La gloriosa storia del Forlanini di Roma: il più grande ospedale al mondo dedicato esclusivamente alle malattie polmonari

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In questi giorni è tornato al centro deldibattito politico l’ospedale romano “Carlo Forlanini”, dedicato al grande medico inventore del pneumotorace, tecnica che salvò moltissimi tubercolotici.

Senza entrare nel merito della questione, vale la pena conoscere che genere di straordinaria opera pubblica fu questo ospedale, la più grande struttura al mondo dedicata esclusivamente alla cura delle malattie polmonari. Fino al 1950, anno in cui fu messo a punto il primo antibiotico efficace sul  Mycobacterium tubercolosis complex, tale malattia era un vero flagello, paragonabile a quello che potrebbe essere, oggi, il cancro.

Dopo la Grande Guerra, col ritorno dei soldati dalle trincee, la situazione sanitaria italiana si era particolarmente aggravata, così, dal 1923, lo Stato promulgò una serie di decreti e iniziative per contrastare l’avanzata della malattia riscuotendo significativi risultati, tanto che, già nel 1931, l’Istat dell’epoca avrebbe registrato una diminuzione dei malati di quasi di un terzo.

1. Alla vigilia della Seconda guerra mondiale,  potevano contarsi 94 Dispensari Antitubercolari Provinciali e 419 Sezioni Dispensariali distribuiti sull’intero territorio nazionale. Dal 1925, il professor Eugenio Morelli aveva promosso l’edificazione di una catena di sanatori provinciali per curare e isolare i malati in modo che non contagiassero le persone sane. Enormi erano, infatti, le ripercussioni sociali ed economiche della Tbc che falcidiava gli operai delle fabbriche e comportava anche gravi spese per l’erario a causa delle assicurazioni che tutelavano le famiglie dei malati.

Fu così che la stessa “Confederazione fascista degli industriali” stanziò un contributo iniziale di ben 3 milioni di lire per la costruzione, a Roma, di una grandioso sanatorio affidato agli ingegneri Ugo Giovannozzi, per la parte artistica, e a Giulio Marconigi e Ferdinando Poggi per la parte tecnica.

2. In soli quattro anni, dal 1930 al ’34, fu realizzata, in un complesso di 280.000 mq, una sorta di “astronave” con planimetria a ferro di cavallo, unica in Italia, che assicurava aria e luce per le camere dei circa 2000 degenti previsti (che in certi periodi arrivarono al numero record di 4000). Le stanze erano collegate fra loro da una lunghissima balconata sulla quale si poteva passeggiare, prendendo aria e sole. Lungo i viali (illuminati di notte) erano state piantate migliaia di alberi ad alto fusto tra i quali diverse essenze esotiche che imbalsamavano l’aria. Dal Ginkgo Biloba a rare specie di palma, secondo diversi naturalisti il parco del Forlanini costituisce ancor oggi un palinsesto storico-botanico di altissimo pregio.

3. Il Sanatorio, inizialmente intitolato a Benito Mussolini e poi a Carlo Forlanini, era stato costruito in base ai criteri terapeutici dell’epoca che prevedevano per la cura della Tbc soprattutto rimedi empirici, come la salubrità dell’aria, l’esposizione alla luce solare (in base ai principi dell’elioterapia), la spaziosità degli ambienti e la ricchezza dell’alimentazione, radicalmente imperniata sulle proteine animali. I medicinali somministrati erano soprattutto a base di calcio e di estratti epatici, ma per lo più, nella lotta disperata contro questo morbo, si cercava di puntare al benessere del malato in tutte le sue forme, materiali, spirituali e psicologiche.

4. Lo sforzo logistico per il nutrimento dei malati era impressionante, basti pensare alle cucine. Ve ne erano sei; quella centrale era la più grande e moderna del mondo: immensa, di circa 1800 mq, maiolicata, con attrezzature di prim’ordine, dotata di 6 grandi fuochi, 7 tavole calde a vapore, 2 pentoloni per la bollitura del latte da 1000 l ciascuno.  La cucina disponeva di varie colonne aerotermiche che potevano espellere 30.00 metri cubi di fumi provenienti dalla cottura del cibo giornaliero che ammontava a circa 600 k di pasta, 200 kg di verdure, 100 kg di carne.

5. Uno dei ritrovati più moderni era il trasporto dei materiali (fossero biancheria, merci, strumenti, cibo) che avveniva per mezzo di una fitta rete di carrelli a cremagliera coordinati da un sistema a bottoneria: come una sorta di trenini elettrici, smistavano il necessario lungo un percorso di 3 km. Si poteva controllare su dei pannelli luminosi la posizione dei carrelli all’interno dell’ospedale.

Automatizzato e avanzatissimo era anche il sistema di ricerca del personale, all’interno del quale si contavano, all’inaugurazione dell’ospedale, 100 medici, 17 tecnici, 30 caposala, 82 infermiere e altri 900 fra cuochi, giardinieri, elettricisti, falegnami, artigiani, operai e guardie armate.

Un complesso sistema cercapersone aveva disseminato più di 40  segnalatori ottici all’interno della struttura: si trattava di una specie di “semafori” a quattro colori, dotati di campanelli che servivano a convocare il tipo di personale ove fosse richiesto.

6. In questi giorni di crisi l’Istituto Luce ha messo gratuitamente a disposizione del pubblico i propri archivi. Riportiamo uno dei cinegiornali dell’epoca che mostra alcune preziose immagini dell’organizzazione interna:

7. Il complesso era poi dotato di 2 teatri, un cinema, un’aula magna, campi di bocce, biliardi,  centrale termica, scuole per bambini, emittente radiofonica, barbiere, parrucchiere, refettori, cantine per vino, canile, etc.

Una particolare attenzione era dedicata al conforto spirituale dei degenti con 2 chiese, tra cui quella del Santissimo Crocifisso, che conserva le reliquie di San Giuseppe Moscati, medico dei poveri dei primi del secolo. Il personale religioso contava 9 cappellani, 15 suore, 20 suore-infermiere. Ogni camera recava appesi due crocifissi e ogni letto era dotato di cuffie che consentivano di ascoltare la Messa.

Questi dispositivi, allora di grande novità, trasmettevano però anche la musica dell’epoca, da Rabagliati, a Carlo Buti, al Trio Lescano e, ancora, registrazioni di precettistica sanitaria, notiziari, fino, naturalmente, ai discorsi del Duce.

8. Tutto il complesso è di notevolissimo interesse storico e culturale: in tal senso si è espresso il Mibact nel 2017. Ancora conservato, ma a serio rischio, lo straordinario Museo Anatomico, con più di 2000 reperti allestiti per volontà del prof. Morelli su 1200 metri quadrati.

Negli ampi atri posti all’ingresso, spiccano per pregio i bassorilievi di Arrigo Minerbi – lo scultore amico di Gabriele D’Annunzio – ch illustrano scene di lavoro e di vita familiare. Le architetture sono così scenografiche che spesso sono state scelte come location per documentari e film.

9. Infine, persino nel sottosuolo, il Forlanini nasconde pregi insospettati. Il sanatorio fu costruito con il tufo ricavato dal luogo stesso; quest’opera di scavo ricavò un sotterraneo alto circa 10 m che venne utilizzato sia come deposito dei viveri, sia come rifugio antiaereo durante la guerra.  L’ambiente venne presto invaso da acqua di falda, potabilissima e paragonabile, per purezza, a quella di un lago appenninico. Fin da subito venne utilizzata per l’alimentazione idrica della struttura, poi, nel corso dei decenni fu destinata all’irrigazione del parco. Parrebbe, inoltre, che il lago sia collegato direttamente al Tevere.

10. Alla costruzione del Forlanini a Roma, succedette il sanatorio “Principe di Piemonte a Napoli (1938, oggi ospedale Monaldi), il Villaggio sanatoriale di Sondalo (1938) in Valtellina. Quest’ultimo è al centro di una petizione per evitarne la chiusura. Si tratta, in genere, di grandi strutture importanti da mantenere, ma collocate in posizioni strategiche. Restano, in ogni caso, testimonianze storiche importanti dell’impegno con cui il nostro Paese affrontò una piaga sociale che oggi, purtroppo si ripresenta sotto altre forme.

Andrea Cionci

DA

https://www.lastampa.it/salute/2020/04/06/news/la-gloriosa-storia-del-forlanini-di-roma-il-piu-grande-ospedale-al-mondo-dedicato-esclusivamente-alle-malattie-polmonari-1.38631054

E se facessimo i “Patria Bond”?

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Questo il suggerimento dell’Ammiraglio Nicola De Felice per fronteggiare la situazione ridando fiato all’economia, senza cadere nella trappola del MES

TEMPO DI LETTURA: 7 MINUTI

Abbiamo visto ieri quali sarebbero state le procedure corrette di allarme e di reazione che il governo avrebbe dovuto mettere in atto per affrontare quella che è, a tuti gli effetti, una guerra. Così non è stato e le conseguenze sono evidenti a tutti in termini di caos, sia nella gestione dell’emergenza sanitaria sia, adesso anche, di quella economica.

Abbiamo quindi rivolto qualche domanda all’ammiraglio Nicola De Felice la cui indiscussa esperienza in ambito internazionale maturata ricoprendo i più alti incarichi nella Marina Militare e nello Stato Maggiore della Difesa ci aiuterà a capire qualche cosa in più.

Quando abbiamo avuto bisogno di aiuto, l’Unione Europea si è voltata dall’altra parte e ci sono venuti in soccorso cubani, cinesi, russi e albanesi… Come è possibile?

«Veramente un bel gesto di concreta solidarietà da chi magari non ti aspetti e una grande lezione all’Unione Europea che, come in altre occasioni, rimane impantanata nei suoi nodi strutturali irrisolti, con i soliti che vogliono dettar legge a scapito di tutti gli altri. Una UE pachidermica, lenta e indecisa, che neanche nell’emergenza sa prendere decisioni importanti. Ho personalmente grande stima del popolo russo, dopo la loro solidarietà è arrivata anche quella di altri Paesi dell’Europa (come la Polonia), che si sono dimostrati più volte vicine a noi con fraterna solidarietà. La Commissione Europea e il Consiglio d’Europa, invece, sono due strutture lontane dalla gente e il loro modo di operare continua ad allontanarli sempre di più».

Eppure, uno dei maggiori quotidiani italiani, “La Stampa”, non ha avuto parole gentili nei confronti dell’aiuto russo, che è stato fatto oggetto di una severa critica… la cosa ha assunto con il tempo una rilevanza diplomatica…

«Si ho letto e francamente non mi so dare una spiegazione. Un articolo che tentava di mettere in cattiva luce l’azione di solidarietà della Russia nei nostri confronti, cercando di far passare messaggi oscuri e francamente molto opinabili. Quando c’è un’emergenza come quella che stiamo vivendo, si mettono in campo esperti di ogni tipo, anche militare e anche in materie che possono in qualche modo dare un grosso contributo di idee e di esperienza. Non c’è da stupirsi se ci sono esperti militari russi di guerra chimico-batteriologica, li abbiamo messi in campo anche noi, facendoli arrivare dalla nostra Scuola militare di Rieti, che si occupa proprio di questo aspetto.
I russi hanno fatto e stanno facendo un gran lavoro, portando tutta la loro esperienza e un gran quantitativo di materiale logistico. È chiaro che hanno avuto bisogno di un periodo di ambientamento, anche il coordinamento con tutta la macchina di aiuti avviene dopo qualche giorno. La migliore risposta alle critiche del quotidiano torinese, l’hanno fornita i tantissimi messaggi di ringraziamento che i cittadini delle località impattate dall’intervento russo, hanno espresso sui social».

Recentemente, l’ex ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha dichiarato che Orban, premier ungherese, dovrebbe essere portato davanti alla Corte di Giustizia Europea e che l’Italia non dovrebbe indugiare nell’accettare il MES, cosa pensa?

«Io da una persona come Emma Bonino, che si è fatta finanziare da Soros, non posso che aspettarmi battute del genere. Nelle sue dichiarazioni segue una strategia che non va di sicuro a vantaggio degli italiani. Orban è stato democraticamente eletto dal popolo ungherese e i pieni poteri, in questo periodo di emergenza, gli sono stati concessi da un parlamento regolarmente eletto e nel pieno delle sue facoltà, quindi, di cosa parliamo?

Se proprio vogliano vedere, il nostro primo ministro, Conte, non è stato eletto da nessuno, eppure ha esercitato pieni poteri, limitando anche libertà costituzionali, senza che questi poteri fossero legittimati da un passaggio parlamentare…

Su Orban va ricordato che anche nella costituzione dell’antica Repubblica Romana si faceva ricorso all’assunzione dei pieni poteri di una magistratura straordinaria, quale era la dittatura, solo in casi straordinari, quali la necessità di combattere particolari pericoli. Tale magistratura, nominata con il consenso del Senato, durava in carica fino a quando non avesse svolto i compiti per i quali era stato nominato.

