OLANDA: PARTITO TURCO ENTRA IN PARLAMENTO

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Mentre in Italia si prepara il partito islamico con un potenziale di due milioni di voti…(N.d.r.)

http://voxnews.info/2017/03/15/olanda-partito-turco-entra-in-parlamento/

Il partito dei turchi residenti in Olanda, DENK, entra in parlamento raggiungendo, secondo gli exit poll, il 2 per cento dei voti:

OLANDA-TURCHI

Erdogan non potrà andare in Olanda, per ora, ma presto potrebbe annetterla attraverso la quinta colonna degli immigrati turchi. Questo spiega perché la democrazia non possa sopravvivere all’immigrazione e alla ‘multietnicizzazione’ della società: voto etnico.

La prima analisi che si può fare sul voto olandese è che la disputa con la Turchia ha premiato il premier uscente. Paradossalmente, la sua vittoria è anche il modo per peggiorare la situazione nel futuro. Continua a leggere

Progresso?

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Risultati immagini per Progresso?di Lorenzo Parolin

Fonte: Lorenzo Parolin

Nel 1950, per riuscire a far vivere in modo decoroso 100 Italiani, occorreva che 70 lavorassero sodo. Gli altri 30 erano bambini in età scolare e vecchi malandati. A quel tempo, la sanità, l’istruzione, il comparto della difesa e della giustizia, il settore bancario e assicurativo, gli stipendiati comunali, provinciali, statali e gli apparati politico-sindacali contavano in tutto poco più di tre addetti per ogni cento abitanti.

Da notare che la pratica religiosa era molto sviluppata.

È poi arrivato il boom economico. Continua a leggere

Sconfitto in Siria, Netanyahu realizza il Piano B.

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di Maurizio Blondet

Fonte: Maurizio Blondet

Putin a Netanyahu:  “Le tue accuse  all’Iran  si riferiscono al secolo V a. C.; ma da allora il mondo è cambiato, permettici di parlare di questo”.   Diversi siti (e  pochi media) hanno riportato questa risposta di Putin a Netanyahu, che l’ha visitato il 12 marzo a Mosca. Era la risposta all’affermazione di  “Bibi” secondo cui le  forze iraniane in Siria miravano a distruggere Israele, e quindi la Russia doveva mandare via gli iraniani dalla Siria.

Questo sunto manca di dare conto della tensione, e delle minacce implicite, del colloqui di Mosca. Ora Israel Shamir ce ne restituisce il clima.

http://www.unz.com/ishamir/purim-gifts/

Il 12 marzo è la festa di Purim: che rievoca il primo caso di “stress-pre-traumatico” giudaico e festeggia il primo (speriamo immaginario) sterminio  di un proverbiale nemico degli ebrei: Aman, visir del persiano Assuero (Serse,  o forse Artaserse )   si fa’ dare il permesso da  Assuero di sterminare tutti gli ebrei nell’impero;  l’ebrea Ester divenuta amante di Assuero,  istruita dal cortigiano Mardocheo suo cugino  giudeo,  commuove il re e lo induce a rovesciare l’ordine dato: gli ebrei avranno il diritto di uccidere Aman, la sua famiglia, tutti quelli che odiano gli ebrei nel vasto impero persiano… E’  un bagno di sangue  permesso per due giorni; ma siccome non è bastato, Ester la seduttrice e  lobbista strappa ad Assuero il permesso di prolungare il massacro.  Gli ebrei, per la gioia, si ubriacano.

E’  questa l’origine immaginaria (non esistono conferme  storiche) della festa di Purim: durante la quale  gli ebrei  possono  impazzare un loro carnevale giudaico, e ubriacarsi  “fino a non sapere più che è Mardocheo e chi è Aman”, ossia  gli è  lo sterminatore e l’ammazzato.  Originariamente una festa mediterranea del vino novello, trasformata dall’0dio ebraico in celebrazione archetipica  di sterminio dei goy –  sterminio che si è avuto l’accortezza di far compiere dalla superpotenza dell’epoca, senza che gli ebrei appaiano nella trama se non come vittime indifese.  Il Libro di Ester è un vero manuale, sempre  consultato dalla  nota lobby.

Libro di Esther ,  manoscritto ottocentesco. Significativa illustrazione.Quest’anno Purim cadeva il 12 marzo.  Netanyahu ha scelto quella data per l’incontro con Putin; e a Mosca, ha portato al capo del Cremlino un regalo significativo: dolcetti di Purim, homentashen in yiddisch, che significa “Orecchie di Aman”.  Orecchie tagliate al  biblico immaginario avversario. E’ stato  lo stesso Bibi a spiegare il dono a Vladimir: i persiani avevano voluto sterminare i giudei, ma  Dio  li aveva soccorsi. Anche oggi gli iraniani vogliono sterminare gli israeliani; è necessario che Mosca cessi di sostenere Teheran,  cacci i combattenti iraniani dalla Siria,  chiuda  il passaggio degli  iraniani (e delle loro armi)  che giungono in Siria  attraverso il Libano.   Anzi, la Russia si unisca alla coalizione anti-Iran che si è costituita, e vede uniti Israele e l’Arabia Saudita e gli Usa. Secondo Shamir, Bibi  (nei panni di Ester la seduttrice) deve aver  proposto di porre fine alla campagna anti-russa  che infuria in America, e impedisce a Trump di allacciare con Mosca rapporti pacifici.

