Anni di piombo, Freda, Ventura e le verità storiche nei romanzi –

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CONTRO

La lettera di Anna K. Valerio allo storico Vladimiro Satta di Anna K. Valerio

Gentile dottor Satta,

appena vista la recensione di Paolo Mieli sul Corriere della Sera sono corsa a prendere il suo libro (I nemici della Repubblica, Rizzoli 2016). Non speravo di trovarci tesi innocentistiche su Freda e Ventura, ma ero certa che sarebbe stata una lettura più igienica delle solite. Ed è stato così. Ho scoperto pagine che fanno piazza pulita di quelli che il giudice Salvini, con formula vispa, ha definito “autodepistaggi”. Certo, che poi il primo ad approfittare del clima per spingere la mandra dei curiosi in quella direzione sia stato il mio amico Giovanni è vero – lei lo ha giustamente riconosciuto. Alla lunga, forse Ventura è stato il più dialetticamente abile degli avversari dell’Italia postbellica. Pur con il suo carattere generoso, elegiaco, presente a ogni dramma umano con un’intensità straordinaria. Anche questo dovrebbe essere storiografia: raccontare i personaggi che stanno intorno a un fatto in tutta la loro complessità.

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Draghi ha fallito. Ma non è colpa sua, dopotutto

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Milton Friedman – se avete presente – è stato il guru supremo del liberismo e della deregulation monetaria, il fondatore della Scuola di Chicago,  il  venerato padre della dogmatica “meno stato più mercato”, eccetera.

Ebbene: pochi sanno (perché lo nascondono) che Friedman era contrario all’indipendenza delle banche centrali. Più specificamente, propose di subordinare la Fed al Ministero del Tesoro. Lo propose per motivi perfettamente coerenti con la sua teoria di nemico dei monopoli. La cosiddetta indipendenza concentrava il potere monetario in un unico “locus” in mano a persone che non rendevano conto a nessuno; la dipendenza della banca di emissione dallo Stato avrebbe avuto almeno il vantaggio di creare una dialettica fra le due entità, una concorrenza: in caso di errori si sarebbero accusate a vicenda.

Ovviamente, Friedman vide che una banca centrale indipendente sarebbe stata troppo dipendente dalle opinioni dei banchieri, e avrebbe accontentato loro invece che l’economia generale; che l’indebita influenza delle opinioni dei banchieri avrebbe offuscato (nelle menti del banchiere centrale) la differenza che esiste fra i problemi che la banca affronta sul mercato del credito e i problemi della politica monetaria. Il montante della produzione di moneta è un atto politico, non tecnico.

Molti studi negli anni ’70 avevano già dimostrato che più una banca centrale è indipendente, più l’inflazione cala, fino a divenire deflazione.

E’ l’idrovora che non “pesca” più

L’11 febbraio scorso, un fondo dell’Economist – dicesi l’Economist dei Rotschild di Londra – notava con biasimo che le banche centrali sono “schiave dei mercati”: ovviamente i mercati finanziari, non i mercati rionali (di cui in deflazione, la banca centrale dovrebbe preoccuparsi).

In quei mercati (Wall Street, Londra eccetera) da tempo “gli investitori hanno scoperto che, se fanno qualche capriccio infantile, le banche centrali accorrono alla loro riscossa. Sul lungo termine, ciò incoraggia comportamenti a rischio come quelli della fase che ha preceduto la crisi del 2007-2008”. E’ la scoperta del segreto di Pulcinella: il fatto notevole è che lo ammetta l’Economist. Che arriva addirittura a palare di “privatizzazione di profitti e pubblicizzazione delle perdite”. Ciò vuol dire una cosa: che il metodo è arrivato al capolinea.   Nel gergo, si dice “il cavallo non beve”. Nella realtà, lorsignori sanno che non posso più sfruttare la colossale idrovora che ha sottratto capitali dal basso per profitti in alto (all’1%). Perché l’idrovora non pesca più.

E insistere nel  far funzionare l’idrovora sarebbe stato ormai controproducente.

Se Draghi e i tecnocrati della BCE avessero letto con la dovuta attenzione, avrebbero capito che il loro ultimo sparo di bazooka sarebbe stato trasformato dai mercati (come dice il blogger Bottarelli) in pistola ad acqua. Invece dell’atteso trionfale rialzo, i mercati sono ribassati. Vero che il giorno dopo   hanno recuperato, ma tutto ormai non ha senso: quasi il 70 per cento delle transazioni su detti mercati sono attuate non da esseri umani, ma da supercomputer secondo algoritmi automatici (ecco una riforma che non si farà: vietare  questa pratica). Fra le misure prese da Draghi, c’è un complesso meccanismo per cui la BCE “paga un interesse alla banca a cui presta denaro” se questa banca “presta molto a imprese e famiglie”. Un istituto che presta molto all’economia potrà essere finanziato dalla BCE “più degli altri e a condizioni più favorevoli”. Nobile tentativo. Peccato che le famiglie non abbiano stipendi e salari su cui indebitarsi, e con le imprese hanno già debiti andati a male presso le banche per 220 miliardi (in Italia). E gli interessi negativi ormai insturati che cosa volete che siano? Un ulteriore furto alle famiglie: avete, poniamo, 100 mila euro in banca? L’anno prossimo saranno 98 mila. Secondo la mentalità distorta dei banchieri centrali, è una punizione per i risparmiatori, che dovrebbe spingerli a “investire”: dove? L’effetto sarà di far sentire le famiglie ancor più povere e inclini a spendere ancor meno.