Del MES cosa pensa?

Per evitare la trappola del MES, ci potrebbe essere una vecchia, ma sempre valida, soluzione… Si potrebbe agire in autonomia, emettendo dei titoli di Stato straordinari (perché il momento è straordinario) come in altre occasioni storiche di emergenza. È già successo nel 1907, nel 1918 e nel 1929 durante la grande crisi. Al quel tempo si parlava di Buoni di Guerra, oggi si dovrebbe parlare di PatriaBond o di ItaliaBond…».

Ci spieghi…

«Mentre gli Eurobond sono vincolati a progetti e finanziati solo per investimenti dalla scarsa cassa del Fondo Europeo per gli Investimenti, con scadenze a breve e medio termine, i PatriaBond potrebbero essere garantiti dalla Banca d’Italia con tempi illimitati. Ritengo vincente l’idea di un’emissione straordinaria di buoni del Tesoro destinati agli imprenditori, alle famiglie e agli investitori italiani, con delle fiscalità vantaggiose, con incentivi, aiuti economici e crediti per chi li sottoscriverà.
Come i titoli emessi durante il 1900, per gravi eventi mondiali, con un periodo di ammortamento di 40/50 anni. Da emettere a un valore di 75 centesimi per ogni euro di valore nominale, venendo rimborsati alla pari in tempi lunghi, con il tasso di interesse favorevole al compratore. I tagli disponibili potrebbero essere molto vari a partire da 25€, fino a 10.000€, e non trasferibili. La BCE potrebbe sottoscrivere centinaia di miliardi di titoli di Stato italiani. Eviteremo la patrimoniale e non si metterebbero a rischio i risparmi, il lavoro, le pensioni, le opere d’arte, i monumenti, gli ospedali, i porti o gli aeroporti degli italiani. Il debito pubblico salirà, ma siamo in emergenza».

Dietro gli articoli anti-russi de La Stampa c’è lo zampino dei servizi segreti britannici?

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Roma, 4 apr – Nel precedente articolo “La dura (e minacciosa) risposta dei russi a La Stampa: ‘Da voi fake news russofobiche’”, Il Primato Nazionale ha documentato la dura e, per alcuni versi, minacciosa reazione del generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, indirizzata a Jacopo Iacoboni, giornalista de La Stampa. La risposta russa agli articoli di Iacoboni, che parlavano di interessi del Cremlino diversi da quelli umanitari in merito all’invio in Italia di medici militari esperti di virus patogeni e attrezzature sanitarie (15 aerei Ilyushin 76), ha sollevato un polverone mediatico. Questo ha causato una levata di scudi di diversi esponenti del Partito Democratico e di Beppe Giulietti, presidente del sindacato unico dei giornalisti (FNSI), che hanno chiesto l’immediata convocazione dell’Ambasciatore russo in Italia. Per questo motivo, è stato logico chiedersi il motivo di una così prepotente reazione di Igor Konashenkov.

Jacopo Iacoboni e i think tank finanziati dai governi stranieri

Come avevamo precedentemente scritto, Jacopo Iacoboni è un collaboratore del think tank americano Atlantic Council, il cui scopo è “promuovere la leadership americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell’affrontare le sfide del XXI secolo”. Per perseguire tali obiettivi, l’Atlantic Council beneficia dei copiosi finanziamenti del governo statunitense e di quelli del britannico Foreign and Commonwealth Office. Il presidente del think tank americano è John F.W. Rogers, vicepresidente esecutivo della Goldman Sachs, ex sottosegretario presso il Dipartimento di Stato americano (amministrazione George H. W. Bush) e precedentemente assistente del presidente Ronald Reagan alla Casa Bianca. Sposato con Deborah Lehr, giornalista dell’Huffington Post ed ex mediatrice dell’amministrazione Clinton sulla politica commerciale della Cina, Roger era presente alla prestigiosa cena di stato organizzata dal presidente Trump in onore del presidente francese Emmanuel Macron nel 2018.

Per Atlantic Council, Iacoboni è stato autore del rapporto “The Kremlin’s Trojan Horses” pubblicato nel novembre 2017, nel quale si ipotizzano le intromissioni della Russia nella politica italiana, spagnola e greca. Nel paragrafo dedicato all’Italia, il giornalista de La Stampa rintraccia lo zampino di Putin in tutti i partiti italiani, ad eccezione del Partito Democratico. Uno dei co-autori di “The Kremlin’s Trojan Horses” è Nicolas De Pedro, leader del cluster spagnolo di Integrity Initiative, think tank britannico finanziato sia dal Foreign and Commonwealth Office sia dal ministero della Difesa del Regno Unito. Di Nicolas De Pedro, avevamo parlato nell’articolo del febbraio scorso, “Per i servizi segreti spagnoli, Soros è una delle principali minacce del Paese“.

Integrity Initiative e il cluster italiano

Nel novembre del 2018, Integrity Initiative era stato vittima di un attacco hacker di Anonymous, che aveva svelato la sua rete di cluster diffusa in ogni Paese europeo e la sua vicinanza ai servizi segreti britannici. Tra i leak diffusi, era stato rintracciato anche il cluster italiano che includeva Jacopo Iacoboni e Beppe Severgnini. Iacoboni si era subito affrettato a smentire la sua vicinanza al think tank britannico, minacciando una pioggia di querele. I referenti del cluster italiano sarebbero stati Wendy Wyver, consigliere politico presso l’ambasciata britannica a Roma, Ken O’Flaherty, viceambasciatore britannico in Italia, e Sheba Rosier, segretaria agli affari politici dell’ambasciata.

Il principale obiettivo di Integrity Initiative sarebbe stato quello di contrastare la propaganda russa pianificata in Occidente “per supportare i programmi della società civile”.

Integrity Initiative è stata creato dall’Institute for Statecraft, una charityscozzese registrata nel 2009, con sede in un vecchio e fatiscente edificio di Edimburgo. In seguito alle elargizioni del governo britannico, la sede operativa è diventato un elegante palazzo londinese.

Fino alla fine del 2018, il direttore dell’Institute for Statecraft era Chris N Donnelly, ex consigliere di Margaret Thatcher ed ex consigliere speciale per l’Europa centrale e orientale del segretario generale della Nato.

In seguito alla diffusione dei leak nel 2018, lo Scottish Charity Regulator ha aperto un’inchiesta per verificare le reali attività benefiche dell’Institute for Statecraft. Queste le conclusioni: “Nel corso della nostra inchiesta abbiamo riscontrato che l’Institute for Statecraft non stava soddisfacendo le verifiche legali richiesti dallo status di charity in Scozia perché: i suoi scopi non erano interamente caritatevoli; una delle sue attività più significative, un progetto noto come Integrity Initiative, non ha fornito benefici pubblici a favore delle finalità dell’ente benefico; il beneficio privato degli amministratori fiduciari non era chiaramente secondario alla prestazione di beneficenza dell’ente benefico al pubblico”. In seguito all’inchiesta e alle evidenze documentate dallo Scottish Charity Regulator, “gli amministratori della charity hanno continuato a impegnarsi e hanno preso provvedimenti per soddisfare le verifiche legali e affrontare le questioni di governance identificate nell’inchiesta”. Dalla fine del 2018, sia il sito dell’Institute for Statecraft sia quello di Integrity Initiative hanno rimosso ogni contenuto perché sarebbe ancora in corso un’indagine sulla diffusione dei leak.

Integrity Initiative e le possibili interferenze nella democrazia italiana

A questo punto, è logico chiedersi se le autorità italiane abbiano indagato o stiano indagando sulle ramificazioni in Italia di Integrity Initiative che potrebbero svelare delle reali interferenze del governo inglese nella democrazia italiana e, in seconda istanza, nella libertà di stampa sancita dalla Costituzione. Il cluster italiano ha veramente cercato di influenzare l’opinione pubblica italiana, cercando di screditare la Russia?

Francesca Totolo

 

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/articoli-anti-russi-la-stampa-zampino-servizi-segreti-britannici-152097/

Monta la rabbia, su Twitter bruciano le bandiere dell’Unione europea

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Si moltiplicano le proteste contro l’Unione europea e il suo ruolo nella lotta alla pandemia del coronavirus. Mentre l’Italia insiste con i Coronabond, gli annunci Ursula Von der Leyen non si trasformano in azioni. Su Twitter ieri l’ultima iniziativa contro “gli avvoltoi di Bruxelles”: gli utenti si sono dati appuntamento all’insegna dell’hashtag #BruciaUnoStraccioBlu postando foto della bandiera dell’Europa in fiamme.

 

DA

https://www.iltempo.it/cronache/2020/04/06/news/coronavirus-brucia-bandiera-unione-europea–protesta-twitter-1309393/

BILL GATES ANNUNCIA CHE IMPIANTERÀ I MICROCHIP PER COMBATTERE IL COVID-19 E PER TRACCIARE LE VACCINAZIONI

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Il cofondatore di Microsoft Bill Gates lancerà capsule impiantabili – chiamati anche microchip – per l’uomo che hanno “certificati digitali”; questi possono mostrare chi è stato testato per il coronavirus e chi è stato vaccinato contro di esso.

Il magnate della tecnologia di 64 anni e attualmente la seconda persona più ricca del mondo, lo ha rivelato ieri durante una sessione di Reddit “Ask Me Anything” mentre rispondeva alle domande sulla pandemia di Coronavirus COVID-19.

Come funziona la schedatura tramite microchip

Gates stava rispondendo a una domanda su come le aziende saranno in grado di operare mantenendo le distanze sociali e ha affermato che “Alla fine avremo alcuni certificati digitali per mostrare chi si è ripreso o è stato testato di recente o quando abbiamo un vaccino che lo ha ricevuto “.

I “certificati digitali” a cui Gates si riferiva sono “QUANTUM-DOT TATTOOS” impiantabili nell’uomo su cui i ricercatori del MIT e della Rice University stanno lavorando come un modo per tenere un registro delle vaccinazioni.

È stato l’anno scorso a dicembre quando gli scienziati delle due università hanno rivelato che stavano lavorando su questi tatuaggi a punti quantici dopo che Bill Gates li ha avvicinati per risolvere il problema di identificare coloro che non sono stati vaccinati.

tatuaggi a punti quantici implicano l’applicazione di microneedle a base di zucchero dissolvibili che contengono un vaccino e “punti quantici” a base di rame fluorescente incorporati all’interno di capsule biocompatibili su scala micron.

ID 2020 e identità digitale

I microneedes si dissolvono sotto la pelle, lasciano i punti quantici incapsulati i cui schemi possono essere letti per identificare il vaccino che è stato somministrato.

I tatuaggi a punti quantici saranno probabilmente integrati con un’altra azienda di Bill Gates chiamata ID2020, che è un ambizioso progetto di Microsoft per risolvere il problema di oltre 1 miliardo di persone che vivono senza un’identità ufficialmente riconosciuta.

ID2020 sta risolvendo questo problema attraverso l’identità digitale. Attualmente, il modo più fattibile per implementare l’identità digitale è tramite smartphone o impianti di microchip RFID.

Campi di applicazione e trust

Quest’ultimo sarà il probabile approccio di Gates non solo per fattibilità e sostenibilità, ma anche perché da oltre 6 anni, la Fondazione Gates finanzia un altro progetto che incorpora impianti di microchip impiantabili sull’uomo.

Questo progetto, anch’esso guidato dal MIT, è un impianto di microchip anticoncezionale che consentirà alle donne di controllare gli ormoni contraccettivi nei loro corpi.

Per quanto riguarda ID2020, per farcela, Microsoft ha stretto un’alleanza con altre quattro società, vale a dire; Accenture, IDEO, Gavi e la Fondazione Rockefeller. Il progetto è sostenuto dalle Nazioni Unite ed è stato incorporato nell’iniziativa degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Covid-19 come opportunità

Sarà interessante vedere come Bill Gates e ID2020 eseguiranno tutto ciò perché molti cristiani, e sorprendentemente un numero crescente di musulmani sciitisono molto contrari all’idea di microchip e qualsiasi forma di tecnologia di identificazione invasiva per il corpo.

Sarà interessante vedere come Bill Gates e ID2020 eseguiranno tutto ciò perché molti cristiani, e sorprendentemente un numero crescente di musulmani sciitisono molto contrari all’idea di microchip e qualsiasi forma di tecnologia di identificazione invasiva per il corpo.

Alcuni legislatori e politici cristiani negli Stati Uniti hanno persino tentato di vietare tutte le forme di microchip umano.

D’altra parte, questa è l’occasione perfetta per Bill Gates di esaminare i progetti perché, poiché il coronavirus continua a diffondersi e sempre più persone continuano a morire a causa della pandemia, il pubblico in generale sta diventando più aperto alle tecnologie di risoluzione dei problemi che conterrà la diffusione del virus.

