Il fine dei pirati è demolire gli stati

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L’OPINIONE

Adesso Sea Watch ha calato la maschera e issato la sua vera bandiera. Quella della pirateria umanitaria.

Una pirateria che, al pari delle navi corsare al servizio degli stati nazionali del XVII secolo non agisce per fini propri, ma per soddisfare gli interessi di nuove entità sovranazionali poco disposte a metterci la faccia. A garantire la «lettera di corsa» alle navi con teschio e tibie e il soldo ai loro capitani di ventura pensavano, un tempo, Paesi come Inghilterra, Francia e Spagna interessati a bloccare i commerci del nemico senza esibire e le proprie cannoniere. Oggi la pirateria umanitaria interpretata con un tocco di romantico femminismo dalla 31enne Carola Rackete, capitana di Sea Watch, svolge esattamente la stessa funzione. La capitana Rackete che si dice in dovere di forzare il blocco «per salvare 42 naufraghi allo stremo» sa bene di mentire. E sa altrettanto bene che il suo aiuto ai quei 42 «naufraghi» sarebbe stato molto più sollecito se li avesse sbarcati in Tunisia o in qualsiasi altro porto del Mediterraneo raggiungibile durante i 15 giorni trascorsi a comiziare e far politica davanti a Lampedusa. Ma la «lettera di corsa» garantitale formalmente dall’opaca organizzazione umanitaria di cui è al soldo le richiede altro. Le richiede di approdare solo ed esclusivamente in Italia perché solo da quel ventre molle, dove l’anomalia di un esecutivo giallo-verde ostacola la compattezza dell’Unione, può iniziare lo sfondamento dei cancelli della «fortezza Europa». La missione assegnata alla capitana Carola come a tanti altri capitani mercenari è insomma quello di penetrare in Italia per scavare una breccia nelle mura dell’Europa. Ma per conto di chi? La risposta è semplice. Per ottenerla basta seguire il denaro fatto affluire nelle casse di organizzazioni umanitarie come Sea Watch. Nel XVII e XVIII secolo i corsari servivano agli stati nazionali per garantirsi il controllo dei traffici.

Sea Watch, la capitana Rackete rischia fino a 27 anni di carcere

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Ricostruzione dei fatti e possibili conseguenze. Articolo molto chiaro che dovrebbe fare luce ai germogli appassiti del nostro ambiente che dovrebbero avere meno fretta nell’esternare fregnacce e ai rosiconi di professione (n.d.r.)

Rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza a nave da guerra e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: sono i reati di cui potrebbe essere accusata la capitana della Sea Watch 3: rischia fino a 27 anni di reclusione

Una multa salata, tra i 10 e i 50 mila euro, e la confisca del mezzo.

 È quanto rischia la Sea Watch 3 ai sensi delle nuove norme previste dal decreto sicurezza-bis approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 11 giugno e già operativo, in attesa di essere convertito in legge dalle Camere. Un rischio che la “capitana” della nave ong, Carola Rackete, ha deciso di accollarsi sfidando le autorità italiane e le resistenze dell’altro “capitano” Matteo Salvini. Ma a dover preoccupare la 31enne tedesca non solo soltanto le quasi certe conseguenze economiche del suo gesto, quanto quelle penali, dato che Rackete potrebbe avere commesso alcuni reati.

Tre, per la precisione. Come scrive Repubblica, la comandante della Sea Watch 3 rischia di essere incriminata per rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Andiamo con ordine. Partiamo dalla prima ipotesi di reato, “rifiuto di obbedienza a nave da guerra”, disciplinata dall’articolo 1099 del Codice di Navigazione. Che recita: “Il comandante della nave, che nei casi previsti nell’articolo 200 non obbedisce all’ordine di una nave da guerra nazionale, è punito con la reclusione fino a due anni”.

Insomma, Rackete se la caverebbe con poco. Se non fosse che la sua decisione di forzare il blocco navale costituisce violazione anche dell’art. 1100 del Codice di Navigazione, “resistenza o violenza contro nave da guerra”. Ecco cosa prevede questa disposizione: “Il comandante o l’ufficiale della nave, che commette atti di resistenza o di violenza contro una nave da guerra nazionale, è punito con la reclusione da tre a dieci anni. La pena per coloro che sono concorsi nel reato è ridotta da un terzo alla metà”. Infine, non si può proprio scartare una terza ipotesi di reato, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, punito nei casi più gravi con la reclusione tra i cinque e i quindici anni.