Interessante l’ululato che si è elevato dal governo tedesco e dalla Bundesbank: con i suoi trucchi Draghi mantiene le banche zombi? Verissimo, ma anche e soprattutto le loro. Draghi trasferisce il denaro dalla Germania  agli stati-zombie del Sud Europa, finanziandone il debito, incoraggiandone i governi a indebitarsi sempre più allegramente. “E’ la più grande redistribuzione di ricchezza in Europa dalla seconda guerra mondiale”, strilla Handelsblatt.

Prima di tutto, il trasferimento è esattamente quello che sarebbe comunque avvenuto se l’euro fosse davvero una moneta unica, e l’avrebbero comunque pagato i tedeschi coi loro surplus di profitti; vero che ciò avviene in altri modi furbeschi. Ma vediamo l’alternativa.

Prima del divorzio Tesoro-Bankitalia” il debito pubblico italiano era del 60% del Pil; oggi è salito al 130 circa.. La Francia, paese meglio governato, aveva un debito sul Pil del 20,7 % del Pil nel 1980; oggi, quasi del 100% e un deficit annuo che supera il nostro italiano, è al 4 per cento. Con inflazione allo 0 per cento, o sottozero, non ci sono che i quantitative easing e i tassi negativi dlla BCE che tengono galla il sistema. Non solo un rialzo dei tassi, ma un’interruzione del quantitative easing, aggraverebbe situazione di stati che sì, sono già falliti, provocandone la bancarotta. La Germania sarebbe contenta di trovarsi nella zona euro, da cui ha tanto guadagnato, nel mezzo del ciclone delle bancarotte di Italia, Spagna, Francia…? Magari a Berlino pensano di essere solvibili, come dicono i loro bilanci pubblici? Sì, se non ci fosse Dutsche BAnk con i derivati  che la espongono per un multiplo del Pil tedesco. E le Sparkassen, sono solvibili? Davvero?

Ma come dimostra anche l’educazione che vogliono impartire agli immigrati islamici  per civilizzarli,

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i tedeschi hanno perso la ragione. A meno che non abbiano superato i napoletani nella tecnica del “piagni e fotti” (gli altri).

Il punto è che l’intero sistema finanziario non è più adeguato ad una situazione dove grazie alla politica di austerità non c’è più crescita e né inflazione.

Milton Friedman se fosse ancora qui, potrebbe commentare:   Ve l’avevo detto.

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Il Peccato originale spiegato dal Concilio di Trento

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SESSIONE V (I7 giugno 1546)
Decreto sul peccato originale.
Perché la nostra fede cattolica, senza la quale è impossibile piacere a Dio (18), rimossi gli errori, resti integra e pura e perché il popolo cristiano non sia turbato da ogni vento di dottrina (19) dal momento che l’antico, famoso serpente (20), sempre nemico del genere umano, tra i moltissimi mali da cui è sconvolta la chiesa di Dio in questi nostri tempi, ha suscitato nuovi e vecchi dissidi, anche nei riguardi del peccato originale e dei suoi rimedi, il sacrosanto, ecumenico e generale concilio tridentino, legittimamente riunito nello Spirito santo, sotto la presidenza degli stessi tre legati della sede apostolica, volendo richiamare gli erranti e confermare gli incerti, seguendo le testimonianze delle sacre scritture, dei santi padri, dei concili più venerandi ed il giudizio e il consenso della chiesa stessa, stabilisce, confessa e dichiara quanto segue sul peccato originale.
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LA «CHIAVE» DELLA GRANDE ALIENAZIONE EUROPEA

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Risultati immagini per LA «CHIAVE» DELLA GRANDE ALIENAZIONE EUROPEAL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

A proposito di «segni dei tempi» per il nostro tempo, mentre un certo mondo, afflitto dai propri inquinamenti scruta i segni di un presunto riscaldamento globale, ignora un segno molto più grave poiché riguarda la propria sopravvivenza dell’uomo spirituale, come fu creato da Dio.

Ecco che tale ignoranza riguarda una vera alienazione mentale e morale, e di ciò si dovrebbe parlare. Essa diventa ogni giorno realmente tangibile. E come esempio eclatante abbiamo questa neo-europa che dopo aver alienato le sue radici cristiane si consegna ai voleri della Turchia. Tale nazione islamica  che nel passato provò più volte a invaderla militarmente, ora lo può fare legalmente poiché, dopo averla fino a ieri ricattato con un flusso migratorio esplosivo, ora sarà finanziata dalla stessa neoeuropa per rendere tale flusso migratorio sistematico. Naturalmente ciò si deve a una classe dirigente europea che classificare di burlesca è eufemismo. Sono piuttosto la controprova dell’ «involuzione» umana già indicata per altri settori, come quello religioso: dai papi Pio IX a Pio XII, agli antipapi da Roncalli a Bergoglio!

