Se l’aborto è libertà e la maternità è schiavitù…

Condividi su:

Uno dei campi di battaglia, tanto per chi difende la vita, quanto per chi la combatte è senza dubbio quello della comunicazione. Lo dimostrano i tanti manifesti che, specialmente negli ultimi anni, sia gli abortisti che i pro life affiggono per sensibilizzare la popolazione.

Da Life News ci giunge ora la notizia di un nuovo grande manifesto comparso nella piccola città texana di Waskom con su scritto: «L’aborto è libertà» e l’indirizzo del sito needabortion.org. Si noti che, per via della Giornata dell’Indipendenza, quella strada sarà molto trafficata e il manifesto potrà essere visto da molti, specialmente per far pubblicità a chi, nella confinante Louisiana, vuole abortire e non può farlo, a causa della legislazione che vieta l’aborto dopo il primo battito cardiaco.

Bel business, quindi, per le cliniche abortiste di Waskom, che moltiplicherebbero, così, il loro “lavoro” e, soprattutto, le loro entrate, sulla pelle di donne e bambini. Guardando, però, al messaggio del manifesto, sorgono spontanee alcune domande. Anzitutto, se l’aborto fosse “libertà”, la maternità cosa sarebbe, una schiavitù? E poi, l’aborto è libertà da cosa? Un figlio è forse una minaccia, qualcuno da cui dover essere liberati?

Una donna che ricorre all’aborto per le più disparate difficoltà nel tenere con sé il bambino, se non viene aiutata da nessuno, sarebbe davvero “libera” di abortire? Non è, piuttosto, “costretta” all’aborto? È “libera” di abortire una donna che non viene informata sulle gravissime conseguenze che questa pratica può arrecare alla sua salute fisica e psichica?

In ultima analisi, resta una constatazione. A differenza di un manifesto abortista, come quello di cui abbiamo parlato, che esprime un’opinione, manifesti pro life come quello di ProVita, si limitano a mostrare una verità: «Tu eri così».

E se tale verità è stata tanto calunniata è per una sola ragione: perché è scomoda.

Luca Scalise

da: Life News

fonte – https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/se-laborto-e-liberta-e-la-maternita-e-schiavitu/

Disponibile il numero 168 di Sursum Corda del giorno 7 luglio 2019

Condividi su:

Sul sito è disponibile il numero 168 (del giorno 7 luglio 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

Cliccare qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 168. La resurrezione di Lazzaro;
– Racconti miracolosi n° 85. Il demonio costretto a portare sulle spalle il Beato Angelo;
– Preghiera alla Visitazione della Vergine Maria (2.7);
– Preghiera a Santa Filomena, Vergine (5.7);
– Papa Leone XIII descrive la figura di Giordano Bruno;
– Preghiera a Papa San Leone II (3.7);
– Papa San Leone II e la condanna ad Onorio (di dom Prosper Guéranger);
– Dizionario biblico. Chi è l’Apostolo Pietro. Parte seconda ed ultima.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio . Per fare una donazione sicura e immediata  cliccare qui

VI luglio, Santa Maria Goretti

Condividi su:

La vita

1890 – 16 ottobre – Maria Goretti nasce a Corinaldo da Luigi Goretti ed Assunta Carlini. 1890 – 17 ottobre – Viene battezzata nella chiesa di S. Francesco in Corinaldo. Le sono imposti i nomi di Maria e Teresa. 1896 – 4 ottobre – Riceve la Cresima da Mons. Giulio Boschi, vescovo di Senigallia. 1896 – 12 dicembre – La famiglia Goretti lascia Corinaldo ed emigra a Colle Gianturco, vicino Paliano (FR). 1900 – febbraio – Trasferimento a Le Ferriere di Conca. 1900 – 6 maggio – Luigi Goretti muore colpito dalla malaria. 1901 – 16 giugno – Maria riceve la Prima Comunione nella chiesa di Conca, oggi Borgo Montello. 1902 – 5 luglio – ore 15,30 – Viene ferita mortalmente da Alessandro Serenelli. 1902 – 6 luglio – Muore a Nettuno a 11 anni, 8 mesi e 21 giorni, dopo aver perdonato il suo uccisore. 1902 – 8 luglio – Viene sepolta nel cimitero di Nettuno. 1935 – 31 maggio – Inizio del processo informativo di Albano. 1945 – 25 marzo – Pio XII riconosce l’autenticità del martirio di Maria Goretti. 1947 – 27 aprile – Beatificazione. 1950 – 24 giugno – È dichiarata Santa in piazza S. Pietro da papa Pio XII.