Si dice che in USA il Covid-19 sia anche un’opportunità per le aziende di telecomunicazioni che impianteranno anche il 5G nelle scuole in un momento in cui sarà possibile farlo, mentre la popolazione si sarebbe opposta massivamente in una situazione di normale frequentazione. Vedi come spiega bene Repubblica in questo articolo.

Le critiche e gli scettici

Il motivo principale per cui molti cristiani e alcuni musulmani sciiti si oppongono alle tecnologie di identificazione invasiva del corpo, per quanto utili siano tali tecnologie per prevenire le pandemie, è perché credono che tali tecnologie siano il cosiddetto “Marchio di Satana” menzionato nella Bibbia e in alcune profezie.

Nel Libro delle Rivelazioni nella Bibbia, a chiunque non abbia questo “marchio” non è permesso acquistare o vendere nulla.  Nel novembre 2019, una società tecnologica con sede in Danimarca che aveva contratti per la produzione di impianti di microchip per il governo danese e la Marina degli Stati Uniti, ha dovuto annullare il lancio del suo presunto impianto di microchip basato su Internet of Things apparentemente “rivoluzionario” dopo l’attacco di attivisti cristiani i suoi uffici a Copenaghen.

Per quanto riguarda il discorso vaccinale, in merito al Coronavirus, ricordiamo le affermazioni della virologa Capua che ha affermato che un vaccino sarebbe inefficace contro questo tipo di virus perchè tendente a mutare in maniera molto veloce.

ARTICOLO ORIGINALE – Nota di J.B .: l’articolo di cui sopra è stato accessibile tramite Wayback Machine 3/24/2020 poiché l’articolo originale del 19/03/2020 è da allora scomparso.

FONTE https://www.ambientebio.it/societa/bill-gates-annuncia-che-impiantera-i-microchip-per-combattere-il-covid-19-e-per-tracciare-le-vaccinazioni/

IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

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Il tentativo di bloccare la Terza Guerra Mondiale

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La Terza ondata geopolitica: GIISRUSSIA

Traduzione dal russo a cura della Redazione

di Igor Gromov 5.04.2020 (Izb. Club-Obraz)

La questione Covid-19, che il vostro Mario Draghi, avvicinatosi negli ultimi tempi al partito americano rappresentato da Donald Trump, ha giustamente definito una “tragedia di proporzioni bibliche”, si è velocemente trasformata in una infuocata partita di risiko geopolitico mondiale tra Cina e Usa. In un modo più preciso, potrei dire in una partita tra il partito espansionista e neo-imperiale di Xi Jinping, che ha rinnegato l’occidentalismo di Deng e ha restaurato il profilo forte nazionalista di Mao revanscista contro lo spirito di Yalta, e il partito isolazionista e non imperialista di Donald Trump. Siamo alla resa dei conti di quanto nel 1945, dopo Hiroshima e Nagasaki, si dovette per forza lasciare in sospeso, nonostante la brevissima scaramuccia coreana o quella del marzo ’69 sull’ Ussuri tra russi e maoisti? Non dimentichiamo che la NATO, considerata erroneamente antisovietica e anticomunista, nasce nel 1949 quando Mao proclama la vittoria della Rivoluzione cinese contro i sovietici e gli occidentali, che sostennero in verità Chiang Kai-shek. E non dimentichiamo che la guerra calda dal 1945 a oggi si è avuta costantemente in Asia e Medio Oriente, non in zona cuscinetto NATO. Mao disse allora, nel 1949, ben più nazionalista han che comunista: “la Cina è santa perché è povera e sola”, un chiaro monito al Cremlino di Stalin. Dunque la NATO è stata propriamente antimaoista e antiorientale. Da quando Putin ha ripreso la tradizionale via panrussa della civilizzazione ortodossa, pur con gravissime carenze sul piano della distribuzione sociale, la britannica NATO si deve confrontare con due nemici strategici: Mosca e Pechino. L’attuale strategia del presidente russo sul prezzo del petrolio ha un chiaro risvolto geopolitico; è il più grande attacco della storia al petrodollaro e avrà certamente seri effetti sulla politica internazionale.

Un uomo politico russo, E.Primakov, disse che la seconda guerra mondiale fu necessaria conseguenza della prima, effetto delle ingiustizie estreme del Trattato di Versailles (1919) e che il divampare di una guerra mondiale è di solito frutto di un errato calcolo di geopolitica. Trump, e l’elite populista e sociale-conservatrice che egli rappresenta con il suo partito, non vuole assolutamente la guerra mondiale, rivendicando proprio una ideologia sostanzialmente neutralistica contro l’imperialismo del Deep State britannico, storicamente più rappresentato dai liberal e dai dem statunitensi. Anche le analisi del blog finanziario Zerohedge.com ridimensionano di molto il sionismo di Trump, che ha infatti emarginato la linea israeliana di Kushner ed Ivanka, portando volutamente all’instabilità interna la società civile israeliana. Il partito neo-nazionalista e neo-maoista che sostiene Xi Jinping non vuole allo stesso modo un conflitto globale; i nazionalisti imperiali di Pechino son certi che siamo già entrati, proprio con il 2020 Anno del Topo, nella “nuova era mondiale confuciana han”. Il fatto è però che la Cina fu o è solo formalmente marxista o comunista, il linguaggio occidentale protosocialista che usa è solo formale, la linea politica è dettata dal tradizionalismo confuciano o taoista che rimane incomprensibile ai pragmatici angloamericani. La sostanza degli eventi è quindi caratterizzata dal fatto con l’onda lunga COVID-19 siamo giunti in una nuova dimensione geopolitica, che io considero la tattica e la strategia della Terza Ondata: questa nuova dimensione ha spazzato via gli ultimi rimasugli di liberalismo global, ma anche imposto una tragica dirimente conflittualità a media intensità, Guerra Ibrida a ondate sparse e multiple, tra il nazionalismo imperialista han di Xi Jinping e il populismo democratico antimperialista del MAGA Trumpiano. A lato di tale conflitto potrebbe di nuovo prendere corpo il confronto non ortodosso tra Gran Bretagna e Russia che si combatte, più o meno sotto traccia, da secoli e secoli. Di recente Putin, Sojgu e Gerasimov con il viaggio a Damasco dal presidente Assad in occasione del Santo Natale Ortodosso sono stati in grado di fermare la guerra mondiale calda che il Deep State del Global Britain aveva scientemente iniziato con l’omicidio del generale iraniano Qassem Soleimani.

L’ascesa di Trump, per quanto rivoluzionaria nella storia generale statunitense, ha oggettivamente inciso fino ad oggi molto parzialmente. Se proprio di recente con una mossa geniale, il presidente statunitense ha tolto ogni autonomia alla FED con una azione sociale di estremo rilievo, non è stato sino a oggi in grado di abbattere costi e spese delle varie missioni NATO, da impiegare nella diffusione di misure più sociali interne. E’ un Jefferson a metà, almeno per ora. Il Deep State britannico, che in buona parte continua a dominare gli Stati Uniti tramite l’MI6, i liberal, taluni rami del Pentagono, RAND Corporation (California), Pilgrim’s Society, è chiaramente ancora forte, essendo il primo livello dell’Impero come teorizzato da Allen Dulles negli anni ’50 del secolo passato. Trump è però consapevole del fatto che può avere nella Russia un solido alleato solamente qualora si tratti di costruire un duraturo processo di pace e sicurezza globale. Lo stesso non può dire né della Cina, per più motivi, non ultimo il fatto che la Cina deve peraltro fare i conti con zone rurali interne di ancora diffusa povertà sociale, né tanto meno dell’UE franco-tedesca, che gravitante verso Amsterdam, è inevitabilmente una mezza, o anche più…, roccaforte londinese parte del Nuovo Impero Britannico. Il fallimento di geopolitica francese e tedesca è ormai secolare e si deve dubitare che vi sia un risveglio nel giro di poco tempo….

Perciò la nostra proposta è finalizzata all’unione geopolitica GIISRUSSIA, modello politico, sociale e economico basato su una estesa Democrazia Sociale sovrana non liberale e non finanziarizzata, comprendente Giappone, Italia, Iran, Siria, Russia, Algeria, Argentina. La moneta sarà comune, lo yen giapponese sarà il valore di riferimento internazionale. Le isole Curili saranno territorio russo-nipponico autonomo da ogni influenza occidentale. Bandiera comune sarà oggetto di discussione e proposte. Hirsohima e Nagasaki saranno le capitali legali come lo è oggi la triste e grigia Bruxelles per voi europeisti. Altri stati, soprattutto se di area mediterranea, saranno inizialmente ben accettati come osservatori. Yemen, Corno d’Africa con Gibuti dovrebbero essere zone neutralizzate e del tutto pacificate da qualsivoglia blocco. Tale fronte geopolitico ha il fine di bloccare la Terza Guerra Mondiale che i due fronti, il Britannico- Statunitense dem da una parte, che avrà chiaramente con sé la nuova Franconia germanica e olandese, l’Orientale dall’altro, stanno in realtà già combattendo per quanto tutti osservavano che non volevano precipitare nella nota “Trappola di Tucidide”. Trump, essendo nel fronte occidentale un outsider e un isolato, oltre che un vero neutralista, dovrebbe recepire immediatamente una tale proposta.

Roma 2020 dovrebbe predisporsi a accogliere un incontro storico tra il presidente Putin, Abe Shinzo (1) e Donald Trump avente la finalità di ridisegnare le varie sfere geopolitiche e geoeconomiche mondiali evitando questa tragedia di dimensioni bibliche in corso, come è stata definita dal neo-trumpiano keynesiano, antibritannico, M. Draghi.

 

 

 

1) Abe Shinzo, insigne e valoroso statista, appartenente al club neofascista e antioccidentale Nippon Kaiji, che ha particolarmente a cuore il Corporativismo sociale del famoso modello nipponico, è stato negli anni recenti, assieme a Putin, l’unico uomo politico che ha disperatamente percorso la linea di una Terza posizione oltre il Global Britain e la Grande Asia mondiale a trazione han. Egli sta continuando la geopolitica della Fazione Kuhara in seno al Seiyukai, concepita come un panasiatismo moderno, che allora si sapesse opporre con forza pacifica e difensiva a Usrr e Usa, oggi a Cina e angloamericani. Le continue e spesso parziali segnalazioni dei quotidiani della City contro il revisionismo storico e il filocorporativismo, oltre che il fastidio per il culto di Yasukuni Jinja del partito nipponico antibritannico di Abe Shinzo, sembrerebbero testimoniarlo (Ndr)

Conte si prepara a svendere l’Italia e il popolo col Mes

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Suonate la sveglia, che è pronta la svendita dell’Italia agli strozzini, con il popolo chiuso in casa. Tra lunedì e martedì il crimine sarà compiuto e ci troveremo nella condizione del disperato di fronte all’usuraio: in ginocchio.

E’ intollerabile quello che sta per avvenire e ormai pare praticamente certo: Gualtieri sta partendo alla volta dell’Eurogruppo dove martedi 7 aprile chinerà il capo su mandato del presidente Conte.

Firmano il Mes, svendono Italia e popolo

Questa operazione sciagurata avviene durante la tempesta che si è abbattuta sull’Italia. Il popolo è stravolto dal coronavirus e non può nemmeno scendere a protestare in piazza. La scena è da regime perfetto e Giuseppe Conte può mandare – lui si – un bacione ad Angela Merkel per dirle “missione compiuta”.

Negheranno di aver fatto ricorso al Mes. Poi diranno di averlo fatto senza condizionalita’, come si chiama l’odiosa procedura chiamata SalvaStati e che è invece AmmazzaPopoli.

Scopriremo poi, invece, quanto ci costerà quello che ci avranno dato. Sarà un prestito che onoreremo cedendo alla Trojka – Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – la sovranità sulle scelte italiane di politica economica.

E siccome comanda Frau Merkel, ci trasformeremo nella Repubblica federale italiana di Germania.

Conte approfitta del popolo chiuso in casa

Del resto è bloccato anche il Parlamento. E Conte sta approfittando della responsabilità nazionale che sta muovendo le iniziative  dell’opposizione, per ordire invece la trama contro il popolo italiano. Un governo degno di questo nome dovrebbe invece dire all’Eurogruppo di fermarsi con il Mes, che non avrebbe mai il consenso del  nostro Parlamento.

Invece, se ne fregano degli italiani. Se ne fregano del Parlamento e delle procedure. Decidono da soli, l’unico mandato che interessa questi signori al potere è quello di chi comanda in Europa. E poi criticano Orban…

Ma così facendo distruggono ogni speranza di ripresa delle nostre imprese, delle famiglie italiane, di ogni nostro connazionale. Perché saremo soggiogati alle decisioni altrui, saremo schiavi in casa nostra.