Qui passo la parola a Maurizio Blondet – che se ne intende – descrivendola con nomi e cognomi in «Gli “europeisti” stanno disgregando l’Europa» del 7 marzo 2016. scrive: Continua a leggere

Mostre e concerti per i 500 anni del ghetto ebraico

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Risultati immagini per Ghetto ebraico di veneziaSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

VENEZIA – «Gli ebrei non hanno alcuna nostalgia del ghetto. Il ghetto rappresenta segregazione. Per questo motivo non festeggiamo nulla, ma commemoriamo un fatto che rimane una tragedia». Lo ha detto il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, presentando mercoledì a Roma le manifestazioni programmate a Venezia per i 500 anni del ghetto della città lagunare. Era il 29 marzo 1516 quando il Senato veneziano decretava che tutti «li giudei» dovessero abitare insieme in un’area recintata e sorvegliata della città: il quartiere “Getto”, dove venivano gettati i resti delle lavorazioni di una fonderia di rame. Ma dalla creazione del ghetto, ha proseguito Gattegna, «venne fuori un esempio di altissima tradizione culturale, intellettuale e religiosa». E l’anniversario sarà anche occasione, hanno ricordato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, «per combattere l’antisemitismo e il negazionismo di oggi».

Tanti gli eventi (fra mostre, musica e conferenze) in programma dal 29 marzo, data di un concerto dell’Orchestra della Fenice diretta dall’israeliano Omer Meir Wellber. Come una mostra storico-documentaria dal 19 giugno al 13 novembre a Palazzo Ducale e la rappresentazione al Campo del Ghetto di “Il mercante di Venezià di William Shakespeare (26-31 luglio). Prevista anche una raccolta fondi internazionale per il restauro del Museo Ebraico e delle sinagoghe cinquecentesche. «Bisogna ricordare ancora una volta, per non dimenticare mai un orrore senza pari – dice il governatore Luca Zaia – bisogna respingere l’antisemitismo e soffocare con la forza della storia e della testimonianza le teorie negazioniste che hanno ripreso a fare capolino. Come Regione – ha concluso Zaia – siamo impegnati per una valorizzazione storica e culturale dell’identità ebraica; una comunità da sempre ben integrata e legata alla storia della Repubblica Serenissima, in un’epoca nella quale in Spagna, in Germania e in Inghilterra, si praticava la persecuzione».

Lo spot per i 500 anni del ghetto

Fonte: http://m.ilgazzettino.it/nordest/venezia/ghetto_ebraico_venezia_500_anni_eventi-1601766.html Continua a leggere

Il gay assassino Marco Prato scriveva su facebook contro i “fascisti” e gli “omofobi”

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Sadismo, ferocia. Gli aggettivi si affastellano man mano che emergono i particolari agghiaccianti sull’uccisione del giovane universitario preso a martellate e accoltellato a Roma, Luca Varani.

Sconcertano e indignano le parole che è stato capace di scrivere sulla sua bacheca Fb il 24 gennaio del 2015 , Marco Prato, uno dei due assassini di Luca Varani,proprio quello che ha inferto la coltellata finale al giovane Varani, dopo le sevizie.  “Oggi va talmente tanto di moda fare serate gay che tutti si contendono o vantano di avere una piccola compagine all’interno della propria serata…

Rimango BASITO quando vedo che storiche serate destroidi romane, composte essenzialmente da nostalgici fascisti omofobici strizzano l’occhio a realtà gay pur di avere un posto nella contemporaneità… Ciò che mi rattrista ancor di più è vedere che gli stessi gay vessati e alle volte anche fisicamente molestati dai frequentatori di queste storiche serate accettino di collaborare per avere un “posto al sole”… Mah.. applausi”.

Un delirio insostenibile anche solo a leggersi, accostato al grado di follia omicida che emerge dagli interrogatori iniziati  nel carcere di Regina Coeli a Roma. Il degrado morale del 29enne gay, pr di feste nel giro omosessuale che conta nella capitale, e le sue parole affidate al social hanno dell’incredibile. L’avvocato Michele Andreano, difensore di Foffo, entrando nel carcere romano si è limitato a dire che «come primo atto chiederò l’esame tossicologico per il mio assistito, per valutare il livello di sostanze stupefacenti presenti nel suo corpo e che chiederà una perizia psichiatrica. Basta attenuanti. Si tratta di un’azione violenta e sadica in cui nulla è stato lasciato al caso. Alcol e sostanze eccitanti provocano una spural e perversa una disconnessione dalla realtà che sta seriamente rischiando di far cadere nella rete perversa di questi “figli di papà” tutti i giovani dai 16 anni in su che escono la sera e sciaguratamente entrano in giri percolosi e mortali. A Roma le zone franche sono tante e lo stile di vita nottirno è decisamente fuori controllo.

Fonte Continua a leggere

Via da questa UE. Se The Queen la pensa come Belgrado…

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elisabettadi Maurizio Blondet

“La Serbia non ha intenzione di aderire alla NATO “, ha proclamato il presidente serbo Tomislav Nikolic, “ma intende cooperare con l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (SCO) qualificata da alcuni analisti come la NATO russa”. Data la confusione oggi esistente fra NATO e UE, è facile capire che Belgrado ha archiviato anche la sua candidatura a entrare nell’Unione, che risale al 2011. La chiusura delle sue frontiere all’invasione dei profughi chiamati dalla Merkel, mette la Serbia di fatto nel campi anti-europeista, con il Gruppo di Visegrad e persino con l’Austria. L’allargamento a marce forzate della UE ad Est, in obbedienza agli interessi strategici Usa, ha trovato il suo punto d’arresto: essere “in Europa” non attira più.

