Israele: geopolotica di una piccola grande potenza

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Segnalazione Arianna Editrice

UN PAESE IN PERENNE PACE ARMATA
LA MICCIA DI ISRAELE
E’ SEMPRE ACCESA.
A QUANDO LO SCOPPIO?

Paese relativamente giovane, dotato di dimensioni ridotte e rapporti a dir poco problematici con tutto il vicinato, lo Stato ebraico è divenuto un attore di primissimo piano, forte di altolocati agganci internazionali, un arsenale bellico di tutto rispetto e, soprattutto, una incrollabile fiducia nei propri mezzi, che ha spesso portato la leadership israeliana a giocare d’azzardo per conseguire gli obiettivi prestabiliti.

Questo libro indaga gli aspetti storici, economici, sociali e geopolitici del lungo e travagliato processo attraverso cui Israele è riuscito a imporsi come principale (se non unica) potenza dell’intera regione mediorientale.

Israele

Giacomo Gabellini

Geopolitica di una piccola, grande potenza.

Prezzo libro: € 14,50
Editore: Arianna Editrice
Collana: Un’Altra Storia
Pagine: 352
Brossura – cm 15×21

Perché esiste lo stato di Israele?
indagine sulle origini, il presente e il futuro

Gabellini getta il lettore nel mare tempestoso dei suoi scomodi argomenti, cominciando con l’impartirgli nel capitolo 1 una ruvida lezione su genesi e realizzazione del progetto sionista (e accidenti se questo non è un allegro fregarsene del politically correct…). In mezzo, altri sei capitoli eloquentemente intitolati, i contenuti dei quali sembrano lasciare ben poco spazio all’ambiguità (“La potenza militare israeliana”, “Realpolitik”, “La presa della Israel Lobby sugli Stati Uniti”, “L’alleanza sciita nel mirino di Israele”, “La ragnatela israeliana”), per finire con Energia e geopolitica, che significano petrolio, metano e nucleare da una parte, muraglie di cemento armato e fili elettrificati dall’altra: più chiaro di così…

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Su Gentiloni, Soros, Renzi…chi finanzia l’invasione africana in Italia?

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413566-995x497I potentati finanziari designano Gentiloni per proseguire l’opera di spoliazione ed invasione dell’Italia

di  Luciano Lago, Controinformazione, Dic 13, 2016

“…Il nome di Gentiloni è stato suggerito [ come sostituto di Renzi, ndr.]  dai potentati finanziari, da Bruxelles e da Washington come persona di provata fedeltà alle centrali di potere sovranazionale che dirigono il sistema Italia. […]   il “conte” (è)  un grande entusiasta della subalternità alla oligarchia europea di Bruxelles tanto da dichiarare la “necessità di consegnare ogni sovranità dello Stato Italiano a beneficio dell’Unione Europea”.

“…Gentiloni è noto per essere un fedele esecutore delle politiche dettate da Washington, tanto da ripetere a pappagallo tutti i dispacci inviati dal Dipartimento di Stato USA, senza mai discostarsi di un millimetro dalla linea di Washington: ad esempio sulla questione delle sanzioni alla Russia e sulle politiche di provocazione della NATO con le concentrazioni di truppe ed esercitazioni alle frontiere russe. Fu lo stesso Gentiloni a dichiararsi a favore dell’invio di militari italiani in Lettonia a seguito dei reparti NATO.

“Scrivevamo nel 2015: “… l’Italia, (…)  in ossequio alle direttive del Dipartimento di Stato USA, partecipa alle sanzioni contro la Siria, negando anche la fornitura di medicinali e generi di necessità alla popolazione siriana stremata da quasi 5 anni di conflitto. Lo stesso governo italiano partecipa all’embargo contro lo Yemen, per consentire alle forze degli “amici” sauditi di massacrare meglio la popolazione locale”.