E’ stato allora che Putin ha risposto a Bibi che le sue preoccupazioni risalivano a 2500 anni fa. Ridendo di cuore, ha augurato all’ospite e a tutto il popolo ebraico un felice Purim.

Nulla di fatto per Bibi. Del resto pochi giorni prima Mikail Bogdanov, il viceministro degli Esteri di Mosca,  intervistato dal giornale londinese ma di proprietà saudita Al Hayat, aveva negato che l’Iran voglia esportare la sua rivoluzione islamica  in Siria, Irak, Libano e  Barhein (l’incubo sunnita e giudaico); aveva esortato  l’Arabia Saudita a mettersi a un tavolo con gli iraniani, e  auspicato che  collaborasse a riavvicinare gli Usa a Tehran.  Alla domanda-ingiunzione: quando i russi manderanno via gli iraniani dalla Siria? Bogdanov ha risposto: “In Siria ci sono decine di migliaia di combattenti stranieri, tunisini,  marocchini, afghani…mentre gli iraniani, come i russi, sono presenti su richiesta del governo legittimo di Damasco. Spetta al governo  legittimo chiedere agli iraniani di ritirarsi”.

Netanyahu insomma  se n’è tornato con le pive nel sacco. Sapendo che da Putin non avrebbe ottenuto  ciò che Ester con le sue arti di letto ottenne dallo sciocco  Assuero.  Certo fremente di rabbia e  sete di vendetta: pardon, volevo dire in pieno PST,  crisi di stress  pre-traumatica.

E  pronto ad attuare il piano B.

Mai finire la guerra in Siria

Il piano B consiste, come sempre,   nel mobilitare la nuova amministrazione Trump a uno scontro con Teheran, strumentalizzando ancora una volta le usurate forze armate americane a  impicciarsi di nuovo in Siria –  allo scopo di impedire o almeno ritardare o rendere costosa una vittoria di Assad, e soprattutto di  logorare in un conflitto  senza fine le forze di Hezbollah.

Naturalmente la direzione di Hezbollah sa  che è il nemico principale,   il quale può ritenere che il momento migliore per attaccarlo e debellarlo è quando  le forze di Hezbollah sono impegnate in Siria: infatti non impiega in Siria, ma tiene al confine libanese con Israele,  i suoi reparti  d’elite  missilistici anti-carro e le  unità lanciarazzi.

L’aviazione israeliana ha ripetutamente attaccato dal cielo, in territorio libanese e siriano, presunti convogli d’armi che l’Iran inoltra a Hezbollah “sostenendo che non lascerà che cadano in mani Hezbollah missili avanzati o armi chimiche” (già, le armi chimiche, scusa ottima per un’aggressione  americana, già usata in Irak e Siria).   Per questi  attacchi aerei, i caccia israeliani hanno sfidato gli S-400 russi, che non possono certo rispondere: scatenerebbero  l’ampliamento del conflitto  che stanno cercando di chiudere, e   provate a figurarvi gli strilli mediatici e delle   cancellerie europee: Putin ha abbattuto un F-16 della Vittima! E’ anche antisemita!, eccetera.

Inoltre, come sa chiunque non si limiti a leggere i media ufficiosi,  i caccia israeliani hanno anche attaccato impunemente posizioni del governo siriano, sostanzialmente a supporto dei terroristi di Sion, ossia  quelli di Jabreh al-Nusra (Al  Qaeda) che Israele ha stanziato nel Sud siriano, ai suoi confini,  e a cui  fornisce direzione militare oltre che supporto logistico e assistenza medica,  con l’idea   di ritagliarsi alla fine una bella fetta di Siria, quando questa   sarebbe stata smembrata (come prevedeva il piano Obama).

Non è nemmeno escluso che il sanguinoso attentato  “islamista”  a Damasco, che ha ucciso una  quarantina di pellegrini sciti che visitavano lo tomba di un loro santo nel cimitero della città vecchia, abbia  lo zampino di Sion. E’ avvenuto l’11 marzo, un giorno prima  di Purim.  Nell’entourage di Bibi ci  si può essere ben ubriacati di gioia per questo regalo di “orecchie di Aman”.  Persa la guerra,  resta il terrorismo per dimostrare che se Assad non sene va, “non ci sarà mai pace”.

L’altra parte si prepara ugualmente a contrastare il piano B israeliano? Sembra sia  una prima risposta la seguente notizia: il presidente siriano Assad concede all’Iran una base navale sulla costa siriana, vicino alla base aerea di Hmeymim, quella  usata dall’aviazione russa per bombardare i “ribelli”.

