Il mandato di arresto europeo: prospettiva gulag
Momento topico dell’evoluzione del diritto penale europeo, era stato il Consiglio europeo di Tampere del 1999.
Nella proposta di decisione quadro che ne era nata e nei suoi sviluppi (DQ 2002/584/GAI), paludati dai consueti proclami eurocratici di libertà e di magnifiche sorti e progressive, avevano preso corpo principi che devastavano l’ordinamento costituzionale e penale italiano.
Per veicolare il tossico senza seri sussulti di coscienza, nel Belpaese si contava forse sulla tradizionale superficialità ideologica con cui i nostri governanti sono soliti accogliere le proposte europeiste. E probabilmente anche su un radicato, secolare spirito di sudditanza di larghi strati della società italiana nei riguardi degli altri europei.
Invece – fatto memorabile – si era sviluppato un confronto serrato sul tema, con cui si era segnalata all’attenzione del pubblico e degli specialisti meno attenti l’esistenza di una proposta europeista che prevedeva l’inimmaginabile.
Inimmaginabile come dovrebbe esserlo, ad es., la possibilità di essere puniti chissà dove – l’Europa è grande – per un fatto commesso in Italia, in spregio al principio costituzionale e di diritto naturale del giudice – la ripetizione è d’obbligo – naturale.
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fonte – https://www.maurizioblondet.it/il-mandato-di-arresto-europeo-prospettiva-gulag/







Giustamente Emanuel Macron ha detto di non aver tempo da perdere con i governani italiani, lebbra populista di destra, razzista e anti-democratica. Lui aveva fretta di tornare a Parigi per il XIX atto : ha dato ordine ai comandi militari di affiancare la polizia nelle piazze con i corpi speciali, e se occorre, fare fuoco. Lo ha confermato venerdì mattina …
Qualche giorno a Heather Parisi domandava perché quando torna in Italia, la trova sempre più incattivita “e sempre più affetta da una sindrome di accerchiamento”. Ho mancato di far notare che anche la società americana è polarizzata come mai nella storia; ogni tweet di Trump fa sbavare di rabbia ed urlare d’indignazione l’elettorato democratico; coloro che hanno votato “The Donald” non sopportano le tv “liberal”, in cui vedono con rabbia solo un ammasso di menzogne deliberate. Non pochi politologi cominciano a paventare che una simile inimicizia sociale non s’era mai vista, se non prima della Guerra Civile. Semplicemente – e cosa terribile – metà dell’America non riconosce la legittimità dell’attuale presidente.
“182 appuntamenti in Italia, 300 mila in piazza”: per il “Clima”. La radio pubblica sta seguendo le manifestazioni, esulta e fa domande sul “Clima”. Dicono che il “Clima” “scuote le coscienze di tutti”. “E’ fantastico!”, cinguetta la giornalista…