La società anti-educativa

“Fake News! Non è stata eutanasia! E’ stato solo suicidio!”. Rivoltante la reazione dei media e dei radicali sulla ragazzina olandese di 17 anni che s’è lasciata morire. Cappato, Mentana e non so chi altro hanno insinuato che la notizia sia stata falsificata apposta da “quelli di Verona” per bloccare le proposte di legge sulla legalizzazione della morte eseguita dallo stato su richiesta, che “giace in Parlamento”.Come se non fosse vero che nei Paesi Bassi l’eutanasia è autorizzata ai minorenni, anche ai dodicenni. Esasperato, l’amico Gianluca Marletta, scrittore, saggista, grida la verità che “i media” e “i progressisti” censurano.
E’ “l’OMICIDA FIN DAL PRINCIPIO perché odia l’immagine che è in noi”. Dunque, grida, “tutto quel che questa splendida civiltà (la “migliore possibile”, giusto?) sa dire al cospetto della sofferenza è: crepa!
Poi aggiunge : “Tranquilli: in quella latrina che è il Nord Europa lo fanno “legalmente”; qui da noi lo fanno – a migliaia – senza autorizzazione. Lo si fa per un compito andato a male, per una donna che non te la cede, perché non assomigli alla sgallettata di Uomini&Donne – o perché le somiglia troppo.
Ma è comprensibile: sei uno scimmione “evoluto per caso”, esisti per eiaculare e sbronzarti, e hai una fottuta paura di morire ma soprattutto di vivere!”
fonte – https://www.maurizioblondet.it/la-societa-anti-educativa/








Turbolenza ad alta quota. Ieri Silvano Cassano si è dimesso da amministratore delegato di Alitalia, «per motivi personali», si legge nella nota diffusa dalla compagnia poco prima delle 13 che ha confermato le anticipazioni del Messaggero.it. Di là delle motivazioni ufficiali, alla base del divorzio i dissidi con i soci italiani alimentati dalle deludenti performance del vettore, e alla fine anche con James Hogan, che in origine l’aveva proposto ma che di fronte alle critiche sempre più generalizzate ha dovuto prendere atto della necessità di un cambio. Nei primi sei mesi dell’esercizio la compagnia ha cumulato una perdita netta di 130 milioni (dei quali 30 nel secondo trimestre) in lieve miglioramento rispetto al budget. Dunque, all’origine dei dissidi non è tanto il mancato rispetto del budget, bensì «il fatto di non essere riusciti – precisano dall’interno – a dare ai clienti una percezione netta del cambiamento»
NON C’E’ NIENTE DA RIDERE