Teheran: base navale nel Mare Nostrum. Ma  Erdogan…

Se ciò verrà confermato, Netanyahu, che voleva allontanare l’Iran da Israele, si troverà una base navale iraniana permanente sul Mediterraneo. E non basta: poco tempo fa Mohammad Bagheri,  il capo di stato maggiore iraniano, aveva ventilato che Teheran avrà bisogno di una  base in Siria e anche in Yemen :  quel che sembrava un pio desiderio adesso sembra  l’accettazione della sfida di Bibi e  l’allargamento del conflitto.  Del resto nei giorni scorsi Teheran ha fatto sapere che, dopo  un’esercitazione, i suoi S-300 sono a punto e pronti a  contrastare ogni minaccia.

Una base iraniana nel Mediterraneo? Un altro dei grandi “successi” politico-militari di  Berlino  e Bruxelles, effetto del loro servile ausilio alle politiche rovinose di Obama,   alla loro complicità nel progetto di rovesciare Assad, per non dire dell’ostinato mantenimento in vita dalla NATO  e la sua trasformazione da alleanza difensiva a offensiva.

I barchini iraniani, molto temuti dalle portaerei UsaProvate solo a immaginare le urla degli europei nella NATO,  le minacce di Stoltenberg, Merkel e Mogherini –  e Gentiloni, l’agente Clinton  supersite.   E il Pentagono? Il Pentagono già sta ampliando la base tedesca di Ramstein, prolungando la pista e aumentando il numero degli aerei-cisterna per  il rifornimento in volo,  spostandoli dalla Gran Bretagna, insomma facendo della serva tedesca la centrale di future guerre, per le quali probabilmente non ha i mezzi.

Mosca non sembra  eccessivamente preoccupata dalle minacce che possono venire dalla NATO.  Invece, guarda con preoccupazione ad un  suo recente  “alleato”: Erdogan.  Come reagirà la scheggia impazzita ad una base iraniana vicino alle sue coste? “Si opporrà vigorosamente”, prevede l’esperto militare russo   Yury Netkachev: “come Stati Uniti,  Israele e i membri della NATO.  La Turchia oggi è considerata formalmente alleata dell’Iran nel processo di  pace organizzato [da Mosca] nella cornice di Astana [per mettere fine alla guerra civile in Siria, dove non sono invitati gli americani]”.   In dubbio russo è tutto in quell’avverbio: formalmente. Erdogan   voleva anche lui la sua fetta di Siria; ha  colluso coi terroristi  comprandone il greggio,  ha abbattuto l’aereo russo dopo che l’aviazione di Mosca gli aveva rovinato il grasso affare incenerendo centinaia di autobotti; ha ripetuto continuamente che Assad doveva essere rovesciato,  ancora  pochi giorni fa le sue truppe, che  non si sono ritirate dalla Siria, hanno appoggiato i turcomanni anti-curdi con le artiglierie … insomma non è certo da convinto  uomo di pace che si  è seduto al tavolo di Astana per finirla  col  conflitto siriano. Vi è stato cordialmente costretto da Putin, e dallo scontro contro la UE che  lui stesso ha provocato sulla questione dei comizi che pretende di far tenere in Germania, Olanda e Francia (la Francia  ha dato l’accesso: un altro grande successo della coesione europea, Mogherini può esser fiera).

La preoccupazione russa è  evidente: Erdogan, se vede l’occasione, può tornare al vecchio progetto di impadronirsi del nord Siria, pronto a fare un nuovo voltafaccia.

Per ogni evenienza,  un sommergibile russo, forse più d’uno,  è stato visto passare  lo stretto di Gibilterra, diretto  alle coste siriane.

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Il mondo a rovescio

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di Marcello Veneziani

Il mondo a rovescio

Fonte: Marcello Veneziani

Il mondo capovolto, il diritto a rovescio, l’Italia a testa in giù. I figli non li vuole più nessuno eccetto i gay, le lesbiche e le donne anziane. E via con gli uteri in affitto, le maternità surrogate, l’eterologa, le adozioni di coppie dello stesso sesso. E se la politica tentenna, la magistratura accelera, non applica le leggi ma le crea.