Insomma, nella peggiore delle ipotesi la “capitana” potrebbe essere condannata a 27 anni di carcere. Ma si tratta solo di un’ipotesi…

fonte – http://m.ilgiornale.it/news/2019/06/27/sea-watch-la-capitana-rackete-rischia-fino-a-27-anni-di-carcere/1717468/

ONG vs Italia, è guerra: noi sappiamo da che parte stare

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La respinta dell’Aquarius qualche giorno fa ha innescato un processo inevitabile, a patto che il governo prosegua sulla linea della fermezza, s’intenda: la guerra tra il “mondo delle ONG” (ivi compresi tutti coloro che le sostengono, da giornalisti a vip di vario genere) e il governo italiano. Un governo la cui figura centrale, in questo momento, è il ministro degli Interni Matteo Salvini.

Nel frattempo le reazioni – scontate – non si sono fatte attendere. Il leader leghista è sotto il fuoco incrociato dei soliti nemici: dagli attivisti in trentino che lo bollano, guarda un po’, come razzista, passando per le ONG che pensano al più originale “fascista”, a solito Saviano e tutto il mondo che lo circonda.

A Trento gli attivisti scrivono sui muri frasi inequivocabili.

Salvini sarebbe mandante dell’omicidio di Somayla Sacko, l’immigrato ucciso qualche giorno fa. Poi la ONG olandese Mission Lifeline scrive sul suo profilo twitter testuali parole, riferendosi proprio al leader del Carroccio: “Quando i fascisti ci fanno pubblicità”.

Cosa avrebbe fatto di male questo fascistissimo, razzistissimo e cattivissimo Salvini? Niente, non ha ucciso nessuno, non ha incarcerato nessuno (anche se forse potrebbe avere titolo), niente di niente. Ha solo negato, tanto a Lifeline che a un’altra ONG olandese (Seefuchs), l’approdo in Italia.

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Carola Rackete, ong tra volontari e business. Ecco gli stipendi di chi salva i migranti

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I bilanci  grazie alle donazioni dei singoli, quasi sempre anonime, viaggiano a gonfie vele. Una parte di questi soldi servono per le spese di navigazione, altri per il personale

Roma, 27 giugno 2019 –  Diciamo che se ci fosse un film su come si salvano i migranti in mare, Carola Rackete sarebbe la protagonista perfetta per ogni genere di sceneggiatura. Il physique du rôle – ma anche la tipologia umana – è perfetto. Giovane, carina senza essere bellissima, ecologista, poliglotta, borghese, non poteva mancare pure vegana: è l’icona più classica, quasi scontata, del professionismo della bontà, dell’anima bella che vuole salvare il mondo, ovviamente a spese degli altri. Dei governi degli altri e delle tasche degli altri visto l’altissimo numero di donatori che da quando è scoppiata la crisi migratoria le ong hanno acquisito. Ma la “sbruffoncella”, che guidava le rompighiaccio al Polo nord e ha ingaggiato l’ennesimo corpo a corpo con Matteo Salvini, è diventata l’ultima Giovanna d’Arco della sinistra, è tutt’altro che una sprovveduta figlia dei fiori.

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Fonte – https://www.quotidiano.net/cronaca/carola-rakete-chi-e-stipendio-1.4666920

Ong, ecco quanto guadagna chi tifa invasione: Sea Watch, la “paga stellare” di Giorgia Linardi

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Volontari sì, ma a pagamento. È questa la condizione di buona parte degli operatori delle Ong che si occupano di immigrazione, partendo dai centri profughi per arrivare ai marinaretti che pattugliano le coste al largo della Libia per rastrellare e trasportare in Italia clandestini. Per qualcuno il cosiddetto no-profit è una pacchia, per usare una definizione cara a Matteo Salvini. Ad esempio, per i vertici delle organizzazioni più importanti. Recentemente ha fatto molto discutere lo stipendio del presidente dell’ americana Save the Children, che si mette in tasca 365 mila dollari l’ anno.

