Zio Sam, l’Ipocrita dei Diritti Umani

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di Paul Street

Zio Sam, l’Ipocrita dei Diritti Umani

Fonte: SakerItalia

Quest’anno ricorre il 70-esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani [in inglese]. Firmato dagli Stati Uniti e adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, il documento fu un grande e luminoso passo avanti nell’articolazione del modo in cui gli esseri umani potrebbero organizzare i loro sistemi sociali e politici in accordo agli ideali di democrazia e di civiltà.

Gli Stati Uniti hanno per lungo tempo maneggiato la Dichiarazione Universale (DU) come un’arma da brandire selettivamente contro i nemici ufficialmente designati. Ma sette decenni dopo aver firmato il documento (e averlo strombazzato), la società americana si trova in situazioni, raramente notate, di palese violazione dei principi chiave della dichiarazione. Continua a leggere

Israele abbocca, la Siria no

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di Tony Cartalucci

Israele abbocca, la Siria no

Fonte: Aurora sito

Israele ha ripetutamente colpito la Siria con missili e razzi, lo scambio più recente ebbe luogo dopo che Israele dichiarò che “razzi iraniani” avevano colpito posizioni dell’esercito israeliano nelle alture del Golan che occupa illegalmente. Titoli, come dell’Indipendent, “Israele e Iran sull’orlo della guerra dopo il bombardamento della Siria in risposta al presunto attacco sul Golan“, tentano di ritrarre l’aggressione israeliana come autodifesa. L’Independent, tuttavia, non forniva alcuna prova a conferma delle pretese israeliane. Per facciata, con l’Iran che lancerebbe inspiegabilmente missili contro Israele, non provocato e non ottenendo alcun vantaggio tattico, strategico o politico, la credibilità della narrativa d’Israele viene ulteriormente erosa. Ma forse è la pubblica politica degli Stati Uniti che designa Israele provocatore ostile incaricato d’espandere la guerra per procura di Washington contro Damasco, a rivelare il gioco letale e ingannevole che Israele e i media occidentali giocano. Per anni, i politici statunitensi hanno ammesso sui loro giornali che gli Stati Uniti desiderano un cambio di regime in Iran cercando di provocare una guerra per ottenerlo. Continua a leggere

L’eterno salvacondotto della Shoah

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di Massimo Fini

L'eterno salvacondotto della Shoah

Fonte: Massimo Fini

Che le dichiarazioni di Abu Mazen (gli ebrei sarebbero in qualche modo responsabili della Shoah) siano inaccettabili, come ha immediatamente dichiarato, fra gli altri, anche l’Unione Europea, non è nemmeno il caso di dirlo. Ci si chiede però, come ha fatto un lettore del Fatto (27.4), Mauro Chiostri, parlando dell’oggi e non del codificato ieri, se lo Stato di Israele non goda di uno speciale salvacondotto basato proprio sullo sterminio ebraico di tre quarti di secolo fa. E’ una domanda, per la verità, che si fanno in molti ma che non osano formulare pubblicamente nel timore di essere immediatamente bollati come antisemiti, negazionisti, razzisti, nazisti. Ma Israele è uno Stato e non va confuso con la comunità ebraica internazionale. In anni meno manichei di quelli che stiamo vivendo attualmente era la stessa comunità ebraica a non volere che si facesse una simile confusione. Ed era logico che così fosse. Perché Israele è uno Stato e, come tale, può compiere azioni criticabili, e anche nefande, ma non per questo ne deve rispondere, poniamo, un ebreo del ghetto di Roma. Oggi invece questa confusione esiste e Israele può compiere impunemente atti che ad altri Stati costerebbero l’indignata condanna, se non peggio, della cosiddetta ‘comunità internazionale’. Continua a leggere

Se volete la pace non fateci la Guerra

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di Sergey Lavrov

Se volete la pace non fateci la Guerra

Fonte: Panorama

In un’intervista esclusiva a “Panorama” in edicola il 3 maggio, il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov, da quasi 15 anni stretto collaboratore di Putin, accusa gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e un gruppo «piccolo ma molto aggressivo» di Paesi europei russofobi. Devono rassegnarsi, dice, il mondo non è più loro. E dà la sua versione sugli avvelenamenti di Salisbury e sull’uso di armi chimiche da parte del regime siriano. «Il G7 ormai è inadeguato, un modello per il futuro è l’intesa Mosca-Pechino».

Lavrov, nell’intervista parla di tutti i principali temi che hanno visto la Russia protagonista negli ultimi mesi, dagli avvelenamenti delle spie in Inghilterra alla Siria, dagli Stati Uniti ai rapporti con l’Europa.

Ecco alcuni passaggi della lunga intervista che si può leggere in versione integrale sul settimanale: Continua a leggere

Israele vuole la guerra, ma i suoi nemici la rifiutano

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di Bruno Guigue

Israele vuole la guerra, ma i suoi nemici la rifiutano

Fonte: controinformazione

Israele bombarda nuovamente la Siria, Israele semplifica il suo processo di impegno militare, Israele accusa l’Iran di possedere armi nucleari … Senza dubbio, vediamo: Israele è la pace, l’amore tra le persone e la luce delle nazioni. Un’entità metafisica investita di prerogative straordinarie, ha il diritto di bombardare chi vuole quando vuole.
Per ottenere questa impunità, è vero che lo stato colonizzatore ha colonizzato tutti: Washington, Parigi, Londra e persino l’ONU. Nel frattempo, questa entità bombarda la Siria, causando addirittura un’escalation devastante. È incredibile, ma il fuoco del missile del 30 aprile è la centesima operazione israeliana contro la Siria dal 2013.