A passo di carica, come non accade per la gran parte dei processi. Ma è sempre colpa della legge che non c’è, la legge come la vogliamo noi; e allora il giudice pietoso con sensibilità sartoriale, l’inventa su misura, per l’occorrenza. Continua a leggere

Francia a lutto, passata la legge sull’intralcio all’aborto

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Inutile cercare di cambiar le carte in tavola: comunque lo si guardi, il reato d’«intralcio all’aborto» rappresenta un’evidente violazione del diritto d’opinione e della libertà d’espressione in quell’Occidente, ormai “democratico” solo a parole, non però nella sostanza. Viviamo nella società del non-senso, dove a farla da padrone è il pensiero unico, dominato da un’ideologia di morte. In questo la Francia ha giocato d’anticipo e battuto tutti sul tempo, divenendo una delle punte più avanzate del laicismo militante. Continua a leggere

La pulizia religiosa nel Sinai settentrionale

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sinaiSegnalazione del Centro Studi Federici

“Noi amiamo questa terra. Mio marito l’ha difesa contro gli attacchi dei colonizzatori israeliani nel 1973. Non meritiamo tutto questo”
 
Segnaliamo un’ulteriore documentazione sulla pulizia religiosa che si sta consumando nel Sinai, nell’indifferenza della comunità internazionale, come già denunciato dieci giorni fa: http://www.centrostudifederici.org/sinai-lesodo-dei-cristiani/
 
Il Sinai smilitarizzato consegnato all’Isis (titolo redazionale)
 “Sono ormai anni che tutti i gruppi radicali egiziani o dell’area si sono concentrati nel Sinai, che è diventato una sorta di santuario proprio perché gli accordi di pace con Israele hanno di fatto imposto una sorta di smilitarizzazione. Di questa sorta di vuoto politico e militare, formazioni prima jihadiste – in particolare Ansar Beit al-Maqdis – hanno preso di fatto il controllo; tendono a imporre quella sorta di pulizia religiosa in modo tale da far piazza pulita intorno a quello che si considera un’area di proprio ed esclusivo dominio” (prof. Renzo Guolo, docente di Sociologia dell’Islam all’Università di Pavia)

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CONTO SU UN ALTRO SACCO DI ROMA. E SO CHE NON MANCHERA’

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di Maurizio Blondet

Un amico mio omonimo scrive:

“Gregory Baum, sacerdote che oggi ha 93 anni e si è spretato, in occasione del suo ultimo libro pochi mesi fa, ha rivelato di essere omosessuale da quando aveva quarant’anni, cioè dal 1964.

Dirai: che  importa che una decrepita checca faccia outing.

Ebbene, Baum fu l’estensore della prima parte del documento conciliare Nostra Aetate, da cui parte la Nuova Rivelazione quella per cui gli ebrei non sono tenuti a convertirsi, perché, tanto, i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili [nonostante tutti i passi dell’Antico Testamento che dicono a chiare lettere il contrario] ed Israele è il popolo di Dio [checché ne dica tutto il Nuovo Testamento ed in particolare S. Paolo sul fatto che la Chiesa è il Nuovo Israele, prefigurato anche dai Profeti del Vecchio Testamento]. Continua a leggere

“Chiesa Evangelica Valdese: Bergoglio il ‘parroco del mondo’

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Segnalazione di Gianni Toffali

di Finan Di Lindisfarne

Dal sito ufficiale della Chiesa Valdese, leggiamo questo elogio al nostro Pontefice (diciamo a Bergoglio, perché non è il legittimo successore di Pietro, n.d.r.), attraverso il libro “Francesco e noi”.

(https://www.chiesavaldese.org/aria_articles.php?ref=493)

Riporto il testo completo: Continua a leggere

Hollande e i suoi fratelli

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hollandeSegnalazione del Centro Studi Federici

Massoneria, la visita di Hollande al Grande Oriente di Francia 
3 marzo 2017 – E’ avvenuta qualche giorno fa la visita di Francois Hollande alla loggia della Massoneria del Grande Oriente di Francia. A fine mandato il presidente della Repubblica francese ha stupito tutti presentandosi ufficialmente nella sede della più potente loggia massonica d’Oltralpe. La visita di omaggio alla Massoneria in Francia assume rilevanza in questo momento: nel nostro paese infatti nei giorni scorsi il Grande Oriente d’Italia ha subito il sequestro degli elenchi dei massoni di Calabria e Sicilia da parte della Commissione Antimafia. In Francia invece i massoni sono stati elogiati pubblicamente addirittura dal capo dello Stato. 
Nel discorso di Hollande ai membri del Grande Oriente di Francia, come riporta Il Tempo, il presidente francese ha chiamato i massoni “miei fratelli” e ha sottolineato che “chiunque oserà toccarvi sarà come se avesse toccato la Repubblica”. Hollande ha poi aggiunto di considerare i massoni i “garanti della laicità” e della legge del 1905 che separa la fede religiosa dallo Stato. La visita di Hollande alla loggia della Massoneria è stata resa nota dallo stesso Grande Oriente di Francia. Il Grande Maestro Christophe Habas ha introdotto il discorso del presidente della Repubblica definendo la visita un ‘evento storico’ per la Francia.

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E’ normale abolire la festa del papà per non discriminare i bimbi con due mamme?

