere

Turchia e terrorismo internazionale

Condividi su:

turkey-isis

Segnalazione del Centro Studi Federici

“«Repubblica di Turchia Ministero degli Interni Prefettura di Hatay Protocollo numero: 21714546.47201 (81340) 224-5826/42438 15/03/2013 Oggetto: Nel territorio della nostra provincia per motivi di nostra sicurezza e contro i terroristi del PKK e il suo braccio PYD, appoggiamo i mujahideen di al-Nusra in Siria a queste condizioni di appoggio logistico e alloggio a queste persone nel nostro territorio e negli enti pubblici per i servizi sociali. Circolare n° 2013/12 Sotto il controllo dei Servizi Segreti Nazionali e contro il PKK e il suo braccio politico PYD appoggiare specialmente i ceceni e i tunisini collegato ad al-Nusra e ai mujahideen nella nostra provincia per favorire il loro passaggio in Siria, da parte dei nostri servizi segreti, in ogni modo e in ogni forma riservata».”

  Continua a leggere

[Newsletter Libreria Ar] Sabato 12, a Verona, presentazione di Militia a cura di Maurizio Rossi

Condividi su:

12 marzo-01

A cura delle Edizioni di Ar

Sovente è nel fare, con la massima nobiltà, mille piccole cose spossanti che si è grandi.  Riesce infinitamente più difficile tendere mille volte la propria anima, ogni giorno, a servizi di poco conto, che darle un brillante impulso per un avvenimento di notevole spicco. Il merito è esiguo, in tal caso. Soltanto la vastità dell’occasione passeggera dà all’anima la forza di agire, il desiderio di sorprendere, permettendoci inoltre di sentire la più alta opinione di noi stessi.

  Continua a leggere

Easter Lily Memorial for Traditional Holy Week

Condividi su:

EDELWEISS

Segnalazione di don Anthony Cekada

Donate Easter Lily Memorials to Honor Loved Ones

at our Traditional Holy Week and Easter Rites

Every year, lilies add immeasurably to the beauty of the sacred liturgy at St. Gertrude the Great Church during the our solemn celebrations of the Church’s liturgical year.

Lilies surround the Altar of Repose where Our Lord resides and is adored from after Pontifical High Mass on Holy Thursday to the end of the Mass of the Presanctified on Good Friday.

Lilies again adorn the high altar from the beginning of Pontifical High Mass on Holy Saturday throughout the whole of the Easter season that follows.

You can help us beautify our Altar of Repose and our high altar throughout Paschaltide by making an Easter Lily Memorial Donation in honor of a loved one.

The name of the loved one and your own name will be printed on a special page in the St. Gertrude the Great Church bulletin.

For more info, click here

Continua a leggere

Libia. Perché siamo così stupidi, noi furbissimi?

Condividi su:

Segnalazione Arianna Editrice

di Maurizio Blondet 

L’Italia “aveva in parte già pagato il riscatto” per i due lavoratori poi trovati massacrati.   A qualcuno che poi se l’è squagliata con i soldi ed è sparito. A quanto capisco, abbiamo offerto 12 milioni di euro. La parte (quanti milioni?) l’abbiamo data all’autista che guidava il giorno in cui i due sono stati rapiti, e lui anche. Mohamed Yhaya, un giovinotto che all’Eni consideravano “sospetto”.  Probabilmente è stato lui a organizzare il rapimento, ha fatto finta di essere stato anche lui pestato dai rapitori.   Dopo un po’ ha detto ai nostri intelligenti di aver dei contatti, forse, con i rapitori … sapete, l’ISIS. Ho messo in giro la voce, “gli italiani pagano”.. Mi ha contattato uno, non vi posso dire di più. Non ci credono, vogliono vedere i soldi. Se me ne date un po’, ci penso io a sbloccare la situazione. Dovete fidarvi.

libya

Continua a leggere

Donne? Uteri ambulanti

Condividi su:

UNISEX

Segnalazione Arianna Editrice

di Enrica Perucchietti Fonte: intelligonews  “Il Pd fa rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta e lo si fa con la forza, senza dibattere. Oltretutto si usa l’escamotage delle adozioni per etero e single”. Enrica Perucchietti, scrittrice, non ne fa una questione di genere ma di metodo e di sostanza e nell’intervista a Intelligonews passa in rassegna le contraddizioni che ravvisa nel nuovo ddl sulle adozioni che rischia di creare nuove spaccature. Le adozioni gay stralciate al Senato ora tornano alla Camera. La Serracchiani e Romano accelerano, ma Renzi frena di nuovo. Dove sta la verità? «E’ evidente che il Pd dopo aver pensato di far passare la stepchild adoption, ora acceleri sulle adozioni gay alla Camera: in pratica sta facendo rientrare dalla finestra ciò che ha fatto uscire dalla porta. E lo sta facendo usando di nuovo un escamotage come il fatto di facilitare le adozioni per eterosessuali e single. Secondo me, il problema è che invece di dibattere una tematica molto delicata, la si sta facendo passare a forza infischiandosene di come la pensa il Paese. Anche perché a livello mediatico i mezzi di informazioni sono al 90 per cento uniformati su una campagna martellante pro; non pro-diritti, perché non stiamo più parlando di diritti, bensì per far passare tutta una serie di rivendicazioni tra cui anche il discorso dell’utero in affitto. Si capisce bene, infatti, che si vuole arrivare lì: pensiamo a tutto il dibattito su Vendola. Dall’altra parte, invece, c’è l’uomo della strada che non la pensa così e non è allineato ai buonismi coi quali i media ci stanno martellando. Tra l’altro, si rischia l’effetto boomerang, ovvero che si torni indietro con problemi di omofobia perché si sta spingendo troppo l’acceleratore senza un minimo di dibattito». Al netto delle scelte personali, che idea si è fatta della vicenda Vendola?  «Beh, è l’esemplificazione del modello della sinistra in base al quale chi se lo può permettere va all’estero a “fabbricarsi” un bambino, perché qui ormai si passa dalla generazione alla fabbricazione di un essere umano, e poi per cosa? Per un desiderio. Non c’entra il fatto di essere gay o etero, il punto è quello che si va a fare all’estero pagando in denaro una gestazione per altri, una madre surrogata e quindi il bambino. Questa è la mercificazione ultima del corpo femminile e la mercificazione dei bambini. La coppia di operai omosessuali, o l’operaio single o la coppia di operai etero, di certo non potranno permettersi altrettanto. Aggiungo che secondo me, la pratica della gestazione per altri può ravvisarsi anche come pratica di eugenetica perché uno può andarsi a scegliere la madre con caratteristiche che ritiene più inclini al suo desiderio».  Ma cosa c’è dietro a tutto questo? C’è qualcosa che travalica i confini nazionali? «Dietro a tutto ci sono interessi economici pazzeschi, perché c’è tutto il grande tema delle lobby della tecnologia che spingono in una certa direzione, con un giro di affari consistente. La cosa allucinante è che in questo meccanismo c’è sempre chi guadagna e chi viene sfruttato, pensiamo solo all’India dove una madre surrogata costa molto meno del suo corrispettivo in Usa e spesso non ha neanche l’assistenza sanitaria necessaria. Fortunatamente, anche le femministe con la Carta di Parigi, hanno scoperto quella che io chiamo, una nuova forma di schiavismo moderno, ovvero l’utero in affitto. Si parla tanto di diritti, di genere ma a me sembra che vengano promossi per gli uomini, cioè i maschi, e le donne alla fine, che siano lesbiche o etero, siano viste ancora oggi come uteri ambulanti che possono fabbricare e non più generare, un figlio».  Il direttore di Intelligonews Fabio Torriero nel suo editoriale evidenzia con preoccupazione il tentativo di diffondere un pensiero radicale di massa da parte di un governo non eletto da nessuno e a fronte di un Paese che la pensa agli antipodi. Condivide? «Certo, e infatti si sta facendo passare con la forza qualcosa che non è supportato e condiviso dall’uomo di strada, dal pensiero comune, bensì indotto dal un lato dal bombardamento mediatico e dall’altro a colpi di mano nei palazzi istituzionali. Non sto dicendo che le adozioni gay sono sbagliate, sto chiedendo: ma la maggioranza del Paese le vuole? Siamo in democrazia; altrimenti abbiamo il terzo governo non eletto da nessuno che fa e disfa ma sulla base di cosa? Il punto è che bisognerebbe dibattere e il dibattito non c’è. E se qualcuno prova a farlo, viene subito insultato, minacciato, additato dallo stigma della omofobia. Vanno benissimo le unioni civili ma se si entra nel campo dei diritti i primi a dover essere tutelati sono quelli dei bambini non delle coppie etero o gay. E invece a loro non ci pensa nessuno».  Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it