L’infanzia

Maria Goretti, terzogenita di sette figli, nacque a Corinaldo, in provincia di Ancona, il 16 ottobre 1890, da Luigi Goretti e da Assunta Carlini, poveri ma onesti e religiosi contadini, che vivevano coltivando un piccolo appezzamento di terra. Fu battezzata entro 24 ore dalla nascita nella Chiesa parrocchiale di S. Pietro con i nomi di Maria e Teresa. Madrina fu la zia Pasqualina Goretti. All’età di sei anni, il 4 ottobre 1896, nella stessa Corinaldo, insieme col fratello Angelo, ricevette la Cresima da S.E. Mons. Giulio Boschi, vescovo di Senigallia.

L’emigrazione

Col crescere della famiglia, il terreno di Corinaldo si dimostrò insufficiente a provvedere al suo sostentamento. Perciò i Goretti decisero di lasciare il loro paese, al quale erano tanto affezionati, e, verso la fine del 1896, si trasferirono a Paliano, in provincia di Frosinone, stabilendosi in località Colle Gianturco, dove presero a colonia il podere Selsi. Vi restarono circa tre anni. Dapprima lavorarono da soli; poi,durante il terzo anno, si unirono in società con Giovanni Serenelli, il quale aveva due figli: Gaspare, che presto si separò, e Alessandro. Le due famiglie dividevano lavoro e raccolto; però vivevano ognuna per conto proprio. Nel febbraio del 1900 sia i Goretti che i Serenellì da Colle Gianturco scesero a Ferriere di Conca, a circa undici chilometri da Nettuno, avendovi trovato lavoro presso il Conte Attilio Mazzolenì. Fu loro assegnata una abitazione, che aveva nel mezzo una cucina per uso comune e ai lati tre stanze per ciascuna famiglia. Vi si accedeva dalla strada con una scala in muratura, che terminava, in alto, in un pianerottolo, sul quale si apriva la porta d’ingresso. Attualmente una delle stanze dei Serenelli non esiste più, essendo stata demolita per allargare il vano centrale.

La famiglia

Luigi Goretti nato a Corinaldo il 26 febbraio 1859 morto a Le Ferriere il 6 maggio 1900 Assunta Carlini nata a Senigallia il 15 agosto 1866 morta a Corinaldo 1’8 ottobre 1954 Antonio Goretti nato a Corinaldo 30 gennaio 1887 morto a Corinaldo il 3 ottobre 1887 Angelo Goretti nato a Corinaldo il 28 agosto 1888 morto a Genova il 14 novembre 1965 Maria Goretti nata a Corinaldo il 16 ottobre 1890 morta a Nettuno il 6 luglio 1902 Mariano Goretti nato a Corinaldo il 27 gennaio 1893 morto a Pozzuoli il 12 aprile 1975 Alessandro Goretti nato a Corinaldo il 30 luglio 1895 morto in America nel 1917 Ersilia Goretti nata a Pagliano il 23 febbraio 1898 morta a Genova il 21 agosto 1981 Teresa Goretti nata a Le Ferriere il 2 febbraio 1900 morta a Porano (Orvieto) il 25 febbraio 1981

Continua a leggere

Condannato Beppe Sala: sei mesi di reclusione per il ‘sindaco arcobaleno’

Condividi su:

L’inchiesta riguarda la gestione dell’Expo, di cui fu commissario delegato dal governo.

Beppe Sala è stato condannato. Il Tribunale di Milano ha condannato il primo cittadino del capoluogo lombardo a sei mesi di reclusione nel processo in cui era imputato per falso materiale e ideologico per la presunta retrodatazione di due verbali. Le vicende riguardano l’organizzazione dell’Expo 2015, di cui Sala fu commissario nominato dal governo, prima di essere eletto nel 2016.

Per il “sindaco arcobaleno” però la pena è stata commutata in una multa di 45mila euro.  “Questa sentenza – ha commentato lo stesso Beppe Sala –  non produrrà effetti sulla mia capacita di essere sindaco di Milano. Assicuro ai milanesi che resterò a fare il sindaco per i due anni che restano del mio mandato. Di guardare avanti ora non me la sento”.