E Belgrado sa che una simile presa di distanza gli costerà, che Bruxelles fulminerà sanzioni economiche – è tutto quel che sa fare – contro l’insubordinata. Non importa, i serbi tireranno la cinghia. E’ la fedeltà alla loro vocazione storica e al loro destino manifesto ad essere in questione.

Dall’altra parte del continente e, per così dire, della civiltà, la regina Elisabetta, – certo amicissima della NATO – avrebbe espresso scetticismo verso la UE. Lo ha rivelato il Sun: sarebbe avvenuto nel 2011, in un battibecco con l’allora vicepremier Nick Clegg. “l’Ue sta andando nella direzione sbagliata”, disse la sovrana. La Casa ovviamente ha smentito, e si capisce. Ma è la dinastia che profondamente ha sempre interpretato la nazione, unita all’istinto di sopravvivenza della quasi unica monarchia   ancora esistente, e la più antica, che ha parlato: “La UE sta andando nella direzione sbagliata”. E come dar torto a The Queen? Continua a leggere

Quando la banca fa gli interessi del Popolo

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dell’ Avv. Luigi Bellazzi

Fonte: Italiasociale

É sempre attuale la battuta: “le banche sono come gli avvocati, è più facile dirne male che farne a meno”. Dal 1934 al 1939 (’34 il T.U.B., poi fino al ’39 i decreti attuativi, circolari etc.), venne allora semplicemente stabilito che le Banche potessero solo fare le…banche (raccolta e impieghi). Banche e bancari erano incaricati di pubblico servizio, le banche dovevano principalmente non creare profitti per sè ma utilità all’Economia, ovvero vantaggi per le imprese, soprattutto per le piccole imprese (artigiani, coltivatori etc.).

Di nascosto, alla chetichella, ai primi di gennaio 1994 con gli italiani in vacanza o assonnati per i bagordi dell’ultimo dell’anno, viene rivoluzionato il sistema bancario con il nuovo T.U.B. e nasce così la banca “universale” una impresa commerciale che deve macinare profitti, potendo svolgere qualsiasi attività dallo spacciare droga finanziaria (derivati), al diffondere assicurazioni finte (c.dd. polizze falsamente insequestrabili e impignorabili), fino al vendere beni di consumo quali biciclette e motorini.

Da lì l’inizio della china verso il disastro. Nell’immediato guadagni prodigiosi (per i primi investitori) legati a compensi prodigiosi (per amministratori e dirigenti), con una differenza che i guadagni sono poi diventati perdite sanguinose, mentre i megastipendi (Profumo guadagnava in un giorno quanto un impiegato guadagnava in 700 giorni) non seguivano il crollo delle azioni, restavano immutati (Profumo avrebbe poi percepito un fine rapporto di 40 milioni di Euri!) nonostante le banche finissero sull’orlo del fallimento.

Cose note, cose vecchie. Adesso si cerca di porvi rimedio con l’arma dei licenziamenti. Migliaia e migliaia di professionalità messe in mezzo ad una strada. Eh allora, che fare? Continua a leggere

La sovranità perduta

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Risultati immagini per PatriaSegnalazione Arianna Editrice

di Alex Barone  

Fonte: L’intellettuale dissidente

Nell’era della tecnofinanza, la sovranità dei popoli è sempre più minacciata dalle volontà globaliste del grande capitale, che non vuole barriere, ma merce da dominare.

Niccolò Machiavelli, uno tra i primi pensatori della storia ad aver teorizzato la nascita di una nazione italiana, in un’epoca storica caratterizzata da un continuo susseguirsi di eserciti e dominazioni straniere sul suolo italico, sosteneva che un popolo per essere realmente sovrano (cioè libero di autodeterminarsi) dovesse, anzitutto,  disporre di un proprio esercito e di una propria moneta. La capacità di gestire liberamente,  senza influenze da parte di organizzazioni militari esterne, le proprie forze armate e la propria politica di difesa ed amministrare liberamente la propria economia e produrre la propria moneta di scambio, sono, indubbiamente, requisiti essenziali, per quel coronamento di quel principio chiamato “autodeterminazione dei popoli”. Questa fase storica, Nell’ambito dei rapporti tra stati, è caratterizzato da una vera e propria crisi della sovranità. L’ideologia della tecnofinanza , la mercificazione del mondo, la globalizzazione massiccia e a ritmo uniformante, il primato dell’economico sul politico, mettono, di fatto, sempre più in discussione l’autorità ed il potere dei governi nazionali.