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Festa del Papà, a Milano asilo nido la abolisce per non discriminare bimbi con due mammeFesta del Papà, a Milano asilo nido la abolisce per non discriminare bimbi con due mamme

Al posto dei lavoretti per il padre una programmazione dedicata alle diverse etnie. La decisione ha provocato le polemiche di Fdi e Lega Nord: “Attacco alla famiglia tradizionale”. L’assessore smorza i toni: “Scelta in accordo con le famiglie”. Iniziativa simile a Bologna dove sono tre le scuole che non festeggeranno la ricorrenza del 19 marzo “nel rispetto di tutte le situazioni familiari” Continua a leggere

“L’omosessualità non è normale. Tollerarla è il declino dell’Occidente”. Parola di un’atea lesbica

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di Gianpaolo Rossi

Camille Paglia è una delle più originali pensatrici del nostro tempo. Americana di origini italiane, rappresenta una delle intelligenze più libere, contraddittorie e dissacranti della cultura contemporanea.

FEMMINISTA

È femminista ma disprezza il femminismo contemporaneo che definisce “malato, indiscriminato e nevrotico” e lo rincorre con spietata ironia: “lasciare il sesso alle femministe è come andare in vacanza lasciando il tuo cane ad un impagliatore”. Continua a leggere

Verona, “Christus Rex-Traditio”, 19/03 Castagna e De Mari: “Maschio e femmina Dio li creò”

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Risultati immagini per Circolo Christus Rex-traditioCircolo Cattolico “CHRISTUS REX-TRADITIO”

A seguito delle pressioni della dittatura del gender riteniamo opportuno che sia il “Circolo Cattolico Christus Rex-Traditio” ad organizzare le due conferenze in programma a Verona, Domenica 19 Marzo, festa di San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale. 

Dato il clima surreale che si respira, soprattutto a seguito della notizia dell’indagine per presunti reati d’opinione nei confronti della nostra ospite, dott.ssa Silvana De Mari, medico chirurgo e scrittrice di fama internazionale, tradotta in tutte le lingue, trasferiamo sotto le nostre insegne la ricerca scientifica e il Magistero Perenne della Chiesa, in uno spazio a pagamento, ovvero presso la sala di Via Brunelleschi 12, in zona stadio. Precisiamo che la dottoressa, ad oggi, non ha ricevuto alcun avviso di garanzia. Perché secondo il Corrierone nazionale sarebbe indagata per istigazione all’odio razziale? Forse che la sodomia è diventata una razza? L’indottrinamento gender in alcune scuole potrebbe o non potrebbe essere considerato come un abuso sui minori?

PROGRAMMA DI DOMENICA 19 MARZO A VERONA (Sala di Via Brunelleschi,12 – zona stadio)

Conferenza pubblica ad ingresso libero

“MASCHIO E FEMMINA DIO LI CREO’ “

  • Ore 10.30 MATTEO CASTAGNA, Responsabile Nazionale di “Christus Rex-Traditio”: IL RUOLO DI S. GIUSEPPE NELLA SACRA FAMIGLIA
  • Ore 11.30 SILVANA DE MARI, medico chirurgo: IL RUOLO DEL MARITO NELL’ UNICA FAMIGLIA NATURALE

La prima parte sarà maggiormente dottrinale, ma Castagna ha, da tanti anni, abituato tutti a non essere mai scontato e ha garantito di non esserlo neppure stavolta, con una rivelazione finale che forse pochi conoscono, perché all’ establischment non fa comodo dare risalto a notizie di particolare rilevanza…La seconda parte sarà a carattere antropologico, quindi scientifico e profondamente documentato da circa 40 anni di esperienza sul campo da parte della dottoressa De Mari che spazierà dal significato di famiglia naturale col conseguente ruolo del maschio alla bioetica, all’omosessualità, alle adozioni. In un contesto, ovviamente a difesa della sacralità della vita dal concepimento alla fine naturale. (il Comune di Verona ha, da pochi giorni, bocciato il registro del testamento biologico e sono ancora in vigore le mozioni del 1995 che impegnano la città sul fronte dell’unica famiglia, formata da uomo e donna, unite nel vincolo matrimoniale per la procreazione). 

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Finisce sotto indagine la «dottoressa anti gay»

Silvana De Mari è indagata dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale

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Se vince il NO, lascio la politica! Seeeee…

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VINCE NOTutti quelli che: “Se vince il No lascio la politica” e che sono ancora lì: Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Ernesto Carbone e…

Il “cambia verso” , questa volta, vale la poltrona. Durante i mesi che hanno preceduto il referendum costituzionale del 4 dicembre, in tanti hanno promesso che avrebbero lasciato la politica se la riforma fosse stata bocciata dai cittadini. Sono volati annunci eclatanti e frasi ad effetto come “ci metto la faccia”, “si chiude bottega”, “ce ne assumiamo la responsabilità”, “non campo di politica”. E ora che quasi 20 milioni di elettori hanno bocciato senza appello il testo di riforma che porta la firma Boschi, sono ancora tutti lì. Maria Elena Boschi in primis: l’ex ministra del Governo Renzi, “madrina” delle riforme (sia quella costituzionale già cassata dai cittadini, sia la legge elettorale che potrebbe uscire dalla Corte Costituzionale rimaneggiata) è uscita da Palazzo Chigi dalla porta laterale dopo che Matteo Renzi ha rassegnato le sue dimissioni. Salvo poi rientrarci da quella principale, in qualità di sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.