Poi la chiosa finale: “Una sentenza del genere, dopo sette anni, per un vizio di forma, allontanerà tanta gente per bene dall’occuparsi dalla cosa pubblica. I sentimenti che ho sono negativi, qui e stato processato il lavoro e io ne ho fatto tanto”.

Fonte: https://vocecontrocorrente.it/condannato-beppe-sala-sei-mesi-di-reclusione-per-il-sindaco-arcobaleno/

LA SFIDA DI PUTIN E L’ITALIA di F.S.

Condividi su:

Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

«Con l’Italia abbiamo veramente rapporti particolari…»
Vladimir Putin, Corriere della Sera 4 luglio 2019

Chi scriveva, o diceva, che il viaggio italiano del presidente della Federazione russa sarebbe stato tutto finalizzato all’incontro con il pontefice romano probabilmente non ha colto il significato di questa visita lampo. Dopo la storica intervista al FT in cui per la prima volta dopo Breznev la Russia si presenta al mondo come superpotenza ideologica globale (qui parlavo non a caso del putinismo come d’un breznevismo in salsa neo-bizantina), il presidente usa due storiche testate italiane, “Il Corriere della Sera” e “La Stampa”, per rafforzare la sua concezione di prassi politica e geopolitica in cui il destino politico italiano sembra effettivamente appartenere al grande spazio imperiale russo più di quanto taluni superficiali analisti hanno creduto.

Putin specifica che la Russia non ha mai interferito nei processi elettorali dei singoli Paesi Ue, né intende farlo, ma ricorda con forza il particolare legame storico e geopolitico con l’Italia guidata da Silvio Berlusconi (“un politico di statura mondiale”) e non nega affatto la sua predilezione per il “populismo” leghista salviniano:

«La Lega italiana e la nostra Russia Unita collaborano nell’ambito di un accordo di cooperazione. La Lega e il suo leader Salvini sono attivi sostenitori di un ripristino della piena cooperazione tra Italia e Russia; si pronunciano per una più rapida abolizione delle sanzioni anti-russe introdotte dagli Usa e dall’Ue. Qui i nostri punti di vista coincidono. Salvini ha un atteggiamento caloroso verso il nostro Paese, conosce bene la realtà russa»,

Continua a leggere

Nuovo caso sbarchi: Malta si offre, ma la ong rifiuta e punta su Lampedusa

Condividi su:

La Mediterranea stra trasportando 54 persone dell’Africa.

Non è passata nemmeno una settimana da quando la Sea Watch 3 è sbarcata a Lampedusa tra le polemiche, guidata dalla sua “capitana ribelle” Carola Rackete (prima arrestata, poi rilasciata). Ieri sera un nuovo caso si è aperto quando la nave della ong Mediterranea ha fatto sapere di essere entrata nelle acque territoriali italiane, alla ricerca di un porto sicuro. Obiettivo dell’imbarcazione – che trasporta 54 migranti – è quello di approdare anch’essa presso l’isola in provincia di Agrigento.

Ma, come accaduto in precedenza per situazioni simili, il Viminale ha già comunicato che non verrà autorizzato nessun approdo in un porto italiano. Rispondendo alle domande di Mario Giordano su Rete4, il vice premier Matteo Salvini aveva fatto sapere di essere già in contatto con il premier maltese “per definire l’accordo che permetterà alla Mediterranea di sbarcare (appunto) a Malta”. Disponibilità che poi è davvero arrivata.

A tirarsi indietro dal cambio di rotta è stata la stessa nave ong: “Per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non è in grado di affrontare la traversata verso Malta”.

Insomma, gli elementi per l’inizio di una nuova escalation ci sono tutti.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/nuovo-caso-sbarchi-malta-si-offre-ma-la-ong-dice-di-no/

L’Italia è isterica, ma la Francia è ipocrita

Condividi su:

La Francia bacchetta l’Italia per la faccenda della SeaWatch3, ma i nostri amici d’Oltralpe sono puri quanti i sepolcri imbiancati di foscoliana memoria. Certo, è il caso di dirlo, a differenza nostra, sono particolarmente abili nel celare le loro malefatte.