Quando si attaccano le installazioni militari siriane, tuttavia, I leader sionisti sospettano che Damasco e Teheran (anche indicati) finiranno per vendicarsi. Non è sfuggito loro che un aereo israeliano (due, secondo alcune fonti) è stato abbattuto a febbraio, né che la difesa aerea siriana ha respinto gran parte dei missili lanciati il ​​14 aprile dal trio neocoloniale (USA-GB-Francia). Continua a leggere

La santabarbara Mediorientale

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di Fabio Falchi

La santabarbara Mediorientale

Fonte: Fabio Falchi

Lunedì scorso il premier israeliano ‎Benjamin Netanyahu ha rivelato in un discorso alla Nazione che i servizi di intelligence israeliani sono riusciti ad impadronirsi del dossier segreto relativo al programma nucleare iraniano e che una copia di questo dossier è stata consegnata agli americani. Si tratta di numerosi documenti che, a giudizio del premier israeliano, proverebbero che Teheran ha intenzione di dotarsi di armi atomiche, violando così palesemente il Joint Comprehensive Plan of Action del 2015, ovvero il cosiddetto “accordo 5+1” (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania), in base a cui Teheran avrebbe dovuto sospendere il suo programma nucleare in cambio della cessazione delle sanzioni economiche imposte all’Iran proprio perché cessasse tale programma.

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Io so quale sarà la prossima nazione ad essere invasa dagli Stati Uniti

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di Lee Camp

Io so quale sarà la prossima nazione ad essere invasa dagli Stati Uniti

Fonte: Comedonchisciotte

Alla fine di questo articolo, sarà chiaro quale sarà la prossima nazione ad essere invasa e devastata dagli Stati Uniti. O, in mancanza di ciò, quale sarà la prossima nazione che il nostro complesso industriale militare e di intelligence cercherà a tutti i costi di invadere.

Noi tutti vorremmo sapere perché l’America fa quello che fa. E non intendo riferirmi al perché gli Americani fanno quello che facciamo noi. Penso che questa domanda se la potrebbe fare, fra molti secoli, qualche futuro professore, mentre mostra ai suoi studenti un video telepatico di qualche incontro attuale di UFC [Ultimate Fighting Championship – arti marziali miste] dove i contendenti si prendono a calci in faccia davanti ad una folla che fa il tifo (non per l’uno o per l’altro dei due combattenti, ma piuttosto per (vedere) più calci in faccia).

Ma sembra che noi tutti diamo per scontato che l’America, intesa come entità e come corporazione, abbia un qualche genere di più alta motivazione per i suoi comportamenti, per le azioni portate avanti dalla sua classe dirigente. Però, in pratica, la maggior parte di tutti noi si rende condo che le ragioni che ci vengono ammannite dagli addetti stampa e dai ridicoli conduttori dei telegiornali della sera sono le stronzate più marce e puzzolenti che ci possano essere. Continua a leggere

Isolare l’Iran per colpire la Russia: ecco come gli Stati Uniti vogliono tornare a comandare in Medio Oriente

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Segnalazione Linkiesta

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Isolare l’Iran per colpire la Russia: ecco come gli Stati Uniti vogliono tornare a comandare in Medio Oriente

L’atteggiamento nei confronti con Teheran cambia spesso. A seconda del balance of power nella regione, e a seconda della posizione degli alleati, Arabia Sauduta e Israele. Ora Trump, anche per dare un buffetto alla Russia, vira verso l’annullamento dell’accordo nucleare. (di Tommaso CanettaLEGGI)

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Grosso guaio in Medio Oriente, ora l’America vuol fare la guerra all’Iran (insieme a Israele e ai Sauditi)

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Segnalazione Linkiesta

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Grosso guaio in Medio Oriente, ora l’America vuol fare la guerra all’Iran (insieme a Israele e ai Sauditi)

Obama cercava un bilanciamento dei poteri in Medio Oriente. Trump (o meglio, il Pentagono) torna all’atteggiamento tradizonale americano: amicizia con i Sauditi e Israele, contrasto duro all’Iran. E la situazione non promette niente di buono. (di Tommaso CanettaLEGGI)

Perchè il Regno Unito, L’Unione Europea e gli Stati Uniti si coalizzano contro la Russia?

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di James Petras

Perchè il Regno Unito, L’Unione Europea e gli Stati Uniti si coalizzano contro la Russia?

Fonte: SakerItalia

Introduzione

Per gran parte dell’ultimo decennio gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione Europea hanno condotto una campagna per minare e rovesciare il governo russo e, in particolare, per estromettere il presidente Putin. Sono in gioco questioni fondamentali, compresa la possibilità reale di una guerra nucleare.

La più recente campagna di propaganda occidentale, e una delle più virulente, è quella partita con l’accusa lanciata dal regime britannico del Primo Ministro Theresa May. Gli inglesi hanno affermato che agenti segreti russi hanno cospirato per avvelenare un ex agente russo doppiogiochista e sua figlia in Inghilterra, minacciando la sovranità e la sicurezza del popolo britannico. Nessuna prova è mai stata presentata. Ma il Regno Unito ha espulso dei diplomatici russi e ha chiesto sanzioni più severe, per aumentare le tensioni. Il Regno Unito, i suoi sostenitori statunitensi ed europei si stanno muovendo verso una rottura delle relazioni e una crescente proliferazione militare.

Un certo numero di domande fondamentali sorgono riguardo alle origini e all’intensità crescente di questo animo anti-russo. Continua a leggere

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