Leone X li scomunicò, il Concilio di Trento pure: i Conciliari li riabilitano

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LUTERANI DEL TERZO MILLENNIO

SONO PROPRIO DUE RELIGIONI DIVERSE: QUELLA CATTOLICA, CON S.S. LEONE X LI SCOMUNICO’ E IL CONCILIO DI TRENTO NE CONDANNO’ INFALLIBILMENTE LE ERESIE. I CONCILIARI, CON BERGOGLIO, FANNO IL PERCORSO INVERSO. I CONCILIARI NON SONO CATTOLICI (N.d.R.)

Riforma: cattolici e luterani, superati pregiudizi grazie a ecumenismo

Superamento dei “pregiudizi”, “comprensione reciproca” e accordi teologici “decisivi”. Sono le “benedizioni” del percorso ecumenico intrapreso negli ultimi cinquant’anni da luterani e cattolici e a conclusione delle commemorazioni dei 500 anni della Riforma protestante

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Vaticano e Luterani: “Una benedizione la commemorazione della Riforma”

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RELIGIONE/CHIESA CONCILIARE

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Comunicato di Federazione Luterana Mondiale e Dicastero per l’Unità dei Cristiani a conclusione del 500enario. E la Santa Sede emette un francobollo con Wittenberg

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Il miracolo delle castagne

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Segnalazione di Pietro Ferrari

Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova Insorgenza Comunicato n. 88/17 del 31 ottobre 2017, Vigilia di Ognissanti 

Le castagne
Quelli erano i nostri giorni. Quando ancora non c’era la “festa della Santa Zucca”, i cristiani celebravano la festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Fedeli Defunti. In Piemonte c’era una bella tradizione: nel periodo di Ognissanti le famiglie festeggiavano con caldarroste e vino nuovo. E anche don Bosco lo voleva fare. 
Nel 1849, quando il suo Oratorio era nuovo nuovo, don Bosco portò tutti i giovani interni ed esterni dell’Oratorio al cimitero a pregare per i defunti. 
«Al ritorno, castagne per tutti!» aveva promesso don Bosco. Mamma Margherita ne aveva comperati tre sacchi, ma pensando che il figlio ne volesse solo una manciata per divertire i giovani, ne aveva messe a bollire solo poche. 
I ragazzi si stavano già accalcando alla porta della Chiesa di S. Francesco. Don Bosco si mise alla soglia per fare la distribuzione. Buzzetti versò la pentola dentro un cestello e lo teneva fra le sue braccia. Don Bosco credendo che sua madre avesse fatto cuocere tutte le castagne comperate, riempiva il berretto che ogni giovane gli sporgeva. Buzzetti, vedendo che ne dava troppe a ciascuno, gridò: «Don Bosco, se continua così, non ce n’è neanche per metà!». 
«Ma va» rispose don Bosco «ne abbiamo comperati tre sacchi». Tuttavia don Bosco, rincrescendogli diminuire le porzioni, gli disse tranquillamente: «Continuiamo fin che ce ne sarà». E continuava come prima. Finché nel canestro non vi fu più altro che la porzione per due o tre. Solo una terza parte dei giovani aveva ricevute le sue castagne, ed erano almeno 600. Alle grida di gioia successe un silenzio di ansietà, poiché i più vicini si erano accorti che il cesto era quasi vuoto. 
Che fare? Don Bosco non si sgomentò: «Le ho promesse ai giovani e non voglio mancar di parola». E riprese la distribuzione. 
Qui incominciò la meraviglia. Buzzetti era come fuori di sé. Don Bosco calava il mestolo nel canestro e lo ritraeva traboccante; mentre la quantità che rimaneva nel cesto sembrava non diminuisse. Ne ebbero tutti a sazietà. Quando Buzzetti portò il canestro in cucina vide che dentro c’era ancora una porzione, quella di don Bosco. La Madonna gli aveva tenuto la sua parte.
 