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.lintellettualedissidente.it/cartucce/haftar-bombardamento-tajoura-francia/

Affidi illeciti, procedura d’urgenza per commissione d’inchiesta: la battaglia della Lega dopo lo scandalo in Val d’Enza

Condividi su:

Dopo lo scandalo sugli affidi dei bambini che ha colpito la Val D’Enza a Reggio Emilia (leggi anche il servizio di approfondimento sull’inchiesta: «I trucchi per ‘rubare’ i bimbi alle famiglie. Parole distorte, abusi e disagi inventati»), i politici decidono di andare a fondo non solo della vicenda ma decidono di accendere i riflettori sull’intero sistema degli affidi e dell’operato delle case famiglie. Questa mattina il presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari, ha chiesto ed ottenuto una procedura semplificata e più veloce per l’iter che portera’ alla Commissione d’inchiesta sulle case famiglia.

Tutti i gruppi politici hanno votato a favore della proposta Lega. Ostellari, in accordo con i ministri Matteo Salvini e Lorenzo Fontana, ha sollecitato il trasferimento in sede deliberante del disegno di legge, fortemente voluto dallo stesso Fontana, per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività connesse alle comunita’ di tipo familiare che accolgono minori. L’obiettivo, ha spiegato Ostellari, «è quello di far luce su tutti i casi sospetti e garantire la massima trasparenza, protezione dei minori e controlli mirati». La procedura «deliberante» è la procedura con cui le commissioni Giustizia e Affari Costituzionali – che si sono riunite al Senato questa mattina per l’avvio dell’esame del testo – potranno chiudere l’iter già in commissione, senza passare dall’Aula, semplificando e riducendo cosi’ i tempi.

fonte – https://www.giustizianews24.it/2019/07/04/affidi-illeciti-procedura-durgenza-per-commissione-dinchiesta-la-battaglia-della-lega-dopo-lo-scandalo-in-val-denza/

Appunti sulla questione del cosiddetto «Papa eretico»

Condividi su:

Dice il Cavaliere Gaetano Moroni Romano, Secondo Aiutante di camera di Sua Santità Pio IX, nel suo maestoso «Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastica», Venezia, 1848, volume XLIX, pagine 22, 23 e 24:

«La memoria di Onorio I, dicono alcuni, sarebbe stata delle più gloriose, se egli non fosse stato un poco negligente nell’estinguere sul principio l’eresia dei Monoteliti, che riconoscevano una sola volontà in Gesù Cristo, proibendo disputarne sebbene egli riconosceva due volontà, onde qualche scrittore lo calunniò seguace dei Monoteliti, benché poco dopo il Papa Giovanni IV, del 640, nel condannare l’Ecclesi, lo purgò dalle calunnie impostegli, e che la sua dottrina fu conforme alla retta fede. A vendicare l’onore di Onorio I si adoperarono i più valenti scrittori con diverse sentenze, tutte in vero degne di lode, ma non tutte egualmente salde.

Il Cardinal Torrecremata nel De ecclesia (lib. 2, cap. 29) è di sentimento che in nulla abbia errato Onorio I; ma bensì il VI Concilio generale con errore ch’egli chiama di fatto, male interpretando le lettere pontificie a Sergio.

Il dotto Witasse (Carolo Vuitasse) nel trattato De Incarnatione (p. 293), annovera gli autori che dopo Torrecremata hanno difeso questa sentenza che egli impugna, e nota che prima di lui aveva similmente pensato Anastasio Bibliotecario, in praef. Ad Collectanea (t. III), Sirmondi (ed. E. Caleca), di cui parla Petavio, De Trinitate (lib. 7, cap. 1). A questa sentenza si oppone ancora il padre Desirant nella sua bella apologia Honorius Papa vindicatus, salva integritate Concilii VI, sive historia Monothelismi contra ultima jansenislarum effugia, Aquisgrani 1711.

Un’altra strada prese Melchior Cano, il quale crede che Onorio I, scrivendo a Sergio, errasse veramente nella fede; ma sostenne che tale errore fosse di lui come uomo privato e non come Papa. Questa sentenza è stata nel secolo passato difesa dal Tournely (De eccles., quaest. 3, art. 4) e dal Tommasini nelle Dissertazioni sopra i Concilii (dissert. 20).