Continua a leggere

E la Resistenza antifascista ci costa 10 milioni di euro

Condividi su:

Nel triennio 2014-2016 fondi a pioggia per le celebrazioni del 70° della Guerra di liberazione. E i partigiani potranno accedere ad altri 3 milioni

D__WEB

Ora toccherà al ministero della Difesa distribuirli nel dettaglio. L’elenco fino al 2012 era piuttosto lungo: si va dall’Associazione Italiana Ciechi di Guerra fino ai Combattenti Volontari Antifascisti in Spagna, passando per i Veterani Reduci Garibaldini, ex Internati e, soprattutto, Partigiani. Che si dividono in Associazione Nazionale Partigiani (A.N.P.I.) e Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane

Nel 2012 la cifra totale stanziata fu di 674mila euro. Ai primi andarono 65mila euro, ai secondi quasi 11mila. Non cifre da capogiro. Anche quest’anno, inizialmente, gli euro dovevano essere 674mila. Ma la Legge di Stabilità ha ben pensato di alzare l’asticella a 1 milione.

E non sono le sole «prebende» previste. In occasione del settantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione è stato istituito presso la presidenza del Consiglio un fondo ad hoc. Nel 2013 è stato coperto con un milione. Nel 2014 e nel 2015 si sale a 1,5 per un totale di altri 3 milioni.

Ci sono poi i 2,5 milioni annui che serviranno a «tutelare e promuovere il patrimonio morale, culturale e storico dei luoghi della memoria della lotta al nazifascismo, della Resistenza e della Guerra di liberazione». Il periodo interessato è il triennio 2014-2016 e il calcolo è facile: 7,5 milioni.

Insomma non si può certo dire che il governo non tenga all’anniversario. Anche se forse un po’ più di moderazione, visto il periodo di crisi, non avrebbe guastato. Non fosse altro perché quella memoria, a distanza di 70 anni, continua ad essere tutt’altro che condivisa. Come insegna il caso di Simone Cristicchi.

Continua a leggere

Conferenza sui cristiani in Terra Santa e Siria

Condividi su:

siria

 

Segnalazione del Centro Studi Federici

 

Sabato 9 aprile 2015 alle ore 16,00 a Milano il Centro Studi Davide Albertario invita alla conferenza:

“Perseguiteranno anche voi”. La situazione dei cristiani in Terra Santa e in Siria.

Relatore: don Ugo Carandino.

La conferenza si terrà presso la sede del Centro Studi a Milano in via (privata) della Torre 38 [ingresso a fianco del portone condominiale], zona viale Monza (Turro).

 Per informazioni: http://www.davidealbertario.it/event/conferenze-2016/

 http://www.davidealbertario.it/prossime-attivita/

Continua a leggere

Meditazione per la IV domenica di Quaresima

Condividi su:

Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci

di Fra Leone da Bagnoregio

Si è giunti alla a metà del percorso quaresimale e quindi, il cristiano si sente affaticato dalla penitenza, per questo motivo, questa domenica si tinge di rosa ed i fiori ricompaiono sugli altari e l’organo accompagna i canti, anticamente il papa in questa solennità benediceva la rosa d’oro, che veniva poi regalata a qualche principe cristiano, di qui secondo i liturgisti scaturisce il colore rosa.

Sant’Ambrogio ci insegna: «Tutto abbiamo in Cristo, Nostro Signore è tutto per noi; se desideri curare una ferita, Egli è il medico; se sei bruciato dal caldo, Egli è la sorgente; se sei appesantito dalle iniquità, Egli è la giustizia; se hai bisogno di aiuto Egli è la forza; se temi la morte, Egli è la vita; se desideri il cielo Egli è la via; se fuggi le tenebre, Egli è la luce; se cerchi cibo, Egli è alimento». Queste parole del Padre della Chiesa danno l’idea chiara della ricchezza contenuta nella vita cristiana. Tutto l’ufficio liturgico è pervaso di allegrezza affinché non ci rattristiamo per la prossima passione di Nostro signore Gesù Cristo, perché dalla sua morte è sorta la vita, la vita della redenzione.

Continua a leggere

1 573 574 575 576 577 578 579 863