C’è bisogno di un moto di ribellione civile, con una modalità da usare freneticamente: la rete, con i suoi social. Diffondiamo questo articolo, i video di cui disponiamo, facciamo di tutto dai nostri strumenti internet per coinvolgere milioni di italiani. Non possono approfittare della paura di una malattia per sparare il colpo alla nuca contro la Nazione.

Sarebbe un tradimento intollerabile nei confronti del popolo italiano. Addirittura confessato in televisione dal premier Conte quando ha finto di non ricordare le parole di Angela Merkel nel loro ultimo colloquio. Cialtronate del genere non possono passare impunite.

Ci aspettiamo una levata di scudi anche dalla stampa libera, almeno quella che ancora resiste e manifesta orgoglio nazionale e voglia di sovranità.
Che poi altro non è se non la battaglia per rimanere liberi di decidere in casa nostra. E se facciamo ancora parte di una comunità – quella europea – non ci stiamo a farci prendere per il collo da chi vuole maneggiare soldi nostri.

E’ il momento in cui si devono far sentire i Patrioti, guai a tacere davanti alla trama esplicita contro l’Italia. Le mani sul nostro patrimonio non ce le deve mettere nessuno. Tantomeno con la nostra sottomissione di governo.

Da

Banditi, svendono l’Italia dopo aver recluso il popolo nelle case

Se una Chiesa vale meno di un tabacchino

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Di Manuel Berardinucci

Matteo Salvini viene da più parti attaccato per aver svolto il lavoro che spetterebbe alla Chiesa: chiedere la libertà di officiare la Santa Messa, almeno nel giorno di Pasqua. Per un fedele il Sacramento dell’Eucarestia è di primaria importanza, tanto quanto il cibo e l’acqua lo sono per l’intero genere umano? Sì, lo è. Si può ragionevolmente credere che sia ignominioso negare il Nutrimento allo Spirito, proprio nel momento storico contemporaneo in cui esso si rende maggiormente necessario? Sì, si può. Ed è accettabile che qualcuno esprima preoccupazioni su avventate irruzioni nelle Parrocchie, durante la celebrazione della Santa Messa, da parte delle Forze dell’Ordine? E si può dire che simili episodi ci portano alla mente regimi di inquietante natura, come quello ateo e comunista della Cina? Io ritengo di sì. Sono accessibili tabaccai, supermercati e negozi alimentari, uffici pubblici e altre attività primarie. È sufficiente che si rispettino le distanze di sicurezza e le precauzioni sanitarie. Basterebbe moltiplicare il numero di Messe da officiare, per consentire una maggior diluizione dei partecipanti e disporre gli stessi ad un metro o due di distanza gli uni dagli altri. Se non lo si farà, le motivazioni potranno essere esclusivamente di ordine ideologico: si sancirà definitivamente che l’Occidente contemporaneo non ritiene lo Spirito componente primaria dell’Uomo, ma semplice orpello da curare a tempo perso. Si negherà inoltre per la prima volta la libertà di culto: quel precetto, tanto malinteso quanto strumentalizzato per consentire la costruzione di luoghi di culto maomettani, sarà negato e ancora una volta nei confronti dei Cristiani.

“Ancora una volta” poiché nonostante la Storia del Narratore Unico Globale ci abbia riportato l’immagine di una Cristianità sopraffattrice e violenta, imperiosa e prepotente, i Cristiani sono stati i più perseguitati dell’umanità. La conta dei morti non mi ha mai appassionato, ma è un fatto che nella storia siano stati, all’incirca, 70 milioni i devoti in Cristo, uccisi per via della loro fede religiosa. Le persecuzioni si ebbero già agli albori, ad opera delle autorità di Gerusalemme, di cui la prima vittima fu il protomartire Santo Stefano, la cui lapidazione è descritta negli Atti degli Apostoli. Migliaia i martiri vittime degli Imperatori Romani. Ricordiamo per particolare truculenza Nerone (il quale accusò i Cristiani nel 64 d.C. di essere responsabili del Grande incendio di Roma per punirli ingiustamente), Decio, Valeriano e Diocleziano. Le persecuzioni perdureranno fino al perdono di Galerio e all’Editto di Costantino. L’odio verso i cristiani si verificò anche nel Giappone del XVII° secolo, quando essi vennero crocifissi in pubblico poiché considerati pericolosi agenti esterni che avrebbero potuto ledere alla tradizionale struttura della società. Sarà poi la bieca classe dirigente post-Rivoluzione Francese, a tentare di sradicare per la prima volta dalla caduta dell’Impero Romano, il cattolicesimo cristiano dal cuore della Francia e dell’Europa, poiché simbolo della Tradizione e dell’Ancien Régime che essi avevano violentemente abbattuto. Si impose ai sacerdoti di giurare fedeltà allo Stato e rinnegare la Santa Romana Chiesa e si sparse il sangue dei cosiddetti preti “refrattari”, ghigliottinandoli. Si dispose la chiusura di conventi, abbazie e chiese. Il simbolo portante della Civiltà Cristiana in Europa, la cattedrale di Notre Dame, fu vittima del dispotismo illuminista che la sconsacrò, trasformandola nel Tempio della Ragione. Tanta truculenza contribuì a scatenare l’insurrezione di contadini, ecclesiastici e nobili della Vandea, in difesa del Trono e dell’Altare, contro cui la Repubblica attuò una repressione talmente violenta da essere considerata uno dei primi genocidi della Storia moderna. Spostandoci di qualche secolo, atterriamo in Messico, in cui la Costituzione del 1917, la quale è tutt’ora vigente, prevedeva alcuni forti divieti al culto cristiano. Contro tali limitazioni della libertà, i cattolici riuscirono ad organizzarsi nell’Esercito dei Cristeros e a dar vita alla Cristiada (sollevazione di popolo contro le politiche laiciste) che durò dal 1926 al 1929, in seguito alla quale venne messa in atto una forte repressione nei confronti dei sacerdoti fedeli alla Chiesa, molti dei quali catturati e fucilati. Ma fu l’Unione Sovietica, degna erede dell’odio giacobino, a scagliarsi con più ferocia di chiunque altro contro le comunità cristiane. Per quel che concerne l’aspetto propagandistico, i governi comunisti fecero in modo di conferire particolare attenzione, nei programmi scolastici, a tutti quegli avvenimenti della Storia che, sapientemente manipolati e strumentalizzati, avrebbero consentito loro di mettere la Chiesa in cattiva luce innanzi ai giovani che dovevano essere educati all’ateismo: Inquisizione, le vicende di Galileo, di Giordano Bruno ecc. Inoltre sovvenzionarono iniziative, convegni e comitati che avevano il compito di mostrare l’assurdità delle credenze religiose, di dipingere l’Occidente come annichilito dallo strapotere del Cristianesimo e dunque lontano dalle verità della Scienza. E fin qui, duole constatarlo, nessuna grande differenza con uno Stato in cui la Regione Toscana patrocina una mostra nella quale viene rappresentato il Crocifisso immerso nell’urina.

Ma i Sovietici non si limitarono a ciò. Numerose chiese nei territori dell’URSS furono chiuse e adibite a musei anti-religiosi. Il destino più atroce, però, spettò alla Cattedrale di Cristo Salvatore, il più importante luogo di culto moscovita, fatta saltare in aria attraverso ordigni esplosivi, per ordine del ministro Lazar Kaganovich, uno dei più fedeli seguaci di Stalin, nel 1931. Al suo posto sarebbe dovuto sorgere un imponente monumento al socialismo, chiamato Palazzo dei Soviet, mai completato per mancanza di fondi. In seguito al crollo del Comunismo, la chiesa venne ricostruita. Soprattutto nei primi decenni la repressione fu totale: vennero vietate le celebrazioni per il Santo Natale e il Capodanno (quest’ultimo poi riabilitato come festività secolare), furono confiscati tutti i beni ecclesiastici approfittando della necessità scaturita dalla carestia generale, circa 50.000 fedeli, vescovi e sacerdoti morirono assassinati o confinati nei gulag durante i governi di Lenin e Stalin e il patriarca di Mosca venne arrestato.

Tutto questo orrore portò Pio XI, Pontefice di una Chiesa ancora in grado di riconoscere i propri nemici, a dichiarare il Comunismo, nell’enciclica Divini Redemptoris del 1937, “flagello satanico” che mira “a capovolgere l’ordinamento sociale e a scalzare gli stessi fondamenti della civiltà cristiana, facendo precipitare le nazioni in una barbarie peggiore di quella in cui ancora giaceva la maggior parte del mondo all’apparire del Redentore”. Mai definizione fu più giusta. Tutto ciò non è finito. Negli ultimi anni è stato rilevato che in media il 75% degli attacchi annui a sfondo religioso sono nei confronti dei cristiani, in particolare nei Paesi in cui è in piedi un regime comunista (tra i quali spicca la Corea del Nord). Vi sono poi Nazioni del NordAfrica e del Vicino e Medio Oriente in cui la conversione dall’islamismo al cristianesimo è considerata reato (apostasia) e punibile con la pena di morte.

Difendiamo la Croce oggi perché troppe volte nella Storia è stata negata e rinnegata.

 

Da

http://giovaniadestra.it/2020/04/05/se-una-chiesa-vale-meno-di-un-tabacchino/

Coronavirus, sacerdoti arrestati e Presidenti che pregano

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

 

Almeno tre preti sono stati arrestati nel mondo perché si sono rifiutati di non celebrare messe pubbliche durante l’emergenza del coronavirus, nonostante norme contrarie arrivate dai rispettivi governi che vietano le riunioni religiose durante questa fase della pandemia.

In Uganda, dove il presidente Yoweri Museveni ha sospeso le riunioni religiose e culturali fino a metà aprile nel tentativo di fermare la diffusione del Covid-19, Padre Deogratius Kiibi Kateregga, è stato arrestato per aver celebrato la messa nella parrocchia cattolica di San Giuseppe a Mpigi. Secondo quanto riferito dalle locali agenzie di stampa, c’erano almeno 15 cattolici presenti alla Messa.

Il sacerdote è ben noto in Uganda, ed è diventato noto a livello nazionale dopo un sermone televisivo del 2018 durante la Messa commemorativa per un musicista ugandese, Mowzey Radio, che è morto per le ferite riportate durante una rissa avvenuta in un bar.

Funzionari locali hanno riferito che il sacerdote è stato arrestato insieme ad altri sette cattolici e detenuto nella stazione di polizia di Mpigi.

“È stato trovato a predicare nella chiesa in violazione delle direttive presidenziali”, ha detto Herbert Nuwagaba, comandante della polizia del distretto di Mpigi. “Vogliamo che ci dica perché lo sta facendo”, ha detto al Daily Monitor Godfrey Matovu, responsabile della sicurezza interna del distretto di Mpigi. Il sacerdote è stato rilasciato dopo che i parrocchiani hanno protestato per suo conto presso la stazione di polizia, secondo i resoconti dei media locali.

In India, dove il primo ministro Narendra Modi ha istituito un blocco di 21 giorni a partire dal 24 marzo, due sacerdoti, due seminaristi e tre sorelle religiose sono state accusate di violare gli ordini del governo dopo una messa celebrata in una cappella nel seminario minore della Congregazione dei Missionari della Fede nel distretto di Wayanad (stato del Kerala).

Tutti e sette sono stati rilasciati dopo il loro arresto, secondo UCA News, con un avvertimento di non ripetere le loro azioni. Padre Manoj Kakkonal, portavoce della diocesi di Mananthavady, ha riferito a UCA News che l’arresto “sembra essere un caso di incomprensione”, perché la Messa in questione è stata celebrata all’interno della cappella del seminario, dove i sacerdoti e i seminaristi sono residenti.

A quanto pare la polizia è stata chiamata dopo che i vicini hanno visto arrivare le sorelle religiose nella cappella.

Un altro arresto è avvenuto in Kerala il 23 marzo scorso quando Padre Paul Padayatti della Chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso di Koodapuzha ha celebrato una Messa da requiem alla quale hanno partecipato più di 100 persone. Funzionari del Kerala hanno anche affermato che ci sono stati altri due “incidenti” in cui le autorità hanno lanciato un avvertimento ai sacerdoti che conducevano la Messa.

In questi momenti di emergenza non sono mancati gesti incoraggianti, cioè grandi figure pubbliche che si sono rivolti a Dio che è l’unico che può bloccare una pandemia. 

Il presidente cattolico del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha proclamato per lo scorso 21 marzo una giornata nazionale di preghiera per il coronavirus. “Non possiamo ignorare la necessità di rivolgerci a Dio”, ha detto il presidente keniota. “In queste circostanze, come abbiamo fatto in passato come nazione, ci siamo sempre rivolti a Dio prima per ringraziare per i diversi doni che ha fatto alla nostra nazione e poi per condividere le nostre paure, le nostre apprensioni, per cercare la sua guida e protezione che è sempre presente”.