Eppure fu lei, intervistata a In mezz’ora da Lucia Annunziata, a non lasciare spazio a dubbi. “Anche io lascio se Renzi se ne va: ci assumiamo insieme la responsabilità. Abbiamo creduto e lavorato insieme ad uno stesso progetto politico”. Alla cerimonia di giuramento al Quirinale della nuova (si fa per dire) squadra del governo guidato da Paolo Gentiloni, lei c’era.

Maria Elena Boschi non è l’unica a essersi rimangiata la parola. Il renziano super attivo su twitter Ernesto Carbone, a precisa domanda di Myrta Merlino, conduttrice di L’Aria che tira su La7, risponde “Sì, lascio la politica. Non si tratta di personalizzare il referendum, si tratta di essere seri. Per vent’anni abbiamo sentito quelli che ‘io avrei voluto…’ e alla fine nessuno ha mai fatto nulla. Quando tre anni fa iniziò la legislatura, il presidente Napolitano chiese tre cose: riformare la costituzione, cambiare la legge elettorale e gestire la crisi economica. Nasce questo governo con questo impegno”. E quindi, se non fosse riuscito a cambiare la Carta costituzionale “è certo che vado a casa, perché vuol dire che ho fallito: grazie a Dio non campo di politica, nella vita ho un lavoro”. A 10 giorni dall’esito del referendum, ancora non è giunta notizia di dimissioni di Carbone da deputato.

Il ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini in un’intervista a Repubblica dichiarò che, in caso di vittoria del No, “si chiude bottega”. Finisce l’esperienza del Governo e finisce anche la Legislatura, in sintesi. E invece l’ex ministro alla Cultura con Renzi è l’attuale ministro alla Cultura con Gentiloni. Non ha dovuto neanche cambiare ufficio. “Non è una minaccia, non è una personalizzazione. A me sembra una con-sta-ta-zio-ne”, sillabava a Repubblica. “Questo governo, ed è agli atti, nasce per fare le riforme. Se le riforme non si fanno chiude bottega il governo e chiude anche la legislatura, mi pare ovvio. Anche perché non stiamo scegliendo tra due riforme diverse, che è il tema più surreale usato da alcuni costituzionalisti. Stiamo scegliendo tra la riforma e niente”.

È poi il turno di Valeria Fedeli, allora vicepresidente del Senato, che sempre a L’Aria che tira, parlando di una ipotetica vittoria del No, affermò di “non essere attaccata alla poltrona”. E in effetti l’ha cambiata: è diventata ministro per l’Istruzione del Governo Gentiloni.

Infine, il premier Matteo Renzi che ha lasciato sì Palazzo Chigi ma resta ben saldo alla guida della segreteria del Pd e punta a ricandidarsi al prossimo congresso. Per tutti i mesi che hanno preceduto il referendum le dichiarazioni sul suo addio alla politica si sprecano: “Ripeto qui: se perdessi il referendum considererei conclusa la mia esperienza perché credo profondamente nel valore della dignità della cosa pubblica”, disse il 20 gennaio davanti ai senatori nell’aula di Palazzo Madama. Il 12 marzo, ai giovani aspiranti politici assetati di insegnamenti del rottamatore, Renzi si lascia andare: “Se perdiamo il referendum è doveroso trarne conseguenze, è sacrosanto non solo che il governo vada a casa ma che io consideri terminata la mia esperienza politica”.

Quando parla ai giovani, l’ex premier dà il meglio di sè: “Io ho già la mia clessidra girata. Se mi va come spero, finisco tra meno di 7 anni. Se mi va male, se perdo la sfida della credibilità o il referendum del 2016, vado via subito e non mi vedete più. Ci hanno detto che siamo attaccati alle poltrone, ma noi siamo attaccati alle idee: non c’è un leader che resta per sempre”, disse il 20 marzo al congresso dei Giovani Democratici. Ospite da Fabio Fazio l’8 maggio scorso, il segretario del Pd rincara la dose: “Se io perdo, con che faccia rimango. Ma non è che vado a casa, smetto di fare politica”, chiosava. “Non è personalizzazione ma serietà. Lo so che si aggrappano alla poltrona ma non posso fare finta di niente”, disse il rottamatore. Se ne deduce che non si ricandiderà al prossimo congresso. O no?

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L’interminabile “mangia-mangia” degli antifascisti a scoppio ritardato

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Risultati immagini per magna magna antifaSegnalazione di Raimondo Gatto

Regalo della rossa Toscana 433mila euro ai partigiani

La Regione finanzia gli istituti della Resistenza e Stazzema. L’ira del centrodestra: e i senza tetto?

La Regione Toscana ha destinato 433mila euro agli istituti storici della Resistenza e al Comune di Stazzema.