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Il console russo a Venezia: «sanzioni a Mosca? Danno al Veneto»

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L’embargo Ue «non ha alcun senso». Il settore più colpito: l’agricoltura. Proteste anti-Putin? «Come in Italia»

eligio-paties

«Da diverso tempo da parte dei capitali russi è in atto una tendenza ad investire in modo importante sia nel turismo che nell’acquisto di fondi agricoli, nel Veneto e ancor più nel resto d’Italia. Ma tale tendenza ha cominciato a venir meno dopo che la Russia è stata sottoposta ad una serie di sanzioni economiche». Usa parole misurate, studiate al millimetro, Eligio Paties Montagner, console onorario di Russia per Venezia. Titolare dei Do Forni (uno dei più blasonati ristoranti della città di San Marco, da sempre ritrovo della buona borghesia della città di Marco Polo) nel suo palmares di imprenditore vanta un ricordo particolare: nel 2011, quando aveva 69 anni, il suo locale venne prescelto per sovrintendere alla preparazione del pranzo di Benedetto XVI allora in visita in Laguna.

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Quell’incontro a Palazzo Chigi tra Soros e il premier Gentiloni

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Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha ricevuto in mattinata l’imprenditore, filantropo e finanziere George Soros. Una visita su cui FI chiede conto.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha ricevuto in mattinata l’imprenditore, filantropo e finanziere George Soros.
 Una visita su cui il senatore FI Lucio Malan chiede conto. “Stupisce molto leggere che il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni – afferma – ha ricevuto oggi il multimiliardario George Soros, al pari del presidente della Repubblica Federale Tedesca che sarà fra poco a Palazzo Chigi.

Se il gaffeur e “non laureato” Di Maio tiene una lezione a Harvard

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Luigi Di Maio, dalle gaffe sul Venezuela e i congiuntivi sbagliati alla prestigiosa università statunitense

 Più volte il vicepresidente della Camera – nonché indicato da molti come candidato premier ideale per il Movimento Cinque Stelle – è inciampato in gaffe e scivoloni che lo hanno fatto finire al centro di sfottò e polemiche. Persino il presidente del Senato, Pietro Grasso, ne aveva approfittato: “Ha dimostrato di avere grosse lacune, in storia, geografia e diritto: qualche lezione sarebbe utile”, aveva detto Grasso quando il grillino lo aveva attaccato per aver criticato il pm di Catania che indaga sui legami tra Ong e scafisti.
Ciononostante, quello considerato “l’intellettuale del gruppo” da Di Battista & Co. e che per sua stessa ammissione non si è ancora laureato – “per non approfittare del suo ruolo”, assicura – è volato ad Harvard e al Mit di Boston, per tenere una “lectio magistralis” su Euro (“non siamo contrari”), populismi (“Podemos, Syriza, Front National, AfD, Ukip e gli altri sono già vecchi rispetto a noi”), democrazia diretta e futuro dei Cinque Stelle (“A settembre scegliamo candidato e squadra”). Proprio lui?

di 

Segnalazione di F. F.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/se-gaffeur-e-non-laureato-maio-tiene-lezione-harvard-1392729.html

Su don Milani e le sue rare virtù

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Su don Milani giudeo, omosessuale e probabilmente pedofilo.
Sono giorni in cui il Male emerge in maniera piuttosto visibile.
Si sapeva che prima o poi doveva arrivare, solo non era immaginabile irrompesse in modo tanto organizzato, sincrono, concertato. Né che il letargo del catto-tradizionalismo fosse a tal punto permanente da mancare anche questa occasione.

Il mondo tutto giace sotto l’abracadabra donmilaniano. La Maledizione di Barbiana non è però un affare da baciapile. Riguarda i nostri figli, riguarda il destino di questo Paese. E non solo.

La lettera del Prof. Sinagra alla Boldrini: “Lei è un corpo estraneo alla democrazia”

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Il prof. Augusto Sinagra, docente di diritto delle Comunità europee a La Sapienza di Roma, risponde alla Boldrini: “Lei è un corpo estraneo alla democrazia”

 È questo l’incipit della lettera aperta indirizzata alla presidente della Camera, Laura Boldrini, da un docente “ribelle”: il prof. Augusto Sinagra. Nome noto nel mondo accademico, sebbene si definisca da sempre un “uomo non allineato” all’establishment insegna diritto delle Comunità europee proprio a La Sapienza, una delle università più rosse della Capitale.