Le cessioni di sovranità continua, l’asservimento palese alle politiche d’austerità imposte dai poteri sovranazionali a regime eurocratico, rappresentano questa progressiva perdita di valore nazionale dei governi.  Nell’era nella quale i rapporti di sovranità sono sempre più latenti e sempre meno solidi, si è disposti, anche, a svendere , a cedere, porzioni di mare a nazioni straniere. Anche il suolo nazionale, l’antico patrio suolo, oggi, diviene, sembra, oggetto di utile scambio, come se si trattasse di una mera merce in libera vendita (nel circuito economico che aspira al liberissimo e selvaggio mercato). Il governo Renzi, infatti,  tramite un accordo stipulato in seguito ad un contrasto diplomatico (avvenuto un anno fa, nei mari di Sardegna) tra il governo francese e quello italiano  ha ceduto, una porzione di mare (posto al confine tra la linea di divisione tra il mare sardo e le acque francesi) alla Francia. Ma questo è uno dei tanti casi di svendita continua delle ricchezze nazionali a potenze straniere, e le stesse continue pressioni esercitate dalla finanza europea sull’economia italiana fanno intendere un’evidente tentativo di distruzione del potere sovrano dei popoli. Sigonella – quell’evento storico nel quale il lungimirante e mai abbastanza riabilitato Bettino Craxi, nel quale l’Italia, per una delle poche volte nella storia, impose sé stessa sull’arroganza USA – ricorda che le manovre per delegittimare il potere legittimo degli stati ad un autoregolarsi sono sempre in agguato.

Le recenti notizie in merito al fatto che il governo Berlusconi, pare,  sia stato per lungo tempo posto sotto stretta sorveglianza dello spionaggio sempre firmato Stati Uniti D’America,  e le possibili forzature poste ai danni della stabilità politica del governo stesso, lasciano palesare una sempre più ridotta capacità sovrana dei governi. I poteri nazionali sono sempre più vacillanti, posti in balia delle continue ambizioni egemoniche della fredda tecnocrazia , serva del capitalismo mondiale,  che , come un tempo avveniva attraverso eserciti e razziando villaggi e saccheggiando città, oggi avviene tramite “complotti” orditi abilmente ed organizzati magistralmente, al fine di fare dello stato un mero fantoccio simbolico, della democrazia popolare una mera formalità e di lasciare libero spazio d’azione al mondo del capitale. Non è più tramite invasioni armate che si destabilizzano poteri costituiti per affermarne altri, che i rapporti di forza si sviluppano, ma tramite manovre complesse e spesso segrete, accordi politici, pressioni finanziarie e la propaganda ideologica del politicamente corretto.

Per svendere le ricchezze nazionali e trasmigrarle dal popolo alla burocrazia internazionale, si fanno cadere forzatamente i governi scomodi (che, seppur con immensi limiti, resistono a queste imposizioni), si liberano le nazioni dalla capacità di autoregolarsi dal punto di vista finanziario (imponendo una unica moneta in grado di controllare tutti i mercati e soggiogare i cittadini), si ideologizzano le masse a dovere e la sovranità è annullata a dovere.  Inoltre, altra manovra abilmente applicata al fine di distruggere ogni possibile attrito di schiavizzare ulteriormente i popoli, è quella dell’austerità che, in nome dei sacri dogmi assoluti del “ce lo chiede l’Europa”, dietro false esigenze d’apparenza, impone agli stati politiche di pressione finanziaria ai limiti dell’omicidio nei confronti dei propri cittadini, depredando le poche ricchezze rimaste al patrimonio collettivo. Ormai, nell’epoca degli austeri banchieri  (che hanno modificato i paradigmi del potere, imponendo la sfera dell’economico su quella del politico), dei tecnocrati teutonicamente rigidi e lapidari (che hanno sostituito i grandi leaders politici carismatici), dei governanti non eletti (che hanno fatto della democrazia un fatto sempre meno concreto). La nascita continua di movimenti sovranisti e partiti euroscettici sono la manifestazione di un disagio collettivo e di massa  ormai giunto ai limiti della sopportazione. Occorre reagire, ripartendo dalla sovranità, costruendo una nuova Europa, quella dei popoli e della nazioni sovrane. Riprendiamoci la nostra legittimità politica, riprendiamoci la patria!

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Massoneria, carte di una loggia nella spazzatura. Il maestro venerabile è un funzionario regionale

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CRONACA Il documento dal lessico pomposo – tra maglietto, squadra, compasso e spada fiammeggiante – descrive la nascita di un nuovo gruppo massonico a Palermo. Durante la cerimonia vengono designati 15 fratelli, tra cui diversi medici. A capo c’è Lucio Lutri del dipartimento all’Energia

«Fratelli, vi esorto a mantenere il riserbo sui lavori compiuti». Tra le precauzioni da prendere in termini di discrezione, il maestro venerabile Lucio Lutri non avrà messo in conto l’ipotesi che i documenti della fondazione della loggia massonica palermitana Pensiero e Azione potessero finire, ancora intatti, nel cassonetto dell’indifferenziata. Le 21 pagine che descrivono la cerimonia celebrativa – il 5 marzo nel capoluogo siciliano – della loggia numero 1498 del Grande Oriente d’Italia sono stati infatti trovati davanti agli uffici del dipartimento regionale all’Energia di viale Campania. A pochi metri da dove il maestro venerabile lavora.  Continua a leggere

Pedofilia che non fa notizia

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bmblspzztSegnalazione del Centro Studi Federici

 
Pedofilia che non fa notizia (se non coinvolge i preti…)
 