Kenyatta ha aggiunto: “abbiamo imparato nel tempo che rivolgersi a Dio in momenti come questo non solo ci dà conforto, ma anche speranza e forza per superare quelle sfide che per noi come umani possono sembrare insormontabili”.

Mentre il 21 marzo si sono potuti riunire nella residenza presidenziale solo pochi leader religiosi, in linea con la direttiva presidenziale che spinge ad evitare incontri di gruppo, il Presidente ha incoraggiato i keniani a unirsi alla preghiera nazionale in tutta la nazione africana. 

Anche il presidente della Polonia ha fatto un gesto spirituale molto significativo, pregando per il suo popolo davanti alla Vergine di Czestochowa che si trova nel santuario di Jasna Gora. Andrzej Duda ha affidare a Dio, per intercessione della Madonna, il suo popolo di fronte alla pandemia di coronavirus.

Il sito sponsorizzato da Soros e Rockfeller invita ad abolire la famiglia

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La femminista Sophie Lewis ha pubblicato un editoriale su OpenDemocracy nel quale ripropone il suo cavallo di battaglia: abolire la famiglia. E il coronavirus, secondo l’autrice, è l’occasione perfetta

OpenDemocracy, progetto finanziato da diverse organizzazioni filantropiche statunitensi tra le quali la Ford Foundation, la Atlantic Philanthropies, la Rockefeller Brothers Fund, e la Open Society Foundations del magnate George Soros, che figura anche tra i collaboratori di spicco del sito web di discussione di politica internazionale e cultura fondato nel 2001 da Anthony Barnett, come riporta La Verità, ha da poco pubblicato un editoriale a dir poco controverso curato dalla geografa femminista Sophie Lewis.

Il titolo è a dir poco eloquente: “La crisi del coronavirus dimostra che è tempo di abolire la famiglia“.

Per la verità, quello dell’abolizione della famiglia è un mantra che Sophie Lewis porta avanti da tempo. Secondo l’attivista statunitense, occorre ripensare all’idea di gravidanza e di famiglia per arrivare alla vera emancipazione della donna e superare il capitalismo. È la teoria contenuta nel suo libro Full Surrogacy Now: Feminism Against Family (Verso, 2019) – ossia “Piena maternità surrogata ora: il femminismo contro la famiglia” – che propone l’abolizione del concetto stesso di famiglia naturale e il ripensamento della gravidanza tradizionale a favore di una “piena maternità surrogata“.

Il delirio femminista sul sito sponsorizzato da Soros e Rockfeller

Nell’editoriale pubblicato su OpenDemocracy, Lewis fa capire che lo slogan “Restate a casa” rappresenta – secondo la sua visione – un problema. Le famiglie nucleari, scrive, “rappresentano il luogo dove ci si aspetta che ci ritiriamo tutti intuitivamente per prevenire la malattia. ‘Restare a casa’ è ciò che in qualche modo dovrebbe evidentemente mantenerci sani. Ma ci sono diversi problemi con questo approccio” spiega. E quali? “Le persone queer – osserva –specialmente quelle molto vecchie e molto giovani, non sono sicuramente al sicuro lì [casa e in famiglia]”. Oltre a evidenziare il problema dei senza tetto, Sophie Lewis rimarca il fatto “la pandemia non è il momento di dimenticare l’abolizione della famiglia”. E cita la teorica femminista Madeline Lane-McKinley: “Le famiglie sono le pentole a pressione del capitalismo. Questa crisi vedrà un’impennata nelle faccende domestiche: pulizia, cucina, cura, ma anche abusi sui minori, molestie, stupri intimi con i partner, torture psicologiche e altro ancora”.

Che le situazioni difficili in molte famiglie esistano, nessuno lo mette in discussione. Ma il problema non è certo il concetto di famiglia in sé, che il femminismo radicale di Sophie Lewis vorrebbe smantellare. Fa inoltre sorridere questa critica al “capitalismo” quando l’autrice pubblica questo articolo su un sito sponsorizzato con i soldi di Soros, Rockfeller e degli altri ultra-Paperoni. Ma all’autrice il principio di non contraddizione sembra non interessare: “Anche quando la famiglia nucleare privata non rappresenta una minaccia fisica o mentale diretta per le persone – afferma –nessun maltrattamento del coniuge, nessuno stupro infantile e nessun attacco queer – la famiglia privata come modalità di riproduzione sociale continua, francamente, fa schifo. Meritiamo meglio della famiglia. E il coronavirus rappresenta un momento eccellente per esercitarsi nell’abolizione”.

La gravidanza come lavoro

Come spiegava Sophie Lewis nel suo ultimo libro la gravidanza dovrebbe diventare un vero e proprio lavoro. “Mi sono trovato ad affermare l’ovvio– spiega –la gestazione era già un lavoro prima che esistesse la maternità surrogata. Quindi, come possiamo costruire una politica che colleghi questi due luoghi di lavoro e creare solidarietà trale gestanti pagate e non pagate?”. Perché essere madri “non è una sorta di processo meccanico automatico” ma “una pratica di socializzazione radicata“. La cosa fondamentale da capire, prosegue, “èche la maternità è un edificio ideologico molto potente. Esiste un’ideologia molto radicata che ci rende incapaci di comprendere che a qualcuno la maternità potrebbe non piacere“.

Secondo l’attivista, dunque, la soluzione è abbandonare le vecchie ideologie e sposare il concetto progressista di “piena maternità surrogata” che si realizza, naturalmente, smantellando la famiglia tradizionale.

DA

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/sito-sponsorizzato-soros-e-rockfeller-invita-ad-abolire-1849483.html

BAGNAI: ALMENO MODIFICHIAMO IL MES IN BUONAFEDE. Presentazione dei lavori parlamentari

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Intervento quotidiano di Alberto Bagnai in un lungo video nel quale presenta:

  • i lavori parlamentari, con la presentazione di come questi avvengono nella commissione che  fino a giugno presiede;
  • le proposte della Lega per la modifica del decreto di Marzo sul coronavirus,  proposte che prevedevano la prosecuzione del saldo e stralcio, ad esempio, o la sospensione dei versamenti per le società sportive, o un fondo per i comuni per far fronte alle spese. Molte di queste proposte sono state respinte;
  • il MES , verso il cui utilizzo ormai si sta muovendo l’Europa. Si tratta di una vera  e propria trappola, anche se si parla di “Condizionalità leggere”, queste possono comunque sempre essere cambiate a maggioranza. Allora se l’Europa è in buonafede tolga completamente la possibilità di porre condizioni, come pure interrompa definitivamente il “Two pact”, cioè la parte più dura delle norme sul bilancio. Altrimenti siamo in malafede, come sempre, e si applica il classico schema di sopraffazione.

 

 

  • PER IL VIDEO SI RIMANDA A:

 

BAGNAI: ALMENO MODIFICHIAMO IL MES IN BUONAFEDE. Presentazione dei lavori parlamentari

CHI HA DIFFUSO IL VIRUS? Intervista col prof. Michel Chossudovsky

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https://www.globalresearch.ca/covid-19-coronavirus-…/5706741

 

(Piero Deola:  Ci ho messo quasi due ore per tradurla e renderla fruibile a tutti.Il prof. Michel Chossudovsky ha provato a collegare molti dei puntini riguardanti la crisi epocale che stiamo vivendo.Richiede sicuramente uno sforzo di lettura e concentrazione, ma a mio parere ne vale assolutamente la pena.

Trascrizione completa dell’intervista con il prof. Michel Chossudovsky a cura di Bonnie Faulkner

Michel Chossudovsky discute la sua nuova serie di articoli di ricerca sulla “pandemia”.

Michel Chossudovsky è un economista e fondatore, direttore ed editore del Center for Research on Globalization, con sede a Montreal, in Quebec. È autore di undici libri tra cui: Globalizzazione della povertà e Nuovo Ordine Mondiale, Guerra e globalizzazione: la verità dietro l’11/9, la Guerra al terrorismo americana e La globalizzazione della guerra: la lunga guerra americana contro l’umanità .

-Bonnie Faulkner: il governo degli Stati Uniti ha ora dichiarato il virus COVID-19 una pandemia globale.Il tuo articolo, Pandemia “falsa” di COVID-19 Coronavirus: cronologia e analisi, inizia con la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 30 gennaio 2020 di un’emergenza sanitaria pubblica di carattere internazionale in relazione al nuovo coronavirus 2019-nCoV, classificato come polmonite virale. Sia i tempi che l’intento della dichiarazione dell’OMS sollevano seri interrogativi. Qual è il luogo migliore per iniziare ed esaminare cosa ci sia dietro questa disgregazione globale?

Michel Chossudovsky: Prima di tutto, dovrei menzionare – ed è da qui che partono tutte le bugie – che il 30 gennaio l’emergenza sanitaria pubblica globale è stata dichiarata per ordine del direttore generale dell’OMS . Ci sono state recenti dichiarazioni secondo cui questa emergenza sanitaria pubblica è stata dichiarata in effetti il 30 gennaio, ma nessuno vuole parlarne per la semplice ragione che a quel tempo c’erano solo 150 casi confermati al di fuori della Cina. In altre parole, stiamo parlando di una popolazione di 6,4 miliardi (esclusa la Cina che è 1,4), su una popolazione mondiale di 7,8 miliardi e cionostante si sceglie di procedere e viene dichiarata un’emergenza sanitaria globale. 150 casi non lo giustificano. Tuttavia è stato fatto, ma è stato dettato da interessi economici molto potenti. Quindi  si inizia con una menzogna .  E poi il 31 gennaio cosa succede?Immediatamente l’amministrazione Trump chiede il divieto di viaggiare in aereo in Cina. In altre parole, una dichiarazione attestante che i viaggiatori cinesi e stranieri (dalla Cina) non saranno ammessi negli Stati Uniti. Ciò ha l’effetto di intimidire essenzialmente le persone, chiudendo il commercio e le transazioni commerciali.  Stiamo parlando di un volume molto importante di commercio e trasporti con la Cina, che interessa, ovviamente, le principali compagnie aeree e compagnie di navigazione.  Il 31 gennaio Trump ha subito iniziato una campagna di odio contro la Cina anche se non vi erano reali problemi per la salute, poiché 150 casi in tutto il mondo al di fuori della Cina non sono praticamente nulla per quanto riguarda il rischio.   Dobbiamo essere molto chiari: questa non è una guerra biologica contro la Cina o contro chiunque altro; è l’uso del coronavirus come pretesto per attuare cambiamenti drastici che incidono sull’attività economica, sul commercio, sui trasporti e che alla fine avrà un impatto sulle economie nazionali. In un certo senso spinge le economie nazionali in una situazione di crisi . All’inizio, avevamo a che fare con una guerra economica sostenuta da una campagna mediatica, e questo era associato all’intenzione deliberata dell’amministrazione Trump di minare l’economia cinese. Ma penso che dovremmo essere chiari sul fatto che la campagna di disinformazione dei media è stata fondamentale, perché prima di tutto non hanno mai menzionato che erano 150 i casi che hanno dato il via a tutto, e poi hanno sempre distorto le cifre relative all’estensione di questa minaccia per la salute in tutto il mondo.

Bonnie Faulkner: Cos’è il Comitato di emergenza dell’OMS?

 

Michel Chossudovsky: Il Comitato di emergenza dell’OMS è un comitato composto da specialisti – e dovrei menzionare che si sono incontrati per la prima volta il 22 gennaio e c’erano divisioni all’interno del comitato sul fatto che ci fosse una giustificazione per dichiarare effettivamente un’emergenza globale [la pandemia è stata dichiarata l’11 marzo].

Quando si sono incontrati il ​​30, l’incontro ha avuto luogo poco dopo il Forum Economico Mondiale di Davos, che si è tenuto dal 21 al 24 gennaio. E a quell’incontro ci furono importanti discussioni tra i diversi partner tra cui il World Economic Forum, la Bill and Melinda Gates Foundation e varie entità collegate a Big Pharma.  Tali consultazioni al World Economic Forum sono state fondamentali per la decisione presa il 30. È successo circa una settimana dopo.  World Economic Forum, Gates Foundation, CEPI (che è una coalizione per le innovazioni sulla preparazione epidemica per lo sviluppo dei vaccini); c’erano discussioni con Big Pharma, GlaxoSmithKline, che è a sua volta integrata in questo gruppo.  Ci sono state discussioni anche con il FMI e la Banca Mondiale, con il Dipartimento di Stato, con l’intelligence degli Stati Uniti.  Si sospetta che le decisioni siano state prese in quei giorni, perché quando si sono incontrati il ​​30 gennaio a Ginevra non si è praticamente discusso. Il direttore generale dell’OMS, che era stato a Davos pochi giorni prima, ha stabilito che il cosiddetto focolaio costituiva un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale e, come ho già detto, che la decisione era stata presa sulla base di 150 casi confermati fuori dalla Cina.   Nessuno dovrebbe fidarsi di nulla di ciò che dicono, perché fin dall’inizio si è trattato di una grande menzogna, ed è una grande bugia che è stata strumentalizzata da persone molto potenti. È la combinazione di ciò che chiamo Big Money e Big Pharma.  E sostanzialmente hanno avviato questo processo. Hanno anche un programma di vaccinazione e  il programma di vaccinazione è stato, in un certo senso, annunciato anche a Davos prima ancora di avere la pandemia. Fu annunciato a Davos, quindi discusso, e fu solo molto più tardi, a febbraio, che la campagna di vaccinazione fu annunciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In effetti, era il 28 febbraio. È passato un mese.