Alberto Pighi, i Cardinali Baronio e Roberto Bellarmino, il Boucat ed un altro francese, che su tale argomento diede alla luce nel 1738 la dissertazione: Examen exact ed detallé du fait d’Honorius, negano che Onorio I sia stato condannato dal VI Concilio; quindi vogliono che guasti (manomessi, ndR) siano stati gli atti di quel Concilio, e che contro la mente dei padri invece di Theodori sia stato intruso il nome di Honorii, forse da Teodoro medesimo. Ma i maggiori uomini che hanno scritto di questo argomento, Cristiano Lupo, Garnier, Natale Alessandro, Antonio Pagi, de Marca, Tamagnini, hanno provato e ricevuto come veri e sinceri gli atti del VI Sinodo, dei quali compose una dissertazione apologetica Conbefis.

Continua a leggere

Francesca, la “Carola italiana” condannata in Francia

Condividi su:

Si chiama Francesca Peirotti ed è stata definita da alcuni la “Carola Rackete italiana”. Come spiega il prof. Marco Gervasoni sul sito di Nicola Porro, Francesca Peirotti è una simil Carola: 31 anni, poliglotta, studi internazionali, legami con Ong. Ed è stata condannata a sei mesi di prigione dai giudici francesi per avere introdotto dalla frontiera di Ventimiglia in Francia alcuni clandestini. Lo stesso reato di cui è accusata Carola.

Se di Francesca nessuno s’interessa

Politicamente corretta, legata alle Ong e al partito internazionale dell’Open Border. Una visione del mondo che, almeno da queste parti, abbiamo sempre contestato e duramente criticato. Francesca, però, ha un problema: è italiana ed è stata dimenticata da tutti, in modo particolare da quelli che la pensano come lei e dovrebbero difenderla da una condanna molto dura. E invece nulla: avete sentito i parlamentari del Pd parlare di lei? No.

Pur non avendo quindi alcuna simpatia per le simil Carola, scrive Marco Gervasoni, «dobbiamo denunciare i pesi e le misure diverse applicate nei due casi, visto che l’unica differenza tra Francesca e Carola è che la prima è italiana e la seconda è tedesca (e Francesca non ha speronato nessuno, e non ha portato immigrati da fuori, perché già stavano nello spazio Ue)».

Francesca, la “Carola italiana” lasciata sola in carcereNel caso di Francesca, però, «nessun sostegno da parte di media internazionali, nessuna manifestazione contro Macron, nessuna presa di posizione di parlamentari piddini, e nessun appello strappalacrime (neanche un video da telefono) della solita compagnia di giro savianesca» osserva il professore. «Nessuna parola, purtroppo, neppure da parte dalle nostre autorità. Mentre nel caso di Carola si sono messi presidente e ministro degli esteri tedesco, ministro degli interni francesi, e molto altro. Per un reato ben meno grave di quello di cui è accusata Carola, Francesca ha subito una dura condanna e, avendo scelto la strada del ricorso, rischia di essere colpita da una pena ancora più dura».

fonte – https://oltrelalinea.news/2019/07/04/francesca-la-carola-italiana-condannata-in-francia/

DEL SANGUE PREZIOSISIMO DI GESÙ CRISTO

Condividi su:

DEL SANGUE PREZIOSISIMO DI GESÙ CRISTO

Longino, soldato romano della provincia d’Isauria, presente alla morte di Cristo, lo ferì con una lancia nel Costato, e da questa ferita ne scaturì Sangue ed Acqua. Convertito per questo miracolo, raccolse con una spugna quanto più potè di quell’umore divino, e lo portò a Mantova l’anno di Cristo 36, ove si recò per predicarvi, come primo apostolo, il Vangelo. Ivi perseguitato dal Prefetto Ottavio, per cui ordine fu poi decollato il 2 dicembre dell’anno susseguente, che era il ventesimoprimo del regno di Tiberio, pensò a mettere in sicuro la gran Reliquia che aveva seco portato, nascondendola sotto terra in quel luogo ove adesso si ammira la Chiesa oltremodo magnifica di S. Andrea. Al tempo di Carlo Magno, nell’anno 804, per celeste rivelazione, venne a scoprirsi il preziosissimo deposito lasciatovi da Longino. Il fatto fu così strepitoso, che il Papa Leone III si recò personalmente sul posto: ed accertatosi della verità, ne portò in dono una particella all’Imperatore. Nel 925, per paura degli Ungari che devastavano l’Italia, i Mantovani sotterrarono il detto preziosissimo Sangue, parte in S. Andrea, e parte in S. Paolo, che era allora la Chiesa Cattedrale. Nel 1053, Enrico III Imperatore, venuto apposta a Mantova, adorò questo preziosissimo Sangue, e presone un poco, che portò in Boemia, fece murar sotterra il rimanente, temendosi ancora l’invasione dei barbari che di continuo infestavano l’Italia. Nel 1084, per rivelazione fatta dall’Apostolo S. Andrea al B. Adalberto, fu nuovamente ritrovato il divino deposito: e pei grandi miracoli che ne seguirono, venne a Mantova il Papa Leone IX, e approvata la pubblica credenza, non che il culto supremo che si prestava a quell’insigne Reliquia, ne portò una particella in Roma, ove si mostra tutt’ora. Nel 1298, Bardellone Bonacolsi, reggendo Mantova, fece aprire il luogo ov’era nascosto detto Santissimo Sangue, e lo fece portare processionalmente per tutta la città con grandissima festa, poi lo rinserrò come prima.

Continua a leggere

Scandalo Bibbiano. Meluzzi: «Mostruso e diabolico. Si vuole colpire la famiglia naturale»

Condividi su:

Continua a tenere banco lo scandalo emerso a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, dove è stata scoperta una fitta rete di violenze, abusi e stratagemmi per togliere dei bambini alle loro famiglie e darli in affido ad altre coppie, con lo scopo di gestire un giro di affari di migliaia di euro.

Una vicenda che sta facendo trapelare sempre più dettagli raccapriccianti, che avranno sicuramente delle pesanti ripercussioni legali e giudiziarie. Le conseguenze più pesanti, però, saranno quelle di cui saranno vittima proprio i minori, letteralmente strappati con l’inganno alle loro famiglie e alla loro infanzia, come ha spiegato lo psichiatra, scrittore e opinionista Alessandro Meluzzi intervistato da Pro Vita & Famiglia.

Quali traumi e conseguenze potranno avere questi bambini anche dopo la scoperta  di quanto accaduto?

«Ci sono e ci saranno delle conseguenze assolutamente drammatiche per questi bambini, ma anche in generale perché qui c’è un vero e proprio complotto per colpire la famiglia naturale. In particolare per portare via bambini di famiglie povere e darli a comunità, case-famiglia dove poi vengono erogati fino a 400 euro al giorno per ogni minore, oppure a coppie benestanti, se possibile omogenitoriali. È un qualcosa che ha il sapore del mostruoso, del diabolico e non ci sono altri aggettivi per definirlo».

I responsabili hanno anche loro dei dolori, dei traumi, delle devianze?

«Alla luce di quello che è emerso dalla stampa e da ciò che viene raccontato sembra che una parte di questi terapeuti e questi professionisti venisse da storie di abusi infantili. Possiamo dire quindi che c’è la trasmissione di un virus di sofferenza che diventa poi un elemento di esaltazione. Anche in questo aspetto, quindi, c’è qualcosa di patologico».

Continua a leggere

Ora è ufficiale: niente procedura d’infrazione all’Italia

Condividi su:

L’AMMAZZAGUFI

Moscovici: “Con il pacchetto da 0,42% del Pil, che equivale a 7,6 mld, l’Italia rispetta il patto di stabilità nel 2019”. Cosi l’Ue chiude il dossier procedura

“Grazie al pacchetto, il governo italiano soddisfa le nostre richieste con una correzione di 7,6 miliardi che corrisponde allo 0,42% del Pil. L’Italia rispetta le regole del patto di stabilità nel 2019. Pacchetto che realizza lo stesso sforzo previsto a dicembre ma senza crescita”.  Come atteso, la Commissione europea ha deciso di non chiedere all’Ecofin l’apertura della procedura per deficit eccessivo basata sul debito a carico dell’Italia. Una decisione che arriva dopo che anche i capi di gabinetto dei commissari europei hanno concordato che non sarà chiesto all’Ecofin di avviare le sanzioni contro l’Italia.

‘La procedura per debito a carico dell’Italia non è più a questo stadio giustificata e credo che l’Eurogruppo concordera”, ha annunciato il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici aggiungendo che il governo “ha preso misure sostanziali in relazione allo scarto di deficit nel 2018 e nel 2019, anno in cui rispetterà le regole del patto di stabilità”.