Ieri, nella lettera aperta affidata al web, la sua voce fuori dal coro si è sollevata in merito ai recenti fatti del Musocco di Milano, che hanno visto la Boldrini in prima linea nei panni di “giustiziera” dei “nostalgici”. Secondo la presidente della Camera, infatti, “le manifestazioni fasciste in Italia non possono essere consentite: né il 25 aprile, né in qualsiasi altro giorno dell’anno”.

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Gentiloni riceve Soros ( Cercando di non farlo sapere)

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Soros si è fatto ricevere da Gentiloni, a Palazzo Chigi. Nei giorni della polemica sulle ONG scafiste,  alcune ampiamente finanziate dal miliardario speculatore, Palazzo Chigi ha cercato di far passare la cosa sotto silenzio, non diffondendo alcun comunicato ufficiale, non confermando la   visita ai giornalisti del Tg7 che  hanno chiesto informazioni. “Gentiloni conosce Soros da tempo”, ha detto Mentana nel suo tg.

“Elvira Savino di Forza Italia annuncia addirittura un’interrogazione parlamentare sui motivi della visita di Soros a Palazzo Chigi”, ha scritto Huffington Post, “ Roberto Calderoli chiede a Gentiloni di spiegare perché abbia ricevuto “il miliardario che, attraverso le sue associazioni, è sospettato di finanziare l’immigrazione di massa dai Paesi africani verso l’Europa utilizzando l’Italia come porta di accesso”. Mi sembra il minimo dovuto: questa losca visita è uno scandalo intollerabile. Uno in più di questo Gentiloni che, non essendo eletto da nessuno, sta posizionando la politica  estera dell’Italia estremamente discutibili e contrarie all’interesse nazionale: basti ricordare il “caso Regeni” per cui ha rotto i rapporti con l’Egitto – dove non ha ancora rimandato l’ambasciatore.   Che giochi gioca Gentiloni?  Da agente straniero?  Che cosa si sono detti con Soros? Ha assicurato il miliardario che le indagini  sulle sue ONG-scafiste saranno insabbiate? Dopotutto il ministro della ‘giustizia’  Orlando aveva cercato di mettere sotto inchiesta il magistrato Zuccaro, quindi la domanda è lecita.. Tocca ancora una volta dar ragione a Salvini al Cara di Mineo:

“Gentiloni tace sui dossier dei servizi segreti relativi al business dello scafismo di Stato, per me quindi è complice. Trovo allucinante questo silenzio del Presidente del consiglio“.

Gentiloni tace con  gli italiani, ma parla e si abbocca con George Soros, il miliardario  loschissimo, in segreto.  In qualunque paese normale, uno così  verrebbe costretto le dimissioni.  Invece è solo Salvini a chiederlo,per giunta insultato e deriso dai media   mainstream  – per i  quali Soros è “un imprenditore e un filantropo”.

Fonte: http://www.maurizioblondet.it/gentiloni-riceve-soros-cercando-non-farlo-sapere/

 

Contro Giuda ricordiamoci della Bolla papale Cum nimis absurdum

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downloadIN LATINO E POI IN ITALIANO

Leges et ordinationes a iudaeis in Statu Ecclesiastico degentibus observandae Paulus episcopus servus servorum Dei, ad futuram rei memoriam.