La storia 
Nacque così la castagnata. In memoria di questo prodigio don Bosco volle che si distribuissero alla sera di Ognissanti, come asserisce il canonico cav. Anfossi, le castagne lessate a tutti quelli dell’Oratorio. «Noi abbiamo esposta fedelmente questa moltiplicazione delle castagne, secondo la narrazione che ascoltammo da Giuseppe Buzzetti confermata per iscritto da Carlo Tomatis, e riconosciuta da tutti gli antichi allievi di quei tempi come autentica» (Memorie biografiche volume III, pp. 576-578).
 

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Luterano 1 e Luterano 2

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IMG-20171101-WA0015RELIGIONE/CHIESA CONCILIARE

Pubblichiamo il testo integrale della Dichiarazione comune della Conferenza episcopale italiana e della Chiesa evangelica luterana in Italia per il 500° anniversario dell’inizio della Riforma. “Riconciliarsi per annunciare il Vangelo”, questo il titolo del documento che porta la firma di mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, e del pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia. “A iniz…

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https://agensir.it/chiesa/2017/10/31/500-riforma-lutero-dichiarazione-comune-chiesa-luterana-e-cei-riconciliarsi-per-annunciare-il-vangelo/ Continua a leggere

Il Fascismo come “anti-Risorgimento”? (Parte III)

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La Contro-Rivoluzione nel ‘900: Benito Mussolini e Antonio Salazar  (Parte III)

 di Cristiano T. Gomes

Il Fascismo come “anti-Risorgimento”?

Esistono due saggi fondamentali, per comprendere la relazione tra Stato fascista e Cattolicesimo, ingiustamente trascurati dalla critica storiografica. Ci si riferisce a Nino Tripodi, “I patti lateranensi e il fascismo”, Cappelli Editore 1959 ed a quello del vaticanista G. Castelli, “La Chiesa e il fascismo”, L’Arnia 1951. Viceversa, nel corso dei decenni, ha prevalso un modello storiografico basato su testimonianze e fonti archivistiche le quali, interpretate soggettivamente ed ideologicamente, son state sistematicamente deviate per confermare la tesi preconcetta dello storico. Così si è verificato in particolare per quanto riguarda il concetto di “totalitarismo”, il quale nel dibattito politico e filosofico presente nel Regime fascista (sia si tratti della scuola di Rocco, sia di quella di Gentile), aveva un significato assolutamente antitetico a quello che lo storico contemporaneo Emilio Gentile intende dargli. Si è fatta valere l’arbitraria tesi storica posteriore, post factum, sull’evento politico, che dovrebbe essere unico oggetto di osservazione se si analizza un movimento od un regime politico. Lo stesso discorso andrebbe fatto per quanto riguarda la relazione tra Fascismo e storia italiana, il Risorgimento in particolare. In tal senso, gli studi del modernista Augusto del Noce sono stati considerati in Italia una sorta di passe partout e dunque si è imposto un modello ermeneutico che dipinge il Fascismo come un movimento laicista, continuatore del Risorgimento, antimassonico e “cattolico” per sbaglio o per mero opportunismo. Continua a leggere

Open Society: Orban schiera i servizi segreti contro le fondazioni di Soros

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Open Society nei guai: i paladini dei diritti civili pagati da Soros finiscono nel mirino dei servizi segreti magiari. Il Sole torna a sorgere a Est?

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Clamoroso: secondo il Washington Post, la campagna presidenziale di Hillary Clinton e il partito pagarono per creare il dossier

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Segnalazione di F.F.