Nella lettera del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Giovanni Tria alla Commissione europea, l’Italia offre l’impegno a un miglioramento strutturale del deficit nel 2020 compatibile con le regole del Patto di stabilità. Tuttavia – secondo quanto apprende l’Ansa – non vi sarebbe indicazione di cifre o obiettivi numerici per il prossimo anno.

Continua a leggere

Carola, i magistrati dell’Anm contro Salvini: «Con le sue critiche alimenta un clima d’odio»

Condividi su:

 Secondo noi, ma riteniamo che molti italiani la pensino allo stesso modo, sono certe sentenze, come quella sulla “piratessa”, ad alimentare un clima d’odio e sfiducia verso le Istituzioni (n.d.r.)

«Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale. Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia?», aveva detto ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando la decisione del gip di Agrigento di liberare la Capitana Carola Rackete e invocando una riforma della giustizia in tempi brevi.

Parole che non sono piaciute all’Associazione Nazionale Magistrati secondo cui, “ancora una volta, commenti sprezzanti verso una decisione giudiziaria, disancorati da qualsiasi riferimento ai suoi contenuti tecnico-giuridici, che rischiano di alimentare un clima di odio e di avversione, come dimostrato dai numerosi post contenenti insulti e minacce nei confronti del Gip di Agrigento pubblicati nelle ultime ore”, dopo che non è stato convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch, escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra. «Quando un provvedimento risulta sgradito al ministro dell’Interno – spiega con una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm

LEGGI TUTTO

fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/07/carola-i-magistrati-dellanm-contro-salvini-con-le-sue-critiche-alimenta-un-clima-dodio/

Ue: nessuna procedura per il debito italiano

Condividi su:

E’ stato deciso di non raccomandare di avviare una procedura d’infrazione per il debito eccessivo nei confronti dell’Italia. Però la decisione definitiva sarà presa il 9 luglio.

Secondo quanto si apprende la Commissione europea avrebbe preso la decisione di non raccomandare all’Ecofin di avviare una procedura d’infrazione contro l’Italia.

L’ultima parola spetta al Consiglio di Economia e Finanza composto dai Ministri dell’Economia e Finanza degli Stati membri (ECOFIN) che si riunirà il prossimo 9 luglio, quando dovremo avere delle informazioni più chiare se l’Italia dovrà pagare o meno la maxi multa.

Continua a leggere

3 luglio SAN LEONE II Papa

Condividi su:

Leone II, Leone III e Leone IV, papi, santi, i loro resti, ritrovati nel 1580 furono, il 27 maggio del 1607, collocati all’altare della Madonna della Clemenza a S. Pietro in Vaticano. Prima erano, per volere di Pasquale II, nell’oratorio e altare dedicato a S. Leone I papa.

Leone II, Siciliano, fu sulla sedia di Pietro dal 17 agosto 682 al 3 luglio 683. M.R.: “3 luglio – A Roma il natale di san Leone secondo, Papa e Confessore, il quale nel primo anno del suo Pontificato, pieno di meriti, volò al cielo.”

[Tratto dall’opera «Reliquie Insigni e “Corpi Santi” a Roma»di Giovanni Sicari]

Secondo alcune fonti, i Santi Papi Agatone e Leone II erano siciliani. Secondo altri erano invece del Cicolano. Questo territorio, e cioè la valle del Salto, è la parte più orientale della Provincia di Rieti. Il Cicolano che fino al 1927 faceva parte dell’Abruzzo, nell’antichità era abitato dal popolo degli Equicoli, parenti degli Equi. San Leone II, figlio di un medico di nome Paolo, sarebbe originario della piccola città di Cedella (oggi Civitella di Pescorocchiano) “in un cantone dell’Abruzzo Ulteriore, chiamata la Valle di Sicilia; ed è perciò che dalla maggior parte degli scrittori è creduto siciliano di nascita” (RICHARD-GIRAUD; Biblioteca Sacra ovvero Dizionario universale delle scienze ecclesiastiche, riportato nel II vol. Dell’Abruzzo-Aquilano Santo, 378-9).

Continua a leggere

1 199 200 201 202 203 204 205 863