Nel mondo delle news, assetato di eventi forti in grado di attirare l’attenzione, stupisce che non si sia spesa una sola parola per raccontare la triste vicenda che ha colpito anni fa Adam, un bambino russo adottato da una coppia gay con il meccanismo della stepchild adoption.
Mark J. Newton e il suo compagno Peter Truong, due esperti informatici, facevano parte di quell’anello pedopornografico definito Boy Lovers Network, una rete internazionale di pedofili.
La coppia in prima istanza aveva prima cercato una madre surrogata negli Stati Uniti, senza riuscirci, poi avevano deciso di rivolgersi a una donna russa che aveva accettato, dietro pagamento di 8000 dollari, di prestare l’utero per poter mettere al mondo il “loro” bambino. Il padre biologico del piccolo Adam è Mark Newton, mentre Peter Truong era considerato il padre adottivo. Il neonato è stato consegnato alla coppia solo cinque giorni dopo il parto, nel 2005.
Una volta rientrata negli USA la coppia ha riempito le reti televisive con le loro interviste in cui raccontavano la storia di come erano riusciti, attraverso la rete, a trovare la madre surrogata che aveva permesso loro di coronare il sogno di diventare papà.
Il bambino aveva solo 22 mesi quando venne abusato dai ‘genitori’ per la prima volta. Da quel momento in poi gli abusi si sono susseguiti e quello che accadeva in quella ‘famiglia’ sui generis veniva videoregistrato e immesso nella rete del circolo pedopornografico.
In un momento successivo il bambino è stato anche messo a disposizione di altri membri dello stesso circolo di pedofili in Australia, Francia, Germania e negli Stati Uniti.
Il primo arresto di Newton e Truong è avvenuto nell’estate del 2011 dopo che la polizia australiana aveva scoperto del materiale pedopornografico che ritraeva la coppia con il bambino, materiale che era stato trovato in possesso di cultori australiani dello specifico orientamento sessuale.
All’inizio i due avevano affermato che il loro arresto era legato solo al fatto di essere una coppia gay, affermazione prontamente smentita dall’ispettore Jon Rouse che dirigeva la task force antipedofilia Argos, il quale ha dichiarato all’emittente Seven News: “Se si fa del male a un bambino, non mi interessa il genere di chi compie l’azione. Il nostro interesse è il bambino e non la vostra preferenza sessuale”.
Mark Newton è stato condannato a 40 anni di carcere per abusi sessuali commessi su un bambino russo adottato, mentre il suo compagno Peter Truong è stato condannato a 30 anni di reclusione, sempre negli Stati Uniti.
“Essere padre è stato un onore e un privilegio che ha scandito i migliori sei anni della mia vita”, ha affermato Newton poco prima della lettura della sentenza che lo condannava.
A questo punto sorge una domanda: nel momento in cui la Chiesa Cattolica è sotto assedio per gli scandali sulla pedofilia accaduti trenta o quaranta anni fa, come mai invece questa notizia non riesce ad emergere in Italia?
 
 
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Hanno scelto il Male. E’ questa la diagnosi censurata

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Alcuni lettori insistono perché dica la mia sui due trucidi assassini del loro coetaneo, attratto con la promessa di un rapporto sessuale ben pagato, 100 euro. Scusate, vorrei esimermi; già torme di mosconi e tafani, attratte dallo sterco e dalle carogne, a sciame vi hanno raccontato tutto; son contento di non essere più nel mestiere attivo di questo giornalismo. Del resto, è così chiaro. Ma, fateci caso, la sola cosa chiara da dire, è quella che tacciono tutti: i tafani, le mosche stercorarie, i mosconi attratti dalla putrefazione. Svolazzano a intervistare lo psichiatra famoso, che spieghi lui   come hanno potuto far questo:e lo psichiatra ovviamene annaspa. Sa benissimo che la sua pretesa scienza non ha le categorie per definire questo, non è una patologia che di trova nel Manuale Diagnostico-Statistico.   Si intuisce che lo psichiatra vorrebbe dire la definizione giusta, ma si trattiene: non appartiene alla scienza moderna, né tantomeno è una categoria che si può evocare nella società liberata e postmoderna. La parola sulla punta della lingua è: il Male. Quei due non sono malati, sono giovanotti trucidi e sanissimi. Solo, hanno aderito al Male. Con scelta volontaria, in piena lucidità.

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“Giovedì sono usciti in macchina per fare un giro, per cercare una vittima da sacrificare, fino a quando la scelta è caduta su Varani, che Prato già conosceva negli ambienti dei locali notturni. Quest’ultimo avrebbe telefonato al ragazzo proponendogli 100 euro per un incontro sessuale nell’appartamento. Decine di ferite, da punta e taglio, hanno devastato il volto e il collo. . Ucciso Varani, Foffo e Prato hanno ripulito la scena del delitto – il pavimento della camera da letto e il bagno – fatto sparire gli abiti della vittima e il suo telefonino. «Poi abbiamo passato la giornata e dormito con il morto in casa». Volevano provare l’effetto che fa uccidere uno, uno qualunque.

gabriele.jpg_982521881La loro scelta deliberata per Satana è visibilissima nelle loro foto, nei loro orribili “profili Facebook”, specchio del narcisismo più velenoso: trucidi belloni, si atteggiano a modelli – come i modelli degli abiti di Armani e di Versace, gente di quel mondo, ragazzi di vita benvestiti e palestrati, il peggiore dei due un bisessuale: meno per inclinazione che per depravazione,  per espandere il limite del male di cui godere. Gente che ha voluto il Male in quanto tale, per sé, con purezza.   Per capire la loro patologia, bisogna fare riferimento alle categorie di ben altra scienza che quella del DSM 5. La scienza che dice: “Chi fa’ il peccato è schiavo del peccato”. Non si evochi, qui, la categoria della possessione: sì, può esserci anche questa – ma  come effetto secondario: il punto è che costoro si sono fatti possedere, hanno chiamato Lui, perché diventasse padrone delle loro anime. E’ ovvio che finisca in omicidio: Lui è “Omicida fin dall’inizio”