Il Dr. Tedros dell’OMS annuncia che una massiccia campagna di vaccinazione è stata approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E chi c’è dietro quella campagna? GlaxoSmithKline in collaborazione con la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, che è una partnership Gates/World Economic Forum [Praticamente una profezia che si autoavvera n.d.a].   Un’altra cosa importante è che a ottobre, il 18 ottobre, la Gates Foundation insieme al World Economic Forum e in collaborazione con la Johns Hopkins School of Public Health ( Si può facilmente verificare che la Johns Hopkins School of Public Health è collegata a Wall Street) organizzano una simulazione di una pandemia di coronavirus.  Si chiamava Event 201.   Quella simulazione ha visto la partecipazione di persone provenienti principalmente da istituzioni finanziarie private, dirigenti aziendali, fondazioni, Big Pharma, CIA; c’era anche un rappresentante del CDC, ma non c’erano funzionari sanitari per conto dei governi nazionali o l’OMS.

Era essenzialmente una simulazione che includeva un certo numero di fattori, incluso il crollo dei mercati azionari, l’estensione del virus a qualcosa come 65 milioni di persone e così via.   […] Le organizzazioni coinvolte nella simulazione (che era una simulazione dettagliata che prevedeva cosa sarebbe successo ai mercati finanziari, cosa sarebbe successo ai media, ai media indipendenti e così via) sono state anche coinvolte nella gestione effettiva della pandemia, una volta che è stata messa in atto.

Quindi le persone che stavano simulando [teoricamente] in realtà sono andate in diretta [praticamente] il 30 gennaio 2020, il giorno in cui è stata lanciata [l’emergenza sanitaria globale] [Ufficialmente la pandemia è stata lanciata l’11 marzo].

Le persone che erano effettivamente dietro l’incontro dell’OMS a margine di Davos sono le stesse persone che hanno organizzato e finanziato l’emergenza sanitaria globale: la Bill and Melinda Gates Foundation, il World Economic Forum e la Bloomberg School of Public Health..Quindi in sintesi: simuli e poi vai in diretta.   Non sto suggerendo alcun tipo di relazione cospiratoria, ma sto solo dicendo che c’è stata una simulazione e un paio di mesi dopo l’intera cosa va in diretta con gli stessi attori coinvolti nella simulazione che ora sono coinvolti nel salvare il mondo dal coronavirus.

Ora, ecco un altro elemento, che sia pertinente o meno. Il 18 ottobre Event 201, Baltimore, Coronavirus Simulation and Emergency Preparedness Task Force presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Health Security, hanno identificato il virus con l’acronimo nCoV-2=19 . Lo ripeto: nCoV-2019.   Ora, quando il vero virus è stato scoperto due mesi dopo, era l’inizio di gennaio, due mesi e mezzo dopo. Per essere precisi è stato il 7 gennaio che le autorità cinesi hanno identificato un nuovo tipo di virus.Lo hanno isolato il 7 gennaio ed è stato nominato dall’OMS come 2019-nCoV, esattamente con lo stesso nome adottato nel World Economic Forum / Gates / Johns Hopkins il 18 ottobre 2019 durante l’esercizio di simulazione. Quindi è come se avessero preso quel nome e l’avessero inserito quando è diventato poi una vera pandemia.Nessuno può negare che queste simulazioni abbiano avuto luogo. C’è un video: ho intenzione di riprodurlo per te.Avevano tonnellate di video, puoi guardarli, ma diciamo che questo video è particolarmente incredibile perché sono i primi minuti. Ecco qui:[…] Dr. Rivers : Nelle ultime tre settimane, i numeri dei casi hanno continuato a crescere esponenzialmente. Ora abbiamo circa 4,2 milioni di casi e 240.000 morti. Quasi tutti i paesi stanno ora segnalando casi, e quelli che non lo fanno possono semplicemente non avere le risorse per condurre la sorveglianza. Non vediamo alcun cambiamento nel tasso di diffusione rapida e i modelli stimano che potremmo avere più di 12 milioni di casi e quasi un milione di decessi entro metà gennaio. Non siamo sicuri di quanto possa essere grande, ma non c’è fine in vista. I mercati finanziari sono in calo universalmente del 15% o più. Paura di una catastrofica pandemia e incertezza sulla capacità dei governi di rispondere:Quando gli organizzatori della simulazione si sono confrontati, in particolare al culmine del crollo finanziario, alla fine di febbraio, hanno detto: “Beh, non stiamo prevedendo nulla. Non stiamo prevedendo cosa è successo. Stiamo solo simulando. ” Ma è proprio così che in realtà è stato praticamente parola per parola, hanno simulato un crollo iniziale dei mercati finanziari del “15% o più”. Ora, ho controllato la stampa finanziaria a fine febbraio. Ho Bloomberg e il Wall Street Journal, ed è stato esattamente quello che è successo, e hanno usato le stesse parole, 15% o più, era il crollo dei mercati monetari in quel momento. Ora, da allora, la situazione si è evoluta.Ma il fatto è che questa simulazione non è stata svolta da un organo indipendente di scienziati, ricercatori ed economisti. No, non lo era. È stato condotta da Big Money e Big Pharma. Big Money e Big Pharma stavano simulando, prima che la pandemia fosse effettivamente dichiarata il 30 gennaio (e non c’erano basi per dichiararla visto che c’erano solo 150 casi al di fuori della Cina).Inoltre prima di quella storica riunione, c’era già un programma di vaccinazione, che era in corso da diverse aziende farmaceutiche.

Bonnie Faulkner: Michel, vorrei approfondire alcuni di questi aspetti in modo più dettagliato. Scrivi che “L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha agito per rassicurare e informare l’opinione pubblica mondiale. Piuttosto il contrario.   È stata lanciata una pandemia di paura piuttosto che un’autentica emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale. ” Descriveresti questo sviluppo come una campagna di disinformazione dei media?

Michel Chossudovsky: Assolutamente. E non penso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia guidato la campagna di disinformazione dei media. La campagna di disinformazione dei media era già integrata con le organizzazioni che stavano dietro questa iniziativa, ovvero il World Economic Forum e così via.La campagna mediatica avrebbe dovuto, stigmatizzare la decisione dell’OMS essendo questa in violazione del suo mandato; non dichiari un’emergenza sanitaria globale per 150 persone. Punto.Sei in America, due in Canada, tre nel Regno Unito e così via. Va ribadito che questa storica decisione del 30 gennaio è stata una grande menzogna.

NB!!! Non solo, è stata il trampolino di lancio di un processo di guerra economica.

Dovrei chiarire, perché c’è molta confusione. Questa non è una guerra biologica, perché il coronavirus non è un virus pericoloso.   Ha alcune somiglianze con altri virus.   Innesca la polmonite, quindi c’è un processo di recupero. In effetti, se guardiamo ai recenti sviluppi, la pandemia in Cina è più o meno risolta. Hanno annunciato che oltre l’80% dei casi confermati è stato risolto. Ora, i media non ne discuteranno mai perché una volta che iniziano a dire: “Oh, le persone si stanno riprendendo, stanno guarendo” e così via, questo tipo di affermazioni disinnesca il panico. Quello che vogliono fare è mantenere alto il livello di panico, ed è quello che sta accadendo in questo momento.  C’è paura e intimidazione, c’è panico. Le persone si sentono minacciate e le autorità stanno intraprendendo azioni che non proteggono la salute delle persone, ma  fanno esattamente il contrario.    Ora, non sto dicendo che il coronavirus non sia un problema di salute. Lo è davvero.

Ma ciò che più mi preoccupa sono tutti i milioni di persone che hanno perso il lavoro a causa del coronavirus, per non parlare di coloro che hanno perso i loro risparmi di una vita in borsa. Pensa a tutti gli investitori più piccoli che mettono i loro soldi con il loro broker e così via, e cosa succede? Perdono tutto quando il mercato crolla.   Ora, questo, ovviamente, è un problema e ha anche implicazioni per la salute. Alcune persone si suicidano quando perdono i loro risparmi. Ma questo è semplicemente considerato parte di un meccanismo di mercato. In realtà non fa parte di un meccanismo di mercato. Fa parte di un processo di manipolazione attraverso sofisticati strumenti speculativi come la vendita allo scoperto. Lo sappiamo.   E se hai il presentimento che il presidente Trump sta per attuare un divieto di viaggi transatlantici verso l’Unione europea, immediatamente coloro che ne hanno sentore possono speculare sul crollo delle azioni delle compagnie aeree. È molto facile. Effettuano una scommessa e se scende, fanno soldi.È qui che, naturalmente, questi potenti interessi, finanzieri e hedge fund aziendali stanno facendo un’enorme quantità di denaro.   E ciò a cui stiamo assistendo ora è un trasferimento di ricchezza, una concentrazione di ricchezza in denaro, che penso non abbia precedenti.

È forse uno dei maggiori trasferimenti di ricchezza monetaria nella storia moderna. In altre parole, è caratterizzato da fallimenti di piccole e medie imprese, aumento del debito, aumento dei debiti personali, debiti societari, acquisizione di società concorrenti. E in un certo senso, è caratterizzato da conflitti all’interno dell’establishment finanziario.   Non è solo una guerra contro la Cina. All’inizio sembrava essere una guerra economica contro la Cina, che ha portato alla chiusura del commercio e delle spedizioni e così via, dove le fabbriche dovevano chiudere e così via, per non parlare del settore turistico.   Ma è più di questo, perché influisce anche sull’equilibrio interno di potere all’interno dell’establishment finanziario. Il fatto che le compagnie aeree ne siano le vittime è significativo, perché potrebbero crollare e quindi, ovviamente, essere acquistate, e ciò significa che c’è stata una ridistribuzione non solo della ricchezza monetaria ma anche di vera ricchezza. Questi sono beni.L’esistenza del coronavirus, che genera incertezza, panico, è in definitiva l’ambiente ideale per le persone che vogliono speculare e fare soldi a spese di coloro che hanno risparmi, a spese delle piccole imprese e alle spese di società concorrenti. Questa è la situazione in cui ci troviamo e non ricordo alcun periodo della nostra storia recente paragonabile a quello in cui viviamo adesso, in cui intere economie sono in stallo: penso all’Europa occidentale, all’Italia, dove si trovano le persone alle quali è stato ordinato di rimanere a casa e così via, e questo alla fine è stato raggiunto con il pretesto – il pretesto – di un virus, di un coronavirus.

NB!!! Hanno detto: “dobbiamo proteggere la nostra popolazione, quindi chiudiamo l’economia”.  Ma non proteggi la tua popolazione chiudendo un’economia. Puoi prendere alcune precauzioni di salute pubblica, che devono essere selettive e ben ponderate; ma non è quello che sta succedendo.

Bonnie Faulkner:   Tornando al virus, scrivi: “Ricorda le circostanze insolite che circondano la pandemia di influenza suina H1N1 dell’aprile 2009”. Quali erano queste insolite circostanze? I dati sono stati manipolati?

Michel Chossudovsky: Questa non è la prima volta che l’OMS dichiara una finta pandemia. Sto parlando della decisione presa il 30 gennaio in cui avevamo solo 150 persone al di fuori della Cina che erano casi confermati.   Nel 2009, ad aprile, si è verificato un altro caso, chiamato pandemia di influenza suina H1N1. La stessa atmosfera di paura e intimidazione. Il processo è stato in qualche modo diverso, ma le dichiarazioni rilasciate dal Direttore Generale dell’OMS all’epoca erano di vasta portata, perché Margaret Chan, Direttore Generale dell’OMS nel 2009, ha dichiarato con autorità che circa – sto citando, dal WHO: “ben due miliardi di persone potrebbero essere infettate nei prossimi due anni, quasi un terzo della popolazione mondiale”.

Ora, in cosa è stata coinvolta Margaret Chan nel fare questa affermazione? È stata una benedizione da molti miliardi di dollari per Big Pharma, che è stata incaricata dal direttore generale dell’OMS Margaret Chan di attuare un massiccio programma di vaccinazione.   In seguito afferma inoltre e, ancora una volta, sto citando: “I produttori di vaccini potrebbero produrre 4,9 miliardi di vaccinazioni di influenza pandemica all’anno nel migliore dei casi”. Riesci a immaginare 4,9 miliardi di vaccini? In altre parole, questa è stata una luce verde per i produttori di vaccini per produrre miliardi di vaccini antinfluenzali per l’H1N1 ed è stato anche un semaforo verde per i governi nazionali per acquistare effettivamente questi miliardi di vaccini antinfluenzali dalle aziende farmaceutiche. 