E parliamo di un’ associazione che con la sua nave – la Vos Hestia – ha collaborato a riempire l’ Italia di profughi. Un altro dirigente fortunato è quello di Care, che prende 250 mila dollari l’ anno. Belle buste paga, insomma, anche se ovviamente non per tutti va così: sui battelli si inizia a lavorare guadagnando meno di 2.000 euro al mese. Fare carriera, tuttavia, non è impossibile. Le organizzazioni in questione, però, fanno molta fatica a fornire le cifre esatte, per ragioni facilmente intuibili

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Fonte – https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13474031/ong-guadagni-volontari-invasione-immigrati-sea-watch-giorgia-linardi.amp

Sea Watch, la Ue: «Notte possibile solo dopo lo sbarco». Salvini: «Non naufraghi, ma viaggi organizzati»

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L’imbarcazione con i 42 migranti a bordo ferma davanti al porto dopo la decisione della capitana di forzare il blocco. Il ministro dell’Interno: «Non autorizzo nessuno sbarco»

È ferma davanti al porto di Lampedusa la nave Sea Watch 3 della Ong tedesca, con a bordo 42 migranti soccorsi al largo della Libia, e al centro di un nuovo braccio di ferro fra associazioni e governo italiano. La Ue ha fatto sapere che «una soluzione per ricollocare i migranti a bordo della nave, sarà possibile solo dopo che saranno sbarcati». Il commissario Dimitris Avramopoulos ha anche anticipato che «alcuni Stati stanno mostrando la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà» e ha rinnovato l’appello agli Stati membri «a mostrare solidarietà». Ma «la soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcate. Bruxelles chiede all’Italia «una soluzione rapida». «Ieri, a causa di un’emergenza, siamo entrati nelle acque italiane. La guardia costiera e la Guardia di finanza sono stati a bordo. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare.

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fonte – https://www.corriere.it/cronache/19_giugno_27/sea-watch-notte-mare-al-porto-lampedusa-salvini-in-paese-normale-ti-arrestano-3b1f5d10-989b-11e9-a7fc-0829f3644f7a.shtml

“Gesù sarebbe d’accordo con l’aborto”: Madonna si spinge ancora oltre

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La popstar Madonna ha pubblicamente dichiarato che Gesù “sarebbe d’accordo” con le donne che abortiscono.

“Gesù non rimprovererebbe le donne che abortiscono e non le condannerebbe. Anzi, sarebbe d’accordo con loro. Ne sarebbe felice”. Questo è quanto ha dichiarato la pop star di fama internazionale Madonna.

In un’intervista nel talk show australiano di Andrew Denton, la cantante “Like a Prayer” ha insistito sul fatto che – visto che Gesù era un sostenitore delle donne – sarebbe stato “perfettamente felice” dell’aborto.

Parole assurde, che sono continuate così: “Non pensi che Gesù sarebbe d’accordo sul fatto che una donna ha il diritto di scegliere cosa fare con il suo corpo?”.

A rispondere a Madonna è stato il pastore evangelista Franklin Graham, con un post su Facebook: “La pop star dice che l’Autore della Vita, Gesù Cristo, approverebbe la distruzione della vita attraverso l’aborto. È assurdo!”

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Sea Watch, Carola Rackete insiste: “Forziamo il blocco”

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…Ma non sarebbe reato o istigazione a compierlo? Nessun solerte magistrato si attiva?? (n.d.r.)

Non si arrende Carola Rackete, capitano della Sea Watch, ed è pronta a ignorare sia i divieti del governo italiano sia quelli – ben più rilevanti per chi è stato formato a pane e presunta solidarietà, noi di Oltre la Linea non li riteniamo affidabili comunque – della Corte Europea dei diritti dell’uomo.

“Forzerò il blocco a costo di perdere la nave”, dice Carola, che con il decreto sicurezza bis rischia la confisca dell’imbarcazione, oltre a una multa salata per la ONG stessa.