Risulta dall’estratto del verbale della seduta di giunta del 7 marzo scorso, dal quale si evince che viene assegnato il «contributo annuale» a diversi soggetti. All’istituto storico della Resistenza in Toscana vanno 181mila euro, alla federazione toscana delle associazioni antifasciste 27mila euro, all’istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea 30mila euro, all’istituto storico della Resistenza di Lucca 11.600 euro, stessa cifra destinata all’Istoreco di Livorno, all’istituto storico della Resistenza senese e quello provinciale della Resistenza di Pistoia. Diecimila euro vanno, invece, alla fondazione museo e centro documentazione della deportazione e della Resistenza Luoghi della memoria Toscana e, infine, 8.600 euro all’istituto storico della Resistenza apuana. Continua a leggere

“Adult Baby Nursery”: asili nido per adulti come segno del tramonto occidentale

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di Silvia Valerio

“Adult Baby Nursery”: asili nido per adulti come segno del tramonto occidentale

Fonte: Barbadillo

L’ultima novità è che se un bel giorno vi rompete le palle dell’ennesima litigata in ufficio o del diverbio con la morosa potete stare tranquilli. Adesso finalmente c’è un’alternativa alla corsa defatigante, allo sfogo con l’amico o alla seratina al cinema. Adesso potete contattare un numero o scrivere un’email e lasciarvi tutti i problemi del mondo alle spalle. Il giorno stabilito varcherete una soglia anonima, qualcuno vi infilerà un pannolone e finalmente per un po’ di tempo potrete fare pipì e pupù distesi, farvi imboccare di gustosi omogeneizzati, giocare a quattro zampe e vivere senza pensieri alla maniera di un fagottino di pochi mesi.

Vorrei tanto dirvi che è uno dei miei soliti quadretti lisergici partoriti in un momento di vuoto ma purtroppo no, è tutto vero, e che, vi piaccia o no l’idea di vivere come un fagottino di pochi mesi, la cosa certa è che il servizio è attivo e lavora benone. Il nome tecnico è ‘Adult Baby Nursery’, ha sedi a Roma, Milano, Verona – per essere esatti si tratta di ‘associazioni culturali’ -, dove si organizzano delle giornate in cui ci si può prenotare per vivere allegramente il proprio regresso insieme a maestre pronte e attente a tutti i bisogni – e bisognini. Organizzatissimi, gli addetti infatti propongono tra le altre cose anche il kit: due pannolini bianchi a strap, un cuccio sterile, un biberon con tettarella e un bavaglino pulito e stirato. Tutto al modico prezzo di 35+20 euro. E pare che l’impresa proceda alla grande, visto che la sede di Verona, per la data stabilita, ha fatto il tutto esaurito. Continua a leggere

La rivelazione più scioccante non è lo scandalo dello spionaggio della CIA…

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comedonchisciotte-controinformazione-alternativa-20170308_ciadi Simon Black – 10/03/2017

Fonte: Comedonchisciotte

E’ successo di nuovo – un altro scandalo di spionaggio nella terra della Libertà.

Ieri  Wikileaks ha rilasciato  8,761 documenti della CIA che rivelano in dettaglio l’atto di hackeraggio fatto dall’agenzia su telefoni intelligenti, router, computer e persino su televisori.

Questi file rivelano che la CIA può e ha violato dispositivi che dovevano essere sicuri – come iPhone, iPad e dispositivi Android.

I documenti rivelano inoltre che la CIA sta deliberatamente contaminando, con spyware, i personal computer, tra cui Windows, Mac OS / X, Solaris, Linux e altri sistemi operativi.

Stanno contaminando anche router WiFi per diffondere software che controlla le attività su Internet, ed è stato trovato anche come aggirare il software anti-virus in modo che il loro spyware non possa essere rilevato. Ma sono anche riusciti a far credere al resto del mondo,  che ci siano gli hacker russi, non la CIA,  dietro a tutto questo malware e spyware.
E’ una specie di ritorno alla vecchia Mission Impossible – “Se uno qualsiasi dei vostri agenti della Mission Impossible fosse  catturato o ucciso … daremo tutta la colpa alla Russia”.
La CIA è piuttosto senza vergogna nelle sue attività, tanto da dare nomi  – ai suoi vari programmi di hacking  come “Assassino”, “Medusa” e “Brutal Kangaroo”.

Una delle rivelazioni più inquietanti è che l’agenzia è in grado di entrare nei televisori connessi a Internet, come  il Samsung Smart TV, per mezzo di  un programma chiamato “Weeping Angel”.

Fondamentalmente la CIA può trasformare un televisore in un dispositivo di ascolto, registrando le conversazioni che avvengono nella sala e  trasmettendo l’audio a un server della CIA.

Anche se pensate che il televisore sia spento, il televisore non lo è mai.

Gli hacker della CIA sono riusciti a modificare il segnale dei tasti  ON-OFF  e ad impostare il televisore in modalità di “falso off”.

Quindi : nessun dispositivo collegato con il mondo esterno è veramente al sicuro.