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Omicidio gratuito: la sapeva bene Dostoyevski, che ha esplorato fino in fondo queste anime. Nei Demoni,   in Delitto e Castigo, l’ assassinio gratuito è la firma dei super-uomini che si sentono immensamente liberi e superiori, e solo dopo – col cadavere e il sangue da pulire – si rendono conto di essere stati schiavi: non di aver vissuto, ma di essere stati vissuti,  “agiti” da Un Altro.

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Ha colto l’orrore di quella scelta assoluta il procuratore che ha chiesto 26 anni per il tizio della coppia all’acido, Alexander Boetcher: “rapporti interpersonali segnati da sadismo, narcisismo, antisocialità”, “un figlio di papà che fa il mantenuto e si atteggia a dio, come lui dice di sè stesso, con le donne con cui ha a che fare”. Anche di lui, la il profilo face book, dice tutto: trucido bellone da sfilata di moda, che tatua le sue amanti e le marchia, strappa il collo a galline e posta il tutto in video.

E poi c’è l’altro, quel De Filippi che ha ammazzato la professoressa che aveva sedotto, in combutta col suo amante maschio cinquantenne: anche lui bisessuale amorale, anche lui il dio di se stesso  in forma di maschietto di vita e di ragazza di vita, la boccuccia imbronciata come ha visto nei video porno, senso di onnipotenza personale. “Se Dio non c’è, allora tutto è permesso”, dice un personaggio dei Demoni, Aleksei, e per dimostrare la sua libertà si spara un colpo di rivoltella. De Filippi, Boetcher, i due ributtanti uccidono altri, Ma possono uccidere se stessi con la stessa indifferenza: Marc Prato, uno dei due (il peggiore) dopo l’omicidio è andato in albergo per finire i suoi giorni. Allo stesso modo, nei Demoni, Stavroghin — il giovane ricco, annoiato e immorale, che ha un orribile segreto, la cui sola entrata in una stanza provoca nei presenti quel senso di gelo inconfondibile, si impicca alla fine in una stanza d’albergo in Svizzera. Posson farlo perché si vivono solo come corpi, sono solo corpi , senz’anima.

Stanno diventando sempre più numerosi, questi piccoli Nietszche delle periferie e della modernità. Sono il tipico prodotto di una società che ha cancellato nelle coscienze, e anzitutto in sé stessa, la distinzione fondamentale: che l’uomo sceglie fra Bene e Male, e la scelta del Male è peccato e colpa, e porta rovina.

Persino la Chiesa ha abbandonato quella scienza antiquata. Non ci sono più colpevoli, la misericordia avvolge tutti, Cristo non giudica, chi sono io per giudicare? Così sono venute meno tutte le difese. No, Cristo giudica; no ogni uomo sorvegli se stesso, per vedere a chi si dà schiavo. Si deve imparare, però.

Forse molti crescono così perché non sono più battezzati?  “Rinuncio a Satana, alle sue seduzioni, alle sue opere”, la protezione sacramentale non è stata pronunciata a nome loro da nessun padrino credente.   Una generazione abbandonata ai suoi satana interiori, alle sue voglie, al “tutto è permesso” perché Dio non c’è. I “social media” aumentano le occasioni di Male, la rendono precoce. E per ogni bambina dodicenne corrotta, per ogni ragazzino che perde la purezza, sono piccole luci che si spengono. Lui sta spegnendo le luci, e così può dominare nel mondo per la sua definitiva dittatura sull’uomo.

E tutto così chiaro, se si vuol vedere. La Merkel che dà 20 miliardi a Erdogan perché si tenga i profughi che aveva prima chiamato, ma che ora gli fanno perdere le elezioni; il ministro Schauble che nega ogni aiuto alla Grecia, “Non confondiamo il suo debito con la questione migranti, teniamo distinte le due cose”, solo – abbiamo finalmente il coraggio di dirlo – fanno l’opera   del Principe d Questo Mondo, e lo sono volontariamente. Questi sono disposti a regalare al turco i miliardi che hanno risparmiato per i greci negandoli a questi fratelli europei. Che ne dite?

Direte che esagero. Ma sveglia! Sono anni ed anni che il Male devasta paesi interi nel mondo, uccide un milione in Irak, mezzo milione in Afghanistan, ora in Libia, in Siria. E’ forse qualcosa di logico, ancorché machiavellico? Ciò supera le ragioni geopolitiche, anche le più ciniche. E’ un fine in sè.