Poi  si scopre che questa campagna nel 2009, che è stata lanciata dall’OMS, si basava su notizie false, statistiche false e bugie ai più alti livelli di governo. Quando è stato discusso sotto l’amministrazione Obama, Obama ha  affermato: “L’influenza suina potrebbe colpire fino al 40% degli americani nei prossimi due anni e ben centinaia di migliaia di persone potrebbero morire se una campagna di vaccinazione e altre misure non riuscissero. ” Ci sono state diverse dichiarazioni – Associated Press: “Gli Stati Uniti prevedono di avere a disposizione 160 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza suina entro ottobre“. Tale dichiarazione è stata rilasciata nel luglio del 2009. Settimana d’affari : “Paesi più ricchi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna pagheranno poco meno di $ 10 per dose per l’influenza H1N1; i paesi in via di sviluppo pagheranno un prezzo inferiore “. E così via. Questa è stata  una frode multimiliardaria a favore di Big Pharma e, di fatto, non vi fu alcuna pandemia. Milioni di dosi di vaccino contro l’influenza suina erano state ordinate dai governi nazionali. Milioni di dosi di vaccino sono state successivamente distrutte. Si è verificato un problema con la raccolta dei dati sul fatto che fosse il virus dell’influenza B stagionale o se fosse il vaccino contro l’influenza suina. I dati sono stati manipolati e alla fine non ci sono state indagini su chi fosse dietro questa frode multimilionaria.   Ma penso che dobbiamo riconoscere, perché le cose a volte arrivano molto più tardi, che sulla scia di quella falsa pandemia c’è stata una riunione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, che è un cane da guardia dei diritti umani, e hanno messo in discussione le motivazioni dell’OMS.

In realtà hanno affermato che l’Organizzazione mondiale della sanità era  in conflitti di interesse e che la pandemia era falsa. Tale indagine è registrata presso il Parlamento Europeo. Lì abbiamo un esempio di quello che è successo. Non c’erano implicazioni economiche e sociali come esistono oggi, non c’erano azioni per abrogare i viaggi aerei e così via, ma, diciamo dal punto di vista del programma di vaccinazione – quel programma di vaccinazione è stato lanciato e alla fine era totalmente disfunzionale e le aziende farmaceutiche incassarono ingenti somme di denaro, che furono in gran parte finanziate dai contribuenti perché erano nel bilancio dei Ministeri della Salute.   E poi, naturalmente, l’H1N1 è mutato. Quindi i vaccini erano totalmente inutili. È molto simile a una pandemia di influenza stagionale; c’è una mutazione del virus. Ricordo in Canada, il Ministero della Salute ha ordinato milioni di dosi di vaccino e poi hanno riconosciuto, hanno detto, beh, non possiamo usarle perché sai che il virus H1N1 è mutato. Quindi hanno detto che lo avremmo inviato sotto forma di aiuti ai paesi in via di sviluppo, che era in effetti anche una frode perché il vaccino non poteva essere usato dal punto di vista della salute, ma poi hanno deciso semplicemente di inviarlo in qualche paese dell’America Latina o dell’Africa sub-sahariana, sapendo che il virus in sé era mutato e che questi vaccini erano totalmente inutili.

NB!!! Quindi lì abbiamo una situazione in cui il Direttore Generale dell’OMS dà il via libera a Big Pharma, facendo dichiarazioni “sbagliate”  sul fatto che miliardi di persone in tutto il mondo saranno colpite, fino a due miliardi; Big Pharma viene in soccorso e in effetti i produttori di vaccini hanno fatto un sacco di soldi a spese delle casse pubblica.

[…] Bonnie Faulkner: Ora, contemporaneamente a questo evento di simulazione 201 a Baltimora il 18 ottobre, dal 18 al 27 ottobre 2019, si stavano svolgendo a Wuhan, in Cina  i CISM Military World Games . Cosa sono i Giochi del mondo militare e chi erano i partecipanti?

Michel Chossudovsky:   Sono un evento sportivo che si svolge una volta all’anno in diversi paesi. Vi sono più di 100 paesi che partecipano e inviano membri delle forze armate, ma essenzialmente per eventi sportivi. Alcuni le chiamano Olimpiadi Militari.   Ora, ciò che le autorità cinesi hanno sollevato, e questo si riferisce in modo molto diretto al fatto che il virus potrebbe non essere nato in Cina ma potrebbe aver avuto origine in un paese straniero, compresi gli Stati Uniti, è che c’erano 200 militari americani che partecipavano a questo evento di 10 giorni. Certo, sono lì e visitano la città e vanno in giro, ecc. ecc. È stato ipotizzato che il virus potrebbe essere stato accidentalmente o deliberatamente lasciato cadere da qualche parte nel mercato del pesce a Wuhan.  Ora, non abbiamo  alcuna prova che sia avvenuto, tuttavia dov’è il paziente zero?  Il paziente è zero negli Stati Uniti ?   E’ interessante notare che virologi cinesi, taiwanesi e giapponesi hanno esaminato diversi ceppi del virus in diverse località e sono giunti alla conclusione che il virus non è originario della Cina.   C’è un grande dibattito in Cina sul fatto che il virus sia prodotto in Cina o prodotto in America. Sempre più prove scientifiche indicano quest’ultima.   Robert Redfield, direttore generale del CDC, ha rilasciato una dichiarazione proprio questa settimana al Congresso degli Stati Uniti durante le audizioni del cosiddetto Comitato di sorveglianza della Camera.Fa affermazioni secondo cui alcune delle diagnosi dell’influenza comune negli Stati Uniti, l’influenza stagionale, Virus B, potrebbero essere state in realtà da coronavirus. Era in un contesto di commissione, pertanto ha risposto alle domande in un modo sincero e ha detto: “Sì, in alcuni casi diagnosticati come influenza stagionale avrebbe potuto essere il coronavirus”.

Redfield : l’Università di Washington ha sviluppato i propri test.

Membro del Congresso: quei kit erano disponibili venerdì scorso?

Redfield : Sì, signore.

Membro del Congresso: grazie. E senza i kit di test, è possibile che coloro che erano stati suscettibili all’influenza avrebbero potuto essere mal caratterizzati da ciò che avevano effettivamente, ovvero è possibile che avessero effettivamente COVID-19 ?

Redfield: nella pratica standard la prima cosa che fai sono i test per l’influenza. Quindi se avessero avuto l’influenza sarebbero stati positivi.

Membro del Congresso : Ma solo se fossero stati testati. Quindi se non sono stati testati, non sappiamo cosa avessero.

Redfield : corretto.

Membro del Congresso : Va bene. E se qualcuno muore di influenza, stiamo facendo dei test post mortem per vedere se era influenza o era COVID-19?

Redfield: esiste un sistema di sorveglianza per testare la polmonite che ha il CDC. Non è in ogni città, in ogni stato, in ogni ospedale.

Membro del Congresso : Quindi potremmo avere persone negli Stati Uniti che muoiono per quella che sembra essere influenza quando in realtà potrebbe essere il coronavirus o COVID-19.

Redfield: Alcuni casi sono stati effettivamente diagnosticati in questo modo negli Stati Uniti oggi.

Membro del Congresso : grazie.

Ora, questa affermazione conferma gli studi condotti in Cina, Giappone e Taiwan, ma pone anche la domanda, quando? Era ad ottobre? Era a novembre? Era a dicembre? In altre parole, la dichiarazione di Redfield non dice quando sono stati condotti quei test per l’influenza. Bene, sono condotti su base routinaria. Presumibilmente se è stagionale inizia a novembre o ottobre e si estende durante l’inverno.Ma quello che è successo è che questa affermazione in effetti fornisce legittimità agli studi condotti da virologi giapponesi, cinesi e taiwanesi secondo cui è possibile che il virus non abbia avuto origine nel mercato ittico di Wuhan; in realtà avrebbe potuto avere origine negli Stati Uniti d’America. E il virologo di Taiwan ha dichiarato, poiché stava seguendo quello che stava succedendo, che c’erano più di 200 casi di polmonite che hanno provocato la morte negli Stati Uniti, ed è stato innescato dall’incapacità del paziente di respirare. Quindi ha dichiarato di essere stato in contatto con le autorità sanitarie statunitensi e ha posto la domanda se tali morti avrebbero potuto essere il risultato del coronavirus. Ha anche detto che l’epidemia virale potrebbe essere iniziata in un periodo precedente rispetto a quanto si ipotizza, suggerendo che potrebbe anche tornare a settembre. E presumo che risale a settembre perché è allora che il virus dell’influenza inizia effettivamente a svilupparsi.Ma penso che ciò che è importante sia che – uno dei nostri autori, Larry Romanoff, che ha sede a Shanghai, abbia fatto ricerche approfondite su questo tema e se mettiamo insieme le dichiarazioni di Robert Redfield, gli studi giapponesi, taiwanesi e cinesi, c’è una buona probabilità che il virus non provenga dalla Cina, ma potrebbe benissimo aver avuto origine negli Stati Uniti. È un punto di discussione in Cina proprio in questo momento perché il portavoce del Ministero degli Affari Esteri – e i cinesi in realtà non improvvisano allo stesso modo degli americani la loro posizione di politica estera – ma quando commentano il direttore del CDC Dr. Robert Redfield dicono, beh, sai, questo tipo di informazioni deve essere spiegato. Se gli Stati Uniti hanno segnalato 34 milioni di casi di influenza, questo è – penso che stia esagerando, ma è quello che dice – Sto parlando del rappresentante del Ministero degli Affari Esteri. Penso che sia più simile a 15 milioni – ma in ogni caso, poi conclude e dice, per favore dicci quanti sono legati a COVID-19. Questo è un tweet: anche i cinesi hanno adottato i tweet.Ciò che il direttore Robert Redfield ha ammesso è che apparentemente alcune persone che sono morte per influenza potrebbero essere state testate positivamente per il coronavirus. Quindi questo ha aperto il Vaso di Pandora, per così dire, perché il consenso in Cina è che il virus non è stato prodotto in Cina; è stato realizzato in America.

 

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 CHI HA DIFFUSO IL VIRUS? Intervista col prof. Michel Chossudovsky

Madonna dei sette dolori

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Madonna dei sette dolori

Il venerdì della settimana di passione è la festa della Madonna addolorata. Vi proponiamo questa meditazione di Mons. Guérard des Lauriers sull’incontro di Gesù con la sua santa Madre (4° stazione della via Crucis) tratto dall’opuscolo La via regale (edizioni CLS)