Cum nimis absurdum et inconveniens existat ut iudaei, quos propria culpa perpetuae servituti submisit, sub praetextu quod pietas christiana illos receptet et eorum cohabitationem sustineat, christianis adeo sint ingrati, ut, eis pro gratia, contumelian reddant, et in eos, pro servitute, quam illis debent, dominatum vendicare procurent: nos, ad quorum notitiam nuper devenit eosdem iudaeos in alma Urbe nostra e nonnullis S.R.E. civitatibus, terris et locis, in id insolentiae prorupisse, ut non solum mixtim cum christianis et prope eorum ecclesias, nulla intercedente habitus distincione, cohabitare, verum etiam domos in nobilioribus civitatum, terrarum et locorum, in quibus degunt, vicis et plateis conducere, et bona stabilia comparare et possidere, ac nutrices et ancillas aliosque servientes christianos mercenarios habere, et diversa alia in ignominiam et contemptum christiani nominis perpetrare praesumant, considerantes Ecclesiam Romanam eosdem iudaeos tolerare in testimonium verae fidei christianae et ad hoc, ut ipsi, sedis Apostolicae pietate et benignate allecti, errores suos tandem recognoscant, et ad verum catholicae fidei lumen pervenire satagant, et propterea convenire ut quamdiu in eorum erroribus persistunt, effectu operis recognoscanti se servos, christianos vero liberos per Iesum Christum Deum et Dominum nostrum effectos fuisse,
iniquumque existere ut filii liberae filiis famulentur ancillae.

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Gilad Atzmon: «Come la Lobby israeliana domina la politica estera di Francia, Regno Unito e Stati Uniti».

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Gilad Atzmon: «Come la Lobby israeliana domina la politica estera di Francia, Regno Unito e Stati Uniti».
https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/12/gilad-atzmon-devo-alla-collaborazione.html

Gilad Atzmon: «Twitter si unisce alla purga sionista – Un’intervista a Jo Stowell»
https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/12/gilad-atzmon-twitter-si-unisce-alla.html

Gilad Atzmon: «Il quotidiano “Israel National News” contro Gilad Atzmon».
https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/12/gilad-atzmon-il-quotidiano-israel.html

Gilad Atzmon: «La risoluzione 2334 dell’Onu non sarebbe mica male per Israele».
https://civiumlibertas.blogspot.it/2016/12/gilad-atzmon-la-risoluzione-2334. html

Segnalazione di Federico Prati

Il piano occulto delle Ong: portarci tutti i migranti

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Risultati immagini per ongTra le nove organizzazioni non governative attive nel Mediterraneo, tre di loro hanno deciso di disertare l’invito del Parlamento e mantenere un velo di sospetto sulle loro attività. Si tratta di Jugend Rettet, Sea Watch e Sea Eye. Tutte tedesche, tutte di piccole dimensioni e con molti interrogativi per quanto riguarda i finanziamenti con cui riescono a gestire operazioni in mare da migliaia di euro al giorno.

Jugend Rettet ha sede a Berlino e a fondarla è stato un gruppo di ragazzi che per 100mila euro ha comprato il peschereccio Iuventa. Ogni missione in mare realizzata sotto un vessillo olandese costa circa 40 mila euro al mese e viene finanziata con donazioni private. La loro raccolta fondi funziona bene, visto che da ottobre 2016 ad oggi sulla piattaforma betterplace.org risulta abbiano hanno racimolato 166.232 euro. Online si trova il report annuale del 2015, in cui però vengono dichiarati appena 21.650 euro di entrate e 3.648,93 di uscite.
Troppi pochi per giustificare attività SAR in mezzo al Mediterraneo.

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Un culto di Lucifero nell’alta finanza

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Vedo che alcuni blog  italiani hanno già postato parziali traduzioni di   questo video.  Non so chi  sia quello che parla, se davvero si chiami Ronald Bernard, sia olandese, e sia come dice un professionista interno all’alta finanza. Non so se quando dice che  in quegli ambienti alti si pratica  un culto luciferino, sia vero. Non ho prove. Solo che, quando comincia a  raccontare “sono stato invitato a  partecipare a dei sacrifici…all’estero…”,  gli occhi gli si  riempiono di lacrime. “…Bambini…”. E’ davvero sconvolto al ricordo.