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Il Washington Post è una fonte molto reputata, soprattutto dai Democratici USA. Inoltre, è stata ed è decisamente molto critica con Donald Trump, essendosi schierato pubblicamente per il candidato Dem nell’ultima elezione presidenziale. Per altro …

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Gioventù rimbambita: non lotta e non si arrabbia, ma si fida di web e Ue

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Un sondaggio di Repubblica dipinge il quadro di una gioventù incapace di conflittualità, ma ipnotizzata dagli idoli della postmodernità

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ABBASSO HALLOWEEN! RIPRENDIAMOCI LA FESTA DI OGNISSANTI

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di Franco Cardini

Tra le vecchie consuetudini ormai in disuso delle nostre campagne e delle nostre città c’era quella secondo la quale nella sera del 10 novembre – ai vespri della festa di san Martino cavaliere, benefattore dei poveri (a uno infreddolito, com’è noto, donò metà mantello) quindi vescovo di Tours e patrono della gente franca – i bambini andavano in giro percotendo pentole e tegami e chiedendo con rumorosa, allegra cortesia un po’ di dolci in regalo. A Venezia i bravi pasticceri fanno ancora il “cavallo di san Martino” coperto di cotognata o di cioccolato.

Era una bella tradizione. In autunno, negli ultimi giorni ancora miti – “l’estate di san Martino”, appunto – ci si preparava a svernare, non senza un ricordo per i poveri. Al santo cavaliere di Tours, appunto in onore del celebre episodio che lo aveva visto donatore generoso, erano intitolati molti ospizi; a Firenze c’era l’oratorio di san Martino – a un passo dalla “Casa di Dante”, con splendidi affreschi quattrocenteschi – dove si somministrava la carità ai “poveri vergognosi”, quelli cioè che – per esser magari caduti in povertà da posizioni di rilievo e di dignità sociale – mancavano del coraggio necessario a stender la mano. Continua a leggere

Nazionalismo, Impero e Contro-Rivoluzione nel fascismo italiano (Parte II)

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di Cristiano T. Gomes

Nazionalismo, Impero e Contro-Rivoluzione nel fascismo italiano

Jacques Ploncard D’Assac, tra i massimi teorici del pensiero controrivoluzionario, ha dedicato molti suoi studi alla questione del nazionalismo. Alla conclusione della sua ricerca egli arriva alla conclusione che il nazionalismo di fine ‘800 si è caratterizzato anzitutto come forza di resistenza al mondialismo ed all’utilitarismo massonico e liberale (cfr “Apologia della reazione”, Il Borghese 1970, p. 90). Il Ploncard D’Assac nega che il nazionalismo sia quello giacobino e contrattualistico o quello dei vari moti “risorgimentali” rivoluzionari; mentre queste forme di presunto nazionalismo si basano sulla forma della “nazione contratto”, ovvero su un illusorio volontarismo democratico-popolare che ben si accorda con l’internazionalismo massonico o socialista, il tradizionalismo controrivoluzionario oppone a tale visione quella della “nazione retaggio”. Pio XII ha differenziato il buon nazionalismo dal cattivo nazionalismo; l’ideale della “nazione retaggio” ha unificato il disegno celeste custodito dalle anime dei popoli con il progetto concreto di un popolo risiedente in un determinato territorio (cfr. “Le dottrine del nazionalismo”, Volpe editore 1966, p. 8). Continua a leggere

Lezioni forzate di antifascismo

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di Marcello Veneziani

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Ma se qualche demente vestisse di biancazzurro Cristo in croce, il presidente della repubblica, il presidente del consiglio, le prime pagine dei giornali e dei telegiornali, denuncerebbero indignati l’oltraggio blasfemo, imporrebbero la lettura negli stadi e nelle scuole del Vangelo sulla Crocifissione? Non credo. E non è un’ipotesi del tutto immaginaria, perché mille volte rockstar, [&hellip

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Un gioco per travestire Gesù/ Jesus Dress Up, perché la blasfemia non indigna come omofobia e razzismo?

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Nessuno si è stracciato le vesti. Nessuno ha chiesto letture del Vangelo nelle scuole o altro…

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Jesus Dress Up, un gioco per travestire Gesù: perché la blasfemia non indigna come omofobia e razzismo? Le ultime notizie sull’ultima trovata blasfema che circola in […]

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