Il prezioso sangue

Ho davanti agli occhi le foto delle due suorine di Madre Teresa trucidate per la fede nello Yemen. In Yemen, capite. Da cui tutti scappano se possono, e loro erano lì. Curavano degli anziani musulmani, malati, di quelli che nessun musulmano curerebbe, se non è un suo familiare. Scusatemi,   hanno dimostrato la superiorità di Cristo sull’Islam, su qualunque altra religione. Quando ho visto queste suorine andare sempre affaccendate nelle strade di Calcutta, o della Ucraina di prima a lavare malati vecchi e cattivi, o negli orridi sobborghi di New York dove erano le sole a rendersi cura dei malati di Aids, le ricchissime checche che improvvisamente tutti gli amanti abbandonavano – ho sempre pensato:   non corrono alcun pericolo. Sono protette, anche agli occhi di chi non crede, dalla loro stessa innocuità, dal loro inerme sorriso. Chiunque dica: “Il Dio di Madre Teresa non è il mio dio” condanna se stesso. Chi può essere così stupido nella malvagità?

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In Yemen dei wahabiti in uniforme l’hanno fatto. Le hanno ammazzate con i loro assistenti e pazienti. E il Papa? Vi sembra normale quel che ha detto su quelle sorelline uccise? “Queste persone sono vittime dell’attacco di quelli che li hanno uccisi (sic)  e anche dell’indifferenza, di questa globalizzazione dell’indifferenza, a cui non importa”. Non ha avuto il coraggio di dire il nome “di quelli che li hanno uccisi”, né la religione, né che sono morte per la fede. Per lui sono state uccise “dall’indifferenza globale”. Voleva dire: dal fatto che non sono comparse sui giornali e i tg?

E’ questo che conta? Per lui forse. Per loro no.

Riguardo le foto. Due sorelline giovani, dai piedi scuri del Terzo Mondo. Si vede che avevano i grembiuli a quadri delle serve, delle badanti, per non sporcare i sari – ne hanno solo due, uno lo indossano l’altro lo lavano, e lo cambiano ogni giorno.   Sari di poco prezzo, grembiuli di poco prezzo, il cibo che mangiano è di poco prezzo: tutto è di poco prezzo nella loro vita. Tranne il sangue che hanno versato. Questo sangue è detto prezioso. Non è una parola a caso: anche nel Buddhismo si prega il “Prezioso Signore”, il Buon Pastore. E’ una parola che ogni teologia seria, che ha scelto il Bene, trova spontaneamente. Indica la natura di gioiello, di diamante e di rubino; allude alla essenza minerale incorruttibile, rara, trasparente e inestimabile, di quel sangue che viene sparso senza alcun risparmio, invece di essere tesaurizzato.

Mai il sangue dei martiri ha fatto notizia sui giornali, o Papa. Sono sempre morti dimenticati, nessuno a difenderli, nessuno a raccontare. I mosconi e i tafani non sentono l’odore di quel rubino, di quello zaffiro e diamante di chi ha rinunciato a Satana, alle sue seduzioni alle sue opere. La sua morte è umile come la sua vita indifesa, come la Giacinta di Fatima che a nove anni morì “per salvare le anime dall’inferno” in un ospedale d Lisbona,fra quegli odori di ospedale dei poveri, senza mamma e senza papà. E senza giornalisti a dare la notizia. “Ora ne salverai tanti, Gesù, perché ho fatto un sacrificio molto grosso”, disse una volta in quel lettino. Aveva conquistato dei diritti su Dio.

L’Altro, il nemico,  invece, sa benissimo dove colpire. Non poteva tralasciare le sorelline di Madre Teresa. Sta avanzando, sta spegnendo tutte le luci ad una ad una – le luci sacramentali, le luci della Presenza Reale, le luci di coloro che hanno rinunciato, ed ogni giorno rinunciano, alle sue seduzioni e le sue opere.

E tutti fanno finta di non accorgersi di questa avanzata. Tra i pochi, sono lieto di poter citare uno che per formazione dovrebbe essere lontano da questo genere di sapienza e sensibilità : è Giulietto Chiesa. Su Facebok, ha postato questo

MESSAGGIO AI NAVIGANTI

Mi arrivano messaggi inquietanti, anche dalla cronaca quotidiana. Segni di vero e proprio impazzimento dei singoli. E dei popoli (perché da tempo ho capito che i popoli possono uscire di senno, esattamente come gl’individui). In altre epoche succedeva. Ma più raramente. Non posso qui fare esempi, ma ciascuno può trovarli nella propria esperienza.
Ciò che accade in questa epoca è tuttavia molto angosciante. È come se tutti, molti, stessero “perdendo il controllo” di se stessi. Ho una spiegazione possibile (non certa, ma probabile
): stiamo entrando ad alta velocità in zone sconosciute della psiche umana, dove le nostre abitudini non funzionano più a difesa dei nostri equilibri. È l’effetto dello choc da “modernizzazione”, da “globalizzazione”. Le tecnologie che abbiamo costruito stanno accelerando con violenza inaudita molte delle nostre funzioni cerebrali. Ma l’evoluzione tecnologica (che si misura ormai sulla scala di pochi anni) non ha nulla a che vedere con i tempi dell’adattamento dell’individuo, che si misurano sulla scala delle centinaia di migliaia di anni, come minimo dei secoli. Per questo, io credo, stiamo diventando sempre più “squilibrati”: a seconda del grado di dipendenza dei fattori “innaturali” che ciascuno di noi (e tutti insieme) stiamo introiettando nella nostra psiche.

“Stiamo entrando ad alta velocità in zone sconosciute della psiche umana”: ben detto.

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