“Ti è stato chiesto di farlo?”, gli chiede l’intervistatore. “Sì, e io non potevo”. S’interrompe, non riesce  quasi più a parlare . Ma si sforza e continua.  Non sta mentendo, Ronald Bernard.

Quindi, traduco anch’io una parte (di 8 minuti:  l’intero video dura 40 minuti) delle confessioni di quest’uomo in cui la coscienza, come dice, “si è scongelata”.

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La vergogna della fiction Rai “Di padre in figlia”: così umiliano cinque milioni di veneti

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Rai, la vergogna della fiction Rai "Di padre in figlia": così umiliano cinque milioni di veneti

Se i veneti avevano intenzione di votare Sì al referendum sull’ autonomia, ora avranno una ragione in più per emanciparsi dallo Stato e dalle sue aziende come la Rai. In questi giorni la tv pubblica sta mandando in onda la fiction Di padre in figlia, ambientata nella Bassano del Grappa degli anni 70 e 80, una narrazione che riesce nel raro intento di raccogliere tutti i peggiori cliché sul popolo veneto: il capofamiglia, Giovanni Franza (Alessio Boni), è un arrivista disposto a tutto pur di avere successo, uomo autoritario, prepotente e fedifrago; nonché titolare di un’impresa accusata di frode fiscale e falsa esportazione; il genero di Franza è un ubriacone e manesco; le donne di famiglia sono tutte vittime di una società maschilista: alla figlia più talentuosa (Maria Teresa, interpretata da Cristiana Capotondi) il padre impedisce di fare carriera come meriterebbe; l’altra figlia, Elena, si vede tarpare a lungo il desiderio di autodeterminazione e il sogno di far la modella, fino all’abbandono liberatorio del tetto coniugale (e dei figli); la moglie di Franza subisce reiterati tradimenti dal marito, salvo poi emanciparsi da lui, tradendolo a sua volta; il riscatto femminile passa sempre dalla lotta per la legalizzazione dell’aborto e del divorzio e da una vita di eccessi, fatta di droghe e assenza di riferimenti tradizionali (è il caso dell’ altra figlia, Sofia); la donna più saggia e mite della fiction è una prostituta; la più sottomessa è una segretaria abusata sessualmente dal padre.

Profughi fanno rotta sull’Italia Ora sbarchi da record: +140%

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L’aumento registrato tra gennaio e marzo rispetto a due anni fa. Siamo l’unico Paese che non respinge. L’ Italia è nel mirino. Ancora, sempre di più. I profughi scelgono le coste italiche. Barconi stracarichi di uomini, donne, minori che traghettano fino a qui.

Risultati immagini per profughiSicilia, Sardegna, Puglia. Una vera e propria invasione, costante, quotidiana, senza misura, intollerabile. Il nostro Paese come una gigantesca spiaggia libera, eletto come meta preferita. Estate, inverno, cambia poco: ormai ogni giorno è buono per mettersi in viaggio. E tentare. Qui si arriva e si trova accoglienza. Una certezza che ormai si è cristallizzata con gli interventi delle navi delle Ong. Una rotta che non è difficile sbagliare: quella giusta porta da noi. Non in Grecia dove, secondo Frontex, il numero dei profughisbarcati è diminuito del 90% dopo l’accordo tra Ue e Turchia, non la Spagna dove i potentissimi sistemi radar e respingimenti messi in atto già dal governo socialista di Zapatero fanno la differenza e hanno di fatto azzerato gli arrivi. In Italia invece no. Il nostro di fatto è rimasto l’unico Paese accoglie invece di respingere, che apre invece di chiudere. Una porta non aperta ma spalancata. E si vede, lo dicono i numeri.Sempre più impressionanti. Un aumento del 139,86% di sbarchi tra gennaio e marzo 2017, rispetto al 2015. Nel 2016 sono arrivate 181.436 persone, il 17% in più del 2015 e il 6% in più del 2014. Il picco è stato raggiunto in ottobre con 27.384 arrivi, un record anche rispetto a qualsiasi mese degli anni precedenti.

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