E prossime pubblicazioni di Wikileaks possono dimostrare che la comunità dell’Intelligence sta hackerando gli apparecchi automatici della casa e delle automobili collegati a Internet (compreso il pilota-automatico), e le intelligenze artificiali come Alexa di Amazon.

E’ difficile stupirsi quindi se il governo sta spiando anche gli alleati e i suoi propri cittadini.

Questi sono solo gli ultimi esempi dei modelli di sorveglianza e delle violazioni costituzionali in cui è stata colta in flagranza la Comunità di Intelligence degli Stati Uniti.

Ma quello che mi sembra assolutamente più preoccupante  è la mancanza di preoccupazione della gente per la pubblicazione di questi nuovi documenti della CIA.

Ora la gente ha una aspettativa tanto bassa dal governo ed è diventata tanto abituata alle sistematiche violazioni delle loro libertà civili da parte del governo stesso , che questi scandali di spionaggio non sollevano quasi più l’ indignazione di nessuno.

Ancora più importante è  il significato che dobbiamo dare a questa mancanza di preoccupazione  sul valore della “Libertà” nella Land of the Free.  La Terra delle Libertà

Eccone un esempio-

I giovani sono tradizionalmente gli attivisti politicamente più impegnati del paese.

Ma dove sono le proteste dei tanti campus universitari che chiedono libertà e privacy?

Non sta succedendo niente.

Questo perché gli studenti universitari sono troppo occupati a protestare contro le idee di cui non vogliono nemmeno sentir parlare.

Al Middlebury College, la scorsa settimana, una piccola scuola d’arte nel Vermont, un gruppo di studenti che protestavano ha aggredito fisicamente un lettore conservatore perché si sentiva offeso dalle sue idee.

Avrebbero potuto semplicemente saltare la lezione e lasciar partecipare solo gli studenti interessati . No, hanno dovuto mostrare la loro violenta censura, sopraffacendo qualsiasi idea non conforme al loro rigido pensiero.

L’unica cosa che vogliono sentire  questi cry-bullies  sono degli apologetici uomini bianchi che si umiliano per il loro privilegio di essere bianchi.

Questa è la nuova realtà nella Terra della Libertà: la libertà si è deteriorata in qualche fantasia socialista di qualche professore che studia il gender.

Le libertà costituzionalmente garantite sono diventate irrilevanti.

Dimenticatevi della “libertà di parola”.

Ogni dissenso intellettuale che non è d’accordo con un unico intollerante punto di vista della giustizia sociale è ormai considerato  “libertà di odio”.

E il Quarto Emendamento, quello che stabilisce “il diritto del popolo ad essere sicuro nella propria persona, in casa, nei suoi documenti, negli effetti personali contro perquisizioni e sequestri ingiustificati” è diventato un lontano ricordo.

Io immagino che se un bambino, cresciuto negli anni ’80, al culmine della guerra fredda, si fosse trovato in mezzo ad uno scandalo simile, avrebbe provato un gran disgusto .

Spiare i propri cittadini e gli alleati? Questo è quello che si faceva  in Unione Sovietica!

Ma oggi, qualsiasi altra cosa  è più importante.

Bagni transgender. Mettere a tacere i discorsi di odio. Obbligare i bambini delle scuole elementari a sentirsi in colpa per il loro privilegio di essere bianchi. Il polically correct  portato ai massimi limiti. #everyone-else-but-white-people’s-lives-matter (#per tutti, eccetto per i bianchi, la vita conta).

Questi sono gli argomenti che dominano la conversazione sociale, adesso nella terra della libertà.

La Privacy non è più un valore dell’Occidente.

Dopo tutto, la gente narcisisticamente mette in mostra tutta la sua vita sui social media (come se qualcuno avesse voglia di sapere quello che c’è per cena) così  Mark Zuckerberg può vendere all’asta i nostri dati al miglior offerente.

Ed è proprio questo declino dei valori che trovo più inquietante.

Tanta gente  ha la convinzione idiota che, “se non ho nulla da nascondere, non ho nulla da temere”. Questa la logica è pericolosa, per molte ragioni.

Anche l’uso della parola ‘nascondere’ è ridicolo … come se il fatto che io non carichi foto delle mie parti basse su Instagram significhi che sto “nascondendo” qualcosa.

Tutti noi abbiamo delle cose private. E’ per questo che indossiamo i vestiti, che non parliamo dei nostri soldi in una compagnia non intima e ci preoccupiamo quando il nostro numero di previdenza sociale viene rubato.

Ma ancora più importante: se non ci importa che la CIA stia monitorando i momenti più intimi delle persone, che cosa veramente deve importarci?

Continuano a camminare sul filo, e sondano sempre più a fondo nella nostra vita e stanno avvolgendo tutto il paese in uno stato di sorveglianza orwelliana.

E non si fermano … perché siamo proprio nel bel mezzo di un crollo assoluto di tutti i valori occidentali.

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