Il patto scellerato sulla droga
QUINTA COLONNA
C’è una campagna strisciante e pervasiva nel nostro Paese che vuol rendere “normale” la diffusione della droga. È una campagna che passa dalla proposta ripresentata in Senato di legalizzare la coltivazione e la vendita dell’hashish e della marijuana, cavallo di battaglia di sinistre, radicali, liberal e grillini “fumati”. Si sono moltiplicati in breve tempo e in ogni angolo i negozi dedicati alla cannabis (intorno a casa mia ne sono sorti in pochi mesi 5 o 6). Senza dire dei messaggi quotidiani sulla droga tra canzoni, film, letture. Eppure una percentuale altissima di atti criminali, violenze sessuali o incidenti stradali è accompagnata da quelle pratiche: spaccio, uso, stati d’alterazione, necessità di procurarsi la droga.
La droga è il Gran Rimosso della nostra vita pubblica perché è il punto di confluenza di due aspetti politicamente sensibili: i racket dell’immigrazione clandestina (dalla mafia nigeriana in giù) e la diffusione di una visione libertaria, libertina e permissiva. Da una parte la manovalanza massiccia di migranti, soprattutto neri, nello spacciare e procurare la droga e dall’altro un modello di società radical, trasgressiva, anti-proibizionista che deriva dai piani alti della nostra società, dal nichilismo diffuso oltre che dal cinismo degli imprenditori di morte. Sulla droga la libertà psichedelica del “tutto è permesso” di matrice sessantottina, dove i diritti sconfinano nei desideri, s’incontra con l’accoglienza illimitata di migranti che per fame ed estraneità al territorio sono facilmente reclutabili nel racket. Continua a leggere


fonte – QUINTA COLONNA

QUINTA COLONNA
QUINTA COLONNA


QUINTA COLONNA