Nel frattempo Sea Watch lancia una campagna sui social in cui esalta il “capitano Carola” e chiede fondi per “difendere i diritti umani”.

“Se il nostro capitano Carola segue la legge del mare, che le chiede di portare le persone soccorse sulla SeaWatch 3 in un porto sicuro, potrebbe affrontare pesanti sentenze in Italia. Aiutate Carola a difendere i diritti umani, donate per la sua difesa legale”, si legge testualmente. Un atto di guerra, stavolta esplicito di chi dichiarando di voler salvare vite ha costretto per 2 settimane 42 persone a rimanere in mezzo al Mediterraneo, quando di alternative nello stesso lasso di tempo ce ne sarebbero state tante, probabilmente decine.

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fonte – https://oltrelalinea.news/2019/06/26/carola-rackete-insiste-forziamo-il-blocco/

‘No allo sbarco della Sea Watch’, ora l’Europa sta con Salvini

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Il vice premier: ‘Confermate le nostre scelte politiche, all’insegna della giustizia e del buon senso’.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo nega lo sbarco alla Sea Watch presso le coste italiane. Il pronunciamento è arrivato alcune ore fa e conferma il “no” all’approdo deciso dal governo guidato da Giuseppe Conte.

I rappresentanti della Ong olandese avevano infatti presentato ricorso alla Cedu, per ribaltare quanto stabilito dall’esecutivo giallo-verde e – in particolare – dal vice premier Matteo Salvini. Un ricorso che è stato del tutto rigettato.

“Anche la Corte Europea di Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia – ha commentato lo stesso ministro dell’Interno- . Porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna”. Secondo quanto riferito dallo stesso leader leghista, la Corte Europea avrebbe comunque chiesto al governo italiano di fornire tutta l’assistenza necessaria alle persone in situazione di vulnerabilità a causa dell’età o dello stato di salute che si trovano a bordo della nave

fonte – https://vocecontrocorrente.it/no-allo-sbarco-della-sea-watch-ora-leuropa-sta-con-salvini/

L’associazione magistrati vuole ancora comandare: chi sbaglia non deve pagare

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L’associazione magistrati vuole ancora comandare: chi sbaglia non deve pagare – di Francesco Storace

di Francesco Storace Ma quanto sono bravi quelli dell’associazione magistrati… Proprio durante la bufera che colpisce una casta intoccabile, se ne escono contro una proposta di legge giusta, che sta per essere varata dal Parlamento. La firma Enrico Costa di Forza Italia per dire basta ai mille arresti l’anno ingiustificati e senza sanzione per chi sbaglia a imprigionare Tizio o Caio. Vogliono …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2971&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2xhc3NvY2lhemlvbmUtbWFnaXN0cmF0aS12dW9sZS1hbmNvcmEtY29tYW5kYXJlLWNoaS1zYmFnbGlhLW5vbi1kZXZlLXBhZ2FyZS1kaS1mcmFuY2VzY28tc3RvcmFjZS8&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

La morte cerebrale e’ un’invenzione medico-legale – Convegno JAHLF

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  LA MORTE CEREBRALE E’ UN’INVENZIONE MEDICO-LEGALE  Queste le tesi sostenute nel Convegno internazionale JAHLF del 20-21.05.2019 a Roma
Una delle tante errate convinzioni intorno alla pratica dei trapianti è quella che, in merito ad essa ed al suo necessario presupposto teorico-pratico rappresentato dalla morte cerebrale, ci sia, all’interno della comunità scientifica, come all’interno del mondo religioso, un consenso totale e universale.
Le cose, in realtà, sono ben diverse. Numerosi sono gli scienziati, i teologi e i filosofi che, da sempre (a cominciare dagli scritti di Hans Jonas), avanzano riserve, sollevano dubbi ed esprimono ferme obiezioni e critiche decise nei confronti sia del criterio della morte cerebrale, sia nei confronti della pratica di espianto-trapianto di organi. Ma di queste voci, molte delle quali di indubbia autorevolezza, si preferisce non parlare. L’intera grancassa mediatica è infatti compattamente impegnata in una inesausta apologia della donazione degli organi e nell’esaltazione delle imprese chirurgiche attuate dalle équipes trapiantistiche. Per i perplessi, i dubbiosi e gli oppositori, sul palcoscenico mediatico non risulta esserci posto, neppure sottoforma di fugace comparsata.
Un importante tentativo di incrinare le alte muraglie che difendono le (presunte) certezze dei sostenitori dell’indiscutibilità dei trapianti di organi ha avuto luogo in questi giorni (20-21/05) a Roma, ad opera della John Paul II Academy for Human life and the Family (fondata da ex docenti dell’Accademia pontificia per la Vita), che ha dato vita ad un convegno internazionale (“La morte cerebrale”. Un’invenzione medico-legale: evidenze scientifiche e filosofiche) a cui hanno preso parte importanti scienziati, filosofi e teologi di fede cattolica, accomunati dal fermo rifiuto nei confronti della morte cerebrale.
Tutte di grosso spessore le relazioni di entrambe le giornate, vere miniere di puntuali informazioni scientifiche e di corpose argomentazioni filosofiche e teologiche.