Quarta stazione
GESÙ INCONTRA MARIA SUA MADRE

Ecco il Re della Gloria, ornato della corona che Sua madre gli ha dato il giorno delle Sue nozze (1). Ecco, o Maria, Tuo Figlio; ecco che Egli sposa una seconda volta, nel Sangue, la natura che assunse in Te; ecco che Egli invita alle sue nozze tutte le vergini, e Te per prima, Vergine delle vergini che in quest’ora Egli fa sua Sposa.
Guardalo, Maria, il Re della Gloria, tu stessa, Regina nella Gloria! Mai fu più vera la profezia secondo cui tutta la gloria è dentro (2), nel regno che non è di questo mondo (3). Qual è dunque questa Gloria? È quella del Signore forte e potente (4), che vince ­l’odio con l’Amore, è quella della vergine forte e vigilante, che patisce in sè la Verità e l’Amore. Gesù, Tu incontri Maria, Tua Madre. Maria, tu incontri Gesù, Tuo Figlio. I vostri sguardi si incrociano sulla terra, è però in fondo all’anima che essi realizzano la più profonda comunione. Chi mai potrebbe essere il degno testimone di questo ineffabile incontro? Chi conosce questa Gloria? Gli uomini la disprezzano, gli Angeli l’adorano nel mistero, Tu solo, o mio Dio, la conosci, e in Te, o mio gran Dio, io voglio conoscerla, come una purissima immagine Tua.
Il Verbo incarnato e la Madre del Verbo si incontrano un istante sulla terra; il Padre, il Verbo e lo Spirito sussistono eternamente nella comune Essenza: questa è la chiave del mistero. Tu ritrovi, o Verbo incarnato, Tua madre nella gloria della Croce. Tu ritrovi, o Verbo eterno, Tuo Padre nella Gloria del­l’Essenza. Quale Gloria, quale Incontro, quale Amore! Amore crocifisso in nome del quale non ci si trova che per lasciarsi, Amo­re beatificante nel quale non ci si distingue che per ritrovarsi. Qui coscienza giusta uguale alla Beatudine infinita, là vita sufficientemente giusta per portare una pena infinita. O Gloria, o splendore di questo Amo­re, vero nel Seno della Beatissima Trinità, vero nell’intimo dell’incontro doloroso. Uguale modalità, uguale rigore. Essere due e non essere che uno. Distinguersi e unirsi; lasciarsi e ritrovarsi… Il peccato impone la propria distensione all’A­more che lo visita, ed è la forma del peccato che, per un istante, vince; nel delicato alternarsi del gioco dell’Amore, una delle fasi diventa dominante al punto da assorbire l’altra; e per Te, Gesù, e per Te, Maria, questo incontro sa solo di separazione. E tuttavia vi ritrovate in modo molto reale: le vergini, nel­l’Amore, si ritrovano continuamente, per quanto non si lascino mai. Come potrei comprendere la profondità di questo sguardo reciproco che tocca il fondo delle vostre anime, perchè procede dalla Luce di Dio?
Gesù, il Verbo Salvatore, Maria la prima e perfetta redenta: Maria in Gesù come nella sorgente della sua vita e Gesù in Maria come nell’espressione della Sua opera; così il Figlio è nel Padre e il Padre nel Figlio (5). Era la beatitudine essenziale che visitava le vostre anime attraverso questo sguardo, o Gesù, Figlio di Maria, o Maria, Madre di Gesù. Ma ciò non è affatto di questo mondo. Ed ecco che la penetrante dolcezza di questa luce diventa inesorabile penetrazione. Tu vedi, o Gesù, quanto costi a Tua Madre il seguirti, più che non misuri il prezzo della Sua redenzione; Tu vedi, o Maria, l’Agonia che si prolunga sotto il peso della Croce, distratta alla Tua stessa sofferenza. Non si percepisce il proprio dolore che nell’altro, proiettato nell’altro e ingigantito nell’altro indefinitamente, sulla misura stessa dell’Amore. Come due specchi perfettamente puri, voi riflettete ­l’uno per l’altra il rigore della legge del­l’Amore. O Maria, è ben Gesù che ritrovi, ma un Gesù che deve lasciare se stesso, che deve assolutamente offrire sé stesso; e Tu, o Gesù, è proprio Maria che ritrovi, ma una Maria che deve compiere nel dolore, la generazione che ­iniziò nella Gloria. E così, o Maria, tu lasci Gesù con un rigore a prima vista inconcepibile, giacché Tu sei tutt’uno con Gesù che deve lasciare se stesso. E Tu, Gesù, Tu comunichi con Maria nell’atto di suprema rinuncia che le chiedi e che le dai da compiere; Tu rinunci a lei, in lei e per lei che, a sua volta, rinunzia sé stessa. Amore che unisci Gesù a Maria; Amore che separi Gesù da sé stesso, e Maria da sé stessa; Gesù da Maria e Maria da Gesù. Amore, dammi un cuore amante che comprenda la legge dell’Amore.
O Maria, Tu non fai nulla per Gesù, neppure ciò che fece Veronica; e Tu, Gesù, non fai nulla per Maria, neppure ciò che facesti per le donne di Gerusalemme. Questo sguardo reciproco non ve lo date che per lasciarvi, e solo per questo. Nessuna azione; questo sguardo basta. O verginità ineffabile di questo sguardo che esclude tutto quello che non è Lui; Verginità uguale nell’Amore che possiede e che non distingue che per ­unire, nell’Amore crocifiggente che avvicina solo per separare.
O Gesù, o Maria, grazie per questo sguar­do! Che esso sia per me il sacramento del rigore dell’Amore. Io voglio adorarlo e conservarlo nella fede. Che esso mi faccia un cuore che accolga ugualmente l’Amore nella Gloria della sua Croce e nel riposo della sua Gloria.

1) Ct. III, 11.
2) Ps. XLIV, 14.
3) Gv. XVIII, 36.
4) Ps. XXIII, 8.
5) Gv. XVII, 21.

DA

http://www.oratoriosantambrogiombc.it/2020/04/02/madonna-dei-sette-dolori/

Governo “bugiardo e irresponsabile”… ora lo dicono tutti

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Governo “bugiardo e irresponsabile”… ora lo dicono tutti

Governatori e sindaci, di destra e di sinistra, persino la stampa “amica” sono uniti nel coro contro le iniziative di Conte, Gualtieri e Lamorgese

TEMPO DI LETTURA: 7 MINUTI

Chiarezza, coerenza, serietà: ecco alcune parole evidentemente sconosciute per chi sta al governo, mentre dovrebbero essere le parole d’ordine di chi avesse l’obiettivo di riuscire a contenere e a sconfiggere la pandemia.
Ogni giorno, invece, rimaniamo fulminati dalle assurde comunicazioni che giungono da Palazzo Chigi o dal Viminale: ultima in ordine di tempo la “passeggiata autorizzata” per minori accompagnati.

Decisione incomprensibile e schizofrenica nel momento in cui si spera di riuscire ad aver frenato il contagio. Decisione irresponsabile e demagogica perché assunta proprio in contemporanea con il prolungamento dello stato di emergenza. Decisione che ha scatenato la reazione furente “bipartisan” tanto dell’assessore alla salute lombardo, Giulio Gallera, quanto del governatore campano Vincenzo De Luca.

Purtroppo, il problema più grave di questa emergenza è, ed è sempre stato, il comportamento irrazionale e irresponsabile del governo. Sembra in ritardo, lontano dalla realtà, senza alcun senso pratico, perso tra giochetti politici, grovigli burocratici, spettacolarizzazione mediatica. Preoccupato di partorire l’ennesimo foglio di autocertificazione ma non di sveltire l’iter dei decreti. Incapace e falso, stante alle ultime affermazioni di molte Regioni che non hanno ricevuto il materiale sanitario annunciato alla stampa.

Una situazione, quest’ultima, talmente scandalosa, da essere denunciata persino dalla “voce dei padroni”: Repubblica, che ha titolato l’apertura del giornale: “La beffa delle mascherine”.

Una vicenda emblematica (purtroppo solo l’ultima di una lunga lista) perché dimostra concretamente che il governo, ma anche il commissario “speciale” (Arcuri) e il capo della Protezione Civile (Borrelli) sono totalmente inadeguati.

Su tutta la gestione dell’emergenza, quando ne saremo usciti, un Paese civile dovrebbe aprire una inchiesta, partendo dall’ipotesi di reato di strage. Perché appare ormai chiaro che con misure preventive adeguate e con risposte rapide e coerenti si sarebbero potuti evitare centinaia di morti.

NO AD ABBASSARE LA GUARDIA

Come dicevano, i governatori di Lombardia e Campania non hanno perso un attimo e si sono ribellati, appena dal Viminale è stata diramata la circolare per cui si poteva far uscire i bambini accompagnati da un genitore per fare una passeggiata intorno a casa. Una ribellione che parte da chi ogni giorno è in prima linea impegnato a fronteggiare direttamente l’emergenza di letti, di mezzi e di quant’altro.

Così si ingenera solo confusione e la confusione alimenta la rabbia. Le stesse Forze dell’Ordine non sanno più se applicare le norme confuse, ritrattate, confermate e poi disdette del governo, oppure le ordinanze delle Regioni.

Se il governo avesse usato il buonsenso avrebbe o semplicemente delegato alla Regioni (che conoscono la situazione) o varato una casistica precisa e univoca. Invece così si assiste quotidianamente a casi surreali di eccesso di zelo o di ingiustificato lassismo.

«Non è questo il momento di abbassare la guardia. La circolare diffusa dal ministero dell’Interno rischia di creare un effetto psicologico devastante, vanificando gli sforzi e i sacrifici compiuti finora» ha tuonato Giulio Gallera.

Ancora più duro nei termini il governatore della Campania, Vincenzo De Luca: «Considero gravissimo il messaggio proveniente dal ministero dell’Interno, relativo alla possibilità di fare jogging e di passeggiare sotto casa. Si trasmette irresponsabilmente l’idea che l’epidemia è ormai alle nostre spalle. Si ignora tra l’altro, che vi sono realtà del Paese dove sta arrivando solo ora l’ondata più forte di contagio. Si rischia, per una settimana di rilassamento anticipato, di provocare una impennata del contagio».

In entrambe le Regioni, come peraltro in Piemonte, Veneto e Liguria rimangono in vigore le ordinanze che vietano di uscire. Ma allora cosa ci sta a fare la ministra Lamorgese? Solo a creare confusione e a garantire il libero accesso agli immigrati clandestini?

L’EMERGENZA SOCIALE SCARICATA AI COMUNI

Non solo proteste da parte dei governatori, ma anche dei sindaci, sui quali il governo sta scaricando l’emergenza sociale. Anche loro in maniera bipartisan si sono ribellati accusando Conte di essere “bugiardo e irresponsabile” perché con 400 milioni di euro per i cittadini in difficoltà di 8 mila comuni non si può tamponare una situazione che inizia a essere drammatica, soprattutto perché i buoni non sono disponibili dalla sera alla mattina.

Facile fare l’annuncio “a reti unificate” con ciuffetto pettinato e sorrisino da attore. Il risultato è solo quello di illudere i cittadini di poter ottenere qualche aiuto già l’indomani per poi magari prendersela con i Comuni.

Come ha spiegato Pierpaolo Marcuzzi, assessore di un Comune laziale: «A Terracina sono stati destinati 365 mila euro ma per usarli dovremo fare una delibera di variazione di bilancio, poi l’accertamento di entrata (perché ovviamente ancora i soldi non ci sono ndr.), poi l’impegno di spesa per utilizzarli, poi le prepagate o i buoni spesa e, quindi, organizzare la loro distribuzione. Nel frattempo, dobbiamo fare anche il disciplinare con i criteri di assegnazione (…) Non è, come hanno fatto intendere il premier e i suoi, che già dall’indomani gli stessi Comuni erano pronti a dare gli aiuti a chi ne ha bisogno».

Insomma, c’è il timore, espresso anche dal sindaco di Bari che è presidente dell’Anci, che il governo crei aspettative senza dotare i Comuni di risorse necessarie anche per le settimane successive.
Ma il signor Conte non pensa a questo. Lui vuole “passare alla storia”… e sicuramente sarà così ma solo per essere stato un “bugiardo e irresponsabile”.

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Governo “bugiardo e irresponsabile”… ora lo dicono tutti

Il premio Nobel per l’economia: “L’Italia può uscire dall’euro, la Germania vi rovina”

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Ce l’ha a morte con la Germania, la considera arrogante, ritiene che l’Italia potrebbe tranquillamente uscire dall’euro senza avere grossi contraccolpi e invita l’Europa a cambiare tutto del suo sistema monetario. No, non è Paolo Savona, il ministro anti-euro ricusato in un primo momento dal Quirinale, e non è neanche Matteo Salvini, tantomeno Giorgia Meloni. L’euro-arrabbiato è un premio Nobel per l’economia, conseguito nel 2001, Joseph Stiglitz, che già lo scorso anno, quando l’alleanza grillo-leghista non era neanche prevedibile, aveva detto, in un convegno a Bologna: “Io credo che sia veramente difficile per l’Italia sopravvivere nell’Eurozona senza che la Germania cambi radicalmente la sua politica. Perché l’austerity è la strada sbagliata, questo è chiaro».

Oggi l’economista rilancia, sugli stessi temi, con un articolo pubblicato su Project Syndicatedal titolo «Can the euro be saved?» («Si può salvare l’ euro?»), durissimo atto d’accusa contro la moneta unica.

«L’ Italia fatica dall’ introduzione dell’ euro. Se un Paese va male, la colpa è del Paese; se molti Paesi vanno male, la colpa è del sistema. E l’euro è un sistema quasi destinato al fallimento. Ha tolto ai governi i principali meccanismi di aggiustamento (tassi di interesse e di cambio), e anziché creare nuove istituzioni che aiutassero i Paesi a gestire le nuove situazioni, ha imposto restrizioni – spesso basate su teorie economico politiche screditate – su deficit, debito, e anche riforme strutturali». Morale della favola? “La risposta della Germania è di caricare il fardello sui Paesi deboli, già provati da alta disoccupazione e bassa crescita. Sappiamo a cosa porta una scelta simile: più dolore, più sofferenza, più disoccupazione, e ancora minor crescita. L’Italia è sufficientemente grande, e ha economisti sufficientemente bravi e creativi, da studiare un’ uscita de facto, introducendo in sostanza una doppia moneta flessibile che potrebbe aiutare a recuperare ricchezza. Questo violerebbe le regole dell’ eurozona, ma la responsabilità di un’ uscita de jure, con tutte le sue conseguenze, sarebbe scaricata su Bruxelles e Francoforte, con l’ Italia che conterebbe sulla paralisi dell’ Unione europea per scongiurare la rottura finale…”.

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Il premio Nobel per l’economia: “L’Italia può uscire dall’euro, la Germania vi rovina”

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