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De Luca e Bonaccini in bilico.Ecco maxi concorsi pubblici

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Segnalazione di Antonio Amorosi

Regionali Campania e Emilia. Pd in bilico. Ma ecco i maxi concorsi pubblici

10.000 posti di lavoro in Campania e 1.300 in Emilia Romagna. A pochi mesi dalle prossime elezioni regionali partono i mega concorsi pubblici. Coincidenze…

di Antonio Amorosi x Affaritaliani

Fonte – http://www.affaritaliani.it/cronache/regionali-campania-emilia-pd-in-bilico-ma-ecco-i-maxi-concorsi-pubblici-612383.html

Gratteri sotto attacco. Chi vuole trasferirlo dalla Calabria

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Gratteri sotto attacco. A rischio. C’è chi vuole trasferirlo dalla Calabria

La ‘ndrangheta dice che è “un morto che cammina”, poi l’esposto di un importante politico e le contestazioni di una diocesi. Gratteri è a rischio trasferimento?

di Antonio Amorosi x Affaritaliani

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fonte – http://www.affaritaliani.it/cronache/gratteri-sotto-attacco-a-rischio-c-e-chi-vuole-trasferirlo-dalla-calabria-609060.html?refresh_ce

Sea Watch, “mons” Nosiglia: «Vengano da noi». Salvini: «Aiuti gli italiani poveri»

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Caro Vescovo, penso che Lei potrà destinare i soldi della Diocesi per aiutare 43 Italiani in difficoltà. Per chi non rispetta la legge i nostri porti sono chiusi”. Lo scrive su Facebook Matteo Salvini, commentando le parole di monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo del Torino, che si è dichiarato “disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato questi fratelli e sorelle al più presto, se questo può servire a risolvere il problema” della Sea Watch, ancora al largo di Lampedusa con i migranti. “Noi ci siamo”, ha detto Nosiglia.

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Fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/06/sea-watch-mons-nosiglia-vengano-da-noi-salvini-aiuti-gli-italiani-poveri/

Toti, Mara e il Mago

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Toti, Mara e il Mago

Toti e Mara, ecco la nuova coppia di conigli che il Mago Silvio Berlusconi ha tirato fuori dal cilindro per rilanciare Forza Italia. Una bella trovata, non c’è che dire, che conferma il grande estro del Prestigiatore di Lungo Corso. Perché in una mossa è riuscito ad assorbire il dissenso interno, a ridimensionare Tajani e i perdenti del giorno prima, a dare l’idea di un cambio di passo e a lanciare un messaggio double face al mondo esterno – uno a nord e l’altro a sud, uno con Toti pro Salvini & Meloni associati, l’altro di segno opposto con la Carfagna, che da tempo si distingue per posizioni liberal-radicali e femministe-politicamente corrette. A parte questo, si tratta di due figure spendibili e presentabili. Se consideriamo quanti delfini ha lanciato e bruciato Berlusconi in questi anni possiamo dire che con l’ultima rinascita siamo a Forza sei o Forza sette.

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Fonte – http://www.marcelloveneziani.com/articoli/toti-mara-e-il-mago/

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